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domenica 26 gennaio 2020

Attenti a quello che chiedete, perchè vi sarà dato.





                      Vorrei centomila cose,
                   le vorrei con la mia mente,
                      ma mi sembra di capire
                  che per Te tra il dire e il fare,
                   c’è un mio bene differente…
              ("Fino a dove può arrivare", Reale)


Nella vita ci ritroviamo spesso a fare richieste al Signore, direi anche più volte al giorno alcune volte o in base a come stiamo.
Ok, cerchiamo di essere onesti, lo stalkeriamo proprio se non siamo nella giornata giusta.
Il risultato spesso è rimanere delusi perchè non abbiamo le risposte (che vogliamo).
Fare continue richieste senza nemmeno aspettare una risposta, martellare con preghiere, richieste, novene e rosari focalizzandoci solo sul volere un risultato e pensando poco a ciò che chiediamo realmente... ecco cosa ci manda fuori strada.
In poche parole vorremmo che Dio fosse come un mago che con una bacchetta risolve i nostri dilemmi e problemi.
Quante volte mi sono ritrovata a chiedere miriadi di "favori" a Dio, gli consegnavo la richiesta e aspettavo che venisse realizzata, un po come la classica mentalità pagana dove fai il rito e aspetti il risultato.
Peccato che cosi facendo sbagliavo tutto, instauravo un rapporto con Dio a senso unico dove io chiedevo e lui doveva dare senza tenere minimamente conto che un rapporto reale non funziona cosi.

Perchè non esaudisce le mie richieste? Perchè non mi ascolta?
Quante volte mi sono fatta questa domanda...e credo di non essere l'unica.
Magari dovevo fare la novena in modo diverso, dovevo scegliere quella versione anzichè quella che aveva un parte in meno; ho fatto il rosario troppo di fretta, dovevo aggrapparmi a quel Santo invece di quello...
Ed ecco che rispunta la parte pagana che c'è dentro, dove le parole hanno una valenza magica e contano più dei fatti e dell'intento.

Poi parlando con il mio padre spirituale ed esternando le varie perplessità e considerazioni che avevo fatto ho capito che stavo sbagliando tutto; Dio non guarda se hai fatto la novena con un pezzo in meno, oppure se hai recitato il Rosario a metà perchè con i bambini a casa è difficile...
Lui guarda la continuità e la costanza con cui reciti la novena o un Rosario, Lui guarda al cuore, se quella richiesta viene veramente da li o semplicemente non sai scegliere da solo, Lui guarda a cosa è bene e giusto per te, perchè a differenza tua, lui lo sa veramente.

Per mesi e mesi ho chiesto al Signore di aiutarmi a stare meglio (avevo problemi di salute che stavano diventando invalidanti), ho trascorso più di 2 anni stando molto male e non ricevevo risposta, mi sentivo come se meritassi ciò che mi stava accadendo, poi ho capito che in realtà mi stavo auto distruggendo da sola, ho pensato che se proprio non potevo stare meglio, avrei dovuto imparare a sopportare, a conviverci e ad andare avanti lo stesso.
Mi sono rimboccata le maniche, sono caduta tante volte e dopo un anno fatto di peggioramenti a causa di persone sbagliate, ho conosciuto una dottoressa (piuttosto lontana) che ha iniziato a farmi stare meglio e, benchè la strada sia ancora molto lunga, ne sto uscendo.
Il Signore non mi ha fatta stare meglio con uno schiocco di dita, dopo aver incontrato dottori sbagliati, ho incontrato quella giusta per caso (dio-incidenza), con lei ho iniziato un percorso fatto di sacrifici, rinunce, stare ancora male fino ad iniziare a trovare un piccolo equilibrio.
Nel frattempo si sono aggiunte altre cose che mi hanno aiutata a stare meglio, ma ci è voluto tempo... I nostri tempi non coincidono con quelli di Dio, ciò che vogliamo noi spesso non coincide con ciò che ci serve, ma allo stesso tempo non dobbiamo pensare che ciò che abbiamo (malattia, sofferenza) ce lo meritiamo perchè non è affatto cosi!

Qualche mese fa, dopo qualche anno, sono tornata al Santuario della Madonna d'Erbia... il santuario della mia conversione..
Davanti alla Madonna ho fatto la solita chiacchierata e le ho chiesto cosa dovevo fare, quale fosse la mia strada, a cosa dovessi dedicarmi per aiutare gli altri,per aiutare mia figlia...avevo il cuore in mano.
Non era la prima volta che facevo questa richiesta e non avevo mai ricevuto una risposta, un segno, qualcosa che me lo facesse capire... o magari non me ne sono accorta.
Il giorno dopo, una ragazza su facebook mi ha girato un volantino, riguardava un corso per diventare tutor per bambini con DSA (mia figlia rientra nei dsa essendo disgrafica, disortografica e con difficoltà attentiva).
Dopo averci pensato e averne parlato con mio marito, ho deciso di provarci, ho fatto il corso e ora da qualche mese lavoro come tutor con due ragazzini e riesco anche a seguire meglio mia figlia.
Probabilmente se questo volantino fosse arrivato una settimana dopo, non avrei nemmeno collegato le cose e avrei pensato ancora ad una mancata risposta.

Non è finita qui perchè l'ultimo esempio risale a poco tempo fa, per molti potrà sembrare banale, ma in realtà racchiude due cose importanti, la prima è il ricevere concretamente un "segno" che ti faccia capire cosa fare, la seconda è il nostro girarci dall'altra parte una volta che abbiamo capito di avere ottenuto ciò che ci serviva...

"quando sto bene scordo in fretta ciò che hai fatto già per me"
("Il cuore da cui provengo", Reale)

Questa frase della canzone dei Reale credo sia perfetta per molti aspetti, quando otteniamo ciò che abbiamo chiesto magari diminuiamo l'intensità della preghiera, iniziamo a trascurare Dio, torniamo ad essere come prima... forse è proprio per questo che Lui ha tempi e modi diversi dai nostri.

Ad inizio anno sono tornata a stalkerare la Madonna per le mie solite richieste, questa volta la richiesta riguardava il mio dare testimonianza.
Avevo bisogno di capire se quello fosse un mio compito oppure dovevo smettere perchè la mia esperienza di conversione magari non dava niente a nessuno e non volevo dedicare tempo ed energie ad un progetto, "e se in realtà il mio compito fosse un altro??".
Per cui rieccomi con la mia richiesta, aggiungendo che non mi sarebbe importato il modo in cui avrei ricevuto una risposta, anche se sarebbe stato pesante o meno, avevo bisogno di capire.
Ora, voi magari vi metterete a ridere ma a me è servito... fattosta che uno o due giorni dopo, per non so quale motivo, non riuscivo più ad accedere a facebook, in poche parole non potevo recuperare l'account in alcun modo.
(Specifico che oltre alla pagina e gruppo a stampo cattolico, ho anche altre pagine...)
Il mio primo pensiero qual è stato?
"Non voglio perdere la pagina e il gruppo di "stile di vita di una folle donna cattolica!!"
Ebbene si, poco mi importava delle altre pagine, anche dell'account in sè, il mio unico pensiero era il perdere quella parte che mi permette di donare la mia testimonianza di fede, di conversione, di imperfetta cattolica.
Quella per me è stata la risposta alla mia richiesta di due giorni prima.
Ho capito cosa dovevo fare, ovvero evitare le altre pagine che gestivo e dedicarmi solo a quella della testimonianza.
In qualche modo che ancora non capisco, dopo due giorni, sono riuscita a tornare nell'account e ho ripreso a postare nella pagina.
Pochi giorni dopo, ho ripreso a postare anche nelle altre pagine.. come una che non ha capito nulla di ciò che gli è stato insegnato.
Si, avevo capito cosa dovevo fare, però una volta ottenuta una risposta è tornato tutto come prima, ma sono tornati anche i dubbi.
Colpa di Dio che non risponde? NO! Colpa mia che non voglio ascoltare, vedere, recepire!

Avrei altri esempi che, tornando indietro, mi fanno capire che Lui aveva risposto alle mie richieste ma non le ho viste perchè mi aspettavo cose diverse.
Lui risponde, lo fa sempre ma non nel modo in cui noi pensiamo perchè in realtà noi chiediamo e aspettiamo la risposta che vogliamo noi e ciò che non rientra nella nostra logica diventa trasparente.
Per cui bisogna stare attenti a ciò che si chiede perchè ci verrà dato, non come vorremmo noi, non con i nostri tempi ma arriverà.
L'unica cosa in nostro potere è quella di fidarsi e affidarsi; facile? assolutamente no!
E' tanto difficile, le cose cosi si complicano ma se non ci affidassimo, che fede sarebbe?
E' proprio qui che entra in gioco la fede, la voglia di fidarci di Lui, il momento di dire "ok, sia fatta non la mia, ma la tua volontà"

Ricordate... "chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto." (Lc 11)

Un abbraccio.

lunedì 20 gennaio 2020

La presunzione di conoscere gli altri, un peccato gettonato.



"Io sono il buon Pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me"

Dopo l'articolo sulla "Presunzione di essere indispensabili", ecco il sequel con "La presunzione di conoscere gli altri"....
Il titolo non promette bene ma spero che ciò che leggerete porterà a qualche riflessione utile soprattutto sulle conseguenze dell'idea di conoscere gli altri.

Questo articolo nasce da un messaggio ricevuto qualche giorno fa, una vecchia amicizia riemersa dopo 11 anni di silenzio, non per litigi o incomprensioni ma per motivi di salute di questa persona.
Risentirla è stato strano, primo perchè fa parte della mia vecchia vita, quella che anche voi oramai conoscete, poi perchè è spuntata in un periodo in cui di tartassamenti dal basso ne ho già molti, troppi, per cui questa è un altro pizzicotto.
(Vi evito la parte in cui ho spiegato la mia conversione, quello era un compito che era stato dato alla lectio di venerdi e ne ho approfittato).

Fattostà che una frase presente nel messaggio mi ha colpita, mi ha portato a riflettere e mi ha spinta a scrivere questo post sulla presunzione di conoscere gli altri.
Si, questa persona dopo 11 anni di silenzio, alla mia risposta in cui accennavo alla conversione mi ha scritto che a suo parere era solo una facciata perchè in realtà si ricorda come ero e mi conosce, sa che non avrei mai potuto fare un passo del genere se non solo esternamente, mentre internamente ero ancora parte del vecchio percorso.

Gli ho risposto due giorni dopo perchè ho dovuto meditare quella considerazione; quando riemergono certe cose, almeno per me, diventa inevitabile analizzarsi, anche mettersi in discussione e pensare "ok, dice cosi, ma cosa è successo in questi anni? cosa mi ha portata dove sono? sono realmente ancora legata all'antica religione? Sono veramente ancora come prima e non sono cambiata?".
Ad alcuni magari viene spontaneo non considerare certi messaggi, io non ci riesco, ho questo enorme difetto, ogni cosa diventa motivo per pensare e meditare e cosi ho fatto.
La risposta è stata inizialmente un messaggio, poi un vocale (lungo, se inizio a parlare ciaone a tutti) in cui ho provato a sintetizzare ciò che sono diventata e cosa mi ha portata qui specificando che "quella di prima" in gran parte  si è evoluta.
Dire che la vecchia me non esiste più è una bugia, sono sempre la stessa persona ma con consapevolezze diverse, idee diverse; la base difficilmente cambierà ma è proprio tutto il resto che anzichè sparire si è evoluto, modificato, migliorato (spero), consolidato, assimilato, compreso e quant'altro.
Un tempo dicevo che la persona che ero prima era morta, solo con il tempo ho capito che non era vero, per nessuno è cosi, ma ci si evolve e si cambia, far morire una parte negativa di se porta a non averla assimilata e compresa quindi nemmeno migliorata.

Non sono nemmeno come la persona di due mesi fa, figuriamoci quella di 11 anni fa!
Mi rendo conto che lavorando tanto su me stessa per migliorare (forse troppo... anche voler tendere alla perfezione -che oltretutto non esiste- è considerato peccato), aggiungendo l'affidamento a Gesù (cosa per me fondamentale) e avendo accanto persone splendide, non passa giorno in cui non abbia qualcosa da assimilare e migliorare e ciò mi rende in continua evoluzione (spero sempre in positivo).
Poi si, si fanno anche passi indietro ma siamo pur sempre esseri umani.

La "presunzione di conoscere gli altri", trovo sia un limite enorme perchè preclude la possibilità di vedere il cambiamento, di sperimentare ciò che può avvenire in un cammino di fede e di vita fatto con il cuore, limita le relazioni, ingabbia le persone, le etichetta.

Come posso non citare Sant'Agostino:
<<Tu solo, Signore, mi giudichi; infatti "Chi  conosce i segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui?" (1 Cor 2,11). Tuttavia c'è qualcosa nell'uomo che non è conosciuto neppure dallo spirito che è in lui. Tu però, Signore, conosci tutto di lui, perchè l'hai creato.>>

"Ah, lo conosco, vedrai che farà cosi...", oppure dopo anni o mesi in cui non ci si sente si pensa "ma si, lo conosco, so come faceva in queste occasioni..."
Si dice anche "conosco i miei polli.." ma vale per le furbate che vogliono fare i bambini per cui non conta.
Senza pensare che magari nel frattempo sono cambiate tante cose.
In questo modo impediamo agli altri la possibilità di farsi conoscere, togliamo loro la possibilità di una nuova opportunità perchè l'essere prevenuti prevale sull'essere misericordiosi.

Se ci pensate bene, solo noi possiamo sapere chi effettivamente ci conosce (un po, non totalmente) ma questo dipende soprattutto da quanto mostriamo di noi, nemmeno nostro marito può dire di conoscerci totalmente.
Riguardo quest'ultima cosa ci sarebbe una parentesi da aprire; utilizzare la convivenza come "prova" per conoscere meglio l'altro e capire come si sta insieme è una cavolata pazzesca (ed evito di utilizzare la frase reale come Fantozzi), perchè non basta una vita per conoscere a fondo chi abbiamo accanto. (chiusa parentesi).

Chi ci potrebbe conosce realmente fino in fondo?
Uno c'è.. ed è Dio!
Ebbene si, l'unico che ci conosce realmente è Dio, solo lui potrebbe permettersi di dirci "io so come sei" e ho la certezza che lo direbbe non in senso critico ma per farci notare qualcosa di buono e bello.
Riflettendoci, solitamente quando diciamo "lo/la conosco.." poche volte è per dire qualcosa di buono, spesso invece è per esternare un pensiero che possa andare a trovare un difetto o qualcosa di non positivo per quella persona; peggio ancora, per mettere in guardia altre persone in base ad una nostra passata esperienza con la persona di riferimento. (che brutta cosa!!!)
Se proprio vogliamo dire la nostra è possibile utilizzare una forma diversa come "Per come lo/la conosco io....".

Dio è l'unico che ci conosce veramente, che sa cosa abbiamo passato, sa come stiamo, ci comprende, ci accoglie e non ci giudica,
"Come mi conosci?". Gli rispose Gesù: "Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi". (Gv 1, 48)
Lui sà, vede, osserva, va oltre e ci ama per ciò e come siamo.

Buona settimana.

giovedì 5 dicembre 2019

Divinazione; quando le carte incatenano il futuro.




Papa Francesco all'udienza (se non erro, di ieri), ha citato cartomanti e maghi, cosa non nuova dato che almeno una volta all'anno ricorda quanto loro siano lontani dalla fede.
Da persona che quando frequentava il paganesimo utilizzava varie arti divinatorie, ovviamente non potevo starmene in disparte e sorvolare, per cui ho pensato di dirvi come funzionano certe pratiche.
Prediligevo la lettura delle rune  (per anni ho tenuto corsi online per la lettura e l'interpretazione), simboli celtici con innumerevoli significati, ma non disdegnavo nemmeno tarocchi, pendolo e lettura della mano...la sfera invece era estremamente difficile da utilizzare per cui messa direttamente in un cassetto.
C'è da dire che le persone realmente capaci di utilizzare queste arti divinatorie sono veramente pochissime, leggere i tarocchi o le rune limitandosi alle istruzioni sono capaci tutti, le basi a chi chiede un consulto bastano e avanzano.
In realtà per saperlo fare bene, il lavoro è immenso, va studiato materiale tosto oltre il libricino di istruzioni (anzi, il libretto è praticamente inutile), ci vuole pratica continua, un certo metodo.. ma questo non basta perchè serve anche una connessione (non a internet) con le energie sottili, si deve creare un cerchio di protezione, ad ogni utilizzo i mazzi o le pietre delle rune vanno purificati altrimenti non si può passare alla lettura considerata contaminata dalle energie della lettura precedente.
Tutto questo potrebbe bastare per capire a cosa va incontro il richiedente e colui che invece fa la lettura.
Per molti sono solo delle semplici carte che una persona sa interpretare, in realtà sono delle carte che per essere interpretate smuovono ben altro.
Questo fa anche capire quanto una lettura a distanza o telefonica sia estremamente opinabile, anche perchè solitamente il mazzo va toccato dalla persona che richiede la lettura per un passaggio di energia alle carte, farlo a distanza chiedendo la data di nascita fa abbastanza sorridere.
Quando leggevo le rune, lo facevo solo di persona, ho sempre rifiutato le letture a distanza proprio perchè non ho mai creduto che si potessero fare in modo concreto... poi si certo, puoi farle, chiedi qualche informazione, mischi, metti sul tavolo e qualcosa ti inventi in base alla domanda.. se poi la persona anche se a distanza la conosci un po, puoi essere più precisa e il gioco è fatto.
Vogliamo parlare del costo?
Cifre assurde che non stanno ne in cielo ne in terra, cifre che con il tempo avranno delle conseguenze perchè una cosa che mi era stata insegnata ai tempi era che non andava chiesto denaro, al massimo si poteva accettare un'offerta oppure qualcosa in cambio ma mai chiedere soldi...
Su questo tema ci sono varie fazioni, il tutto dipende dal perchè uno lo fa e solitamente, guardando il costo, il motivo è il guadagno economico.
(l'unico mio guadagno economico a riguardo era solo per la vendita di rune che creavo a mano)

Vogliamo passare al centro di ciò che dice il Santo Padre, ovvero il ricorso ai tarocchi, maghi e indovini?
Bene, procediamo!
Partiamo dal fatto che tarocchi e derivati non sono la risposta divina ai problemi della vita, la lettura viene fatta rispondendo ad una domanda iniziale, la risposta però non è concreta...
Probabilmente sfugge il fatto che la divinazione è un prevedere il futuro in modo estremamente approssimativo e non definitivo perchè vige la regola (proprio nei tarocchi e nelle arti divinatorie) che qualsiasi cosa possa esserci nel futuro, non è definitiva ma modificabile ogni attimo in base alle scelte dell'individuo.
Credo che sia il caso di smetterla di credere che le carte svelano il futuro perchè (e cito testualmente le parole di una ragazza che pratica divinazione), "il nostro atteggiamento è la prima cosa che conta, qualunque decisione prendiamo può stravolgere una stesa fatta giorno prima."... (ps. la "stesa" è la lettura).
Ogni lettura fatta non dice cosa avverrà per certo nel futuro ma (ovviamente nei rari casi in cui venga fatta bene), può dare alcune informazioni di ciò che potrebbe accadere (potrebbe!!) per cui, nel concreto, una lettura a cosa può servire? Cosa porta le persone ad affidarsi a delle carte?
Nel momento in cui la lettura dice qualcosa di negativo, cosa si fa?
Le persone hanno bisogno di sapere, di conoscere cosa accadrà, di programmare per potersi preparare.. ma preparare a cosa?
Solitamente si vogliono sapere le cose negative, tradimenti, morte, malattie.... ma come è possibile affidarsi a delle carte per cose del genere?!
Ci sono persone che rischiano anche la depressione perchè convinte di ciò che emerge da una lettura, ed è una cosa inconcepibile.
Una malattia che magari non c'è porta a sviluppare qualcosa nella mente per l'atteggiamento della persona, la morte poi, chi la legge realmente nelle carte è un folle (la carta della morte ha mille significati in base alle altre carte presenti ma la morte vera e propria non viene mai letta).
Vogliamo parlare delle letture positive?
Quando una persona riceve buone notizie, il suo atteggiamento cambia e in questo modo si innesca una reazione a catena, chiedi se la tua storia d'amore ha un futuro e le carte dicono di si? L'atteggiamento del richiedente cambia, è più positivo, speranzoso, e anche l'atteggiamento verso il partner cambia in positivo per cui vedendo cambiamenti buoni lo collega alle carte quando in realtà è solo la persona che ha creato tutto.
Se al contrario la risposta è negativa, si crea astio, tensione e logicamente si può andare incontro a problemi/rotture e si ha pure il coraggio di dire "ah ecco vedi, le carte avevano ragione..".. eh no.. sei tu che hai cambiato le cose perchè ti sei fatto condizionare.
I tarocchi condizionano la vita di chi ne richiede la lettura perchè è il richiedente che da loro il potere di farlo, non perchè loro lo possono fare realmente o possono dire cosa accadrà.
«Se scegli Cristo non puoi ricorrere al mago: la fede è abbandono fiducioso nelle mani di un Dio affidabile che si fa conoscere non attraverso pratiche occulte ma per rivelazione e con amore gratuito». Papa Francesco
Dovremmo saperlo bene, scegliere Cristo significa fidarsi e affidarsi, significa non sapere cosa accadrà domani ma sapere che possiamo aspirare all'alto, sapere che se confidiamo in Lui la vita può cambiare realmente, sapere che ogni giorno vissuto a pieno nella fede ci avvicina sempre di più a Lui e alla vita eterna.... dovremmo sapere che la provvidenza è sempre alla nostra portata, dovremmo sapere che nella gioia e nella fatica (soprattutto nella fatica) Lui è accanto a noi per sorreggerci, per tenerci la mano, starci vicino, gioire con noi e asciugarci le lacrime...
Con tutto questo a nostra disposizione, non ci deve interessare cosa dicono dei mazzi di carte o dei simboli su delle pietre perchè non potranno mai darci le risposte che cerchiamo, non potranno mai farci stare meglio perchè ciò che accadrà dipende da noi in ogni attimo, anche Dio ci lascia liberi; mentre la divinazione ci incatena ad un futuro che noi pensiamo già scritto e che magari ci condanna a qualcosa che non ci piace, per poi magari voler sapere ancora e ancora e ancora diventando dipendenti  dalle letture e quella non è libertà, è come essere in prigione.
Se poi pensiamo a cosa smuovono le arti divinatorie dovremmo anche sapere da cosa e dove arrivano certe risposte, e vi svelo un segreto... di certo non arrivano da Dio...
Ho parlato principalmente di tarocchi e rune ma vale per ogni genere di previsione del futuro...
A presto..

lunedì 29 luglio 2019

La "SoulCare routine": Purificami come la mia maschera per il viso.



Eccomi di nuovo qui a scrivere dopo due mesi di assenza, due mesi estremamente intensi, fatti, spiritualmente parlando, di buio pesto, aridità e tanto silenzio...
Che poi di silenzio effettivo ce n'era ben poco visto che ho a casa tutte e 3 le pesti tutti i santi giorni tutto il giorno e il silenzio non sanno nemmeno dove sta di casa.

Ma oggi vorrei parlare d'altro e l'ispirazione è arrivata stamattina mentre cercavo di rispettare il tempo di posa della mia maschera per il viso.
Di solito nonostante la maschera si possono fare molte altre cose, invece stavolta ho provato quella in cellulosa che oltretutto era enorme, scomoda e non potevo muovermi per cui ero ferma a riflettere mentre i bambini provavano ad avere un comportamento sobrio e non si menavano.
Inizialmente l'ho provata perchè volevo scrivere una recensione dopo l'utilizzo, poi i pensieri hanno deviato l'obiettivo per portarmi a collegare una maschera viso con il bisogno di purificarsi non solo esteticamente ma anche (e soprattutto) interiormente.

Ad oggi è normalissimo prendersi cura di se stessi, acquistare prodotto specifici per viso e corpo per poter stare bene, avere un viso perfetto, magari con meno rughe, purificato dalle imperfezioni tanto che per le più costanti la skincare routine prevede svariati step quotidiani e maschera viso ed esfoliazione almeno 2 volte a settimana.
Questo rende la pelle bellissima e la sentiamo più leggera e fresca... nel mio caso un pò meno dato che faccio pseudo routine a metà e maschera viso una volta ogni circa 1/2 mesi, ma prima o poi migliorerò cosi potrò smettere di lamentarmi della mia orrenda pelle.

Mentre mi guardavo allo specchio con quella spaventosa maschera (quelle in cellulosa possono spaventare i bambini per cui fatele quando siete sole in casa), ho iniziato a pensare a quante somiglianze ci possono essere tra il prendersi cura di noi in modo esteriore e il farlo in modo interiore.
Perchè ci teniamo cosi tanto a mostrare una pelle purificata, liscia, fresca, tanto che una volta terminata la pulizia viso etc ci sentiamo bene, ci rendiamo conto che la pelle è pulita... e quando si tratta di farlo interiormente spesso ci tiriamo indietro?
Se pensiamo alla vita spirituale, la maschera viso e la pulizia del viso possono essere paragonate alla confessione, il viso alla nostra anima.
Prima di fare la maschera, la pelle va pulita per cui preparata e quello può essere il momento dell'esame di coscienza quando ci prepariamo per la confessione ripensando a ciò che dobbiamo dire, ai nostri peccati, ai nostri errori che di lì a poco verranno cancellati.
La maschera viso ha in media una posa di 10/15 minuti per cui il tempo di una confessione (se fatta con una certa frequenza altrimenti diventa più lunga), in quel momento la maschera inizia ad agire un po come le parole del sacerdote durante la confessione agiscono su di noi.
Terminato il tempo di posa, la maschera viene tolta lavando il viso e quello è il momento dell'assoluzione, dove ogni errore e peccato sparisce, viene estirpato da noi come un'imperfezione del viso che viene sanata dall'azione del prodotto.
Ok, si quelle in cellulosa non vanno lavate ma il liquido va massaggiato fino ad assorbimento, ma in quel caso può essere visto come un balsamo (per l'anima) che lenisce le ferite causate dal peccato dopo la confessione.
Se dopo la maschera viso sentiamo la pelle più fresca, leggera, ringiovanita, in  poche parole PURA.... dopo una confessione ci sentiamo più leggeri, freschi, allegri, grati e PURIFICATI...decisamente molto meglio!
Ci sono persone che si confessano anche una volta alla settimana un po come chi segue le indicazioni sulla confezione della maschera, io seguo la stessa regola delle mie purificazioni del viso ovvero una volta al mese...
Ecco, ognuno di noi ha la propria frequenza e di certo non sta a me dettare regole, ma dovremmo creare una routine dell'anima (in inglese google traslate suggerisce "SoulCare" ed è decisamente più cool... e pure Bea conferma), in modo da poterci prendere cura di noi dall'interno, partendo dalla nostra anima per poi arrivare anche alla nostra pelle...
Anche se scommetto che una volta che la nostra "SoulCare routine" prende il via, anche la nostra pelle ne trarrà giovamento e sembreremo più giovani perchè più leggere dentro, alla base del senso della vita.

Tante volte ho chiesto a Dio di purificare il mio cuore prima di una confessione perchè mi sentivo appesantita dagli errori, dal continuo tradirlo nonostante lui fosse sempre fedele con me, ma alla fine non andava cosi... un po come quando prendi un prodotto speranzosa ma non funziona....
Poi riprendi la confezione, leggi bene le istruzioni e in realtà senza accorgertene lo hai utilizzato nel modo sbagliato.... sono utili i foglietti che si trovano spesso in chiesa che guidano l'esame di coscienza.
Ecco, quando mi sento cosi, mi rendo conto che non è la confessione a non fare effetto ma è il modo in cui la vivo a far si che non faccia effetto, che non mi senta leggera, purificata.
Parto con troppa aspettativa pensando che sia una cosa magica quando in realtà se non ti prepari e/o predisponi nel modo giusto, il cuore lo chiudi anzichè aprirlo.. se fai una maschera ma hai ancora il trucco in viso, questa non farà effetto... se ti confessi ma pensi solo al dopo senza pensare a scavare dentro di te, non farà effetto.
Per cui ho deciso di iniziare in modo costante la mia "SoulCare routine", non solo quando serve, anche per uscire da questo buio che non mi piace affatto!
Una buona preparazione pre-confessione, fatta bene a fondo ogni giorno per poi essere pronti quando sarà il momento e stabilire a cadenza regolare le confessioni.
Poi ho anche la fortuna di avere un padre spirituale che se vogliamo metterla sul ridere (restando in tema estetica) può essere come l'estetista che ti da delle dritte per non fare cavolate rischiando di rovinare la pelle quando tu stessa ti credi estetista per aver visto video su youtube...
Perdonatemi se può sembrare un paragone assurdo e non voglio affatto sminuire il ruolo del sacerdote ma lo trovo un esempio semplice e collegato al discorso fatto fino ad ora.
Potete approfittare anche della vostra skincare routine per ripercorrere i paragoni appena fatti e trarre qualcosa di utile dal momento di relax.

Ora vi saluto e spero possa essere una lettura utile.
Cristina.

Se volete leggere qualcosa riguardo invece la routine di preghera la trovare cliccando QUI.


lunedì 11 marzo 2019

"Dalle stelle alle stalle", racconti di una conversione. (parte 3)





Questa volta il mio racconto "Dalle stelle alle stalle, racconti di una conversione" ha bisogno di un articolo qui nel blog perchè ho cose importanti da dire riguardo una consapevolezza acquisita con il tempo e che da un certo lato spaventa.
Lo scrivo oggi perchè è accaduto proprio in questa giornata per cui sono fresca fresca per potervi raccontare tutto.
Parte 3, le precedenti le trovate in questo album Facebook.

Quando segui percorsi particolari per molti anni non metti in conto quelle che possono essere le conseguenze negative, vedi solo il positivo perchè il resto è ben camuffato, invisibile.
Quando lasci certi percorsi (e pensi di avercela fatta da sola), non metti in conto che certe cose non ti lasceranno andare tanto facilmente.
Ho lasciato alle spalle il percorso satanista con molta più facilità rispetto al percorso pagano, questo è stato più forte, subdolo, radicato, ti attacca con il volto da "percorso bianco" dove la regola del non fare del male a nessuno ti fa sperare in qualcosa che sia veramente positivo (almeno rispetto al satanismo)...se la regola è "non nuocere a nessuno", cosa potrà mai esserci di male?
In realtà ti perseguita, si insinua nelle cose più banali e ti attacca facendoti credere che vuole solo farti sentire bene con te stessa e libera, il problema però è la conseguenza... ti renderà sola, ti istigherà a pensare solo a te stessa, ti porterà a crederti capace di ottenere tutto ciò che vuoi con un rituale, ti allontanerà dall'unico Padre che tu possa avere e che non ti abbandona mai, da colui che è sempre pronto a riabbracciarti.
Tutto ciò che sembra benevolo in realtà è carico di rabbia, rabbia verso una religione che etichettano come patriarcale con disprezzo, e appena osi dire il contrario ti emarginano.

Gli attacchi (perchè questo è il termine corretto per definire le azioni del male) sono silenziosi, dentro di te si muove qualcosa, dubbi, incertezze, domande, benessere nel momento in cui pensi alla tua vita passata, tanto che nemmeno ti rendi conto che stai tornando nel baratro...
Poi arriva Lui e ti prende la mano per salvarti, per tirarti fuori dallo schifo in cui stavi per ri-cacciarti, dico proprio "RI- cacciarti" perchè accade a cadenza quasi regolare.
Sai che è Lui perchè quando nella tua testa ragioni, pensi, fai monologhi per assecondare certi pensieri, arrivi ad un certo punto in cui è come se ti svegli e ti dici "ehi, ma che cavolo stavo facendo! Perchè stavo pensando quello!", provi una strana sensazione, come se ti avessero tolto un peso dal cuore, una sensazione di leggerezza, la calma che si propaga per tutto il corpo, la testa meno carica di pensieri,(che diventano più leggeri) e la totale certezza che sia stato il Signore a liberarti da tutto.
Vorresti solo inginocchiarti, ringraziare e pregare per averti dato prova per l'ennesima volta che Lui c'è, ci sarà sempre e sarà pronto a toglierti dalle grinfie di quell'essere che probabilmente non ti lascerà mai stare.

L'anno scorso con il mio padre spirituale siamo stati anche da un esorcista che è rimasto sbalordito dal fatto che non abbia avuto conseguenze da ciò che ho praticato, ha ribadito più volte che qualcuno mi ha protetta.
Però tutto ciò non significa essere indenni da attacchi, è sempre difficile pensare di doverci convivere.
Da molti mesi invece non ho più attacchi durante la notte, capitava raramente ma erano pesanti...
Sembrava un sogno, io che non potevo muovermi dal letto, tutto intorno buio, qualcosa che mi teneva ferma e una pressione sul collo e quella consapevolezza che a tenerti cosi fosse l'essere peggiore...
Non era solo una consapevolezza ma un dato di fatto perchè sentivo ripetere il suo nome più volte, bastava la giaculatoria che mi era stata insegnata da un esorcista per liberarmi.. "Vergine Immacolata Proteggimi"...
Tutta la giornata successiva era pensate, il ricordo e la sensazione di ciò che era accaduto nel sonno mi lasciava sempre uno strascico piuttosto lungo ma passava.

Scrivere tutto questo non è facile perchè metti nero su bianco quello che spesso neghi, ovvero che senza Gesù certe cose non le puoi superare, pensi di essere forte, ti vanti di aver superato da sola l'uscita da percorsi spirituali "pericolosi" ma quando ti rendi conto che certe "cose" non ti lasciano, diventi anche consapevole che non puoi liberarti da solo... nessuno si salva da solo.
Scrivere questi avvenimenti tutto sommato è liberatorio, concretizza tutto, spaventa, ma allo stesso tempo dà la possibilità ad altri di stare in guardia, di capire che ci sono cose di cui paghiamo le conseguenze tardi anche se ci sembrano innocue.
E' difficile anche perchè non sempre si viene presi sul serio, e er una razionale come me, espormi da questo punto di vista non è semplice.
Spero solo possa essere utile.
A presto con altre riflessioni #dallestelleallestalle , non hanno cadenza regolare ma in base a ciò che accade oppure a ricordi legati determinate date o eventi, esattamente come oggi.


Ricordo che potete seguirmi anche su INSTRAGRAM, FACEBOOK E TELEGRAM.

lunedì 11 febbraio 2019

La parola d'ordine per San Valentino? Made with love.




Mancano pochi giorni alla festa degli innamorati, ricorrenza tanto amata e tanto odiata allo stesso tempo, beh si, ci sono due fazioni, quella di coloro che in questa occasione festeggiano l'amore e quelli che la attaccano su tutti i fronti.
Non preoccupatevi, non scriverò l'origine di questa festa etc, ne è pieno il web di queste cose, per cui ve le risparmio.

San Valentino è la festa dell'amore, di coloro che si amano e in alcune tradizioni oltre a riguardare le coppie di fidanzati e sposi, riguarda  anche tutte le persone a cui si vuole bene.
Ricordo un episodio dei Simpson dove portavano a scuola dei biglietti per i compagni di classe e li scambiavano, non mi soffermo sulla vicenda del povero Ralph e di Lisa.
Una scatola di cioccolatini, una rosa, un bigliettino dolce, in questo giorno le idee sono innumerevoli, magari anche i più orsi e burberi decidono di addolcirsi per una giornata facendo un gesto carino.
Come già ho raccontato i miei genitori sono divorziati, litigavano continuamente e non ho dei buoni ricordi però il giorno di San Valentino e del loro anniversario (che è due giorni dopo, ed è anche il mio compleanno) era come se ci fosse un tacito accordo e qualsiasi cosa fosse successa in precedenza svaniva, soprattutto mio padre che è molto "orso" e non ama affatto gesti romantici o dolci (non l'ho mai visto dare un bacio a mia madre), in quell'occasione aveva sempre un regalo per mia madre.
Da figlia che li vedeva sempre discutere, questo loro atteggiamento ha lasciato un bel ricordo di questa ricorrenza per cui la voglia di festeggiarla non è mai mancata.

La fazione che non ama San Valentino, leggendo l'esperienza sopra citata dirà "Ci si deve amare tutto l'anno, non solo a San Valentino!"
Chi ha situazioni particolari in casa, posso dire che si accontenta di poco, se quel poco emana amore, il fatto che poi piano piano svanisca è relativo, si immagazzina il ricordo e si va avanti.
Perchè tutto questo rancore per una banalissima festa dell'amore? Cosa c'è di male in questo?
Non riuscirò mai a capirlo, cosi come non capirò mai le tristissime frasi a riguardo come "San Valentino, con la moglie o con l'amante?".... se anche l'amore viene sminuito, deriso, cosa ci resta....

Escludendo l'esempio dei miei genitori (che comunque qualcosa insegna) posso dire che non comprendo il motivo di chi snobba questa festa, festeggiare San Valentino non equivale ad amarsi solo un giorno,è solo un momento in più per fare qualcosa di speciale, per ritagliarsi del tempo per la coppia oppure per fare una cenetta particolare in famiglia se non volete uscire da soli (va beh, uscire da soli per una volta male non fa in questi casi).
Un po come per il mese della prevenzione, non è che si fa prevenzione solo quel mese e il resto dell'anno no, quello è un input per darsi una svegliata.
Ecco, San Valentino ha la stessa logica, se non faccio nulla di speciale durante l'anno posso farlo quel giorno esattamente come quando festeggiamo l'anniversario.
Noi solitamente festeggiamo a metà, ovvero il 15 perchè poi il 16 è il mio compleanno per cui due feste (e due regali) in un colpo solo!

Volete amarvi concretamente 365 giorni all'anno?
Allora ecco per voi una dritta per un regalo speciale, fatto con amore, che dura tutto l'anno e soprattutto non vi farà ingrassare a differenza di quei (buonissimi) cioccolatini.
Un barattolo con all'interno 365 bigliettini che accompagnerà la vostra dolce metà per tutto l'anno!
Dovrete metterlo bene in vista, in modo che ogni mattina si ricordi di pescare il biglietto del giorno.
Lo faccio già da 4 anni, per cui quest'anno faccio una pausa e lo trasmetto a voi cosi che possiate metterlo in pratica perchè è veramente un dono speciale.



Cosa serve?
- un barattolo con coperchio
- fogli di carta bianchi o colorati
- pennarelli o pastelli
- nastro

Il procedimento è semplicissimo, basta preparare tanti bigliettini quanti sono i giorni dell'anno, potete decidere se scriverli a mano oppure fare a computer, dipende dal tempo a disposizione.
In alcuni biglietti potete scrivere frasi dolci, in altri ricordare un episodio che vi lega, oppure un complimento, oppure (è più veloce) potete formare una frase mettendo una lettera per biglietto (andranno numerate) e solo alla fine riuscirà a ricomporre ciò che volete dirgli.
Un altro suggerimento riguarda l'inserire dei bonus che possono essere un massaggio, una cena da soli etc... con una regola per non dimenticarvi ovvero con una scadenza, per esempio "una volta pescato hai tempo 2 settimane per utilizzarlo".
Questo è un modo concreto per vivere ogni giorno l'amore e sarà molto utile quando magari avrete avuto una discussione e il biglietto sarà un passo per dimenticare o risolvere tutto.
Mettete tutti i bigliettini ben piegati nel barattolo, potete creare un'etichetta carina e mettere un fiocco per abbellire il tutto ed è pronto!
Avete poco tempo perchè lo avete scoperto poco prima?
Bene, potete farne almeno la metà e il resto li potete aggiungere successivamente, ma shhhh è un segreto!

Potete creare anche un bigliettino con un cuore pop up, il tutorial lo trovate in questo SITO.
Altro suggerimento, dei buonissimi muffin con sorpresa, anche questi li preparo da anni e li portano a scuola anche i bambini.; la ricetta la trovate nel mio blog di cucina "In Cucina con Crissy".

Siete single?
Questa ricorrenza riguarda le coppie ma non solo, può comprendere tutti per cui se una persona è single può fare qualcosa di speciale per gli altri in questa ricorrenza, bigliettini alla famiglia, a chi ci è sempre accanto, dedicarsi al prossimo con qualche attività solidale.
Ho anche letto che in una parrocchia in questo giorno faranno una preghiera per chiedere la grazia di un marito o una moglie ed è una cosa molto carina.

San Valentino è la festa degli innamorati, una festa di gioia, in cui ringraziare il Signore per chi ci ha messo accanto perchè possiamo riscoprire e trasmettere quanto sia importante l'amore nella vita delle persone.

Buon San Valentino!
Cristina

domenica 30 dicembre 2018

Te Deum, ringrazia e pianifica.



L'anno volge al termine, in queste ore che ci separano dall'anno nuovo è inevitabile iniziare a tirare le somme di ciò che abbiamo vissuto in questi 365 giorni e per me è sempre stato un momento triste.
Nulla a che vedere con il momento religioso, quello esula dalla mia tristezza, semplicemente si pensa a cosa è accaduto, si ricorda chi non c'è più, eventuali perdite e si tira una riga per provare a ripartire da zero, spesso con ottimi propositi e idee sapendo che non verranno quasi considerati.
Probabilmente è proprio il fatto che si fanno progetti che si sa non verranno portati a termine che crea questa tristezza, diventa un circolo vizioso .
Un circolo vizioso a cui un rimedio c'è ed è anche piuttosto semplice, pianificare senza pretese il minimo indispensabile.

Ma  partiamo con ordine, ovvero dalla fine....
La fine dell'anno dal punto di vista religioso è prima di tutto un momento di ringraziamento, attraverso il Te Deum Laudamus, un inno di ringraziamento che viene cantato la sera del 31 dicembre per ringraziare dell'anno appena passato.
Non sto a raccontare la storia di questo canto ma a quanto pare è molto antico, si parla della fine del IV secolo intonato anche da Sant'Agostino il giorno del suo battesimo.
Onestamente conosco il Te Deum da pochissimo, quando ero piccola non ne ho mai sentito parlare, una volta allontanata dalla chiesa men che meno, per cui ci sono cose che "scopro" e vivo tardi perchè ci arrivo con calma... meglio tardi che mai!

Per chi come me ha scoperto da poco questa tradizione e non sa bene cosa contenga ecco un breve riassunto in tre punti o parti:
-La prima, fino è una lode trinitaria indirizzata al Padre; molto simile ad un'anafora eucaristica, contenendo il triplice Sanctus. (arriva fino a Paraclitum Spiritum)
-La seconda parte è una lode a Cristo Redentore. (da Tu rex gloriæ a sanguine redemisti)
-L'ultima è un seguito di suppliche e di versetti tratti dal libro dei salmi. (da Salvum fac,)
Comunemente viene cantato a cori alterni: presbitero o celebrante e il popolo.

La versione del Te Deum in italiano e latino la trovate a questo link.

Ringraziare il Signore, un gesto che per molti è normale, per altri inusuale perchè troppo abituati a chiedere, chiedere, chiedere... 
C'è qualcosa di male nel chiedere? assolutamente no, proprio nel Vangelo troviamo queste parole:
"Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.."
Per cui chiedere è ben accetto dal Signore, però anche ringraziare è una cosa da fare e per chi non ha questa abitudine, il Te Deum è un ottimo momento per fare il punto della situazione e ringraziare il Signore.

C'è sempre un motivo per ringraziare, nonostante momenti bui, perdite, dolore, c'è sempre qualcosa per cui ringraziare, anche solo per il fatto che il Signore non ci abbandona mai ed è sempre accanto a noi per sostenerci nella prova e nella disperazione.
Ringraziare anche nelle giornate "normali" che sembra non abbiano nulla di speciale per il solo motivo di essere al mondo, aver trascorso del tempo con chi amiamo e aver goduto di ogni secondo della giornata.

Il mio Te Deum personale ad una prima riflessione sembra cortissimo, ma rivedendo ogni attimo di questo anno trascorso ho tanto, tantissimo per cui ringraziare nonostante ad un primo bilancio l'anno sia stato molto pesante sotto molti punti di vista.
Parlandone con mio marito, gli ho detto che avrei bisogno di un attimo di tregua dalle troppe preoccupazioni, la sua risposta è stata semplice è utile "la tregua dobbiamo crearcela noi, facciamo fatica a riconoscere i momenti di tregua perchè non siamo più abituati, può essere l'ora in cui guardiamo un film con i bambini senza pensieri, può essere una cena in cui chiacchieriamo..."
Ed è verissimo, se ci abituiamo a correre, fare mille cose etc, non riusciamo più a distinguere la calma quando in realtà la viviamo senza rendercene conto.
Magari condividerò con voi uno stralcio alla fine del post o direttamente su fb...

Se in ordine la prima cosa da fare è ringraziare l'ultimo giorno dell'anno, la seconda cosa è pianificare l'anno nuovo!
Si, agenda alla mano oppure un quaderno o un foglio, pianificate il vostro anno il che non significa predisporre degli obiettivi difficili da raggiungere, ma piccole cose facilissime e che possono sembrare banali per poi progettare strada facendo cose più "grandi".

Volete una piccola lista per prendere degli spunti?
Eccola!
- Scegli il tuo Santo protettore per l'anno nuovo, affida la tua famiglia e pregalo ogni giorno oltre ad informarti e leggere ogni cosa si possa trovare su di lui. 
Potete pescare un nome da una lista oppure tramite un sito che utilizzo da molti anni, dopo aver pregato avrete il vostro Santo protettore. (CLICCATE QUI)

- Scrivete il nome del vostro protettore su un foglietto e appendetelo in bella vista come promemoria per rivolgervi a lui quotidianamente. 

- Scegliete un Santuario da visitare durante l'anno, informatevi e andateci quando lo ritenete il momento giusto, ne basta uno.

- Vivi a pieno i Sacramenti, cerca di confessarti a cadenza regolare, appuntando sull'agenda o calendario avrete un utile promemoria.

- Ritagliatevi del  tempo per pregare con la vostra famiglia.

- Leggete il vangelo quotidianamente, mentre fate colazione, appena svegli, mentre andate al lavoro (se non utilizzate l'auto), ci sono anche applicazioni comode per poter leggere ovunque appena avete 2 minuti di tempo.

- Mettete la lista appesa in cucina o in un posto che per voi possa essere ben visibile, certe volte le troppe cose da fare mettono a dura prova la memoria per cui un appunto visivo è utilissimo.

- Appuntate delle riflessioni in un quaderno di preghiera, cercate di mantenere questo "appuntamento" con il Signore qualche minuto durante la settimana oppure se proprio non avete tempo potete crearvi un appuntamento mensilmente per fare una specie di riassunto mensile. 
Non è la stessa cosa ma meglio partire da piccoli passi. Trovate QUI il post riguardo il prayer journal.

- Provate a fare almeno una novena durante l'anno.

- Ringraziate il Signore ogni sera per ciò che avete vissuto in quella giornata.

- Per le più "brave" anche recitare il Santo Rosario secondo le proprie possibilità può essere inserito nella lista, ma di quello parlerò in un nuovo post un po particolare...

Non dovete fare tutto! 
Chi riesce ok, va benissimo ma non impazzite e soprattutto non caricatevi troppo perchè il Signore non guarda alla quantità di cose che fate, meglio che ne fate poche ma fatte bene, che troppe fatte in modo frettoloso e distratto.

Nel calendario o agenda all'inizio di ogni mese potete scrivere cosa vorreste fare anche in base a cosa/chi quel mese è dedicato, non riuscite a farlo? ok, lo spostate al mese successivo, per questo è meglio fare programmi mese per mese.
Pianifico gennaio, ok, a fine mese tiro le somme e pianifico febbraio sulla base di quello che è accaduto, imprevisti etc..
Voglio leggere 20 libri durante l'anno? facciamo che ridimensiono a 5.
Raggiungo l'obiettivo? bene, aggiungiamone altri 5...
Voglio pregare il Rosario tutti i giorni? ok,iniziamo con 1 a settimana e vediamo come va..ho sempre tempo per aumentare la frequenza.
E cosi via... Vedrete che non sarete sopraffatte dalle troppe cose perchè gli imprevisti non si possono comandare o annullare o prevedere per cui è inutile fare progetti a lungo termine... i tempi di Dio non sono i nostri.

Te Deum Personale.

Ti ringrazio Signore per ogni attimo dell'anno appena passato,
per avermi fatto intravedere la luce in fondo al tunnel per la mia salute pessima.
Ti ringrazio per il solo fatto di avermi permesso di stare accanto ai miei figli.
Ti Lodo per il fatto di avere accanto un uomo come mio marito, perchè nonostante le incomprensioni, l'amore risolve ogni cosa.
Ti Lodo per le discussioni con le sorelle in Cristo perchè mi hanno aiutata a cambiare, a capire i miei errori e a mettere l'altro prima del mio orgoglio.
Ti Lodo per avermi avvicinata a mio Padre.
Ti Lodo e per ciò che ho dovuto subìre da mia madre, perchè tutto questo mi ha permesso di avvicinarmi ancora di più a Te e spero possa essere utile soprattutto a lei.
Ti ringrazio per avermi donato un Padre Spirituale.
Ti Lodo per i problemi di mia figlia con le insegnanti perchè mi hanno permesso di aprire gli occhi e di tirare fuori i lato materno che stavo sopprimendo...
Ti Lodo e ti ringrazio per ogni momento difficile perchè motivo di crescita e cambiamento.
Ti Lodo per le sorelle in Cristo che ho trovato, quelle che ho perso e quelle che troverò.
Ti Lodo perchè sei sempre accanto a me.

Auguro a tutti un buon ultimo dell'anno e un nuovo anno ricco di amore donato e ricevuto, se date voi stessi per gli altri anche nei momenti bui, l'amore non mancherà mai.
Un forte abbraccio.
Cristina.

giovedì 25 ottobre 2018

Prayer Journal , un diario con Dio.



Dopo numerose richieste ho deciso di scrivere questo post riguardo il "Prayer Journal", spiegando in breve di cosa si tratta, a cosa serve e come iniziare.
Online si trovano molte informazioni ma sono prevalentemente in inglese per cui eccomi qui a spiegarvi tutto.
Alcune di voi hanno visto nel mio profilo un semplice diario a righe (quello che vedete nelle foto di questo post), dove a piè pagina sono presenti dei versetti della Bibbia in  inglese.
Ecco, quello è ciò che utilizzo io come prayer journal anche se purtroppo si trova solo in inglese ma è un buon allenamento cosi che ogni volta che scrivo, leggo il versetto e sotto scrivo la tradizione.
(Aggiornamento a giugno 2025, ho creato un diario di preghiera con versetti in italiano)

Che cosa è il "Prayer Journal"?
E' un semplice diario di preghiera dove poter annotare moltissime cose in modo da tenere traccia della nostra spiritualità nella vita quotidiana.
E' un modo per scrivere nero (o colorato) su bianco tutto ciò che è la nostra relazione con Dio e con gli altri nella fede ed è anche un modo per vedere eventuali progressi e cambiamenti che avvengono in noi nel corso degli anni.

A cosa serve?
Serve per moltissime cose e ora ecco un piccolo elenco per poter avere un'idea generale:
- Annotare preghiere che utilizziamo regolarmente o preghiere nuove.
- Annotare frasi di Santi che ci toccano o che ci colpiscono per poi poterle meditare successivamente.
- Annotare richieste di preghiera di altre persone cosi che non ci scordiamo, soprattutto se abbiamo numerosi impegni e allo stesso tempo molte persone per cui pregare.
- Annotare meditazioni di salmi o passi Biblici.
- Annotare riflessioni personali riguardo eventi o qualsiasi cosa riguardi la nostra fede.
- Annotare anche le proprie preoccupazioni, ciò che ci fa stare male o ci rende tristi affidandolo al Signore.
-Annotare tutto ciò che ci passa per la testa come se stessimo scrivendo a Dio.

Come iniziare?
Spesso l'idea ci elettrizza e ci piace talmente tanto che non iniziamo nemmeno.
Perchè?
Perchè vorremmo fare tutto alla perfezione, perchè non sappiamo se ciò che vogliamo scrivere è giusto o sbagliato, perchè abbiamo paura di scrivere ciò che sentiamo, perchè abbiamo paura che qualcuno lo possa leggere, perchè ci sentiamo ridicoli...
Sono tutti pensieri normali, leciti e soprattutto umani.
Ho scoperto questo dipo ti diario molti anni fa ma ho sempre appuntato tutto su fogli proprio per questa paura di sbagliare.
Beh, ci sono passata in prima persona da ognuna di queste affermazioni e anche ora spesso mi blocco.
Da quando ho acquistato questo diario ho iniziato a scrivere le prime tre preghiere dopo 4 mesi, per poi bloccarmi e riprendere dopo altri 9 mesi.
Proprio poco tempo fa ho riaperto il diario grazie al mio padre spirituale che mi ha consigliato di iniziare quando faccio le lodi al mattino. (un pò come la Lectio Divina)
Mi devo soffermare su un salmo, oppure sulla lettura breve e scrivere cosa mi trasmette meditandolo.
Alcune volte riscrivo solo un versetto, altre volte invece una mia riflessione.
Ecco, questo potrebbe essere un buon inizio, poi vedrete che piano piano arriverà da sola l'ispirazione e per questo vi consiglio sempre di pregare lo Spirito Santo prima di dedicarvi a questa attività.
In una piccola parte funziona come il "Bible Journalig" di cui vi ho parlato in un precedente articolo che trovate a questo link -->> "Bible Journaling".

Cosa utilizzare?
Potete utilizzare tutto ciò che volete, da un semplicissimo quaderno a righe o quadretti, ad un quaderno ad anelli dove potete anche mettere dei divisori per argomenti, cosa che vi sconsiglio; se in questo modo è più ordinato, di contro posso dire che è meno spontaneo.
Un'idea potrebbe essere lo scrivere a parte le richieste di preghiera delle altre persone potete aggiungere dei post-it all'interno della copertina magari con colori diversi in base al tipo di richiesta.
Se avete una richiesta molto importante per una persona terminale o in pericolo di vita, oppure se per qualcosa di più "leggero", (non che esistano richieste di serie A o di serie B ma è per una questione visiva) scatta nel nostro cervello il campanello del "ah, caspita, lei ne ha proprio bisogno, oggi ho poco tempo per cui lo dedico a pregare per lei, mentre per questa spero di farcela più tardi o stasera". (spero di essermi spiegata al meglio, questo è un metodo che ho provato ad utilizzare dopo vari tentativi)
Nel mio caso, ho acquistato un diario apposito su amazon (ai tempi era super scontato a circa 12€), è un diario normalissimo ma con copertina in finta pelle e un versetto biblico per ogni pagina.



Mi rendo conto che acquistare dei veri e propri prayer journal è decisamente dispendioso poichè costano molto, ed in realtà un semplice quaderno può avere la stessa funzione, solo che dovrete gestire voi cosa scrivere, per cui non vi metto link di acquisti perchè non lo ritengo opportuno.
Una cosa che ci tengo a dire, non utilizzate applicazioni per smartphone, è una cosa completamente diversa, si perde il contatto con la realtà rischiando di scrivere una lista della spesa anzichè un diario di preghiera.
Scrivere con le proprie mani magari utilizzando colori diversi in base a come ci sentiamo o a cosa vogliamo scrivere, sottolineare, aggiungere appunti, anche adesivi per enfatizzare un concetto...tutto questo è molto importante e una sterile applicazione toglie l'intimità che invece la carta crea.
Qui trovate una base in inglese -->> https://rachelwojo.com/onemorestep/freebies/
Qui altri stampabili ----> https://mothersniche.com/start-prayer-journal-meaningful-prayers-free-printables/

 

Inoltre vi consiglio un libro molto interessante di Flannery O'Connor che si intitola proprio "Diario di preghiera" dove trovate un suo prayer journal degli anni '40, un vero e proprio colloquio silenzioso con Dio.




Se avete domande o volete aggiungere qualcosa scrivetemi!
Un abbraccio
Cristina.

lunedì 8 ottobre 2018

Recensione e Intervista a Debora Vezzani, "Come un Prodigio".




Questo articolo è opera di Maristella, una folle donna cattolica che dopo aver letto il libro "Come un prodigio", ha voluto condividere con tutti noi ciò che le ha trasmesso, oltre ad una meravigliosa chiacchierata direttamente con l'autrice, Debora Vezzani.

                                                             *******************
Un libro per chi si sente sepolto ma ha desiderio di rinascere, affranto e vorrebbe ritornare forte, spento e anela alla luce; libro autobiografico di una donna che racconta come Dio l'ha risollevata. 
Un Dio che rialza, un Dio risorto che l'ha risorta con Lui, che ha messo una croce al posto della pietra che lei aveva messo sulla sua vita: "La pietra rotola via e tu ricominci a vivere."

Debora Vezzani scrive la sua storia con un linguaggio semplice e chiaro; la storia della sua vita in cui Dio, come benevolo padre, la chiama per nome per lenire le afflizioni e risanare le ferite. 
Classe 1984, cantautrice e musicista, e' stata abbandonata alla nascita da una donna orfana anche lei, con gravi problemi di salute mentale, cresciuta e vissuta in istituti.
Nonostante i medici le consigliassero di abortire, ella disse di si' alla vita ed affido' la piccola Debora in adozione perche' potesse avere il dono di una famiglia, che lei stessa non aveva mai avuto.
Nel libro quindi racconta una serie di eventi scaturiti da varie scelte sbagliate che culminano con il fallimento del suo matrimonio con un uomo ateo; matrimonio riconosciuto poi nullo dalla Chiesa.

Debora racchiude in una canzone intitolata "Venticinque", la prima di una lunga serie, la forsennata ricerca della madre e della sua identita'; venticinque come gli anni che ha dovuto attendere prima di avere notizie su di lei.
"Io non so chi sono, non so cosa cerco, che cosa ho perso...cordone ombelicale che e' rimasto addosso e non si puo' staccare..."
Una ferita profonda quella dell'abbandono che solo Dio tramite la Chiesa ha saputo rimarginare.

Ad un certo punto, come un faro nel buio, come quando si dice"luce per i miei passi e' la Tua parola", ecco che si scorge la luce, fioca all'inizio, tramite il salmo 139 che Debora ha musicato per una coppia di amici al loro matrimonio, che recita: "Sei Tu che mi hai creato e tessuto nel seno di mia madre. Tu mi hai fatto come un prodigio..." 
Una canzone che ha parlato a tanti cuori stanchi e oppressi, riaccendendo la speranza in Dio.
Questo salmo le svela finalmente la vera immagine di Dio che aveva un progetto di amore per lei, sin dal seno materno; progetto di amore che non riguardava solo lei. 
Personalmente, infatti, la parte che ho preferito del libro e' stata l'incontro di Debora con il suo attuale marito, con il quale svolge attualmente un apostolato tramite il quale portano, attraverso la musica, la loro testimonianza di conversione. 
Due "casi impossibili" che, grazie allo zampino della Madre di Dio, si incontrano e diventano possibili. 
D'altronde lo aveva sentito la Vergine Maria stessa durante l'annunciazione, quell'incontro tanto inaspettato quanto straordinario, che "Nulla e' impossibile a Dio." E Lei stessa si era fidata. 
La storia di Debora e suo marito Jury e' una prova della bellezza delle opere di Dio e che Egli mai abbandona un suo figlio.

Dal racconto del loro fidanzamento e poi del matrimonio, fino all'arrivo del loro primo figlio, una escalation di eventi in cui si manifesta l'amore divino e non solo. Il libro poi termina con un piccolo regalo che Debora vuole fare al lettore, che riguarda la scoperta di un dono speciale.

Ho voluto contattare Debora per chiederle di rilasciare un'intervista a noi del gruppo "Stile di vita di una folle donna cattolica", facendole 3 domande.
Lei ha risposto con tanta gentilezza e onesta', nonostante i suoi mille impegni e per questo ne sono grata!

                                                    *****************************
INTERVISTA A DEBORA VEZZANI

1) Ciao cara! Nel tuo libro parli di come il Signore abbia stravolto la tua vita facendoti sentire come il suo prodigio in un momento della tua vita in cui ti sentivi una nullita'. Cosa diresti a tutte le donne che non si sentono un prodigio a causa delle difficolta' della vita, nonostante provino a seguire il Signore tramite la Chiesa?

D: Ciao Maristella! Il non sentirsi un prodigio oppure avere qualche difficolta' a crederlo, lo sperimento anche io. Sono tentazioni che il maligno ci mette in testa. 
Questa cosa l'ho vissuta tanto nella prima parte della mia vita: e' una delle mie ferite; e' una ferita che il maligno va a colpire tutt'ora, quando sono un po' debole e traballo un po', ecco che subito mi si insinua dentro. Credo che, nonostante cerchiamo di seguire la Chiesa come dici tu nella domanda, sia di vitale importanza, necessario ed urgente credere con tutto il cuore, il corpo, la mente, le forze, l'anima e con tutte noi stesse alla parola di Dio. 
Quando ci stacchiamo un attimino dalla parola di Dio, ecco che il maligno prende il sopravvento, e noi crediamo alle sue proposte e ci dice: "noi non valiamo niente e Dio e'cattivo." Io credo che sia necessario, fare un atto di volonta' e mettersi dei paletti non mettendo piu' in discussione per esempio, che Dio e' buono, che io sono un prodigio e che Dio e' morto per me; che tutto quello che ha fatto lo ha fatto per me, per amore, compreso dare la sua vita per me. Quindi per rimanere saldi nella fede e per non sbandare e non cedere agli inganni del demonio, e’ importantissimo avere dei paletti fermi che non vanno spostati a costo di qualunque cosa. Ci sono delle cose ferme che non vanno mai toccate e che bisogna dirsele anche quando il proprio cuore direbbe "non e' vero". 
Bisognerebbe farsi il post-it nel cuore e nei ragionamenti, con scritto: Dio e' buono, Egli mi ama, io sono un prodigio e un capolavoro, e gli altri possono dirmi quello che vogliono dalla mattina alla sera ma io sono un prodigio, figlia di Dio, costata il sangue di Cristo. 
 Il Nemico ci verra' sempre a colpire nelle nostre ferite, ma noi dobbiamo rimanere ancorati a Dio, ma non col sentimento, per cui oggi sento il Signore allora oggi gli credo, oppure oggi sono in un deserto terribile ed allora Dio non so neanche dove e', per cui oggi non sento Dio. No! Non mi devo far prendere dalle emozioni, ma tiro fuori il mio post-it: Dio e' buono ed io sono un capolavoro. Fermezza e perseveranza a credere anche quando nel nostro cuore non c'e' questo sentimento.

2) Un tema molto a cuore a tutte le mamme cattoliche e' la trasmissione della fede ai figli, soprattutto oggi giorno in cui la societa' secolarizzata propina distrazioni e distoglie dalla bellezza dell'essere cristiani. Cosa significa per te trasmettere la fede?

D: Non posso nascondere che trasmettere la fede per me ed oramai anche per mio marito, e' diventata la nostra vita; nel senso che siamo appunto impegnati in questo apostolato da quasi 4 anni, che ci ha completamente stravolto la vita, che ci porta in giro in tutta Italia, che ci fa incontrare tantissime persone e che ci fa godere dei meravigliosi frutti di Dio nella vita degli altri, attraverso questa opera di evangelizzazione. Quindi la trasmissione della fede per noi e' diventata la vita, pero' ecco questo modo di trasmettere la fede agli altri non lo avrei mai immaginato; mai avrei immaginato che il Signore mi chiedesse questo. Pero' devo fare un piccolo appunto: la trasmissione della fede non e' semplicemente questo apostolato che in questo caso specifico e' una missione, la trasmissione della fede è un dovere ma anche un onore, un qualcosa alla quale tutti noi battezzati siamo chiamati, ognuno con i propri mezzi, nel proprio modo, nel proprio mondo piccolo o grande che sia, e quindi e' una chiamata del cristiano, del battezzato, di tutti soprattutto in famiglia ai propri figli. Noi abbiamo un bambino, Emmanuele Maria, e credo che la migliore via di trasmissione della fede in famiglia sia l'esempio. Emmanuele e’ molto piccolo e non abbiamo iniziato a fare discorsi, perche' non parla nemmeno, pero' questi primi passi di trasmissione della fede che abbiamo fatto con lui, e che io consiglio a tutti, e' che gia' dalla gravidanza il bambino lo abbiamo consacrato al Cuore Immacolato di Maria. 
La trasmissione della fede oltre all'esempio ed al parlare e insegnare e raccontare ai figli credo che sia proprio un modo di vivere che gia' 2 fidanzati possono preparare come terreno appunto consacrando i futuri figli che Dio vorra' dare nel matrimonio. Consacrarli anche nel momento in cui una donna e' incinta. L'abbiamo rifatto questa consacrazione quando aspettavamo nostro figlio, lo abbiamo consacrato al cuore Immacolato di Maria ed alla Divina Volonta’. Credo che questa trasmissione di fede passi appunto per lo stile di vita e il preparare il terreno fin da subito, che siano due ragazzi appena fidanzati o appena sposati. Ora Emmanuele e' sempre a messa con noi e quando arrivera' il momento di trasmettere la fede nel senso di parlare e raccontare faremo anche questo passo, pero' ecco per ora credo sia importante comunque gia' immergere i propri figli nell'ambiente divino il piu' possibile.

3) Il gruppo "Stile di vita di una folle donna cattolica" e' ispirato alla vita quotidiana di noi donne cattoliche (non solo mamme) in cui la moda ne fa anche parte. Una donna cattolica, sebbene non abbia dei criteri precisi da seguire (non necessariamente) puo' seguire il suo buon senso nella scelta quotidiana del vestirsi, e si distingue pero' anche nella moda, nella cosiddetta moda modesta. Cosa ne pensi della moda e quale e' il tuo stile di vita? (a chi/cosa ti ispiri).

D: Io in realta' non ho un riferimento in chi o cosa mi ispiro. Cerco di essere una persona semplice; e' un po' nel mio stile di essere semplice anche perche' mi costa fatica il tirarmi e fare chissa' cosa. Anche ora col bambino e' davvero impegnativo trovare il tempo. Diciamo che prima della conversione ero molto piu' eccentrica, infatti questo e' testimoniato da alcuni video di canzoni precedenti, che ci sono su internet, da alcune foto che ci sono su Facebook, dove indossavo abiti scollati, gonne e i tacchi, col viso molto truccato. Credo che innanzitutto il pudore, la purezza, il buon gusto e il buon senso siano una cosa importante da proteggere. E' ovvio che ora non mi metterei mai delle cose scollate o delle gonne corte perche' saprei di andare a favore di un atteggiamento che innanzitutto ha l'intenzione di farmi vedere. Perche' una si mette la gonna corta? Per far vedere le gambe. Perche' si mette una scollatura? Per far vedere il decolte', il seno. Quindi l'intenzione e' che mi faccio vedere, l'intenzione e' di stare al centro, l'intenzione e' io io io. L'intenzione non e' la gloria di Dio ma e' di cercare la propria gloria, stima e interesse personale. Penso che ognuno dovrebbe cercare la gloria di Dio e non la gloria del proprio io. E in più c'e' l'aggravante che si inducono gli uomini a commettere pensieri non puri; quindi metto in pericolo di peccato anche gli altri. Io vedo che se una persona davvero cerca la glora di Dio e vuole cercare il nascondimento, che per una donna sposata con figli, non significa essere una suora di clausura, ma significa avere un atteggiamento umile (Per esempio io sono una cantante per cui posso vivere questa cosa in due modi: o con un atteggiamento di nascondimento o di esibizionismo). La prima parte della mia vita, era caratterizzata al mio voler essere sempre al centro dell'attenzione. Ora il mio obiettivo e' la gloria di Dio e certamente non vado vestita e truccata come se andassi a rimorchiare persone. Ovviamente ci sono tutte le sfumature di mezzo: cioe' non vuol dire che non bisogna truccarsi o non mettersi i tacchi pero' se tutto e’ fatto con modestia con purezza e nascondimento cioe' con un atteggiamento di non mettersi in mostra o con atteggiamento umile che non cerca gli sguardi e la propria gloria, si testimonia la presenza di Cristo anche in una bella donna ben vestita e ben curata. Perche' non e' che ci siano solo due opzioni cioe’ o siamo vestite da meretrici o da suore. No. Una cura di se' con dignita' e senza l'intenzione di esibirsi, e' una cosa buona. Se l’intenzione e’ la gloria di Dio ogni cosa viene da se': la scarpa viene da se', il trucco viene da se' e le scelte quando vado a comprare vengono da se', perche' io prima di ogni cosa metto Dio e non il mio io.

Spero di essere stata esaustiva. Un grande bacio a presto.
Debora Vezzani
(di Maristella Pignatelli Saraceno)

venerdì 27 aprile 2018

Cosa mi ha insegnato il piccolo grande Alfie.


++ AGGIORNAMENTO A FINE ARTICOLO ++

Charlie ha aperto il lucchetto con la chiave
Isaia ha tolto il lucchetto
Alfie ha scoperchiato il vaso di Pandora...
Questa frase l'ho scritta nel mio profilo facebook due giorni fa....

Oggi ho deciso di scrivere questo post, magari scontato e ripetitivo, perchè voglio semplicemente dar voce ai miei pensieri per cui scrivere mi fa stare meglio e spesso mi aiuta a trovare risposte a domande che mi assillano.
L'ho abbozzato varie volte e la cosa che mi blocca è sempre il mio non sentirmi in grado di parlare di temi cosi grossi e importanti, questa volta però voglio provarci.
Ho iniziato a seguire la vicenda di Alfie in parallelo con Charlie, poco prima di luglio ed è entrato nel mio cuore poco a poco.
Questo piccolo guerriero è in realtà entrato nel cuore di chiunque, per alcuni piano piano, per altri invece come un cazzotto nello stomaco perchè si sono ritrovati a scoprire la sua storia in queste settimane, le più concitate e pesanti per cui un bel colpo.

Quel piccolino di 23 mesi con la sua forza sicuramente ereditata e trasmessa dai suoi genitori ha scoperchiato il vaso di Pandora a causa di tutti gli scandali riemersi, e del fatto che finalmente molti hanno rivisto la propria posizione in merito ponendosi delle domande grazie alla sua forza e voglia di vivere nonostante gli sia stata tolto il ventilatore.

Abbiamo pianto dopo ogni sentenza, abbiamo gioito quando abbiamo visto Thomas con il foglio che diceva di poter portare via Alfie, abbiamo pianto dopo aver capito che non era possibile, abbiamo gioito quando gli è stata data la cittadinanza italiana e ripianto quando nessuno l'ha considerata...
Ci siamo messi in ginocchio come non abbiamo mai fatto e il giorno in cui gli hanno tolto il ventilatore e pensavamo fosse tutto perduto, invece il piccolo guerriero ci ha stupiti, si è fatto forza e ha continuato a respirare da solo palesando davanti ai nostri occhi un miracolo.
Doveva respirare 15 minuti dicevano i medici, invece lo sta facendo da più di 3 giorni (85 ore mentre scrivo)!

La prima foto pubblicata con Alfie senza i vari tubi  mi ha particolarmente scossa, forse perchè in malafede pensavo che sarebbe stata l'ultima, poi le notizie non erano confortanti, parlavano di dita blu etc per cui dentro di me il cuore iniziava a creparsi.
Poi supera una crisi respiratoria, ne supera due... si stabilizza e appare quella meravigliosa foto con lui che ha sul viso un piccolo sorriso e le guance rosse, credo sia una delle immagini più belle insieme a quella in cui è accoccolato con mamma Kate.
Ho qui accanto il più piccolo dei miei tre figli, ha pochi mesi in meno di Alfie e gli somiglia particolarmente, da mamma ora è come se avessi 3 figli e un figlioccio a distanza perchè è diventato uno di famiglia, mia figlia che ha quasi 8 anni chiede costantemente come sta Alfie, ha pianto quando le ho spiegato a grandi linee la situazione e più volte mi ha detto che vorrebbe averlo qui a casa lei per occuparsene... i bambini hanno un animo stupendo..
Ma non solo i bambini, in questo periodo ho visto mobilitarsi chiunque per questo piccolino, ha mosso il mondo intero, ha scosso le coscienze di chiunque, ha svegliato politici, capi di stato, anche il Papa!
Chi avrebbe mai pensato che potesse accadere, oltre alla sua sopravvivenza, uno dei miracoli più grandi è stata l'unione delle persone, il sostegno continuo, il mobilitarsi per trovare una soluzione, il pregare costantemente tutti uniti.
Ci ha insegnato e fatto vedere che l'unione fa veramente la forza, che l'amore può smuovere le montagne e non sono solo dei modi di dire, veramente la preghiera può fare qualcosa...
Mentre scrivo apprendo che vogliono fare una legge per Alfie, una legge che aiuti anche quelli che sono nella sua situazione, ma cosa sta smuovendo questo cucciolo??!! E' meraviglioso! (per leggere a riguardo andate sulla pagina facebook di "Steadfast onlus")

In questi giorni riflettendo ho anche scritto altre riflessioni sempre su facebook, una riguarda il "male" e ciò che rappresenta, perchè si, ho capito che mi sbagliavo.
Ho sempre preso alla leggera il "male", ho sempre sottovalutato i discorsi che riguardavano "quello di sotto", Satana, si, chiamiamolo con il suo nome.
Nella vicenda di Alfie posso dire che c'è stato un vero e proprio scontro Dio-Satana.
Dio aiuta Alfie a respirare da quasi 4 giorni mentre Satana lo vuole far morire a tutti i costi...


Purtroppo in questa vicenda, Satana è quello che ha il potere ovvero quello che ha indosso una toga e che ha purtroppo diritto per legge a decidere della vita altrui (è un giudice).
Dio può tenerlo in vita ma non sappiamo per quanto, possiamo sperare e pregare perchè resista il più possibile.
Guardando i vari sviluppi, questa vicenda è quasi surreale per essere giostrata e gestita solo da mano umana.
Noi perseveriamo nella preghiera perchè sono certa di una cosa, comunque vada, anche se Afie dovesse tornare alla casa del Padre, quei medici e quei giudici dovranno fare i conti ogni secondo con la loro coscienza e quando sarà il loro momento Dio gli mostrerà ogni secondo di questa vicenda quando sarà il momento di giudicarli.


Tom e Kate, nonostante la loro giovane età, hanno dimostrato di essere delle persone splendide, che farebbero di tutto per il loro figlio e che non si fermano di fronte a nulla lottando fino all'ultimo per salvare il proprio figlio provando ogni minima strada percorribile anche se sotto hanno uno strapiombo.
E' grazie alla loro tenacia che Alfie è ancora vivo, è grazie al loro continuo e smisurato amore che Alfie continua a combattere, perchè chi vorrebbe lasciare dei genitori cosi!
No, non venite a dirmi che tutti i genitori farebbero ciò che hanno fatto loro per il proprio figlio, mi dispiace ma non è cosi, questo per me è il motivo per cui sono dei grandissimi esempi.

Proprio ieri sera Tom, il padre di Alfie, chiede il silenzio, chiede all'esercito di Alfie di ritirarsi...
Alcuni la leggono come una ritirata negativa, una sconfitta, ma cari miei, state sbagliando!
No, non è a una sconfitta, se tutto questo porterà a qualcosa di minimamente positivo per Alfie allora ci tiriamo indietro come ci è stato chiesto.

Non sempre sono i perdenti a ritirarsi, non sempre chi abbassa la testa ha torto e perde, in questa vicenda e come il Signore ci insegna, si devono anche fare dei passi indietro per il benessere altrui.
Anche in una coppia quando si litiga o discute si deve anche capire quando fare un passo indietro anche se si ha ragione e anche se costa fatica.
Ricordatevi però che la preghiera non finirà mai, non smetteremo mai di pensare ad Alfie, di pregare per lui, per la sua famiglia e per chi si occupa di lui nell'ospedale e sicuramente loro vogliono che continuiamo.
Quando sarà il momento ci verrà detto il motivo di tutto ciò, aspetteremo anche se sarà dura non avere costantemente aggiornamenti su di lui, era diventato parte della famiglia già da tempo, ultimamente era diventato un pensiero costante in ogni giornata, tanto da mettere anche da parte un pò quello che facevo nella quotidianità, si, trascuravo la casa e le faccende varie per rimanere costantemente aggiornata.

Abbiamo creato anche un gruppo wathsApp dedicato solo agli aggiornamenti del piccolo Alfie, continuerà ad esserci perchè continueremo a pregare e a pensare a lui ma come ha detto un'amica, "c'è sempre un motivo per pregare insieme, che sia Alfie o altro".

Ma cosa mi hanno insegnato Alfie e la sua splendida famiglia?
Mi ha insegnato a pregare molto di più per gli altri e ad intensificare la preghiera, ultimamente pregavo poco, grazie a lui sgranavo anche 4 coroncine al giorno.
Mi ha insegnato a non perdere tempo e a godermi ogni singolo attimo con i miei figli anche se continuo ad essere una mamma severa e rompiscatole ma ci vorrà tempo.
Mi hanno insegnato che si deve lottare per chi si ama, anche se ciò comporta enormi sacrifici, andare contro tutti e il dover passare notti insonni, ma allo stesso tempo mi hanno anche insegnato che per il bene altrui si deve fare un passo indietro, il che non significa mollare, semplicemente cambiare strada per ottenere qualcosa di buono.
Mi hanno insegnato che la vita è un dono prezioso e non va sprecata dietro a continue lamentele.
Mi hanno insegnato che l'uomo ha ancora dei valori per cui combattere, e che situazioni come queste tirano fuori il meglio delle persone, in alcune anche il peggio ma non voglio parlare di loro.
Mi hanno insegnato che l'unione e la collaborazione tra persone che credono nel bene portano sempre a qualcosa di meraviglioso.
La loro storia ha unito persone, mi ha fatto scoprire amiche speciali, tramite un "banale" gruppo wathsapp abbiamo creato una mini famiglia dove ci siamo sostenute a vicenda in questi giorni, ho visto un lato diverso in molte persone e le ho riscoperte.

Alfie e la sua famiglia per noi hanno fatto tanto, non li abbandoneremo mai, saremo sempre l'esercito di Alfie, da ora saremo semplicemente silenti ma pur sempre carichi di preghiere e pensieri che ritraggono il suo splendido viso mentre sorride nel sonno.
Le lacrime scenderanno ancora, ma quando vuoi bene a qualcuno è normale...

Ricordate che hanno solo chiesto di evitare manifestazioni e proteste, ma veglie di preghiera, preghiere etc sono assolutamente da fare!!!
Vi vogliamo bene famiglia Evans! Continuate a combattere!!!!


++ AGGIORNAMENTO DEL 28/04/2018 ++

Questo è l'aggiornamento che non avrei mai voluto fare, uno di quelli che ti strappano una lacrima dopo l'altra mentre scrivi ogni singola parola.
Proprio ieri mi sono decisa a scrivere qualcosa riguardo il guerriero Alfie e stamattina mi sveglio, accedo subito a facebook come ogni mattina nell'ultima settimana e leggo la notizia che bisogno pregare di più per mandare respiri ad Alfie...
Aggiorno un paio di volte la home e alla terza volta mi appare un messaggio nel gruppo ufficiale di Alfie in cui Tom e Kate dicono che il piccolo ha messo le ali alle 2,30 (ora locale).
Ho riaggiornato e sperato che google translate avesse sbagliato a tradurre invece non era cosi, il nostro piccolo guerriero era volato veramente tra le braccia del Padre.
E' stata una mattinata pesante, fatta di momenti tranquilli alternati a momenti di sconforto e di pianto, poi ho letto alcune notizie piuttosto forti che non sto a riportare e li ho capito che lui avrebbe combattuto ancora, lui non avrebbe mollato, ma qualcuno lo ha deciso per lui...

Amore bello, ma quanto caspita hai fatto per noi??? 
Quanto ti sei donato ad ogni singola persona??!! 
Tutto questo grazie ai tuoi genitori che ti hanno condiviso con tutti noi e ti hanno fatto diventare parte di tante famiglie che ora ti vogliono un bene dell'anima e che piangono come se avessero perso una persona cara e di famiglia.
Siamo tanto in debito con te ma sappi che continueremo a sostenere i tuoi genitori per fare in modo che venga fatta giustizia.
Aggiungo un'altra cosa che mi hai insegnato, ovvero che non si deve aspettare che siano gli altri a combattere per i nostri ideali ma dobbiamo scendere in campo anche noi, anche una sola persona può fare la differenza e tu di differenza ne hai fatta tanta, tuo padre e tua madre hanno sfidato il mondo per te e so che sei orgoglioso di loro cosi come lo siamo noi.
Hai ricevuto tanto amore e lo hai sicuramente sentito, farai ancora tanto per molti e non smetteremo mai di ringraziarti per ogni singolo secondo che hai donato a tutti noi.
Ora stai tanto vicino alla tua famiglia, ne hanno tanto bisogno, pensa a loro e al piccolino che custodisce la tua mamma nella pancia...
Ti vogliamo bene, una carezza e un bacio fin lassù.
Cristina