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mercoledì 28 febbraio 2024

Alzati, prega e vivi la giornata alla luce della gioia di Cristo.


Oggi è uno di quei giorni in cui sono in modalità "psicopatica", passo da momenti buoni ad altri meno buoni o negativi, possiamo dire che ho una scusante dato che ho appena fatto la puntura della terapia e l'ultima volta sono stata male per una decina di giorni. Per cui oggi rientra nelle classiche giornate "no" che in questa situazione si amplificano più del dovuto.
Per questo motivo ho deciso di revisionare questo articolo in questa giornata, ovvero rivedere alcune cose non in un momento buono ma in uno che non lo è per dare una serie di consigli più credibili.

Sono passati 6 mesi dalla diagnosi, giorno più giorno meno, tra controlli, operazione, convalescenza e ko, ho avuto molto tempo per pensare e non sempre è una cosa buona.. Lo sapete che noi donne siamo multitasking, pensiamo a più cose contemporaneamente mentre stiamo facendo altre cose e il tutto senza perdere il filo del discorso di ciò che stavamo pensando mentre programmavamo il menù dell'intera settimana successiva. Ecco, io non sono più cosi multitasking perché la malattia in qualche modo ti permette di fare meno cose insieme e scopri di essere umana e che tutto sommato questa cosa non è male. Peccato che quella versione ridimensionata del multitasking mette al primo posto i pensieri non proprio positivi e che rendono le giornate serene e tranquille nonostante tutto.
Ogni fine settimana apro l'agenda e cerco di tirare le somme della settimana, giustamente non basta un giorno, inizio di venerdi e finisco la domenica sera cosi che non mi sfugga nulla delle cose di cui mi debba pentire di aver fatto, non fatto o pensato.
Il rimprovero più gettonato è il "non sono riuscita a fare quello, quello e quello perché ero stanca, perché non stavo bene etc..."; mi rendo conto che anziché imparare a gestire al meglio il tempo, in realtà lo gestisco malissimo... io... la life planner di casa, quella che pianifica pure quando deve finire una penna... non riesco a mantenere una routine salda, ma non perché sbaglio a fare i conti ma perché pretendo troppo.
"Mi perdo in cose inutili  quando potrei dedicarmi a ben altro di più produttivo, edificante ed intelligente" mi ripeto in continuazione, peccato che stia sbagliando totalmente prospettiva. Con la mania del dover riempire di attività la giornata senza tenere conto che quello di certo non mi manderà in paradiso. No, non è una battuta, ma veramente il fare fare fare non ti manda in paradiso e per svariati motivi.
Ogni giorno mi alzo dal letto (assonnata o dolorante o magari a causa delle caldane per la terapia) con l'idea di fare tante cose belle utili ed edificanti, come pregare tanto, leggere tanto, pulire tanto, cogliere fiori in giardino per abbellire la tavola (ok, questo non è vero perché ho il sintetico, ma compro i tulipani alla lidl) e a fine giornata vado a dormire delusa facendomi promesse che il giorno dopo non riuscirò ancora a mantenere. Essere a casa e fare la casalinga per scelta non significa stare a casa a fare niente tutto il giorno, chi lo pensa probabilmente ha uno stereotipo completamente sbagliato, se ci aggiungi l'avere tre figli con varie attività diverse, (ringrazio il Signore di avere il marito ancora in smart working perché ora non avrei potuto reggere tutto questo), l'aver preso la decisione di seguire la vocazione dell'apostolato come strada principale e tutto l'impegno che comporta con progetti, attività, scrivere etc, riempie la giornata quasi completamente, aggiungici anche il pensare alla malattia e al doversi fermare per gli effetti collaterali delle terapie. Ci devo convivere per i prossimi 5 anni (4 anni e 10 mesi) ma ho la grazia di potermi fermare, anche se uno dei problemi è che non la so utilizzare questa grazia.

Rifletto e nei momenti di saggezza che ogni tanto spuntano, mi chiedo a cosa serva rimproverarsi di non aver fatto le venti attività che avevo programmato per la giornata.
Serve a poco, anzi, a niente... 
Ogni tanto mi sento dire da alcune amiche che sono una "super mamma" perché riesco a fare un sacco di cose nonostante tre figli... sapete una cosa?
Non è vero, non sono una super mamma, a riguardo avevo già scritto e vi rimando a quello per non ripetermi (QUI), in aggiunta posso dire che riuscire a fare tutto e più di quello che è possibile fare, il più delle volte, non è una cosa positiva perché ti porta in un circolo vizioso fatto di "più faccio meno posso essere criticata" oppure nel circolo vizioso del non voler deludere le aspettative. (brutta cosa...pesante soprattutto). Non fatevi fregare!

Per questo ho pensato ad una sorta di routine utile e che permette di centrarsi per fare tutto meglio e con lo spirito giusto, fatta di note sul telefono e forza il minimo indispensabile di forza di volontà sostenuta da qualcuno che sono sicura possa aiutarmi... il Signore.
Il mio motto modificato secondo ciò che vorrei...
"ALZATI, PREGA...E AFFIDATI AL SIGNORE!", serve questo per affrontare la giornata alla luce della gioia di seguire Cristo.
Con la preghiera ogni cosa si affronta diversamente, è innegabile.. per cui anche la malattia e la terapia possono avere un sapore diverso, uno spirito diverso, uno scopo diverso, ma con un solo obiettivo, la santità. Lo sperimento quotidianamente da quando ho impostato delle preghiere fisse nella giornata. Anche se è in una di quelle "no", sento la Sua mano che cambia le cose.
Ma ora vediamo qualche piccolo punto da fissare senza esagerare e sono sicurare che sarà fattibile per tutti.

1. APRI GLI OCCHI: Mai dare per scontato questo punto, hai aperto gli occhi, puoi ringraziare e lodare il Signore solo per quello. Ma dopo aver aperto gli occhi guardati intorno e nota cosa c’è... hai qualcuno accanto? senti le voce di qualche membro della famiglia? Hai un animale da compagnia? Hai anche solo un messaggio sul telefono? Ringrazia per ogni cosa.

2. ALZATI: Ora puoi alzarti, darti una sistemata (io ad esempio prima di qualsiasi cosa devo lavarmi e cambiarmi), preparare la colazione, salutare il resto della famiglia chiedendo come hanno dormito e come stanno, che impegni hanno etc...(scegli tu in che ordine tutto ciò) preparati per le attività che hai di lì a poco o più tardi.. nel frattempo avvicinati al Signore con il vangelo e commento del giorno, ascoltando della musica cristiana o semplicemente pregando come preferisci (rosario intero, decina, una novena che stai facendo etc..).

3. PREGA: (capirete che ci sono tantissimi modi per pregare) Non riguarda il punto precedente ma prima di uscire di casa abituati a pregare, ti consiglio una decina del rosario che puoi recitare mentre metti la giacca o vesti i bambini o gli dai istruzioni se sono più grandi (intendo decina extra rispetto al punto 2), il segno di croce e vai..
Se invece sei a casa perché non hai impegni allora prenditi del tempo per altre modalità di preghiera come le lodi, le orazioni di Santa Brigida, la coroncina della divina misericordia (questa anche alle 15,00), l'orazione teresiana etc...
A mezzogiorno l'Angelus mentre preparate il pranzo o, se siete al lavoro, prendetevi qualche minuto di pausa. Lettura di qualche pagina oppure scrivere nel diario di preghiera; seguire la messa online cosi come l'adorazione eucaristica (anche solo 5 minuti)...
Ogni cosa richiede veramente poco tempo (eccetto la messa ovviamente), al massimo 15 minuti e può essere interrotta con la promessa a se stessi di riprenderla il prima possibile, non di dimenticarla.
Fare preghiere a rate è sicuramente più lodevole che non provarci nemmeno per paura di non riuscirci.. questo è ciò che mi ha sempre detto il mio padre spirituale, oramai è sempre cosi, ma sto pregando molto di più.

4. AFFIDATI: Difficoltà livello millemila. Fattibile? in realtà parecchio! Affida la tua giornata a Lui, da quando apri gli occhi a quando li chiudi conclusa la giornata.. e se durante la giornata lo ritieni utile, rinnova questo tuo affidamento. Puoi farlo con parole tue oppure preghiere di affidamento che si trovano online anche di Santi.

5. AL SIGNORE: “...al Signore” .. tutto a Lui in lode e offerta, senza sprecare un attimo. Che può sembrare poca cosa ma in realtà à tantissimo, e in questo caso non solo per noi ma anche per gli altri. Difficoltà, gioie, dolori... se sappiamo che nulla va sprecato ma che tutto serve per qualcosa di buono allora possiamo fare uno sforzo in più per vivere la giornata con il sorriso e la gioia limitando lo sconforto e il rimanere abbattuti e giù di morale.

Tutto questo ti permette di vivere la giornata alla luce della gioia e fede in Cristo... che non è gioia superficiale ed euforica senza motivo ma gioia profonda che dona speranza, calma il cuore e lo ricolma di Dio. Che ti permette di vivere anche i momenti di sconforto nella grazia consapevoli che ogni peso può essere alleggerito con la fede nel Signore.
Ricordiamo cosa dice San Paolo:
Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé.
(San Paolo di Tarso)
Non solo:
Fratelli, considerate perfetta letizia, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la vostra fede, messa alla prova, produce pazienza e la pazienza completi l’opera sua in voi, perché siate perfetti ed integri, senza mancare di nulla (Gc 1, 2-4).

Non è complicato provare a vivere le difficoltà con uno spirito di gioia, ma diventa impossibile nel momento in cui crediamo di poterlo fare da soli.
Abbiate pazienza, prima di tutto con voi stessi perché cosi facendo potrete sperimentare la grazia della misericordia con la consapevolezza che non riuscire a fare tante cose non è fallire o essere pigri ma semplicemente aver capito che siamo umani, abbiamo dei limiti e che il nostro obiettivo è la santità e quella può essere raggiunta solo se ci diamo il tempo anche di riposare e ripartire.

A presto.
Cristina

lunedì 11 febbraio 2019

La parola d'ordine per San Valentino? Made with love.




Mancano pochi giorni alla festa degli innamorati, ricorrenza tanto amata e tanto odiata allo stesso tempo, beh si, ci sono due fazioni, quella di coloro che in questa occasione festeggiano l'amore e quelli che la attaccano su tutti i fronti.
Non preoccupatevi, non scriverò l'origine di questa festa etc, ne è pieno il web di queste cose, per cui ve le risparmio.

San Valentino è la festa dell'amore, di coloro che si amano e in alcune tradizioni oltre a riguardare le coppie di fidanzati e sposi, riguarda  anche tutte le persone a cui si vuole bene.
Ricordo un episodio dei Simpson dove portavano a scuola dei biglietti per i compagni di classe e li scambiavano, non mi soffermo sulla vicenda del povero Ralph e di Lisa.
Una scatola di cioccolatini, una rosa, un bigliettino dolce, in questo giorno le idee sono innumerevoli, magari anche i più orsi e burberi decidono di addolcirsi per una giornata facendo un gesto carino.
Come già ho raccontato i miei genitori sono divorziati, litigavano continuamente e non ho dei buoni ricordi però il giorno di San Valentino e del loro anniversario (che è due giorni dopo, ed è anche il mio compleanno) era come se ci fosse un tacito accordo e qualsiasi cosa fosse successa in precedenza svaniva, soprattutto mio padre che è molto "orso" e non ama affatto gesti romantici o dolci (non l'ho mai visto dare un bacio a mia madre), in quell'occasione aveva sempre un regalo per mia madre.
Da figlia che li vedeva sempre discutere, questo loro atteggiamento ha lasciato un bel ricordo di questa ricorrenza per cui la voglia di festeggiarla non è mai mancata.

La fazione che non ama San Valentino, leggendo l'esperienza sopra citata dirà "Ci si deve amare tutto l'anno, non solo a San Valentino!"
Chi ha situazioni particolari in casa, posso dire che si accontenta di poco, se quel poco emana amore, il fatto che poi piano piano svanisca è relativo, si immagazzina il ricordo e si va avanti.
Perchè tutto questo rancore per una banalissima festa dell'amore? Cosa c'è di male in questo?
Non riuscirò mai a capirlo, cosi come non capirò mai le tristissime frasi a riguardo come "San Valentino, con la moglie o con l'amante?".... se anche l'amore viene sminuito, deriso, cosa ci resta....

Escludendo l'esempio dei miei genitori (che comunque qualcosa insegna) posso dire che non comprendo il motivo di chi snobba questa festa, festeggiare San Valentino non equivale ad amarsi solo un giorno,è solo un momento in più per fare qualcosa di speciale, per ritagliarsi del tempo per la coppia oppure per fare una cenetta particolare in famiglia se non volete uscire da soli (va beh, uscire da soli per una volta male non fa in questi casi).
Un po come per il mese della prevenzione, non è che si fa prevenzione solo quel mese e il resto dell'anno no, quello è un input per darsi una svegliata.
Ecco, San Valentino ha la stessa logica, se non faccio nulla di speciale durante l'anno posso farlo quel giorno esattamente come quando festeggiamo l'anniversario.
Noi solitamente festeggiamo a metà, ovvero il 15 perchè poi il 16 è il mio compleanno per cui due feste (e due regali) in un colpo solo!

Volete amarvi concretamente 365 giorni all'anno?
Allora ecco per voi una dritta per un regalo speciale, fatto con amore, che dura tutto l'anno e soprattutto non vi farà ingrassare a differenza di quei (buonissimi) cioccolatini.
Un barattolo con all'interno 365 bigliettini che accompagnerà la vostra dolce metà per tutto l'anno!
Dovrete metterlo bene in vista, in modo che ogni mattina si ricordi di pescare il biglietto del giorno.
Lo faccio già da 4 anni, per cui quest'anno faccio una pausa e lo trasmetto a voi cosi che possiate metterlo in pratica perchè è veramente un dono speciale.



Cosa serve?
- un barattolo con coperchio
- fogli di carta bianchi o colorati
- pennarelli o pastelli
- nastro

Il procedimento è semplicissimo, basta preparare tanti bigliettini quanti sono i giorni dell'anno, potete decidere se scriverli a mano oppure fare a computer, dipende dal tempo a disposizione.
In alcuni biglietti potete scrivere frasi dolci, in altri ricordare un episodio che vi lega, oppure un complimento, oppure (è più veloce) potete formare una frase mettendo una lettera per biglietto (andranno numerate) e solo alla fine riuscirà a ricomporre ciò che volete dirgli.
Un altro suggerimento riguarda l'inserire dei bonus che possono essere un massaggio, una cena da soli etc... con una regola per non dimenticarvi ovvero con una scadenza, per esempio "una volta pescato hai tempo 2 settimane per utilizzarlo".
Questo è un modo concreto per vivere ogni giorno l'amore e sarà molto utile quando magari avrete avuto una discussione e il biglietto sarà un passo per dimenticare o risolvere tutto.
Mettete tutti i bigliettini ben piegati nel barattolo, potete creare un'etichetta carina e mettere un fiocco per abbellire il tutto ed è pronto!
Avete poco tempo perchè lo avete scoperto poco prima?
Bene, potete farne almeno la metà e il resto li potete aggiungere successivamente, ma shhhh è un segreto!

Potete creare anche un bigliettino con un cuore pop up, il tutorial lo trovate in questo SITO.
Altro suggerimento, dei buonissimi muffin con sorpresa, anche questi li preparo da anni e li portano a scuola anche i bambini.; la ricetta la trovate nel mio blog di cucina "In Cucina con Crissy".

Siete single?
Questa ricorrenza riguarda le coppie ma non solo, può comprendere tutti per cui se una persona è single può fare qualcosa di speciale per gli altri in questa ricorrenza, bigliettini alla famiglia, a chi ci è sempre accanto, dedicarsi al prossimo con qualche attività solidale.
Ho anche letto che in una parrocchia in questo giorno faranno una preghiera per chiedere la grazia di un marito o una moglie ed è una cosa molto carina.

San Valentino è la festa degli innamorati, una festa di gioia, in cui ringraziare il Signore per chi ci ha messo accanto perchè possiamo riscoprire e trasmettere quanto sia importante l'amore nella vita delle persone.

Buon San Valentino!
Cristina

mercoledì 28 novembre 2018

Calendario dell'Avvento al contrario, fai la differenza!



Carissime folli donne cattoliche,
sta per iniziare il percorso di Avvento che come ogni anno ci accompagnerà e ci aiuterà a prepararci giorno dopo giorno alla nascita di Gesù, del nostro Signore e Salvatore.
Per cui vogliamo proporvi un avvento alternativo, facile da mettere in pratica con 3 semplici passi:
1- Fai la differenza!
2- Ogni piccola cosa aiuta.
3- Diffondi l'amore!
Per farlo vi proponiamo due alternative + una.

Questo periodo è ricco di consumismo, di regali, di doni fatti a chi amiamo e doni ricevuti, magari anche molto costosi, il calendario dell'avvento diventa un semplice calendario dove ai bambini importa solo del dolcetto o del cioccolatino e nulla di più.
Online si trovano tantissimi modi per creare un calendario dell'avvento non solo goloso ma anche che possa arricchire lo spirito sia per grandi che per piccini.

Quello che invece vi proponiamo oggi, è un calendario dell'avvento al contrario...e un'attività per il giorno di Natale; un modo per trasmettere anche ai bambini un modo concreto per essere cristiani nella vita quotidiana.

Calendario dell'avvento al contrario????
Si!!! In questo modo, il calendario dell'avvento ci fa veramente vivere e mettere in pratica il nostro essere cristiani ogni singolo giorno dal primo all'ultimo giorno di avvento.
In questo caso non si riceve un dono al giorno ma si dovrà fare un dono al giorno; anzichè aprire la casellina per prenderti il tuo bel cioccolatino, metti qualcosa in un cestino oppure in una busta.
Ogni giorno dovrete mettere da parte una cosa diversa e al termine dell'avvento la donerete a chi ne ha bisogno tramite la parrocchia, associazioni oppure personalmente se conoscete chi può averne bisogno.

Sono piccoli atti di generosità che fanno una grande differenza.

In che modo è possibile fare il  calendario dell'avvento al contrario?
Noi vi daremo due opzioni diverse in modo che ognuno possa decidere quale fare in base anche alle proprie possibilità.

Prima  di tutto dovete cercare  un ente di beneficenza, oppure chiedete in parrocchia per sapere se  serve qualcosa di specifico, in qualsiasi caso, anche se conoscete qualcuno che ne ha bisogno, le cose importanti sono le stesse della colletta alimentare con aggiunta di articoli per la pulizia quotidiana e da toeletta.
Non ci è lecito “passare oltre“ con indifferenza, ma dobbiamo fermarci accanto a chi soffre, chiunque esso sia. E far dono di se stesso. (Giovanni Paolo II)
1. Il Cestino/scatola

Consiste nel preparare un cestino o meglio, una scatola, già divisa in 24 scomparti numerati in modo da vedere piano piano la scatola che si riempie.
Potete renderla più carina ricoprendola con carta regalo come nella foto qui di seguito.



Preparate una lista di cose che vorreste mettere oppure potete decidere di giorno in giorno parandone con i bambini magari anche in base a quello che avete vissuto durante la giornata oppure se leggendo il vangelo del giorno avete avuto qualche spunto per capire cosa aggiungere.
Ogni giorno a turni mettete ciò che ritenete opportuno, sia donazioni alimentari come un pacco di pasta, di riso, oppure della farina, tonno etc... oppure un giocattolo, articoli da toeletta come salviettine umidificate, spazzolino e dentifricio, bagnoschiuma, abiti usati etc...
Una volta terminato, portate tutto dove avete deciso oppure a chi avete deciso, sicuramente per loro sarà un regalo di Natale meraviglioso, il più bello che avrebbero potuto desiderare.

2. Il Sacchetto (Blessing Bag)


Il sacchetto è impostato in modo simile, ma con cose più essenziali e meno voluminose perchè lo scopo è sempre quello di donare ai bisognosi ma direttamente ai senzatetto e a chi sappiamo possa essere in difficoltà, a chi non ha una casa.
In poche parole è un "sacchetto delle benedizioni" che potete creare durante l'avvento e tenere  in auto in modo che se doveste incontrare qualcuno bisognoso lo avete sempre a portata di mano ed è un ottimo modo per trasmettere ai figli il senso di "aiutare il prossimo".
In questo sacchetto potete mettere degli snack (e un succo), spazzolino e dentifricio, calze calde, una berretta, guanti, salviettine umidificate, una banconota o delle monete, fazzoletti di carta, per le donne anche degli assorbenti.
Inoltre potete anche inserire i campioncini di shampoo e doccia schiuma, quelli nelle bustine cosi occupano poco spazio.

Io non sono che una piccola matita nelle mani di Dio, che sta scrivendo e inviando una lettera d’amore al mondo.
(Madre Teresa di Calcutta)
Ora invece passiamo all'attività da fare il giorno di Natale....
- il Blessing Jar ovvero il Barattolo delle Benedizioni.


In cosa consiste il "Barattolo delle Benedizioni"?

E' un semplice barattolo con all'interno dei bigliettini scritti a mano con passi del vangelo da donare ai parenti e a chi vedremo il giorno di Natale come benedizione per quel giorno.
Lo potete tenere in borsa se andate a fare il giro di auguri dai parenti e una volta arrivati, come augurio gli dite di estrarre un bigliettino con una benedizione per loro.
Se invece siete voi a ricevere le persone, potete mettere il barattolo al centro del tavolo oppure sul tavolino accanto alla porta e potete far estrarre il biglietto appena arrivano oppure a fine visita.
In alternativa ai bigliettini, potete scrivere dei versetti sugli stecchi simili a quelli dei ghiaccioli, in commercio trovate quelli più larghi, in modo che possa essere utilizzato anche come segnalibro.

“Amando il prossimo e prendendotene cura, percorri la tua strada. Aiuta, quindi, chi è al tuo fianco mentre cammini in questo mondo, e arriverai accanto a colui con il quale desideri rimanere per sempre” – Sant'Agostino
Alcuni semplici spunti per poter vivere un Avvento diverso dal solito, volto all'altro, al donare senza ricevere nulla in cambio, quel donare con la "D" maiuscola, come Gesù ci ha sempre insegnato.
Buon inizio di Avvento a tutti e che possa essere un percorso di riscoperta dell'essere cristiani al servizio del prossimo.
Buon cammino.
Cristina

venerdì 6 ottobre 2017

Spiritualità dal basso. (parte 1)


Buon pomeriggio,
oggi a differenza del solito, vi parlo di un libro che mi è stato consigliato da un'amica e che mi ha aperto un nuovo modo di vedere e vivere la spiritualità.
Mi è piaciuto talmente tanto che nel gruppo "Stile di vita di una folle donna cattolica" sto facendo un book club dove parliamo e commentiamo i vari capitoli etc.
Partiamo dagli autori, che personalmente non conoscevo, mentre altre del gruppo avevano già letto scritti di Grun.

Anselm Grun: è dottore in teologia e monaco benedettino, è priore amministratore di un'abbazia in Germania. Noto come uno dei più fecondi e apprezzati autori di spiritualità in Europa.
Meinrad Dufner: artista, guida spirituale e monaco insieme a Grun.

Il book Club è appena iniziato e il primo incontro riguardava l'introduzione del libro, solo 5 pagine ma sono riuscita a fare un'ora di discorso.
Ho per questo pensato di proporre qui nel blog un riassunto di ogni incontro che verrà fatto a cadenza circa quindicinale.
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L'introduzione parte facendo un'analisi attuale della condizione spirituale delle persone, ovvero una continua ricerca di percorsi per trovare la pace interiore, trascendenza, armonia e il tutto spesso viene automaticamente collegato alle discipline e religioni orientali.
Credo sia quasi scontato pensare a quel filone spirituale senza pensare minimamente al Cattolicesimo, questo perchè spesso si pensa che tutto sia impostato con delle regole da seguire ed è finita li, non prendendo minimamente in considerazione l'idea che si possa guardare dentro se stessi per vivere una spiritualità cattolica diversa e più profonda.
La  spiritualità dei monaci dei primi secoli è un tesoro immenso, loro vivevano della sorgente interiore, lo Spirito Santo!
Oggi invece non si è più abituati ad invocare lo Spirito Santo, io stessa non sono stata abituata a farlo e faccio moltissima fatica anche solo a pensarci.
La spiritualità è il vivere la vita che conduce a Dio e al proprio vero sè, perchè se non conosciamo realmente noi stessi come possiamo provare ad avere un rapporto sincero con Dio?
Questo libro ci porta a scoprire due tipologie di spiritualità divise ma complementari, una spiritualità dall'alto e una dal basso.

La spiritualità dall'alto riguarda lo studio della Sacra Scrittura, lo studio della morale cristiana, il mettere in pratica i comandamenti per essere un cristiano perfetto, spesso si ha anche una visione di se stessi non sempre esatta.
Inoltre si può incorrere in un grosso rischio, ovvero snaturare se stessi per ambire alla perfezione.
La spiritualità dal basso ci fa capire che Dio non ci parla solo tramite la Bibbia e per mezzo della Chiesa ma anche attraverso noi stessi, i nostri pensieri e sentimenti, il nostro corpo, i nostri sogni e le nostre debolezze.
Ci si butta a capofitto nei propri sentimenti, nelle proprie paure e nei propri limiti, si cerca di capirne il motivo e si può cambiare rotta o migliorare senza snaturarsi ma comprendendo.
Se vuoi conoscere Dio, impara prima a conoscere te stesso
L'ascesa a Dio comporta una discesa nella propria realtà interiore, per cui una discesa verso il basso ovvero sempre più nella profondità di noi stessi in modo da capire i nostri limiti, fin dove possiamo arrivare per poi dire a Dio "Signore, io posso arrivare fino qui, aiutami tu ad andare oltre".

Il Sè, ciò che siamo, corrisponde al nostro essere autentico e profondo, andando sempre più a fondo possiamo arrivare a conoscere la nostra vera vocazione progettata da Dio.
Spesso ci dimentichiamo che non è la perfezione che ci porta a Dio, la mania di voler essere perfetti ci può distrarre da ciò che significa seguire Gesù; Lui non ha mai stabilito una qualche scala di perfezione, ma una strada che porta in basso, nella profondità dell'umiltà.
Umiltà come atteggiamento religioso di fondo, non vista come virtù sociale che porta a "servire" ma una riconciliazione con la nostra "terrenità" per incontrare e instaurare un vero rapporto con Dio.
Viene presa ad esempio la Regola di Benedetto da Norcia.
La debolezza, l'impotenza e il peccato, a differenza della perfezione,  aprono un varco verso Dio.

Per un cammino di fede autentico la scelta migliore è quella di riscoprire una spiritualità dal basso (possibilmente con un padre spirituale), conoscendo prima se stessi si può aprire una relazione personale con Dio autentica.
Personalmente sono consapevole di avere una spiritualità quasi totalmente dall'alto, come credo moltissimi cattolici, ora devo buttarmi in questo percorso assolutamente non facile, per poter vivere una spiritualità piena.
nel libro vengono fatti parallelismi riguardo queste due tipologie di spiritualità per far capire la differenza in ogni occasione, trovo estremamente utili questi paragoni per poter capire a fondo le due visioni.
Vivere una spiritualità dal basso non significa rinnegare quella dall'alto, significa metterla un attimo da parte (anche perchè oramai è assimilata quindi non si può e non si deve cancellare perchè è comunque la base della vita spirituale) per mettere in primo piano quella dal basso.
Dopo un lungo lavoro, poco a poco si risale e le due spiritualità diventano un tutt'uno e complementari; una non deve sostituire l'altra ma si devono completare.

Tra due settimane ci sarà il primo capitolo.
Buona lettura.
Cristina



giovedì 2 gennaio 2014

Anno nuovo...


Buon pomeriggio,
soprattutto Buon Anno nuovo a tutti!!!
Quello che si è appena concluso è stato l'anno peggiore in assoluto anche se per fortuna ci sono state comunque cose positive.
E' stato l'anno di una perdita importantissima che mi ha completamente scombussolata oltre ad avermi fatto capire molte cose, l'allontanamento da mia madre per ciò che vi ho raccontato in un altro post, svariati problemi di salute e quant'altro.
Di pari passo c'è stata la mia svolta più grande con il mio nuovo cammino come catechista che mi sta dando molta soddisfazione oltre che amare molto questo impegno.
Si dice sempre "Anno nuovo, vita nuova"..ebbene per quest'anno no! non voglio mettermi in testa che l'arrivo del nuovo anno possa portare una nuova vita, ma voglio iniziare con un atteggiamento diverso ma sempre restando me stessa.
Spesso è proprio il nostro atteggiamento che può fare una grande differenza, se le cose non vanno bene è inutile piangersi addosso e sperare nel miracolo standocene fermi e seduti, se qualcosa non va rimbocchiamoci le maniche pensiamo che con noi c'è sempre il Signore a sostenerci e cerchiamo di essere positivi e con il sorriso!
Siamo cristiani, come possiamo essere cupi, musoni, giù di morale e piangerci addosso?? No!! siamo cristiani, quindi dobbiamo essere felici, trasmettere sicurezza e gioia anche nei momenti bui perchè il Signore ci sorregge, ci aiuta ad andare avanti ed è questa sua presenza costante che dovrebbe renderci felici ogni attimo.
Quindi il mio obiettivo per quest'anno sarà principalmente farmi guidare dal Signore, essere più positiva e smetterla di lamentarmi per ciò che mi accade di negativo perchè non serve se non a peggiorare il mio stato d'animo e quello di chi mi sta accanto... sarà difficile ma ci provo e ce la devo fare!
Quando mi farò prendere dallo sconforto ripeterò dentro di me "Il Signore mi è accanto e mi da la forza per affrontare ogni cosa".
Tra gli obiettivi più superflui c'è anche la voglia di finire di leggere un paio di libri di Maria Valtorta e di non sgarrare con la dieta per mia allergia alimentare al nichel.
Poi se mi verrà in mente altro vi aggiornerò, nel frattempo vi auguro un sereno e spiritualmente ricco anno nuovo!!!
Sarete nelle mie preghiere, domenica sarò al santuario di Caravaggio, luogo che amo.
Che il Signore vi protegga sempre.

lunedì 16 settembre 2013

il Signore è libertà.


Buon pomeriggio,
il Santo Padre spesso ribadisce il concetto di Liberà di ogni persona anche nel seguire il Signore.
Molti pensano purtroppo che seguire Gesù, la chiesa, Dio significhi essere incatenati a qualcosa, dover seguire delle regole e guai a sgarrare tagliando cosi quel legame che ogni uomo ha con il suo sentirsi libero.
Onestamente lo credevo anche io quando mi ero allontanata dalla chiesa, non mi sentivo libera, mi stava tutto stretto quindi per me essere cattolica significava tutto fuorchè essere libera...
Errore madornale!!!
Non avevo assolutamente capito nulla! E questo pensiero è la conseguenza del non aver vissuto a pieno la mia fede, averla vissuta in modo superficiale e basandomi su ciò che gli altri mi inculcavano in testa per sminuire il cattolicesimo e il seguire Gesù.
Gesù è libertà più profonda, possiamo decidere noi della nostra vita e nonostante siamo legati a Lui, ci lascia liberi di agire come meglio crediamo sostenendoci in qualsiasi caso, aiutandoci a capire.
Se capita di metterlo da parte, o lasciarlo, Lui ci sta vicino ma allo stesso tempo ci lascia liberi di pensare aspettandoci, come un padre amorevole attende il proprio figlio magari seduto sul divano di casa.
Il Signore ci lascia liberi di sbagliare con la nostra testa e ci accoglie quando corriamo da Lui disperati dopo aver commesso un errore, e ci aiuta quando ne abbiamo bisogno spesso anche se non glie lo chiediamo ma ci lancia dei segnali.
Diciamo che il concetto non è semplice ma va vissuto per capirlo, anche quelle che vengono considerate "privazioni", se comprese a pieno non lo sono ci rendono invece liberi, non schiavi!
Cosa che invece sta facendo la società odierna con i loro canoni di bellezza, stereotipi, se non sei come impone la società allora sei fuori, quello è essere schiavi e una volta compreso ciò ti rendi conto che il Signore è pura libertà perchè ci ama sempre per ciò che siamo, è quell'amore incondizionato che va oltre ogni limite.
Un abbraccio a tutti e che il Signore vi benedica e vi protegga sempre.