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mercoledì 28 febbraio 2024

Alzati, prega e vivi la giornata alla luce della gioia di Cristo.


Oggi è uno di quei giorni in cui sono in modalità "psicopatica", passo da momenti buoni ad altri meno buoni o negativi, possiamo dire che ho una scusante dato che ho appena fatto la puntura della terapia e l'ultima volta sono stata male per una decina di giorni. Per cui oggi rientra nelle classiche giornate "no" che in questa situazione si amplificano più del dovuto.
Per questo motivo ho deciso di revisionare questo articolo in questa giornata, ovvero rivedere alcune cose non in un momento buono ma in uno che non lo è per dare una serie di consigli più credibili.

Sono passati 6 mesi dalla diagnosi, giorno più giorno meno, tra controlli, operazione, convalescenza e ko, ho avuto molto tempo per pensare e non sempre è una cosa buona.. Lo sapete che noi donne siamo multitasking, pensiamo a più cose contemporaneamente mentre stiamo facendo altre cose e il tutto senza perdere il filo del discorso di ciò che stavamo pensando mentre programmavamo il menù dell'intera settimana successiva. Ecco, io non sono più cosi multitasking perché la malattia in qualche modo ti permette di fare meno cose insieme e scopri di essere umana e che tutto sommato questa cosa non è male. Peccato che quella versione ridimensionata del multitasking mette al primo posto i pensieri non proprio positivi e che rendono le giornate serene e tranquille nonostante tutto.
Ogni fine settimana apro l'agenda e cerco di tirare le somme della settimana, giustamente non basta un giorno, inizio di venerdi e finisco la domenica sera cosi che non mi sfugga nulla delle cose di cui mi debba pentire di aver fatto, non fatto o pensato.
Il rimprovero più gettonato è il "non sono riuscita a fare quello, quello e quello perché ero stanca, perché non stavo bene etc..."; mi rendo conto che anziché imparare a gestire al meglio il tempo, in realtà lo gestisco malissimo... io... la life planner di casa, quella che pianifica pure quando deve finire una penna... non riesco a mantenere una routine salda, ma non perché sbaglio a fare i conti ma perché pretendo troppo.
"Mi perdo in cose inutili  quando potrei dedicarmi a ben altro di più produttivo, edificante ed intelligente" mi ripeto in continuazione, peccato che stia sbagliando totalmente prospettiva. Con la mania del dover riempire di attività la giornata senza tenere conto che quello di certo non mi manderà in paradiso. No, non è una battuta, ma veramente il fare fare fare non ti manda in paradiso e per svariati motivi.
Ogni giorno mi alzo dal letto (assonnata o dolorante o magari a causa delle caldane per la terapia) con l'idea di fare tante cose belle utili ed edificanti, come pregare tanto, leggere tanto, pulire tanto, cogliere fiori in giardino per abbellire la tavola (ok, questo non è vero perché ho il sintetico, ma compro i tulipani alla lidl) e a fine giornata vado a dormire delusa facendomi promesse che il giorno dopo non riuscirò ancora a mantenere. Essere a casa e fare la casalinga per scelta non significa stare a casa a fare niente tutto il giorno, chi lo pensa probabilmente ha uno stereotipo completamente sbagliato, se ci aggiungi l'avere tre figli con varie attività diverse, (ringrazio il Signore di avere il marito ancora in smart working perché ora non avrei potuto reggere tutto questo), l'aver preso la decisione di seguire la vocazione dell'apostolato come strada principale e tutto l'impegno che comporta con progetti, attività, scrivere etc, riempie la giornata quasi completamente, aggiungici anche il pensare alla malattia e al doversi fermare per gli effetti collaterali delle terapie. Ci devo convivere per i prossimi 5 anni (4 anni e 10 mesi) ma ho la grazia di potermi fermare, anche se uno dei problemi è che non la so utilizzare questa grazia.

Rifletto e nei momenti di saggezza che ogni tanto spuntano, mi chiedo a cosa serva rimproverarsi di non aver fatto le venti attività che avevo programmato per la giornata.
Serve a poco, anzi, a niente... 
Ogni tanto mi sento dire da alcune amiche che sono una "super mamma" perché riesco a fare un sacco di cose nonostante tre figli... sapete una cosa?
Non è vero, non sono una super mamma, a riguardo avevo già scritto e vi rimando a quello per non ripetermi (QUI), in aggiunta posso dire che riuscire a fare tutto e più di quello che è possibile fare, il più delle volte, non è una cosa positiva perché ti porta in un circolo vizioso fatto di "più faccio meno posso essere criticata" oppure nel circolo vizioso del non voler deludere le aspettative. (brutta cosa...pesante soprattutto). Non fatevi fregare!

Per questo ho pensato ad una sorta di routine utile e che permette di centrarsi per fare tutto meglio e con lo spirito giusto, fatta di note sul telefono e forza il minimo indispensabile di forza di volontà sostenuta da qualcuno che sono sicura possa aiutarmi... il Signore.
Il mio motto modificato secondo ciò che vorrei...
"ALZATI, PREGA...E AFFIDATI AL SIGNORE!", serve questo per affrontare la giornata alla luce della gioia di seguire Cristo.
Con la preghiera ogni cosa si affronta diversamente, è innegabile.. per cui anche la malattia e la terapia possono avere un sapore diverso, uno spirito diverso, uno scopo diverso, ma con un solo obiettivo, la santità. Lo sperimento quotidianamente da quando ho impostato delle preghiere fisse nella giornata. Anche se è in una di quelle "no", sento la Sua mano che cambia le cose.
Ma ora vediamo qualche piccolo punto da fissare senza esagerare e sono sicurare che sarà fattibile per tutti.

1. APRI GLI OCCHI: Mai dare per scontato questo punto, hai aperto gli occhi, puoi ringraziare e lodare il Signore solo per quello. Ma dopo aver aperto gli occhi guardati intorno e nota cosa c’è... hai qualcuno accanto? senti le voce di qualche membro della famiglia? Hai un animale da compagnia? Hai anche solo un messaggio sul telefono? Ringrazia per ogni cosa.

2. ALZATI: Ora puoi alzarti, darti una sistemata (io ad esempio prima di qualsiasi cosa devo lavarmi e cambiarmi), preparare la colazione, salutare il resto della famiglia chiedendo come hanno dormito e come stanno, che impegni hanno etc...(scegli tu in che ordine tutto ciò) preparati per le attività che hai di lì a poco o più tardi.. nel frattempo avvicinati al Signore con il vangelo e commento del giorno, ascoltando della musica cristiana o semplicemente pregando come preferisci (rosario intero, decina, una novena che stai facendo etc..).

3. PREGA: (capirete che ci sono tantissimi modi per pregare) Non riguarda il punto precedente ma prima di uscire di casa abituati a pregare, ti consiglio una decina del rosario che puoi recitare mentre metti la giacca o vesti i bambini o gli dai istruzioni se sono più grandi (intendo decina extra rispetto al punto 2), il segno di croce e vai..
Se invece sei a casa perché non hai impegni allora prenditi del tempo per altre modalità di preghiera come le lodi, le orazioni di Santa Brigida, la coroncina della divina misericordia (questa anche alle 15,00), l'orazione teresiana etc...
A mezzogiorno l'Angelus mentre preparate il pranzo o, se siete al lavoro, prendetevi qualche minuto di pausa. Lettura di qualche pagina oppure scrivere nel diario di preghiera; seguire la messa online cosi come l'adorazione eucaristica (anche solo 5 minuti)...
Ogni cosa richiede veramente poco tempo (eccetto la messa ovviamente), al massimo 15 minuti e può essere interrotta con la promessa a se stessi di riprenderla il prima possibile, non di dimenticarla.
Fare preghiere a rate è sicuramente più lodevole che non provarci nemmeno per paura di non riuscirci.. questo è ciò che mi ha sempre detto il mio padre spirituale, oramai è sempre cosi, ma sto pregando molto di più.

4. AFFIDATI: Difficoltà livello millemila. Fattibile? in realtà parecchio! Affida la tua giornata a Lui, da quando apri gli occhi a quando li chiudi conclusa la giornata.. e se durante la giornata lo ritieni utile, rinnova questo tuo affidamento. Puoi farlo con parole tue oppure preghiere di affidamento che si trovano online anche di Santi.

5. AL SIGNORE: “...al Signore” .. tutto a Lui in lode e offerta, senza sprecare un attimo. Che può sembrare poca cosa ma in realtà à tantissimo, e in questo caso non solo per noi ma anche per gli altri. Difficoltà, gioie, dolori... se sappiamo che nulla va sprecato ma che tutto serve per qualcosa di buono allora possiamo fare uno sforzo in più per vivere la giornata con il sorriso e la gioia limitando lo sconforto e il rimanere abbattuti e giù di morale.

Tutto questo ti permette di vivere la giornata alla luce della gioia e fede in Cristo... che non è gioia superficiale ed euforica senza motivo ma gioia profonda che dona speranza, calma il cuore e lo ricolma di Dio. Che ti permette di vivere anche i momenti di sconforto nella grazia consapevoli che ogni peso può essere alleggerito con la fede nel Signore.
Ricordiamo cosa dice San Paolo:
Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé.
(San Paolo di Tarso)
Non solo:
Fratelli, considerate perfetta letizia, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la vostra fede, messa alla prova, produce pazienza e la pazienza completi l’opera sua in voi, perché siate perfetti ed integri, senza mancare di nulla (Gc 1, 2-4).

Non è complicato provare a vivere le difficoltà con uno spirito di gioia, ma diventa impossibile nel momento in cui crediamo di poterlo fare da soli.
Abbiate pazienza, prima di tutto con voi stessi perché cosi facendo potrete sperimentare la grazia della misericordia con la consapevolezza che non riuscire a fare tante cose non è fallire o essere pigri ma semplicemente aver capito che siamo umani, abbiamo dei limiti e che il nostro obiettivo è la santità e quella può essere raggiunta solo se ci diamo il tempo anche di riposare e ripartire.

A presto.
Cristina

mercoledì 12 maggio 2021

Con il cuore a pezzi e lo sguardo in cielo; quando il Signore fa bene tutte le cose.

 



E' trascorso un mese dalla telefonata che, l'11 aprile, in pochi secondi, ha trasformato in realtà una delle mie più grandi paure... perdere mio padre.

Ancora oggi non so come ho fatto a rispondere alla chiamata dato che erano le 3,15 di notte e il mio telefono in modalità silenziosa.

Le uniche parole che ho sentito dall'altra parte sono state quelle della moglie di mio padre : "Papà non c'è più, papà non c'è più..".
Mi sono vestita in pochi secondi, d'istinto ho chiamato mia madre e mio fratello e sono andata da papà... una volta arrivata c'era ancora l'ambulanza, l'auto medica e 6 operatori e medico del 118 che stavano dichiarando il decesso.
Quando sono arrivati era già in arresto cardiaco, probabilmente già morto nel giro di pochissimi attimi...
Esito: Infarto fulminante...loro però hanno scritto un sacco di parole che non ricordo.
Aveva 62 anni... solo 62 anni...

Mamma e Christian (mio fratello) sono arrivati quasi subito..
Sapete, per un attimo, mentre lui era ancora nel letto, siamo rimasti nella stessa stanza io, papà, mamma e Chry... non accadeva da almeno 15 anni... la prima grazia.

Da quel momento sono sempre stata con lui eccetto brevi pause per tornare a casa, ho scelto dove metterlo, la lapide, la foto... sua moglie mi ha lasciato carta bianca ed è stato un gesto che ho apprezzato tanto.


“Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” (Mt 25,13)

Ho sempre avuto un debole per questo versetto, da un certo punto di vista quasi spaventa, l'idea di non sapere quando sarà il nostro momento fa un po' paura, soprattutto se improvviso, un po' come successo a papà, senza avvisaglie.
Da un altro punto di vista, ci deve aiutare a capire che non sapendo ne il giorno ne l'ora, dobbiamo sempre essere pronti e non dico di andare a dormire con la mani giunte, ma pronti spiritualmente.

Il Signore ci avverte: avrete modo d’essere pronti a questo evento se vigilerete... e questo mi ricorda anche gli ultimi giorni di Chiara Corbella; proprio nel libro "siamo nati e non moriremo mai più" ho scoperto per la prima volta la grandezza e l'enorme importanza del "vegliate".

Nel cercare il versetto preciso per mettere il riferimento, ho trovato una preghiera che mi ha fortemente colpita e che scriverò per poi appenderla in casa, poi la metterò nel portafoglio e una come promemoria nel telefono appena sveglia giusto per non dimenticarla:

“Gesù,
fammi parlare sempre
come fosse l’ultima
parola che dico.
Fammi agire sempre
come fosse l’ultima
azione che faccio.
Fammi soffrire sempre
come fosse l’ultima
sofferenza che ho da offrirti.
Fammi pregare sempre
come fosse l’ultima
possibilità,
che ho qui in terra,
di colloquiare con Te”.

Chiara Lubich

In quei giorni, mi ha colpito molto il discorso di una signora anziana passata a vedere papà, prima di andarsene ha detto (in bergamasco) "Cerco sempre di essere in pace con tutti perchè non so se il giorno dopo mi alzerò dal letto" e devo dire che il suo è un buon modo di vivere.

E' passata tanta gente (nel rispetto delle norme), c'è stato un grande rispetto per il dolore, una grande vicinanza anche nel silenzio, in uno sguardo, qualche aneddoto che lo riguardava, tantissimo affetto.
In uno dei momenti di forte sconforto e di dolore, una sola frase mi ha ripescata, quella della zia di mio papà che semplicemente mi ha detto "mi aiuti a dire il rosario?"...
Quella frase, quel gesto è stato il più bello, il più luminoso...

Il rosario in quei giorni è stata la mia ancora di salvezza.
Abbiamo detto due rosari, uno dopo l'altro e ho sentito l'immensa bellezza della consolazione nella preghiera, anche solo per qualche ora.
Avevo sempre sentito parlare della consolazione con la preghiera nei momenti di buio, ma non l'avevo mai vissuta concretamente, in modo cosi reale, intenso e tangibile; era come se piano piano, ad ogni Ave Maria, il macigno sul petto si sgretolasse per poi sparire.
In ogni istante sai, hai la certezza, che ti puoi aggrappare e verrai sostenuta oltre ogni immaginazione... e ancora grazia...


Da un mese ho il cuore a pezzi e lo sguardo in cielo.

Questa è la frase che riassume come sto vivendo il lutto.
Il cuore in pezzi è una conseguenza normale, ogni volta che penso a quella notte si forma una piccola crepa...
"Perchè? Perchè lui? Era ancora giovane... avevamo ancora un sacco di cose da fare... soprattutto con i bambini"
E' una delle classiche domande... inevitabili, quasi di routine.

Ma nei momenti di lucidità subentra un'altra domanda "perchè non lui?"...

Abbiamo sempre la presunzione di sapere quando sarebbe dovuto accadere, quando sarebbe stato meglio... e quando accade, per noi, non è mai il momento giusto... anche questo è normale..
Ma se è accaduto ora, vuol dire che doveva essere cosi..
Fa male, fa male in un modo indescrivibile, ma so che il Signore fa bene tutte le cose, anche quelle che io non riesco a capire...
E se ci penso ora, ad un mese di distanza, per quanto il dolore e le lacrime siano oramai qualcosa con cui vivo quotidianamente, beh, in tutto questo dolore sento l'infinito amore del Signore che è lì per me, è pronto, bussa, devo solo decidere quando lasciarlo entrare ma già lo sento, lo percepisco anche se la porta è ancora socchiusa.
Ci sono dei tempi umani diversi per certi eventi, dobbiamo rispettarli, soprattutto per noi stessi... è difficile, ancora in alcuni momenti non mi sembra vero, mi sembra surreale, probabilmente perché cosi improvviso... tempo, serve tempo.. tempo e preghiera.

Devo dire che anche la musica mi ha aiutata tanto, in quei giorni ascoltavo solo i Reale e i The Sun, mi hanno accompagnata nei viaggi di andata e ritorno, se mi vedeva qualcuno mi prendeva per pazza...cantare a squarciagola e in lacrime...

Ed è proprio questo che mi fa tenere lo sguardo in cielo, sia per immaginare papà (avevamo la passione per il cielo, le stelle etc..), sia perché, lassù, verso l'alto il Signore mi sostiene.

Il sostegno non arriva solo dalla consolazione nella preghiera ma anche dalle persone che Lui ci manda e sono state tante, inaspettate... io, quella che spesso si sente di troppo, che non crede di meritare amore o apprezzamenti, sono stata inondata di talmente tanto affetto che mai avrei potuto immaginare, ci ho messo giorni a rispondere a tutti. (grazie di cuore)

Mio marito è stato tanto paziente, mi ha sostenuta a distanza, in punta di piedi, perché io, nel dolore, ho bisogno del mio spazio, di non avere nessuno addosso e lui lo sa.

Poi ci sono state loro, alcune amiche che, nonostante siano sparse per l'Italia, hanno fatto recapitare dei fiori per papà e un biglietto splendido con scritto:

"La mia carne e il mio cuore possono venir meno, 
ma Dio è la roccia del mio cuore e mia parte di eredità, in eterno" (Salmo 73,26)

E' proprio vero, Dio, roccia del mio cuore e del mio spirito...
Se ripenso a come ho vissuto alcuni lutti significativi nella mia vita, mi rendo conto di come ci sia stata una forte evoluzione con la conversione.
La morte è stata una delle cose che mi ha portata a lasciare la fede per altro ed è stata sempre lei a farmi riavvicinare.

Quando morì un amico di mio fratello, decisi che non valeva la pena continuare ad avere fede, perché le preghiere erano prive di senso.. avevo solo 13 anni.
La morte di Giovanni Paolo II, mi portò a riflettere e a vedere alcune cose in modo diverso, a rimettere in discussione il mio percorso pagano....
La morte di mia nonna (avvenuta in fase di conversione ancora acerba) mi fece scoprire la preghiera incessante, quella che tiene conto della volontà di Dio e non della nostra.
La morte di papà mi ha fatto scoprire la consolazione della preghiera, l'amore del Signore, la sua immensa grandezza.

La morte probabilmente è un mio punto di appiglio, tanto che sto approfondendo molto tutto ciò che riguarda anche il tema delle anime del purgatorio, delle messe gregoriane, le messe perpetue e l'importanza delle messe per i defunti...
Vi farò sapere come si evolve e cosa imparo di nuovo riguardo questo tema...oltretutto tema che stavo iniziando ad approfondire proprio 2 giorni prima della morte di papà.

Pregate per lui se avete qualche minuti di tempo, pregate per i defunti perché possano godere della vita eterna con Cristo.

A presto.

giovedì 12 novembre 2020

In cammino verso il Natale... tempo prezioso a costo zero.


[Per le precedenti proposte di avvento, trovate tutto in questa sezione "Natale".]

Quest'anno cammineremo settimana dopo settimana verso la capanna di Gesù bambino conoscendo meglio i vari personaggi del presepe.
Ho pensato ad un percorso settimanale per alleggerire un po le cose e per fare in modo che ognuno possa gestirsi in base al proprio tempo a disposizione.
Questo cammino sarà intrapreso grazie ad un personaggio del presepe diverso ogni settimana e ad alcune piccole attività da fare insieme ai bambini.
Potrete decidere se inserire questi personaggi nel vostro calendario dell'avvento oppure utilizzando una scatola o delle buste a parte.
Noi li inseriremo nei sacchetti della domenica del calendario dell'avvento.

[In aggiunta, ogni settimana nel nostro account di podcast, troverete degli audio con una storia per l'avvento letta da noi]

Le attività saranno riadattabili anche per gli adulti meditando i passi collegati ad ogni personaggio, ma lo vedremo alla fine.

Cosa dovete fare?

Ogni settimana presentare ai bambini un personaggio aiutandoli a riflettere sull'aspetto emotivo facendogli delle domande.
Potete ricreare anche una scenetta.
Stampate i personaggi del presepe e colorateli insieme incollandoli di settimana in settimana sul cartellone per formare un presepe a tutti gli effetti una volta arrivati al Natale.

Ora passiamo al concreto con l'occorrente... (sono tutte cose che avrete sicuramente in casa per cui potrà essere un progetto a costo zero oltre che di riciclo catto-green)

Occorrente da suddividere per le settimane:

- Un cartellone (dove comporre il presepe) 
- Un quadernetto (rinominatelo "Il quaderno del Natale") o dei fogli di riciclo per formare il quaderno.
- Forbici
- fogli A3
- colla
- riviste
- matite colorate
- pennarelli
- acquarelli
- pastelli a cera
- personaggi del presepe da colorare.

Per i personaggi del presepe da colorare, potete scegliere quelli che preferite cercando su google oppure li potete scaricare QUI.
Principalmente Maria, Giuseppe, Gesù, i pastori e la stella cometa.

Ora vediamo prima le attività, poi i personaggi, infine una parte di dialogo con i bambini collegata ad una piccola storia di Natale.

Attività*:

- Prima di tutto ritagliate il primo personaggio della settimana (Maria), leggete il trafiletto che trovate di seguito e, mentre colorate insieme, potete parlare di Lei, di come avrà vissuto quel momento etc..(poi la incollerete sul cartellone nella capanna);
- Provate a far riflettere i bambini sull'attualità del Natale, sul fatto che Gesù nasce ancora oggi e per questo potete utilizzare delle riviste;
- Ritagliate abitazioni, persone etc.. ricreando un'ambientazione moderna del presepe nel vostro quadernetto del Natale.
*Questo per ogni settimana e per ogni personaggio del presepe.

Personaggi:

1° settimana MARIA: L'Angelo Gabriele andò da una fanciulla di nome Maria, cugina di Elisabetta.
Maria viveva a Nazareth ed era fidanzata con il falegname Giuseppe.
"Non temere Maria!", disse l'Angelo Gabriele. "Tu hai trovato grazia presso Dio. Avrai un figlio e gli metterai il nome Gesù. Egli sarà grande e Dio dirà che è Suo Figlio".
Maria era stupita e turbata, ma rispose: "Eccomi, sono la serva del Signore. Dio faccia di me come tu hai detto" (Lc 1,26-38)

2° settimana GIUSEPPE: Quando Giuseppe seppe che Maria era incinta, non sapeva cosa pensare. Allora Dio mandò un angelo a dire a Giuseppe in sogno: "Giuseppe, il bambino che lei aspetta è opera dello Spirito Santo. Gli metterai il nome Gesù, perché salverà il suo popolo da tutti i peccati". Allora Giuseppe sposò Maria. (Mt 1,18-25)

3° settimana GESU': Mentre si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo di partorire ed essa diede alla luce il suo figlio. Lo avvolse in fasce e lo mise a dormire nella mangiatoia. (Lc 2,6-7)

4° settimana PASTORI: Facevano la guardia al gregge anche di notte. Un angelo apparve loro e li invitò ad andare a Betlemme per vedere il bambino che era appena nato: "E' il Salvatore!". Andarono e "trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia". Poi, felici, tornarono al loro lavoro lodando Dio. (Lc 2, 8-20)

5° settimana STELLA COMETA: Maria, Giuseppe e Gesù ricevettero la visita di alcuni sapienti che venivano dall'oriente (Magi). Avevano viaggiato per mesi seguendo una stella lumino e splendida che si fermò sopra la casa dove c'era Gesù. Entrarono, si inginocchiarono e adorarono il bambino, poi gli offrirono i loro doni: oro, incenso e mirra. (Mt 2,1-12)

Storia di Natale

Perché nella grotta c'erano anche il bue e l'asinello?
Mentre Giuseppe e Maria erano in viaggio verso Betlemme, un angelo radunò tutti gli animali per scegliere i più adatti ad aiutare la Santa Famiglia nella stalla.
Per primo, naturalmente, si presentò il leone: "Solo un re è degno di servire il Re del mondo", ruggì, "Io mi piazzerò all'entrata e sbranerò tutti quelli che tenteranno di avvicinarsi al bambino!"
"Sei troppo violento", disse l'angelo.
Subito dopo si avvicinò la volpe. Con aria furba e innocente, insinuò: "Io sono l'animale più adatto. Per il figlio di Dio ruberò tutte le mattine il miele migliore e il latte più profumato. Porterò a Maria e Giuseppe tutti i giorni un belo pollo!".
"Sei troppo disonesta", disse l'angelo.
Tronfio e splendente arrivò il pavone. Sciorinò la sua magnifica ruota color dell'iride: "Io trasformerò quella stalla in una reggia più bella del palazzo di Salomone"
"Sei troppo vanitoso", disse l'angelo.
Passarono, uno dopo l'altro, tanti animali, ciascuno magnificando il proprio dono. Invano. L'angelo non riusciva a trovarne uno che andasse bene. Vide però che l'asino e il bue continuavano a lavorare, con la testa bassa, nel campo di un contadino, nei pressi della grotta.
L'angelo li chiamò: "E voi non avete niente da offrire?".
"Niente", rispose l'asino e afflosciò mestamente le lunghe orecchie, "Noi non abbiamo imparato niente oltre all'umiltà e alla pazienza. Tutto il resto significa solo un supplemento di bastonate!". Ma il bue, timidamente, senza alzare gli occhi, disse: "Però potremmo di tanto in tanto cacciare le mosche on le nostre code".
L'angelo finalmente sorrise: "voi siete quelli giusti!".

Per dialogare con i bambini potete porre delle domande sul racconto come ad esempio "quale animale avresti scelto?" , "cosa avresti fatto per Gesù se l'angelo fosse venuto da te?" e anche questo potete aggiungerlo al vostro quaderno del Natale.

Ps: l'idea del quaderno di Natale andrebbe portata avanti con gli anni, per cui è come se restasse ogni anno una traccia di quel periodo speciale.

Per gli adulti, queste attività sono fattibili apportando qualche semplice modifica, potrete tenere un quaderno del natale/avvento, oppure continuare con il vostro prayer journal.
Inoltre durante l'avvento su instagram e nel gruppo faremo un semplice percorso basato sul vangelo del giorno e una parola chiave che ci accompagnerà quotidianamente.

Per il calendario dell'avvento vi rimando a precedenti articoli che trovate nell'apposita sezione.

Buon cammino!

domenica 26 gennaio 2020

Attenti a quello che chiedete, perchè vi sarà dato.





                      Vorrei centomila cose,
                   le vorrei con la mia mente,
                      ma mi sembra di capire
                  che per Te tra il dire e il fare,
                   c’è un mio bene differente…
              ("Fino a dove può arrivare", Reale)


Nella vita ci ritroviamo spesso a fare richieste al Signore, direi anche più volte al giorno alcune volte o in base a come stiamo.
Ok, cerchiamo di essere onesti, lo stalkeriamo proprio se non siamo nella giornata giusta.
Il risultato spesso è rimanere delusi perchè non abbiamo le risposte (che vogliamo).
Fare continue richieste senza nemmeno aspettare una risposta, martellare con preghiere, richieste, novene e rosari focalizzandoci solo sul volere un risultato e pensando poco a ciò che chiediamo realmente... ecco cosa ci manda fuori strada.
In poche parole vorremmo che Dio fosse come un mago che con una bacchetta risolve i nostri dilemmi e problemi.
Quante volte mi sono ritrovata a chiedere miriadi di "favori" a Dio, gli consegnavo la richiesta e aspettavo che venisse realizzata, un po come la classica mentalità pagana dove fai il rito e aspetti il risultato.
Peccato che cosi facendo sbagliavo tutto, instauravo un rapporto con Dio a senso unico dove io chiedevo e lui doveva dare senza tenere minimamente conto che un rapporto reale non funziona cosi.

Perchè non esaudisce le mie richieste? Perchè non mi ascolta?
Quante volte mi sono fatta questa domanda...e credo di non essere l'unica.
Magari dovevo fare la novena in modo diverso, dovevo scegliere quella versione anzichè quella che aveva un parte in meno; ho fatto il rosario troppo di fretta, dovevo aggrapparmi a quel Santo invece di quello...
Ed ecco che rispunta la parte pagana che c'è dentro, dove le parole hanno una valenza magica e contano più dei fatti e dell'intento.

Poi parlando con il mio padre spirituale ed esternando le varie perplessità e considerazioni che avevo fatto ho capito che stavo sbagliando tutto; Dio non guarda se hai fatto la novena con un pezzo in meno, oppure se hai recitato il Rosario a metà perchè con i bambini a casa è difficile...
Lui guarda la continuità e la costanza con cui reciti la novena o un Rosario, Lui guarda al cuore, se quella richiesta viene veramente da li o semplicemente non sai scegliere da solo, Lui guarda a cosa è bene e giusto per te, perchè a differenza tua, lui lo sa veramente.

Per mesi e mesi ho chiesto al Signore di aiutarmi a stare meglio (avevo problemi di salute che stavano diventando invalidanti), ho trascorso più di 2 anni stando molto male e non ricevevo risposta, mi sentivo come se meritassi ciò che mi stava accadendo, poi ho capito che in realtà mi stavo auto distruggendo da sola, ho pensato che se proprio non potevo stare meglio, avrei dovuto imparare a sopportare, a conviverci e ad andare avanti lo stesso.
Mi sono rimboccata le maniche, sono caduta tante volte e dopo un anno fatto di peggioramenti a causa di persone sbagliate, ho conosciuto una dottoressa (piuttosto lontana) che ha iniziato a farmi stare meglio e, benchè la strada sia ancora molto lunga, ne sto uscendo.
Il Signore non mi ha fatta stare meglio con uno schiocco di dita, dopo aver incontrato dottori sbagliati, ho incontrato quella giusta per caso (dio-incidenza), con lei ho iniziato un percorso fatto di sacrifici, rinunce, stare ancora male fino ad iniziare a trovare un piccolo equilibrio.
Nel frattempo si sono aggiunte altre cose che mi hanno aiutata a stare meglio, ma ci è voluto tempo... I nostri tempi non coincidono con quelli di Dio, ciò che vogliamo noi spesso non coincide con ciò che ci serve, ma allo stesso tempo non dobbiamo pensare che ciò che abbiamo (malattia, sofferenza) ce lo meritiamo perchè non è affatto cosi!

Qualche mese fa, dopo qualche anno, sono tornata al Santuario della Madonna d'Erbia... il santuario della mia conversione..
Davanti alla Madonna ho fatto la solita chiacchierata e le ho chiesto cosa dovevo fare, quale fosse la mia strada, a cosa dovessi dedicarmi per aiutare gli altri,per aiutare mia figlia...avevo il cuore in mano.
Non era la prima volta che facevo questa richiesta e non avevo mai ricevuto una risposta, un segno, qualcosa che me lo facesse capire... o magari non me ne sono accorta.
Il giorno dopo, una ragazza su facebook mi ha girato un volantino, riguardava un corso per diventare tutor per bambini con DSA (mia figlia rientra nei dsa essendo disgrafica, disortografica e con difficoltà attentiva).
Dopo averci pensato e averne parlato con mio marito, ho deciso di provarci, ho fatto il corso e ora da qualche mese lavoro come tutor con due ragazzini e riesco anche a seguire meglio mia figlia.
Probabilmente se questo volantino fosse arrivato una settimana dopo, non avrei nemmeno collegato le cose e avrei pensato ancora ad una mancata risposta.

Non è finita qui perchè l'ultimo esempio risale a poco tempo fa, per molti potrà sembrare banale, ma in realtà racchiude due cose importanti, la prima è il ricevere concretamente un "segno" che ti faccia capire cosa fare, la seconda è il nostro girarci dall'altra parte una volta che abbiamo capito di avere ottenuto ciò che ci serviva...

"quando sto bene scordo in fretta ciò che hai fatto già per me"
("Il cuore da cui provengo", Reale)

Questa frase della canzone dei Reale credo sia perfetta per molti aspetti, quando otteniamo ciò che abbiamo chiesto magari diminuiamo l'intensità della preghiera, iniziamo a trascurare Dio, torniamo ad essere come prima... forse è proprio per questo che Lui ha tempi e modi diversi dai nostri.

Ad inizio anno sono tornata a stalkerare la Madonna per le mie solite richieste, questa volta la richiesta riguardava il mio dare testimonianza.
Avevo bisogno di capire se quello fosse un mio compito oppure dovevo smettere perchè la mia esperienza di conversione magari non dava niente a nessuno e non volevo dedicare tempo ed energie ad un progetto, "e se in realtà il mio compito fosse un altro??".
Per cui rieccomi con la mia richiesta, aggiungendo che non mi sarebbe importato il modo in cui avrei ricevuto una risposta, anche se sarebbe stato pesante o meno, avevo bisogno di capire.
Ora, voi magari vi metterete a ridere ma a me è servito... fattosta che uno o due giorni dopo, per non so quale motivo, non riuscivo più ad accedere a facebook, in poche parole non potevo recuperare l'account in alcun modo.
(Specifico che oltre alla pagina e gruppo a stampo cattolico, ho anche altre pagine...)
Il mio primo pensiero qual è stato?
"Non voglio perdere la pagina e il gruppo di "stile di vita di una folle donna cattolica!!"
Ebbene si, poco mi importava delle altre pagine, anche dell'account in sè, il mio unico pensiero era il perdere quella parte che mi permette di donare la mia testimonianza di fede, di conversione, di imperfetta cattolica.
Quella per me è stata la risposta alla mia richiesta di due giorni prima.
Ho capito cosa dovevo fare, ovvero evitare le altre pagine che gestivo e dedicarmi solo a quella della testimonianza.
In qualche modo che ancora non capisco, dopo due giorni, sono riuscita a tornare nell'account e ho ripreso a postare nella pagina.
Pochi giorni dopo, ho ripreso a postare anche nelle altre pagine.. come una che non ha capito nulla di ciò che gli è stato insegnato.
Si, avevo capito cosa dovevo fare, però una volta ottenuta una risposta è tornato tutto come prima, ma sono tornati anche i dubbi.
Colpa di Dio che non risponde? NO! Colpa mia che non voglio ascoltare, vedere, recepire!

Avrei altri esempi che, tornando indietro, mi fanno capire che Lui aveva risposto alle mie richieste ma non le ho viste perchè mi aspettavo cose diverse.
Lui risponde, lo fa sempre ma non nel modo in cui noi pensiamo perchè in realtà noi chiediamo e aspettiamo la risposta che vogliamo noi e ciò che non rientra nella nostra logica diventa trasparente.
Per cui bisogna stare attenti a ciò che si chiede perchè ci verrà dato, non come vorremmo noi, non con i nostri tempi ma arriverà.
L'unica cosa in nostro potere è quella di fidarsi e affidarsi; facile? assolutamente no!
E' tanto difficile, le cose cosi si complicano ma se non ci affidassimo, che fede sarebbe?
E' proprio qui che entra in gioco la fede, la voglia di fidarci di Lui, il momento di dire "ok, sia fatta non la mia, ma la tua volontà"

Ricordate... "chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto." (Lc 11)

Un abbraccio.

lunedì 20 gennaio 2020

La presunzione di conoscere gli altri, un peccato gettonato.



"Io sono il buon Pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me"

Dopo l'articolo sulla "Presunzione di essere indispensabili", ecco il sequel con "La presunzione di conoscere gli altri"....
Il titolo non promette bene ma spero che ciò che leggerete porterà a qualche riflessione utile soprattutto sulle conseguenze dell'idea di conoscere gli altri.

Questo articolo nasce da un messaggio ricevuto qualche giorno fa, una vecchia amicizia riemersa dopo 11 anni di silenzio, non per litigi o incomprensioni ma per motivi di salute di questa persona.
Risentirla è stato strano, primo perchè fa parte della mia vecchia vita, quella che anche voi oramai conoscete, poi perchè è spuntata in un periodo in cui di tartassamenti dal basso ne ho già molti, troppi, per cui questa è un altro pizzicotto.
(Vi evito la parte in cui ho spiegato la mia conversione, quello era un compito che era stato dato alla lectio di venerdi e ne ho approfittato).

Fattostà che una frase presente nel messaggio mi ha colpita, mi ha portato a riflettere e mi ha spinta a scrivere questo post sulla presunzione di conoscere gli altri.
Si, questa persona dopo 11 anni di silenzio, alla mia risposta in cui accennavo alla conversione mi ha scritto che a suo parere era solo una facciata perchè in realtà si ricorda come ero e mi conosce, sa che non avrei mai potuto fare un passo del genere se non solo esternamente, mentre internamente ero ancora parte del vecchio percorso.

Gli ho risposto due giorni dopo perchè ho dovuto meditare quella considerazione; quando riemergono certe cose, almeno per me, diventa inevitabile analizzarsi, anche mettersi in discussione e pensare "ok, dice cosi, ma cosa è successo in questi anni? cosa mi ha portata dove sono? sono realmente ancora legata all'antica religione? Sono veramente ancora come prima e non sono cambiata?".
Ad alcuni magari viene spontaneo non considerare certi messaggi, io non ci riesco, ho questo enorme difetto, ogni cosa diventa motivo per pensare e meditare e cosi ho fatto.
La risposta è stata inizialmente un messaggio, poi un vocale (lungo, se inizio a parlare ciaone a tutti) in cui ho provato a sintetizzare ciò che sono diventata e cosa mi ha portata qui specificando che "quella di prima" in gran parte  si è evoluta.
Dire che la vecchia me non esiste più è una bugia, sono sempre la stessa persona ma con consapevolezze diverse, idee diverse; la base difficilmente cambierà ma è proprio tutto il resto che anzichè sparire si è evoluto, modificato, migliorato (spero), consolidato, assimilato, compreso e quant'altro.
Un tempo dicevo che la persona che ero prima era morta, solo con il tempo ho capito che non era vero, per nessuno è cosi, ma ci si evolve e si cambia, far morire una parte negativa di se porta a non averla assimilata e compresa quindi nemmeno migliorata.

Non sono nemmeno come la persona di due mesi fa, figuriamoci quella di 11 anni fa!
Mi rendo conto che lavorando tanto su me stessa per migliorare (forse troppo... anche voler tendere alla perfezione -che oltretutto non esiste- è considerato peccato), aggiungendo l'affidamento a Gesù (cosa per me fondamentale) e avendo accanto persone splendide, non passa giorno in cui non abbia qualcosa da assimilare e migliorare e ciò mi rende in continua evoluzione (spero sempre in positivo).
Poi si, si fanno anche passi indietro ma siamo pur sempre esseri umani.

La "presunzione di conoscere gli altri", trovo sia un limite enorme perchè preclude la possibilità di vedere il cambiamento, di sperimentare ciò che può avvenire in un cammino di fede e di vita fatto con il cuore, limita le relazioni, ingabbia le persone, le etichetta.

Come posso non citare Sant'Agostino:
<<Tu solo, Signore, mi giudichi; infatti "Chi  conosce i segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui?" (1 Cor 2,11). Tuttavia c'è qualcosa nell'uomo che non è conosciuto neppure dallo spirito che è in lui. Tu però, Signore, conosci tutto di lui, perchè l'hai creato.>>

"Ah, lo conosco, vedrai che farà cosi...", oppure dopo anni o mesi in cui non ci si sente si pensa "ma si, lo conosco, so come faceva in queste occasioni..."
Si dice anche "conosco i miei polli.." ma vale per le furbate che vogliono fare i bambini per cui non conta.
Senza pensare che magari nel frattempo sono cambiate tante cose.
In questo modo impediamo agli altri la possibilità di farsi conoscere, togliamo loro la possibilità di una nuova opportunità perchè l'essere prevenuti prevale sull'essere misericordiosi.

Se ci pensate bene, solo noi possiamo sapere chi effettivamente ci conosce (un po, non totalmente) ma questo dipende soprattutto da quanto mostriamo di noi, nemmeno nostro marito può dire di conoscerci totalmente.
Riguardo quest'ultima cosa ci sarebbe una parentesi da aprire; utilizzare la convivenza come "prova" per conoscere meglio l'altro e capire come si sta insieme è una cavolata pazzesca (ed evito di utilizzare la frase reale come Fantozzi), perchè non basta una vita per conoscere a fondo chi abbiamo accanto. (chiusa parentesi).

Chi ci potrebbe conosce realmente fino in fondo?
Uno c'è.. ed è Dio!
Ebbene si, l'unico che ci conosce realmente è Dio, solo lui potrebbe permettersi di dirci "io so come sei" e ho la certezza che lo direbbe non in senso critico ma per farci notare qualcosa di buono e bello.
Riflettendoci, solitamente quando diciamo "lo/la conosco.." poche volte è per dire qualcosa di buono, spesso invece è per esternare un pensiero che possa andare a trovare un difetto o qualcosa di non positivo per quella persona; peggio ancora, per mettere in guardia altre persone in base ad una nostra passata esperienza con la persona di riferimento. (che brutta cosa!!!)
Se proprio vogliamo dire la nostra è possibile utilizzare una forma diversa come "Per come lo/la conosco io....".

Dio è l'unico che ci conosce veramente, che sa cosa abbiamo passato, sa come stiamo, ci comprende, ci accoglie e non ci giudica,
"Come mi conosci?". Gli rispose Gesù: "Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi". (Gv 1, 48)
Lui sà, vede, osserva, va oltre e ci ama per ciò e come siamo.

Buona settimana.

venerdì 13 dicembre 2019

La presunzione di essere indispensabili, come allontanarsi dal qui ed ora.




(perdonatemi per la lunghezza)
Ricordo che quando, da ragazzina, giocavo a "The Sims" (lo conoscete vero?), mi divertivo un sacco a far fare ai personaggi un sacco di cose, li facevo dormire lo stretto necessario perchè dovevano lavorare, lavorare, lavorare per fare carriera, creare una famiglia e non avevano tempo per amicizie o svaghi.
Sono cresciuta con l'idea che nella vita ogni persona deve cavarsela da sola, chi fa da sè fa per tre si dice, giusto?
"Fai da sola che è meglio, almeno non dai agli altri motivo di rinfacciare o parlare male...", "se stai bene, non dirlo a nessuno che poi ti augurano il male...", "non fidarti a raccontare certe cose..." Dovete immaginare tutte le frasi dette in bergamasco anche se non  è semplice, ma ho messo direttamente la traduzione per aiutarvi.
Per cui ecco ciò che mi è sempre stato detto, fai da sola e sei certa che nessuno avrà qualcosa da ridire, non sarai in debito con nessuno e vivrai tranquilla.
Peccato che nel pacchetto avessero omesso la parte in cui, nel fare tutto da sola e nell'essere disponibile, il tuo corpo dopo un po rischia di cedere perchè non riesce a stare dietro certi ritmi.

Ripensando un po a ciò che mi hanno insegnato, ora come ora mi viene da storcere il naso perchè facendo mente locale e riprendendo un discorso recente di mia madre, non funzionava proprio cosi quando ero piccola.
Niente aiuti, niente dipendenze da altri etc... però sono stata praticamente cresciuta dalla mia nonna materna.
Era lei che mi dava le pappe, dormivo con lei quando i primi mesi volevo fare baldoria di notte e i miei genitori dovevano dormire, era lei che stava con noi quando i miei genitori lavoravano (facendo i mercati era solo al mattino), per qualsiasi cosa mia nonna era quotidianamente presente.
Quei ragionamenti fanno acqua da tutte le parti per innumerevoli motivi, primo di tutti l'idea che si è circondati dal male, da persone di cui non ci si può fidare, da persone che aspettano solo di augurare il male agli altri... tu invece, sei certo che ciò non lo farai per cui puoi  fidarti e affidarti solo a te stesso; tu sei tutto, gli altri non sono niente.
Tranquilli, ci sono io, faccio tutto io, mi propongo io!! Cosa vuoi che succeda con una cosa in più da fare?
Poi perchè chi predicava di non farti aiutare quando in realtà ha vissuto la cosa opposta, ma sorvoliamo.

Togliersi dalla testa certi concetti e certi meccanismi è difficile, entri in un circolo vizioso di presunzione di essere indispensabile, peccato che non è proprio cosi perchè quella presunzione ci allontana dal qui ed ora che rende la vita qualcosa di splendido da vivere; non solo, ci allontana dagli altri, ci allontana da Dio.
Cosa ne consegue? Che perdiamo di vista il nostro obiettivo, il paradiso, quello si raggiunge non pensando al domani ma vivendo l'oggi a pieno.
Ci si carica di cose da fare, ci assale la stanchezza, si è stanchi di essere stanchi, ma alla fine cosa facciamo per cambiare? Nulla, niente di niente.

Proprio ieri ne parlavo con mio marito, che da tempo immemore mi dice di darmi una calmata, di mollare qualcosa, qualche impegno (che avrebbe potuto prendere qualcun'altro al posto mio ma che ovviamente secondo la mia logica, se non ci sono io allora non c'è nessuno), mi ha detto
"Non so se aspetti che ti capiti qualcosa o qualche problema di salute grave che ti porti effettivamente a doverti calmare per forza, dovresti fermarti prima; siamo sposati, dovremmo essere una squadra, se pretendi di fare sempre tutto da sola, staremo comunque insieme per sempre ma come? ognuno per conto suo perchè tu sei abituata a fare da sola e con i tuoi tempi e io mi sarò stancato di propormi".
(visto amore che ti ho ascoltato.!!!)
Tra la casa, l'essere moglie, i bambini tra impegni extrascolastici (equitazione, calcio, scout, chierichetti), scolastici, medici, la mole di lavoro che c'è dietro l'avere una figlia con DSA alla quale fai da tutor, oltre ad essere tutor per lavoro di un altro bambino con DSA, l'essere catechista (programmazione incontri, riunioni serali), rappresentate all'asilo (riunioni etc...), tiro con l'arco come sport (con annesse riunioni mensili, allenamenti), il gruppo settimanale della lectio divina, ogni lunedi adorazione eucaristica, la condivisone e testimonianza qui nel blog, sui social etc...
Beh, quando arrivi a dover mettere circa 7 promemoria sul telefono e bigliettini ovunque perchè non ricordi le cose da fare... ecco, forse è il caso di fermarsi e rivedere un po tutto questo per ridimensionare le giornate.
Nel momento in cui per fare tutto ciò trascuri l'essenziale, per cui non hai tempo di stare bene con i tuoi figli, che non vuol dire per forza giocare con loro ma semplicemente parlarci senza dire "aspetta, ho questo da fare poi parliamo" e alla fine li metti a letto e non vi siete detti una parola... oppure fare promesse che non puoi mantenere perchè non hai tempo e quella ti sembra una perdita di tempo... oppure ritrovarsi sul divano la sera e rendersi conto che tutto ciò che hai fatto non ti ha dato nulla perchè è stato un dovere dopo l'altro, oppure parlare a monosillabi con il marito perchè si è stanchi (entrambi, perchè anche lui oltre al lavoro è pure allenatore dei pulcini).. oppure trascuri il tuo rapporto con il Signore, quello che per te è sempre stato il mio motore per le giornate..ora è diventato il fanalino di coda... (pessima cosa).. ecco, forse è il caso di rivedere le cose e fare una scaletta delle priorità.

Che caspiterina di vita è questa?
Capiamoci, questa analisi la faccio spesso, solitamente a fine anno per il Te Deum ma  nel concreto non cambia nulla, anzi, continuo a dire che se non accettassi io certi compiti nessun'altro lo farebbe.
Morale della favola.. un gran casino!
Me lo dico da sola.. "ma sei seria?", si, ero seria... ero? esatto, lo ero, perchè ora non lo sono a riguardo, sono solo stanca, ma quella stanchezza (mentale) che ti fa dire "o mollo qualcosa o non so come andrà avanti" perchè ora non è solo mio marito a dirlo, ma anche il mio corpo mi fa capire che devo fare selezione, devo scremare perchè di segnali me ne sta mandando molti, i primi li ho ignorati nonostante fossero stati molto pesanti, ora ne sono arrivati altri e non voglio andare oltre.

"Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?  Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?  E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita?  E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano.  Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.  Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?  Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?  Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.  Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.  Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena." (Matteo 6, 25-34)

"Non ho alternative" era la mia frase migliore, quella che utilizzavo di più in risposta al mio carico quotidiano... ebbene, balle!
Di alternative ce ne sono, si trovano, magari non subito o schioccando le dita, ma "chiedete e vi sarà dato" diceva qualcuno che conosciamo bene... e l'alternativa si trova, si può trovare.
Non affannatevi dunque per il domani, perchè il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.
Quanta verità in questo versetto, ogni giorno porta con se le sue preoccupazioni, quindi perchè dovremmo iniziare a pensarci quando ancora non sappiamo cosa ci aspetta, quali intuizioni potremmo avere prima del domani?
Magari mi faccio mille paranoie per una cosa che dovrò fare domani, vado a dormire e il giorno dopo arriva la soluzione... lo dico perchè mi è capitato un sacco di volte.
Tante volte ho chiesto il dono dell'ubiquità perchè dovevo essere in due posti in orari vicini per cui con conseguente ritardo e corse, poi arriva una telefonata qualche ora prima perchè la dottoressa o altro non ci sono e va rimandato l'appuntamento.
Pensate sia fortuna? naaaaaa, è Lui...
Per cui.. non affannatevi, chiedete e vi sarà dato, non è e non deve essere tutto solo sulle vostre spalle.
Ps. sto per alleggerire qualcosa...sarà dure ma posso farcela.
un abbraccio.

giovedì 5 dicembre 2019

Divinazione; quando le carte incatenano il futuro.




Papa Francesco all'udienza (se non erro, di ieri), ha citato cartomanti e maghi, cosa non nuova dato che almeno una volta all'anno ricorda quanto loro siano lontani dalla fede.
Da persona che quando frequentava il paganesimo utilizzava varie arti divinatorie, ovviamente non potevo starmene in disparte e sorvolare, per cui ho pensato di dirvi come funzionano certe pratiche.
Prediligevo la lettura delle rune  (per anni ho tenuto corsi online per la lettura e l'interpretazione), simboli celtici con innumerevoli significati, ma non disdegnavo nemmeno tarocchi, pendolo e lettura della mano...la sfera invece era estremamente difficile da utilizzare per cui messa direttamente in un cassetto.
C'è da dire che le persone realmente capaci di utilizzare queste arti divinatorie sono veramente pochissime, leggere i tarocchi o le rune limitandosi alle istruzioni sono capaci tutti, le basi a chi chiede un consulto bastano e avanzano.
In realtà per saperlo fare bene, il lavoro è immenso, va studiato materiale tosto oltre il libricino di istruzioni (anzi, il libretto è praticamente inutile), ci vuole pratica continua, un certo metodo.. ma questo non basta perchè serve anche una connessione (non a internet) con le energie sottili, si deve creare un cerchio di protezione, ad ogni utilizzo i mazzi o le pietre delle rune vanno purificati altrimenti non si può passare alla lettura considerata contaminata dalle energie della lettura precedente.
Tutto questo potrebbe bastare per capire a cosa va incontro il richiedente e colui che invece fa la lettura.
Per molti sono solo delle semplici carte che una persona sa interpretare, in realtà sono delle carte che per essere interpretate smuovono ben altro.
Questo fa anche capire quanto una lettura a distanza o telefonica sia estremamente opinabile, anche perchè solitamente il mazzo va toccato dalla persona che richiede la lettura per un passaggio di energia alle carte, farlo a distanza chiedendo la data di nascita fa abbastanza sorridere.
Quando leggevo le rune, lo facevo solo di persona, ho sempre rifiutato le letture a distanza proprio perchè non ho mai creduto che si potessero fare in modo concreto... poi si certo, puoi farle, chiedi qualche informazione, mischi, metti sul tavolo e qualcosa ti inventi in base alla domanda.. se poi la persona anche se a distanza la conosci un po, puoi essere più precisa e il gioco è fatto.
Vogliamo parlare del costo?
Cifre assurde che non stanno ne in cielo ne in terra, cifre che con il tempo avranno delle conseguenze perchè una cosa che mi era stata insegnata ai tempi era che non andava chiesto denaro, al massimo si poteva accettare un'offerta oppure qualcosa in cambio ma mai chiedere soldi...
Su questo tema ci sono varie fazioni, il tutto dipende dal perchè uno lo fa e solitamente, guardando il costo, il motivo è il guadagno economico.
(l'unico mio guadagno economico a riguardo era solo per la vendita di rune che creavo a mano)

Vogliamo passare al centro di ciò che dice il Santo Padre, ovvero il ricorso ai tarocchi, maghi e indovini?
Bene, procediamo!
Partiamo dal fatto che tarocchi e derivati non sono la risposta divina ai problemi della vita, la lettura viene fatta rispondendo ad una domanda iniziale, la risposta però non è concreta...
Probabilmente sfugge il fatto che la divinazione è un prevedere il futuro in modo estremamente approssimativo e non definitivo perchè vige la regola (proprio nei tarocchi e nelle arti divinatorie) che qualsiasi cosa possa esserci nel futuro, non è definitiva ma modificabile ogni attimo in base alle scelte dell'individuo.
Credo che sia il caso di smetterla di credere che le carte svelano il futuro perchè (e cito testualmente le parole di una ragazza che pratica divinazione), "il nostro atteggiamento è la prima cosa che conta, qualunque decisione prendiamo può stravolgere una stesa fatta giorno prima."... (ps. la "stesa" è la lettura).
Ogni lettura fatta non dice cosa avverrà per certo nel futuro ma (ovviamente nei rari casi in cui venga fatta bene), può dare alcune informazioni di ciò che potrebbe accadere (potrebbe!!) per cui, nel concreto, una lettura a cosa può servire? Cosa porta le persone ad affidarsi a delle carte?
Nel momento in cui la lettura dice qualcosa di negativo, cosa si fa?
Le persone hanno bisogno di sapere, di conoscere cosa accadrà, di programmare per potersi preparare.. ma preparare a cosa?
Solitamente si vogliono sapere le cose negative, tradimenti, morte, malattie.... ma come è possibile affidarsi a delle carte per cose del genere?!
Ci sono persone che rischiano anche la depressione perchè convinte di ciò che emerge da una lettura, ed è una cosa inconcepibile.
Una malattia che magari non c'è porta a sviluppare qualcosa nella mente per l'atteggiamento della persona, la morte poi, chi la legge realmente nelle carte è un folle (la carta della morte ha mille significati in base alle altre carte presenti ma la morte vera e propria non viene mai letta).
Vogliamo parlare delle letture positive?
Quando una persona riceve buone notizie, il suo atteggiamento cambia e in questo modo si innesca una reazione a catena, chiedi se la tua storia d'amore ha un futuro e le carte dicono di si? L'atteggiamento del richiedente cambia, è più positivo, speranzoso, e anche l'atteggiamento verso il partner cambia in positivo per cui vedendo cambiamenti buoni lo collega alle carte quando in realtà è solo la persona che ha creato tutto.
Se al contrario la risposta è negativa, si crea astio, tensione e logicamente si può andare incontro a problemi/rotture e si ha pure il coraggio di dire "ah ecco vedi, le carte avevano ragione..".. eh no.. sei tu che hai cambiato le cose perchè ti sei fatto condizionare.
I tarocchi condizionano la vita di chi ne richiede la lettura perchè è il richiedente che da loro il potere di farlo, non perchè loro lo possono fare realmente o possono dire cosa accadrà.
«Se scegli Cristo non puoi ricorrere al mago: la fede è abbandono fiducioso nelle mani di un Dio affidabile che si fa conoscere non attraverso pratiche occulte ma per rivelazione e con amore gratuito». Papa Francesco
Dovremmo saperlo bene, scegliere Cristo significa fidarsi e affidarsi, significa non sapere cosa accadrà domani ma sapere che possiamo aspirare all'alto, sapere che se confidiamo in Lui la vita può cambiare realmente, sapere che ogni giorno vissuto a pieno nella fede ci avvicina sempre di più a Lui e alla vita eterna.... dovremmo sapere che la provvidenza è sempre alla nostra portata, dovremmo sapere che nella gioia e nella fatica (soprattutto nella fatica) Lui è accanto a noi per sorreggerci, per tenerci la mano, starci vicino, gioire con noi e asciugarci le lacrime...
Con tutto questo a nostra disposizione, non ci deve interessare cosa dicono dei mazzi di carte o dei simboli su delle pietre perchè non potranno mai darci le risposte che cerchiamo, non potranno mai farci stare meglio perchè ciò che accadrà dipende da noi in ogni attimo, anche Dio ci lascia liberi; mentre la divinazione ci incatena ad un futuro che noi pensiamo già scritto e che magari ci condanna a qualcosa che non ci piace, per poi magari voler sapere ancora e ancora e ancora diventando dipendenti  dalle letture e quella non è libertà, è come essere in prigione.
Se poi pensiamo a cosa smuovono le arti divinatorie dovremmo anche sapere da cosa e dove arrivano certe risposte, e vi svelo un segreto... di certo non arrivano da Dio...
Ho parlato principalmente di tarocchi e rune ma vale per ogni genere di previsione del futuro...
A presto..

lunedì 2 dicembre 2019

Cari San Nicola (alias Babbo Natale) e Gesù Bambino, vi scrivo....



Cari San Nicola (alias Babbo Natale) e Gesù Bambino,
cito entrambi cosi non si offende nessuno e raccatto consensi un po da tutte le fazioni possibili ed esistenti in questo periodo. (ok, dovrò migliorare il mio sarcasmo)
Ho deciso di scrivervi questa lettera perchè credo che anche gli adulti debbano esprimere le loro richieste, non solo i bambini.
Ho un bel po di cose da chiedervi ed è per questo che vi scrivo in largo anticipo, cosi avete tutto il tempo per organizzarvi nell'esaudire almeno alcune delle richieste.
Per prima cosa però vorrei ringraziarvi, da piccola avete reso migliori le mie giornate nel periodo natalizio, non so se effettivamente ci fosse il vostro zampino nel quieto vivere dei miei genitori, ma voglio credere sia cosi.
Sapete benissimo perchè amo il periodo natalizio, creare il presepe e l'albero era il momento in cui la mia famiglia era veramente unita, ci lavoravamo tutti insieme e quando andavo a dormire, ogni sera vedere quelle luci intermittenti colorate sul soffitto della camera da letto mi riempiva il cuore di gioia.
Vogliamo parlare della mattina di Natale?
Uscire dalla cameretta e controllare se nella capanna c'eri tu Gesù Bambino, mi faceva battere forte il cuore, perchè sapevo che una volta aperta la porta della cucina avrei trovato i regali lasciati da Babbo Natale, il tuo caro e fedele aiutante.
Poi sempre la solita routine che tanto amavo, colazione, messa e poi giornata a casa con nonna ( e giro dagli altri nonni), giochi e per pranzo un sacco di cose da mangiare ed immancabili gli antipasti carichi di gelatina che solitamente scartavo perchè era nauseante; poi panettone e il mitico elmo medievale con la scatola del pandoro (non ho mai capito come facesse mio padre a sollevarlo con quel trucchetto che lo rendeva paonazzo...).
Quanti ricordi, e stranamente tutti belli... per questo grazie, grazie grazie...

Ma ora veniamo a noi e alle richieste serie...
Per prima cosa vorrei che bandiste l'idea di addobbare prima di dicembre, per quanto ami il Natale, le tradizioni vanno rispettate, altrimenti che attesa è??
Ok, anche io smetterò di rompere le scatole ad agosto con post natalizi ma almeno in casa non addobbo prima del tempo.
La seconda richiesta riguarda proprio voi due... cosa ne dite di scrivere una missiva (I love medioevo) in cui spiegate che collaborate alla grande e che qui sulla terra non c'è bisogno di bisticciare per questo?
No perchè qui ogni tanto si creano casini per queste cose e vorrei lo evitassero perchè rischiano di buttare al vento questi 24 giorni discutendo di cose poco importanti.
Terza richiesta... è possibile evitare quantità allucinanti di regali limitandosi all'essenziale?
Lo sapete benissimo cosa intendo... non date retta a ciò che vi dicono i genitori, perchè i bambini si sa che chiedono chiedono chiedono, ma l'ultima parola sta al genitore, per cui dovreste magari dare una scossa, leggera si intende... quando stanno esagerando, perchè il Natale è ben altro.
Da piccola ero sommersa di regali da voi e da San Martino, lui poi zitto zitto me ne dava anche più di voi, però nessuno ha mai pensato che il vuoto che c'era dentro non poteva essere colmato dai regali e vedo lo stesso errore anche ora quando portate i regali per i miei figli ai miei genitori.
Non chiedo molto, una scossetta quando mettono mano al portafoglio...e una piccola illuminazione; chiedo troppo?
Quarta richiesta (questa è superficiale)...possiamo mettere un limite alle caramelle? Oppure ridurre il costo del dentista, lascio a voi la scelta perchè qui Giorgia ha qualche problemuccio di carie facili per cui mi fareste un favore... anche perchè con il fatto che mangiano una caramellina circa 4 volte a settimana solitamente le finiamo a ferragosto.
Quinto punto a cui tengo particolarmente...
All'inizio volevo chiedervi di abolire i pranzi/cene in cui vedi parenti di cui manco conosci il nome e a cui fai il sorriso di circostanza e inizia a parlare delle temperature e della mancata nevicata...
Oppure quelle in cui devi avere a che fare con persone che non sopporti e la cena entra in modalità ipocrisia dove nella sedia accanto alla tua c'è Satana che ti picchietta sulla spalla congratulandosi per il lavoro svolto, perchè si, a Natale si diventa tutti più buoni ma nel momento in cui si diventa falsi va tutto a quel paese; un conto è essere "più buoni", altro è essere "falsi" che Giuda levati....
Ecco, non voglio chiedervi di abolire questo, ma di cambiare il cuore delle persone; che si passi dal vedersi una volta all'anno (o se muore qualcuno) al sentirsi qualche volta in più...
Che si passi dal non sopportasi al prendersi una pausa saltando anche un Natale per poi chiarire e ricominciare, altrimenti è meglio uno scambio di messaggi di auguri (solitamente finti e con gattini o pinguini) su wathsapp.
Che si possa imparare a comprendere gli altri, (ok, questa è una sesta richiesta), ad andargli incontro, a parlare, a cercare di non giudicare, di capire che ogni sentimento negativo che si prova fa si che ci porti ad autodistruggerci (no, per favore, non esaudite "autodistruggersi" nel vero senso della parola altrimenti sono la prima a saltare per aria) e a distruggere i rapporti e gli altri...
Ecco, forse la richiesta più importante è proprio questa, che possiate aiutare le persone a cambiare il loro cuore perchè c'è tanto bisogno di cose belle, di amore e di rapporti sinceri, di fratellanza/sorellanza aldilà dei rapporti di sangue...
Se è una richiesta troppo difficile lo capisco, ma con piccoli passi quotidiani magari diventa un pochetto più facile, potreste dare qualche dritta, Gesù Bambino è il top in queste cose e lo so bene.
Aggiungo anche un'altra piccola richiesta, cambiate anche il mio di cuore,perchè ne ho tanto bisogno, veramente tanto e so che senza di te caro Gesù Bambino, (scusa Babbo ma tu esuli da questo discorso ora) non potrei fare nulla e non sarei nulla, fa che il mio cuore diventi una capanna, anzi, LA capanna per accoglierti il 25 dicembre, fa che mi renda conto che solo l'essenziale ci porta e ci tiene attaccati a te e alla vita vera.

P.S: Vi lascio anche una postilla per ricordarvi che nonostante i miei 34 anni, spero ancora possiate fare qualcosa per i mie genitori, sappiate che non demordo...

P.P.S: sapete che il rompi scatole di sotto ultimamente mi sta massacrando, ecco, mandate voi qualcuno a dargliele di Santa Ragione? So che Maria in questo ci sa fare....

Grazie per avermi letta e fatemi sapere se riuscite ad accogliere qualche richiesta...

                                                                                                               Un abbraccio
                                                                                                                      Cristina

lunedì 11 novembre 2019

Il giudizio universale quotidiano.



Questo articolo aveva un'origine diversa, volevo partire da altro, poi leggendo in questi giorni alcune cose che mi hanno colpita, e dopo un'affermazione ieri a catechismo, ho pensato fosse il caso di partire da li per sviluppare questo particolare argomento un po diverso dai soliti che tratto ma che mi sta particolarmente a cuore.

1 Non giudicate, per non essere giudicati; 2 perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. 3 Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? 4 O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? 5 Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.                                                                                                        (Matteo 7,1-5)

Qualche giorno fa ho visto la foto della fidanzata di Keanu Reeves, sapete, l'attore famoso che tutte amano perchè bello, gentile, educato; dicono sia diverso dai soliti attori, pare sia genuino e semplice.
Diverso ai soliti attori ma, il pubblico e i fan pretendono che in parte sia come i soliti attori che, superati i 50 anni, fanno bella mostra delle loro giovanissime fidanzate esteticamente perfette simil Barbie sia nell'aspetto (di plastica) che nella parlantina (mute).
Invece lui si presenta con Alexandra, "solo" di qualche anno più giovane (lui 55 lei 46), pare abbia pure talento sia come editrice che come illustratrice, nessun ritocchino, niente plastica nel suo corpo, capelli non tinti ma naturalmente grigi/bianchi, trucco leggero, un rossetto rosso che ne evidenzia il sorriso quasi imbarazzato ma reale e dolce.
(io la trovo stupenda!! ma è solo un mio giudizio.. ;) )

Pare che tutto questo ai fan non vada moto a genio, amano il Keanu diverso dagli altri ma, della serie "datti una calmatina"... questa scelta la reputano sbagliata, lei è troppo normale, troppo semplice, non  è abbastanza bella, non è abbastanza appariscente... cavolo, questa sta con un attore di Hollywood, ma siamo matti?
Si, questo è ciò che pensa il mondo, non sei abbastanza per stare con lui.... non hai abbastanza tette, non hai abbastanza plastica addosso, non sei abbastanza alla moda...  non sei abbastanza brava, non sei abbastanza e basta..
Quando il mondo fa credere che se non si rientra in determinati canoni non si è abbastanza, è l'inizio della fine... a me questo mondo spaventa, fa paura, ho paura per i miei figli.
Le persone vivono di giudizi, per qualsiasi cosa ci sarà un dettaglio che non va, perchè accettare le persone per ciò che sono evitando di lasciar prevalere l'invidia o la voglia di superiorità è diventato sport estremo.
Il giudizio universale quotidiano è ciò che viviamo anche sulla nostra pelle in modo sia diretto che indiretto, a tutti scappa un giudizio, e a tutti capita di essere giudicati, il più delle volte si incappa  nella seconda parte ed è lì il gran casino.
Perchè quando ti senti giudicata per ogni cosa, hai la sensazione di avere i riflettori puntati su di te, tutti pronti a puntare il dito, ad attendere un tuo passo falso e allora si che si incappa in un vero giudizio universale dove ti senti l'acqua alla gola e speri di trovare l'arca che passa di li e che ti porta in salvo, ti trascina fuori da quelle onde di giudizi che stanno per affogarti.

Ieri a catechismo abbiamo parlato del nostro prossimo, di ciò che facciamo per gli altri, dei comportamenti che abbiamo e un bambino ha detto "io mi comporto bene perchè cosi faccio buona impressione".
Mi ha colpita molto come frase perchè è tanto vera ma altrettanto triste e da li ho iniziato uno sproloquio che a voi risparmio ma posso dire che da ieri sto continuando a riflettere su quella frase.
Comportarsi in un certo modo "per fare buona impressione", tutti lo abbiamo fatto, io sono cresciuta con questo tarlo "non comportarti male altrimenti in giro dicono...", "comportati bene perchè non voglio fare brutta figura..", da quando sono piccola mi sento perennemente giudicata, in primis dai miei genitori, non ero mai abbastanza, mai un "brava", mai un complimento, oppure da altri vicini perchè prima non ero cattolica, ora lo sono troppo, prima perche rispondevo male, ora perchè sono troppo tranquilla... ditemi un po voi...
Ci si ritrova a mettere il giudizio degli altri al centro di molti ragionamenti, ma è un centro sbagliato.
Io mi devo comportare bene perchè è il mio essere, mi comporto bene perchè mi fa stare bene, mi comporto bene perchè è bello, mi comporto bene perchè so che è la cosa giusta da fare indipendentemente da ciò che gli altri possono dire.. perchè diciamolo, anche chi si comporta sempre bene è vittima di giudizio ed etichettato come "miss perfettina" e simili, non ci scappi.

Uno che conosco e forse conoscete anche voi (ironia), diceva "Prendi in mano la tua vita e fanne un capolavoro!", pare fosse Giovanni Paolo II ... ;)
Come puoi fare della tua vita un capolavoro se non riesci ad essere te stesso e hai paura dei giudizi?
Come puoi avere una vera relazione con Dio se non riesci a metterti in gioco perchè appena esterni un po di più.. TAC, giudizio!!
Come puoi avere delle relazioni umane sane se non mostri ciò che sei perchè altrimenti hai paura di non essere accettata?
Vogliamo  aggiungere la parte dei social? no dai...ve la risparmio ma concedetemi una cosa, una sola.. i social sono il rischio maggiore soprattutto per i ragazzi, andrebbero fatti corsi di sopravvivenza.

I grandi filosofi in risposta alla paura dei giudizi dicono.. "fregatene!!!" ma guardate che non è cosi semplice.
Certe volte il giudizio arriva proprio da chi ci sta vicino e allora cosa possiamo fare??
Parlare! Parlare! Parlare! Un po come il libro "Pregate, pregate, pregate"!
Parlate (NON sparlate), ascoltate (veramente), esternate e soprattutto pregate!
Perchè la preghiera ci estranea dal giudizio, ci libera, ci rende forti e tranquilli; che poi detto da me che per scrivere qualcosa mi faccio mille paranoie pare un po assurdo ma sorvolate per favore..
Esternate ciò che siete, non nascondetevi perchè credete di non essere abbastanza perchè voi per Dio siete abbastanza, siete meravigliosi cosi come siete, soprattutto non rovinate voi stessi con la rabbia e la paura perchè quella fa di tutto per mostrarvi diversi.
Essere aggressivi, decisi, diretti, schietti con rabbia non significa essere forti, non significa essere capaci di non ascoltare i giudizi; essere se stessi in ogni attimo significa essere realmente forti, non avere maschere in base all'interlocutore significa essere forti e la persona che può insegnarci tutto ciò è Gesù e il Vangelo.
Per cui prendete in mano la vostra vita (e la Bibbia) e fatene un capolavoro (alla faccia dei giudizi)!


„Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.“ 
                                                                                                             (Giovanni 15,18)

Un caro abbraccio.



venerdì 12 aprile 2019

Settimana Santa, una guida verso di Lui



Ci stiamo avvicinando alla Settimana Santa, giorni che amo e di cui ogni anno ho particolarmente bisogno.
Un bisogno un po particolare, dato che solitamente tutti amano il periodo natalizio (no beh.. anche io lo amo e lo vorrei tutto l'anno, però è diverso..), mentre nel mio caso ho imparato che la Settimana Santa è qualcosa di spiritualmente profondamente fondamentale.
Mi sono imbattuta in un'immagine della Diocesi di Lafayette in Indiana, dove spiegavano in modo piuttosto sintetico e schematico come vivere questa settimana importante per cui grazie all'aiuto di Beatriz per la traduzione dall'inglese all'italiano (io sono una schiappa spaventosa) ho pensato di proporvela aggiungendo sempre parte di me.

UNA GUIDA ALLA SETTIMANA SANTA 


Ci sono due simboli importanti per non ripetere sempre le stesse frasi, ovvero il simbolo della chiesa che si riferisce al "cosa vedrai in chiesa" in quel giorno, e il simbolo della lampadina che si riferisce a "come vivere la giornata".

COSA VEDRAI IN CHIESA

💡 COME VIVERE LA GIORNATA

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- DOMENICA DELLE PALME

➤👑 Le persone di Gerusalemme accolgono Gesù come Re mentre entra trionfante nella città

➤🌴 La folla scuote le palme e mette i mantelli a terra davanti a Lui.

➤(🐴) Gesù percorre la strada sul dorso di un asino per realizzare le profezie del Vecchio Testamento.


⛪ La liturgia comincia con la benedizione delle palme, una lettura in più sull'ingresso di Gesù in Gerusalemme ed una processione mentre la congregazione scuote le palme come la folla nella lettura.

💡 Prendi una palma, mettila a casa o in ufficio come testimonianza alla tua fede nella vittoria pasquale di Gesù. 
Mettiti nei panni delle persone che per prima accolsero Cristo come te, ma alcuni giorni dopo, chiesero la sua crocefissione.

(Noi facciamo la processione dall'oratorio alla Chiesa parrocchiale con i rametti... in realtà alcuni sembrano quasi delle piante.. di ulivo benedetto che poi vengono portati a casa, altri rami restano in chiesa a disposizione di chi li vuole prendere).

Durante i 3 giorni cronologici del TRIDUO PASQUALE si rivela per noi l’unita del mistero Pasquale di Cristo.

- GIOVEDI SANTO

➤🍷🍞 Gesù celebra L’ULTIMA CENA con i suoi discepoli

➤ Gesù istituisce l’Eucaristia e costituisce i discepoli come presbitero

➤💧 Mostrando grande umiltà, Gesù lava i piedi dei suoi discepoli

➤💗 Gesù da il mandatum, comanda di amarsi gli uni gli altri come lui li ha amati

➤Durante l’agonia nel Giardino, Gesù accetta la volontà di Dio, poi viene arrestato.

⛪ Alla fine della Messa si rimuove tutto dall'altare e le decorazioni vengono coperte. 
Anche il Tabernacolo viene svuotato e tutte le ostie consacrate vengono spostate a un altare di "Riposo" per imitare l’assenza e la perdita sentita dai discepoli durante l’agonia e morte di Gesù.
 Non si fa benedizione finale perché il giorno liturgico continua.

💡 Fai un pellegrinaggio per visitare 7 chiese. Passa un'ora in adorazione.

(In questo giorno viene fatta la lavanda dei piedi ai genitori dei bambini che riceveranno il sacramento della prima comunione - quest'anno tocca a mio marito ;) -.
Il pomeriggio ci sarà un lavoretto in oratorio poi una messa dedicata ai bambini).

- VENERDI SANTO

➤🐔 Mentre Gesù viene interrogato, Pietro lo rinnega 3 volte.

➤ Pilato lascia che Gesù venga flagellato e gli viene messa in testa una corona di spine.

➤ 🕇 Gesu porta la propria croce al Calvario dove poi viene crocifisso

➤ ☁ Con le parole ‘E' compiuto’, Gesù muore e discende il buio

➤ Gesù viene tolto dalla croce e messo in una tomba

⛪ Questo e l’unico giorno dell’anno dove non si celebra nessuna messa e nessun sacramento (solo se è un'emergenza).
Le candele vengono accese durante la liturgia solo quando l’Eucaristia è presente e durante la Venerazione della Croce.

💡 Digiuno e astinenza da carne. 
Pregare le Stazioni della Croce. 
Mantenere silenzio durante le ore in cui Gesù era sulla croce.
Partecipare ad una via Crucis.

(Il Venerdi Santo al mattino ci sarà la preghiera con i bambini, mentre la sera andiamo sempre alla via crucis con processione al paese dove siamo nati, siamo molto legati a questa tradizione perchè per quanto semplice è molto bella).

(Il Sabato Santo, al mattino preghiera sempre con i bambini mentre la sera ricordo che da piccola, era usanza che mio padre al suono delle campane della messa di Pasqua del sabato sera , riempisse un bicchiere con l'acqua del rubinetto facendo poi il giro della casa per benedirla perchè avendo "trovato Pasqua" - e non chiedetemi cosa  signifia perchè non lo sanno spiegare nemmeno loro - diceva che era acqua santa.
In alcuni paesi nel pomeriggio avviene la benedizione delle uova di cui vi parlerò la prossima settimana).

- DOMENICA DI PASQUA

➤🕆 Gesù risorge, conquista la morte ed apre il cammino alla vita nuova!

➤La tomba viene trovata vuota dalle sante donne e successivamente da Pietro e Giovanni

➤Gesù appare a gruppi di discepoli, vedono e credono

⛪ I catecumeni ricevono i sacramenti dell’iniziazione e l’intera congregazione rinnova le promesse battesimali. Cantiamo l' ‘Alleluia’ per la prima volta dall'inizio della Quaresima.
Il nuovo cero Pasquale viene portato in Chiesa e si accendono cosi le candele della congregazione

💡 Prendi parte ad un incontro di festa con la tua famiglia ed amici per onorare questo giorno come la festa più importante dell’anno.
Comincia benedicendo il tavolo e la tua casa con acqua santa presa dalla messa Pasquale.

Continua con le celebrazioni durante l’Ottava di Pasqua (per 8 giorni) e il periodo Pasquale per 50 giorni fino a Pentecoste.
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Direi che è uno schema sintetico ma utile, poi ci potete aggiungere anche le tradizioni che possono variare da paese a paese e sarebbe bello conoscerle e condividerle.

Ps: Qui di seguito trovate l'immagine originale (bellissima e fatta molto bene) da cui è stato tratto il post.

Buona Settimana Santa!