mercoledì 28 ottobre 2020

L'orazione Teresiana, un intimo rapporto con Dio.

 


"L'orazione a mio parere, non è altro che un intimo rapporto di amicizia, nel quale ci si trattiene spesso da solo a solo con quel Dio da cui ci si sa amati"  (Vita 8,5 Santa Teresa)

Ho scoperto l'orazione teresiana durate il lockdown grazie a Debora, una ragazza che ha frequentato per un po di tempo le Clarisse.
Conoscere la sua esperienza a riguardo, mi ha permesso di poter approfondire questa tipologia di preghiera molto intima e silenziosa tanto efficace e perfetta per il mio modo di vivere la spiritualità in modo interiore.

In sostanza questo tipo di orazione è una preghiera RELAZIONALE e intima che non necessita di formule di preghiera specifiche continue ma la base è la Scrittura.
In questo modo si pratica una la preghiera del cuore secondo Santa Teresa perchè è proprio il cuore che prega.
(riguardo la preghiera del cuore trovate anche questo post)

“Chi l’ha cominciata [l’orazione] non la lasci; e chi non l’ha cominciata, io lo scongiuro per amor di Dio a non privarsi di tanto bene; se persevera io spero nella misericordia di quel Dio che nessuno ha mai preso invano come amico; giacché l’orazione mentale non è altro – per conto mio – che un trattare con amicizia, intrattenendosi molte volte da soli con Chi sappiamo che ci ama” (Vita 8,5).

Essendo legata all'interiorità della relazione, può essere sempre diversa poichè condizionata dall'emotività, per cui ciò che proviamo un giorno con una lettura, il giorno successivo non sarà necessariamente uguale...
Se in quel momento siamo tristi avremo un certo tipo di vissuto mentre se saremo felici, ne avremo uno diverso.
La cosa da fare è orientare tutto verso il TU di Cristo, mettendosi davanti a Lui come in una relazione vera e propria.

Ora entriamo nello specifico di questa pratica:

Cosa serve per fare questo tipo di orazione?
La Bibbia (o solo i vangeli), una candela, un'icona e soprattutto il silenzio.
Se volete, potete utilizzare il vostro diario di preghiera per appuntare ciò che ritenete necessario.
[L'icona aiuta a rimandare al Signore.]

L'orazione permette di andare da me alla scrittura, dalla scrittura alla mia interiorità e nella mia interiorità emerge il TU del Signore, quello con cui dobbiamo metterci in relazione profonda.


Come fare l'orazione o per meglio dire, come nutrirci con questo incontro?
Ci si siede composti e comodi in un luogo tranquillo e possibilmente silenzioso (che con dei figli diventa difficile ma facciamo finta che sia possibile).

Si inizia con il segno della croce fatto piano e in modo consapevole; si procede chiudendo gli occhi e mettendo da parte tutti i nostri problemi e pensieri, come dice Santa Teresa, "Occorre farsi un po di violenza per raccogliersi e contemplare il Signore nel proprio interno (CP 26,8) Non si può parlare con Dio nel medesimo tempo che con il mondo..."

E' possibile fare anche un'invocazione allo Spirito Santo e un breve esame di coscienza per cantare le misericordie del Signore nella nostra vita.

Il passo successivo è tanto importante quanto difficile (non voglio scoraggiarvi ma rendervi consapevoli che raramente si fa in modo cosciente) ovvero, prendere coscienza che Dio, in Gesù, suo figlio, è presente.
Dobbiamo instaurare un rapporto di amicizia con il Signore, per questo ci può aiutare pensare che sia al nostro fianco, realmente in persona vicino a noi.
[Teresa dà molta importanza all'Incarnazione, motivo per cui è presente un'icona]

Oltre all'invocazione allo Spirito Santo, potete recitare anche un Padre Nostro

Poi passiamo alla scelta del brano da leggere; sulla scelta del brano potete decidere voi, oppure utilizzare la lettura del giorno.
Se ne avete il tempo potete aggiungere anche una scrutatio limitandosi alla parte meditativa.

Il brano scelto va letto con calma, cercando di assimilare parola per parola assaporandone il contenuto.
Cercate il punto che più vi colpisce, che sia una parola, più parole o un versetto ripetendolo più volte anche mantenendo gli occhi chiusi.
Cercate di entrare dentro di voi, di percepire la compagnia di Cristo, la sua presenza.

Tutto ciò non è facile, ci saranno tante distrazioni soprattutto all'inizio, la mente andrà altrove, potranno spuntare pensieri, i nostri impegni etc, ma non bisogna demordere, la perseveranza è la strada per poterci riuscire.
Pensare ci porta a parlare a noi stessi, pregare invece ci porta al dialogo con Dio e quella è la strada.

Come detto all'inizio, questa è una preghiera emotiva, per cui "Se siete nella gioia potrete contemplare Cristo risorto, se siete afflitte o nei travagli potete contemplarlo mentre si reca al giardino degli ulivi."

"Anche se doveste fare il peggiore dei peccati, non lasciate mai l'orazione!"

Il Signore può abitare il vuoto che stiamo vivendo soprattutto in questo tempo, fatto di attese, paure, incertezze.
L'orazione non termina nel momento in cui chiudiamo le Scritture e ci congediamo, ma continua costantemente.
Possiamo immaginare che Gesù sia al nostro fianco durante la giornata, durante le nostre normali faccende e occupazioni, in quelle occasioni pensiamo che ci guardi con amore e che possiamo ricambiare questo sguardo.

Essere “da solo a solo” come scritto nella citazione all'inizio di questo articolo, non significa pregare isolato dagli altri, benchè possa sembrare cosi.... soprattutto perchè certe volte ne sentiamo proprio la necessità, (lo stesso Gesù nel corso della sua vita terrena ha dei momenti in cui si deve isolare).
Ma "io e Dio" oppure "tu e Dio" possiamo avere quest’esperienza di intimità anche se ci troviamo in una grande assemblea; quel “solo a Solo” significa che per me, per te... in quel momento, c’è solo Lui e io o tu, non desideriamo altro che staccarci da tutto ciò che non è Lui e che distrae da Lui.

Concludiamo questa preghiera con un'offerta semplice, per la carità verso il fratelli e il prossimo, oppure per delle intenzioni che sappiamo essere necessarie.

Una volta iniziata questa pratica sarà difficile farne a meno.
A presto.

lunedì 21 settembre 2020

"L'abito della festa", una pillola di modestia extra large.

                                        

Ciao a tutte!!
Rieccomi dopo più di un mese di stop, ma se gli impegni sovrastano l'ispirazione, preferisco non scrivere.
Molte di voi conoscono le "Pillole di modestia" che pubblico il venerdi, questa volta ho pensato fosse utile rendere una pillola qualcosa di più.
Il tema riguarda "l'Abito della domenica", quell'abito (oggi semplicemente outfit) che mia nonna chiamava "ol vestit ella festa" ovvero l'abito della festa/domenica.

Come moltissime di voi, sono cresciuta con l'idea che la domenica per andare a messa bisognasse indossare il vestito più bello, quello che non utilizzavi durante la settimana, dedicato alle occasioni speciali.
"Ti sembra il caso di andare in chiesa vestito come se dovessi andare a prendere il pane?", è una delle frasi che ho sentito ancora non troppo tempo fa.
Oggi questa idea è molto meno sentita e quando ne parlo per esempio ai bambini del catechismo mi guardano in modo strano.
(I maschietti, perché le femminucce sono molto più propense ad agghindarsi per queste occasioni).

Un primo appunto da fare riguarda il significato che viene richiamato con "l'abito della festa".
Cerchiamo di non cadere nell'errore di credere che "abito più bello" corrisponda a costoso perché non è affatto così.
L'outfit per la messa deve essere qualcosa di speciale, diverso dal solito e che indossereste per delle occasioni speciali, non nel quotidiano, ma semplice.

Vediamo qualche esempio pratico:

- Per chi come me fosse poco abituata alle gonne, può essere l'occasione giusta per abituarsi ad urilizzarle; 
[rispolverate qualche vecchia gonna o qualche vecchio abito che avete nell'armadio fermo da troppo tempo, per una volta alla settimana ce la potete (anzi, possiamo.. mi ci metto anche io) fare!]














- Per chi mette sempre gonne o abiti, può essere l'occasione per aggiungere un tocco speciale o scegliere un paio di capi solo per la santa messa.

- Se preferite utilizzare jeans per comodità, potete metterli da parte e utilizzare un pantalone elegante.
[Una buona via di mezzo è una bella gonna pantalone; comoda come un pantalone e allo stesso tempo modesta.
Se proprio proprio non potete rinunciare al jeans e alla super comodità, abbinategli una camicia o una maglia elegante con taglio irregolare più lunga dietro e delle sneakers "della festa" magari con qualche dettaglio di luce che le renda meno sportive]



Il vestito può essere abbellito (non troppo) con una spilla oppure una cintura particolare, scarpe eleganti oppure dei comodi stivali, del make-up più curato e degli accessori che magari solitamente non indossate.
[Ne ho parlato nelle pillole di modestia precedenti che trovate sulla pagina e gruppo facebbok, oppure su instagram]
Potete sbizzarrirvi senza eccedere, quel giorno della settimana dedicatevi qualche attimo in più per potervi sistemare e curare per un incontro speciale con il Signore.
Il senso del "vestito della domenica" va ben oltre la semplice idea di abito.
Non è un semplice atto di vanità, altrimenti si rischia di cadere nel peccato e non va bene, sarebbe tutt'altro che modesto.
E' tutto quello che c'è dietro a rendere diverso quel giorno, la preparazione, il curarsi in modo particolare per andare dal Signore.
In modo particolare, non maniacale!

Il curarsi per quell'incontro può essere semplicemente aggiungere un accessorio oppure, se proprio alla tuta non potete rinunciare, mettere la tuta più bella invece di quella tutta sformata. 
(Ecco, se la messa è programmata e non siete in montagna, per una volta evitate di indossare la tuta)
Tutto questo non perché cosi il Signore ci vede più belle, il Signore di certo non guarda a come siamo vestiti per amarci immensamente, anche perché vi avevo già detto tempo fa che l'outfit perfetto è quello fatto di Santità.
E' solo una cosa nostra, un nostro modo per dire che è un evento importante.. 
Per capirci, solitamente non si va ad un matrimonio in tuta, giusto?
Se si va a festeggiare qualcosa che è programmato ci si prepara, ecco, è la stessa cosa.. 

Se poi l'andare a messa è una cosa decisa al momento o non si ha voglia di prepararsi (tante volte mi capita, soprattutto in base all'umore della giornata), allora va bene così; per esempio io tengo sempre un chotky in borsa da mettere prima di entrare in chiesa se improvviso, oppure se non voglio cambiarmi, aggiungo una collana e un rosario da polso.. 
Un piccolo dettaglio può fare una grossa differenza anche solo per lo spirito con cui lo facciamo... sappiamo che quel velo di rossetto o quel bracciale o quella collana, o quella maglietta o gonna l'abbiamo indossata solo per quell'occasione, per il Signore e probabilmente (e capita) se vi cade lo sguardo su quella cosa durante la messa o mentre uscite, vi scapperà un piccolo sorriso.

Tutto sommato l'idea dell'abito della festa è una tradizione che varrebbe la pena rispolverare per un giorno alla settimana, ci aiuta anche a staccare dalla quotidianità.

Vi lascio il link ad un vecchio articolo in cui parlavo proprio degli outfit per la Santa QUI.
A presto!!!


lunedì 10 agosto 2020

Guardaroba capsula: L'essenziale può essere visibile agli occhi.


Qualche tempo fa vi ho parlato delle stagioni dell'armocromia, scoprire i propri colori per fare acquisti mirati cosi da non acquistare capi che poi resteranno nell'armadio perchè "oggi non mi sta bene, lo metto domani...".
Abbiamo capito quali sono i nostri colori per essere sempre splendide anche con una tuta, ma del colore giusto ;) .

Oggi invece voglio parlarvi del GUARDAROBA CAPSULA, un altro metodo per ottimizzare gli acquisti, ridurre gli sprechi e alleggerire le valigie per i vostri viaggi e quelli del resto della famiglia.
L'essenziale (materiale) può essere ben visibile agli occhi, non serve avere troppe cose se inutilizzate, cercate di arrivare all'essenziale e vi sentirete più leggere.
Poi passate all'essenziale spirituale...
L'essenziale è solo che ogni giorno si trovi anzitutto un angolo tranquillo in cui avere un contatto con Dio, come se non ci fosse nient'altro al mondo.》
 — Edith Stein

Ma andiamo per gradi...



Cosa sarà mai un guardaroba capsula?
Nulla di strano, nessun  armadio del futuro o simili, semplicemente è l'idea di creare un guardaroba praticamente perfetto con un numero di capi limitato con l'aggiunta di una caratteristica essenziale, devono esserci capi senza tempo.
Senza tempo non significa vecchi, ma partire da capi essenziali che non passano mai di moda e che si possono usare tutto l’anno, a cui andranno aggiunti altri capi interscambiabili e che variano a seconda della stagione.
Sembra piuttosto semplice.... in teoria, poi nella pratica un po meno.. XD
In sintesi:
-abiti, scarpe e accessori sono limitati a un numero definito e stabilito in partenza;
- i capi sono selezionati per colore, stile e materiale in modo che siano tutti abbinabili tra loro;
- è utilizzabile per un’intera stagione, senza bisogno di fare nuovi acquisti e con la sicurezza di avere l’outfit giusto per ogni occasione.
Dove è nato?
In realtà non è nulla di nuovo, anzi, è una vera e propria tecnica risalente agli anni '70.
L'ideatrice è Susie Faux, nonchè proprietaria della boutique di abbigliamento “Wardrobe” nella Londra degli anni 70.
Successivamente, nel 1985 il guardaroba capsula (considerata una vera filosofia) ha raggiunto la popolarità grazie alla designer Donna Karan, che aveva creato una “collezione capsula” di vestiti da lavoro interscambiabili, chiamata Seven Easy Pieces, in sintesi, sette semplici pezzi per vestirsi senza stress prima di andare a lavorare.
Genialata!!!!

Qual è l'obiettivo del guardaroba capsula?
L'obiettivo è quello di avere outfit per ogni occasione, senza ritrovarsi con un’eccessiva quantità di vestiti che finirebbero per non essere indossati (i classici "lo metto domani...").
Sapere sempre cosa mettersi o cosa far indossare ai figli per la scuola e le varie occasioni e ridurre il tempo passato per cercare cosa indossare.
Vogliamo poi parlare del riscontro a livello economico ed ecologico?
Comprare meno, e meglio, può fare la differenza.

Come si crea?
Come detto all'inizio si deve puntare su capi senza tempo, evergreen facili da abbinare.
Ci sono varie filosofie con idee numeriche ben diverse tra loro, alcune dicono che bastano 10-12 capi (follia!!!), altri 35, altri 50 ma dipende molto anche dallo stile di vita della persone, dal lavoro e dalla quotidianità.
I punti importanti sono 3:

1. INDIVIDUARE LE OCCASIONI.
Una cosa da fare quando si decide di creare un guardaroba capsula è una mappatura precisa delle diverse occasioni che scandiscono la nostra vita, in modo da capire di quali capi di abbigliamento abbiamo bisogno per sentirci sempre a nostro agio.
In questo modo potremo capire di quanti capi avremo bisogno.

2. SELEZIONARE I CAPI GIA' PRESENTI.
Controlla il tuo guardaroba e cerca di capire quali capi tenere e quali no (ne parlerò meglio a fine articolo)

3. GUARDAROBA CAPSULA RIGIDO O FLESSIBILE?
In base al risultato del decluttering del vostro armadio, potete stabilire se non avete nulla da aggiungere oppure dovete rivedere alcuni stili per renderli interscambiabili.

Ecco alcune regole da seguire per scegliere i vostri capi:

*1. FORMA DEL CORPO.

In base alla forma del corpo ci sono vestiti adatti e meno adatti, iniziare selezionando quello adatto a noi e scartando quelli meno adatti riusciremo a fare decluttering e/o acquisti mirati.
Secondo la psicologia, se l’abbigliamento che possediamo è adatto alla nostra figura, siamo più propense a volerlo tenere e indossare spesso evitando di lasciare abiti nell'armadio ad ammuffire.

*2. SCEGLIERE I COLORI ADATTI.
Qui entra in gioco la tecnica delle stagioni dell'armocromia di cui vi avevo parlato in questo articolo.
Trovare i propri colori e, fondamentale, che si abbinino tra loro, rende tutto più semplice.

*3. PUNTA SUL CLASSICO.
Il vantaggio delle forme e fantasie classiche è che sono senza tempo, vanno bene ogni anno e non c'è bisogno di abbandonarli l'anno successivo perchè "Fuori moda".

*4. TESSUTI DI QUALITA'.
Acquistare capi di buona e ottima qualità equivale a farli durare nel tempo senza il rischio che si possano rovinare con i lavaggi, l'utilizzo frequente etc.
Qualità, non quantità!

Ora passiamo ai capi che non possono mai mancare in un guardaroba capsula:
Il tubino (o un abito) nero, adatto ad occasioni importanti ma anche versatile grazie alla possibilità di abbinarci delle sneakers per rendere il tutto meno formale.
Assolutamente non possono mancare una camicia bianca, un blazer nero e 3-4 t-shirt basic, (possibilmente evitando stampe e colori eccessivamente accesi).
Serviranno 2 top adattabili per ogni occasione diversa dalla quotidianità (da mettere sotto capi scollati etc), 2 maglioni dal colore neutro e un paio di jeans comodi, non troppo particolari o elaborati.
Un pantalone nero, meglio se con taglio sartoriale, un bel vestitino da giorno e, se amate le gonne, 2 o 3 modelli che possano adattarsi sia all’ufficio che a una serata fuori.
Se la gonna non fa per voi, potete sostituirla con un’altra tipologia di pantaloni da “multi-occasioni”.
Inoltre non devono mancare un trench e 2-3 modelli di scarpe, sia bassi che con tacco. 
Altro appunto, se il tacco non fa per voi, optate per scarpe differenti tra loro, per garantirvi la possibilità di creare outfit per varie occasioni.

COME INIZIARE? CON IL CAMBIO STAGIONE:
Solitamente è il momento ideale per iniziare a creare il vostro guardaroba capsula.
Guardate uno ad uno i vostri capi e cercate di capire il vostro stile, selezionate quelli che proprio non mettete e regalateli o vendeteli, poi concentratevi su ciò che volete tenere.
Individuate 3 pantaloni, 2 gonne, 2 abiti, 2 magliette, 2 camicie, 3 maglioni e via dicendo, che si abbinino bene tra loro per colori e tessuti.
Ricordate che non sono compresi abbigliamento intimo, pigiami e accessori.

Questo approccio dovrebbe aiutarvi a fare spazio nell’armadio per nuovi e più meditati acquisti, a spendere meno e ad avere un guardaroba che rispecchia davvero il vostro stile, in ogni stagione.
Esistono anche delle app che possono aiutarvi in questo ma non le ho ancora testate per cui vi dirò più avanti.

Sto iniziando a pianificare il mio, per cui vi terrò aggiornate su instagram.

mercoledì 22 luglio 2020

Il nostro obiettivo..."Facciamoci sante, il resto è solo perdere tempo".



Nonna era molto devota a Padre Pio e, soprattutto, a Santa Rita; il primo non so per quale motivo, la seconda perché "aveva fatto tanto"... per cui la mia conoscenza a livello agiografico era di base molto limitata a questi due e pochi altri "famosi".
Vedevo Santa Rita come colei che aiutava i casi impossibili, Padre Pio come colui che mi incuteva timore, ogni volta che vedevo la sua immaginetta mi immaginavo già quanto mi avrebbe "cazziata" (ovvero sgridata per bene).
Nella lista ci sono anche San Martino, San Michele, San Rocco.. tutti per le feste di paese perché dove vivevo avevamo 3 chiese dedicate a questi 3 santi... per cui uno per i doni, l'altro per la fiera e l'altro ancora per i fuochi d'artificio... per cui vi lascio immaginare come stavo messa.
Di base non ho mai avuto un buon rapporto con i Santi, li vedevo cosi distanti, perfetti, qualcosa di irraggiungibile, inarrivabile, quasi irreali.
Ammetto che, nonostante tutto, avevo un debole per uno in particolare non citato sopra, Sant'Agostino.. ecco, lui per me era ganzo (passatemi il termine da ggggiovane)!!
Il suo passato piuttosto particolare, imperfetto...lo rendeva cosi.. umano!
Meno inarrivabile, meno "vocetta degli angeli in coro" ma con l'aggiunta di qualche colpo di tosse.
Pensando a lui si apre quel barlume di speranza "forse c'è qualche possibilità anche per noi, persone comuni".

Poi è passato un po di tempo e ho scoperto Chiara Corbella, si ok, non è ancora Santa ma ci sta arrivando.... quello che conta è anche la via verso l'obiettivo.
Ho letto e riletto la sua storia, e l'idea di santità si è fatta leggermente più vicina, forse di un paio di passi... piccoli passi possibili come diceva lei...

Passa ancora qualche anno e leggo il libro "Pazze per Dio" e lì ho scoperto un mondo tutto nuovo, una dimensione diversa, un excursus di Sante e Beate anche sconosciute dove ogni storia ti avvicina all'idea che la santità possa essere alla portata di tutti.
Da Santa Irene, martire del 300 alla Beata Maria Cristina di Savoia, principessa e regina di Napoli.. Da Sant'Agnese, una ragazza martire,a Chiara Luce Badano, alla Venerabile Giulia di Barolo, moglie e vedova fondatrice di un ordine che insieme al marito fondarono scuole e ordini religiosi oltre a lavorare con le donne carcerate.
Non solo religiose, ma mogli, donne, mamme, giovani, ragazzine...tutte con una cosa in comune, mettersi a disposizione e lasciarsi modellare dalle mani di Dio facendo si che ognuna di loro, in modo diverso potesse percorrere la via della santità con ciò che aveva, per ciò che era.

Pochi giorni fa ho terminato la lettura del libro di Don Luigi maria Epicoco dal titolo "Qualcuno a cui guardare" e ho letto due frasi riguardo i santi che mi hanno particolarmente colpita:

"Ogni epoca ha avuto le sue crisi e il Signore vi ha sempre risposto non con idee geniali, ma con i Santi. Ogni crisi ha avuto dei Santi, quelli sono stati la risposta di Dio[...]"

Arrivati ad un certo punto, il Signore non ha mai smesso di mandare Santi, in nessun periodo storico e credo sia proprio per questo, ovvero perché è il Suo modo di farsi sempre più vicino a noi.
E' il Suo modo per non lasciarci soli, donarci sempre persone che possano aiutarci ad essere migliori, a fare quei passi verso la santità quando noi crediamo sia qualcosa di inarrivabile perché Lui ci vuole santi.

"Se poi sta chiedendo a ciascuno di noi di dare il nostro originale e unico contributo a questo cambiamento, è perché la caratteristica dei Santi è l'unicità, l'originalità"

Scoprire e leggere la storia dei santi non deve essere un modo per imitarli, non dobbiamo fare "copia incolla", in realtà dobbiamo capire che ognuno di loro aveva un proprio modo per arrivare alla santità e noi dobbiamo trovare il nostro.
Leggere la loro vita deve essere un primo passo per renderci conto che l'essere Santi può essere alla nostra portata.
Imitare un santo sarebbe un po come cercare di mettere i nostri piedi sulle orme di qualcun altro mentre camminiamo sulla sabbia... l'orma verrebbe sformata, rovinata....
Ecco, imitare rischierebbe di portarci a storpiare ciò che quel santo ha fatto, passando pure per poco credibili.
Invece potremmo camminare accanto alle sue orme con il nostro passo, la nostra velocità, la nostra ampiezza del passo per trarre il meglio dal nostro presente.
Il modo migliore per essere Santi non è imitare uno di loro, ma è essere sé stessi mantenendo un filo conduttore, avere Gesù nel cuore ed essere testimone.

Essere santi è un cammino quotidiano, Gesù stesso ci da ogni giorno i mezzi per raggiungere questo obiettivo perchè è proprio Lui che ci vuole cosi.
Essere testimoni concreti del suo amore, un amore presente anche nelle difficoltà, nella paura di non farcela, nella gioia!
León Bloy, violento anticlericale convertito in fervente cattolico, disse che nella vita «non c’è che una tristezza… quella di non essere santi».
Perché spesso si associa la santità solo ad un percorso fatto solo di dolore, sofferenza, invece non è cosi!
I Santi, sono gioiosi, felici, non privi di difficoltà ma in quella difficoltà trovano Cristo che li accoglie e sanno che tutto è grazia e porta ad una gioia più grande.
Santa Matilde di Hackeborn, scrisse un libro, il "Liber specialis gratiae", questo testo è pieno di gioia e di rendimento di grazie, senza alcun riferimento a pene o sofferenze; libro tanto amato che sarà utilizzato come guida per la vita cristiana.
(Contiene anche indicazioni per ricevere la comunione, per pregare e partecipare alla liturgia).

Papa Francesco qualche anno fa in un angelus disse che i santi sono nostri fratelli e sorelle che hanno accolto la luce di Dio nel loro cuore e l’hanno trasmessa al mondo, ciascuno secondo la propria “tonalità”.
La trovo un'espressione meravigliosa e che rende perfettamente l'idea di quanto detto prima.
Ma tutti sono stati trasparenti, hanno lottato per togliere le macchie e le oscurità del peccato, così da far passare la luce gentile di Dio. Questo è lo scopo della vita: far passare la luce di Dio; e anche lo scopo della nostra vita.
Possiamo diventare Santi da soli? No!!!
Senza Cristo non è possibile immaginare di poterlo diventare, affidarsi, fidarsi, non mollare... Possono sembrare tante cose ma in realtà sono tutte collegate ad una cosa importante, pregare!
Non dobbiamo stare in attesa senza fare niente, dobbiamo lottare per ciò che desideriamo, superare gli ostacoli consapevoli di non essere soli.

I Santi non devono essere un impedimento ma un incoraggiamento cosi che possiamo renderci conto che è possibile.
Non a caso la rubrica delle dirette che faccio su instagram si intitola: "Donne in cammino... sulla via della santità", proprio perchè siamo tutte in cammino con un solo obiettivo e ognuna ci arriva in modo diverso, dall'arte, alla cucina, alla testimonianza di conversione, alla musica, al servizio... e molto altro...
Mettiamoci in cammino perchè di una cosa sono certa, ne vale la pena e sarà bellissimo....
Cadremo, avremo dei ripensamenti, ma l'importante è continuare a volersi rimettere in piedi per camminare verso la strada giusta anche solo per fare in modo che la santità possa essere alla portata dei nostri figli.
"Facciamoci sante, il resto è solo perdere tempo" - Beata Eusebia Palomino.
Un caro abbraccio.

(ps: vi lascio qualche link ad altri articoli)
(pps: c'è anche il link ai libri, ma potrete cercarli anche in biblioteca)
[Le dirette verranno caricate piano piano nel canale youtube di Stile di vita di una folle donna cattolica.
Qui invece vi avevo parlato di un outfit perfetto, un abito fatto di Santità]

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sabato 11 luglio 2020

Le stagioni dell'armocromia: quando i colori donati da Dio ci rendono perfette cosi come siamo.



Sono stata dal parrucchiere dopo più di un anno per darmi una sistemata a taglio e colore (solitamente faccio da sola ma avevo bisogno di luce).
Chiedendo qualche consiglio ad amiche, si è parlato delle stagioni dell'armocromia (non spaventatevi, nulla di magico o strano), oltretutto tema toccato anche con il parrucchiere.
Dato che sto preparando un articolo sul guardaroba capsula (l'essenziale e la semplicità sono alla base, non è un guardaroba in pillole), direi che parlare dell'armocromia è il primo passo da fare.
A quanto pare l'armocromia nasce negli studi cinematografici con l'arrivo della Tv a colori perché era importante capire quali colori potessero donare alle attrici.

Cosa sono queste "stagioni dell'armocromia"?
Semplicemente sono dei macro-gruppi (che si suddividono ulteriormente in altri 12 o 16 sotto gruppi) per individuare i colori adatti a noi a livello di make up e abbigliamento.
Ognuno di noi ha dei colori naturali che, a seconda di parametri come la temperatura (calda o fredda) e del valore (quanto è chiara o scura una persona complessivamente, quindi occhi, capelli naturali, pelle), rispecchiano quelli presenti in natura in una determinata stagione dell’anno, da qui il nome "stagioni" (primavera, estate, autunno e inverno).

Per capire a quale stagione apparteniamo dobbiamo combinare i nostri colori naturali tra pelle, occhi e capelli.
Chi come me ha sempre avuto la fissa del cambiare colore ai capelli per dare un tocco diverso al proprio look, nel momento in cui vuole trovare la propria collocazione nelle stagioni, si renderà conto che dovrà tornare al proprio colore di capelli naturale o con qualche leggero accorgimento.
Ebbene si, siamo stati creati perfetti cosi come siamo, anche se magari il nostro colore di capelli non ci piace, oppure il colore della nostra pelle secondo noi è troppo chiaro etc, Dio ci ha dato questi colori perché a noi stanno meravigliosamente.
Il trucco sta nell'abbinarci i colori giusti nel vestirci e tutto avrà una luce diversa che rispecchia ciò che siamo veramente.
Io che ho cambiato mille colori, ieri mi sono ritrovata ad avere il mio colore naturale con qualche tocco di luce, in barba ai miei mille cambiamenti.
"Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo."
Salmo 138

Quali sono le caratteristiche delle varie stagioni per capire la propria?



Di seguito ecco le palette per ogni stagione e la descrizione per ogni gruppo.
I colori vanno considerati sia per il make-up che l'abbigliamento e accessori.
Alla fine spiegherò anche a cosa serve tutto questo.
!!!Potrete notare che ogni palette ha al suo interno tutti i colori, ma non uguali, bensì declinati in diverse sfumaturec come ad esempio il viola: l’autunno avrà il melanzana, la primavera il ciclamino, l’inverno il viola elettrico e l’estate il lavanda.!!!


INVERNO:
(è la stagione più diffusa in Italia)
In questo gruppo troviamo tutte coloro che hanno un sottotono di pelle freddo, un valore cromatico tendenzialmente scuro e un’intensità di colori alta.
Per cui rientrano le donne con capelli scuri e incarnati lunari o lattiginosi, con contrasti elevati.
- Tra le star troviamo Angelina Jolie, Katy Perry, Keira Knightley e Penelope Cruz - 
Le nuance adatte sono certamente fredde, ma anche intense e brillanti.
È l’unica stagione che regge bene il nero, che può diventare la tinta-base perfetta per il guardaroba ideale.
Nel complesso, hanno il via libera i classicissimi blu - dal navy al burgundy - ai viola come l’indaco, ai gialli acidi come il lime e ai verdi freddi come lo smeraldo. Tra le varianti di rosso meglio preferire quelle dei frutti di bosco a quelle più calde e aranciate, mentre per il bianco da evitare le sfumature di panna e avorio.
Attenzione: No, invece, alle tonalità calde e poco intense come l'arancio.




PRIMAVERA:
Qui troviamo le persone con sottotono di incarnato caldo, valore chiaro e intensità alta.
Per cui troviamo le donne con incarnati luminosi e complessi cromatici chiari e molto brillanti.
Tra le star troviamo Cara Delevigne, Emma Stone e Kate Middleton.
La palette è composta da tonalità luminose e calde. 
Una sola parola.... brillantezza!
La nuance ottima sulla quale costruire il guardaroba è un bel blu luminoso, oppure un colore neutro come il color cammello.
Altre tonalità ottime sono: i rossi caldi e rosati - come il corallo o il pesca - moltissimi verdi - dal menta al mela - e gli azzurri brillanti come il turchese.



AUTUNNO:
Questo gruppo comprende persone con sottotono caldo, valore cromatico scuro e intensità bassa.
L’Autunno è una stagione variegata ma la si riconosce per lo più grazie all’incarnato, che tende ad essere perennemente ambrato indipendentemente dall’abbronzatura.
Tra le star ci sono Eva Mendez, Julianne Moore e Nicole Richie.
La palette è composta da tonalità calde e intense, direttamente dalla natura dei sottoboschi e delle foreste.
La cromia perfetta alla base del guardaroba è un marrone intenso come il tabacco, oppure un luminoso e caldo giallo oro.
Altre tonalità da utilizzare sono i verdi (di ogni genere) i rossi caldi e gli arancioni.
Anche tutte le nuance delle spezie dal curry, al cumino passando per il caffè.
Attenzione: Stai alla larga dalle tinte pastello e dai colori freddi.




ESTATE:
Questo gruppo comprende tutte coloro che hanno un sottotono di pelle freddo, un valore cromatico assolutamente chiaro e un’intensità bassa.
In questa stagione troviamo donne dall’aspetto particolarmente delicato ed etereo.
Tra le star ci sono Elle Fanning, Bella Hadid e Kate Moss.
Le tinte predilette sono certamente fredde e delicate tra cui un grigio perla oppure un tortora.
Non solo... vanno molto bene le intensità basse con valore cromatico chiaro, ovvero le tinte pastello, quelle cipriate e le tonalità sorbetto.
Ci si può sbizzarrire con i rosa, i rossi rosati (come l’anguria o il color lampone) e con alcune tonalità di verde come il giada o il salvia.
Attenzione alle tinte brillanti ed eccessivamente sature, soprattutto se calde!




A cosa serve tutto questo??
Semplicemente a fare gli acquisti giusti imparando a selezionare ciò che davvero ci dona cosi da non avere un armadio pieno di abiti che rientrano nella categoria "oggi non mi sta bene/lo metto domani/ non ho niente da mettermi.." ma avere pochi abiti perfetti per noi (il che rientra nel guardaroba capsula che vedremo prossimamente per risparmiare ed essere super), della serie pochi ma buoni!
Riscoprire l'essenziale nel creare abbinamenti che ci rendono uniche.
Volete mettere il fatto che con il colore giusto possiamo essere radiose e trasmettere ancora meglio la gioia della nostra fede?!
Una pelle troppo chiara con certi colori rischia di dare l'impressione di non sana, quante volte mi sono sentita dire "ma stai bene? dei cosi bianca!".
Invece utilizzando i colori giusti, anche un incarnato molto chiaro avrà la luce perfetta in qualsiasi momento senza sembrare influenzata! XD

Alla prossima e buona ricerca di stagione!!!!

mercoledì 1 luglio 2020

10 (+1) luoghi comuni sui cattolici e come smentirle.



Leggendo qua e là, è capitato a tutti di imbattersi in commenti a post della sfera cattolica, da parte di evidenti non cattolici, contenenti luoghi comuni che non trovereste nemmeno nei peggiori bar di Caracas.
Per cui, dopo aver chiesto anche nel gruppo Facebook e su instagram, ho stilato una lista di 10+1 luoghi comuni sui cattolici da sfatare.
(premetto che non sono in ordine di importanza o simpatia)

1. "I CATTOLICI PREDICANO BENE E RAZZOLANO MALE". "SPESSO CHI NON VA IN CHIESA E' PIU' ONESTO E BRAVO DI CHI VA IN CHIESA".
Sta cosa del cattolico perfetto deve anche un po finire...
I cattolici sono esseri umani e in quanto tali commettono degli sbagli, anche grossi, ma poi si pentono e tornano "sulla retta via"; chi predica bene e razzola male evidentemente ha perso qualche passaggio.
La coerenza non è cosa per tutti per cui sarà normale trovare soggetti dediti alla facciata più che alla redenzione... che poi dico.. pensate che Dio non vede?
Tranquilli, non spetta a voi tirare le somme, c'è qualcuno lassù molto più bravo per farlo.
Agganciandomi alla seconda affermazione...
Andare in chiesa non è sinonimo di uomo impeccabile, cosi come chi non va in chiesa non equivale ad una brutta persona.
Se chi va in chiesa, una volta fuori, non mette in pratica il Vangelo avrà bisogno di un padre spirituale che lo indirizzi e di preghiere da parte nostra.

2. "I CATTOLICI NON CREDONO NELLA SCIENZA".
Vi potrei citare decine e decine di scienziati cattolici o cristiani, ci sono anche premi Nobel come William D.Phillis (nobel per la fisica del 1997); George Fitzgerald Smoot III astrofisico, cosmologo e premio Nobel; Peter Andreas Grünberg fisico e premio Nobel (2007); Carlo Rubbia fisico e premio Nobel etc etc etc......
Tra le donne di scienza che hanno sempre cercato di far dialogare fede e scienza, per molti lontani e incompatibili, c’è suor Katarina Pajchel
Oltre che essere una suora domenicana di origine polacca, è una scienziata, esperta in fisica nucleare e ricercatrice che ho incontrato qualche tempo fa a Ginevra, al Cern (Centro Europeo per la Ricerca Nucleare). Una suora alla ricerca della “particella di Dio” o, come ci tiene lei a specificare meglio, del “Bosone di Higgs”.
Lei dice: 
“Scienza e religione possono andare d’accordo”, non ha dubbi. “La questione è una. Dipende dalla domanda cui vuoi rispondere. La scienza risponde al come è stato creato il mondo, mentre la religione risponde al perché. Se si vuole andare molto più in fondo, la religione può dare le risposte giuste. Bisogna capire una cosa fondamentale. Un essere umano è fatto di sola materia? O ha anche uno spirito?”.
3. "I CATTOLICI NON SI SANNO DIVERTIRE".
Aspetta...allora perchè organizziamo le feste in oratorio? XD
Scherzi a parte, non ho mai ben capito questa affermazione... perché non ci sapremmo divertire?
Mi chiedo chi hanno incontrato sulla loro strada per dire una cosa cosi.
Vi devo ricordare per l'ennesima volta (so che non mi sopportate più) che uno dei peccati capitali era la tristezza?
Il contrario di tristezza cosa è? La gioia, per cui per fare in modo che ci sia gioia ci vuole anche del (sano) divertimento.

4. "LE DONNE CATTOLICHE SONO BRUTTE E NON SI CURANO".
Allora, cerchiamo di fare ordine...
- Brutte...a chi? Perché e per come?
Sta cosa che sono per forza tutte brutte non mi torna dato che non ne ho ancora viste.
Se hai Gesù nel cuore non puoi essere brutta.. e qui non sto scherzando, hai proprio quella luce che rende belle tutte le cose.
- Non si curano, ergo.. hanno i baffi...ma perché??? esistono le estetiste e ci andiamo oppure una fa da sè, ma curarsi è importante perché come possiamo trasmettere una fede bella e gioiosa se siamo sciatte e non curate??
Sarebbe poco coerente, curarsi ci fa bene, senza eccedere nel vanto.

5. "LE DONNE CATTOLICHE SONO SOTTOMESSE"
Sottomesse... se intendete in modalità cagnolino scodinzolante e accondiscendente sempre e comunque, vi sfugge qualcosa perché la sottomissione è altro; sottomissione è accoglienza dell'altro, rispetto anche quando si hanno opinioni diverse, è evitare di puntualizzare sminuendo l'altro (per poi parlarne in seguito da soli...)
Aggiungiamo che inoltre c'è anche un passo bellissimo che riguarda i mariti...
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell'acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso.

6. "I CATTOLICI SONO SESSUALMENTE REPRESSI / NON FANNO SESSO".
Per fortuna non facciamo sesso, noi in realtà facciamo l'amore, il che è estremamente diverso.
Poi per smentire queste affermazioni basta pensare a quanti scritti ci sono che riguardano questi temi.
Se non volete gli scritti di sacerdoti ma di laici, consiglio anche la lettura "Sposi, sacerdoti dell'amore" di Antonio e Luisa De Rosa (link a fine articolo).
Anche il Papa ne ha parlato:
Gesù dice: per questo l’uomo, e anche la donna, lascerà suo padre e sua madre e si uniranno e saranno… una sola persona?…, una sola identità?…, una sola fede di matrimonio?… Una sola carne: questa è la grandezza della sessualità. E si deve parlare della sessualità così. E si deve vivere la sessualità così, in questa dimensione: dell’amore tra uomo e donna per tutta la vita.
Non solo lui, ma anche il Papa emerito Benedetto XVI:
«la sessualità è un dono del Creatore, ma anche un compito che riguarda lo sviluppo del proprio essere umano. Quando non è integrata nella persona, la sessualità diventa banale e distruttiva allo stesso tempo»
7. "I CATTOLICI FANNO CONTINUAMENTE FIGLI".
Ci sono due modi per rispondere a questa affermazione;
- il primo sarebbe poco carino ma sintetizzato sarebbe "non credo sia un vostro problema"...
- Il secondo modo consiste nell'essere caritatevole citando Giovanni Paolo II quando parla di maternità responsabile:
«Il pensiero cattolico è sovente equivocato, come se la Chiesa sostenesse un’ideologia della fecondità ad oltranza, spingendo i coniugi a procreare senza alcun discernimento e alcuna progettualità. Ma basta un’attenta lettura dei pronunciamenti del Magistero per constatare che non è così. Nel prendere la decisione di generare o di non generare gli sposi devono lasciarsi ispirare non dall’egoismo né dalla leggerezza ma da una generosità prudente e consapevole, che valuta le possibilità e le circostanze, e soprattutto che sa porre al centro il bene stesso del nascituro. Quando dunque si ha motivo per non procreare questa scelta è lecita, e potrebbe persino essere doverosa. Resta però anche il dovere di realizzarla con criteri e metodi che rispettino la verità totale dell’incontro coniugale nella sua dimensione unitiva e procreativa, quale è sapientamente regolata dalla natura stessa nei suoi ritmi biologici».
8. "I CATTOLICI ASCOLTANO SOLO MUSICA DI CHIESA O MUSICA TRISTE".
Non è che viviamo cantando "osanna eeee osanna eeee" oppure saltelliamo cantando l'alleluja delle lampadine e simili (che poi sono allegre, mica tristi!)..
Avete mai ascoltato i Reale o i The sun o I mienmiuaif??
Credo di no, perché loro sono gruppi cristiani ma spaccano!!!
Poi se guardate la playlist nella mia auto trovate sì i reale, the sun etc, ma anche Gabbani, oppure Ermal Meta, ma anche Disturbed, Ozzy Osbourne, Stone sour, rammstein... (ma a breve ci sarà un articolo a tema)

9. "LE DONNE CATTOLICHE SI VESTONO DA SUORE".
Sicuri che quando avete visto delle donne vestite da suore, queste in realtà non erano realmente suore?
Quando si tratta di questo tema rischio di diventare logorroica per cui linko direttamente la categoria presente nel blog "MODA MODESTA".
Non ci vestiamo da suore, semplicemente non mostriamo tutto a tutti, che è ben diverso.
A noi donne cattoliche piace fare shopping, piace anche vestirci alla moda (e perché no, anche farla!), ci facciamo le foto per mostrare come siamo vestite e chiedere pareri, esistono influencer di moda modesta fighissime, ci piacciono le scarpe anche con il tacco (a me no, ma sono un caso a parte).
Mettiamo prima di tutto il pudore e il rispetto per il nostro corpo come tempio dello spirito, non come merce da esporre.... il che non equivale a "vestirsi da suore".

10. "I CATTOLICI SONO OMOFOBI".
Oramai pare non si possano avere pareri discordati perché arriva quell'etichetta che può distruggerti.
Anche questa affermazione è estremamente gettonata soprattutto negli ultimi anni, cattolico=omofobo.
In realtà non è cosi ma diventa più semplice pensare il contrario.
Se qualcuno non concorda riguardo il fatto che due persone dello stesso sesso possano sposarsi sono omofobe... no, in realtà sono persone che hanno una propria opinione personale e finisce lì.
Un omofobo (secondo il dizionario) è colui che ha "Paura dell’omosessualità, sia come timore ossessivo di essere o di scoprirsi omosessuale, sia come atteggiamento di condanna dell’omosessualità"... non rientrano coloro che credono che il matrimonio tra omosessuali non sia giusto.
Rientrano invece coloro che condannano una persona in quanto omosessuale, che arrivano anche a picchiarla, che la deridono, la bullizzano.. queste sono persone omofobe e con seri problemi.
Se due persone dello stesso sesso si amano, nessuno nega l'amore, l'amore è una cosa bellissima, un omosessuale non è una brutta persona, ne tanto meno malato.
Come cattolici però abbiamo una visione differente dell'idea di matrimonio cosi come dell'idea di genitorialità.
(l'utero in affitto è altra cosa, va condannato sempre, che sia richiesto da coppie omosessuali o eterosessuali)

+1. "I CATTOLICI SI LAVANO LA COSCIENZA ANDANDO A RACCONTARE I FATTI PROPRI AD UN PRETE".
Ed è poco???
Direi che è tanta roba!!!
La confessione non è un semplice raccontare ad un uomo i fatti propri; è ringraziare il Signore per ogni cosa, è mettere nelle mani del Signore le nostre debolezze, i nostri peccati, le nostre cadute e vi assicuro che farlo è tutt'altro che facile!!!
Poi, se proprio vogliamo fare i pignoli, non ci laviamo la coscienza da soli, ma ce la lava Lui facendoci tornare a splendere, ed è uno spettacolo!

Se avete altre cose da aggiungere scrivetelo nei commenti, può essere che scriverò ancora qualcosa più avanti dato che alcune non le ho messe per non essere troppo prolissa....
(tra cui, il credere nell'infallibilità papale sempre e comunque, l'essere bigotti etc etc...)

A presto!
Un abbraccio.


giovedì 25 giugno 2020

Spiaggia e modestia, a braccetto sotto il sole.



Dopo circa 2 anni di richieste da parte delle tanto pazienti lettrici, mi sono decisa a scrivere questo pezzo in cui parlo di un tema scottante (e non per il sole), la modestia in spiaggia (o in piscina).
Ammetto che il mio tentennare riguarda principalmente la fatica nel trovare le parole giuste per poter parlare di questo tema.

Nell'ambiente della moda modesta ci sono visioni che differiscono per alcuni dettagli, da quelle più "fiscali" a quelle che lo sono meno e, indipendentemente dalla propensione personale, credo che alla base ci debba essere sempre il rispetto per le scelte altrui, nel momento in cui ci sentiamo migliori di altre stiamo sbagliando qualcosa.. (la correzione fraterna è diversa).
La moda modesta segue determinati canoni (come dicevo, più o meno ampi) e per questo al massimo preferisco dire che un abito "non rientra nella moda modesta", ma se un abito non rientra in quei canoni non significa che sia sempre immodesto.
Forse un ragionamento troppo "politically correct", ma ognuna ha il proprio percorso, l'importante è essere in perenne cammino e cercare di comprendere almeno le basi.
Nessuno vi obbliga a seguire la moda modesta ma a me piace viverla, trasmetterla, parlarne e se state leggendo questo articolo significa che siete interessate alla modestia o almeno vi incuriosisce il tema.
Inoltre se mi conoscete un po, sapete che la mia linea è una via di mezzo; cercando di essere precisa,  suddivido la modestia in gruppi o gradi.
Giusto per capirci, se una mette il tankini o i pantaloncini con maglietta non è una "suora" o castigata, se una mette un bikini non è una poco di buono.

Dobbiamo partire dall'idea di chiedersi: "perchè indosso un determinato costume?", per comodità, per un certo tipo di abbronzatura, per mettermi in mostra... soprattutto (e questa è una dritta dell'amica Chiara), anzichè dire "che male c'è?", chiediamoci "che bene c'è in questo?"...
Una risposta sincera vi aiuterà sicuramente nella scelta.
In tutta onestà spesso mi sono risposta "per mettermi in mostra", ma da quando vedo la cosa in modo diverso, mi rendo conto che scoprirmi ora mi mette a disagio (e non per la pancetta).

I criteri importanti e semplici da seguire sono il pudore e la decenza... esattamente come lo seguiamo per la moda quotidiana, ancora di più per quella in spiaggia dato che tende a far esporre molto di più il corpo rispetto al quotidiano.
Tenete ben presente che queste regole andrebbero trasmesse anche alle bambine, per loro il discorso non cambia, prima iniziano a capire certi canoni con annesse motivazioni, meglio sarà e diventerà per loro automatico crescendo (lo sto sperimentando con mia figlia)

Solitamente si va in spiaggia per rilassarsi prendendo il sole, fare una nuotata e/o per far giocare i bambini per cui andarci in jeans e maglietta diventa un po scomodo e difficile soprattutto per il caldo.
Fortunatamente possiamo scegliere tra tantissime tipologie di costumi, e per questi scopi, quelli che rientrano nella moda modesta li trovo i più indicati, soprattutto per la comodità.
Giocare in spiaggia o in acqua dovendo continuamente sistemare il costume sopra e sotto non possiamo dire sia comodo, stare attente a come ci si muove, al piccolo che magari tira un po e ci slaccia il pezzo sopra, il continuare a togliersi dal sedere lo slip che si sposta... ecco, forse non è cosi comodo.
Vogliamo parlare poi del fatto che ogni costume che rientra nella moda modesta è adatto ad ogni donna, dalla più magra alla più curvy? Non è da poco!

La moda modesta non è cosi "estremista", ovviamente ammetto che allo stesso tempo ci sarebbero certamente delle obiezioni per quanto riguarda l'utilizzo di perizomi o brasiliane in spiaggia, questi, certamente con la modestia non hanno nulla a che fare.
Nello specifico c'è da dire che perizoma, tanga, brasiliane e monokini rientrano nella categoria dei costumi immodesti, poichè, come spiega il vocabolario con questo termine, sono privi di pudore.

Facendo ricerche online ho scoperto che esistono ben 16 tipologie di costumi e solo le seguenti:
1.  BANDEAU O A FASCIA: bikini con la parte sopra a fascia, può essere una semplice fascia.
2. BIKINI: sapevate che il primo risale al 1946? comunque è il classico costume a due pezzi.
3. BIKINI A TRIANGOLO: classico bikini con la parte superiore non fatta a reggiseno ma con due triangoli che scorrono lungo un laccetto orizzontale. (non rientra nella moda modesta)
4. BRASILIANA: questo slip diciamo che copre leggermente di più di un perizoma, per cui il lato B è parzialmente coperto. (non rientra nella moda modesta... no!)
5. HALTER TOP BIKINI: la parte alta del bikini si allaccia dietro al collo e scopre solo le spalle, è simile ai top delle giocatrici di beach volley.
6. INTERO: beh, questo è il must da sempre, non è mai passato di moda e ce ne sono di splendidi rispetto a svariati anni fa.
7. INTERO MONOSPALLA: costume intero ma con una sola spallina.
8. MONOKINI: ho scoperto questo genere di costume mentre scrivo e diciamo che sono un po perplessa, soprattutto perchè risale al 1964; slip alto con due bretelle che andrebbero a coprire leggermente il seno... (non rientra nella moda modesta, no no!!!)
9. PERIZOMA/TANGA: slip che non copre il lato B (non rientra nella moda modesta, proprio no!)
10. SCUBA: Simile alla tuta da sub ma non cosi coprente perchè esiste sia in versione costume intero che bikini a taglio sport.
11. SKIRTINI: costume da bagno dotato di gonnellino più o meno lungo.
12. TANKINI: è un bikini perché composto da 2 pezzi, ma la parte superiore è simile ad una canotta.
13. TRIKINI: costume intero con aperture più o meno ampie ai lati (fascia che collega parte sopra alla parte sotto).
14. ABITI DA BAGNO: sono dei veri e propri abitini con spalline più o meno larghe.
15. BIKINI VINTAGE: costume con slip a vita alta e reggiseno strutturato.
16. PANTALONCINI: la parte superiore può essere a piacimento, mentre quella inferiore sono dei pantaloncini sport per cui molto versatile.

Dopo questa carrellata di tipologie di costumi, direi che possiamo dividerli nei 3 gruppi di cui vi parlavo nel precedente articolo (lo trovate QUI).

- Primo gruppo: Abiti da bagno, pantaloncini e top.
- Secondo gruppo: abiti da bagno,tankini, bikini vintage, skirtini, intero, intero monospalla, pantaloncini
- Terzo gruppo: bikini, a fascia, halter top bikini, intero, intero monospalla, scuba, skirtini, tankini, trikini, bikini vintage.

Quelli che mancano sono stati citati precedentemente come non modesti.

Ci sarebbe anche la parentesi copri costume, nel tragitto dall'hotel/appartamento alla spiaggia non possiamo di certo andarci in costume!!! Cosi come l'andare al bar della spiaggia per un gelato.
In commercio ci sono splendidi copricostume non trasparenti, la versione caftano è molto gettonata.
Inoltre c'è da dire che alcune tipologie di costumi modest permettono anche di poter andare al bar della spiaggia o nel tragitto fino alla spiaggia aggiungendo solo un semplice pareo.



I modelli che seguono sono esempi dei costumi meno conosciuti o più fraintesi:


Abiti da bagno e tankini:



 Bikini Vintage:


Halter top bikini:


Skirtini in alcune varianti:


Intero e intero monospalla:



Pantaloncini:




Spero di essere stata utile, nel frattempo....Buona spiaggia!!!
Un abbraccio.