mercoledì 13 maggio 2020

Moda modesta, idee per principianti e curiose.




Moda modesta o come viene etichettata dalle influencer... "Modest fashion", è una delle categorie di moda meno comprese ma allo stesso tempo, a mio avviso, più interessanti sul mercato.
Talmente interessanti che ci sono anche stilisti che hanno aggiunto alla loro collezione questa categoria.
Per questo ho pensato di scrivere qualcosa a riguardo con alcuni punti per principianti e altri per chi è scettica a riguardo.

Partiamo, in breve, dal significato di modestia:
- Moderazione, parsimonia
- Coscienza del limite delle proprie possibilità, 
- Seria e dignitosa compostezza, propria dell'abito e del portamento tradizionalmente attribuiti alla donna onesta, 
- Senso di misura, di sobrietà, di riservatezza, che si manifesta negli attinelle parole, nello stile di vita: agire, parlare, vestire.
Potrei continuare ma basta questo perchè ulteriori estensioni poco ci interessano.

Le parole che saltano all'occhio sono: moderazione, compostezza, sobrietà, riservatezza ovvero semplicemente le basi per la moda modesta.

Invece ecco alcuni falsi miti: 
- vestita da suora,
- abbigliamento castigato,
- donna imbruttita (magari pure con i baffi),
- abiti amish (con tutto il rispetto per loro),
- niente trucco.

Letta cosi... Da rabbrividire!!!! 
Perchè mai dovrei seguire questa moda se mi rende brutta???

Eh no !!! In realtà non funziona cosi!!!
Modesta non equivale a brutta, cosi come non equivale a suora o ad abiti sformati.
Modestia va tranquillamente di pari passo a femminilità (una femminilità diversa)!

Dobbiamo partire dal presupposto che non tutte vedono la modestia allo stesso modo e dopo alcuni anni di osservazione, ho catalogato 3 gruppi:
Il primo gruppo è quello tradizionale, "vecchio stampo" (passatemi il termine), più rigoroso ovvero quelle che mettono solo ed esclusivamente gonne e abiti sotto il ginocchio, rigorosamente accollati e con le maniche al gomito e non ammettono i pantaloni.
Il secondo gruppo comprende quelle che mettono anche le maniche corte e gonne al ginocchio oltre ai pantaloni ed è una via di mezzo tra le prime e le terze.
Il terzo gruppo comprende quelle che mettono prevalentemente jeans e magliette a maniche corte, ma che segue comunque delle regole in cui non mette in mostra parti del corpo (copre il lato B con maglie più lunghe, niente scollature, niente shorts, niente gonne sopra il ginocchio).

A mio avviso la regola universale da utilizzare è "Non giudicare", perchè se una decide di far parte del primo gruppo ha tutto il diritto di farlo, soprattutto non è una bigotta (che poi non ho mai capito come mai quest termine venga utilizzato quasi come offesa).
Se una fa parte del terzo gruppo non è una poco di buono!

Perchè dovrei seguire questo stile? 
Sono ancora in cammino per quanto riguarda questo tema per cui devo ancora migliorare dal lato pratico, all'inizio ero molto scettica, mi dicevo che se mettevo una gonna corta non ero una brutta persona, mostrare qualcosa non era nulla di che etc...e ovviamente non è una gonna corta o una scollatura che deve portare ad etichettare una persona.
In realtà è una cosa più interiore, nel senso che scoprendo la moda modesta ho scoperto anche il rispetto per il mio corpo e per me stessa in modo diverso, in senso più profondo.
Prima mostravo senza grossi problemi, pancia di fuori, gonne corte, shorts, canotte con spallina ultra sottile e scollate (che poi lì sopra ho poco da mostrare); con il tempo però certi commenti hanno iniziato ad infastidirmi.
Vuoi mettere poi la logica del mondo d'oggi del "più scopri e più sei popolare"??Instagram soprattutto insegna questo!

Con il tempo ho imparato che posso essere bella e femminile senza mettere in mostra il mio corpo, utilizzando gonne non corte ma fino al ginocchio (se mi abbasso evito di mostrare tutto), posso mettermi comunque dei tacchi (che odio), posso indossare magliette o camicette molto belle che non mettono in mostra il seno ma mi rendono sofisticata e femminile oppure se preferisco posso indossare un abbigliamento sportivo o più casual.
Cambiare il proprio abbigliamento deve partire da dentro, altrimenti non funziona, deve essere una scelta consapevole partendo dal presupposto che posso sempre essere bella e femminile ma capisco che non serve mostrare parti del corpo per esserlo.

Ecco alcuni esempi dalle più casual alle più eleganti:

 


Idee per principianti:

1. Fai un cambiamento GRADUALE!! Non passare dalle minigonne ai gonnelloni e camicie castigate altrimenti rischi di rimanere traumatizzata e non vuoi più riprovare rinunciando al volo!
2. Metti sul letto tutti i tuoi vestiti e prova a dividere quelli che secondo te non rientrano nella moda modesta e e quelli che potrebbero rientrarci, quelli che non rientrano cerca di capire perchè li hai acquistati e se puoi apporta delle modifiche (un esempio: camicia scollata? aggiungi sotto una canotta che copra il seno; se poi sai cucire allora è il top!)
3. Ami i jeans e non vuoi abbandonarli? Ok, basta abbinarli ad una canotta o camicia o maglietta che copra un po il lato B.
4. Fai ricerche online, hai presente Kate Middleton? Ecco, lei è un ottimo esempio di donna splendida nonostante segua la moda modesta, ma non è l'unica! Anche sul Red Carpet hanno sfilato attrici e modelle con abiti modesti senza però sminuire la loro bellezza.
5. Togliti dalla testa che modesta equivale a brutta, per cui non devi smettere di truccarti e tenerti in forma; puoi tranquillamente andare dall'estetista!

Ora qualche appunto per chi è più scettica o curiosa, giusto per dare una spiegazione del perchè alcuni capi non sono considerati modesti:

- Jeans: mettono in mostra le gambe ma soprattutto il lato B, quest'ultimo soprattutto andrebbe coperto, non castigato, per questo anche il jeans può diventare modesto semplicemente abbinando la cosa giusta sopra. ( utilizzo molto maxi maglie, camicette con la parte dietro più lunga etc, se ne trovano ovunque, le più belle le avevo trovate da ovs)
- Minigonna o micro abiti: questa è la categoria più "condannata", nasconde ben poco e soprattutto nel caso doveste abbassarvi o piegarvi per raccogliere qualcosa rischiate di mostrare tutto ai quattro venti.
Quando vi sedete inoltre si accorcia ulteriormente rischiando di passare il tempo a cercare di tirarla verso il basso per coprire. (ne mettevo un sacco, ne ho ancora nell'armadio ma non riuscirei più ad indossarle, mi è capitato a casa un paio di volte qualche anno fa ma con sotto dei leggins oppure possono essere allungate con della stoffa se sapete cucire)
- Shorts:  che differenza c'è spesso tra questi e delle mutande? quasi nulla, ed è questo il motivo per cui non sono modesti, mostrano tutto... non so come sia possibile far uscire di casa delle ragazzine con questo abbigliamento dove spesso si vede pure un po della chiappa.
- Leggins: non sono pantaloni, non sono pantaloni, non sono pantaloni... per cui NO se pensate possano essere utilizzati come pantaloni; SI, se li utilizzate come collant...
- Scollature:  perchè dovrei mostrare il seno a tutti?? Per mettermi in mostra e/o ricevere complimenti? No grazie... (che poi io non ne ho ma va beh)
Le scollature, se non esagerate, possono diventare comunque un problema nel momento in cui mi abbasso o piego per prendere qualcosa, per questo si può risolvere semplicemente con una canotta sotto, basta poco!
- Canotte con spalline sottili: anche queste mostrano e scoprono delle parti del corpo che potrebbero tranquillamente restare coperte, in questo caso spalle e schiena (vista la tipologia è normale).
Possono essere utilizzate sotto camicette come già detto e potete sostituirle con quelle con le spalline più larghe a metà tra canotta e manica corta.

Una cosa di cui dovete tenere conto è "come mi vesto per andare in Chiesa? Se andando in chiesa copro certe parti per rispetto, perchè non lo faccio al di fuori? (QUI articolo a tema)

D'estate è più difficile mantenere un abbigliamento modesto perchè fa caldo, ma in realtà è quasi più semplice e ne avevo già parlato QUI.
In casa tutto sommato ci si sente più libere, per cui si tende a seguire meno queste "regole" ma una volta compreso che per essere più fresche non serve essere più svestite vedrete che andrà decisamente meglio.
Nelle giornate più calde capita all'inizio di indossare anche pantaloncini corti ma basta tenere sempre a portata di mano una gonna da indossare nel caso dovesse arrivare qualcuno (corriere, postino etc..).
Avevo anche pensato alle bambine? Ecco QUI un altro articolo dove ne ho parlato.

Per quanto riguarda i costumi e la spiaggia???
Ve ne parlerò prossimamente in un articolo!!!
Un abbraccio!!!

domenica 10 maggio 2020

L'essere mamma, alla faccia della quarantena.



"Cercate di infondere nei cuori dei vostri figli l'amore per la casa.
Fate in modo che desiderino ardentemente stare con la propria famiglia.
Molti peccati si potrebbero evitare se la nostra gente amasse davvero la propria casa"
Madre Teresa di Calcutta.

Ho trovato questa citazione stamattina, probabilmente diventerà un quadretto da tenere appeso in casa perchè ogni volta che sono arrabbiata o troppo nervosa, possa ricordarmi quale sia il mio obiettivo.
Siamo in quarantena, ok... si... siamo nella fase 2, ma pur sempre in quarantena per cui in casa e può essere un'occasione per infondere nei cuori dei nostri figli l'amore per la casa.

Oggi festeggiamo la festa della mamma, non tutti avranno la fortuna di avere con sè i propri figli per festeggiare ma può essere una bella occasione per ricordare la prima festa della mamma...
10 anni fa chiesi a Maria la grazia, il dono di diventare madre quando ancora la conversione era leggera, ai primi passi, senza grosse aspettative ma sotto sotto con una specie di sfida.
Tre giorni dopo scoprii di essere in attesa della mia prima figlia ma non collegai il test positivo a quella richiesta poichè fatta solo tre giorni prima... ma alla fine Lei sapeva già, sicuramente conosceva ciò che avrei chiesto molto prima che lo facessi.
La data della nascita di Giorgia era prevista per il 30 aprile, con la speranza di un bell'anticipo ma aveva altri piani dato che alla fine nacque il 9 maggio (almeno ho evitato l'induzione per pochissimi giorni).
Nel 2010 il 9 maggio era proprio il giorno della festa della mamma.
Quale regalo migliore avrei potuto ricevere se non il dono della maternità!!
Diventare madre il giorno della festa della mamma, nel mese dedicato a Maria, colei a cui ho chiesto questo dono..
Lei, la mamma per eccellenza, colei che ho sempre sentito vicina soprattutto quando una madre pensavo di non averla più...
Possono dire e farci credere qualsiasi cosa, ma l'assenza di una madre complica le cose, di parecchio.
Si impara a farne a meno, per me è stato cosi, nonostante ora sia presente, ma se ho qualche problema o qualcosa che non va, prego Maria, la mia certezza... mi basta un "Mamma aiutami... tu sai..".

Ai tempi del Covid, essere madre è un po' più complesso perchè non bastano tutte le varie incombenze, si aggiunge anche la DAD e diventa veramente un'impresa titanica per tutti soprattutto se hanno lezioni che si sovrappongono, una rete ballerina e tutto il resto da fare.
Ho impostato un sacco di routine, ce ne fosse una che viene rispettata... nemmeno mezza!!! Sto seriamente mettendo in dubbio il mio spirito organizzativo da planner inside!!
Per cui ora devo riprovare a chiamare in campo il mio super potere speciale, lo Spirito Santo (ve ne avevo parlato QUI), lo avevo lasciato tranquillo per un po', ma senza pare che alcune cose non funzionino correttamente.

Sono una madre che ha più aspettative verso se stessa che verso i propri figli, che al minimo errore loro si fa mille autocritiche personali "perchè non riesco a fargli capire quella cosa.. cosa sto sbagliando..." poi per carità, i miei cari figlioli di sgridate se ne prendono in grosse dosi, ma dopo quelle penso a cosa sto sbagliando io...
Ora che stiamo passando h24 insieme da 2 mesi e mezzo, la cosa è  decisamente amplificata.
Una delle frasi più gettonate è "se volete fregarmi, vi è capitata la mamma sbagliata!!" per poi avere in risposta un bel "ma come hai fatto!!!!" scioccato perchè capisco subito che intenzioni hanno...
Questa cosa li fa sorridere e li inquieta allo stesso tempo... e la cosa invece a me fa ridere un sacco ma posso solo ringraziare la "me" che ha fatto un sacco di cavolate alla loro età, ho semplicemente immagazzinato tutto...ma non ditelo a nessuno! shhhhh!!!
Sono severa, rigida, intransigente.... nell'educazione non ammetto sgarri, ma ogni tanto so anche giocare con loro, farli ridere, farli divertire, farli sentire speciali ma soprattutto difenderli quando serve e allora li esce il mio lato super protettivo con corazza indistruttibile e divento un bulldozer..

Essere mamma non è una cosa che ti possono insegnare, puoi chiedere consigli ma ognuna è unica, ognuna ha un'attitudine diversa dall'altra, ha una sensibilità diversa, un sentire diverso, per questo nessuna dovrebbe sentirsi in difetto rispetto ad altre mamme, nemmeno rispetto alla propria.
Essere madre è una grazia, indipendentemente da come lo si diventa, non ci devono essere distinzioni tra chi partorisce e chi decide di adottare, mettere prima di tutto il bene dei propri figli anche a suon di "cazziatoni" (da noi si intende sgridate, non è una parolaccia) è la strategia vincente insieme all'affidarli (per come affidarli lo trovate QUI).
Auguri a tutte le mamme, sempre a testa alta, perchè siete speciali e perchè lassù qualcuno è sempre pronto a supportarvi.
Un abbraccio.

martedì 5 maggio 2020

Tristezza, l'ottavo vizio capitale.



«Gioia e pace, conversione della vita, tempo e luogo per una vera penitenza, grazia e consolazione dello Spirito Santo, perseveranza nel fare il bene doni a noi il Signore onnipotente (Gaudium cum pace tribuat nobis Dominus omnipotens)» 


Ultimamente cito spesso nei vari post Evagrio Pontico, per molti sconosciuto e onestamente lo era anche per me fino a poco tempo fa.
Evagrio era un monaco vissuto nella metà del 300 d.C, divenuto tale dopo una febbre di origine divina che guarì solo dopo aver promesso l'abbandono della sua vita un po' troppo libertina per diventare monaco.
La cosa che mi ha colpita è che dobbiamo a lui la classificazione dei 7 vizi o peccati capitali (voi lo sapevate? eh, io no!), definiti da lui "pensieri" o "spiriti della cattiveria", oltre ad essere stato l'ispiratore dell'esicaismo..
Ora però mi soffermo sui vizi capitali perchè in realtà Evagrio non li aveva classificati come 7, bensì 8 e avevano qualche diversità rispetto a quelli attuali.
Non sono stati stravolti ma c'è stata qualche modifica tra cui l'assenza dell'invidia ma l'aggiunta di "vanagloria" e uno che non mi aspettavo... la "tristezza"!
In sintesi: gola, lussuria, avarizia, ira, tristezza, accidia, vanagloria e superbia, gli otto vizi grosso modo della tradizione spirituale e morale greca.
Evagrio li suddivide in tre strati da 3+3+2 ovvero: gola-lussuria-avarizia (al piano inferiore), ira-tristezza-accidia (il secondo strato), vanagloria-superbia (il terzo strato).
San Giovanni Cassiano invece li semplifica con due raggruppamenti;
il primo è formato da: 
gola-lussuria-avarizia-ira-tristezza-accidia (vizi del corpo); 
il secondo da: vanagloria-superbia (vizi dell'anima).
La lista attuale invece risale a qualche tempo dopo, per la precisione a Gregorio Magno, (Papa dal 590 al 604). 
Da quello che ho letto, le modifiche fino ad arrivare al settenario della tradizione latina fanno della tristezza una parte dell'accidia o viceversa, mentre la vanagloria risulta essere un aspetto della superbia, e viene introdotta l'invidia. 
Beh, diciamo che hanno accorpato due vizi per evitare di essere ripetitivi e aggiunto l'invidia che tutto sommato va a braccetto con la vanagloria.

Lasciare la tristezza non sarebbe stato cosi male, probabilmente sarebbe stato utile per cancellare quel (triste) luogo comune secondo cui i cattolici sono tristi, brutti e sfigati.. quando in realtà siamo gioiosi, bellissimi, simpatici e brilliamo della luce di Cristo.
Battute a parte.... in realtà San Tommaso d'Aquino aveva fatto qualche obiezione in merito perchè secondo lui la tristezza poteva avere cause psicofisiche per cui non volute, il che lo rendeva un vizio capitale opinabile.
L'apostolo Paolo invece da alla tristezza due origini per cui ci vuole un certo discernimento, una "tristezza secondo il mondo" viziosa e "una secondo Dio" virtuosa (2Cor 7,10)

"Perché la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che porta alla salvezza, del quale non c'è mai da pentirsi; ma la tristezza del mondo produce la morte."

Direi che Paolo è stato molto sintetico ma si comprende molto bene ciò che intende dire e soprattutto la differenza tra i due tipi di tristezza.
Diciamo che Evagrio non era uno sprovveduto e aveva giustamente considerato la suddivisione facendo anch'esso una buona analisi della situazione stilando un elenco di situazioni che rendono perfettamente l'idea che la tristezza debba far parte dei vizi capitali.
(La versione completa la trovate un po ovunque)

"Il monaco triste non conosce la letizia spirituale, come colui che ha una forte febbre non avverte il sapore del miele. Il monaco triste non saprà muovere la mente verso la contemplazione né sgorga da lui una preghiera pura: la tristezza è un impedimento per ogni bene"

Annebbia, fa perdere lucidità, oscura la verità e ciò che conta veramente, la tristezza è un impedimento per ogni bene.
Essa può far parte della vita delle persone, credo sia quasi inevitabile per innumerevoli motivi, il principale riguarda il fatto che siamo umani ma il punto fondamentale è discernere!
Capire quando questa sta prendendo il sopravvento e ci sta dominando.. il peccato è farsi dominare, permetterle di diventare un pensiero persistente.

Ricordo quando ho visto per la prima volta il film "Inside out" e c'erano Gioia e Tristezza, il quel caso si vedono le grosse differenze tra loro, soprattutto Tristezza fa quasi sorridere ma solo dopo pensi a quanto sia invece parte di molti avvenimenti della nostra vita..
Quando tocca una palla con un bel ricordo Riley cambia umore e in quel ricordo trova qualcosa di negativo e si rattrista nonostante fosse qualcosa di bello, invece quando Gioia vuole recuperare la situazione tocca la sfera e tutto cambia, la prospettiva cambia.
Quando la tristezza ci tocca, anche nelle cose belle vediamo qualcosa di negativo, per questo va gestita... come?
Con la preghiera! Eh si, rispondo sempre allo stesso modo, è la medicina per tutti i mali ma ovviamente dobbiamo metterci pure del nostro.. se hai un'allergia alimentare puoi pure prendere il digestivo ma se continui a mangiare ciò che non puoi di certo non ti passerà il dolore allo stomaco e immancabilmente tornerà... il trucco è modificare lo stile di vita.

Ho trovato un esempio molto terra terra che mi ha aiutata a comprendere meglio cosa può fare la tristezza e cosa può compromettere. 
L'ho semplificato perchè cosi come l'ho trovato, per capirlo, l'ho dovuto rileggere svariate volte..

Immaginate di andare a messa, avevate pianificato la solita routine ma inaspettatamente vi ritrovate in una messa cantata, più lunga del previsto e iniziate a pensare "ah, non finisce più... pensavo non fosse cantata, a saperlo sarei andata altrove..." e rimuginate, vi guardate in giro... cercate di seguire ma notate solo che la messa è più lunga e non come al solito..
Ecco, quella tristezza che arriva, è quella da cacciare.. quella che rende un'azione di gioia e di salvezza (l'andare a messa) qualcosa per cui il sentimento che prevale e tutt'altro... 
Esempio banale ma che rende bene l'idea, in questo caso la tristezza non è dovuta a cause psicosomatiche ma a un qualcosa che ci fa sminuire la gioia che dovremmo vivere in quella situazione.

Nel momento in cui la tristezza deriva da un qualcosa che non abbiamo ("vorrei tanto quel vestito"), non possiamo avere ("vorrei andare ad ascoltare quella catechesi ma è troppo lontana"), da un torto subito ("aveva detto che mi avrebbe aiutata invece non lo ha fatto"), gelosia ("tizia ha un sorriso più bello")...  oppure avete presente quando pensate che quella persona sta meglio di voi, ha più follower, più interazioni, più visibilità.. quando vi soffermate su ciò che sarebbe potuto essere ma non è stato??
E' lì che quel sentimento ci annebbia e non ci fa vedere la bellezza di quello che abbiamo ("beh, questo vecchio vestito non è cosi brutto"), possiamo avere ("cercherò qualche catechesi da ascoltare online"), facciamo ("ah, forse posso essere utile a.."), siamo ("ecco, con questo rossetto sembro più solare") perchè di gioia dentro ne abbiamo veramente tanta (ricordate la canzone di chiesa "Io ho una gioia nel cuore"?) dobbiamo solo imparare a vedere la tristezza come Evagrio ovvero come uno spirito cattivo che non viene da Dio, cosi forse ne staremmo molto alla larga...
L'unica tristezza "buona" è quella citata da Paolo "la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che porta alla salvezza".
Per essere cattolica oggi bisogna anche essere un po' folle, talmente folle da non omologarsi al pensiero comune che la tristezza sia una cosa con cui convivere perchè lo fanno in molti, (state bene attente che la tristezza e la depressione sono due cose ben diverse) e come dice Evagrio:

"Ma colui che disprezza i piaceri del mondo non sarà turbato dai cattivi pensieri della tristezza."

Il trucco è quello di fare un buon uso di questa tristezza in modo che diventi segno concreto della speranza teologale: mi spiego meglio...dovete fare in modo che diventi quella «tristezza secondo Dio» citata da Paolo che trasforma il rimorso in valutazione, la valutazione in contrizione, la contrizione in pentimento con il fine di essere nella gioia del perdono di Dio.
Vedrete che quella tristezza si muterà in gioia, spirituale e interiore.
Gioite!!!!!
Un abbraccio

martedì 28 aprile 2020

Nella gioia e nel dolore, affidarsi e affidarli è il più bel gesto d'amore.




Ogni tanto mi capita di perdermi a fissare i bambini mentre stanno giocando tranquilli, mentre chiacchierano tra di loro, oppure quando durante il pranzo o la cena si accordano per i giochi che faranno di lì a poco...
In quei momenti mi sento la persona più fortunata sulla faccia della terra e darei qualsiasi cosa per fermare il tempo...
Allo stesso tempo quando litigano per ogni cavolata, borbottano ai vari "no" e cambiano stanza stizziti, li strozzerei (un po alla Homer Simpson con Bart, nulla di cattivo...) poi mi limito alla mia solita frase "mi dispiace per voi ma so cosa state borbottando!! L'ho fatto prima di voi, non mi fregate!".
Nei momenti in cui non sono la mamma rompi scatole, subentra anche il mio lato più protettivo, quello che mi fa più male perchè so che la mia protezione non potrà mai fare in modo che nella loro vita non ci sia sofferenza.
Li guardo e penso che farei di tutto per far si che non debbano mai soffrire, sia per salute che per le amicizie o l'amore perchè se ripenso a me, non vorrei mai che possano vivere anche solo la metà di ciò che ho sofferto alla loro età e anche più grande.
Credo che questo pensiero possa essere comune a tutti i genitori o per lo meno alla maggior parte, chi non lo pensa probabilmente ha molto più buonsenso e molta più ragione di me perchè si evita un sacco di paranoie e gastriti inutili.

La sofferenza non si può impedire, soprattutto credo fermamente che possa essere una grossa fonte di ricchezza ma parliamoci chiaro.. se si potesse evitare, nessuno di certo andrebbe a cercarla, tanto meno io.
Essere felici cosi come soffrire significa essere vivi...
Per carità, non sono sadica, cerco solo di essere un po obiettiva e concreta, anche se vale solo per me, perchè per quanto riguarda i bambini (inteso come figli), diventa un pensiero estremamente difficile da accettare.
Capiamoci, sono riuscita anche a sostituire il criceto quando potevo per evitare della sofferenza a loro.. poi la seconda volta non ci sono riuscita perchè era domenica e i negozi di animali erano chiusi.

Gabriele è il più sensibile dei tre, quello che è rimasto attaccato alla vita fin da quando era ancora nella mia pancia, quello che ha avuto fretta di nascere, quello che può essere considerato un piccolo guerriero (e un miracolo), è il più fragile di tutti.
Quanto fa male! Anche se a volte vorrei bucargli quel pallone da calcio che ha sempre tra i piedi.
Oggi ricorre l'anniversario della morte di Alfie, ricordo quanto ha sofferto Gabri per lui.. non volevo digli che era morto ma lo ha sentito alla radio mentre eravamo in auto e da allora ha passato giorni in cui era inconsolabile, nel momento della messa a letto pensava a lui e piangeva.... anche ora ha la sua foto sulla mensola accanto al letto.
Giorgia è quella che mi somiglia di più e la cosa non mi piace... quella che fa sempre la dura, piange poco, non fa vedere che soffre, quella che chiede se è normale che non le venga da piangere per certi avvenimenti per cui Gabri invece scoppia... lei ha bisogno di me più degli altri, peccato che ora non sono ancora in grado di esserle accanto nel modo giusto.
Mattia, è un mix tra i due fratelli, sensibile e testone, scoppia a piangere se suo fratello si fa male (o perchè lui gli ha fatto male) poi cerca di fare il giullare per farlo ridere... ha solo 3 anni e mezzo, ma è già cosi consapevole delle emozioni anche se fatica a gestirle.
Cosa può fare un genitore se vuole proteggerli ma sa di non poterlo fare sempre e comunque?
Cosa posso fare se e quando un giorno non ci sarò più? (quante volte chiedo egoisticamente la grazia di poterli vedere crescere per esserci nella loro gioia e sofferenza).
Io ho fatto l'unica cosa in mio potere da quando sono piccoli, li ho affidati alla Madonna con una consacrazione dedicata ai bambini.
Della serie "Mamma, pensaci tu perchè da sola non posso fare nulla..".
L'anniversario della consacrazione di Mattia sarà domani, il 29 aprile (gli altri due il 4 giugno) con questa preghiera:

"Eccomi mamma".
Ti voglio bene
e oggi consacro a te la mia vita.
Guidami tu ogni giorno, 
e, col tuo Gesù,
a te e alla mia famiglia
pensaci tu.
Grazie.

Questo è l'unico gesto concreto per saperli protetti indipendentemente da tutto, da tutti, dalla lontananza e dalle loro scelte di vita perchè nulla si può controllare, noi arriviamo fino ad un certo punto ma non possiamo e non dobbiamo evitare che vivano tutte le emozioni.
Loro sono la mia gioia e la mia sofferenza...
La gioia senza la sofferenza che senso avrebbe?
Può sembrare un discorso folle ma ragionandoci è inevitabile unire le due cose, se fossimo sempre felici, sereni e tranquilli ci stancheremmo di ogni cosa, non sapremmo apprezzare le vere gioie della vita dando tutto per scontato.
Sarà che sono la regina delle paranoie per cui riesco sempre a trovare qualche preoccupazione per cui la gioia poi è più che apprezzata... scherzi a parte, sono migliorata molto da quando mi affido di più.
Una cosa che invece non ho cambiato da quando sono piccola è il non mostrare la sofferenza, lo so io, sto male io e mi basta cosi.
Se ripenso ad ogni cosa che nella mia vita mi ha fatto del male, riesco a trovare il buono e il positivo, ok, non subito, magari ci sono voluti anni e anni, ma il positivo c'è, il buono c'è... la sofferenza non è mai fine a se stessa, non può esserlo (eccetto se si è tendenti al sadismo ma è un altro discorso).
Il Signore ci ha sempre insegnato questo, come cristiani sappiamo che qualsiasi cosa ha dietro qualcosa di più grande, un fine maggiore.
In questo tempo è difficile trovare un senso alla sofferenza, ma ci arriveremo con il tempo, quando morì mia nonna la sofferenza fu enorme, non potrei descriverla o quantificarla e da allora in me è aumentato il mio istinto di protezione nei confronti dei miei figli, la paura che possano soffrire per la perdita di qualcuno a cui vogliono bene..
Non la sto gestendo benissimo ma posso sempre migliorare, alla fine sono pur sempre una mamma rompi scatole per cui in qualche modo colpevole delle loro sofferenze quando nego videogiochi, uscite, dolci, schifezze...
Quando cresceranno sarò ancora peggio, perchè i "no" saranno ancora più mirati e per loro dolorosi e quando saranno grandi so che capiranno che tutto ciò che hanno "sofferto" era per il loro bene.
Eh già.. come dicevo, la sofferenza non è fine a se stessa e ringrazio ogni giorno il Signore per avermelo fatto capire in tanti modi... alcuni li avrei evitati volentieri eh... ma è innegabile che Lui ci aiuta a trasformarli in bene tenendoci per mano.

Un abbraccio

giovedì 23 aprile 2020

La fede in Cristo, quella (folle e) vacillante certezza quotidiana.




Inizio con delle domande a raffica....
1. Vi è mai capitato di avere dei dubbi riguardo la vostra fede?
2. Vi è mai capitato di ritrovarvi a mettere tutto in discussione in continuazione, cambiando idea ogni mezz'ora nell'arco di una giornata sentendovi quasi dei pazzi?
3. Vi è mai capitato di mollare tutto per un attimo e rendervi conto poco dopo che ci sono persone che riescono a farvi cambiare idea, deviando il vostro essere senza che ve ne rendiate conto?
4. Vi è mai capitato di avere la risposta ai vostri dubbi ma di non riuscire a mantenerla perchè le domande precedenti vi pressano?

E ora provo a rispondere in modo sincero ad ogni singola domanda per cui abbiate pazienza, potranno sembrare risposte strane ma sono solo frutto di vita vissuta...spero capirete dove voglio arrivare...

1. Vi è mai capitato di avere dei dubbi riguardo la vostra fede? 
1. Si, mi capita di avere dubbi riguardo la mia fede, mi capita da sempre, alcune volte in modo più banale, altre in modo più intenso, martellante... non è sempre facile parlarne, dirlo a qualcuno perchè non sempre questa cosa viene compresa... può essere mal interpretata.
Avere dubbi è umano, ma quando li hai non perchè non condividi qualcosa ma per un qualcosa di diverso, legato al passato diventano più difficili da gestire...

2. Vi è mai capitato di ritrovarvi a mettere tutto in discussione in continuazione, cambiando idea ogni mezz'ora nell'arco di una giornata sentendovi quasi dei pazzi?
2. Si, (e siamo a due) mi capita di cambiare idea in continuazione durante la stessa giornata, ci si sente veramente quasi pazzi perchè per un attimo pensi una cosa, ragioni, arrivi ad una conclusione,  ne sei convinta, ti togli un peso, ti senti leggera... ok è fatta!
Dopo un po, anche dopo ore... ecco che tutto torna come prima, i dubbi ritornano, le domande a cui davi una risposta precisa tornano, le risposte non sono più le stesse ma alimentano altri dubbi... Dentro di te senti qualcosa che si muove in un'altra direzione, non sono semplici dubbi che al massimo ti portano ad un po di aridità o momentanea apatia (pagherei per quelli)...
Questi sono dubbi che ti portano proprio in un'altra direzione, in un altro sentiero, quello che hai percorso per tanti anni, quello che pensavi di aver lasciato alle spalle facilmente ma che continua a tornare...e non sai più come liberartene.
Durante una testimonianza con una terza media tramite una piattaforma online, dalla mia bocca senza rendermene conto è uscita la frase "il male non ti molla, il male è subdolo e arriva quando meno te lo aspetti"...
E' proprio cosi, il male non ti molla, quando pensi di essere scampato alla sua morsa, ti rendi conto che è tutta una semplice illusione perchè il modo per farti vacillare lo trova sempre, il tuo punto debole lo conosce e lo utilizzerà contro di te...
Hai seguito un percorso spirituale particolare? farà in modo che tu trovi il modo per tornarci..
Hai un passato particolare? farà in modo che riemerga per poterti tenere in pungo.
Soffri di ansia? farà in modo che questa possa essere la tua prigione facendoti sentire abbandonata a te stessa...facendoti sentire abbandonata anche da Dio...

3. Vi è mai capitato di mollare tutto per un attimo e rendervi conto poco dopo che ci sono persone che riescono a farvi cambiare idea, deviando il vostro essere senza che ve ne rendiate conto?
3. Si, (e siamo a tre..) dopo una telefonata o uno scambio di messaggi mi è capitato di cedere, di pensare "ok, mollo tutto per un attimo e provo a vedere come va altrimenti resto nel dubbio..", ci provi, ti senti libera, senza pensieri, quasi più felice, pensi di essere veramente te stessa finalmente...
"Ahhhh, finalmente senza pensieri, posso essere me stessa... ma allora prima chi ero??"
Quando spunta quella piccola e semplice domanda arrivano attimi di panico perchè ti metti in discussione, troppo, per cui ti siedi e inizi a mettere in campo la ragione.
Il cervello una volta tanto inizia a funzionare come si deve...
Non credete che la ragione e la fede siano distinte perchè non è affatto cosi, sono migliori amiche; la ragione e il male invece sono particolarmente in disaccordo, ricordatevelo bene.. soprattutto nei momenti "no".
Come stavo dicendo.. il cervello inizia a funzionare, mette sul tavolo ogni tassello del puzzle, inizi a ricomporlo piano piano e la cosa migliore da fare è scrivere, in questi casi il diario di preghiera è veramente tanta roba, ma questa volta lo sto facendo qui perchè non voglio che altre persone rischino di attraversare deserti talmente aridi da non trovare nemmeno una misera oasi di salvezza.
Scrivi... scrivi senza paura ogni pensiero e ti rendi conto che mentre lo fai i nodi poco a poco si sciolgono, ogni dubbio trova una risposta precisa che arriva dalla ragione ma è guidata dall'alto...
Continui a ragionare e ricordi il perchè hai mollato quel percorso, perchè era lì che tu non eri te stessa, che dovevi nascondere ciò che pensavi e non eri libera...
Quando hai terminato ti rendi conto che alcune cose partono da persone che posso avere un certo potere su di te, magari non per loro volontà ma fanno da tramite... non pensavo fosse possibile una cosa simile ma lo sto sperimentando sulla mia pelle.
Poi se pecchi di idiozia come me (dovrebbero aggiungerlo ai peccati capitali), quelle persone non riesci ad allontanarle perchè vuoi continuamente metterti alla prova.... prima o poi vuoi farcela a non cedere, peccato che la tua forza di volontà valga meno di zero in questi casi, perchè o tagli i ponti (pregando di non tornare indietro riallacciandoli, perchè capita anche questo) oppure ti fai aiutare dal Signore e trovi il coraggio di essere diretta mettendo dei paletti specifici (cosa non proprio saggia perchè non demordono, già fatto!).
Le persone posso essere veicolo volontario o involontario, cercare di capire la tipologia non serve, l'unica cosa da fare è proteggersi, affidarsi e tagliare nel momento in cui non c'è rispetto di eventuali richieste.
Quando quelle persone vengono allontanate o non si fanno sentire per un pò senti un peso che sparisce, ti senti libera nel vero senso della parola...e lì arriva la certezza.

4. Vi è mai capitato di avere la risposta ai vostri dubbi ma di non riuscire a mantenerla perchè le domande precedenti vi pressano?
4. Si, (quattro su quattro)
Ho sempre la risposta ai miei dubbi, ma non è stabile, non si riesce a mantenere...ma è sempre la stessa..
Sapete quale può essere la risposta a questa altalena?
Ok, rispondere con un'altra domanda non è cortese ma ci sta...
La risposta a tutte queste domande, in sintesi (ma sapete che non amo la sintesi) è... Satana.... il male... il diavolo o come volete chiamare quella cosa subdola che si appropria di alcune parti di noi, quelle più vulnerabili, instabili, deboli, per rigirarci a piacimento...
La ragione è sempre stata la mia bandiera, da adolescente amavo l'illuminismo poi quando l'ho studiato con la testa da adulta l'ho rivalutato ma la ragione resta la mia bandiera... per questo ci ho messo anni e anni e anni per rendermi conto che il male è qualcosa di concreto, di tangibile e non qualcosa di assurdo o da creduloni...
L'idea che le persone possano essere un veicolo è una cosa a cui non ho mai creduto e che ho scoperto da pochi mesi nel concreto ma se rifletto sul passato sono state tante, veramente tante e nei modi più diversi e che io pensavo fossero bene per me...
Ai ragazzi della testimonianza, alla domanda "come fai a sapere che ora segui la religione giusta?" ho risposto semplicemente "perchè sto bene, mi sento bene, sono serena indipendentemente dal fatto che le cose vadano bene o male, perchè so che il Signore è sempre accanto a me nonostante tutto, non mi lascia sola e allevia la mia sofferenza dando un senso a tutto".
Con una risposta cosi, avere dei dubbi può sembrare assurdo ma non poi cosi tanto, perchè le cose sono peggiorate proprio quando ho iniziato a dare testimonianza.

Diciamo che la quarantena aiuta a riflettere, aiuta a ragionare ma allo stesso tempo aiuta troppo e le domande elencate sopra sono più insistenti, martellanti e difficili da gestire soprattutto in  assenza della messa e dei sacramenti...
Quando hai un passato spiritualmente particolare, l'assenza della messa e dei sacramenti diventano un grosso problema, ti manca quel nutrimento che ti aiutava a superare la lotta con il male, ora invece ti senti sola o credi di esserlo.
Ok, si c'è la preghiera... ma anche quella diventa difficile e ti rendi conto che serve altro ed esserne privati per mesi ti porta certe volte a non aver voglia di lottare, vorresti lasciarti vincere per essere lasciata in pace.
Scrivo proprio oggi, dopo aver visto un dipinto di San Giorgio pubblicato da un'amica (trovate il suo articolo sul sito di 5p2p QUI)...
La mia prima figlia si chiama Giorgia.
Giorgia significa coltivatrice della terra, l'ho scelto per questo motivo il suo nome, poi si, avevo anche un debole per San Giorgio, presente in un videogioco per pc di Dracula ma è un'altra storia...
Ah, ho anche scoperto che è patrono degli arcieri per cui sono in mani sicure.

"La tradizione popolare lo raffigura come il cavaliere che affronta il drago simbolo della fede intrepida che trionfa sulla forza del maligno.."
Questa frase invece l'ho letta sul sito di famiglia cristiana e mi ha portata a scrivere questo articolo un po strano, arrivato d'istinto, cosi come ogni cosa che scrivo..
Come dicevo prima, tante volte la voglia di mollare arriva, si impadronisce di me, ma stranamente non vince mai.... ogni volta rifletto su questo...
Se non vince mai, un motivo c'è ed è perchè sono legata al Signore, il male non mi molla, ma nemmeno Lui lo fa e nonostante la mia stanchezza in alcuni momenti, Lui vince sempre...
Però ci vuole anche un certo impegno da parte mia per cui toglierò dal cassetto l'immagine di San Giorgio e me la terrò bene in vista per ricordarmi che la fede intrepida, la fede nel Signore, anche se ogni tanto vacilla, è l'unica forza contro il maligno.
Non potete immaginare quante volte ho chiesto al Signore un fede forte, salda... ma probabilmente non è questa la mia strada per stare con Lui.. devo imparare a non voler contare solo su me stessa pensando di essere più forte del male, l'unico più forte del male è Gesù...

Un abbraccio.

venerdì 17 aprile 2020

Alzati, prega e inizia la giornata con entusiasmo.




Oggi è uno di quei giorni in cui mi sento un po sottotono , le classiche giornate "no" che in questa situazione si amplificano più del dovuto e per motivi alcune volte anche futili.
Per questo mi sono auto obbligata a ritagliarmi del tempo per scrivere...
Siamo in casa da 8 settimane, qualche giorno più, qualche giorno meno, per cui il tempo per pensare più del solito c'è e pure in abbondanza e non sempre è una cosa buona..
Lo sapete che noi donne siamo multitasking, pensiamo a più cose contemporaneamente mentre stiamo facendo altre cose e il tutto senza perdere il filo del discorso che stavamo facendo mentre programmavamo il menù dell'intera settimana successiva.
Ogni venerdi inizio a tirare le somme della settimana, giustamente non basta un giorno, inizio di venerdi e finisco la domenica sera cosi che non mi sfugga nulla delle cose di cui mi debba pentire di aver fatto, non fatto o pensato.
Il rimprovero più gettonato è il "non sono riuscita a fare quello, quello e quello..."; mi rendo conto che anzichè abituarmi a gestire al meglio il tempo, in realtà lo gestisco malissimo... io... la life planner di casa, quella che pianifica pure quando deve finire una penna... non riesco a mantenere una routine salda...
Mi perdo in cose inutili  quando potrei dedicarmi a ben altro di più produttivo, edificante ed intelligente.
Ogni giorno mi alzo dal letto (assonnata) con l'idea di fare tante cose belle, cogliere fiori (che non ci sono) in giardino per abbellire la tavola (ok, questo non è vero) e a fine giornata  vado a dormire delusa facendomi promesse che il giorno dopo non riuscirò a mantenere...
Essere a casa e non dover correre in giro tra lavoro, scuola e impegni dei bambini è tanta roba, non posso negarlo, ma ho capito anche che questo non significa riuscire ad avere più tempo per fare cose che mi fanno stare bene e mi ricaricano la mente, proprio per niente!
Ammetto di essere meno stressata, a casa sto bene e quasi uscire a fare la spesa mi pesa...
Arrivano i compiti in giorni e momenti diversi della settimana, vanno scannerizzati quelli già fatti e inviati a 6 maestre diverse, i bambini vanno seguiti, Gabri è più autonomo (quando ha voglia di fare), Giorgia un po meno per cui devo mettere in campo il mio lavoro da tutor dsa...
Hanno videochiamate con le insegnanti (rare) almeno in giorni diversi, poi le videochiamate con l'asilo, i lavoretti e video sempre dell'asilo, i video degli scout, gli allenamenti della scuola calcio con zoom, le videochiamate dei rappresentanti... almeno per equitazione non c'è nulla.
L'aiuto per i compiti e i nuovi argomenti non è pesante, eccetto oggi che entrambi non capivano alcune cose, avevano due attività in cui dovevo intervenire io con delle spiegazioni extra per cui la mattinata è stata particolarmente intensa insieme alle spiegazioni da preparare per un ragazzino che seguo sempre come tutor.
Ad inizio quarantena avevo già pianificato tutto... letture su letture, studio per il lavoro, video da vedere, catechesi da ascoltare, videogame...si, anche quelli!
Cosa ho fatto nella realtà?
Poco e niente... leggo molto meno, forse 3 pagine e nemmeno tutti i giorni, non posso ascoltare nulla perchè non avrei la concentrazione per farlo, studio non parliamone ma almeno mi tengo allenata con i miei figli nella pratica..
Ho iniziato a rivedere "Vampire Diaries"... a pezzi e nemmeno le varie puntate perchè inizio a fare altro, poi ho i sensi di colpa e spengo per fare cosa?? Videogame! Ecco, quella è l'unica cosa che riesco a fare coinvolgendo i bambini, in realtà solo loro che coinvolgono me ... uuu si bello... qualche volta.. ma avrei bisogno di altro, ho bisogno di nutrirmi di letture e di ascolto e un po mi pesa non poterlo fare.
Diciamocelo chiaro, siamo tutte sulla stessa barca, tutte pensavamo di sfruttare meglio il tempo a casa, invece siamo deluse da noi stesse... troppo autocritiche!

Ogni tanto mi sento dire da alcune amiche che sono una "super mamma" perchè riesco a fare un sacco di cose nonostante tre figli... sapete una cosa?
Non è vero, non sono una super mamma, a riguardo avevo già scritto e vi rimando a quello per non ripetermi (QUI), in aggiunta posso dire che riuscire a fare tutto e più di quello che è possibile fare, certe volte... il più delle volte, non è una cosa positiva perchè ti porta in un circolo vizioso fatto di "più faccio meno posso essere criticata" oppure nel circolo vizioso del non voler deludere le aspettative. (brutta cosa...pesante soprattutto)
Non fatevi fregare!

Per questo ho pensato ad una nuova routine fatta di promemoria sul telefono e forza di volontà sostenuta da qualcuno che sono sicura possa aiutarmi... il Signore.
Il mio nuovo motto modificato secondo ciò che vorrei...
"ALZATI, PREGA...E INIZIA LA GIORNATA CON ENTUSIASMO!"
Con la preghiera ogni cosa si affronta diversamente, è innegabile.. per cui anche la quarantena può avere un sapore diverso, uno spirito diverso, uno scopo diverso...
L'ho sperimentato le volete in cui ci ho dedicato del tempo in modo costante..

Ancora prima di alzarmi dal letto farò le lodi (ecco, si.. non le faccio da tantissimo), i due grandi si svegliano per le 9 per cui ho tempo, Mattia se si sveglia presto ama le coccole nel lettone...
Durante la colazione il vangelo del giorno a singhiozzo con commento perchè solitamente a quell'ora mio marito ha le sue telefonate di lavoro e Mattia è un chiacchierone (lo pubblico sempre in pagina ma certe volte diventa l'aperitivo con Gesù più che la colazione).
A mezzogiorno l'Angelus mentre preparo il pranzo...
Nel pomeriggio mentre marito e figlio piccolo dormono e gli altri due giocano/finiscono i compiti, lettura di qualche pagina oppure scrivere nel diario di preghiera; deve essere parte della routine cosi come la lettura che abbiamo io e Giorgia nella lettura condivisa dei suoi libri (non ama leggere per le difficoltà per cui leggiamo insieme i suoi libri, 2 pagine io e 2 lei..).
La sera vorrei ritagliarmi 10/15 minuti per iniziare a sperimentare l'orazione teresiana o anche solo per dire il rosario magari alternando le due cose.
Seguire la messa online la domenica (ce ne sono tante, per cui le alterno) , cosi come l'adorazione eucaristica (anche solo 5 minuti)...
Ogni cosa richiede veramente poco tempo (eccetto la messa ovviamente), al massimo 15 minuti e può essere interrotta con la promessa a se stessi di riprenderla il prima possibile, non di dimenticarla.
Fare preghiere a rate è sicuramente più lodevole che non provarci nemmeno per paura di non riuscirci.. questo è ciò che mi ha sempre detto il mio padre spirituale, fatico a metterlo in pratica per la mia mania di perfezione ma ha perfettamente ragione,
Se vi va di provare con me oppure avete altre idee o consigli per una nuova routine in quarantena, potete scrivermi e provvederò a condividerle.

A presto!

giovedì 2 aprile 2020

Settimana Santa, attiviamo la Chiesa Domestica.



Si avvicina la Settimana Santa, come sapete e vi ho già detto e stra detto, attendevo questo momento da mesi per il bisogno di vivere ogni singolo attimo a pieno.
Questo bisogno è dovuto alla continua richiesta d'aiuto al Signore per la mia conversione quotidiana e le lotte interiori, per cui trovo che possa essere il momento perfetto per fare il punto della situazione (a livello spirituale) per rinascere con il Signore a Pasqua.
Le vicissitudini di questo tempo però ci portano a non poter vivere in comunità e nel concreto questi giorni importanti, Pasqua compresa.
Inizialmente, da brava lamentina quale sono, ero molto scoraggiata, delusa, quasi arrabbiata, poi con il passare del tempo, mi sono resa conto che in realtà questa è una grossa opportunità per riscoprire intimamente ogni singolo giorno della settimana Santa, cosa che prima magari davo per scontato o pensavo di vivere bene solo perchè partecipavo alla celebrazione.
La processione del Venersi Santo sarà quella che mi mancherà di più in assoluto.
A questo link trovate il post dello scorso anno (Settimana Santa, una guida verso di Lui).
Prima di scrivere eresie ho preferito fare un po di ricerche per capire quali delle idee che avevo maturato fosse realizzabili e quale invece no; per cui di seguito troverete ciò a cui sono arrivata grazie alle varie opinioni e considerazioni dei sacerdoti lette nelle ultime 2 settimane.

Bene! Come già sappiamo celebreremo nelle case, ma non è una cosa cosi negativa, saremo un po come il popolo di Israele quando era in esilio (quando era senza tempio e senza sacerdoti) e ha iscritto la celebrazione della Pasqua nella ritualità familiare.
Va fatto mettendo al centro la Parola di Dio, come le Scritture del Primo Testamento si sono fissate nel tempo dell’esilio, della diaspora.
Farlo non sarà difficile, tutt'altro!

In casa sarà possibile preparare degli spazi dedicati, degli spazi "speciali" con dei simboli che possano indicare e richiamare la fede.

“Lo spazio della casa è chiamato a diventare luogo del culto spirituale, dove
«offrire i vostri corpi»  (Rm 12,1)"

Come simboli possiamo utilizzare la Bibbia, un cero, una croce, una tovaglia speciale e dedicata solo a quel momento, se non abbiamo una tovaglia apposita possiamo sceglierne una, lavarla, stirarla per bene e utilizzarla solo in queste occasioni.
Possiamo, anzi, direi che dobbiamo seguire anche eventuali celebrazioni online per sentirci in qualsiasi caso un'unica comunità, uniti in questo momento particolare e speciale, anche fare videochiamate con amici o parenti per fare qualcosa insieme.
Nonostante si possa seguire la celebrazione in tv o tramite computer, sarebbe meglio mantenere anche una partecipazione attiva, ovviamente senza sostituirsi al sacerdote ma in modo attivo sempre attraverso gesti simbolici.
Creare una cena ebraica, fare la lavanda dei piedi in casa, creare una semplice via crucis, tutte cose fattibili tra le mura domestiche, cose fatte con semplicità.

+Domenica delle Palme:

In questo giorno, in assenza della classica processione con i rami di ulivo benedetti, ci dovremo accontentare di disegnare o creare delle piccole palme da mettere fuori casa, oppure da appendere o da tenere in tavola.
Sicuramente avremo modo di vedere le celebrazioni online, non so ancora se ci sarà modo di ritirare in chiesa i rametti di ulivo benedetti, ad oggi non ho ancora letto nulla a riguardo.
Se vogliamo essere sicuri e tranquilli come detto, creiamo noi qualcosa, anche insieme ai bambini per coinvolgerli, con il rischio di creare una vera e propria piantagione!

+Giovedi Santo:

In questo caso ci sono due opzioni, potete scegliere entrambe o solo una.
- Opzione 1 Cena ebraica:
Il menu della cena è composto da pane azzimo, erbe amare, agnello arrostito, uova sode, oltre a vino (senza esagerare) e aceto, potete fare l'intera cena a tema oppure scegliere solo qualche piatto.
Nello specifico:
- azzimi: pane non lievitato, farina e acqua simbolo della debolezza, della miseria, dell’ impotenza a ricordo della situazione di schiavitù in Egitto.
- agnello arrostito: in ricordo del sacrificio pasquale, che non ha più luogo, perché portato a compimento da Gesù;
- uovo: in ricordo dell’offerta che aveva luogo ad ogni festa, simbolo dell’eternità della vita;
- erbe amare: simbolo della vita difficile che gli Ebrei avevano condotto fino alla loro liberazione;
- haroset: piatto composto da mele e noci, ricorda il cemento e la malta che gli Ebrei dovevano preparare in Egitto;
- aceto o succo di limone: indica l’amarezza della schiavitù;
- vino: rappresenta la gioia e la festa per il dono della salvezza.

- Opzione 2 lavanda dei piedi: è possibile fare la lavanda dei piedi l'un l'altro a turno, bambini compresi come simbolo del mettersi al servizio degli altri.

+Venerdi Santo: 

Il simbolo principale è la croce ed è possibile vivere 3 momenti in questo giorno.
1. Il racconto della Passione; se avete dei bambini piccoli potete utilizzare anche le "resurrection eggs" con simboli e piccole frasi; facendo una via crucis (ne trovate tantissime online, a fine articolo metto i link) in casa, in terrazzo, in giardino (credo che i vicini potrebbero essere piacevolmente sorpresi di questo).
2. Il bacio alla croce dove ogni componente della famiglia si passa la croce mano per mano.
3. La preghiera. Contemplando la croce.

+Sabato Santo:

Il simbolo principale è il silenzio; l'assenza delle celebrazioni e la meditazione sono importanti.
E' possibile utilizzare come simbologia del silenzio una candela spenta ed una croce coperta.
Se il venerdi Santo abbiamo contemplato la Croce, in questo giorno contempliamo e meditiamo il silenzio, soprattutto facendo silenzio dentro di noi durante quell'attesa che ci farà incontrare il Signore.
Per i bambini potete far creare dei disegni a tema, cosa si aspettano dalla Pasqua, cosa provano quando c'è tutto silenzio intorno a loro e ricrearlo in questo tempo di quarantena è piuttosto facile, basta aprire la finestra (almeno qui da noi è surreale soprattutto la sera).
La sera del sabato, al suono delle campane a festa era usanza che mio padre riempisse un bicchiere con l'acqua del rubinetto facendo poi il giro della casa per benedirla perchè avendo "trovato Pasqua" - (come ho detto lo scorso anno non chiedetemi cosa signifia perchè ancora non lo sanno spiegare nemmeno i miei genitori) - diceva che era acqua benedetta.

+Domenica di Pasqua:

Giorno di festa, il Signore è risorto, Alleluja!!!
Seguite la celebrazione della messa in tv o nei canali social della vostra parrocchia, da piccolina era abitudine seguire la celebrazione del Papa con la benedizione (oltre alla messa del mattino), durante la benedizione eravamo a tavola, mio padre (e non è credente) ci faceva alzare in piedi per la benedizione poi iniziavamo a mangiare.
Telefonate ad amici e parenti per gli auguri magari evitando il solito messaggino ma con videochiamate anche brevi ma che vi facciano sentire tutti vicini ed uniti.


«Dove vuoi che prepariamo per celebrare la Pasqua?» (Mt 26,17) 

La scoperta più grande, come facciamo a celebrare la Pasqua se non la prepariamo?
Siamo solitamente abituati ad assistere, certe volte sentendoci quasi anche un po impotenti di fronte a questi giorni, degli spettatoti, per cui è ora di celebrarla preparandosi, forse, questa volta come mai prima.
Buon cammino, questo ultimo tratto dopo più di 6 settimane di quarantena è particolarmente duro, ma non disperiamo.
Aggrappiamoci a quella croce, a quel sacrificio fatto per noi, per la nostra salvezza che spesso (io tanto) ci sentiamo indegni di aver ottenuto per innumerevoli ragioni.
Aggrappiamoci, fidiamoci, affidiamoci, mettiamo in moto la nostra Chiesa Domestica, abbiamo la grazia immensa di riscoprirla, di sentirci cristiani più di prima perchè nonostante tutto ci siamo, ce la facciamo, uniti anche se distanti.
(Se devo essere sincera, tutte queste celebrazioni online, rosari su zoom, gruppi di preghiera, dirette etc, spero continuino anche dopo, perchè fanno tanto bene.)
A presto!

[ecco due tipologie da stampare dal sito "mogli e mamme per vocazione" 

lunedì 30 marzo 2020

Resurrection Eggs: verso la resurrezione giorno per giorno.




Qualche giorno fa grazie ad un commento ho scoperto l'esistenza delle "resurrection eggs" e per capire bene di cosa si trattasse ho fatto svariate ricerche trovando solo materiale in inglese ( ringrazio Bea per l'aiuto nella traduzione).
Leggendo qua e là ho scoperto questa particolare tradizione che ricorda un po l'avvento perchè è possibile aprire un uovo al giorno per 12 giorni fino a Pasqua.
In ogni uovo è presente un pezzetto di vangelo e un oggetto che rappresenta il versetto in modo da poterlo meditare aiutando anche i bambini a comprendere meglio la storia della Pasqua.
Questa attività è incentrata veramente su Cristo invece delle classiche sorprese all'interno degli ovetti di cioccolato.
Alla fine vi dirò come è possibile utilizzarli per raccontare la storia della Pasqua di Gesù.
(Per la storia delle uova di Pasqua vi rimando a questo articolo in cui ne parlo "Uova di Pasqua: storia e tradizione")

L'occorrente è reperibilissimo in casa senza bisogno di fare acquisti specifici, poi se volete esistono i kit già pronti acquistabili online ma credo sia più bello e utile crearlo da soli e con i bambini a casa.
Oggi in realtà i miei non avevano voglia di colorare per cui mi sono divertita da sola, loro si occuperanno di aprirli.

Cosa serve?
- contenitori per uova in cartone (ne ho uniti 2)
- uova di plastica (quelle degli ovetti kinder, inizierò ora a metterle da parte per il prossimo anno)
- (se non avete le uova di plastica potete ricrearli con la carta alluminio utilizzando un uovo come sagoma)
- carta
- penne, colori
- tempere e pennarelli
- Forbici
- oggetti che vi elencherò accanto ai versetti.
- numeri stampabili per numerare le uova.

Procedimento:
Colorate con le tempere i cartoni delle uova, scegliete voi quello che preferite, a noi erano rimasti solo il giallo, rosso e blu, per cui ho optato per giallo e rosso.
Mentre asciuga preparate i versetti e gli oggetti da inserire nelle uova (o contenitori simili);
Ci sono varie versioni, ovvero tanti versetti diversi con annessi oggetti da poter combinare tra loro per cui ogni anno si può modificare o aggiornare a piacimento, questa è la versione che ho scelto per quest'anno.

Uovo 1: Matteo 26,39; oggetto: una coppa piccola (rubata alle barbie)
Uovo 2: Matteo 26, 14-15; oggetto: 3 monete (da 1 cent.)
Uovo 3: Matteo  27,1-2; oggetto: della corda con un nodo
Uovo 4: Matteo 27,24-26; oggetto: un pezzetto di sapone
Uovo 5: Matteo27,28-30; oggetto: pezzetto di stoffa o carta rossa
Uovo 6: Matteo 27,31-32; oggetto: una piccola croce di legno e un chiodo.(l'ho realizzata al momento con degli stuzzicadenti e del filo)
Uovo 7: Matteo 27, 35; oggetto: dei dadi
Uovo 8: Matteo 27, 50-51, 54; oggetto: un sacchetto con della terra
Uovo 9: Matteo 27, 57-59; oggetto: un pezzetto di stoffa o lino bianco
Uovo 10: Matteo 27,60, 65-66; oggetto: una piccola pietra
Uovo 11: Luca 24, 1-3; oggetto: un sacchetto con delle spezie. (ho messo chiodi di garofano e zenzero)
Uovo 12: Matteo 28,6; oggetto: vuoto... come il sepolcro.



Una volta preparato tutto, inserite foglietto e oggetto nell'uovo (o similari), numerate e abbellite la scatola esterna come più preferite.



Come ho detto all'inizio, è possibile utilizzare queste 12 uova per raccontare ogni giorno una piccola parte della storia per cui come un calendario dell'avvento ma pasquale.
Un'alternativa è quella di aprire le uova nella settimana Santa partendo dalla domenica delle palme; in questo caso sarebbe utile mettere nel primo uovo il versetto della domenica delle Palme, in cui c'è l'entrata di Gesù, con una rametto di ulivo, il resto può restare invariato rispetto a sopra.
Altra alternativa, aprire parte delle uova durante la giornata del Venerdi Santo e le successive il sabato e la domenica.
Oppure aprirle tutto in una volta raccontando tutto aprendo le uova una per volta.
Ho letto anche di una caccia al tesoro ma in questo caso preferisco mantenere la tradizione di farla a pasquetta con gli ovetti di cioccolato.
Direi che di alternative ce ne sono, dovete solo trovare quella che preferite e sbizzarrirvi.
Il prossimo anno provvederò anche a preparare dei file stampabili, da allegare qui, per questa volta ho avuto poco tempo per farlo per cui ho optato per scrivere tutto a mano.
Spero possa esservi utile, vi anticipo che nei prossimi giorni arriverà anche un post con alcune indicazioni per vivere al meglio la settimana Santa a casa.
A presto!


domenica 15 marzo 2020

La preghiera, tra consolazione ed intercessione nella solitudine.




Sono giorni che medito su questo articolo, se pubblicarlo o meno, se lasciarlo qui per il futuro o andare avanti; dopo vari giorni mi sono decisa ed eccolo...

Questa quarantena mi sta rendendo troppo seria ma credo sia una cosa inevitabile, quando hai il fiato sul collo da parte di qualcosa che non puoi vedere resti sempre sul "chi va là".
Quando senti il telefono che squilla, la paura che possa essere qualcosa di spiacevole c'è (soprattutto se come me difficilmente ricevete telefonate).
Qui in realtà le cose sono due ma vorrei soffermarmi su una in particolare di cui si parla in continuazione, pure troppo, ma anche questo è inevitabile.
Può colpire chiunque, senza alcuna distinzione, per cui non sai mai a chi può arrivare, se a te, un familiare, un conoscente, un amico, uno sconosciuto...
Indipendentemente dalla categoria di appartenenza, di fronte all'idea che quella persona, se avrà un peggioramento e morirà, lo farà in totale solitudine, spezza il cuore.
Giustamente se la persona rientra nella nostra cerchia il dolore è ancora più forte, è inevitabile, ma sentire le notizie dei morti per questo virus consapevoli della loro solitudine è un colpo al cuore... è inevitabile.
Prima di andare avanti vorrei raccontarvi una cosa personale...

Tra qualche giorno ricorrono 7 anni dalla nascita al cielo di mia nonna Dirce (si, aveva un nome particolare, per intero era Maria Dirce), con lei avevo un legame speciale, per me era una seconda mamma.
Il 23 marzo, era un sabato, era entrata in ospedale per dei controlli di routine, aveva 80 anni, viveva da sola, aveva fatto colazione da sola come sempre, poi mio fratello con mia madre l'avevano portata in ospedale per questi controlli.
L'hanno ricoverata per accertamenti e la sera di quello stesso giorno, per la cena, la imboccavo perchè non era più in grado di mangiare da sola...
Il giorno dopo uguale, ogni tanto si svegliava e ci riconosceva, la sera le parole del medico "è terminale, potrebbe andarsene da un momento all'altro", a mezzanotte ci chiamano perchè stava morendo e alle 2,05 è tornata alla casa del Padre.
Quando ci hanno chiamato perchè stava morendo sono volata in auto fregandomene dei limiti di velocità, sono arrivata in ospedale 10 minuti dopo e sono stata con lei, poi sono arrivati anche mio fratello e mia madre.
Non so cosa sia successo in quelle 36 ore (un pò come i peggioramenti di questo virus) e oramai non mi importa...
Era attaccata ad un respiratore, quelli trasparenti per la respirazione non invasiva che sembrano caschi per gli astronauti (quelli che utilizzano per questo virus), sento ancora il rumore di quel macchinario, ed era immobile.
Mi sono attaccata alla sua mano e ho iniziato a pregare incessantemente fino al momento in cui ha avuto uno (dei tanti in quelle due ore) scompenso cardiaco e ha dato l'ultimo respiro.
Fino a quel momento non sapevo cosa potesse significare la preghiera incessante (scoperta qualche anno dopo), la mia fede ai tempi era molto leggera ma senza nemmeno rendermene conto ho preso un rosario a decina che mi era stato regalato nei primi passi della conversione e avevo iniziato a pregare.
Non pregavo per fare in modo che si salvasse, lo facevo perchè la volevo accompagnare nel suo ultimo viaggio e, per quanto sia stato estremamente doloroso, ne sono anche estremamente felice perchè so per certo che sapeva che eravamo li per e con lei.

Ho avuto l'immensa fortuna di stare con lei, di farle sentire la mia presenza...
Tornando ad oggi, l'idea che qualcuno debba morire senza nessuno accanto, senza essere accompagnato, senza avere accanto le persone che lo amano, lascia un peso sul cuore... uno può dire che non se ne rende conto, non se ne accorge etc.. ma resta una cosa che spezza il cuore cosi come doloroso è il non poter dare l'ultimo saluto e/o stare accanto a chi vive questo peso per non essere stato vicino al proprio caro.
Se fosse capitato ora, sarebbe stato devastante pensare che sarebbe stata in ospedale da sola e che non avrei potuto tenerle la mano facendole sentire che c'ero.
Abbiamo una fortuna (sottovalutata), la preghiera, quella arriva ovunque indipendentemente dalle distanze, dal male, dai virus, quella arriva sempre a destinazione.
L'idea che in quel momento possa esserci accanto Gesù che le tiene la mano al posto mio ( o insieme a me quando è successo), quella è una consolazione, una grazia.

Pregare per chi sta soffrendo, farlo anche incessantemente se riusciamo, è una delle cose più belle che possiamo fare, la preghiera è la più grande consolazione per noi e per loro indipendentemente dal fatto che conosciamo o meno quella persona.
E' l'affidarsi per eccellenza, come dire "Signore, io non posso esserci, vai tu, fagli sentire che ci sei, che ci siamo, consolalo/la, sana la sua anima, abbraccialo/la nella sua solitudine, fa che senta tutto l'amore che lo/la circonda, so che puoi farlo, so che lo sentirà.."

C’è un legame profondo e indissolubile tra quanti sono ancora pellegrini in questo mondo – fra noi – e coloro che hanno varcato la soglia della morte per entrare nell’eternità. Tutti i battezzati quaggiù sulla terra, le anime del Purgatorio e tutti i beati che sono già in Paradiso formano una sola grande Famiglia. Questa comunione tra terra e cielo si realizza specialmente nella preghiera di intercessione.
(Papa Francesco)

In queste circostanze un pensiero va anche a chi non crede, chi pensa che non esiste nulla o semplicemente un generico Dio che fa boh... qualcosa... ma di certo non allevia il dolore.
Credo sia veramente molto triste vivere con l'idea che una persona muore sola, senza alcuna consolazione, nel vuoto di una stanza d'ospedale rende tutto più devastante, per cui comprendo la loro rabbia e il loro dolore.
Per noi cristiani invece la cosa è diversa, consapevoli che Lui non ci lascia mai soli, che è sempre accanto a noi, a chi sta male, sta morendo, è solo, è in compagnia.. Lui c'è e quanta grazia!
In un tempo come questo in cui siamo privati della libertà, delle messe, dei funerali, degli abbracci, di una semplice passeggiata, di vedere i nostri cari, di stare accanto a chi sta male, Lui ci consola, li consola...
Siamo umani, pensare alla solitudine fa male, alla morte in solitudine ancora di più, ma in questo momento non possiamo fare altro che affidarci e affidare i malati e i morti al Signore.
Pregare per loro, per chi conosciamo e soprattutto per tutti perchè molti non avranno nemmeno la consolazione della preghiera o di un pensiero per loro.

Coloro che ci hanno lasciati non sono degli assenti, sono solo degli invisibili: tengono i loro occhi pieni di gloria puntati nei nostri pieni di lacrime. 
(Sant’Agostino)
Un abbraccio.

mercoledì 11 marzo 2020

Quarant - esima...40 giorni di "Grazie" tra quarantena e quaresima.



Quanto ho desiderato l'arrivo della Quaresima, avevo estremamente bisogno di vivere queste tempo forte, viverlo pienamente.
Pian piano che si avvicinava, ero sempre più carica, poi qualcosa si è intromesso, qualcosa è spuntato dal nulla e ha iniziato ad insinuarsi nella nostra quotidianità e l'ha scombussolata...
Scombussolata e allo stesso tempo riempita di Grazia e di grazie, perchè per quanto sia pesante tutto questo, è una quaresima (dal 22 febbraio al 3 aprile sono 40 giorni) particolare che difficilmente scorderemo.
Se tutto questo fosse accaduto in un altro periodo dell'anno probabilmente non avremmo vissuto cosi intensamente la preghiera, questo calvario, non avremmo compreso veramente cosa possa significare essere privati di Lui e il fatto che sia successo proprio quando Lui si sta però donare per noi lo trovo una Grazia immensa..
Capiamoci, il virus non è arrivato come grazia,  non intendo affatto quello, semplicemente cerco di trarre il bene laddove è difficile vederlo.

Qui i bambini sono a casa da scuola e dall'asilo dal 22 febbraio (comprese le vacanze di carnevale, Gabri dal 17 perchè era stato malato), 3 settimane... 3 settimane che in realtà sembrano almeno un paio di mesi.
Certe volte vorrei eclissarmi, mettermi i tappi nelle orecchie, sparire per un po, però nonostante le urla, i litigi e tutto ciò che avviene tra fratelli, è una grazia il fatto che sono comunque sereni e riusciamo a mantenere un clima tutto sommato vivibile (si, ogni tanto sbarello ma poi torno in carreggiata).
Averli a casa da un giorno all'altro senza preavviso ti scombussola, provi un senso di gioia ma anche di stordimento perchè devi modificare un sacco di programmi e non eri pronta per farlo.

Quando iniziavano a vociferare della chiusura delle scuole però ci hanno tolto prima di tutto la messa... quella domenica non ero andata perchè ero a casa con la febbre, mio marito doveva andare a quella delle 18.00 ma nel pomeriggio è arrivato il comunicato che erano state sospese. (in quei giorni scrissi questo articolo).
Anche questa è una grazia, avete visto quante messe e quanti rosari online ci sono??? Tantissimi!!!!
Ok, non è la stessa cosa mancando l'eucarestia ma una comunione di preghiera cosi intensa è una grazia assoluta!

I bambini per loro fortuna l'hanno presa più come una vacanza nonostante i compiti ma quando abbiamo detto loro che staranno a casa ancora per un po hanno iniziato a chiedere quando potranno rivedere i compagni, quando potranno tornare a calcio o equitazione o a scout oltre a fare domande riguardo il virus.
Domande che hanno diritto ad una risposta anche se non facile.
Per fortuna tra giochi a casa, giri in bicicletta o qualche tiro al pallone dove ci sono i box gli permette di sfogarsi.. magari nel week end una passeggiata la faremo.
Tenere rinchiusi in casa 3 bambini non è facile, sfido chiunque a dire che lo sia...e se per voi è facile spiegatemi cosa fate cosi che possa lodarvi all'infinito.
Restare in casa tutti e 5 è bello, si, lo è all'inizio poi la tensione si sente, soprattutto se la casa è piccola e tra di loro iniziano battibecchi.
Anche questa è una grazia, perchè ci siamo lamentati per settimane che ci vedevamo poco a causa dei miei mille impegni e di quelli di mio marito, ora invece siamo insieme h24 da 3 settimane.
Bello e pesante, alcune volte lo mangerei, ma lamentarsi sarebbe una follia, è un modo per lavorare sulla nostra pazienza e misura di sopportazione.

Ammettiamolo, è oggettivamente difficile riuscire a restare sempre sempre a casa per settimane... uscire solo lo stretto necessario (spesa) e non poter fare riposare il cervello dal vociare che c'è in casa dalla mattina alle 8 alla sera alle 23 e io ho estremamente bisogno di avere i miei momenti di silenzio.. momenti per ricaricarmi per non essere insofferente e indisposta verso gli altri.. momenti che non riesco ad avere (ecco perchè non scrivo da più di 2 settimane).
Ho iniziato il sacro manto l'1 marzo convinta che mi sarei ritagliata la mia mezz'ora di calma e silenzio per poter pregare, magari anche andando in chiesa (1 volta però ci sono riuscita), beh, povera illusa, hai 3 figli a casa e speri di riuscire a pregare tranquilla ahaha e con cal..ahahah calma!!! 
Alla fine prego dopo pranzo a rate perchè tra una preghiera e l'altra devo rispondere a domande, sedare discussioni, dirigere i compiti che non hanno terminato al mattino, con Giorgia che dice ai fratelli "lasciatela stare che sta pregando", tre secondi dopo è lei a farmi domande e a chiacchierare per conto suo...
Sono sicura che San Giuseppe apprezzerà lo stesso il mio sforzo anche se perennemente interrotto.
Anche questa è una grazia, ho smesso di rimandare il momento di preghiere lunghe perchè non trovavo quello adatto, ora so che posso farlo nonostante le interruzioni, l'importante è farlo.

Stare a casa è giusto, è doveroso per rispetto verso gli altri ma, personalmente mi rendo conto di non avere paura, almeno per me...mi fido e mi affido e mai come in questo periodo mi sta venendo veramente facile, complice anche il fatto che spesso sembra tutto cosi surreale.
Beh si, un po di ansia c'è per mio padre che essendo cardiopatico e avendo una compagna che lavora all'ospedale di Bergamo in pronto soccorso, potrebbe prenderlo per cui se sento il telefono che suona un po di strizza arriva.
Anche questa è una grazia perchè sto cercando di fidarmi cosa che per me è tanto difficile.

Non so quando tutto finirà, non so nemmeno se condivido a pieno quello slogan che dice "tutto andrà bene" perchè non posso assicurare ai miei figli che andrà veramente tutto bene.. 
So solo che da tutto questo ne usciremo sicuramente cambiati, spero in meglio anche se ho paura che una volta finito tutto le persone si dimenticheranno della bellezza dell'aiuto reciproco, del rispetto verso gli altri e dell'enorme solidarietà che ci circonda..
Posso solo dire ai miei figli che "tutto potrà andare bene" se collaboriamo, se seguiamo ciò che ci viene detto, posso dire loro con certezza che..
«Noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio» (Rm 8, 28) tutto concorre al bene per cui da ogni cosa negativa dobbiamo trarre qualcosa di buono e positivo da aggiungere in saccoccia nel nostro bagaglio di vita per essere persone migliori.
Anche questa è una grazia perchè non sempre riesco ad essere positiva nella vita quotidiana ma ora come ora, se ti fidi di Lui, tutto potrà andare bene.... probabilmente in un periodo normale con un singolo episodio negativo, questo non lo avrei pensato.
40 giorni di Grazia e grazie tra quaresima e quarantena, questa è una grazia per cui grazie...
Buona quarantena e buona quaresima sempre uniti in preghiera, quell'unione che stiamo riscoprendo e che spero manterremo anche dopo.

martedì 25 febbraio 2020

Niente panico! Armatevi dell'unica corona che fa bene, quella del Rosario.



Approfitto del fatto che i bambini stanno giocando per scrivere quello che ho nella testa da tutto il giorno....
Solitamente aspetto il giorno successivo visto l'orario, ma questa volta ho proprio bisogno di scriverlo subito (voi lo leggerete il giorno successivo quando lo pubblicherò)
Stasera sono arrivate le nuove direttive per le parrocchie di Bergamo e ad ogni punto che leggevo avevo una stretta al cuore.

Non sto a fare la lista della spesa con tutto ciò che comprende ma sintetizzando si parte dal fatto che le celebrazioni e tutte le attività della parrocchia sono sospese, la celebrazione dei funerali sarà in forma privata oltre all'annullamento delle celebrazioni per l'inizio della Quaresima.
Matrimoni in forma ristretta e battesimi possibilmente da rimandare o in forma estremamente ristretta.
Per le confessioni si dovranno fare in luoghi areati e ampi, non nei confessionali.
Domenica nessuna messa e ci sarà la dispensa dall'obbligo del precetto festivo invitando ad un momento di preghiera personale in famiglia oppure seguendo la messa in tv.
Le Chiese fortunatamente resteranno aperte (dove sono stata oggi era chiusa), ma niente acqua benedetta per evitare rischi.
Le celebrazioni andranno fatte in forma privata dove non possono esserci persone.
Se vi volete leggere tutto vi rimando direttamente al sito che trovate cliccando QUI.

Se sono stati presi questi provvedimenti il motivo sicuramente c'è, credo soprattutto che per il Vescovo e i sacerdoti non sia affatto facile tutto questo; prendere una decisione simile cosi come assecondare le direttive della regione non sarà stata una passeggiata.
Questo mi porta ad evitare di giudicare questa decisione, non me la sento proprio di dire che è o non è sbagliato.. giudicare toglie tempo a cose più utili..
Questo invece mi porta a riflettere molto sul valore che ha per me la Messa, e i sacramenti.

Devo ammettere che non sono cosi brava come molti di coloro che mi leggono, sono sincera, io certe volte non ho proprio voglia di andare a messa..
Vuoi la pigrizia, vuoi il freddo e la non voglia di uscire di casa, il fatto che so che magari Mattia non sarà proprio bravo e potrebbe disturbare, fatto sta che qualche volta vorrei starmene a casa..
Poi ci vado, controvoglia, ma ci vado... alla fine so che una volta in chiesa sto benissimo e sono felice di esserci andata, però il pensiero del "vorrei starmene a casa..." ogni tanto arriva a bussare alla mia testa.
Ecco, devo dire che il sapere che non ci saranno messe ma tutte queste limitazioni, mi rende piuttosto triste e percepisco un senso di vuoto che con la quaresima in arrivo non va bene.
Vorrei avere perennemente tra le mani la corona del Rosario, non so il perchè di questo bisogno, ma è come se mi facesse stare più tranquilla.

Come sempre è quando non puoi avere o fare qualcosa che ne senti la necessità oppure semplicemente riscopri il valore di una cosa che, ahimè viene qualche volta data per scontata o come abitudine/dovere quando in realtà è una grande grazia, un privilegio (sottovalutato) che ci mette in condizione di vivere Gesù a pieno.
Se ci fosse una reale consapevolezza di ciò che significa andare e vivere la messa, le Chiese sarebbero sempre piene, ma questa consapevolezza ogni tanto va rispolverata anche per noi assidui frequentatori.
Va rispolverata per non sprecare ogni occasione che abbiamo per partecipare in modo consapevole e attivo vivendo qualcosa di bello, vivo, autentico.

Manca praticamente un giorno all'inizio della Quaresima e visto ciò che sta accadendo direi che è il momento giusto per, come dicevo nell'articolo precedente (che trovate QUI), riflettere...
Riflettere sul nostro essere cristiani, riflettere sulla nostra fede, sulla nostra sincerità nella fede, sul nostro vivere la Messa, i sacramenti... riflettere principalmente su noi e il nostro rapporto con il Signore.
Per l'ennesima volta in pochi giorni a me arriva questo, la Quaresima di quest'anno sarà improntata sulla riflessione.
Partendo dalla Parola di Dio, da questa mancanza concreta della Santa Messa (che però seguirò in tv), dall'impossibilità di fare la catechista etc.. il tutto sono sicura che potrà rendere questa Quaresima un tempo forte speciale per poi rinascere a vita nuova a Pasqua grazie a nostro Signore.

Per cui niente panico, che poi sono esperta a riguardo, da piccola avevo il gioco "No-panic"... (o forse è per questo che sono cosi ansiosa XD!!)
Niente panico, fidiamoci, affidiamoci e armiamoci dell'unica corona che non farà mai del male, quella del Santo Rosario.
Uniti in preghiera, questa è la cosa più bella e utile che possiamo fare come fratelli e sorelle in Cristo.

Buon inizio cammino a tutti.



venerdì 21 febbraio 2020

Quaresima: tempo di Riflessione. Digiuno, preghiera ed elemosina.



Ci stiamo avvicinando alla quaresima per cui non poteva mancare il post a tema con sussidi consigliati, indicazioni e consigli.
(Il percorso degli anni precedenti li trovate nella sezione QUARESIMA.)

Sono due mesi che sento il bisogno di arrivare alla quaresima, non so ancora il motivo ma oltre a questo ho un estremo bisogno di arrivare alla settimana Santa e alla Pasqua.
Tutto questo mi sta richiamando alla voglia/bisogno di riflessione, di vivere a pieno (cosa che come al solito accadrà solo nei miei sogni) questo tempo forte.
A differenza di altri anni, mi sono concentrata su un sussidio solo poi uno per i bambini e ve li mostro qui di seguito sperando possano essere utili.

La cosa che mi è piaciuta del sussidio scelto sono le 3 parole chiave:
PAROLA - RIFLESSIONE - PROPOSITO.

Il sussidio invita alla pratica di queste tre parole attraverso la lettura della Parola, una riflessione e un proposito quotidiano, il tutto per ogni giorno dal Mercoledi delle Ceneri al Lunedi dell'Angelo.
La parte fondamentale è la cura nella lettura quotidiana della Parola di Dio e aggiungerei con una riflessione personale da poter aggiungere magari sul nostro Prayer Journal.

Una cosa carina (ma che non mi ha fatto impazzire) è il "propositometro" dove è possibile segnare ogni giorno se abbiamo mantenuto o meno il proposito del giorno.
La vedo più una cosa da ragazzini ma di certo male non fa, al massimo si può ignorare questa parte. (vedi foto)
Cercare di avere ogni giorno un proposito diverso basato sulla Parola del giorno lo trovo un ottimo modo per poter vivere concretamente la Quaresima.
(Al termine del post troverete il link per acquistarlo.)




Il secondo sussidio riguarda i bambini ed è molto semplice, inoltre lo trovo adatto per svariate fasce d'età e riadattabile per il catechismo.
E' sulla stessa linea del precedente, per cui improntato sulla riflessione e la Parola.
Inizia il Mercoledi delle Ceneri e tratta ogni domenica di Quaresima per cui meno impegnativo rispetto a quello per adulti.
Ogni Domenica ha uno o due versetti del vangelo, "Riflettiamo sulla Parola" dove c'è una piccola riflessione sul Vangelo; "La porta del cuore" dove c'è un suggerimento per vivere e trasformare la Parola di Dio in esperienze concrete da fare con chi vuoi proprio per aprire la porta del proprio cuore; "Preghiera da Masticare" una breve frase o una preghiera da ripetere durante la giornata.
Per il Venerdi Santo ci sono tutte le stazioni della Via Crucis semplificate per i bambini.
(anche di questo trovate il link per l'acquisto alla fine del post)




In questo tempo di Quaresima ci sono tre elementi fondamentali che vi ripeto ogni anno ma lo faccio ancora perchè sono una gran rompi scatole.

- Il digiuno
- La Preghiera
- L'Elemosina
Sono aiuti per liberarci da noi stessi e che ci aiutano a relazionarci con il Signore per vivere l'amore e la misericordia.
Ora vediamoli uno ad uno.

Digiuno.

"Verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno" (Matteo 9,15)

Il Signore prevede il digiuno per il suoi discepoli, ed esorta noi a viverlo come occasione per prendere coscienza chiara del nostro limite creaturale e diventare cosi compassionevoli verso quanti non hanno mezzi di sostentamento.
Il digiuno diventa un esercizio di discernimento da ciò che ci serve realmente rispetto a ciò di cui pensiamo di avere bisogno.
Spesso non ci rendiamo conto di quanta abbondanza abbiamo, non solo alimentare ma di ogni cosa, per questo il digiuno non va visto in modo più ampio diventando cosi un esercizio di umanità.
Ci ritroviamo quindi a fare un pò il punto della situazione sul nostro rapporto con il cibo e con tutte le altre realtà con cui abbiamo a che fare e con cui nutriamo la nostra vita.
<<Il segreto di un digiuno accetto da Dio ha senso nella misura in cui sciolga "catene e legami">> (Isaia 58,6)
In questo modo, il digiuno conserva si la sua caratteristica ascetica di privazione e mortificazione, ma comprende un senso di aiuto all'elevazione della coscienza che l'uomo ha di se stesso.
Si può optare per un'astinenza oppure per una sospensione completa per un tempo previsto, l'importante è far emergere la verità del proprio desiderio per purificarlo.

Preghiera.

La preghiera è innanzitutto un atto di presenza a Dio, di ricerca del suo Volto.
La preghiera è una scuola di vita e fa della vita una scuola di ricerca del volto di Dio fino a riconoscerlo negli innumerevoli volti umani.
Attraverso la preghiera diventiamo capaci di onorare il nostro limite senza esserne schiacciati, dove quel limite diventa uno sgabello che ci permette di lanciarci alla scoperta del mondo di cui facciamo parte e che è tanto grande e stupendo.
La preghiera ci permette di riscoprire la leggerezza fatta dai gesti d'amore semplici e allo stesso tempo forti.In fin dei conti basta poco, le mani giunte e gli occhi socchiusi; mettersi vicino alla terra inginocchiandosi senza perdere, ma recuperando interamente la nostra dignità; una parola o silenzio...
Quanto è semplice e meraviglioso pregare!
Cosa è pregare?
lo si può sperimentare continuamente come quando si vive un atto d'amore o un sussulto di disperazione dove non è mai totalmente nuovo ma allo stesso tempo è completamente unico.
La preghiera è un lavorare su se stessi per curare una relazione con Dio, perchè se non parliamo con lui, se non preghiamo come possiamo avere con lui una relazione? E' impossibile.
Ogni volta che il nostro cuore si apre al rischio della preghiera, ci regaliamo la possibilità di guardare la nostra vita da un punto di vista più ampio.
La preghiera nonostante possa sembrare qualcosa di intimo e privato, in realtà ci mette sempre in comunione con tutti o nostri fratelli e sorelle in comunità ma anche con tutte le creature del cielo e della terra.

La bontà del digiuno e la vertà della preghiera si giudicano dai "frutti" di conversione.
"Cosi ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi" (Mt 7,17)

Elemosina.
questa terza opera quaresimale è spesso fraintesa o mal utilizzata poichè si rischia di tradurla in un gesto con cui ci si libera del fastidio dell'altro che ci chiede aiuto o solo attenzione.
Nelle scritture questa parola ci riporta a quel balsamo di misericordia che chiediamo continuamente a Dio per noi - Kyrie eleison!- e che ci impegniamo a spalmare dolcemente sulle ferite e le fatiche di tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino.
Basta ricordare queste parole di Gesù:
"Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro" (Lc 11,41)
Ci si deve distogliere dal totale amore di sé per aprirsi a qualcosa di più grande, a quella conversione che ci porta all'amore incondizionato per l'altro.

L'attività che segue è piuttosto semplice e l'ho proposta anche lo scorso anno.
Si basa sui 3 pilastri per la quaresima di cui vi ho appena parlato, ovvero il DIGIUNO, la PREGHIERA e l'ELEMOSINA.
Ciò che propongono è un modo per spronare anche i più riluttanti, sopratutto i bambini a fare qualcosa durante questi 40 giorni.
Il risultato di questa splendida attività è il seguente.

immagine presa da https://www.looktohimandberadiant.com
L'immagine è quella da cui  hanno preso l'ispirazione le Catholic Mothers e se cliccate sulla didascalia andrete direttamente alle istruzioni per poter fare questa attività anche stampando il tutto.
Di seguito troverete le attività tradotte e rivisitate e potrete scaricare il file cliccando sulla didascalia per ritagliare e dividere come nell'esempio sopra.

SCARICA IL FILE QUI

Per i bambini utilizzo da anni anche un percorso di Quaresima da colorare, una specie di calendario dell'avvento ma in versione quaresimale.
Online ne trovate molti diversi, a questo link potrete trovare uno dei tanti con un'altra attività che avevo fatto un paio di anni fa con i miei figli con un cartellone. PERCORSO QUARESIMA COLORARE.

Ora vi metto i link di acquisto dei sussidi:




Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità. 
(PapaFrancesco )


Buon percorso di Quaresima a tutti.