Visualizzazione post con etichetta figli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta figli. Mostra tutti i post

lunedì 13 settembre 2021

Recensione: "Ancora non hai figli? Quando vorresti urlare ma ti limiti a sorridere" di Livia Carandente.

 

Anche se in ritardo rispetto a ciò che avevo promesso a Livia, ecco la recensione del libro "Ancora non hai figli? Quando vorresti urlare ma ti limiti a sorridere".
Raramente scrivo qui recensioni, ma per alcuni ho pensato possa essere utile ed interessante ritagliare un angolino nel blog per farli conoscere (sono abbastanza in fissa con i book club).
Per cui vi lascio subito alla recensione, con qualche riflessione personale:




Collana: Famiglie Spaziali
Casa Editrice: Tau Editrice
Data Pubblicazione: 26 aprile 2021
Pagine: 138
Autrice: Livia Carandente
Disponibile cartaceo ed ebook.



Di cosa parla?

Avevamo salutato la protagonista di "Quanti figli hai? Quando l'attesa di un bebè dura più di nove mesi" mentre provava a gestire la nausea e l'emozione per il fatidico ritardo. Cosa sarà successo, poi? Livia Carandente, con la sua solita ironia, tutta femminile ci riporta nelle vicende personali di questa donna, amica, sorella, figlia. Ci introduce nei suoi intimi pensieri che continuano ad orbitare attorno ai numerosi impegni, ai desideri e ai suoi monologhi di protesta: contro l'invadenza di certe domande impiccione, contro determinati schemi che la società ti appiccica addosso, contro l'indelicatezza di chi, pur di curiosare, non esita a camminare sulle tue ferite. Ma ci narra anche di un amore solido, di una fecondità di coppia che va oltre le circostanze e gli script imposti, di un legame che si intreccia, quotidianamente, tra risate e lacrime.

Recensione:

Visto il precedente libro (che trovate qui), non potevo farmi mancare anche questa lettura.
Purtroppo ci ho messo tantissimo a terminarlo.. ma solo per una mia personale mancanza di tempo e la testa un po' sconnessa.
Confermo che è stato un limite mio perché la sua vena ironica rende il libro leggero, scorrevole e piacevole, senza però togliere la serietà dell'argomento e rendendo ben comprensibile il macigno che la coppia deve sopportare quando tutto intorno è un susseguirsi di pressioni da parte di chi invece dovrebbe semplicemente tenerti la mano e stare in silenzio.

Non ho vissuto sulla mia pelle ciò che ha vissuto la protagonista del libro, non posso immaginare cosa voglia dire dover attendere per anni con delusioni continue e la speranza che si affievolisce ma rende l'accettazione sempre più dolorosa..
Ma posso dire che mi ha fatto tanto bene leggerlo perché fa comprendere come ogni cosa non dipenda da noi nonostante ci ostiniamo a volerci sentire quasi onniscienti.
Quante volte in passato, per rispondere a domande (idiote) tipo "ma allora, i bambini sono capitati o lo avete scelto?" mi è capitato di dire (da idiota a mia volta) "i miei figli sono arrivati quando abbiamo deciso di averli"..
Ecco, questo libro ti fa rimettere i piedi per terra e ti fa pensare che... col cavolo che scegliamo noi quando avere figli!! Ma che cosa avevo in testa quando rispondevo il quel modo??? 

Poi la lettura va avanti ed ecco un altro spunto molto interessante:
"Genitori. In quanti li hanno? E in quanti li hanno amorevoli e protettivi come i miei? Punto a me.
Sorelle. Chi ha il dono della famiglia numerosa? Punto a me.
Marito. Chi ha ancora un marito? Sono tutti al secondo o terzo compagno di vita (che poi perché lo chiamano compagno di vita se ci fanno solo un tratto insieme?); punto a me.
Potrei andare avanti per tanto tempo. Poi, penso a chi ha queste cose più un figlio. Il mio gioco di psicologia non regge più. Vacillo. Ma: non sto nei panni degli altri. Che ne so quale sia il fattore x, il pezzo mancante per loro?[...]"
Ricordo bene quando ci siamo aperti alla vita con i nostri 3 figli, e per esempio Mattia (il terzo) è arrivato dopo circa 6 mesi... ogni volta che vedevo il test negativo ero il crisi, ecco.. leggendo il libro ho capito che tutto sommato la mia angoscia a confronto era qualcosa di banale, forse esagerata avendo già altri 2 figli, ma... c'è un ma... come dice Livia, sono convinta che non esista una donna più "fortunata" di un'altra, credo invece che ognuna abbia le proprie fatiche, che riesca ad averli subito, dopo pochi mesi, dopo anni, oppure non riesca ad averne.
E' umano pensare che una sia più fortunata perché ha ciò che vorremmo con tutto noi stesse anche noi, ma non sappiamo cosa manca a lei, come ci è arrivata, quanto ha sofferto o cosa le riserva il futuro.
Dio fa bene tutte le cose, anche quelle che per noi non hanno senso, prima o poi un senso lo avranno anche per noi.

C'è una cosa che tutte abbiamo in comune, ovvero la pressione esterna ed è una cosa che può anche devastare.
Non capirò mai il motivo per cui debba esserci questa pressione, cioè... cosa ci guadagna chi continua a fare domande, dire frasi di circostanza o cose simili?
"Volevo solo essere d'aiuto!, "volevo solo parlare della mia esperienza...", "volevo... volevo.. volevo.." poi però si dimenticano di pensare a "cosa è meglio per lei?", sarebbe meglio non continuare a chiedere, sarebbe meglio pensare veramente a cosa sia meglio dire o ancora meglio, NON dire mettendo prima il bene dell'altra piuttosto che il bisogno di dire per forza qualcosa.
Abbiamo il mezzo migliore in assoluto per queste cose... PREGARE.
Livia racconta benissimo tutte quelle frasi dette da chi ti sta accanto e che certe volte feriscono in modo cosi profondo che è difficile da spiegare (e lei ci riesce) oppure le frasi silenziose, quelle dette con gli sguardi.

Livia in questo libro insegna una cosa importantissima, ovvero che la fecondità in una coppia non è data per forza dalla presenza di figli ma va ben oltre, è qualcosa che parte dalle fondamenta, parte dal saper coltivare quell'amore che non pretende di avere un figlio perché è un suo diritto o lo vuole utilizzare come àncora di salvezza se la coppia è in crisi.
E' un amore profondo, puro, fatto di incontri e scontri ma che è indipendente dall'accoglienza di un figlio.
Grazie Livia per averci fatto rimettere i piedi ben saldi a terra, grazie per aver raccontato un vissuto della protagonista molto intenso, smorzato dall'ironia ma tanto profondo che meriterebbe una catechesi sulla fecondità della coppia partendo dallo spirito.

Beh, che dire... lettura super consigliata!
Buona lettura!

domenica 10 maggio 2020

L'essere mamma, alla faccia della quarantena.



"Cercate di infondere nei cuori dei vostri figli l'amore per la casa.
Fate in modo che desiderino ardentemente stare con la propria famiglia.
Molti peccati si potrebbero evitare se la nostra gente amasse davvero la propria casa"
Madre Teresa di Calcutta.

Ho trovato questa citazione stamattina, probabilmente diventerà un quadretto da tenere appeso in casa perchè ogni volta che sono arrabbiata o troppo nervosa, possa ricordarmi quale sia il mio obiettivo.
Siamo in quarantena, ok... si... siamo nella fase 2, ma pur sempre in quarantena per cui in casa e può essere un'occasione per infondere nei cuori dei nostri figli l'amore per la casa.

Oggi festeggiamo la festa della mamma, non tutti avranno la fortuna di avere con sè i propri figli per festeggiare ma può essere una bella occasione per ricordare la prima festa della mamma...
10 anni fa chiesi a Maria la grazia, il dono di diventare madre quando ancora la conversione era leggera, ai primi passi, senza grosse aspettative ma sotto sotto con una specie di sfida.
Tre giorni dopo scoprii di essere in attesa della mia prima figlia ma non collegai il test positivo a quella richiesta poichè fatta solo tre giorni prima... ma alla fine Lei sapeva già, sicuramente conosceva ciò che avrei chiesto molto prima che lo facessi.
La data della nascita di Giorgia era prevista per il 30 aprile, con la speranza di un bell'anticipo ma aveva altri piani dato che alla fine nacque il 9 maggio (almeno ho evitato l'induzione per pochissimi giorni).
Nel 2010 il 9 maggio era proprio il giorno della festa della mamma.
Quale regalo migliore avrei potuto ricevere se non il dono della maternità!!
Diventare madre il giorno della festa della mamma, nel mese dedicato a Maria, colei a cui ho chiesto questo dono..
Lei, la mamma per eccellenza, colei che ho sempre sentito vicina soprattutto quando una madre pensavo di non averla più...
Possono dire e farci credere qualsiasi cosa, ma l'assenza di una madre complica le cose, di parecchio.
Si impara a farne a meno, per me è stato cosi, nonostante ora sia presente, ma se ho qualche problema o qualcosa che non va, prego Maria, la mia certezza... mi basta un "Mamma aiutami... tu sai..".

Ai tempi del Covid, essere madre è un po' più complesso perchè non bastano tutte le varie incombenze, si aggiunge anche la DAD e diventa veramente un'impresa titanica per tutti soprattutto se hanno lezioni che si sovrappongono, una rete ballerina e tutto il resto da fare.
Ho impostato un sacco di routine, ce ne fosse una che viene rispettata... nemmeno mezza!!! Sto seriamente mettendo in dubbio il mio spirito organizzativo da planner inside!!
Per cui ora devo riprovare a chiamare in campo il mio super potere speciale, lo Spirito Santo (ve ne avevo parlato QUI), lo avevo lasciato tranquillo per un po', ma senza pare che alcune cose non funzionino correttamente.

Sono una madre che ha più aspettative verso se stessa che verso i propri figli, che al minimo errore loro si fa mille autocritiche personali "perchè non riesco a fargli capire quella cosa.. cosa sto sbagliando..." poi per carità, i miei cari figlioli di sgridate se ne prendono in grosse dosi, ma dopo quelle penso a cosa sto sbagliando io...
Ora che stiamo passando h24 insieme da 2 mesi e mezzo, la cosa è  decisamente amplificata.
Una delle frasi più gettonate è "se volete fregarmi, vi è capitata la mamma sbagliata!!" per poi avere in risposta un bel "ma come hai fatto!!!!" scioccato perchè capisco subito che intenzioni hanno...
Questa cosa li fa sorridere e li inquieta allo stesso tempo... e la cosa invece a me fa ridere un sacco ma posso solo ringraziare la "me" che ha fatto un sacco di cavolate alla loro età, ho semplicemente immagazzinato tutto...ma non ditelo a nessuno! shhhhh!!!
Sono severa, rigida, intransigente.... nell'educazione non ammetto sgarri, ma ogni tanto so anche giocare con loro, farli ridere, farli divertire, farli sentire speciali ma soprattutto difenderli quando serve e allora li esce il mio lato super protettivo con corazza indistruttibile e divento un bulldozer..

Essere mamma non è una cosa che ti possono insegnare, puoi chiedere consigli ma ognuna è unica, ognuna ha un'attitudine diversa dall'altra, ha una sensibilità diversa, un sentire diverso, per questo nessuna dovrebbe sentirsi in difetto rispetto ad altre mamme, nemmeno rispetto alla propria.
Essere madre è una grazia, indipendentemente da come lo si diventa, non ci devono essere distinzioni tra chi partorisce e chi decide di adottare, mettere prima di tutto il bene dei propri figli anche a suon di "cazziatoni" (da noi si intende sgridate, non è una parolaccia) è la strategia vincente insieme all'affidarli (per come affidarli lo trovate QUI).
Auguri a tutte le mamme, sempre a testa alta, perchè siete speciali e perchè lassù qualcuno è sempre pronto a supportarvi.
Un abbraccio.

martedì 28 aprile 2020

Nella gioia e nel dolore, affidarsi e affidarli è il più bel gesto d'amore.




Ogni tanto mi capita di perdermi a fissare i bambini mentre stanno giocando tranquilli, mentre chiacchierano tra di loro, oppure quando durante il pranzo o la cena si accordano per i giochi che faranno di lì a poco...
In quei momenti mi sento la persona più fortunata sulla faccia della terra e darei qualsiasi cosa per fermare il tempo...
Allo stesso tempo quando litigano per ogni cavolata, borbottano ai vari "no" e cambiano stanza stizziti, li strozzerei (un po alla Homer Simpson con Bart, nulla di cattivo...) poi mi limito alla mia solita frase "mi dispiace per voi ma so cosa state borbottando!! L'ho fatto prima di voi, non mi fregate!".
Nei momenti in cui non sono la mamma rompi scatole, subentra anche il mio lato più protettivo, quello che mi fa più male perchè so che la mia protezione non potrà mai fare in modo che nella loro vita non ci sia sofferenza.
Li guardo e penso che farei di tutto per far si che non debbano mai soffrire, sia per salute che per le amicizie o l'amore perchè se ripenso a me, non vorrei mai che possano vivere anche solo la metà di ciò che ho sofferto alla loro età e anche più grande.
Credo che questo pensiero possa essere comune a tutti i genitori o per lo meno alla maggior parte, chi non lo pensa probabilmente ha molto più buonsenso e molta più ragione di me perchè si evita un sacco di paranoie e gastriti inutili.

La sofferenza non si può impedire, soprattutto credo fermamente che possa essere una grossa fonte di ricchezza ma parliamoci chiaro.. se si potesse evitare, nessuno di certo andrebbe a cercarla, tanto meno io.
Essere felici cosi come soffrire significa essere vivi...
Per carità, non sono sadica, cerco solo di essere un po obiettiva e concreta, anche se vale solo per me, perchè per quanto riguarda i bambini (inteso come figli), diventa un pensiero estremamente difficile da accettare.
Capiamoci, sono riuscita anche a sostituire il criceto quando potevo per evitare della sofferenza a loro.. poi la seconda volta non ci sono riuscita perchè era domenica e i negozi di animali erano chiusi.

Gabriele è il più sensibile dei tre, quello che è rimasto attaccato alla vita fin da quando era ancora nella mia pancia, quello che ha avuto fretta di nascere, quello che può essere considerato un piccolo guerriero (e un miracolo), è il più fragile di tutti.
Quanto fa male! Anche se a volte vorrei bucargli quel pallone da calcio che ha sempre tra i piedi.
Oggi ricorre l'anniversario della morte di Alfie, ricordo quanto ha sofferto Gabri per lui.. non volevo digli che era morto ma lo ha sentito alla radio mentre eravamo in auto e da allora ha passato giorni in cui era inconsolabile, nel momento della messa a letto pensava a lui e piangeva.... anche ora ha la sua foto sulla mensola accanto al letto.
Giorgia è quella che mi somiglia di più e la cosa non mi piace... quella che fa sempre la dura, piange poco, non fa vedere che soffre, quella che chiede se è normale che non le venga da piangere per certi avvenimenti per cui Gabri invece scoppia... lei ha bisogno di me più degli altri, peccato che ora non sono ancora in grado di esserle accanto nel modo giusto.
Mattia, è un mix tra i due fratelli, sensibile e testone, scoppia a piangere se suo fratello si fa male (o perchè lui gli ha fatto male) poi cerca di fare il giullare per farlo ridere... ha solo 3 anni e mezzo, ma è già cosi consapevole delle emozioni anche se fatica a gestirle.
Cosa può fare un genitore se vuole proteggerli ma sa di non poterlo fare sempre e comunque?
Cosa posso fare se e quando un giorno non ci sarò più? (quante volte chiedo egoisticamente la grazia di poterli vedere crescere per esserci nella loro gioia e sofferenza).
Io ho fatto l'unica cosa in mio potere da quando sono piccoli, li ho affidati alla Madonna con una consacrazione dedicata ai bambini.
Della serie "Mamma, pensaci tu perchè da sola non posso fare nulla..".
L'anniversario della consacrazione di Mattia sarà domani, il 29 aprile (gli altri due il 4 giugno) con questa preghiera:

"Eccomi mamma".
Ti voglio bene
e oggi consacro a te la mia vita.
Guidami tu ogni giorno, 
e, col tuo Gesù,
a te e alla mia famiglia
pensaci tu.
Grazie.

Questo è l'unico gesto concreto per saperli protetti indipendentemente da tutto, da tutti, dalla lontananza e dalle loro scelte di vita perchè nulla si può controllare, noi arriviamo fino ad un certo punto ma non possiamo e non dobbiamo evitare che vivano tutte le emozioni.
Loro sono la mia gioia e la mia sofferenza...
La gioia senza la sofferenza che senso avrebbe?
Può sembrare un discorso folle ma ragionandoci è inevitabile unire le due cose, se fossimo sempre felici, sereni e tranquilli ci stancheremmo di ogni cosa, non sapremmo apprezzare le vere gioie della vita dando tutto per scontato.
Sarà che sono la regina delle paranoie per cui riesco sempre a trovare qualche preoccupazione per cui la gioia poi è più che apprezzata... scherzi a parte, sono migliorata molto da quando mi affido di più.
Una cosa che invece non ho cambiato da quando sono piccola è il non mostrare la sofferenza, lo so io, sto male io e mi basta cosi.
Se ripenso ad ogni cosa che nella mia vita mi ha fatto del male, riesco a trovare il buono e il positivo, ok, non subito, magari ci sono voluti anni e anni, ma il positivo c'è, il buono c'è... la sofferenza non è mai fine a se stessa, non può esserlo (eccetto se si è tendenti al sadismo ma è un altro discorso).
Il Signore ci ha sempre insegnato questo, come cristiani sappiamo che qualsiasi cosa ha dietro qualcosa di più grande, un fine maggiore.
In questo tempo è difficile trovare un senso alla sofferenza, ma ci arriveremo con il tempo, quando morì mia nonna la sofferenza fu enorme, non potrei descriverla o quantificarla e da allora in me è aumentato il mio istinto di protezione nei confronti dei miei figli, la paura che possano soffrire per la perdita di qualcuno a cui vogliono bene..
Non la sto gestendo benissimo ma posso sempre migliorare, alla fine sono pur sempre una mamma rompi scatole per cui in qualche modo colpevole delle loro sofferenze quando nego videogiochi, uscite, dolci, schifezze...
Quando cresceranno sarò ancora peggio, perchè i "no" saranno ancora più mirati e per loro dolorosi e quando saranno grandi so che capiranno che tutto ciò che hanno "sofferto" era per il loro bene.
Eh già.. come dicevo, la sofferenza non è fine a se stessa e ringrazio ogni giorno il Signore per avermelo fatto capire in tanti modi... alcuni li avrei evitati volentieri eh... ma è innegabile che Lui ci aiuta a trasformarli in bene tenendoci per mano.

Un abbraccio

giovedì 23 aprile 2020

La fede in Cristo, quella (folle e) vacillante certezza quotidiana.




Inizio con delle domande a raffica....
1. Vi è mai capitato di avere dei dubbi riguardo la vostra fede?
2. Vi è mai capitato di ritrovarvi a mettere tutto in discussione in continuazione, cambiando idea ogni mezz'ora nell'arco di una giornata sentendovi quasi dei pazzi?
3. Vi è mai capitato di mollare tutto per un attimo e rendervi conto poco dopo che ci sono persone che riescono a farvi cambiare idea, deviando il vostro essere senza che ve ne rendiate conto?
4. Vi è mai capitato di avere la risposta ai vostri dubbi ma di non riuscire a mantenerla perchè le domande precedenti vi pressano?

E ora provo a rispondere in modo sincero ad ogni singola domanda per cui abbiate pazienza, potranno sembrare risposte strane ma sono solo frutto di vita vissuta...spero capirete dove voglio arrivare...

1. Vi è mai capitato di avere dei dubbi riguardo la vostra fede? 
1. Si, mi capita di avere dubbi riguardo la mia fede, mi capita da sempre, alcune volte in modo più banale, altre in modo più intenso, martellante... non è sempre facile parlarne, dirlo a qualcuno perchè non sempre questa cosa viene compresa... può essere mal interpretata.
Avere dubbi è umano, ma quando li hai non perchè non condividi qualcosa ma per un qualcosa di diverso, legato al passato diventano più difficili da gestire...

2. Vi è mai capitato di ritrovarvi a mettere tutto in discussione in continuazione, cambiando idea ogni mezz'ora nell'arco di una giornata sentendovi quasi dei pazzi?
2. Si, (e siamo a due) mi capita di cambiare idea in continuazione durante la stessa giornata, ci si sente veramente quasi pazzi perchè per un attimo pensi una cosa, ragioni, arrivi ad una conclusione,  ne sei convinta, ti togli un peso, ti senti leggera... ok è fatta!
Dopo un po, anche dopo ore... ecco che tutto torna come prima, i dubbi ritornano, le domande a cui davi una risposta precisa tornano, le risposte non sono più le stesse ma alimentano altri dubbi... Dentro di te senti qualcosa che si muove in un'altra direzione, non sono semplici dubbi che al massimo ti portano ad un po di aridità o momentanea apatia (pagherei per quelli)...
Questi sono dubbi che ti portano proprio in un'altra direzione, in un altro sentiero, quello che hai percorso per tanti anni, quello che pensavi di aver lasciato alle spalle facilmente ma che continua a tornare...e non sai più come liberartene.
Durante una testimonianza con una terza media tramite una piattaforma online, dalla mia bocca senza rendermene conto è uscita la frase "il male non ti molla, il male è subdolo e arriva quando meno te lo aspetti"...
E' proprio cosi, il male non ti molla, quando pensi di essere scampato alla sua morsa, ti rendi conto che è tutta una semplice illusione perchè il modo per farti vacillare lo trova sempre, il tuo punto debole lo conosce e lo utilizzerà contro di te...
Hai seguito un percorso spirituale particolare? farà in modo che tu trovi il modo per tornarci..
Hai un passato particolare? farà in modo che riemerga per poterti tenere in pungo.
Soffri di ansia? farà in modo che questa possa essere la tua prigione facendoti sentire abbandonata a te stessa...facendoti sentire abbandonata anche da Dio...

3. Vi è mai capitato di mollare tutto per un attimo e rendervi conto poco dopo che ci sono persone che riescono a farvi cambiare idea, deviando il vostro essere senza che ve ne rendiate conto?
3. Si, (e siamo a tre..) dopo una telefonata o uno scambio di messaggi mi è capitato di cedere, di pensare "ok, mollo tutto per un attimo e provo a vedere come va altrimenti resto nel dubbio..", ci provi, ti senti libera, senza pensieri, quasi più felice, pensi di essere veramente te stessa finalmente...
"Ahhhh, finalmente senza pensieri, posso essere me stessa... ma allora prima chi ero??"
Quando spunta quella piccola e semplice domanda arrivano attimi di panico perchè ti metti in discussione, troppo, per cui ti siedi e inizi a mettere in campo la ragione.
Il cervello una volta tanto inizia a funzionare come si deve...
Non credete che la ragione e la fede siano distinte perchè non è affatto cosi, sono migliori amiche; la ragione e il male invece sono particolarmente in disaccordo, ricordatevelo bene.. soprattutto nei momenti "no".
Come stavo dicendo.. il cervello inizia a funzionare, mette sul tavolo ogni tassello del puzzle, inizi a ricomporlo piano piano e la cosa migliore da fare è scrivere, in questi casi il diario di preghiera è veramente tanta roba, ma questa volta lo sto facendo qui perchè non voglio che altre persone rischino di attraversare deserti talmente aridi da non trovare nemmeno una misera oasi di salvezza.
Scrivi... scrivi senza paura ogni pensiero e ti rendi conto che mentre lo fai i nodi poco a poco si sciolgono, ogni dubbio trova una risposta precisa che arriva dalla ragione ma è guidata dall'alto...
Continui a ragionare e ricordi il perchè hai mollato quel percorso, perchè era lì che tu non eri te stessa, che dovevi nascondere ciò che pensavi e non eri libera...
Quando hai terminato ti rendi conto che alcune cose partono da persone che posso avere un certo potere su di te, magari non per loro volontà ma fanno da tramite... non pensavo fosse possibile una cosa simile ma lo sto sperimentando sulla mia pelle.
Poi se pecchi di idiozia come me (dovrebbero aggiungerlo ai peccati capitali), quelle persone non riesci ad allontanarle perchè vuoi continuamente metterti alla prova.... prima o poi vuoi farcela a non cedere, peccato che la tua forza di volontà valga meno di zero in questi casi, perchè o tagli i ponti (pregando di non tornare indietro riallacciandoli, perchè capita anche questo) oppure ti fai aiutare dal Signore e trovi il coraggio di essere diretta mettendo dei paletti specifici (cosa non proprio saggia perchè non demordono, già fatto!).
Le persone posso essere veicolo volontario o involontario, cercare di capire la tipologia non serve, l'unica cosa da fare è proteggersi, affidarsi e tagliare nel momento in cui non c'è rispetto di eventuali richieste.
Quando quelle persone vengono allontanate o non si fanno sentire per un pò senti un peso che sparisce, ti senti libera nel vero senso della parola...e lì arriva la certezza.

4. Vi è mai capitato di avere la risposta ai vostri dubbi ma di non riuscire a mantenerla perchè le domande precedenti vi pressano?
4. Si, (quattro su quattro)
Ho sempre la risposta ai miei dubbi, ma non è stabile, non si riesce a mantenere...ma è sempre la stessa..
Sapete quale può essere la risposta a questa altalena?
Ok, rispondere con un'altra domanda non è cortese ma ci sta...
La risposta a tutte queste domande, in sintesi (ma sapete che non amo la sintesi) è... Satana.... il male... il diavolo o come volete chiamare quella cosa subdola che si appropria di alcune parti di noi, quelle più vulnerabili, instabili, deboli, per rigirarci a piacimento...
La ragione è sempre stata la mia bandiera, da adolescente amavo l'illuminismo poi quando l'ho studiato con la testa da adulta l'ho rivalutato ma la ragione resta la mia bandiera... per questo ci ho messo anni e anni e anni per rendermi conto che il male è qualcosa di concreto, di tangibile e non qualcosa di assurdo o da creduloni...
L'idea che le persone possano essere un veicolo è una cosa a cui non ho mai creduto e che ho scoperto da pochi mesi nel concreto ma se rifletto sul passato sono state tante, veramente tante e nei modi più diversi e che io pensavo fossero bene per me...
Ai ragazzi della testimonianza, alla domanda "come fai a sapere che ora segui la religione giusta?" ho risposto semplicemente "perchè sto bene, mi sento bene, sono serena indipendentemente dal fatto che le cose vadano bene o male, perchè so che il Signore è sempre accanto a me nonostante tutto, non mi lascia sola e allevia la mia sofferenza dando un senso a tutto".
Con una risposta cosi, avere dei dubbi può sembrare assurdo ma non poi cosi tanto, perchè le cose sono peggiorate proprio quando ho iniziato a dare testimonianza.

Diciamo che la quarantena aiuta a riflettere, aiuta a ragionare ma allo stesso tempo aiuta troppo e le domande elencate sopra sono più insistenti, martellanti e difficili da gestire soprattutto in  assenza della messa e dei sacramenti...
Quando hai un passato spiritualmente particolare, l'assenza della messa e dei sacramenti diventano un grosso problema, ti manca quel nutrimento che ti aiutava a superare la lotta con il male, ora invece ti senti sola o credi di esserlo.
Ok, si c'è la preghiera... ma anche quella diventa difficile e ti rendi conto che serve altro ed esserne privati per mesi ti porta certe volte a non aver voglia di lottare, vorresti lasciarti vincere per essere lasciata in pace.
Scrivo proprio oggi, dopo aver visto un dipinto di San Giorgio pubblicato da un'amica (trovate il suo articolo sul sito di 5p2p QUI)...
La mia prima figlia si chiama Giorgia.
Giorgia significa coltivatrice della terra, l'ho scelto per questo motivo il suo nome, poi si, avevo anche un debole per San Giorgio, presente in un videogioco per pc di Dracula ma è un'altra storia...
Ah, ho anche scoperto che è patrono degli arcieri per cui sono in mani sicure.

"La tradizione popolare lo raffigura come il cavaliere che affronta il drago simbolo della fede intrepida che trionfa sulla forza del maligno.."
Questa frase invece l'ho letta sul sito di famiglia cristiana e mi ha portata a scrivere questo articolo un po strano, arrivato d'istinto, cosi come ogni cosa che scrivo..
Come dicevo prima, tante volte la voglia di mollare arriva, si impadronisce di me, ma stranamente non vince mai.... ogni volta rifletto su questo...
Se non vince mai, un motivo c'è ed è perchè sono legata al Signore, il male non mi molla, ma nemmeno Lui lo fa e nonostante la mia stanchezza in alcuni momenti, Lui vince sempre...
Però ci vuole anche un certo impegno da parte mia per cui toglierò dal cassetto l'immagine di San Giorgio e me la terrò bene in vista per ricordarmi che la fede intrepida, la fede nel Signore, anche se ogni tanto vacilla, è l'unica forza contro il maligno.
Non potete immaginare quante volte ho chiesto al Signore un fede forte, salda... ma probabilmente non è questa la mia strada per stare con Lui.. devo imparare a non voler contare solo su me stessa pensando di essere più forte del male, l'unico più forte del male è Gesù...

Un abbraccio.

lunedì 21 ottobre 2019

Vigilia dei Santi, Festa di Luce; Dolcetto o versetto?



In questi anni ho sempre evitato di scrivere articoli riguardo Halloween ma dopo svariate richieste e dopo aver meditato molto ho pensato fosse arrivato il momento almeno di provarci, perchè in temi come questi è difficile trovare le parole adatte e frasi che non vengano fraintese, per cui cercherò di essere precisa con esempi e se trovate qualcosa che non vi piace scrivetemi e soprattutto vi prego di leggere fino alla fine.
A fine articolo troverete delle indicazioni per festeggiare la vigilia dei Santi.
Se fate qualche ricerca online troverete a riguardo un sacco di opinioni diverse e contrastanti, da chi prende alla leggera, a chi demonizza pensando di avere la verità in mano, chi demonizza a prescindere, chi non prende posizione, chi vorrebbe dire la sua ma non lo fa e chi più ne ha più ne metta.
Non starò a citare trattati di teologia, storia e derivati perchè ne è pieno il web e io non ne ho le competenze; in questo caso darò la mia visione da ex praticante del paganesimo dove halloween era una delle festività della ruota dell'anno tra i Sabba principali e la mia visione attuale da cattolica.

 La distinzione principale che va fatta riguarda l'origine del nome di questa "festa" e partendo da lì si può arrivare ad una conclusione comune a molti ma in modo consapevole e magari ragionato e diverso.

Halloween contro Samhain, ebbene sono due cose diverse e basta il significato per capirlo:
- Halloween ---->> Hallows= santi ----- een= vigilia; sera/vigilia dei santi..
- SamhainSam-fuin= fine d'estate.
Per chi non lo sapesse, i pagani e satanisti non celebrano halloween (e chi lo fa non ha capito nulla) e penso basti il significato per capirlo, ma celebrano SAMHAIN, la festa che indica la fine dell'estate e dell'anno, il cosiddetto capodanno celtico; quando celebravo, questa era la festa più importante dell'anno.
Ovviamente, trovando online tantissime versioni diverse dell'origine di questa ricorrenza si crea una naturale confusione, anche tra gli stessi pagani ci sono origini simili ma con qualche modifica.
Per i cristiani però la cosa diventa estremamente complicata  perchè ci sono esorcisti che demonizzano questa festa (giusto in parte) e altri che invece la ridimensionano ricordando le radici cristiane di questa giornata, cosa che appunto si nota proprio nel significato "vigilia dei santi".

Leggendo un articolo consigliato dalla cara amica Cecilia, ho trovato un ragionamento molto interessante:
"Halloween è la festa cristiana della vigilia dei Santi, cioè l'inizio della festa dei Santi perchè le grandi feste (Natale, Pasqua) iniziano nella notte.
I cristiani, grandi maestri della gioia e del festeggiare - inventarono la festa dei Santi (e commemorazione dei defunti) per celebrare il fatto che la morte era vinta e che il duro male era ormai sconfitto"
Sorvolando sul termine "inventare" che poco mi garba, questa ricorrenza, se vissuta nel suo reale significato è una splendida occasione per far entrare nel persone, soprattutto i bambini nell'ottica che il male viene sconfitto per cui con la luce di Gesù la vita è meravigliosa; non servirà nemmeno spiegare loro il perchè mostri, streghe etc non abbiano senso in quella giornata perchè ci arriveranno da soli, l'importante è camminare insieme verso quella consapevolezza.

e ancora...
"mentre i pagani, che erano pur sempre credenti, pensavano che i morti potessero venire a visitarli solo un giorno all'anno, i cristiani annunciarono loro che essi ci visitavano tutti i giorni grazie alla comunione che esiste in Gesù tra i vivi ed i morti"
Frase meravigliosa...
Si, perchè per quanto siano spirituali ed eclettici, i pagani, in alcune credenze sono barricati all'interno di date, rituali con gesti precisi etc..(adesso è tanto di moda l'opposto) e Samhain per loro è IL giorno in cui è possibile "ricevere visite" dai defunti poichè in questo giorno il velo che divide il nostro mondo da quello dei morti è estremamente sottile per cui è possibile richiamarli con facilità.
[Ma noi questa comunione la viviamo quotidianamente grazie a Gesù Cristo.]

Questa facilità con cui è possibile richiamare i defunti è pericolosa?
Potrebbe diventarlo nel momento in cui si sottovalutano le possibili conseguenze, ma ora mi spiego meglio.
- Se un bambino in quel giorno si veste da vampiro e fa "dolcetto o scherzetto", non significa che sta invocando qualche entità malvagia satanista...anche se onestamente non trovo carino vedere mio figlio vestito da demone o vampiro (per quanto adori i romanzi di vampiri)..
- Se un ragazzino in quel giorno va al cimitero e scimmiotta qualcosa visto su youtube, o pseudo invocazioni allora si, potrebbe pagarne le conseguenze e ve lo dico perchè samhain l'ho praticato per molti anni.
"Ma non è un vero rituale, ho detto qualche frase cosi..", beh mi dispiace ma non serve per forza fare un rituale elaborato per fare danni...la semplicità solitamente è la cosa che apre più porte rispetto a cose elaborate.
Chi pratica in questa festa cose distorte non deve farci demonizzare una tradizione che ha una base cristiana ma in realtà deve ricordarci che il diavolo esiste con le tenebre e che, a maggior ragione, esiste Dio e la sua Luce!

Perchè NON demonizzare una festa che riguarda le tenebre?
Perchè non è quella la sua reale connotazione, perchè dobbiamo pensare che la viglia di tutti i Santi può diventare un momento di scambio, di gioco e di condivisione non per forza vestiti da mostri ma vestiti normalmente o vestiti anche in modo elegante con dolci, caramelle, biscotti a forma di zucca sorridente etc..
Perchè al mondo ci sarà sempre chi fa qualcosa in modo distorto, sta a noi raddrizzarlo nel modo giusto, siamo e dobbiamo essere portatori di bene.
Non demonizzare non significa approvare, significa essere consapevoli che ci sono vie diverse e sta a noi trovare la strada giusta per educare alla fede anche in queste piccole cose.

Come festeggiare Halloween nel modo corretto quando siamo circondati da brutture commerciali e da chi ha una fede/visione distorta?
Questa credo sia la parte più difficile a causa di ciò che ci circonda, ma allo stesso tempo più soddisfacente della questione per i possibili risultati.
Noi festeggeremo il compleanno di Mattia per cui l'attenzione verrà deviata ad altro, quando crescerà spero che avremo impostato nel modo corretto la loro attenzione sul vero significato della festa.

Organizzare merende a casa propria impostando un tema specifico in modo che possano evitare di arrivare vestiti da mostri, streghe sanguinanti etc...la maschera più luminosa vince?? Si!
Fare dei giochi , merende speciali, una caccia al tesoro mantenendo sempre il tema dei Santi o perche no, ricordando gli antenati; lavoretti con immagini da colorare e dipingere, puzzle con la storia del Santo di ogni bambino, ci sono tantissime possibilità.

"Dolcetto o versetto?" (come nel titolo) è una possibile alternativa al classico dolcetto o scherzetto!!!
(ho il dubbio esista già qualcosa del genere ma non ne sono sicura)
Suonano alla vostra porta per fare dolcetto o scherzetto? Bene, dolcetto&Versetto, oppure una caramella avvolta in un foglietto con l'immagine di un Santo, o un biglietto con scritto "Buona Festa di Santi" o "Buona vigilia dei Santi".

Potete anche proporla in oratorio per coinvolgere più persone e farvi aiutare anche da altre famiglie, già alcuni lo fanno chiamandola Holyween (se lo fate va bene lo stesso ) come capita ogni tanto ma basta "Halloween - vigilia dei Santi- festa di luce"... o titoli sicuramente migliori di questo XD
(Sarebbe meglio utilizzare "Halloween" solo per far capire che non è una cosa oppositiva ma che si basa sul vero senso della festa)

Problema feste in maschera non a casa propria: come risolvere quello che per alcuni è un guaio?
Se ricevono inviti cercate di capire che tipologia di festa è, nel caso decidiate di mandarli fermatevi anche voi per fare quattro chiacchiere con i genitori e magari proporvi per organizzarla l'anno successivo.

Vestiti da Santi?? 
Anche ni, nel senso che personalmente lo trovo poco rispettoso; se proprio vogliono travestirsi, una cosa carina sarebbe scegliere qualcosa che eviti squartatore, sangue etc.. 
Ci sono sicuramente alternative meno macabre o paurose. 

Sul sito americano www.beaheart.com vendono anche piattini e quant'altro a tema santi e sono bellissimi. (meglio per acquisti di gruppo visto il costo delle spedizioni).

Dobbiamo puntare sul ricordare che il diavolo esiste, il male esiste ma Cristo ha vinto e i Santi ci avvicinano a Lui con il loro vissuto, vanno spiegati, vanno condivisi, dobbiamo farli conoscere.
Nel momento in cui Halloween viene festeggiato come festa di luce, come preparazione alla festa dei Santi e alla commemorazione dei defunti, senza maschere spaventose, senza riferimenti alle tenebre allora stiamo seguendo la strada giusta (seguite i suggerimenti scritti sopra e se ne avete altri scrivetemi...).
Se Halloween lo volete festeggiare travestendo soprattutto i bambini da streghe, vampiri, etc.. allora dovete chiedervi perché lo fate e che spiegazione date ai bambini... 
RIcordate solo che non esistono tenebre innocue e la coerenza è una grossa responsabilità ed esempio per i bambini.

Ho letto di adorazioni eucaristiche di riparazione, beh, quelle vanno sempre bene, ma non per halloween in sè ma perchè sia in quel giorno che in molti altri possono accadere cose per cui è necessario pregare; adorazione eucaristica alla vigilia dei Santi potrebbe essere un'ottima combinazione da non sottovalutare.

Se fate qualcosa potete sia pubblicare nel gruppo, sia nella pagin facebook, sia taggarmi  su instagram  dove metterò sicuramente qualcosa nelle storie e nei post.
Essere un genitore cristiano oggi è una cosa molto più complicata, riuscire ad essere nel mondo senza essere del mondo è ancora più complicato ma nel momento in cui abbiamo Gesù come faro siamo sulla strada giusta.
Un abbraccio.


[le due citazioni sono state prese dal sito www.gliscritti.it ]

venerdì 29 marzo 2019

Il trauma della separazione e il patto (inconsapevole) con il male.




"Fare i genitori è il mestiere più difficile del mondo.."
Quante volte ho letto questa frase, ma pochi allo stesso tempo la fanno propria e pensano realmente che essere genitori è difficile, molto difficile.
Essere figli è più semplice?
Assolutamente no, se è difficile essere genitore, essere figli non è una passeggiata perchè si viene risucchiati dal tornado creato dai genitori e da lì è difficile uscirne illesi.
Questo articolo potrebbe far parte di "Dalle stelle alle stalle: racconti di una conversione" ma preferisco non collegarlo a quello.
Non sono una psicologa, parlo solo della mia esperienza personale.

"Onora il padre e la madre".
Un frate un giorno mi disse che onorare non significa dover subire, dover stare male psicologicamente per non andare contro questo comandamento ma che bastava essere consapevoli che è grazie ai nostri genitori che siamo su questa terra, ci hanno dato la vita e per questo dobbiamo essere loro grati.
Da lì al doversi rovinare la vita per assecondarli ce ne passa.... ognuno ha i propri tempi e la famiglia creata è la priorità per cui un figlio non deve rischiare di rovinare la propria famiglia.
Il perdono viene con il tempo e ognuno ha il proprio cammino e ci arriverà quando avrà acquisito determinare consapevolezze anche grazie ad un padre spirituale e ad altre figure.
Quella confessione e altri dialoghi con il mio padre spirituale mi hanno aiutata molto e mi hanno dato la spinta giusta per iniziare ad affrontare quelli che erano i miei problemi legati ai genitori per cui ho deciso di iniziare una psicoterapia.
Da circa 7/8 mesi e la vita è cambiata...in meglio.

Arrivare a 34 anni per scoprire che l'origine di tutti i tuoi "problemi" sono i tuoi genitori non è facile, non sto a dilungarmi sulla mia infanzia e altro perchè di quello ne ho parlato in questo articolo "Come rovinare i figli con le guerre di coppia".
Quando dopo mesi di psicoterapia scopri che la separazione dei tuoi genitori è stato un reale "trauma", è abbastanza sconcertante e questa consapevolezza è arrivata poco tempo fa e non è stato facile accettarlo.
Ogni figlio reagisce a modo suo quando i genitori si separano, c'è chi sembra fare finta di niente, chi dentro di se sta malissimo ma non dice nulla, chi inizia a covare rabbia, chi non fa una piega  perchè crede di stare bene.
C'è una cosa che accomuna tutti e dico proprio TUTTI indistintamente ed è il dolore.
Si, e mi dispiace per questa cosa perchè moltissimi genitori non se ne rendono conto, i figli sanno benissimo come fare in modo che non se ne accorgano ma ciò che c'è dentro di loro sarà quella cosa che li segnerà come un marchio fino a che decideranno di toglierselo e di tornare a vivere.
Tante volte ho sentito dire "si, ma loro sono sereni..", "no, nessun problema, l'ha  presa bene...";
Dispiace molto dirvi che "si, sta male ma non te lo dirà mai per non far stare peggio te e non vuole essere un peso..", per cui aprite gli occhi perchè tutto ha delle conseguenze più o meno sottili, più o meno evidenti.

Non avrei mai pensato che la loro separazione potesse essere la causa di moltissimi problemi, dagli attacchi di panico, alla mia mancata sicurezza nel socializzare, all'essere cosi rigida con me stessa.
Pensavo semplicemente fosse "carattere" invece era una difesa.
Quando si separarono i miei genitori avevo 18 anni, difficile pensare che una ragazza di quell'età possa subire un trauma e invece è cosi, ancora adesso ammetterlo non è semplice, e allo stesso tempo mi chiedo cosa possano avere dentro dei bambini più piccoli... quanto dolore, solitudine, rabbia anche verso se tessi perchè spesso (e cosi ho fatto fino a poco tempo fa) ci si da la colpa di quella separazione perchè come figli avremmo potuto impedirlo.
Le parole della mia psicoterapeuta qualche settimana fa sono state questo: "No Cristina, mettiti il cuore in pace perchè non lo avresti potuto fare e non sarebbe stato compito tuo. I figli in queste situazioni non possono salvare i genitori soprattutto piccoli.."

Il periodo della loro separazione coincise con il mio avvicinamento al satanismo, dove c'è divisione non poteva che arrivare lui a stringermi la mano...
Seguivo già il paganesimo ma non mi dava ciò di cui avevo bisogno, per cui approfondendo il satanismo razionalista scoprii che era ciò che faceva al caso mio.
Il fulcro era l'esaltazione di se stessi, vivere sentendosi onnipotenti con la possibilità di annientare ogni sentimento non andasse bene.
Chi in quel tipo di occasione non vorrebbe annullare i propri sentimenti? Chi non vorrebbe annientare il dolore e vivere tranquillo la propria vita come se nulla fosse successo?
Decisi di fare proprio quello; iniziai a studiare sempre di più, finchè trovai il mio equilibrio, il modo di vivere tranquilla.

Ero arrivata al mio scopo, i miei genitori pensavano fossi quasi felice della loro separazione, dai 18 anni ad oggi non mi hanno mai chiesto come l'avessi vissuta, non gli è mai importato, forse perchè ero quella testarda, quella forte, che rispondeva male e che tornava a casa quando voleva, che odiava tutti e aveva un carattere orrendo.
Arrivai però anche a non provare nemmeno i sentimenti positivi, quelli che ti rendono viva e che ti fanno stare bene e mi resi conto che avrei dovuto cambiare rotta prima che fosse troppo tardi.
Il periodo peggiore era passato, dopo 2 anni potevo lasciar andare quel percorso per tornare al vecchio paganesimo.

Non ho mai rinnegato il periodo satanista proprio perchè pensavo mi avesse aiutata a superare quello che poteva essere un periodo orrendo, in realtà non mi ha aiutata affatto, mi ha resa una persona pessima (santo mio marito che già mi sopportava), ha nascosto il dolore ma non lo ha tolto, e quando è riemerso per altre vicende mi ha quasi divorata da dentro in modo silenzioso.
Per cui ora posso dire che no, il satanismo non è stata una parentesi utile, è stato un meccanismo strano architettato per deviare dalla vera soluzione, in realtà sarebbe stato utile ben altro.
Ma come potete immaginare quando ci sono di mezzo divisioni e separazioni il male, il divisore per eccellenza non può tirarsi indietro, è come fare un patto con lui senza rendersene conto e stringergli la mano offrendogli chi ti sta intorno.
Il dolore può essere nascosto molto bene ma finchè non ci fai i conti non ti lascerà mai e per fare questo l'unica via possibile è un aiuto esterno.
Una guida spirituale è fondamentale in questo percorso, è una grazia immensa, un dono che mi è stato fatto e non penso di meritare.

Non ci si salva da soli, solo Dio salva, solo la fede, il fidarsi e l'affidarsi a Lui sono la via giusta per riemergere dalle tenebre e dal male che prima ti da e poi ti distrugge in modo subdolo, lento e cattivo.

Una citazione biblica che amo molto è la seguente:
<<Si dimentica forse una donna del suo bambino,
così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
Anche se costoro si dimenticassero,
io invece non ti dimenticherò mai.>>
(Isaia 49,25)


Il mio rapporto altalenante con la fede è causato anche dal mio rapporto con i miei genitori, quando non sei abbastanza per dei genitori, come puoi credere che Dio ti ami realmente per ciò che sei? 
Anche questo in realtà è opera de male, che ti fa credere che nessuno potrà amarti in modo incondizionato per cui tu devi cavartela da sola, affidarti a lui cosi che tu possa essere il Dio di te stessa... ma è complicato e servirebbe un altro post per spiegare meglio.
L'unico modo per superare determinati blocchi è farsi aiutare; purtroppo non è un percorso semplice perchè devi rivivere tutto nella tua mente, devi ripercorrere la tua vita, ti ritroverai a scoprire che determinati episodi che pensavi fossero di poco conto, in realtà dentro ti avevano distrutta.
In questi mesi sono rimasta sconcertata dalla quantità di episodi che avevo ignorato, e che in realtà mi avevano plasmato nel corso del tempo; sono rimasta altrettanto stupita di come la mente nelle sedute ti porti a collegare tutto per farti stare meglio.
Solo dopo questo percorso ho compreso quanto la vita affettiva intorno a noi è importante nella formazione del nostro essere, ci plasma e ci può deviare verso il bene oppure verso il male, sia a livello materiale che a livello spirituale.
Ci può rendere degli ottimi adulti e futuri genitori o ci può rendere persone insicure, piene di idee sbagliate, e l''opposto dei nostri genitori in modo esagerato con i nostri figli.
Io stessa stavo commettendo tanti errori con i miei figli per non essere come i miei genitori, quando non hai ricevuto affetto, donarlo diventa difficile; quando non sai cosa sia un abbraccio sincero, donarlo è strano; quando la superficialità regna, diventi troppo serio per paura di essere come un tuo genitore...sono meccanismi inconsci.
In tutto questo, ci ritroviamo serviti con un patto inconsapevole, su di un piatto d'argento al demonio che come uno chef deciderà cosa farne di noi e in che modo utilizzarci in base agli ingredienti forniti nel corso della vita.

Un genitore non deve essere l'origine di traumi ma deve essere una guida, un porto sicuro, una mano dolce, comprensione ma anche fermezza, qualcuno con cui parlare e che ti ascolta, che ti fa commettere errori ma è sempre pronto ad allungare la mano per farti rialzare, un esempio concreto che non ha bisogno di troppe parole.

Ci sarebbero tantissime cose da dire perchè questo discorso può diramarsi in molte altre considerazioni ma vedrò di farlo prossimamente anche in base alle vostre considerazioni a riguardo.
Ora vi lascio con questa citazione di Luigi Maria Epicoco che credo sia meravigliosa e possa riassumere quello che si arriva a comprendere con un percorso psicologico e spirituale insieme.
“Ho sempre pensato che il sentimento più alto che un uomo possa provare sia quello della gratitudine.
Un uomo prova gratitudine quando chinandosi sulla propria storia riesce a vedere bellezza anche nelle pieghe e nelle ferite.
Prova gratitudine non perchè comprende tutto ma perchè intuisce un senso altissimo della propria storia, di cui il dolore e le contraddizioni sono solo battute di una sinfonia più grande”.
(L.M. Epicoco)

Dato che si possono fare tanti approfondimenti, fatemi sapere cosa ne pensate in modo che possa capire come procedere con i prossimi post a tema.
A presto Cristina.

domenica 30 dicembre 2018

Te Deum, ringrazia e pianifica.



L'anno volge al termine, in queste ore che ci separano dall'anno nuovo è inevitabile iniziare a tirare le somme di ciò che abbiamo vissuto in questi 365 giorni e per me è sempre stato un momento triste.
Nulla a che vedere con il momento religioso, quello esula dalla mia tristezza, semplicemente si pensa a cosa è accaduto, si ricorda chi non c'è più, eventuali perdite e si tira una riga per provare a ripartire da zero, spesso con ottimi propositi e idee sapendo che non verranno quasi considerati.
Probabilmente è proprio il fatto che si fanno progetti che si sa non verranno portati a termine che crea questa tristezza, diventa un circolo vizioso .
Un circolo vizioso a cui un rimedio c'è ed è anche piuttosto semplice, pianificare senza pretese il minimo indispensabile.

Ma  partiamo con ordine, ovvero dalla fine....
La fine dell'anno dal punto di vista religioso è prima di tutto un momento di ringraziamento, attraverso il Te Deum Laudamus, un inno di ringraziamento che viene cantato la sera del 31 dicembre per ringraziare dell'anno appena passato.
Non sto a raccontare la storia di questo canto ma a quanto pare è molto antico, si parla della fine del IV secolo intonato anche da Sant'Agostino il giorno del suo battesimo.
Onestamente conosco il Te Deum da pochissimo, quando ero piccola non ne ho mai sentito parlare, una volta allontanata dalla chiesa men che meno, per cui ci sono cose che "scopro" e vivo tardi perchè ci arrivo con calma... meglio tardi che mai!

Per chi come me ha scoperto da poco questa tradizione e non sa bene cosa contenga ecco un breve riassunto in tre punti o parti:
-La prima, fino è una lode trinitaria indirizzata al Padre; molto simile ad un'anafora eucaristica, contenendo il triplice Sanctus. (arriva fino a Paraclitum Spiritum)
-La seconda parte è una lode a Cristo Redentore. (da Tu rex gloriæ a sanguine redemisti)
-L'ultima è un seguito di suppliche e di versetti tratti dal libro dei salmi. (da Salvum fac,)
Comunemente viene cantato a cori alterni: presbitero o celebrante e il popolo.

La versione del Te Deum in italiano e latino la trovate a questo link.

Ringraziare il Signore, un gesto che per molti è normale, per altri inusuale perchè troppo abituati a chiedere, chiedere, chiedere... 
C'è qualcosa di male nel chiedere? assolutamente no, proprio nel Vangelo troviamo queste parole:
"Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.."
Per cui chiedere è ben accetto dal Signore, però anche ringraziare è una cosa da fare e per chi non ha questa abitudine, il Te Deum è un ottimo momento per fare il punto della situazione e ringraziare il Signore.

C'è sempre un motivo per ringraziare, nonostante momenti bui, perdite, dolore, c'è sempre qualcosa per cui ringraziare, anche solo per il fatto che il Signore non ci abbandona mai ed è sempre accanto a noi per sostenerci nella prova e nella disperazione.
Ringraziare anche nelle giornate "normali" che sembra non abbiano nulla di speciale per il solo motivo di essere al mondo, aver trascorso del tempo con chi amiamo e aver goduto di ogni secondo della giornata.

Il mio Te Deum personale ad una prima riflessione sembra cortissimo, ma rivedendo ogni attimo di questo anno trascorso ho tanto, tantissimo per cui ringraziare nonostante ad un primo bilancio l'anno sia stato molto pesante sotto molti punti di vista.
Parlandone con mio marito, gli ho detto che avrei bisogno di un attimo di tregua dalle troppe preoccupazioni, la sua risposta è stata semplice è utile "la tregua dobbiamo crearcela noi, facciamo fatica a riconoscere i momenti di tregua perchè non siamo più abituati, può essere l'ora in cui guardiamo un film con i bambini senza pensieri, può essere una cena in cui chiacchieriamo..."
Ed è verissimo, se ci abituiamo a correre, fare mille cose etc, non riusciamo più a distinguere la calma quando in realtà la viviamo senza rendercene conto.
Magari condividerò con voi uno stralcio alla fine del post o direttamente su fb...

Se in ordine la prima cosa da fare è ringraziare l'ultimo giorno dell'anno, la seconda cosa è pianificare l'anno nuovo!
Si, agenda alla mano oppure un quaderno o un foglio, pianificate il vostro anno il che non significa predisporre degli obiettivi difficili da raggiungere, ma piccole cose facilissime e che possono sembrare banali per poi progettare strada facendo cose più "grandi".

Volete una piccola lista per prendere degli spunti?
Eccola!
- Scegli il tuo Santo protettore per l'anno nuovo, affida la tua famiglia e pregalo ogni giorno oltre ad informarti e leggere ogni cosa si possa trovare su di lui. 
Potete pescare un nome da una lista oppure tramite un sito che utilizzo da molti anni, dopo aver pregato avrete il vostro Santo protettore. (CLICCATE QUI)

- Scrivete il nome del vostro protettore su un foglietto e appendetelo in bella vista come promemoria per rivolgervi a lui quotidianamente. 

- Scegliete un Santuario da visitare durante l'anno, informatevi e andateci quando lo ritenete il momento giusto, ne basta uno.

- Vivi a pieno i Sacramenti, cerca di confessarti a cadenza regolare, appuntando sull'agenda o calendario avrete un utile promemoria.

- Ritagliatevi del  tempo per pregare con la vostra famiglia.

- Leggete il vangelo quotidianamente, mentre fate colazione, appena svegli, mentre andate al lavoro (se non utilizzate l'auto), ci sono anche applicazioni comode per poter leggere ovunque appena avete 2 minuti di tempo.

- Mettete la lista appesa in cucina o in un posto che per voi possa essere ben visibile, certe volte le troppe cose da fare mettono a dura prova la memoria per cui un appunto visivo è utilissimo.

- Appuntate delle riflessioni in un quaderno di preghiera, cercate di mantenere questo "appuntamento" con il Signore qualche minuto durante la settimana oppure se proprio non avete tempo potete crearvi un appuntamento mensilmente per fare una specie di riassunto mensile. 
Non è la stessa cosa ma meglio partire da piccoli passi. Trovate QUI il post riguardo il prayer journal.

- Provate a fare almeno una novena durante l'anno.

- Ringraziate il Signore ogni sera per ciò che avete vissuto in quella giornata.

- Per le più "brave" anche recitare il Santo Rosario secondo le proprie possibilità può essere inserito nella lista, ma di quello parlerò in un nuovo post un po particolare...

Non dovete fare tutto! 
Chi riesce ok, va benissimo ma non impazzite e soprattutto non caricatevi troppo perchè il Signore non guarda alla quantità di cose che fate, meglio che ne fate poche ma fatte bene, che troppe fatte in modo frettoloso e distratto.

Nel calendario o agenda all'inizio di ogni mese potete scrivere cosa vorreste fare anche in base a cosa/chi quel mese è dedicato, non riuscite a farlo? ok, lo spostate al mese successivo, per questo è meglio fare programmi mese per mese.
Pianifico gennaio, ok, a fine mese tiro le somme e pianifico febbraio sulla base di quello che è accaduto, imprevisti etc..
Voglio leggere 20 libri durante l'anno? facciamo che ridimensiono a 5.
Raggiungo l'obiettivo? bene, aggiungiamone altri 5...
Voglio pregare il Rosario tutti i giorni? ok,iniziamo con 1 a settimana e vediamo come va..ho sempre tempo per aumentare la frequenza.
E cosi via... Vedrete che non sarete sopraffatte dalle troppe cose perchè gli imprevisti non si possono comandare o annullare o prevedere per cui è inutile fare progetti a lungo termine... i tempi di Dio non sono i nostri.

Te Deum Personale.

Ti ringrazio Signore per ogni attimo dell'anno appena passato,
per avermi fatto intravedere la luce in fondo al tunnel per la mia salute pessima.
Ti ringrazio per il solo fatto di avermi permesso di stare accanto ai miei figli.
Ti Lodo per il fatto di avere accanto un uomo come mio marito, perchè nonostante le incomprensioni, l'amore risolve ogni cosa.
Ti Lodo per le discussioni con le sorelle in Cristo perchè mi hanno aiutata a cambiare, a capire i miei errori e a mettere l'altro prima del mio orgoglio.
Ti Lodo per avermi avvicinata a mio Padre.
Ti Lodo e per ciò che ho dovuto subìre da mia madre, perchè tutto questo mi ha permesso di avvicinarmi ancora di più a Te e spero possa essere utile soprattutto a lei.
Ti ringrazio per avermi donato un Padre Spirituale.
Ti Lodo per i problemi di mia figlia con le insegnanti perchè mi hanno permesso di aprire gli occhi e di tirare fuori i lato materno che stavo sopprimendo...
Ti Lodo e ti ringrazio per ogni momento difficile perchè motivo di crescita e cambiamento.
Ti Lodo per le sorelle in Cristo che ho trovato, quelle che ho perso e quelle che troverò.
Ti Lodo perchè sei sempre accanto a me.

Auguro a tutti un buon ultimo dell'anno e un nuovo anno ricco di amore donato e ricevuto, se date voi stessi per gli altri anche nei momenti bui, l'amore non mancherà mai.
Un forte abbraccio.
Cristina.

martedì 1 maggio 2018

Maggio, dedichiamo del tempo a Maria



Maggio è il mese dedicato alla Madonna....

Prima della mia conversione non sapevo molte cose, alcune le ignoravo mentre altre non mi erano state insegnate, per cui il mio bagaglio era abbastanza leggero.
Diciamo che avevo una borsa che poteva contenere ciò che sapevo e avevo appreso a catechismo, e una valigia carica di preconcetti e idee sbagliate.
Il fatto che ci fosse un mese dedicato a Maria, per me era cosa sconosciuta fino a pochi anni fa.
La figura della Madonna nella mia vita ha sempre avuto un ruolo decisamente marginale, non mi sono mai rivolta a Lei, non ho mai pensato fosse utile farlo, pensavo al massimo a Gesù e basta.
Il mio allontanamento dalla Chiesa è avvenuto per cercare altro, cercare una figura femminile a cui affidarmi perchè l'idea di una religione patriarcale mi stava stretta, diciamo che era un pò un controsenso.
Con il tempo molte cose cambiano, si cresce, ci sono necessità ed esigenze diverse oltre a episodi che poco a poco si fanno strada per riportarti sulla "retta via".

La Mamma di tutte le Mamme...

Si, lei è la Mamma per eccellenza, colei a cui puoi affidarti in qualsiasi momento e che non ti abbandonerà mai.
Proprio la maternità per me è stata la chiave che mi ha portata ad aprire di nuovo la porta della Chiesa, Maria è stata colei che mi ha riportata a casa.
Come ho detto non ho mai pregato la Madonna, poi la voglia di maternità mi ha portata inizialmente a pregare quando incrociavo una statua di Maria per poi finire in un santuario dove chiesi di poter avere la grazia della maternità.
Tre giorni dopo quel pellegrinaggio ho saputo di essere in attesa...mia figlia è nata a Maggio il giorno della festa della mamma...
Da allora il legame con Maria è andato crescendo, rendendomi conto che ciò che cercavo in un'altra religione in realtà era vicinissimo a me, era sempre stato li ad aspettarmi.

Sempre a lei mi sono affidata quando in attesa di 11 settimane (30 aprile 2012) del secondo figlio, ho avuto un'emorragia con distacco della placenta con ricovero d'urgenza, per poi uscire una settimana dopo....sempre a Maggio.

A lei mi affido quando sono in difficoltà come mogli e madre o come figlia, perchè non avendo una madre in carne e ossa al mio fianco (ha scelto di percorrere una strada diversa dalla mia), ho la Mamma per eccellenza con cui parlare e chiacchierare durante la giornata.
Non a caso nel logo della pagina e del sito c'è un piccolo rosario con la figura di Maria.

Un piccolo passo al giorno verso Maria.

 Nel mese di Maggio si moltiplicano le possibilità di incontro con Maria, nei santuari e nelle chiese aumentano i rosari e gli incontri di preghiera, da noi ogni settimana viene fatta una messa in quartiere diverso tra cui anche all'asilo di mio figlio.
Al Santuario di Caravaggio per esempio, la statua della Madonna viene spostata al centro della chiesa per essere più vicina ai fedeli.

Cosa possiamo fare per vivere al meglio questo mese?

Oltre a partecipare alle messe e ai Rosari, potete pregare il Santo Rosario a casa sia da soli che coinvolgendo la famiglia, bambini, nipoti, nonni, zii, amici.
Si possono coinvolgere i bambini organizzando una merenda a tema, spiegando loro in modo semplice la figura di Maria.
Con i parenti si può organizzare un pranzo o un aperitivo e recitare un Rosario insieme oppure meditare la figura di Maria.
Noi possiamo recitare una preghiera per lei, meditare un passo del vangelo in cui è presente la figura di Maria, scrivere ogni giorno un pensiero o una frase mariana.
Ogni giorno si potrebbe meditare una denominazione di Maria presente nelle litanie della Beata Vergine Maria oppure del Sacro Cuore di Maria.
Informarsi e leggere notizie riguardo Santuari e luoghi mariani e visitarne qualcuno.

Questo è il mese adatto per parlare con lei, per avvicinarsi a questa figura meravigliosa che ci porta passo passo verso Gesù.
Lei, la madre di Gesù, colei che era sempre un passo dietro di lui ma che ci guida verso di Lui; colei che ha sofferto le peggiori pene sotto la Croce senza poter fare nulla e che può essere il nostro più grande esempio nei momenti difficili.
Lei che ha accolto questo immenso dono di Dio fidandosi di Lui, andando a scontrarsi con ciò che imponeva la società di allora a testa alta, Lei può essere per noi un esempio di forza nella fede e di fiducia nel Signore.
Lei che con Giuseppe ha dato vita alla Sacra Famiglia è per noi esempio perfetto di vita coniugale.

Viviamo al meglio questo mese, in preghiera e comunione con Maria.
Buon mese di Maggio.
Un caro abbraccio
Cristina

lunedì 23 aprile 2018

Trasmettere la fede ai figli nella vita quotidiana: una sfida per i genitori cristiani!



Buon pomeriggio a tutte,
questa volta l'articolo non è opera mia ma ho chiesto aiuto ad una donna cattolica che ammiro molto, Maristella, mamma di 5 figli.
Inizialmente pensavo ad un articolo a quattro mani, dopo aver letto ciò che aveva scritto ho pensato che fosse perfetto cosi, senza aggiunte e senza modifiche di alcun genere.
Vi lascio subito a ciò che ha scritto, con l'augurio che possa essere un meraviglioso spunto di riflessione per tutti.
Cristina.

Che cosa e’ la fede? 
Qualsiasi cosa essa sia, per poterla trasmettere bisognerebbe prima possederla. 
Ma possederla non e’ il termine che piu’ si addice quando si parla di fede, perche’ essa e’ prima di tutto un dono dal cielo! Un vero e proprio regalo, per alcuni inaspettato ma molto gradito, per altri invece richiesto e desiderato! Questo dono si riceve, si coltiva, si vive.

Per noi genitori cristiani allora, si presenta una bella sfida: vivere la fede prima noi stessi, per poterla poi trasmettere! 
Noi per primi dobbiamo ogni giorno soddisfare la nostra sete attingendo alla fonte della vita cioe’ la Parola di Dio ed i sacramenti che ci danno occhi per vedere e riconoscere ogni giorno negli altri ed in qualsiasi cosa che ci accade, Cristo.
La fede e’ una vita nuova, e’ un movimento, e’ un cammino, e’ un fidarsi di qualcun’altro. 
Ci vuole umilta’ per poter accettare che la nostra vita vada consegnata a qualcun’altro che sa cosa e’ meglio per noi, che ci conosce e ci vuole condurre fuori dalle nostre vite fatte di affettivita’, schiave delle apparenze, di cosa pensano gli altri di noi, schiavi del giudizio del altri, di non poter dire appieno la verita’, di dover essere sempre impeccabili. E solo nella Chiesa possiamo ricevere questa fede che ci conduce fuori dalle nostre mura, che ci porta a dare segni visibili dell’azione di Cristo nella nostra vita. 

Noi genitori cristiani dobbiamo ogni giorno combattere! Vivere nella fede significa combattere. 
Sapere che ogni mattina quando ti svegli devi iniziare un combattimento; e la Chiesa ci da’ delle armi, tra cui la preghiera. 
Senza quest’ultima, la fede vacilla e non si e’ protetti contro tutte le situazioni difficili e le conseguenze dei nostri peccati. 
E’ come andare in guerra senza armi e senza strategia, non abbiamo una difesa, saremmo attaccati in maniera brutale e vinti. 
Allora come genitori e’ importante iniziare la giornata con la preghiera cioe’ in ascolto dell’unica parola che ci da’ la vita. 
Per vedere quale e’ la volontà di Dio nella nostra vita ogni giorno, per capire cosa ti sta dicendo il Signore, per te madre o padre, oggi, nella tua vita ora, e non domani, e’ necessario iniziare la giornata con la preghiera, leggendo il Vangelo del giorno, leggendo i salmi, o chi con le lodi mattutine del breviario, mettendo la nostra vita nelle mani di Colui che sa cosa ci fa soffrire e cosa gioire. 
Come donna cristiana cattolica, moglie e madre, per poter vedere che la storia della mia vita passata non e’ un fallimento ma una benedizione del Signore, ho bisogno che io mi consegni a Lui. 
Per poter vedere che la mia vita presente e’ un dono, per amare mio marito ed i miei figli ho bisogno che io mi
consegni. 
Per non essere dura con me stessa quando sbaglio, ho bisogno che io mi consegni a Cristo che mi ama cosi’ come sono. 
Come madre quindi, per prima io mi devo consegnare nelle mani di un altro che mi conosce meglio di come io possa conoscere me stessa, che sa che io non sono fedele, non sono brava e buona come penso. 
Finalmente c’e’ qualcuno davanti al quale non mi devo stare a difendere e giustificare. Finalmente c’e’ qualcuno davanti al quale non devo fingere di essere buona, non devo nascondermi, perche’ mi conosce ed ama. 
Iniziando la giornata quindi sapendo che io sono amata, profondamnete, da questo Dio che mi ha chiamata ad essere cristiana e mi ha donato la grazia di poter vivere la fede nella Chiesa, condotta per mano, solo cosi’ posso pensare di poter trasmettere la fede ai
figli. 

Potrei allora anche essere muta, non proferire parola, la fede la trasmetto anche
senza parlare, dando quindi l’esempio di consegnarmi ad un altro, dimostrando che
la felicita’ vera, non quella effimera che svanisce subito come quella che ti offre il
mondo, quindi quella vera, quel pezzettino di vita eterna vissuto gia’ qui sulla terra,
mi viene da Cristo e non da me. 
La vera felicita’non mi viene dalle mie opere, dall'aiutare gli altri con le mie sole forse, da quanto sono brava ad organizzarmi la giornata, ad essere precisa e puntuale, a fare tante cose, a impegnarmi con i bambini, facendo lavoretti con loro, parlandogli di Dio, organizzando uscite, e gruppi di gioco, lavorando dal mattino alla sera, conciliando lavoro e casa, studiando, essendo disponibile per gli altri e facendo tante cose seppure buone. 

Perche’ nel momento in cui la vita mi mette davanti la mia croce, che momentaneamente avevo messo da parte facendo del bene ed impegnandomi in tutte quelle belle cose, cado.
Perche’ la croce portata con la superbia di essere brave e di avere in mano le chiavi
per poter essere felici grazie a quello che facciamo, ci schiaccia
Come un macigno sulle spalle, diventa troppo pesante, ed allora cio’ che io posso trasmettere ai figli come mamma nel quotidiano e’ innanzitutto che la mia felicita’ deriva da Cristo, che quando la sera mi si presenta la croce, Egli mi da’ la forza, ed invece di maledire, benedico! 
Invece di vedere che tutto va male, con gli occhi della fede, illuminati dalla preghiera e dalla Chiesa, vedo che tutto concorre al mio bene! 
Anche in questa croce! 
E l’eredita’ migliore che possiamo lasciare ai figli e’ il benedire la propria vita, la propria storia ma per farlo ho bisogno di Cristo e della Chiesa. 
I figli vedono l’atteggiamento di consegna e di fiducia in Dio ed i figli vedono che tu mamma riponi la tua speranza in Dio, ed i figli vedranno con i loro occhi che i genitori cristiani sono felici non perche’ va tutto bene nella loro vita e non hanno problemi o sono perfetti, cose praticamente impossibili, ma perche’ non sono delusi dall’amore in cui hanno riposto tutta la loro fiducia, che e’ Cristo. 

L’amore non delude mai. 
Come mamma cristiana per me trasmettere la fede allora prima di tutto significa vivere nella Chiesa, con Cristo, camminare per prima io ogni giorno nella volonta’ di Dio, O provandolo a fare. 
Avevo letto una frase di Franco Nembrini, che mi aveva tanto colpita, che diceva: 
"la sfida è identica (sia che tu sia cristiano o no), è tuo figlio
che ti guarda e ti dice: ‘Dimmi qual è l’ipotesi di bene su cui basi la
tua vita’. Tu devi poter rispondere, non a parole ma per
un’esperienza vissuta, per la testimonianza di un’esperienza
vissuta”.

Io allora devo rispondere con la mia vita. 
La sfida piu’ grande e’ tuo figlio che ti osserva e senza dirtelo e’ come se ti dicesse: mamma dimmi (che significa, fammi vedere, fammi vivere tramite te, fammi vedere con i miei occhi, in prima persona tu dimostrami con i fatti e non a parole) quale e’ l’ipotesi di bene su cui basi la tua vita (su cosa basi la tua vita, su cose effimere? Mamma o papa’ cosa e’ piu importante per te? Il lavoro, i soldi, l’apparenza, il divertimento, il successo, l’opinione degli altri?
Quale e’ la fonte per te di vita eterna? Cosa ti rende felice? Le cose del mondo che
passano, cose che crollano, oppure mi posso fidare di te, di come vivi la tua vita, che
e’ possibile davvero essere felici, che si puo’ non perdere la serenita’ quando arrivano le croci, quando sembra tutto crollare, che posso essere felice come lo sei
tu?).

Proprio qualche giorno fa dopo una giornata piena di grazie a partire dal sole, dalla casa nuova, dai bambini ben curati, cibo buono a tavola, programmi felici per l’estate e le vacanze, armonia in famiglia, giochi e risate, mio marito all’improvviso non stava bene, perche’ ha una malattia che per ora Dio non sta permettendo che si aggravi. 
Per me e’come se fosse silente per ora nel suo corpo e non appare con sintomi esteriori. Mio marito e’ ancora forte, ma la malattia si presenta ogni tanto per farsi sentire, per farci ricordare che e’ li’. 
In questi momenti dove il futuro non ti sembra piu’ roseo ma solo buio, (ma puo’ essere che tu possa avere paura del futuro per qualsiasi altro motivo, che possa venire a destabilizzarti il terreno qualsiasi altra cosa piu’ o meno grave, qualsiasi prova della vita) tu mamma hai in mano la scelta: cosa dai ai tuoi figli?
Quale senso dai alla vita?

Proprio quando i figli ti guardano e con gli occhi ti stanno dicendo: mamma, dimmi che vale la pena vivere! Che vale la pena essere venuti al mondo, che c’e un senso alla nostra vita, che e’ di piu’ di un semplice passare bene la giornata, ma che c’e’ una chiamata, una vocazione alta, che da’ dignita’ alla nostra vita. 
Altrimenti non vale la pena vivere, per cosa poi? Per soffrire?

Proprio in quel momento che i figli ti osservano hai la scelta di trasmettere la fede o
no, di dire o no AMEN, cosi’ sia. 
Hai la scelta di aggrapparti a Cristo e vivere sapendo che non siamo soli, perche’Dio ci ama e non ci abbandonera’ proprio nel momento del bisogno, ma che ci ha creati per un motivo e che si’, vale la pena vivere figlio mio anche se si soffre, perche’ c’e’ l’amore! Vale la pena vivere perche’ siamo amati e possiamo amare a nostra volta. 
Perche’ mamma e papa’ si amano.

L’amore che riceviamo da Lui, l’amore che ci trasfroma, che converte una situazione
di morte in una situazione di vita, l’amore ci dara’ la consapevolezza che la nostra
vita vale sempre.
L’amore vale sempre la pena. L’amore da’ la risposta a tutto. 
Quando vedi che negli uomini, nelle persone care, non c’e’ piu Speranza, che si sono perse, che sono infelici perche’ non conoscono Dio, che ti trattano male, che siano tuo padre o tua madre, tuo fratello o sorella o la tua migliore amica, la risposta a questo
mondo che non ha scelto Dio e’ sempre che puoi amare. 
Tu mamma cristiana puoi amare perche sei amata per prima da Cristo, perche hai le armi giuste, hai la Chiesa, la preghiera, la confessione e la comunione. 
Che hai la grazia di saper perdonare il nemico o dimenticare il male ricevuto. 
E’ tutta grazia che possiamo ricevere se lo vogliamo, se scegli nella tua vita quotidiana di camminare con Cristo.
Vogliamo vivere una vita di grazia che da’ luce ai nostri figli? 
Non e’ uno sforzo che viene da noi, ma e’ una grazia, un dono che verra’ dall’alto. 
Nel momento in cui ci sembra che sia uno sforzo, allora vuol dire che lo stiamo vivendo da sole. 
Se siamo inserite come mamme nella Chiesa, se non viviamo la nostra fede da sole,  quando non ce la facciamo piu’ neanche a pregare, possiamo sempre rialzarci perche’ ci
sara’ qualcuno che preghera’ per noi, qualcuno ci verra’ a rialzare, Dio provvedera’e manderà angeli in nostro aiuto nelle sue infinite vie.

Per me trasmettere la fede significa quindi viverla ed avere una esperienza personale di chi e’ Cristo nella mia vita, che mi e’ venuto ad amare quando meno me lo meritavo e mi e’ venuto a cercare quando ero smarrita.
E questo Dio lo possiamo presentare ai figli insegnando loro a pregare sin da piccoli, ad affidare la loro vita ad un Padre buono, ogni sera prima di andare a letto. 
Nei momenti liturgici “forti” dell’anno come l’Avvento, il Natale, la Quaresima e la
Pasqua, possiamo organizzare per loro e con loro dei momenti di preghiera speciali:
il Rosario ogni giorno recitandone solo una decina se si hanno bambini piu piccoli,
facendo lavoretti manuali. 
Possiamo anche organizzare visite particolari agli ammalati e bisognosi o agli anziani per chi ha figli piu’ grandi, portarli a contatto con la natura e giocare insieme e farlo con un tema apposito, per esempio: la creazione.

Ci sono tanti siti internet che come mamme possiamo consultare per prendere
spunto, e chi e’ anche catechista sicuramente li conosce gia’, ma per chi non li
conoscesse eccone un esempio https://www.qumran2.net/ materiale pastorale.
Formare gruppi tra mamme cattoliche come si fa gia’ su Facebook per confrontarsi
ed aiutarsi a vicenda. 
O ancora, si puo’ approfondire con i figli il nome del loro santo oppure guardare film e dvd della storia dei santi. 
Si puo’ fare il bel gesto di benedire i figli in fronte, con il pollice facendo il segno della croce, ogni sera prima di andare a letto, dopo le preghiere serali, e di parlare loro della speranza del cielo! 
Leggere con loro la bibbia, comprandone una adatta per i bambini in base alla loro eta’ (Bibbia illustrata dei bambini o dei ragazzi), e parlando loro del vangelo della domenica,
prendendolo dalla loro bibbia e guardando insieme le immagini. 
Si puo’ anche dare, come genitori, la propria esperienza ai figli sulla parola di Dio, di cosa significa per noi quella specifica storia della bibbia, se ci aiuta nella nostra vita. 
Fare quindi un lavoro di introspezione cioe’ di guardarsi dentro ma facendolo alla luce della parola di Dio. 
Si puo’ iniziare dalla creazione ed ogni domenica prima del pranzo, o dopo, si
legge un racconto tratto dalla bibbia. 
Si andra’ cosi’ a leggere tutta la storia della salvezza, quella storia che Dio ha condotto con il popolo di Israele fino alla venuta del Suo Figlio nel Nuovo testamento. 
Noi mamme possiamo stampare fogli con immagini di quel racconto di cui si e’ trattato insieme e far colorare i bambini o dipingere mentre si ascolta musica adatta. 
Nel frattempo che i figli crescono si possono organizzare forum in cui si discute sui maggiori film in voga del momento, dato che i figli potranno fare confronti con la moda del momento ed essi crescendo si faranno domande. 
Cosa conviene di piu? Vedranno la Chiesa come una restrizione della loro felicita’ personale e realizzazione nel mondo? 
E’ importante prima di tutto allora che noi come mamme e come genitori facciamo un cammino di fede nella Chiesa, o essere seguite da un buon padre spirituale, per poter vivere dimostrando che la fede non e’ un seguire delle regole ma e’un incontro felice con un Dio che vuole il nostro bene. 
E a questo punto, si possono fare svariate attivita’, anche le più belle, ma se si vuole trasmettere la fede ai figli, serve il nostro esempio ora!

Una folle donna cristiana per grazia con la vocazione di moglie e mamma.
Maristella Pignatelli Saraceno