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venerdì 17 marzo 2023

Alzo gli occhi al cielo e ringrazio; rendere il passato un giardino fecondo.


Questo articolo nasce da una piccola riflessione avvenuta qualche giorno fa, doveva essere una cosa piccola piccola su facebook poi mi sono resa conto che per portare qualcosa avrei dovuto evitare di tagliare pezzi per cui ho pensato di renderla un articolo del blog, magari anche un piccolo pezzetto di ciò che è la mia storia e che spesso mi chiedete.

Una piccola ma doverosa postilla prima di iniziare la lettura:
"Si prega di maneggiare con cura ciò che leggerete...sono pezzi difficili da donare ma so che è giusto cosi."

Se c'è una cosa che ho imparato in tutti questi anni è che Dio, con ognuno di noi, ha un modo per attirarci a Lui, sa cosa "utilizzare" per salvarci. Ci conosce da sempre, ci lascia la libertà di agire, di commettere errori e prendere strade sbagliate, ma Lui non ci molla, ci prova e riprova per portarci sulla strada che per noi potrà essere "la via della salvezza". Con me ha utilizzato due strade, la morte e la vita. La morte di Giovanni Paolo II per chiamarmi e mettermi in mano la cartina giusta; la vita, la maternità, Maria, per farmi orientare e capire dove andare.
Proprio la maternità mi ha riportata a Lui ed è quasi un paradosso dato che la mia vita è sempre stata un gran casino proprio per il rapporto con i genitori, quello che mi ha portata spesso alla deriva e che ha reso la mia infanzia e adolescenza un mix di ricordi poco felici.

Il rapporto con mia madre è sempre stato strano, lei convinta di donarmi tutto l'amore del mondo lasciandomi libera, senza regole, facendo l'amica e dicendo che ero più matura io (a 14 anni) di lei per cui se frequentavo il satanismo andava bene, tirandomi in mezzo alle sue liti e guerre legali con mio padre, minacciandomi di cacciarmi di casa, per poi defilarsi quando ne avevo più bisogno utilizzando menzogne su menzogne che ancora adesso mi fanno mettere in dubbio la mia stessa esistenza.
Crescere con le bugie ti destabilizza, è come camminare su di un filo sottile con sotto il vuoto e non sai come muoverti nel mondo.

Tra le varie specialità di mia madre c'era (e c'è) quella di "augurare" cose agli altri...
Ricordo come se fosse ieri una cosa in particolare, avevo circa 18 anni, i miei genitori erano separati da poco e dopo uno dei soliti litigi mi disse: "ti auguro di avere una figlia problematica come te, che ti faccia passare le pene dell'inferno..."..
Lo ricordo come se fosse ieri soprattutto per una caratteristica precisa, la cattiveria con cui mi era stata detta (non in tono scherzoso o solo per rabbia come altre volte)... Mi venne detta anche altre volte nel corso degli anni...e ribadita quando ero incinta della prima figlia (con toni a volte diversi).

Spesso mi sono chiesta per quale motivo il Signore avesse scelto proprio la maternità per attirarmi a Lui, era un desiderio ma anche qualcosa che mi spaventava proprio per ciò che avevo vissuto. Invece Lui sapeva benissimo che quella era la mia vocazione, quella cosa che mi avrebbe fatta sentire completa, piena, carica di grazia e di meraviglia. Si perché se mi guardo intorno ora, mentre sto scrivendo, anche se sono sola nella stanza, con la mia mente vedo i bambini, penso a cosa faremo appena tornano da scuola e sento il cuore che si gonfia, anche quando sono in giornata "no" e non vorrei vedere nessuno... Qui, ora, tra queste mura, con queste persone, mi sento realizzata nonostante non abbia una laurea, non abbia un lavoro prestigioso o guadagni soldi.. qui, ora, mi sento bene (al netto dei problemi di salute che non mancano mai).

Oggi guardo Giorgia che ha quasi 13 anni e penso a me a quell'età, già lontana dalla chiesa, frequentavo il paganesimo, fumavo, alzavo le mani sui compagni se necessario, ero un disastro a scuola, e nella vita, non avevo amici, prendevo note e volevo stare a casa il meno possibile perché i miei genitori erano sempre intenti a litigare oppure mia madre mi portava da mia nonna per sfogarsi e io zitta ad ascoltare.
Per chi ha avuto un certo tipo di infanzia e certe esperienze, quando ha figli deve fare i conti con la paura che possano essere una piccola copia di se stessi e posso dire che non si vive molto bene.

Guardo lei e non vedo me, guardo lei e vedo che sto facendo un buon lavoro e posso dirmelo, anzi, STIAMO facendo un buon lavoro perché nel nostro caso siamo in due a remare nella stessa direzione.
Ammetto che non sapevo fosse realmente possibile, essere una squadra in famiglia, pensarla allo stesso modo e avere una linea comune.. ero abituata a scannamenti, al fatto che se nell'educazione mio padre diceva una cosa, mia madre doveva fare o dire l'opposto e alla fine facevo ciò che avevo voglia perché la scampavo sempre e diciamolo, ad un'adolescente ribelle, queste cose fanno anche un po' comodo.
A casa mia remavano in due direzioni opposte, con il senno di poi, posso dire che se ero ciò che ero, non tutta la colpa era mia, ma alle spalle c'era qualcosa che mi portava ad essere così.
Alzo gli occhi al cielo e ringrazio, perché tutto è cambiato, non merito tanto ma ce l'ho...

Non so come andrà con Giorgia (e gli altri due, non li ho scordati eh, ma vorrei concentrarmi su di lei che è la più grande), ma so che non sarà come me perché lei ha noi alle spalle, genitori a cui importa qualcosa, su cui può fare affidamento e lo sa perché anche poco fa ha detto "sono fortunata ad avere questa famiglia". Alle spalle per sorreggerla, per fare in modo che se si dovesse voltare indietro possa vedere che ci siamo (poi l'eventuale faccia da "che cavolo stai facendo" si valuterà al momento).
Non sarà come me perché ha delle regole, ne conosce il motivo e le rispetta, non sarà come me perché c'è dialogo, non sarà come me perché sa che non verrà mai giudicata, ma ascoltata, accolta.
Non sarà come me perché non ha sconti per i suoi errori, ha punizioni, ramanzine, i mie lunghi sproloqui che non mancano ma alla fine, dopo aver sbuffato, ringrazia "grazie mamma per tutto quello che fai e perchè mi spieghi le cose"...
Non sarà come me perché non sono sua amica, può confidarsi, chiacchierare, giocare, ma sa che ci sono dei limiti oltre i quali non si può andare.
Alzo gli occhi al cielo e ringrazio, perché guardo lei, loro... e mi sento indegna di ciò che mi danno, due bambini e una pre-adolescente che mi danno tanto ogni santo giorno.

Come le ho detto, siamo fortunati ad averla come figlia così come con Gabri e Mattia perché ognuno di loro è un tassello che ci ha resi ciò che siamo ora come genitori e persone...
Giorgia, la figlia della conversione; Gabriele, il figlio del miracolo; Mattia, il figlio della grazia e io alzo ancora gli occhi al cielo e ringrazio perché probabilmente è troppo.
Mai avrei immaginato di poter fare qualcosa di buono, di cosi buono e so benissimo che non è tutto merito mio.... certo, anche del marito ma senza di Lui, senza il Signore, probabilmente e per mille cose, sarebbe tutto allo sfascio, sarebbe lo stesso gran casino che avevo vissuto io.
Invece no, il Signore mi ha tirata fuori da quel casino, mi ha fatto prendere un sacco di mazzate, gioie, dolori, tanti dolori e mi ha portata ad essere ciò che sono ora, con i miei difetti, i miei limiti ma con tanto, tanto da dare, con accanto un marito con cui sono cresciuta e allo stesso tempo con nessun genitore realmente accanto (uno in cielo e una troppo distante).
In questi giorni sto recitando il Sacro manto e inizia con "Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l'anima mia", direi che va bene cosi.

C'è un grosso insegnamento che ho preso dalla mia infanzia e adolescenza pesante, a tratti devastante, opinabile, "trasgressiva", tutto ciò che ho vissuto l'ho preso e, dopo averlo gradualmente rielaborato, ne ho fatto tesoro... Se trovi la strada (Mando guardando Cristo direbbe "questa è la via"), le persone giuste, tutto può cambiare, si possono rompere quegli schemi che pensavi fosse impossibile lasciar andare. Ti rialzi, ricostruisci e rendi ciò che puoi, qualcosa di meraviglioso, di fecondo.
Ecco perché come famiglia abbiamo appena concluso il percorso per diventare famiglia affidataria, metto ciò che è stata la mia esperienza, il mio vissuto nelle mani del Signore e Lui saprà quando sarà il momento di farlo diventare fecondo.

Più che un articolo è stato un gran casino ma spero si sia capito qualcosa.. anche perché lo ammetto, sono pessima nello scegliere i titoli dei post.
Grazie per aver letto...


lunedì 23 settembre 2019

"Dalle stelle alle stalle", racconti di una conversione. (parte 4)



Attenzione!! Questo sarà un articolo piuttosto serio...
E' da tantissimo che non scrivo articoli o post riguardo il percorso di conversione, è questione di cosa si vuole raccontare e non essendo un processo semplice meglio stare in silenzio che scrivere qualcosa per il solo dovere di farlo.
Oggi però è il giorno giusto per condividere una piccola parte di quel percorso che ancora oggi faccio fatica a tenere a debita distanza e che spesso si riaffaccia in tutta la sua prepotenza.
Infatti per mia esperienza questo è il periodo spiritualmente più duro da superare perchè era quello a cui ero più legata per atmosfera e situazione quando praticavo il paganesimo.
Puoi staccarti quanto vuoi ma sarà difficile toglierselo di torno definitivamente, lo sapevo e posso dire di avere tutte le armi per farcela.

Perchè scrivo proprio oggi? Che cosa ha di speciale questo giorno?
Beh, nulla di speciale ma oggi 23 settembre è l'equinozio d'autunno, per i pagani meglio conosciuto come Mabon, uno dei sabba maggiori che solitamente viene celebrato  dal 21 al 23 settembre, per me periodo di forte guerra spirituale perchè come detto sopra, quando vivi certe cose, sanno dove colpirti per volerti riprendere.
Ora vi spiego un po cosa rappresenta (pare innocuo) poi vi spiegherò altre cose che ho potuto analizzare nel tempo.

Rappresenta l'oscurità che si avvicina e prende il posto della luce poichè le giornate iniziano ad accorciarsi; ci sono pietre ed erbe specifiche per l'occasione  e solitamente ci si concentra sull'equilibrio nel quotidiano.
Vi cito una parte che avevo trovato tanto tempo fa e che riassume bene il suo significato:

È il tempo per fermarsi a riflettere, rilassarsi e apprezzare i frutti dei propri personali raccolti.
È un periodo per porre fine ai vecchi progetti mentre ci si prepara al periodo dell'anno in cui è bene esplorare la propria interiorità.
Il lavoro magico dovrebbe essere di protezione, prosperità, sicurezza e fiducia in sé stessi.
Mabon è considerato tempo dei misteri. È il momento di onorare le divinità anziane e lo Spirito. Le divinità vengono ringraziate per i loro doni, auspicando il futuro ritorno dell'abbondanza per gli anni successivi, ricordandoci di lasciare una parte del nostro banchetto per la Terra e le sue creature: tutto ciò che di commestibile abbiamo messo sulla tavola di Mabon per adornarla e ciò che è avanzato dal banchetto, verrà portato all'aperto ed offerto ad animali ed uccelli in segno ulteriore di ringraziamento verso la Grande Madre Terra che ci ha elargito i suoi doni.
Durante il rituale si possono invocare gli elementi singolarmente e riconoscerli, ringraziandoli, per le loro influenze benefiche.
Fin qui, se un ragazzino dovesse leggere la descrizione, esattamente come successe a me, si sentirebbe attratto dalla cosa, d'istinto potrebbe dire "beh, non ci trovo nulla di malvagio in questo, sembra semplice e positivo".
Finchè non ci sei dentro oppure ci sei dentro troppo non ti rendi conto di quanto possa essere pericoloso ciò che fai per un motivo importante, per fare ogni cosa lavori ed entri in contatto con delle energie ma non puoi sapere come sono, non puoi avere la certezza che siano positive, anche quando lavori con amici.
C'è poco di istintivo perchè ci sono formule precise, step precisi (poi dipende dalla tradizione o dal percorso), se ometti qualcosa durante la creazione del cerchi di protezione e quindi non lo crei devi pregare tutti i Santi che non si presenti qualche entità poco piacevole..
Devi avere lo stato d'animo giusto essendo tutta questione di visualizzazione etc, per cui se non sei "a bolla" (passatemi il termine), non sai cosa richiami.
Credo che questo sia stato il motivo principale per cui quando iniziai questo percorso, tra lo studio e la pratica passarono circa 6 anni... avevo paura.. non posso negarlo, ad ogni rituale avevo paura ma quella paura che ti chiude gli occhi e ti crea una barriera protettiva dove per fortuna non percepivo nulla (e trovavo assurde certe esternazioni a fine rito).
Probabilmente è stato quello a proteggermi (oltre a qualcun'altro), perchè, parliamoci chiaro... 14 anni tra paganesimo e satanismo e ne sono uscita quasi (eccetto qualche problema da parte di quello dei piani bassi) indenne, il sacerdote esorcista con cui ho parlato è rimasto sorpreso.
Sono rimasta sorpresa anche io perchè, benchè intorno a me fossero tutte super presi dal mondo pagano, io vedevo la loro vita un gran casino, un problema dopo altro e dovevano "cavarsela da soli" perchè anche se invocavano un Dio e/o una Dea, si dovevano fare loro il mazzo per ottenere ciò che volevano, non potevano affidarsi come accade a noi cattolici.

Proprio la scorsa settimana il padre spirituale alla mia domanda "ma se scelgo una versione diversa della stessa novena, sbaglio qualcosa?", la sua risposta è stata "no, le devozioni sono una guida, poi se sbagli qualcosa di una formula il Signore lo sa e lo comprende, è questa la differenza tra un atto di fede e di devozione e un atto magico che richiede precisione"... ed effettivamente è vero.. se il sacerdote per errore dimentica qualcosa mi ha detto che c'è l'assemblea che sopperisce alla mancanza, mentre nel rituale magico se ometti qualcosa poi rischi di pagarne le conseguenze.
Quando arrivavano nuovi ragazzini nel forum, la prima domanda riguardava come fare rituali, della teoria e delle basi non importava a nessuno
Questo fa capire quanto alla base ci sia un'attrazione per certe cose ma nel concreto non come religione ma per emulazione di chissà quale film visto o per sentirsi speciali e meno diversi... 
Si perchè molti si sentivano diversi sotto molti aspetti (vedevano quindi il dualismo Dio Dea qualcosa che era dentro di loro quando nella realtà erano omosessuali) e nei  gruppi pagani trovavano persone simili e sentirsi parte di un gruppo fa stare bene chi nella realtà quotidiana viene escluso.

Quando entri in quel mondo sei vulnerabile, ti ritrovi ad avere paura di dire che sei felice o che stai bene o che ti è accaduto qualcosa di bello perchè non sai cosa gli altri possano fare quando lavorano con certe energie.
Sei vulnerabile e sei sola, sei sola e ti devi soprattutto salvare da sola perchè nessuno si è sacrificato per te ma è tutto nelle tue mani.
Adesso parliamoci chiaro, cosa c'è di belo e positivo in tutto questo? Che ti senti onnipotente perchè non ti affidi a Dio? Beh, è triste e preclude un sacco di cose meravigliose.
Mentre scrivo mi è tornato in mente un episodio piuttosto inquietante di quando ero in attesa della prima figlia; una del gruppo pagano che gestivo mi disse che ero incinta grazie a lei perchè aveva fatto un rito a riguardo altrimenti probabilmente non avrei potuto averne.
Come vi sareste sentite? Velo dico io... terrorizzate!
Ho ripensato a quella discussione per tanto tempo, avevo paura a parlarle perchè non sapevo cosa avrebbe potuto fare, per cui mi sono allontanata, come fatto con tutti gli altri; quando volevamo il secondo figlio mi è tornata alla mente questa cosa ed è stata dura soprattutto perchè con lui ho avuto molti problemi in gravidanza tra minaccia d'aborto e infine parto prematuro.
Poi sono stata rassicurata da più sacerdoti che "non avevo addosso" nulla di strano, per quanto riguardo alla gravidanza mi fossi affidata a maria per la prima volta nella mia vita, quell'episodio mi aveva segnata molto,non ricordo nemmeno se lo avevo raccontato a mio marito.

Ho cercato di sintetizzare anche se le cose da dire sono tantissime, se avete domande specifiche scrivetemi in privato cosi che possa magari scrivere qualcosa nello specifico.

PS: Mercoledi 25 settembre alle 20,00 sarò intervistata da Rita Sberna per Cristiani Today proprio sul tema della conversione.

lunedì 11 marzo 2019

"Dalle stelle alle stalle", racconti di una conversione. (parte 3)





Questa volta il mio racconto "Dalle stelle alle stalle, racconti di una conversione" ha bisogno di un articolo qui nel blog perchè ho cose importanti da dire riguardo una consapevolezza acquisita con il tempo e che da un certo lato spaventa.
Lo scrivo oggi perchè è accaduto proprio in questa giornata per cui sono fresca fresca per potervi raccontare tutto.
Parte 3, le precedenti le trovate in questo album Facebook.

Quando segui percorsi particolari per molti anni non metti in conto quelle che possono essere le conseguenze negative, vedi solo il positivo perchè il resto è ben camuffato, invisibile.
Quando lasci certi percorsi (e pensi di avercela fatta da sola), non metti in conto che certe cose non ti lasceranno andare tanto facilmente.
Ho lasciato alle spalle il percorso satanista con molta più facilità rispetto al percorso pagano, questo è stato più forte, subdolo, radicato, ti attacca con il volto da "percorso bianco" dove la regola del non fare del male a nessuno ti fa sperare in qualcosa che sia veramente positivo (almeno rispetto al satanismo)...se la regola è "non nuocere a nessuno", cosa potrà mai esserci di male?
In realtà ti perseguita, si insinua nelle cose più banali e ti attacca facendoti credere che vuole solo farti sentire bene con te stessa e libera, il problema però è la conseguenza... ti renderà sola, ti istigherà a pensare solo a te stessa, ti porterà a crederti capace di ottenere tutto ciò che vuoi con un rituale, ti allontanerà dall'unico Padre che tu possa avere e che non ti abbandona mai, da colui che è sempre pronto a riabbracciarti.
Tutto ciò che sembra benevolo in realtà è carico di rabbia, rabbia verso una religione che etichettano come patriarcale con disprezzo, e appena osi dire il contrario ti emarginano.

Gli attacchi (perchè questo è il termine corretto per definire le azioni del male) sono silenziosi, dentro di te si muove qualcosa, dubbi, incertezze, domande, benessere nel momento in cui pensi alla tua vita passata, tanto che nemmeno ti rendi conto che stai tornando nel baratro...
Poi arriva Lui e ti prende la mano per salvarti, per tirarti fuori dallo schifo in cui stavi per ri-cacciarti, dico proprio "RI- cacciarti" perchè accade a cadenza quasi regolare.
Sai che è Lui perchè quando nella tua testa ragioni, pensi, fai monologhi per assecondare certi pensieri, arrivi ad un certo punto in cui è come se ti svegli e ti dici "ehi, ma che cavolo stavo facendo! Perchè stavo pensando quello!", provi una strana sensazione, come se ti avessero tolto un peso dal cuore, una sensazione di leggerezza, la calma che si propaga per tutto il corpo, la testa meno carica di pensieri,(che diventano più leggeri) e la totale certezza che sia stato il Signore a liberarti da tutto.
Vorresti solo inginocchiarti, ringraziare e pregare per averti dato prova per l'ennesima volta che Lui c'è, ci sarà sempre e sarà pronto a toglierti dalle grinfie di quell'essere che probabilmente non ti lascerà mai stare.

L'anno scorso con il mio padre spirituale siamo stati anche da un esorcista che è rimasto sbalordito dal fatto che non abbia avuto conseguenze da ciò che ho praticato, ha ribadito più volte che qualcuno mi ha protetta.
Però tutto ciò non significa essere indenni da attacchi, è sempre difficile pensare di doverci convivere.
Da molti mesi invece non ho più attacchi durante la notte, capitava raramente ma erano pesanti...
Sembrava un sogno, io che non potevo muovermi dal letto, tutto intorno buio, qualcosa che mi teneva ferma e una pressione sul collo e quella consapevolezza che a tenerti cosi fosse l'essere peggiore...
Non era solo una consapevolezza ma un dato di fatto perchè sentivo ripetere il suo nome più volte, bastava la giaculatoria che mi era stata insegnata da un esorcista per liberarmi.. "Vergine Immacolata Proteggimi"...
Tutta la giornata successiva era pensate, il ricordo e la sensazione di ciò che era accaduto nel sonno mi lasciava sempre uno strascico piuttosto lungo ma passava.

Scrivere tutto questo non è facile perchè metti nero su bianco quello che spesso neghi, ovvero che senza Gesù certe cose non le puoi superare, pensi di essere forte, ti vanti di aver superato da sola l'uscita da percorsi spirituali "pericolosi" ma quando ti rendi conto che certe "cose" non ti lasciano, diventi anche consapevole che non puoi liberarti da solo... nessuno si salva da solo.
Scrivere questi avvenimenti tutto sommato è liberatorio, concretizza tutto, spaventa, ma allo stesso tempo dà la possibilità ad altri di stare in guardia, di capire che ci sono cose di cui paghiamo le conseguenze tardi anche se ci sembrano innocue.
E' difficile anche perchè non sempre si viene presi sul serio, e er una razionale come me, espormi da questo punto di vista non è semplice.
Spero solo possa essere utile.
A presto con altre riflessioni #dallestelleallestalle , non hanno cadenza regolare ma in base a ciò che accade oppure a ricordi legati determinate date o eventi, esattamente come oggi.


Ricordo che potete seguirmi anche su INSTRAGRAM, FACEBOOK E TELEGRAM.

martedì 3 marzo 2015

Siamo cristiani, non siamo perfetti.


Buongiorno,
è da molto che non scrivo ma non sempre si ha l'ispirazione per scrivere e piuttosto che scrivere male e cose a casaccio credo sia meglio prendersi delle pause.
Nell'ultimo periodo nei social (soprattutto facebook) ho provato ad espormi un po, cosa credo normalissima, ovvero dire cosa ci piace, cosa condividiamo, cosa non condividiamo con motivazioni etc...
Dovrebbe essere lo scopo dei social quello di dire la propria opinione soprattutto quando si tratta di farlo nella bacheca personale.
Bene, questa faccenda funziona, si creano dibattiti, dialoghi e scambio di opinioni molto interessanti almeno finchè le persone hanno la stessa idea.
Il discorso cambia e spesso si evolve in modo negativo se gli interlocutori hanno opinioni diverse e tu che hai creato il post sei cattolico coerente.
Già, purtroppo per molti il fatto che tu sia cattolico diventa sinonimo di chiusura mentale, bigottismo, persone moraliste che rosicano, cattoliche solo all'apparenza e chi più ne ha più ne metta.
Dopo tutto questo aggiungiamo il fatto che l'essere cattolico ti porta a dover stare attento a cosa fai o dici perchè secondo gli altri non puoi sbagliare, se sei cosi convinto della tua fede eh no, guai a te se commetti un minimo sgarro, allora sei incoerente!
Mi dispiace deludere chi la pensa in un certo modo ma noi cattolici non siamo perfetti, non lo siamo affatto!
Commettiamo errori, ci capita di perdere la pazienza, alziamo la voce con i nostri figli, discutiamo con i nostri mariti, suoniamo il clacson in macchina per redarguire qualcuno...
Siamo esseri umani e in quanto tali peccatori... l'unica cosa che abbiamo di diverso è semplice; sappiamo riconoscere le nostre colpe, riconosciamo il peccato, ce ne pentiamo e chiediamo perdono poi commetteremo altri peccati come è ella natura umana ma cercheremo sempre di provare a migliorare, di capire dove sbagliamo e ci impegniamo per fare meglio.
Ecco, il punto fondamentale è riconoscere il peccato e chiedere perdono con il cuore, quella è la differenza, quello non ci rende migliori ma diversi, coerenti con la nostra fede e il nostro cammino.
Il mio errore all'inizio della mia conversione era simile, mi sentivo troppo imperfetta per poter essere cattolica, mi sentivo in difetto, piena di peccati che avrei ricommesso quindi incapace di avere un percorso limpido, poi è arrivato un sacerdote che mi ha aiutata a capire che il Signore ci ama proprio per ciò che siamo e che seguendolo possiamo essere diversi, migliori ma pur sempre peccatori ed è per questo che esiste il grandissimo dono del sacramento della riconciliazione.
Ci sono due tweet recenti del Santo Padre che ho letto proprio ieri e ve li scrivo:
3 Febbraio: "Siamo tutti peccatori. Siamo tutti chiamati a una conversione di cuore"
20 Febbraio: "I Sacramenti sono la manifestazione della tenerezza e dell'amore del Padre verso ognuno di Noi"
21 Febbraio: "Non c'è peccato che Dio non possa perdonare. Basta che noi chiediamo perdono."
ce ne sarebbero a decine di piccoli messaggi del genere che ci portano a pensare che se una persona ha fede o la ritrova (come nel mio caso), accanto a Gesù può migliorare e scoprire un mondo nuovo, non fatto di perfezione ma di amore nonostante i nostri errori.
Essere cattolici non è facile, ma abbiamo dalla nostra parte il Signore che ci ama incondizionatamente, anche quando in certi momenti dubitiamo di questo suo amore.
Da quando mi sono convertita ho riscoperto una fede diversa, qualcosa di speciale, di meraviglioso, ho scoperto la grandezza dei sacramenti, ho capito veramente cosa significa ricevere l'eucarestia, ho capito l'importanza della messa che non è "devo andarci altrimenti è peccato" ma è un incontro con Lui, un modo per accettare il suo invito a quel banchetto che ci offre ovvero se stesso...
Ho scoperto la pace che può infondere la recita del Rosario, cosa che molti giudicano "da vecchi", ebbene si, ho 30anni e recito il Rosario e ne sono felice.
Ho scoperto la gioia della preghiera per ringraziarLo ogni giorno di ciò che ho vissuto nel bene e nel male.
In poche parole se lo segui ti si apre un mondo nuovo, non più facile o senza intoppi, ma sai che non sei solo e che anche le difficoltà le affronti con accanto il Signore.
C'è però da aggiungere che se una persona si definisce cattolica non può poi dire che non è praticante, che va a messa ogni tanto, che non prega, che non vive in un certo modo la quaresima etc.
Ovviamente non spetta a me fare la morale ma o si vive la fede al 100% oppure come dice il Santo Padre non possiamo essere cristiani tiepidi, dobbiamo trasmettere la gioia della fede!
Direi che mi sono dilungata più del previsto.
Che il Signore vi Benedica e Buona Quaresima.

lunedì 30 giugno 2014

Evviva gli sposi.


Buon pomeriggio,
oggi vorrei parlarvi del matrimonio, non uno a caso ma il mio! ebbene si oggi è il mio anniversario di matrimonio... del mio secondo matrimonio.. con lo stesso uomo!
Già già, c'è anche chi si sposa ben due volte con lo stesso uomo, quindi pure recidiva alla scelta ahaha...
scherzi a parte, il nostro è un percorso particolare ma con un fine comune, l'amore e la conversione.
Stiamo insieme da quasi 13 anni (non sono poi cosi vecchia, ho solo 29 anni), entrambi spiritualmente particolari - mi piace definirci cosi - con un percorso molto simile ma la cosa che ci accomunava era la nostra indole anticlericale e contraria alla chiesa.
Passano gli anni, dopo 7 anni abbiamo deciso di convivere, dopo 2 anni il matrimonio in municipio nel frattempo la prima figlia e durante la gravidanza qualcosa è cambiato, mi sono riavvicinata alla figura di Maria, la madre per eccellenza...
Da li qualcosa ha iniziato definitivamente a cambiare anche se già un piccola scossa avvenne con la morte di Giovanni Paolo II.
La seconda gravidanza è stata decisiva e in attesa del nostro secondo figlio abbiamo deciso di sposarci anche davanti a Dio quindi oggi sono 2 anni da nostro secondo matrimonio dalla nostra riconferma con la benedizione del Signore.
Ho cercato di essere decisamente riassuntiva anche se non è il mio forte ma a parte della conversione la scriverò in varie suddivisioni più avanti.
Il matrimonio non p una passeggiata, non è che dal momento in cui si pronuncia il fatidico "SI" il tutto è immune da incomprensioni, discussioni, malintesi, cadute.. eh no, non è proprio cosi... ma con l'amore, il rispetto, la condivisione e il lavoro di squadra (la famiglia), la pazienza e il perdono, il tutto diventa più semplice da superare e da sistemare uscendone ancora più forti e uniti di prima.
Evviva gli sposi!!!!!