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mercoledì 4 febbraio 2026

Giornata mondiale contro il cancro: nelle mani di Dio, anche quando tutto crolla

 


Oggi è la giornata mondiale contro il cancro e questo pezzo nel blog non era programmato, non ricordavo nemmeno fosse oggi.
Quando non ci sei dentro, non ci pensi nemmeno a giornate come questa, a quanto possa essere utile la sensibilizzazione riguardo questo tema che per certi versi è ancora un tabù.
Sottovaluti molte cose, prima tra tutte, la prevenzione con l'idea che "succede agli altri" oppure "sono giovane, figurati se succede a me".
Poi, un giorno, accade a te e tutto cambia. La vita si stravolge, nell'arco di pochi minuti passi dal vivere come se fossi eterna, per passare al non vedere più un futuro.
Guardi i tuoi figli e non sai se potrai vederli crescere, guardi tuo marito e non sai se sarai al suo fianco nella vecchiaia.
Tutto cade a pezzi, talmente piccoli che rimetterli insieme diventa impossibile. Quella è la tua vecchia vita e sai che non potrai riaverla. Non sarai mai più come nei giorni prima di sapere che hai il cancro.
Quello che non sai è che, dopo il dolore iniziale, per quanto devastante, potrai iniziare una nuova vita, diversa, con cui dovrai imparare a dialogare; come un bambino che deve imparare a camminare o un adolescente che entra nel mondo. Ma non sarà la fine del mondo, non sarà la tua fine. Sarà il tuo inizio e potrai renderlo meraviglioso.
Ricordo i primi giorni dopo la diagnosi, i peggiori della mia vita. Diciamocelo, a 38 anni non penseresti mai di avere il cancro al seno, ma ce l'hai (spoiler, tra pochi giorni spegnerò 41 candeline). Quando lo scopri sembra che tutto intorno si fermi, che il tempo passi lentamente, che i progetti non si possano più fare. Non sai quanti compleanni potrai festeggiare, quanti Natali o estati, se vedrai ancora la neve... ti rendi conto di esserti attaccata addosso la data di scadenza come se fossi uno yogurt (breve). E' inevitabile.
Puoi scegliere due strade, o quella che ti porterà ad auto distruggerti oppure, se hai la grazia della fede, inizi a vedere tutto in una prospettiva diversa. Nel mio caso è stata la seconda.
Ripercorri quei momenti e inizi a notare la mano del Signore in ogni attimo. Dal momento in cui senti quella pallina "casualmente" (quando di solito quella tipologia di tumori si sentono tardi), al momento in cui ti dicono "anche se maligno, lo ha preso in tempo", alla grazia che ti circonda per l'affetto di tante persone e tante catene di preghiera che non credevi possibile.
Nessuno vorrebbe il cancro, ma se ce l'hai, piangere e disperarti non lo farà passare, anzi, renderà le diagnosi ancora più infauste.

Tre mesi dopo la diagnosi (novembre 2023) affronto l'operazione, le complicazioni con una seconda operazione il giorno successivo, poi tutto fila. L'assegnazione della terapia, alcuni intoppi perché il mio corpo non accetta l'idea di andare in menopausa. Cambiano strategia, controlli frequenti e forse la strada giusta.
Ad aprile (2025), un piccolo intervento per un polipo che dava problemi reclama un mio primo stop.
Poi ad agosto finalmente decidono di togliermi l'espansore per mettere la protesi. Nel frattempo avevo cambiato idea ma ho dato fiducia ai medici. Il mio corpo sapeva, io sapevo, dovevo ascoltarmi; ed ecco che meno di un mese dopo, a settembre, vengo operata d'urgenza per rigetto e protesi infetta. 50 giorni di antibiotico, infezione al drenaggio e dolori che toglievano il respiro.
Qualche pianto, tanta stanchezza ma tutto passa. Ho appena superato il secondo anno di terapia, non è facile, ma si va avanti con i mezzi che abbiamo. Prima delle terapie scrivo sempre sulla scatola il salmo 121, così da fare memoria di queste parole: "Il Signore ti proteggerà da ogni male, egli proteggerà la tua vita. Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri, da ora e per sempre."

In tutto questo, perennemente attaccata al rosario, alla mia amata Madonna del Rosario di Pompei con la novena dei 54 giorni. Mi ha accompagnata dal giorno in cui ho sentito quella pallina. Poi nella sala d'attesa in oncologia mentre aspettavo il verdetto, si è aggiunta la coroncina della divina misericordia.
Gli ultimi mesi sono stati molto pesanti, difficili, ma sempre carichi di speranza, di gratitudine e lode al Signore perché mi fido di lui.
Mi guardo indietro e vedo ogni mio passo preceduto dal Suo, ogni mia preghiera accompagnata da una risposta, ogni mia paura consolata.
Non so cosa mi aspetta nel futuro, so che non devo preoccuparmi, ogni giorno ha già la propria pena, che senso ha preoccuparsi di ciò che non possiamo sapere? Alimenterebbe solo l'angoscia.
Certo, i momenti di paura per il futuro ogni tanto tornano, ma non prende più il controllo della mia vita. 

"Confida nel Signore con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza; in tutti i tuoi passi pensa a lui ed egli appianerà i tuoi sentieri" Proverbi 3,5.

Arriva anche quel giorno in cui, guardandoti intorno, sai che non è entrato nella tua vita per caso. Vedi quanto ogni tuo gesto e ogni pensiero è stato purificato, rinnovato e ringrazi per quello per cui dovresti disperarti. 

Non per tutti però va in questo modo, c'è chi la fede non ce l'ha o si è allontanata dal Signore dopo la diagnosi perché non riesce a reggere il peso. Ti rendi conto di quanto l'assenza di Dio possa portare alcuni a nutrire sentimenti di rabbia, odio, invidia offuscando ciò che in realtà sono i momenti di grazia.
Oppure quanto bene possono fare agli altri, nella stessa condizione, non facendoli sentire soli, accogliendo il dolore e le fatiche dell'altro, mettendosi a disposizione.

In questa giornata dedicata al cancro, vi chiedo di pregare per gli ammalati, per chi ha già ricevuto una diagnosi, per chi l'avrà, per chi è terminale e per chi è in cura. 
Per quanto una persona possa sembrare in salute o sorridente e serena, non possiamo sapere quanta fatica stia facendo per portare un peso così grande.
E se voi ci siete passate, non paragonate mai la vostra esperienza a quella altrui, soprattutto pensando che la vostra fosse più dura... fate un passo indietro e mettetevi in ascolto, stendete una mano e con l'altra tenete il rosario.

Un abbraccio
Cristina

mercoledì 31 dicembre 2025

Te deum laudamus: per l'infinito e oltre...


E' tradizione, da alcuni anni, scrivere il Te Deum per fare un piccolo bilancio di ciò che è stato l'anno che si sta per concludere. Quello degli ultimi due anni è stato molto particolare poiché, ciò per cui volevo ringraziare, è aumentato in modo esponenziale e non pensavo sarebbe stato possibile dopo una diagnosi di tumore. Ecco una delle meraviglie del Signore.
Il Te Deum per questo anno, per certi versi è più facile, alla luce della visita oncologica annuale fatta stamattina e che mette per iscritto che sta procedendo tutto abbastanza bene. Se però riguardo i mesi precedenti, questo è stato un anno complesso, tutt'altro che semplice e ricco di colpi di scena di cui avrei fatto volentieri a meno.
Dal piccolo intervento ad aprile ai due interventi ad agosto e settembre tutt'altro che semplici e di cui ho ancora le conseguenze (quelle fisiche non si potranno cancellare). Ma non voglio perdere troppo tempo in lunghi discorsi, preferisco passare direttamente al Te deum in modalità elenco...

Te deum laudamus per avermi permesso di vivere questo anno che volge al termine, siamo tutti terminali e troppo spesso ce lo dimentichiamo
Te deum laudamus per ogni piccolo attimo di consapevolezza di ciò che è il mio cammino di fede, non sempre va tutto bene, ci sono momenti di scoraggiamento ma sono passeggeri
Te deum laudamus per i momenti di crisi, di dubbi sul mio operato, per aver permesso che mettessi in dubbio tutto ciò che riguarda il mio apostolato per poi sentire forte la tua chiamata
Te deum laudamus per il mio corpo che cerca di farmi capre quando è il momento di fermarmi, soprattutto quando non lo voglio ascoltare
Te deum laudamus per la mia famiglia, i miei figli e mio marito mi permettono di scoprire la vera felicità e la vera gioia nella semplicità, ma allo stesso tempo di allenare la pazienza e tutte le abilità nascoste passando mamma a mille altre denominazioni in base all'occorrenza
Te deum laudamus per gli intoppi legati alla salute perché mi hanno permesso di ridimensionarmi e di rimettere Te al centro, senza il quale tutto sarebbe vuoto
Te deum laudamus per avermi donato Bea, perché ora la mia migliore amica è con te e so che insieme siete una bomba, anche se l'avrei volita con me ancora per tanto tempo
Te deum laudamus per avermi fatto superare i due interventi, per avermi permesso di capire che le cose importanti sono altre e che i miei tempi non sono i tuoi e tu sai meglio di me cosa fare
Te deum laudamus anche per il tumore, perché senza quello avrei sprecato gli ultimi due anni, non li avrei vissuti pienamente e sarei rimasta nella mediocrità, non avrei iniziato a fare qualche viaggio e sarei rimasta chiusa in me stessa accontentandomi senza pensare al meglio che hai pensato per me
Te deum laudamus per la paura che il tumore torni perché mi permette di stare "sul pezzo" senza perdere di vista l'obiettivo, senza perdere di vista l'eterno 
Te deum laudamus per la consolazione, perché solo tu puoi togliere quella paura e la trasformi in qualcosa di sano
Te deum laudamus per le persone che metti sulla mia strada, sia per quelle che mi fanno del male, sia per quelle che arrivano per restare e fare un pezzo di strada con me
Te deum laudamus per il controllo di stamattina, perché è andato bene e perché l'oncologa ha aggiunto degli esami (che mi fanno stare più tranquilla), sono consapevole che tutto può cambiare in un attimo ma prendo il buono e lo tengo stretto
Te deum laudamus per ogni giorno vissuto, per la vita e la grazia di poterci essere prima di tutto per i miei figli e mio marito ma anche per tutti coloro che ne hanno bisogno
Te deum laudamus per tutte le persone con cui ho a che fare grazie all'apostolato
Te deum laudamus per avere la pazienza di non mollarmi, per essere sempre con me facendo sentire la tua costante presenza
Te deum laudamus per l'infinito e oltre...

Sono solo alcune delle cose per cui ringrazio, non c'è tutto, alcune cose sono scritte solo nel mio diario di preghiera. Ci sarebbe tanto da dire per ogni punto ma non vorrei annoiare nessuno, le tengo per me.
Non aggiungo miei propositi, per quelli vi lascio il te deum con 10+3 propositi scritto nel 2023, QUI. Ma condivido anche qui i propositi per la vita di Santa Teresa de Los Andes

"Propositi per tutta la mia vita:
- Non abbandonerò mai la meditazione, la Comunione e la Messa.
- Farò l'esame di coscienza e reciterò le mie preghiere del mattino e della sera, in ginocchio.
- Farò la lettura spirituale e conserverò nella mia anima un raccoglimento che mi mantenga unita a Gesù e separata completamente dal mondo.
- Avrò carattere. Non mi lascerò portare dal sentimento e dal cuore, ma dalla ragione e dalla coscienza.
- Compirò con gioia la volontà di Dio, tanto nel dolore come nella gioia, senza mai far trapelare sul mio viso quello che passa nel mio cuore.
- Non agirò mai spinta dal condizionamento degli altri, tanto nel mio agire quanto nel mio parlare"
(Diario, §43)

Buon anno nuovo, buon nuovo inizio, buona nuova vita, perché anche senza rendercene conto, la fine di un anno e l'inizio di uno nuovo, porta sempre a dei cambiamenti più o meno volontari. Non dimenticate mai il fatto che potete cambiare, anche l'abitudine peggiore può essere modificata ma solo e soltanto se vi affidate al Signore.
A presto
Cristina

giovedì 18 dicembre 2025

Longevità e benessere: quando la cura diventa ossessione e ci "giochiamo" l'anima.


«Non possiamo cadere nell’illusione di un progresso che segue l’immortalità biologica, dimenticando che la vera pienezza si trova non nella quantità degli anni, ma nella qualità delle relazioni, nell’amore donato e ricevuto, nel senso profondo di essere parte di una comunità». (Parolin)

La società contemporanea, anno dopo anno mostra un interesse sempre più importante verso uno stile di vita sano, attenzione all'alimentazione, al benessere fisico e psicofisico. Prendersi cura di sé, del proprio corpo e della propria salute è un gesto d'amore verso ciò che Dio ci ha donato e può diventare un insegnamento per le generazioni future.
Sarebbe tutto splendido se non fosse che, questa corsa al benessere e alla longevità si sia trasformata in un'ossessione e il centro delle vita di molti, soprattutto influencer, seguiti dai più giovani.
Potreste chiedermi: "Cosa c'è di male se per molti il benessere è così importante? Il corpo va curato, è il tempio di Dio".
Sono d'accordo con voi.
Aggiungo però che molte attività legate al benessere, riguardano pratiche tutt'altro che salutari per la nostra anima. Solitamente comprendono l'esaltazione del proprio ego oppure pratiche come il reiki, lo yoga, meditazione, massaggio metamorfico e tutto ciò che è legato al mondo esoterico, new age e neopagano, diventato parte integrante del quotidiano di molti.
Vale la pena compromettere l'anima per provare ad avere del benessere (momentaneo)?

Iniziamo con qualcosa di meno esoterico ma altrettanto rischioso, l'ossessione verso tutto ciò che potrebbe permettere ad una persona di aspirare alla perfezione estetica e della salute.

Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. (Mt 6,31-32)

Girovagando per il web, avete mai visto reel o brevi video di persone che mostrano la loro morning routine fatta di una serie di gesti, a volte strani, per mantenersi belle e perfette? Se non vi è mai capitato è molto strano poiché ne è piena la rete. Questi video girati da ragazze, di solito molto giovani, mostrano ogni loro gesto mentre si preparano per affrontare la giornata. Non svolgono una semplice beauty routine con qualche classica crema (vi avevo accennato alla Soulcare routine anni fa qui), ma una serie di passaggi ben precisi e con il solo scopo di ottenere una perfezione quasi ossessiva.
Ora vi racconto un esempio per farvi capire meglio (trovate anche due screenshot).

Appare una ragazza giovanissima con cuffietta di seta, strani adesivi in viso e una fascia molto stretta sotto il mento. Si siede davanti alla videocamera, inizia scrocchiando le dita una ad una poi il collo. Toglie la fascia elastica che le copre il mento e si chiude dietro la testa. A quanto pare, questa fascia viene appositamente progettata per stringere e sollevare la pelle e rimodellare un viso sottile e giovane.
Successivamente toglie la machera viso tenuta in posa tutta la notte e un adesivo per tenere la bocca chiusa; ho scoperto che favorisce il sonno. All'interno c'era altro, ma non sono riuscita a trovare cosa fosse.
Si alza dalla sedia e toglie un cerotto che le copre l'ombelico. Coprire l'ombelico con un cerotto ha molteplici funzioni (particolarmente opinabili) dalla tradizione e scaramanzia, a supportare presunte pratiche di benessere e dimagrimento (la cui efficacia è scientificamente discutibile).
Prosegue con la detersione del viso e creme varie, utilizzando circa 8 passaggi (non era la beauty routine coreana), poi fase trucco, parrucco altre creme, infine si veste.
Tra un passaggio e l'altro qualche beverone per preparare il corpo alla colazione non può mancare. Ecco che conclusi i vari passaggi c'è una fase dedicata al workout, allo yoga o meditazione per poi iniziare la giornata. A fine giornata il rituale è molto simile ma al contrario.
In aggiunta possono esserci fasce addominali, per la postura e molto altro..



Sapevate che esistono cerotti per qualsiasi cosa? Da quelli bioenergetici effetto lifting a quelli per la longevità e il benessere fisico...
Che poi diciamocelo, basterebbe semplicemente attenersi al ritmo circadiano per avere un notevole benessere senza troppe regole da seguire. Al mattino bersi un caffè alla luce del sole, fare una passeggiata, pregare il rosario camminando, sedersi sul balcone o in giardino leggendo la Bibbia o per bible journaling o scrivendo nel diario di preghiera...

Pregare è alla base del benessere, fa bene, portando benefici psicologici, emotivi e persino fisici, come la riduzione dello stress, il miglioramento dell'umore, l'attivazione di aree cerebrali legate al benessere e effetti positivi su pressione e ritmo cardiaco, grazie alla capacità di indurre calma, speranza e un senso di connessione. Certo, non sostituisce le cure mediche, ma può sostituire la corsa e l'ossessione verso la longevità.

E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? (Mt 6,27)

Avere rispetto per il nostro corpo e la nostra mente è un dovere che abbiamo nei confronti del dono che Dio ci ha fatto. Curare l'aspetto esteriore, la salute e la nostra mente ci permette di poterci mettere al servizio del Signore in modo attivo e concreto e di prenderci cura anche della nostra anima (e magari di quella degli altri). Essere trasandati e sciatti non permette di poter mostrare pienamente la gioia e la luce di Cristo. Rischia di oscurare tutto anche in noi stessi.

Tutti vorremmo vivere bene e a lungo, è innegabile, ma quando la salute viene a mancare?
Se il benessere è un desiderio sano, allora si potrà trovare una nuova routine anche nella nuova condizione, si trasformerà la quotidianità secondo ciò che è giusto per se stessi. Si fa ciò che è possibile per curarsi e migliorare ma non sempre dipende tutto da noi. Per questo dobbiamo lasciarci guidare. Chiede al Signore di aiutarci a capire, a trovare ciò che può essere utile nella nostra vita.
Se il benessere è un'ossessione, allora tutto crollerà portando la persona ad una ricerca spasmodica e ancora più mirata per ritrovare la salute a qualsiasi costo. Anche a costo della propria anima.
Passerà così da una pratica esoterica all'altra, da un santone ad un altro senza chiedere aiuto al Signore ma con l'unico obiettivo di stare bene senza accettare ciò che è la nuova vita.

La cattolica americana Jessica (morta di tumore al seno nel 2024) mi ha insegnato una lezione che condivido spesso, "Siamo tutti terminali". Che tu sia malato fisicamente, oppure apparentemente sano, nessuno di noi è immortale e tutti passeremo dall'altra parte e non sappiamo quando. Il punto è, come vogliamo arrivarci? Preparati indipendentemente dalla nostra condizione di salute, oppure presi alla sprovvista perché troppo indaffarati nel voler vivere perfettamente qui sulla terra?

Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. 
(Lc 12,35-40)

Ciò non significa vivere con l'ansia e l'angoscia di morire da un giorno all'altro, ma vivere consapevoli che, indipendentemente dalla propria condizione, lo spirito sarà sempre parte fondamentale di noi, l'anima sarà longeva e il benessere sarà parte integrante della nostra vita in forme diverse (anche se non fisiche).

Da quando sono entrata nel mondo oncologico nel 2023, mi sono resa conto di quanto la salute fisica possa impattare sullo spirito e sulla spiritualità delle persone. Nel momento in cui uno si ritrova in questa condizione, pur di stare bene e allungare la propria vita può arrivare a provare qualsiasi cosa, anche andando oltre la propria morale e la propria fede. L'anima viene messa in secondo piano pensando che ci sarà tempo per recuperarla, ma non è così.
Alcuni arrivano ad un certo punto in cui la giornata è scandita da piccoli rituali (anche esoterici), gocce di dubbia provenienza, pillole extra, intrugli, pietre caricate con determinati scopi, meditazioni mirate, legge d'attrazione (perché secondo alcuni il tumore è causato dai pensieri, quindi ti auto colpevolizzi, ma questo è un altro discorso), reiki... mentre la preghiera e l'affidamento al Signore vengono chiusi in un cassetto fino al momento in cui sarà troppo tardi.

Nel momento della malattia, quando il cuore è pesante come un macigno e tutto sembra velato da un'ombra scura con una falce tra le mani, il Signore è l'unico rifugio e unica salvezza. E' colui che ti prende per mano e non te la molla nemmeno un secondo. E' colui che ti accompagna in ogni passo, ogni visita, ogni controllo ed esame. E' lì con te quando sei in sala d'attesa e quando ti siedi tra i banchi della chiesa in totale silenzio e non sai cosa dire. E' con te quando preghi, reciti il Rosario, sei in adorazione o reciti una novena oppure semplicemente scrivi qualcosa sul tuo diario. 
Puoi desiderare e chiedere al Signore di vivere, di poterlo fare anche a lungo, ma non puoi pensare di farlo senza di Lui. Solo con Lui puoi pensare di avere una vita piena, di stare bene nonostante la sofferenza e la malattia.
Solo allora ti renderai conto che la longevità non è un numero "desiderato" ma una condizione mentale e spirituale che va oltre la vita terrena e tiene conto della vita eterna..

Buin cammino
Cristina

mercoledì 6 agosto 2025

Atto di rinuncia di Padre Pio e Padre Amorth; per rinunciare al maligno.

 


Tempo fa nel profilo instagram e in alcuni video ho accennato all'atto di rinuncia fatto tempo fa, oramai credo sia trascorso più di un anno. Scoprii questa pratica parlando con alcune amiche.
L'atto di rinuncia è una preghiera di (auto)liberazione che, attraverso un elenco, permette alla persona di rinunciare ufficialmente a tutto ciò che ha fatto di sbagliato nel passato. Non è un esorcismo ufficiale (quello è riservato ai sacerdoti autorizzati), ma una preghiera di autoliberazione e protezione spirituale, rivolta a Dio, con la quale il fedele rinuncia al male e si affida completamente a Gesù e a Maria.

Per esperienza personale posso dirvi che è estremamente efficace se detta con fede e fiducia in Dio. 
La mia conversione ha avuto inizio molto tempo fa, con periodi di dubbi e tentazioni, con un forte combattimento legato al mio passato nella wicca. Quando frequenti per molto tempo certi ambienti e determinate pratiche, ci sono rumori, profumi e sensazioni che ti tormentano anche quando pensi di esserne uscita totalmente. E' solo un'illusione e arrivi a pensare che sia normale quando in realtà non è così. Non può essere normale quando il solo cinguettio degli uccellini ti manda il tilt perché rievoca le sensazioni dei rituali di primavera. Così come non può essere normale che il solo accendere una candela rievochi immagini dei rituali fatti.
Si pensa che tutto ciò sia una sorta di punizione per ciò che è stato fatto in passato e che sia giusto così. Posso dirvi che non è giusto e che ciò va combattuto ed è solo uno stratagemma del maligno per non farci sentire liberi.

Con assoluta certezza vi dico che potete essere liberi ma per esserlo realmente va fatto un passo importante e, certe volte, doloroso; ripensare a tutto ciò che abbiamo fatto non conforme alla nostra fede in Cristo e rinunciarvi in modo consapevole.
Potrebbe essere più complesso del previsto perché il maligno si metterà in mezzo, ci farà pensare che è tutto inutile, che non ne vale la pena, ci bloccherà mentre lo stiamo recitando, non ci permetterà di finirlo ma dobbiamo essere più forti di tutto questo.
Quando pensai di farlo, rimandai per settimane, poi presi coraggio, trovai l'atto di rinuncia, lo sistemai aggiungendo cose che avevo fatto e che non erano segnate, approfittai del primo venerdì del mese con l'adorazione e, con i miei fogli stampati mi misi in un angolo e iniziai. Non fu facile, ma lo portai a termine anche se, da subito mi ritrovai con nausea e mal di testa.

Qui di seguito vi lascio l'atto di rinuncia che ho utilizzato, inoltre vi lascio anche il link per scaricare il pdf da stampare. Vi ricordo che dovete sistemarlo in base alla vostra storia per cui se manca qualcosa dovete aggiungerlo.

ATTO DI RINUNCIA

Nel Nome di Gesù Cristo rinuncio a satana e ad ogni legame occulto, alla sua “opera sul mio spirito, alla sua opera sul mio corpo, e alla sua opera sulla mia mente, e a tutti i legami con ogni suo seguace. Io rifiuto il male che ci si è infiltrato nella mia vita, perché mi sono allontanato da Gesù, perché ho abbandonato i sacramenti, perché ho trascurato la preghiera, perché mi sono dedicato solo a tutto ciò che passa. Rifiuto il male che ho accettato e che ho compiuto per ignoranza e leggerezza, per rabbia o per incoscienza, per paura di essere criticato, per delusione o per cattivi esempi, o per autolesionismo distruttivo infusomi. Prendo coscienza e ritratto qualunque male che ho compiuto o che ho procurato ai miei genitori, alla mia famiglia, ai miei amici, ai miei superiori, alla società tutta. In modo particolare rifiuto le azioni spiritualmente inquinanti: le parolacce, le bestemmie, le promesse ed i giuramenti falsi, l’usura, le ingiustizie, i favoritismi, le sedute spiritiche, tutte le pratiche occulte e quelle di cui mi sono state imposte al di fuori della mia volontà. O Cristo Gesù, Mio Re e Redentore, per la Potenza della Tua Santa Croce ed in virtù del Tuo Preziosissimo Sangue, Salvami. “In Nome di Gesù Cristo, rinuncio allo ‘spirito negativo’ di: Avarizia – Risentimento – Rancore – Odio – Maledizione – Invidia – Gelosia – Orgoglio – Menzogna – Divisione – Paura – Superbia – Vendetta – Violenza – Potere – Vanagloria – Impudicizia – Lussuria – Adulterio – False religioni e spiritualità – Inganno religioso – Ateismo – Massoneria – Anticristo – Asmodeo – ogni pratica New Age – Reiki – Astrologia – Negromanzia – Cartomanzia – Divinazione – Medianità – Occultismo – Spiritismo – Stregoneria – Magia – Gola – Fumo – Alcolismo – Droga – Scoramento – Turpiloquio – Agitazione – Ira – Ozio – Accidia – Confusione – Angoscia – Alienazione – Depressione – Disperazione – Tentato suicidio. Ed ora per il Sacramento del Battesimo, che mi ha reso figlio di Dio, della Cresima che mi ha confermato nella Sua Grazia, della Confessione che mi ha perdonato da ogni peccato, dell’Eucaristia che mi ha fatto partecipe del Corpo di Gesù; ora nel Nome di Gesù, Nostro Signore, innanzi al Quale ogni ginocchio si piega nei Cieli, sulla terra e sotto terra, per l’autorità che ha dato a coloro che credono, per intercessione della Santissima Vergine Maria, l’Immacolata Concezione, degli Angeli, degli Arcangeli, S. Michele, S. Raffaele, S. Gabriele, di San Giuseppe, dei Santi tutti, chiedo di spezzare ogni legame con qualsiasi persona, setta, o ideologia che mi ha allontanato da Gesù, Mio Dio e Mio Signore, perché, se ancora permane in me e nella mia famiglia qualche legame iniquo che mi assoggetta a satana, ora sia vanificato e reso impotente per il Nome Santo di Gesù, per le Sue Santissime Piaghe, per il Suo Preziosissimo Sangue e la Sua morte in Croce, che ci ha liberati da ogni schiavitù con il peccato. Sia legato alla Tua Croce, o Gesù, ogni potere degli spiriti maligni che mi tormentano. Il vostro tempo è terminato, ora voi, ‘forze del male’, ‘spiriti immondi’, non potete più insidiarci perché Gesù Cristo, mio Potente Signore, vi ricaccia nell’inferno, da dove non potete più ritornare ed avere nessuna altra influenza su di me per disturbarmi. Così sia. Amen, Amen, Amen! ALLELUIA – ALLELUIA – ALLELUIA!”

RINNOVO DELLE PROMESSE BATTESIMALI E CRISMALI

Mio Signore e mio Dio, ti rinnovo le promesse del mio battesimo e della mia cresima, con le quali un ho rinunciato a satana e alle sue opere e mi sono impegnato a servire fedelmente Dio, nella santa Chiesa cattolica.

Rinuncio al peccato, per vivere nella libertà dei figli di Dio.

Rinuncio alle seduzioni del male, per non lasciarmi dominare dal peccato.

Rinuncio a satana, origine e causa di ogni peccato.

Credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra.

Credo in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre.

Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna.

Credo che solo in Gesù Cristo posso trovare la salvezza dai mali che mi affliggono e che solo a Lui devo affidarmi.

Dio Onnipotente, Padre del Signore Gesù Cristo, che mi ha liberato dal peccato e mi ha fatto rinascere dall’Acqua e dallo Spirito Santo, mi custodisca con la sua grazia in Cristo Gesù, mio Signore, per la vita eterna. Amen.

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria.


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Buona preghiera e buona nuova vita da persone libere in Cristo.

domenica 13 aprile 2025

Settimana Santa: verso la Risurrezione.




Ho pensato di condividere anche qui i consigli pratici e spirituali per vivere la Settimana Santa giorno per giorno pubblicati nel profilo instagram.

La Settimana Santa è il cuore dell’anno liturgico.
È il momento in cui Gesù ci prende per mano e ci conduce dal buio alla luce, dalla morte alla vita.
Non è solo da guardare, è da vivere. Ogni giorno è un’occasione per seguirlo più da vicino, con piccoli gesti concreti. Partendo dall'idea che non serve essere perfetti, serve esserci. Con cuore sincero, anche stanco. Anche pieno di cose.
Ora vedremo giorno per giorno alcune piccole proposte, troverete anche dei link a materiale audio e video che potrebbero esservi utili. Durante la settimana inoltre troverete qualche altro aiuto nel profilo instagram.

DOMENICA DELLE PALME: Entra con Gesù

“Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!” (Mc 11,9)

Spunto: Porta a Messa un ramo d’ulivo come gesto consapevole: accogli Gesù nella tua vita così com’è. Oggi lo accolgo con le palme, domani lo seguo con la croce?

Azione concreta: Scrivi su un foglietto ciò che oggi vorresti “stendere” davanti a Gesù, come la folla stendeva mantelli e rami: paure, desideri, fatiche, scelte.

Simbolo: Il ramo → segno di festa, ma anche di fedeltà.


LUNEDI' SANTO: inizia in silenzio

“Maria unse i piedi di Gesù con olio profumato” (Gv 12,1-11)

Spunto: Fai un gesto silenzioso d’amore per qualcuno oggi, senza dirlo a nessuno.

Simbolo: Olio profumato → rendi profumata la tua giornata con una parola dolce. Se preferisci puoi anche profumare gli ambienti di casa.


MARTEDI' SANTO: riconosci il tradimento

“Uno di voi mi tradirà” (Gv 13,21)

Spunto: Esamina il cuore: quali atteggiamenti ti allontanano da Gesù? Scrivi una preghiera personale di pentimento.

Simbolo: Un cuore spezzato → ma che vuole guarire.


MERCOLEDI' SANTO: sii fedele nelle piccole cose

Giuda cerca un’occasione per tradire

Spunto: Fai bene oggi una piccola cosa che di solito trascuri (es. una faccenda, una telefonata, un dovere scomodo).

Simbolo: Una moneta → scegli di “non vendere” il tuo tempo a ciò che non vale.

Qui trovate un audio utile per meditare questa giornata: PODCAST


GIOVEDI' SANTO: celebra il dono

“Fate questo in memoria di me” (Lc 22,19)

Spunto: Partecipa alla Messa in Coena Domini e/o dedica tempo alla gratitudine: ringrazia Gesù per l’Eucaristia. Spezza del pane con la tua famiglia o con chi è solo. Prepara la cena ebraica. (la trovi a fine articolo)

Simbolo: Il pane → dono spezzato per amore.

Qui trovate un audio per meditare questa giornata: PODCAST


VENERDI' SANTO: rimani sotto la croce

“Stavano presso la croce di Gesù sua madre...” (Gv 19,25)

Spunto: Vivi un momento di silenzio, digiuno, preghiera davanti alla croce. Se puoi, fai la Via Crucis o un gesto di perdono. (trovi una via crucis nel canale YouTube)

Simbolo: Una croce spoglia → portala con amore.

Qui trovate un audio per meditare questa giornata; PODCAST

SABATO SANTO: abita il silenzio

Il giorno del silenzio, del sepolcro, dell’attesa.

Spunto: Sospendi social/media per qualche ora. Crea silenzio esteriore per ascoltare Dio nel cuore.

Simbolo: Una pietra → segno di chiusura... e promessa di apertura.


SANTA PASQUA: rinasci in Lui

“È risorto, non è qui!” (Mc 16,6)

Spunto: Festeggia con il cuore pieno di gioia! Ringrazia per ciò che è rinato in te. Condividi un augurio sincero con qualcuno che non se lo aspetta.

Simbolo: Luce accesa → Cristo è la nostra Luce!


CENA EBRAICA:

- azzimi: pane non lievitato, farina e acqua simbolo della debolezza, della miseria, dell’ impotenza a ricordo della situazione di schiavitù in Egitto.
- agnello arrostito: in ricordo del sacrificio pasquale, che non ha più luogo, perché portato a compimento da Gesù;
- uovo: in ricordo dell’offerta che aveva luogo ad ogni festa, simbolo dell’eternità della vita;
- erbe amare: simbolo della vita difficile che gli Ebrei avevano condotto fino alla loro liberazione;
- haroset: piatto composto da mele e noci, ricorda il cemento e la malta che gli Ebrei dovevano preparare in Egitto;
- aceto o succo di limone: indica l’amarezza della schiavitù;
- vino: rappresenta la gioia e la festa per il dono della salvezza.

L'obiettivo principale potrebbe essere il semplice rendersi conto che la Settimana Santa può essere vissuta bene anche se si ha il cuore un po’ stropicciato, le ginocchia un po’ sporche e la voglia (o almeno il desiderio) di rimettersi in cammino. In questi giorni non dobbiamo fare, ma "esserci".
Con semplicità. Con verità. Con quel poco che abbiamo o con niente tra le mani ma volte verso l'alto. Un passo al giorno. Con il cuore e lo sguardo rivolti verso la croce...

Buon cammino di risurrezione.
Cristina

mercoledì 9 ottobre 2024

L'arte della lamentela; quando la grazia scompare (a causa nostra).


                             


Viviamo in un'epoca in cui la lamentela sembra essere diventata una seconda lingua, una sorta di veleno invisibile della quotidianità. Non so voi ma sembra andare sempre peggio e ammetto di aver avuto più volte la tentazione di lasciare i social per non rovinarmi lo stato d'animo per ciò che leggevo. Ci lamentiamo del traffico, del tempo, del lavoro, se piove più oppure meno di quello che ci hanno detto, delle persone che ci circondano, persino delle piccole cose che in fondo non meritano tutta la nostra attenzione. Invece di focalizzarci su ciò che di buono accade intorno a noi, ci perdiamo in un vortice di negatività, che non solo avvelena il nostro spirito, ma finisce per influenzare (solitamente in male) anche chi ci sta vicino.
Quest'estate il tema principale era il caldo eccessivo e se un giorno le temperature erano meno calde allora si gridava al complotto e al fatto che il cambiamento climatico fosse un'invenzione...
In questi giorni la pioggia, le allerte meteo che vengono diramate proprio in queste ore. Qui hanno chiuso tutte le scuole superiori della provincia per precauzione, il flusso enorme di studenti che si spostano avrebbe creato non pochi problemi in caso di emergenze per cui hanno ritenuto opportuno prevenire. In mattinata la pioggia non era esagerata ed è iniziato il carosello di pseudo esperti che sindacavano la decisione "due gocce d'acqua e chiudono le scuole!" le lamentele più gettonate. Se invece ci fosse stato qualcosa di peggio? Probabilmente la lamentela si sarebbe spostata sul "dovevano chiudere le scuole per evitare questo disastro!".

Mi sono chiesta, perché ci lamentiamo? Spesso la lamentela è talmente immediata che diventa una risposta automatica, come se subentrasse nella mente un meccanismo di difesa per sfuggire alle difficoltà della vita quotidiana. Ci lamentiamo perché è più facile riversare all'esterno la nostra frustrazione piuttosto che affrontare ciò che non va. Tuttavia, questo atteggiamento è un modo per evitare il vero lavoro interiore che ogni individuo dovrebbe fare: la ricerca di soluzioni e l'accettazione delle situazioni che non possiamo cambiare.
Come dico sempre, se mi lamento cosa cambia? La situazione migliora? Beh, no. Ammenoché si va allo sportello delle lamentele (ah no, è il centro informazioni) di qualsivoglia centro commerciale. Se mi lamento del fatto che ho il cancro mi passa? Certo che no, allora perché mai dovrei farlo se non porta a qualcosa di buono?

La lamentela costante (occasionale ci potrebbe anche stare qualche rara volta, anche solo per un piccolo sfogo con chi conosciamo) ci allontana dalle cose buone che accadono intorno a noi. Quando siamo concentrati solo su ciò che va storto, perdiamo la capacità di riconoscere le piccole gioie quotidiane. Non ci accorgiamo dei gesti di gentilezza, dei momenti di serenità o dei doni inattesi della vita. Questo atteggiamento negativo eclissa la nostra gratitudine e blocca la nostra capacità di vedere ogni piccola grazia intorno a noi. Come possiamo aspirare a una vita più piena se siamo sempre concentrati su ciò che manca o su ciò che non funziona? Come possiamo vedere la grazia se pesa più un sassolino nella scarpa che una comoda poltrona?

Non solo la lamentela danneggia chi la pratica, ma finisce per influenzare negativamente anche chi ci sta vicino, spesso si sottovaluta l'impatto che può avere anche sui propri figli. Una lamentela continua crea un ambiente tossico, dove le conversazioni diventano pesanti e tutto si appesantisce. La nostra mente tende a vedere il mondo attraverso il filtro delle nostre parole, quindi, se continuiamo a lamentarci, alimentiamo un ciclo di pensieri negativi che può rapidamente diffondersi agli altri. Ci si ritrova responsabili non solo verso se stessi ma anche verso l'altro, soprattutto i bambini. Un po come il serpente che si è insinuato nella vita di Eva, ha fatto scattare in lei quasi una lamentela della situazione che è sfociata nella scelta peggiore.
Il primo passo per rompere questo circolo vizioso è la consapevolezza che può scaturire dal discernimento. Quando notiamo che ci stiamo lamentando, fermiamoci un attimo e chiediamoci:
È davvero così grave? Cosa posso fare per migliorare la situazione? Ne vale la pena?
Oppure, possiamo cambiare prospettiva, cercando almeno una cosa buona nella situazione che ci sta frustrando. Questo piccolo sforzo di gratitudine aiuta a riequilibrare la nostra visione della realtà. Uno degli antidoti più potenti alla lamentela è proprio la gratitudine. Quando siamo grati per ciò che abbiamo, la lamentela perde di significato. Possiamo allenarci a coltivare la gratitudine tenendo un diario dove annotiamo ogni giorno almeno tre cose per cui siamo grati. Questo semplice esercizio può aiutarci a spostare il focus dalle carenze e dalle difficoltà alle benedizioni e alle opportunità che incontriamo. Non a caso ogni domenica su instagram propongo il box della gratitudine dove scrivere almeno una cosa buona che ha lasciato il segno durante la settimana oppure nell'agenda, alla fine di ogni mese trovate lo spazio per ringraziare.
Un altro esercizio utile è cercare di focalizzarsi su ciò che possiamo controllare. Spesso le lamentele riguardano cose che non possiamo cambiare (come il meteo o il comportamento degli altri), ma spendere energie su queste cose oltre ad essere inutile è anche frustrante. Dobbiamo accettare ciò che non possiamo modificare chiedendo anche aiuto alla preghiera e concentrare la nostra attenzione su ciò che è nelle nostre mani.

La lamentela ci impedisce di vivere pienamente il momento presente e di vedere le cose buone che accadono intorno a noi. Liberarsi da questo atteggiamento richiede impegno e consapevolezza, ma i benefici sono enormi: ci sentiremo più leggeri, più felici e più capaci di affrontare le sfide quotidiane con uno spirito positivo. Sostituire la lamentela con la gratitudine ci permetterà di vedere il mondo con occhi nuovi, e chi ci sta accanto sarà ispirato dalla nostra energia positiva. 
Ci permetterà di poter sperimentare anche la lode..
Trasformare la lamentela in lode richiede di passare dalla frustrazione alla fiducia in Dio. Quando ci lamentiamo, spesso stiamo implicitamente dicendo che le cose non vanno come vorremmo o che siamo insoddisfatti di ciò che ci viene dato. Questo atteggiamento ci chiude al bene che Dio sta operando nella nostra vita. Invece, trasformare la lamentela in preghiera significa riconoscere che, anche nelle difficoltà, Dio ha un piano e che possiamo fidarci di Lui.
Mi potreste dire... "beh, ma anche nella Bibbia ci sono lamentele..." , avete ragione... ma c'è anche un cambio di atteggiamento come possiamo vedere nei salmi. Il salmista spesso inizia con una lamentela, ma conclude lodando Dio.
Il Salmo 13, ad esempio, inizia con un grido di dolore: “Fino a quando, Signore? Mi dimenticherai per sempre?” ma termina con una professione di fiducia: “Io confido nel tuo amore fedele”
Per noi può essere un grande esempio e un modello base che ci insegna che, anche nei momenti di dubbio o dolore, possiamo sempre concludere con la lode, confidando nella fedeltà di Dio.

Quando scegliamo di lodare Dio invece di lamentarci, stiamo attivamente riconoscendo il bene che ci circonda e che Dio ha già fatto nella nostra vita. Questo non significa ignorare le difficoltà, ma piuttosto cambiarne la prospettiva, soprattutto se sono cose di poco conto. Come scrisse San Paolo nella Lettera ai Filippesi (4,6-7): “Non angustiatevi per nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, con ringraziamento.”. Questa esortazione ci invita a trasformare ogni situazione in preghiera e ringraziamento.

In tutto questo e per concludere, ecco cosa possiamo fare in modo pratico:
  • Diario della gratitudine: Ogni giorno, scrivi almeno tre cose per cui sei grato, anche se sembrano piccole. Questo ti aiuterà a focalizzarti su ciò che funziona, piuttosto che su ciò che non va. (ti concedo di iniziare con una al giorno)
  • Preghiera di ringraziamento: Quando senti la tentazione di lamentarti, fermati e ringrazia Dio per almeno una cosa buona che hai. Può essere una preghiera semplice come: “Grazie, Signore, perché oggi ho respirato, ho camminato, e sono vivo.”
  • Rileggere le promesse di Dio: Tieni a mente le promesse di Dio nella Scrittura. Passaggi come Isaia 41,10 (“Non temere, perché io sono con te; non smarrirti, perché io sono il tuo Dio”) ci ricordano che Dio non ci abbandona mai. Sappiamo inoltre che "non temere" è molto presente nella scrittura.
Buona lode e buona gratitudine.
Cristina




mercoledì 21 agosto 2024

Un anno dopo: la grazia che mi circonda e la mano di Dio.



 Pagina di Diario 3
Un anno dopo: la grazia che mi circonda e la mano di Dio.

E' da un po' che non scrivo una pagina di diario qui, per cui, ad un anno esatto dalla diagnosi, ho pensato di recuperare facendo un resoconto degli ultimi mesi, ma non solo della malattia, non voglio di certo annoiarvi... Prendetela come una chiacchierata, come se stessimo prendendo un caffè insieme. Vi avevo raccontato il primo periodo dalla diagnosi in un vecchio articolo, ma non vi ho più detto nulla dell'operazione e del post operatorio fino ad oggi. Ripercorrerò questi mesi, dimenticherò pezzi e cercherò di ricostruire le parti più utili anche per la testimonianza.
Preparate una moka di caffè oppure una tisana o un bicchiere d'acqua, sedetevi e beviamo insieme, una di fronte all'altra. Come state? Prima vorrei sapere di voi se vi va...
Dopo aver accolto una parte di voi ecco che vi dono una parte di me...

A novembre 2023 sono stata operata con una settimana di anticipo rispetto al previsto. Per la precisione mastectomia sinistra. Sono entrata in ospedale lunedì 20, convinta di poter uscire nel giro di due giorni, ma alla fine sono stata dimessa solo domenica 26 a causa di alcune complicazioni. Il giorno del ricovero mi hanno fatto diversi esami e mi hanno iniettato il liquido per il linfonodo sentinella. Martedì mattina sono stata operata, un intervento durato circa 4-5 ore. Appena terminato, hanno telefonato a mio marito per informarlo che tutto era andato bene: il linfonodo sentinella era risultato negativo e avevano rimosso tutto. Avendo un seno molto piccolo (per fortuna), mi hanno dovuto inserire un espansore anziché una protesi diretta. Non mi dilungo nei dettagli, ma in breve, mercoledì mattina ho notato che il seno operato si stava gonfiando e il dolore non passava, anzi aumentava. Dopo numerosi controlli, compreso quello del primario, nel tardo pomeriggio hanno deciso di rioperarmi a causa di un'emorragia. Anche questa operazione è andata bene: hanno cauterizzato, cambiato l'espansore e ho ricominciato con i miei due simpatici drenaggi. Tuttavia, giovedì non riuscivo a reggermi in piedi e dai controlli hanno ritenuto necessario farmi una trasfusione. Domenica, vedendo che la situazione migliorava, mi hanno dimessa in attesa dell'esito dell'istologico definitivo.
La ripresa è stata molto lenta, ben oltre i tre mesi previsti. Probabilmente a causa delle due operazioni avvenute in 24 ore e dei drenaggi che ho dovuto tenere per più di tre settimane. Ero dimagrita molto a causa dell'ansia (ero sotto i 48kh) e sentivo i drenaggi contro le costole, il che aumentava il dolore.
Mi conoscete, o almeno, molti di voi sanno come sono, sempre con qualcosa da fare, che non si fa mai aiutare e cose del genere... Già nei giorni di ospedale ho dovuto imparare a chiedere aiuto, aiuto per vestirmi, per lavarmi, per fare ogni piccola cosa, anche solo legare i capelli. A casa uguale, mio marito mi aiutava a lavarmi, mi vestiva, mi aiutava ad andare a letto, faceva ogni cosa in casa e per la prima volta in vita mia non mi sono sentita in difetto, non mi sono sentita "umiliata" nel mio non fare ma sapevo che era una condizione per cui dovevo ringraziare perché lì ho capito quanto valesse ogni giorno, quando fosse importante ogni piccola cosa. Lì ho capito che la sofferenza andava offerta, che un aiuto è grazia e non intralcio. 
Pensate che è pure salita dalla Sicilia un'amica per qualche giorno ad aiutare, mai avrei pensato fosse possibile e che avrei meritato tanto, eppure ha lasciato qualche giorno marito e figlie per stare con me. Diventa difficile in questi casi non pensare che il cancro sia stata una grazia...(lo so, è difficile da capire).

Ho dovuto aspettare un po' per avere l'esito, complici le vacanze natalizie, oltretutto trascorse in modo tranquillo. Una volta ricevuto, hanno confermato quanto già noto e hanno specificato che gli altri due tumori erano in situ, cioè non ancora maligni. Tuttavia, c'era incertezza riguardo alla necessità di una chemioterapia, per cui hanno deciso di eseguire l'Oncotype, un test inviato in America per analizzare il tessuto del tumore. Questo test aiuta a determinare la percentuale di recidiva e se la chemioterapia possa essere utile. Nel mio caso, il rischio di recidiva era basso, quindi non era necessaria la chemioterapia.
A gennaio ho iniziato con la cura anti-ormonale, che prevede una menopausa medica per prevenire eventuali recidive. Il trattamento consiste in una puntura ogni 28 giorni e una pastiglia da assumere ogni giorno per almeno 5 anni. Alcuni intoppi, alcuni effetti collaterali pesanti all'inizio, sospensioni per problemi all'utero, risolti; ora convivo con i dolori e so come migliorarli e so anche che devo ascoltare il mio corpo per aiutarlo a convivere con una condizione non ottimale ma che mi permette di poter avere una strada da seguire.
[Per capirci, la terapia anti-ormonale ha una serie di effetti collaterali che vanno da problemi alla memoria, mal di testa (c'è), pressione alta (c'è), dolori ossei (c'è), dolori alle articolazioni (c'è), rischio di fratture, aumento di peso (c'è e ne sono felice, ho messo 10kg), vampate (ci sono..e tante) e molti altri...che a 39 anni ti stravolgono perché p come se invecchiassi di botto, ma puoi anche reggere meglio se ti affidi].
Ah, a luglio ho fatto un'infusione come prevenzione per l'osteoporosi (causata dalla terapia), utile per carità, ma credo di non essere mai stata così male in vita mia, sono stati giorni devastanti. L'anno prossimo avrò il cortisone preventivo...

Ho iniziato nuovi progetti, sto facendo corsi di scrittura buttandomi realmente in questo campo come ho sempre sognato. Sto provando un po' di cose, scrivo non solo qui o per l'agenda o per i vari libri religiosi che ho in cantiere ma anche in altro per ragazzi, perché credo abbiano bisogno di cose belle ma che non siano proprio del tutto in linea con il mondo. Un piccolo (nuovo) mondo bello, buono e dove si sentano compresi. C'è già qualcosa di pronto, vedremo... Come sempre metto tutto nelle Sue mani.
Ultimamente stiamo improvvisando varie gite, quando sto bene ne approfittiamo e ci buttiamo, siamo stati 4 giorni in montagna, e altre cose in programma quando farà meno caldo. Prima di tutto questo non avrei mai fatto così, avevo bisogno di programmare in anticipo, capire se era possibile, per poi ritrovarmi (anzi, ritrovarCI) a dire "no dai, un'altra volta"...
Che senso ha rimandare se è possibile farlo ora? Non serve fare chissà che ma piccole cose secondo le proprie possibilità.

Come dicevo all'inizio, oggi è trascorso un anno esatto dalla diagnosi, da quel giorno in cui, aprendo il fascicolo sanitario elettronico, lessi lesione maligna.. e la terra sotto i piedi iniziò a trasformarsi da solida e stabile a sabbia che ti fa affondare ad ogni passo, anche quando cerchi di stare immobile. Poi quella sabbia ha ripreso stabilità, ci è voluto tempo, ancora oggi ci sono momenti di paura, di "ok, avrò vita breve" oppure "ma si dai, i 10 anni di prognosi non sono male (e faccio i conti con le età dei figli)" ma non prendono più il sopravvento, arrivano, stanno un attimo poi se ne vanno come una vecchia amica che passa a salutarti di corsa e sta sulla porta con la giacca perché deve subito andare via.
Dall'inizio di questo nuovo cammino nel mondo della malattia, chi mi circonda, medici compresi, mi hanno sempre detto una frase (falsa come poche) "vedrai, tornerai alla vita di prima"... c'è sicuramente chi trova conforto in questa frase, chi non vede l'ora che questo possa accadere perché sia mai cambiare, tutto deve essere sempre uguale.. c'è chi una volta resasi conto che non sarà così (perché non sarà per niente come dicono) si arrabbia con il mondo, rischiando anche crisi emotive...
Poi ci sono io... che il solo pensare che "tornerò alla vita di prima" mi fa venire la pelle d'oca ma in senso negativo, mi fa proprio rabbrividire il solo pensiero.
Nel momento in cui ho vissuto esperienze molto pesanti fisicamente oppure emotivamente ho potuto sperimentare quanto il non tornare alla vita di prima fosse una salvezza oltre che la strada giusta.
Se dopo uno scossone torni alla vita di prima, significa che non hai capito nulla, non hai preso niente di buono, in sintesi hai sprecato l'occasione per essere migliore e/o fare qualcosa di utile e buono.
Un'amica mi disse che il cancro era "un pacchetto da scartare" nel tempo... quando lo disse aggiunse anche che avrei capito al momento giusto.. è stato così. Il momento in cui quella frase è tornata nella mia mente ho capito che stavo iniziando a scartare questo pacchetto per poi trovarci, tra piccole confezioni di ansia, anche dei regali meravigliosi.

Non so come andrà, non so cosa mi riserva il futuro, non posso saperlo in anticipo (ed è meglio così), ma so solo che senza tutto questo alla luce di Cristo non sarei chi sono ora, ovvero una persona che ha realmente iniziato a vivere a pieno, che si butta per realizzare i propri sogni, che ama e si lascia amare, che si dona agli altri sperando di essere un piccolo aiuto. Una persona che non prova rancore, che dà continue possibilità agli altri, che lascia andare il male, che evita di lamentarsi (perché lamentarsi di certo non cambia la mia condizione e non mi guarisce). Ripeto e sottolineo...senza la luce di Cristo tutto questo non sarebbe possibile perché se manca Lui nella tua vita, non puoi farcela, non puoi trovare il buono in tutto questo.
Dimenticavo... i prossimi passi sono un test genetico (sulla base di quello ci saranno eventuali strade da scegliere), eco e mammografia di controllo, esami e controllo in oncologia.
Intanto mi godo le ultime settimane con i bambini a casa da scuola e la prima riunione di inizio superiori tra una settimana.

Vi ringrazio per aver letto e se pregherete per me.
Un caro abbraccio
Cristina

ps: il primo articolo lo trovate qui 

venerdì 19 luglio 2024

Le regole del discernimento, per stare nel mondo con Dio.





Il tema del discernimento mi è molto caro e ho iniziato a parlarvene oramai più di un anno e mezzo fa, prima con le storie instagram poi qui con un primo articolo "Discernimento: imparare a discernere togliendo un peccato alla volta".
In questo articolo vorrei entrare nel vivo delle regole del discernimento di Sant'Ignazio di Loyola, senza perdermi in troppe premesse, per cui inizio subito con la prima regola:

"Quando va di male in peggio, il messaggero cattivo di solito ti propone piaceri apparenti facendoti immaginare piaceri e godimenti, perché tu persista e cresca nella tua schiavitù. Invece il messaggero buono adotta un metodo opposto: ti punge e morde la coscienza, per farti comprendere il tuo errore"
(Es, n 314)


Il piacere del nemico è apparente, è qualcosa che esiste nell'immaginazione ma non nel concreto e dopo aver provato a concretizzare resta il vuoto.
Invece Dio parla con il rimorso, disagio interiore, per farti capire che stai sbagliando. Ricordate bene che il rimorso è una cosa, il senso di colpa ben altro (lo vedremo tra poco).
SINTESI: quando sbagli i linguaggi sono due, Dio con il dispiacere per farti uscire, il nemico con il piacere apparente per tenerti.

IL MALE: cerca di sembrare bene ma non mantiene le promesse e ti lascia insoddisfatto. E' un ottimo comunicatore perché sa rendere appetibile anche il veleno e ti fa confondere il piacere con la felicità.

Piacere: è la soddisfazione dei propri bisogni.
Felicità: la soddisfazione che viene da una relazione

L'uomo è chiamato a vivere il piacere in modo quasi divino se unito all'amore.
Il piacere cercato in sé, al di fuori di una relazione positiva, crea frustrazione, assuefazione come la droga o l'alcol.
Per capire se ciò che vuoi fare è bene, pensa al dopo anche sulla base dell'esperienza altrui.

"Se dà gioia anche dopo è da Dio, se dà rimorso è dal nemico".

L'eccesso di cibo e di alcool, l'infedeltà, la prostituzione, l'uso di droga, danno piacere al momento, ma non di certo felicità e ti ritrovi senza via d'uscita in una catena di frustrazioni e dispiaceri.
Il rimorso (come responsabilità dal male) invece è la medicina amara contro la menzogna.
Ora vediamo la differenza:
I Sensi di colpa: per ciò che non sei e che vorresti essere, sono bloccanti. Vanno messi a tacere.
Il rimorso: che hai per il male fatto è ciò che ti distingue dall'animale. Non devi silenziarlo ma ascoltarlo. E' tristezza che viene da Dio e porta alla vita, invece la depressione del nemico ti vuole far chiudere in te stesso.
Accogli la voce di Dio, respingi quella del nemico.


Seconda regola:
"Quando ti impegni per uscire dal male e cerchi il bene, è proprio del messaggero cattivo bloccarti con rimorsi, tristezze, impedimenti, turbamenti immotivati che paiono motivatissimi, perché tu non vada avanti. E' proprio invece del messaggero buono darti coraggio, forza, consolazioni, lacrime, ispirazioni e pace, rendendoti facili le cose e togliendoti ogni impedimento, perché tu vada vanti" (Es, n 315)


Quando vuoi uscire dal male e cerchi il bene ecco i due linguaggi:
1. Il nemico ora ti fa apparire male il bene, per distoglierti e ti tenta con mille ragioni false o vere... sensi di colpa e scrupoli presi per giusti rimorsi, tristezze, incertezze, turbamenti, sfiducie cosi da far sembrare il bene una cosa impossibile.
Avverti il male che hai fatto e diventa lo scoglio che non ti permette di cambiare.

2. Dio invece ora ti invoglia al bene con la consolazione, ti dà coraggio, pace, fiducia, forza... anche il peso del male fatto diventa una spinta ad uscire verso la libertà.

Quando facevi del male, il nemico ovviamente ti lasciava in pace, non aveva bisogno di "disturbarti".. ma nel momento in cui passi al bene ecco che passa all'attacco..

RICORDA: La tentazione non è peccato se non cedi, ma occasione di crescita, non di caduta!

La prima e tipica tentazione è questa:
"Io non ce la faccio. Non è per me! Come farò ad andare avanti cosi?"
Fai un passo indietro, fermati e pensa, noterai che ti sarà capitato un'infinità di volte.
La tentazione ti fa vedere solo la difficoltà per immobilizzarti, per non farti andare avanti.
Pensa sempre al risultato, cosi li distingui.

Il nemico ti impedisce con sentimenti quali sfiducia, oscurità, tristezza... 
Dio invece ti fa andare avanti nel cammino verso la libertà.

ATTENZIONE: il male insinua anche l'atteggiamento "critico" dove ti fa credere di poter individuare bene il male anche negli altri, ma ciò ti porta con il tempo a diventare solo acido e malevolo. Vedere il bene invece rende più ben disposti e propositivi.
Coltiva pensieri di fiducia e speranza, gioia del cuore e pace...


Eccoci alla terza regola del discernimento:
"Quando ti impegni per uscire dal male e cerchi il bene, Dio ti parla con la consolazione spirituale. Questa è di tre tipi: il primo quando sorge in te qualche movimento intimo che ti infiamma d'amore per il Signore, e ami in lui e per lui ogni creatura, oppure versi lacrime che ti spingono ad amare il Signore e servire i fratelli o a detestare i tuoi peccati; il secondo quando c'è in te crescita di speranza, di fede e di carità; il terzo quando c'è in te ogni tipo di intima letizia che ti sollecita e attrae verso le cose spirituali, verso l'amore di Dio e il servizio del prossimo, con serenità e pace del cuore" (Es n° 316)

Dio parla con la CONSOLAZIONE; (con-solare=stare-con-chi-è-solo)
E' la sola compagnia che vince la tua solitudine...il consolatore...
Dio è amore, e l'amore è sempre presente dove è amato.

Ora vediamo i 3 tipi di consolazione:
1. una sensibile
2. una insensibile o quasi
3. una poco sensibile

Eccole nello specifico:
La prima consolazione è la più sensibile (e pericolosa): può essere prodotta da te o dal nemico, ci si attacca per il piacere che procura e come arriva se ne va lasciandoti a bocca asciutta. Essa può sia fecondare che devastare lo spirito, soprattutto se cercata.
E' un movimento intimo, che viene dal profondo, è fuoco e luce che muove e commuove, scalda e illumina... Tutto questo dà piacere e nutre lo spirito ma è rischioso perché può "non essere abbastanza".
La "golosità" di consolazioni è più pericolosa di ogni altro vizio.
Se Dio la concede è per facilitare il distacco dai piaceri grossolani, non per farci attaccare ad essa.

La seconda consolazione è insensibile. E' una crescita di amore, speranza e fede che riscontri nel quotidiano. E' una consolazione molto efficace che si presta meno ad inganni.. Ne fanno parte le consolazioni profonde e sostanziali che consistono nella crescita della forza dello spirito che ti fa andare avanti nella libertà di amare e servire Dio e il prossimo.

La terza consolazione è quella poco sensibile. Rientrano i sentimenti poco avvertibili se non nel silenzio o da una sensibilità raffinata, che guidano al bene. Sono l'intima letizia, un'attrazione verso Dio e la sua promessa , una serenità e pace che ti fa trovare in Lui riposo.

CONSOLAZIONE COME FORZA

La consolazione non toglie la lotta, anzi, è la forza che permette di non soccombere ma di vincere, spinge ad operare il bene, è l'albero della vita, vivine con gratitudine, gioia e amore verso di lui.

DESOLAZIONE
La quarta regola ci fa entrare nella desolazione.
"Si intende per desolazione tutto il contrario della terza regola, per esempio l'oscurità dell'anima, il turbamento interiore, lo stimolo verso le cose basse e terrene, l'inquietudine dovuta a diverse agitazioni e tentazioni: così l'anima s'inclina alla sfiducia, è senza speranza e senza amore, e si ritrova pigra, tiepida, triste e come separata dal suo Creatore e Signore. Infatti, come la consolazione è contraria alla desolazione, così i pensieri che sorgono dalla consolazione sono contrari a quelli che sorgono dalla desolazione" (es n° 317)

L'azione del nemico (il diavolo) è quella di dividerti dal Signore, farti sentire abbandonato, triste... Prima ti divide da Dio e dalla sua parola quindi da te stesso, poi dagli altri.. Separato da Dio, perdi la tua identità. Resti solo, "desolato", avvolto nell'oscurità del nulla.

CONTRASTO
Sei agitato, turbato, pieno di paura, senza fiducia, senza speranza e senza amore. 
La consolazione è quando sei in armonia con l'opera di Dio e trovi nella calma e nell'abbandono confidente in Lui la tua forza.
La desolazione è quando sei in contrasto con essa, per colpa tua o per insinuazione del nemico. Allora sei senza pace..il luogo tipico della tentazione e soprattutto che conosciamo meglio della consolazione.

LEGGI BENE QUANTO SEGUE.
Se, quando cerchi il male, il nemico ti alletta con il piacere apparente, quando vuoi uscire dalla schiavitù, ti ostacola con la desolazione, dispiacere apparente.

Anche la desolazione ha 3 linguaggi che ora vediamo.

I 3 LINGUAGGI DELLA DESOLAZIONE:
1. desolazione sensibile
2. desolazione sostanziale
3. desolazione quasi insensibile

Ora le vediamo in sintesi:
Desolazione sensibile: oscurità, turbamento, attrattiva al male, agitazione, ribellione e repulsione al bene; l'opposto della consolazione sensibile. In sè non è male, ma una prova con due esiti, una caduta, oppure una purificazione.

Desolazione sostanziale: un calo di fede, speranza e amore.. questo calo è sempre un male, può portare ad infedeltà, o all'odio verso Dio... ecco allora l'accidia, la pigrizia e la mancanza di entusiasmo verso il bene

Desolazione quasi insensibile: assenza di gioia, di pace e di ogni buon sentimento oppure di tepore e apatia.

Le desolazioni, se non riconosciute o non avvertite, portano al male, o dal male al peggio.


Quinta Regola:
"In tempo di desolazione non si deve mai fare mutamento ma restare fermo e costante nei propositi e nella determinazione in cui si stava nel giorno precedente a tale desolazione, o nella determinazione in cui si stava nell’antecedente consolazione. Come infatti nella consolazione ci guida e consiglia di più il buono spirito, così nella desolazione il cattivo, con i cui consigli non possiamo prendere la giusta strada ." (Es n° 318)

In sintesi, quando sei nella desolazione, NON prendere decisioni nuove. NON devi fare ciò che faresti d'istinto. Se prenderai una decisione in questo momento sarà sicuramente sbagliata perché arriva del nemico. Il male ha bisogno di essere fatto subito, perché se ci pensi, non lo fai!
Devi invece avere fiducia nel Signore e attendere.
Se nella preghiera siamo distratti, non abbiamo voglia, siamo aridi etc.. è proprio in quel momento che non dobbiamo mollare, perché è il nemico che vuole farci desistere.
Offri al Signore questa situazione e prega anche solo un minuto in più.


Sesta Regola:
"Dato che nella desolazione non dobbiamo cambiare i primi propositi, giova molto cambiare intensamente se stessi contro la stessa desolazione; per esempio insistendo di più nella preghiera, meditazione, esaminandosi molto e dando maggior spazio alla penitenza in modo opportuno."

Invece di assecondare la desolazione, la devi contrastare, non semplicemente attendere che passi. Se stai nella desolazione ti chiudi, non sei più libero... Invece devi ridimensionare e avere fiducia nel Signore. Il nemico vuole farti "retrocedere", tu invece dei reagire positivamente:
"Il pericolo del male diventi occasione per un bene maggiore".
Per cui dedicati in modo più assiduo e intenso al lavoro spirituale. In questo modo ti abitui ed educhi a diventare libero dai tuoi umori, senza lasciarti dominare.

PREGARE IN DESOLAZIONE
Ebbene si, pregare nella desolazione, quando non hai voglia o non riesci a concentrarti, in realtà, è estremamente utile. Ti fa capire che a te non interessa né Dio né la preghiera.. ciò ti associa a tutti i peccatori. Presentala a Dio e alla sua misericordia, vedrai che la tua tenebra, man mano diventerà luce.
Se preghi solo quando sei consolato, ti potresti addirittura illudere di essere santo.


Settima regola:
"Chi si trova nella desolazione, consideri che il Signore, per provarlo, lo ha affidato alle sue forze naturali, perché resista alle diverse agitazioni e tentazioni del demonio; e può riuscirci con l'aiuto di Dio che gli rimane sempre, anche se non lo sente chiaramente. È vero, infatti, che il Signore gli ha sottratto il molto fervore, il grande amore e la grazia abbondante; però gli ha lasciato la grazia sufficiente per la salvezza eterna. " (Es n° 320)

La desolazione viene data NON per essere vinto, ma per vincere!
Ricorda una cosa estremamente importante nel cammino:
"Dio è fedele e non ti permetterà che tu sia tentato oltre le tue forze, ma con la tentazione ti darà anche la via di uscita e la forza per sopportarla".
Nel momento in cui pensi di non farcela, stai pur sicuro che non ce la farai! Se invece avrai fiducia nel Signore, troverai la forza per superarla.
La tentazione è una prova e superandola si diventa esperti. Nella desolazione troverai l'occasione per convertirti.. La fatica nella vita spirituale non è un errore, è semplicemente mancanza di allenamento, affrontala, vivila e potrai agire senza sforzo.


Ottava Regola:
"Chi si trova nella desolazione si sforzi di conservare la pazienza, che si oppone alle sofferenze che patisce; e pensi che presto sarà consolato, se si impegna con ogni diligenza contro quella desolazione, come è detto nella sesta regola. " (Es. n°321)

Invece di disperarti, sappi che devi e puoi rafforzarti nei sentimenti contrari a quelli che senti; se sei sfiduciato cresci nella fiducia, se sei impaziente, nella pazienza, se irascibile nella calma, se instabile nella perseveranza etc.
Perché?
In questo modo il male che stai sperimentando, invece di distruggerti, è l'occasione che il Signore permette perché tu ti radichi di più nel bene opposto.
Altra cosa da tenere a mente...
Se ora sei desolato, ricorda che presto sarai consolato. La difficoltà è transitoria e anticipa un dono maggiore.
Se pensi che la desolazione può durare nel tempo, resterai incatenato in quel pensiero e farai fatica ad uscirne precludendo il bene che deve arrivare.
"La difficoltà proiettata nel futuro, ti succhia le energie e ti distrugge il presente".
L'immaginazione della sofferenza futura è più dolorosa e angosciante di qualunque dolore presente, al punto che arrivi a farti del male reale per non sentire quello immaginario.
Puoi sempre e solo portare il carico che c'è qui e ora
"A ciascun giorno basta la sua pena" (Mt 6,34)
Ridimensiona sulla realtà le tue fantasie e sii fiducioso. La tristezza, il sentirsi provati, sono tutti sentimenti che arrivano dal male, Dio non ti tenterà mai, ma permetterà le tentazioni e lo fa per un bene maggiore. Il male, quando c'è diventa il luogo in cui sovrabbonda la grazia.

Per la desolazione ci sono 3 cause:
1. il male fatto da te
2. il male fatto a te
3. il male stesso del mondo che è in te come tutti.

Queste tre "schiavitù" rappresentano i frutti, il tronco e le radici dell'albero del male. Da questo scontro ci deve essere la tua progressiva LIBERAZIONE.

Ora li vediamo uno per uno:
1. Il male che tu fai; invece di fare ciò che piace a Dio, ti fai guidare semplicemente dalle tue voglie e da ciò che piace a te e ti ritrovi ad abbandonarlo. L'oscurità che tu senti è un richiamo alla luce per assumerti le tue responsabilità...il rimorso. Ti senti annoiato, spento, oscuro, triste, senza desideri, depresso, vuoto, angosciato, non appagato. E' una desolazione salutare di Dio che vuole toglierti dalla schiavitù del male che fai per raggiungere la gioia per cui sei creato. Non giustificarti attribuendo la colpa agli altri, alle situazioni o agli imprevisti, prenditi le tue responsabilità; nella misura in cui lo farai, ti libererai dal male. Vedi bene cosa non va in te e lavora su questo punto con l'esame particolare.

2° il male che ti hanno fatto gli altri; che ti hanno fatto gli altri o le tue malefatte e che ti tengono in ostaggio. Ma è una desolazione salutare perché attraverso essa e un processo di elaborazione e interpretazione, Dio vuole purificare il tuo amore liberandoti dall'egoismo. Arriva quando vuoi fare qualcosa di buono per Dio ma ti senti arido, ti senti nel deserto e tutto il male che hai sperimentato viene a galla e ti blocca. Capita a tutti coloro che cercano il Signore e quando avviene in forma più forte e prolungata è chiamata "La notte dei sensi". Non avvilirti ma ringrazia, è un dono!  Accetta questa desolazione come purificazione da tutto il male passato. Non sentendo più Dio rischi di smettere di pregare, invece devi fare il salto di qualità facendo diventare la preghiera (anche se ti sembra vuota), una flebo che ti alimenta anche se non senti nulla.

3° il male del mondo; questa desolazione è la più dura ma più salutare delle altre perché puoi giungere alla libertà piena e alla conoscenza tua e di Dio. E' buio fitto nello spirito, ti senti lontano da Dio e sembra una tortura. Quel poco che vedi è il male che ti assedia e non ti lascia in pace, nessuna via di scampo, ti senti sprofondare maledicendo la Sua assenza. Capita a tutti coloro che cercano davvero il Signore ed è detta "la notte dello spirito". Accettala, è l'opportunità per la vittoria definitiva, la liberazione dal male del mondo che hai nel cuore. Ti vuol far capire che senza di Lui non puoi fare nulla e solo grazie a Lui puoi fare tutto. In questo modo cresci in umiltà e fiducia, sapendo che tutto è grazia.
Smetti di pretendere e resti in attesa del dono. Se avessi solo consolazione diventeresti come Lucifero, la desolazione invece ti tiene umile e fiducioso.


Decima Regola:
"Chi sta nella consolazione pensi come si troverà nella desolazione che dopo verrà e attinga nuove forze per allora." (es.323)

La consolazione ti serve per andare avanti nei momenti di oscurità, fanne tesoro. Non devi dare per scontato i giorni di consolazione, scrivi come ti senti, cosa provi, come stai... sarà utile rileggere quelle pagine nella desolazione per fare memoria della grazia di Dio.
La fede stessa è ricordo di ciò che Dio ha fatto, che diventa chiarezza e forza interiore per leggere e reggere positivamente la realtà, alla luce della sua promessa. Le consolazioni non sono un bene di consumo ma un mezzo di produzione. Con esse devi imparare a servire Dio. Molti nella preghiera ricercano le loro sensazioni, questo NON deve mai essere il fine della preghiera! E' solo un mezzo (ambiguo) che Dio dà quando, come e se ritiene opportuno.
Le persone che ricercano consolazioni non sono "uomini spirituali" perché seguono l'istinto del piacere e non il desiderio dell'amore.

Ricarica: La consolazione ti è data per caricare le batterie e accumulare energie nella tua lotta quotidiana contro il male, viverla come un bisogno o un dono che "devi" ricevere ti porta fuori strada.


Undicesima regola:
"Chi sta consolato procuri di umiliarsi e abbassarsi quanto può, pensando quanto poco vale in tempo di desolazione senza tale grazia o consolazione. Al contrario, chi sta nella desolazione pensi che con la grazia sufficiente può fare molto per resistere a tutti i suoi nemici, attingendo forze nel suo Creatore e Signore." (es.324)

Nella consolazione sii umile pensando a cosa sei in desolazione.
"Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l'hai ricevuto, perché te ne vanti?" 
(1Cor 4,7)
La coscienza del tuo limite è grande sapienza. L'umiltà ti svuota di te e attira in te Dio. Se non sei umile non puoi capire cosa Dio vuole darti. Ecco perché il nemico tenta nell'orgoglio. 
Egli fa dell'umile il suo tempio, dimora della sua gloria (cf Is 57,15)


IMPORTANTE PREMESSA: Prima di leggere la dodicesima regola, andate oltre i possibili preconcetti presenti nella regola, ma pensate che è “figlia della sua epoca” e vale anche a parti invertite.

Dodicesima Regola:
"Il nostro nemico si comporta come una donna, ne ha la debolezza e l'ostinazione. Perché è proprio della donna, quando litiga con qualche uomo, perdersi d'animo, dandosi alla fuga, se l'uomo le mostra il viso duro; al contrario, se l'uomo comincia a fuggire, perdendosi d'animo, l'ira, la vendetta e la ferocia della donna si accrescono e non hanno più misura. Così è proprio del nemico fiaccarsi e perdersi d'animo, dileguandosi con le sue tentazioni, quando la persona che si esercita nelle cose spirituali mostra molta fermezza contro il tentatore, facendo diametralmente l'opposto di quello che gli suggerisce. Al contrario, se la persona che si esercita comincia a temere e sopportare l'attacco con meno coraggio, non v'è bestia tanto feroce sopra la terra come il nemico della natura umana, la cui crudeltà eguaglia la malizia nel perseguire la sua dannata intenzione." (es.325)

Sintetizzando questa regola, possiamo dire che il nemico ha come obiettivo INCUTERE PAURA.
Ammettiamolo, ci stiamo rendendo conto che in realtà il nemico tutto sommato è anche un po' scontato.
E’ DEBOLE CON I FORTI E FORTE CON I DEBOLI.
Ma ATTENZIONE, l’unica forza che lui ha è solo quella che TU gli accordi!
LA TUA PAURA E’ LA SUA UNICA FORZA!
Il male lo fai tu quando perdi fiducia, il nemico ne approfitta, il nemico ti domina soprattutto con la paura della morte.
Nella Bibbia la parola “NON TEMERE” ricorre ben 365 volte, una al giorno, per ricordarci di fidarci di Lui. Paura e fede convivono nella nostra vita e nel quotidiano ma lo spazio che occupa una, viene tolta all’altra. La fede è sufficiente per piccole difficoltà, ma per quelle grandi serve una grande fede e dobbiamo chiederla a Dio!

“AUMENTA LA NOSTRA FEDE” (Lc 17,5)
La paura ti pone davanti il male che temi e ritieni vere le cattive fantasie che ti sei creato/a. La fede invece ti pone davanti Dio e le sue promesse che ritieni vere e le realizzi.
Quando senti di aver paura, non nasconderlo, sarebbe ben peggio, cerca di conoscerla e riconoscerla come opera del nemico.
Volgi il tuo occhio verso il Signore e abbi fiducia in Lui...
“IL TUO VOLTO SARA’ RAGGIANTE” (Sal 34,6)


Tredicesima Regola:
"Similmente si comporta come un seduttore. Egli domanda il segreto e nulla teme come di essere scoperto, perché il seduttore che, parlando con cattiva intenzione, adesca la figlia di un buon padre o la moglie di un buon marito, chiede che le sue parole persuasioni restino segrete. Al contrario, gli dispiace assai quando la figlia al padre o la moglie al marito rivela le sue false parole e la sua depravata intenzione, perché facilmente si avvede che non potrà riuscire nell'impresa cominciata. Alla stessa maniera, quando il nemico della natura umana vuole ingannare con le sue astuzie e persuasioni l'anima giusta, desidera e vuole che siano ricevute e tenute in segreto. Ma quando l'anima scopre tutto a un buon confessore o ad altra persona spirituale che conosca gl'inganni e le malizie del nemico, molto gli pesa, perché sa che non potrà riuscire nella malvagità che aveva cominciata, essendo stati scoperti e manifestati i suoi inganni." (Es.326)

Il mezzo che utilizza il nemico per farti paura è la MENZOGNA, con essa ti terrorizza. Ma non è una menzogna riconoscibile, bensì nascosta. Il nemico in questo modo ti tiene nelle tenebre e vuole impedirti di uscirne. Per comprendere devi parlarne apertamente ad una persona non coinvolta ma fidata perché tu possa sbugiardare il bugiardo. Da soli diventa complicato oppure quando lo si comprende è troppo tardi. Appena riconosci la difficoltà dopo averle manifestate ad altri, tutto diventerà più semplice, tutto si ridimensionerà perdendo l’alone di minaccia immaginaria. Non sottovalutare il fatto che possa utilizzare altre persone per questo scopo.


Quattordicesima Regola:
"Così pure il demonio si comporta come un condottiero che vuole vincere e fare bottino. Infatti un capitano, che è capo di un esercito, pianta il campo ed esamina le difese o la disposizione di un castello, e poi lo attacca dalla parte più debole. Allo stesso modo il nemico della natura umana ci gira attorno ed esamina tutte le nostre virtù teologali, cardinali e morali, e poi ci attacca e cerca di prenderci dove ci trova più deboli e più sprovveduti per la nostra salvezza eterna." (Es.327)

Il mezzo che utilizza il nemico per farti cadere nella menzogna è ATTACCARTI NEI PUNTI DEBOLI. Dove sei più incline a cadere. Invece di chiudere gli occhi, sii vigile e confida in Dio!

IN SINTESI: la strategia del nemico è incuterti paura, allo scopo si serve della menzogna e si inserisce attraverso i tuoi punti deboli, dove sei più fragile. Riconosci i tuoi punti deboli, manifesta ciò che vuoi tenere nascosto e non avere mai paura delle tue debolezze, ma solo confida in Lui.

CONFIDA: Il Signore non ti abbandona, agisce in direzione opposta, incoraggiandoti a riconoscere la tua verità e, nel tuo limite, a incontrare Lui

Concludo qui la prima parte delle regole del discernimento, nel prossimo articolo entreremo nello specifico di alcune situazioni.
Per qualsiasi domanda potete scrivere nei commenti o privatamente, anche se avere bisogno di approfondimenti, vedrò di preparare contenuti specifici.
Buon discernimento.
Cristina

venerdì 5 aprile 2024

"Siate nel mondo ma non del mondo"; vivere senza farsi divorare dal mondo.


Pagina di Diario 2

"Siate nel mondo ma non del mondo"... (utile leggere tutto Gv 15,18-21)
Ci sono momenti in cui mi ripeto nella mente questa frase per calmarmi, per non disperare o per evitare di rinchiudermi tra le mura domestiche così da non dover avere a che fare con il male che c'è al di fuori della mia comfort zone e che mi manda in crisi. Solitamente queste sono cose che tengo per me per evitare di passare per la polemica di turno ma, dopo un episodio avvenuto l'altro giorno, mi sono resa conto di non essere polemica (dato che sono comunque educata, non mi lamento, rispetto le opinioni altrui e non attacco nessuno), bensì una persona normale ma con idee che non sono al passo con quelle del mondo. Non per nostalgia del passato, nemmeno perché non mi piacciono le novità e il progresso, o forse sì, è per questo, dato che ultimamente "progresso e novità" sono due parole molto utilizzate per cose che però non fanno bene all'anima. Mi rendo conto che spesso la frase "Siate nel mondo ma non del mondo" è utilizzata in modo esagerato, a volte a sproposito anche per piccole cose tanto da ritrovarsi a farle perdere di significato... Allora poniamoci una domanda basilare...
Cosa significa realmente essere NEL mondo ma non DEL mondo?
Significa essere in mezzo agli altri, vivere una vita normale, a contatto anche con chi la pensa diversamente, senza rinchiudersi in se stessi o solo nella propria comfort zone (che spesso corrisponde alla cerchia di amici con cui sappiamo che può andare tutto bene e non dobbiamo affilare i coltelli), ma senza che ciò possa cambiare i nostri valori , i nostri pensieri e le nostre idee. Senza che la nostra spiritualità e moralità venga intaccata quando siamo circondati da tutt'altro. Il mondo non ci ingurgita ma ci fissa come se fossimo alieni o semplicemente dei folli.
Cosa facciamo? Ci lanciamo nel mondo disarmati per farci sbranare? Assecondiamo il mondo per non avere problemi? Ci facciamo i fatti nostri? Diciamo la nostra in modo educato e andiamo oltre?
Ognuno ha la propria tecnica e strategia che dipende da molte cose.. ma tutti, e dico proprio tutti noi con una fede comune abbiamo un asso nella manica, guardare quel crocifisso e lasciarci guidare dallo Spirito (e questo difficilmente suggerisce aggressività, rabbia e cose simili, quelle arrivano dal nemico per farci sbarellare e perdere il controllo oltre che perdere la via).

Ora arriviamo al giorno incriminato...
Qualche giorno fa ho visto un post instagram riguardo l'uscita di un romanzo vintage con nuova traduzione e prefazione di una nota autrice di romanzi rosa. Mi sono fiondata a leggere perché il libro in questione è uno dei miei preferiti, *"Una ragazza fuori moda" di Louisa May Alcott. Leggo i vari punti che lo caratterizzano, arrivo alla fine del post e leggo che la Alcott viene definita come una "scrittrice che strizza l'occhio alle famiglie queer". Dopo essere rimasta qualche secondo bloccata con la bocca spalancata, ho cercato di ripensare alla trama del romanzo e, in tutta onestà, questa cosa non l'ho mai minimamente percepita. Ho fatto notare all'autrice che non mi sembrava un accostamento corretto. L'autrice sostiene la sua tesi condividendo nelle storie qualche articolo che parla delle particolarità dell'autrice, ovvero delle sue lotte femministe, del fatto fatto che non si sia mai sposata ne innamorata, che abbia più volte detto che avrebbe voluto essere un uomo etc...
Nello stesso articolo però si sostiene che nell'800, affermare di voler essere un uomo, fosse una sorta di protesta contro la condizione della donna ma che non significasse realmente un'ideologia di genere o un desiderio reale. Le lotte femministe della Alcott inoltre pare siano per il semplice diritto di voto. Approfondendo il tema, sia negli articoli che ho trovato che secondo l'autrice del post, si parla sempre di interpretazione e di sfumature colte da alcuni lettori (per cui fini a ste stesse) ma che non hanno nulla di concreto e tangibile nel collettivo. Basta fare ricerche mirate per incappare in articoli, anche stranieri, che in aggiunta a quanto citato prima, ipotizzano il fatto che la Alcott fosse addirittura Transgender.  (what??!!!)

Una domanda sorge spontanea... Veramente per avvalorare una tesi bastano le sfumature? Spero proprio di no, altrimenti staremmo freschi..
In che mondo stiamo vivendo? Se facciamo il riassunto di ciò che vediamo intorno a noi possiamo dire che è un mondo fatto di caos ideologico, di libertà intesa come poter fare quello che si vuole ma che in realtà porta le persone a conformarsi per non essere escluse, porta le persone a non poter dire qualcosa di diverso per non essere attaccate e insultate... la libertà che conosco io è un pochetto diversa, quella che indica Cristo è molto più chiara e distinta.
Un mondo fatto di ideologie (biologicamente traballanti) che stanno emanando odore di zolfo da mettere la nausea. Ricordo quando leggevo frasi come "il mondo si oggi è nelle mani di Satana" e cose simili sorridevo, lo ritenevo esagerato... In questi anni ammetto che ho rivalutato la mia opinione. Si, perché quando si dice che il mondo di oggi è satanista, non è un'esagerazione ne tantomeno una bugia, ma la verità se pensiamo a quali sono le basi della filosofia satanista, l'io al centro, la libertà che però incatena, la sessualità senza freni, aborto... una società EGO-centrica. 

Ma voglio fare un passetto indietro...al discorso dell'identità di genere attribuita alla Alcott.
Non parlo mai di questi argomenti ma questa volta mi tiro in mezzo da sola per un'esperienza personale molto concreta e diretta.
Se dovessimo stare a guardare alle affermazioni e agli stati d'essere delle persone in alcune fasi della loro vita ci ritroveremmo a fare i conti con appunto delle semplici "fasi" dettate da millemila motivi diversi ma che non implicano per forza un problema di genere o di crisi identitaria.
Ora arriviamo al mio esempio... si, proprio riguardo me stessa...
Ebbene sì, nel periodo dagli 11 ai 13 anni ero un vero e proprio maschiaccio (non che ora sia esempio di femminilità e finezza), rubavo i vestiti a mio fratello, abiti larghi, capelli corti, cappellini per nascondere il viso e spesso mi scambiavano per mio fratello (non perché, grazie alla fantasia dei miei genitori, entrambi rispondiamo a "Cri"; io mi chiamo Cristina e lui Christian, ma per altro) cosa che mi gasava parecchio. 
Sulla base di quello che stavo vivendo in piena adolescenza, al mio modo di vestire e di pormi, se anche allora ci fossero state le ideologie sull'identità di genere che vanno di moda ora, probabilmente mi avrebbero creato moltissimi dubbi su quella che poteva essere la mia identità di genere portandomi a mettere in dubbio il sesso biologico. Fluida? lei/lui? Non binario? Il caos mentale più assoluto. Quando in realtà fu semplicemente una fase che poi passò con il tempo e senza nessun tipo di problema sulla mia identità di genere. Chissà, magari quando morirò diranno che ero una fluida repressa perché una volta a 13 anni ho detto che volevo essere un maschio... (ritrattate per favore dato che non potrò farlo io XD).

"Siate nel mondo ma non del mondo"...
Rieccola che torna mentre scrivo, per ricordarmi di tornare al centro a cui voglio arrivare con questo pezzo che sa di strano diario e di chiacchierata tra amiche.
L'affermazione della scrittrice riguardo la Alcott come amica delle famiglie queer mi ha portata a pensare che mi sento un'estranea in un mondo che non permette di poter essere se stessi e di poter dire ciò che si pensa.. si, perché chi ha commentato riguardo la perplessità dell'affermazione, è stato etichettato come "ignorante" per il solo fatto che non vorrebbe leggere romanzi con ideologia e famiglie queer. Tutta questa tanto urlata obbligatoria espressione di se stessi dov'è finita? Vale solo se la si pensa tutti allo stesso modo?
Non so voi, ma io sto bene ad essere nel mondo a modo mio, anzi, no... non a modo mio ma a vivere nel modo migliore secondo ciò che Cristo ha pensato per me...libertà, santità e vita eterna... tanta roba!

Un abbraccio
Cristina

*Trama di "Una ragazza fuori moda":
Con la sua costante allegria, Polly, figlia del pastore di una piccola congregazione di campagna, arriva in città ospite della ricca famiglia dell'amica Fanny Shaw. E per gli Shaw la ragazzina è come un raggio di sole, che entra nella loro casa portando quel calore che per tanto tempo era mancato. A sei anni dalla prima visita, Polly, ormai una giovane donna, torna in città come insegnante di musica e riprende i contatti con Fanny. Grazie alla sua educazione e ai suoi profondi valori morali, sarà in grado di aiutare l'amica ad affrontare un grave rovescio economico, diventando per tutta la famiglia un importante punto di riferimento e, forse, anche qualcosa di più.