sabato 13 maggio 2023

Sono una mamma, non wonder woman: posso essere stanca.


Nell'immaginario collettivo la mamma è quell'essere mitologico sovraumano che, indipendentemente da tutto e tutti, fa sempre qualsiasi cosa e niente la ferma; un po' come un super Sayan di quinto livello ma in versione PRO.

E' malata? Nessun problema, lei può fare tutto lo stesso come se non avesse mezza linea di febbre.
E' stanca? In realtà quella parola non sa cosa sia, ne ha solo sentito parlare, ma da altri.
Ha bisogno di momenti per sè? Ma quando mai! Non serve, è tempo perso!
C'è un'emergenza? Ha una soluzione per tutto e non va assolutamente nel panico.
Ciò che ha programmato va in fumo? Nessun problema, riesce lo stesso a riprogrammare oppure fare tutto lo stesso magari concludendolo in anticipo rispetto al previsto.
Ansia? Non sa cosa sia... Pianti? Ma siamo matti!!
La donna, soprattutto se mamma deve sempre essere il multitasking incarnato, non ha altra scelta. In tutto questo voler rincorrere il modello "mamma top", mi rendo conto che non può esserci reale serenità e soprattutto onestà; al di fuori non ci sarà ansia o pianto ma probabilmente dentro è tutt'altra storia.
Ricordate Marta e Maria? Questo primo elenco mi ricorda un po' Marta, con il suo fare, essere sempre sul pezzo e non pensare ad altro, ma anzi, rimproverare chi non è come lei. 
"Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta."

Tenete bene a mente queste parole mentre leggete...perché stiamo per entrare nell'immaginario di Maria, solitamente vista come quella che "non fa niente", o fa pochissimo ma che in realtà ha scelto la parte migliore, ovvero il saper dosare ciò che serve. Prendersi il tempo per ascoltare il Signore, e solo dopo fare anche altro, una cosa alla volta, un passo dopo l'altro.

Vi svelo un segreto, la mamma wonder woman non esiste, o almeno parlo per me, io non lo sono di certo... credo valga anche per altre donne che magari si vergognano a dire che il multitasking e la perfezione stanno strette, talmente strette da soffocarle e farle sentire sole.
Dobbiamo dirlo, la mamma non è un essere mitologico (ne tantomeno un concetto antropologico), non ha super poteri, non riesce a fare tutto ne tantomeno a fare qualsiasi cosa senza crollare nemmeno una volta o senza avere momenti "no", quelli che vorresti essere in un eremo sperduto per resettare.
E voler essere in un eremo da sole per qualche ora non è un pensiero brutto o da cattiva mamma, è un bisogno umano perché anche le duracell ultra power prima o poi si scaricano e noi non siamo da meno.
Ora vi racconto un po' cosa accade a me, riprendendo i punti precedenti, per capire se anche a voi capita e magari ci sentiamo meno sole insieme. Sono arrivata a determinate conclusioni dopo anni di schemi che mi facevano solo del male, su alcune cose devo ancora lavorare tanto ma su altre va meglio.

- Sono malata? Ridimensiono ciò che devo fare o che mi ero prefissata...la cosa mi disturba parecchio ma non posso fare altro, rischierei di peggiorare la situazione e involontariamente mi ritroverei ad insegnare ai miei figli un'abitudine dannosa. 
- Sono stanca? Lo dico in famiglia, non l'ho mai nascosto ai bambini e loro solitamente si adoperano per dare una mano senza doverlo chiedere. Se ne ho la possibilità, mi prendo 10 minuti di pausa in camera da sola (si, è possibile, magari non subito se si è soli con i figli ma il modo c'è).
- Ho bisogno di momenti per me? Non è che servono, sono obbligatori e ci devono essere per potersi ricentrare; che possa essere leggere un libro, pregare, non fare niente (non è una brutta parola), una passeggiata, ascoltare musica, scrivere...vale anche cucinare se vi rilassa, cucire e molto altro.
- C'è un'emergenza? Dipende dall'emergenza, ci sono quelle che mi mandano in panico e altre dove potrei dare una soluzione in un nanosecondo. 
- Ciò che ho programmato va in fumo? Panico! Si, detesto quando ciò che ho pianificato non va come deve per cui ho bisogno di metabolizzare, rivedere i piani e capire come riorganizzare, poi c'è chi se ne frega altamente e fa ciò che riesce.. io ci devo lavorare ancora parecchio.
- Pianti? Si, ci stanno, la mamma può piangere, può farlo se stanca, se ha bisogno di sfogarsi, se ha solo bisogno di piangere e basta. E' liberatorio, altre volte ti rigenera, è normale.

Ora vorrei dedicare un po' di spazio ad un ultimo punto perché è stato quello che mi ha portata qui ora a scrivere e mi fa sentire più inadatta ma allo stesso tempo mi porta ad alcune riflessioni (buone).
- Ansia? Credo sia la mia migliore amica, ed è proprio a causa sua (o grazie a lei, dipende dai punti di vista) che sto scrivendo, scrivere mi aiuta a fare ordine. Soffro di ansia da quando ho 18 anni, risolta e poi tornata alcuni anni fa, soprattutto per problemi di salute che sto cercando di risolvere... ma la mente li fa tornare in modo prepotente e quasi invalidante e devo farci i conti.
Gli ultimi due giorni sono stati molto pesanti per questo motivo, l'ansia di stare male ha vinto (sono stata realmente male) e ciò mi ha fatta sentire inadeguata al ruolo di madre, debole, incapace di gestire alcune situazioni, un peso per la mia famiglia perché a causa mia si ritrovano ad avere alcuni limiti e se non ci fosse mio marito sicuramente ora Gabri non sarebbe a Roma (avevo scritto sull'aereo ma ora che ho finito di scrivere è già anche atterrato).
Poi l'uomo che ho accanto (che Dio mi ha messo accanto) mi aiuta a rimettere ordine, mi aiuta a capire che se siamo una famiglia un motivo c'è, che siamo una squadra e in quanto tale ognuno arriva dove può e dove riesce, mi ricorda quando invece altre volte ce l'ho fatta, soprattutto mi ricorda i punti precedenti...di prendermi del tempo, di fermarmi, di rallentare e ascoltarmi perché non sono una supereroina ma una donna e mamma che può essere stanca, può aver bisogno di spazio e tempo per riprendersi può e ha il diritto di dire "stop".
Attenzione: ammettere debolezze, stanchezza etc, non equivale a lamentarsi, sono due cose molto diverse.
Questo mi ricorda ancora una volta che nessuno si salva da solo e che ogni punto della prima lista è un semplice inganno del male presente nel mondo. Quel male che vuole farci credere che bisogna essere perfetti altrimenti si è "sbagliati" e che se si è sbagliati si è soli. E se si ci si sente soli si è vulnerabili e il male può entrare nella nostra vita in molti modi.

La donna, soprattutto se mamma deve rientrare in una certa tipologia, se non rientra in quel canone allora ha fallito. Invece no, siamo donne, siamo mamme, abbiamo sì delle responsabilità, dei doveri, ma ciò non significa fare sempre tutto per tutti senza mostrare debolezze o stanchezza o fallimento. Anche questo può essere un insegnamento per i nostri figli e ne ho avuto la prova con i miei più volte. C'è la gioia e c'è il dolore, c’è la salute e la malattia, c'è l'energia per fare e la stanchezza che ti permette a malapena di alzarti dal divano, ogni cosa ha un senso, ogni cosa ha il suo corso, ogni cosa può essere vissuta senza vergogna e per farlo possiamo affidarci a Lui, in Cristo possiamo trovare quel senso in ogni cosa, quel gancio nel cielo per poterci risollevare dopo una giornata storta e andata male. Quel gancio che ci permette di stare su nel goderci la gioia e la felicità, la calma e la serenità e che ci permette di restare appesi se non vogliamo scivolare giù e vogliamo affidarci completamente a Lui per andare oltre la nostra idea di "mamma perfetta" che non significa prima di errori e sempre con la soluzione pronta ma aperta ad accogliere ciò che arriva e ad affrontarlo come riesce.

Buona festa a tutte le mamme, dato che mi sono resa conto che tra poche ore...