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mercoledì 13 maggio 2020

Moda modesta, idee per principianti e curiose.




Moda modesta o come viene etichettata dalle influencer... "Modest fashion", è una delle categorie di moda meno comprese ma allo stesso tempo, a mio avviso, più interessanti sul mercato.
Talmente interessanti che ci sono anche stilisti che hanno aggiunto alla loro collezione questa categoria.
Per questo ho pensato di scrivere qualcosa a riguardo con alcuni punti per principianti e altri per chi è scettica a riguardo.

Partiamo, in breve, dal significato di modestia:
- Moderazione, parsimonia
- Coscienza del limite delle proprie possibilità, 
- Seria e dignitosa compostezza, propria dell'abito e del portamento tradizionalmente attribuiti alla donna onesta, 
- Senso di misura, di sobrietà, di riservatezza, che si manifesta negli attinelle parole, nello stile di vita: agire, parlare, vestire.
Potrei continuare ma basta questo perchè ulteriori estensioni poco ci interessano.

Le parole che saltano all'occhio sono: moderazione, compostezza, sobrietà, riservatezza ovvero semplicemente le basi per la moda modesta.

Invece ecco alcuni falsi miti: 
- vestita da suora,
- abbigliamento castigato,
- donna imbruttita (magari pure con i baffi),
- abiti amish (con tutto il rispetto per loro),
- niente trucco.

Letta cosi... Da rabbrividire!!!! 
Perchè mai dovrei seguire questa moda se mi rende brutta???

Eh no !!! In realtà non funziona cosi!!!
Modesta non equivale a brutta, cosi come non equivale a suora o ad abiti sformati.
Modestia va tranquillamente di pari passo a femminilità (una femminilità diversa)!

Dobbiamo partire dal presupposto che non tutte vedono la modestia allo stesso modo e dopo alcuni anni di osservazione, ho catalogato 3 gruppi:
Il primo gruppo è quello tradizionale, "vecchio stampo" (passatemi il termine), più rigoroso ovvero quelle che mettono solo ed esclusivamente gonne e abiti sotto il ginocchio, rigorosamente accollati e con le maniche al gomito e non ammettono i pantaloni.
Il secondo gruppo comprende quelle che mettono anche le maniche corte e gonne al ginocchio oltre ai pantaloni ed è una via di mezzo tra le prime e le terze.
Il terzo gruppo comprende quelle che mettono prevalentemente jeans e magliette a maniche corte, ma che segue comunque delle regole in cui non mette in mostra parti del corpo (copre il lato B con maglie più lunghe, niente scollature, niente shorts, niente gonne sopra il ginocchio).

A mio avviso la regola universale da utilizzare è "Non giudicare", perchè se una decide di far parte del primo gruppo ha tutto il diritto di farlo, soprattutto non è una bigotta (che poi non ho mai capito come mai quest termine venga utilizzato quasi come offesa).
Se una fa parte del terzo gruppo non è una poco di buono!

Perchè dovrei seguire questo stile? 
Sono ancora in cammino per quanto riguarda questo tema per cui devo ancora migliorare dal lato pratico, all'inizio ero molto scettica, mi dicevo che se mettevo una gonna corta non ero una brutta persona, mostrare qualcosa non era nulla di che etc...e ovviamente non è una gonna corta o una scollatura che deve portare ad etichettare una persona.
In realtà è una cosa più interiore, nel senso che scoprendo la moda modesta ho scoperto anche il rispetto per il mio corpo e per me stessa in modo diverso, in senso più profondo.
Prima mostravo senza grossi problemi, pancia di fuori, gonne corte, shorts, canotte con spallina ultra sottile e scollate (che poi lì sopra ho poco da mostrare); con il tempo però certi commenti hanno iniziato ad infastidirmi.
Vuoi mettere poi la logica del mondo d'oggi del "più scopri e più sei popolare"??Instagram soprattutto insegna questo!

Con il tempo ho imparato che posso essere bella e femminile senza mettere in mostra il mio corpo, utilizzando gonne non corte ma fino al ginocchio (se mi abbasso evito di mostrare tutto), posso mettermi comunque dei tacchi (che odio), posso indossare magliette o camicette molto belle che non mettono in mostra il seno ma mi rendono sofisticata e femminile oppure se preferisco posso indossare un abbigliamento sportivo o più casual.
Cambiare il proprio abbigliamento deve partire da dentro, altrimenti non funziona, deve essere una scelta consapevole partendo dal presupposto che posso sempre essere bella e femminile ma capisco che non serve mostrare parti del corpo per esserlo.

Ecco alcuni esempi dalle più casual alle più eleganti:

 


Idee per principianti:

1. Fai un cambiamento GRADUALE!! Non passare dalle minigonne ai gonnelloni e camicie castigate altrimenti rischi di rimanere traumatizzata e non vuoi più riprovare rinunciando al volo!
2. Metti sul letto tutti i tuoi vestiti e prova a dividere quelli che secondo te non rientrano nella moda modesta e e quelli che potrebbero rientrarci, quelli che non rientrano cerca di capire perchè li hai acquistati e se puoi apporta delle modifiche (un esempio: camicia scollata? aggiungi sotto una canotta che copra il seno; se poi sai cucire allora è il top!)
3. Ami i jeans e non vuoi abbandonarli? Ok, basta abbinarli ad una canotta o camicia o maglietta che copra un po il lato B.
4. Fai ricerche online, hai presente Kate Middleton? Ecco, lei è un ottimo esempio di donna splendida nonostante segua la moda modesta, ma non è l'unica! Anche sul Red Carpet hanno sfilato attrici e modelle con abiti modesti senza però sminuire la loro bellezza.
5. Togliti dalla testa che modesta equivale a brutta, per cui non devi smettere di truccarti e tenerti in forma; puoi tranquillamente andare dall'estetista!

Ora qualche appunto per chi è più scettica o curiosa, giusto per dare una spiegazione del perchè alcuni capi non sono considerati modesti:

- Jeans: mettono in mostra le gambe ma soprattutto il lato B, quest'ultimo soprattutto andrebbe coperto, non castigato, per questo anche il jeans può diventare modesto semplicemente abbinando la cosa giusta sopra. ( utilizzo molto maxi maglie, camicette con la parte dietro più lunga etc, se ne trovano ovunque, le più belle le avevo trovate da ovs)
- Minigonna o micro abiti: questa è la categoria più "condannata", nasconde ben poco e soprattutto nel caso doveste abbassarvi o piegarvi per raccogliere qualcosa rischiate di mostrare tutto ai quattro venti.
Quando vi sedete inoltre si accorcia ulteriormente rischiando di passare il tempo a cercare di tirarla verso il basso per coprire. (ne mettevo un sacco, ne ho ancora nell'armadio ma non riuscirei più ad indossarle, mi è capitato a casa un paio di volte qualche anno fa ma con sotto dei leggins oppure possono essere allungate con della stoffa se sapete cucire)
- Shorts:  che differenza c'è spesso tra questi e delle mutande? quasi nulla, ed è questo il motivo per cui non sono modesti, mostrano tutto... non so come sia possibile far uscire di casa delle ragazzine con questo abbigliamento dove spesso si vede pure un po della chiappa.
- Leggins: non sono pantaloni, non sono pantaloni, non sono pantaloni... per cui NO se pensate possano essere utilizzati come pantaloni; SI, se li utilizzate come collant...
- Scollature:  perchè dovrei mostrare il seno a tutti?? Per mettermi in mostra e/o ricevere complimenti? No grazie... (che poi io non ne ho ma va beh)
Le scollature, se non esagerate, possono diventare comunque un problema nel momento in cui mi abbasso o piego per prendere qualcosa, per questo si può risolvere semplicemente con una canotta sotto, basta poco!
- Canotte con spalline sottili: anche queste mostrano e scoprono delle parti del corpo che potrebbero tranquillamente restare coperte, in questo caso spalle e schiena (vista la tipologia è normale).
Possono essere utilizzate sotto camicette come già detto e potete sostituirle con quelle con le spalline più larghe a metà tra canotta e manica corta.

Una cosa di cui dovete tenere conto è "come mi vesto per andare in Chiesa? Se andando in chiesa copro certe parti per rispetto, perchè non lo faccio al di fuori? (QUI articolo a tema)

D'estate è più difficile mantenere un abbigliamento modesto perchè fa caldo, ma in realtà è quasi più semplice e ne avevo già parlato QUI.
In casa tutto sommato ci si sente più libere, per cui si tende a seguire meno queste "regole" ma una volta compreso che per essere più fresche non serve essere più svestite vedrete che andrà decisamente meglio.
Nelle giornate più calde capita all'inizio di indossare anche pantaloncini corti ma basta tenere sempre a portata di mano una gonna da indossare nel caso dovesse arrivare qualcuno (corriere, postino etc..).
Avevo anche pensato alle bambine? Ecco QUI un altro articolo dove ne ho parlato.

Per quanto riguarda i costumi e la spiaggia???
Ve ne parlerò prossimamente in un articolo!!!
Un abbraccio!!!

lunedì 20 gennaio 2020

La presunzione di conoscere gli altri, un peccato gettonato.



"Io sono il buon Pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me"

Dopo l'articolo sulla "Presunzione di essere indispensabili", ecco il sequel con "La presunzione di conoscere gli altri"....
Il titolo non promette bene ma spero che ciò che leggerete porterà a qualche riflessione utile soprattutto sulle conseguenze dell'idea di conoscere gli altri.

Questo articolo nasce da un messaggio ricevuto qualche giorno fa, una vecchia amicizia riemersa dopo 11 anni di silenzio, non per litigi o incomprensioni ma per motivi di salute di questa persona.
Risentirla è stato strano, primo perchè fa parte della mia vecchia vita, quella che anche voi oramai conoscete, poi perchè è spuntata in un periodo in cui di tartassamenti dal basso ne ho già molti, troppi, per cui questa è un altro pizzicotto.
(Vi evito la parte in cui ho spiegato la mia conversione, quello era un compito che era stato dato alla lectio di venerdi e ne ho approfittato).

Fattostà che una frase presente nel messaggio mi ha colpita, mi ha portato a riflettere e mi ha spinta a scrivere questo post sulla presunzione di conoscere gli altri.
Si, questa persona dopo 11 anni di silenzio, alla mia risposta in cui accennavo alla conversione mi ha scritto che a suo parere era solo una facciata perchè in realtà si ricorda come ero e mi conosce, sa che non avrei mai potuto fare un passo del genere se non solo esternamente, mentre internamente ero ancora parte del vecchio percorso.

Gli ho risposto due giorni dopo perchè ho dovuto meditare quella considerazione; quando riemergono certe cose, almeno per me, diventa inevitabile analizzarsi, anche mettersi in discussione e pensare "ok, dice cosi, ma cosa è successo in questi anni? cosa mi ha portata dove sono? sono realmente ancora legata all'antica religione? Sono veramente ancora come prima e non sono cambiata?".
Ad alcuni magari viene spontaneo non considerare certi messaggi, io non ci riesco, ho questo enorme difetto, ogni cosa diventa motivo per pensare e meditare e cosi ho fatto.
La risposta è stata inizialmente un messaggio, poi un vocale (lungo, se inizio a parlare ciaone a tutti) in cui ho provato a sintetizzare ciò che sono diventata e cosa mi ha portata qui specificando che "quella di prima" in gran parte  si è evoluta.
Dire che la vecchia me non esiste più è una bugia, sono sempre la stessa persona ma con consapevolezze diverse, idee diverse; la base difficilmente cambierà ma è proprio tutto il resto che anzichè sparire si è evoluto, modificato, migliorato (spero), consolidato, assimilato, compreso e quant'altro.
Un tempo dicevo che la persona che ero prima era morta, solo con il tempo ho capito che non era vero, per nessuno è cosi, ma ci si evolve e si cambia, far morire una parte negativa di se porta a non averla assimilata e compresa quindi nemmeno migliorata.

Non sono nemmeno come la persona di due mesi fa, figuriamoci quella di 11 anni fa!
Mi rendo conto che lavorando tanto su me stessa per migliorare (forse troppo... anche voler tendere alla perfezione -che oltretutto non esiste- è considerato peccato), aggiungendo l'affidamento a Gesù (cosa per me fondamentale) e avendo accanto persone splendide, non passa giorno in cui non abbia qualcosa da assimilare e migliorare e ciò mi rende in continua evoluzione (spero sempre in positivo).
Poi si, si fanno anche passi indietro ma siamo pur sempre esseri umani.

La "presunzione di conoscere gli altri", trovo sia un limite enorme perchè preclude la possibilità di vedere il cambiamento, di sperimentare ciò che può avvenire in un cammino di fede e di vita fatto con il cuore, limita le relazioni, ingabbia le persone, le etichetta.

Come posso non citare Sant'Agostino:
<<Tu solo, Signore, mi giudichi; infatti "Chi  conosce i segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui?" (1 Cor 2,11). Tuttavia c'è qualcosa nell'uomo che non è conosciuto neppure dallo spirito che è in lui. Tu però, Signore, conosci tutto di lui, perchè l'hai creato.>>

"Ah, lo conosco, vedrai che farà cosi...", oppure dopo anni o mesi in cui non ci si sente si pensa "ma si, lo conosco, so come faceva in queste occasioni..."
Si dice anche "conosco i miei polli.." ma vale per le furbate che vogliono fare i bambini per cui non conta.
Senza pensare che magari nel frattempo sono cambiate tante cose.
In questo modo impediamo agli altri la possibilità di farsi conoscere, togliamo loro la possibilità di una nuova opportunità perchè l'essere prevenuti prevale sull'essere misericordiosi.

Se ci pensate bene, solo noi possiamo sapere chi effettivamente ci conosce (un po, non totalmente) ma questo dipende soprattutto da quanto mostriamo di noi, nemmeno nostro marito può dire di conoscerci totalmente.
Riguardo quest'ultima cosa ci sarebbe una parentesi da aprire; utilizzare la convivenza come "prova" per conoscere meglio l'altro e capire come si sta insieme è una cavolata pazzesca (ed evito di utilizzare la frase reale come Fantozzi), perchè non basta una vita per conoscere a fondo chi abbiamo accanto. (chiusa parentesi).

Chi ci potrebbe conosce realmente fino in fondo?
Uno c'è.. ed è Dio!
Ebbene si, l'unico che ci conosce realmente è Dio, solo lui potrebbe permettersi di dirci "io so come sei" e ho la certezza che lo direbbe non in senso critico ma per farci notare qualcosa di buono e bello.
Riflettendoci, solitamente quando diciamo "lo/la conosco.." poche volte è per dire qualcosa di buono, spesso invece è per esternare un pensiero che possa andare a trovare un difetto o qualcosa di non positivo per quella persona; peggio ancora, per mettere in guardia altre persone in base ad una nostra passata esperienza con la persona di riferimento. (che brutta cosa!!!)
Se proprio vogliamo dire la nostra è possibile utilizzare una forma diversa come "Per come lo/la conosco io....".

Dio è l'unico che ci conosce veramente, che sa cosa abbiamo passato, sa come stiamo, ci comprende, ci accoglie e non ci giudica,
"Come mi conosci?". Gli rispose Gesù: "Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi". (Gv 1, 48)
Lui sà, vede, osserva, va oltre e ci ama per ciò e come siamo.

Buona settimana.

giovedì 5 dicembre 2019

Divinazione; quando le carte incatenano il futuro.




Papa Francesco all'udienza (se non erro, di ieri), ha citato cartomanti e maghi, cosa non nuova dato che almeno una volta all'anno ricorda quanto loro siano lontani dalla fede.
Da persona che quando frequentava il paganesimo utilizzava varie arti divinatorie, ovviamente non potevo starmene in disparte e sorvolare, per cui ho pensato di dirvi come funzionano certe pratiche.
Prediligevo la lettura delle rune  (per anni ho tenuto corsi online per la lettura e l'interpretazione), simboli celtici con innumerevoli significati, ma non disdegnavo nemmeno tarocchi, pendolo e lettura della mano...la sfera invece era estremamente difficile da utilizzare per cui messa direttamente in un cassetto.
C'è da dire che le persone realmente capaci di utilizzare queste arti divinatorie sono veramente pochissime, leggere i tarocchi o le rune limitandosi alle istruzioni sono capaci tutti, le basi a chi chiede un consulto bastano e avanzano.
In realtà per saperlo fare bene, il lavoro è immenso, va studiato materiale tosto oltre il libricino di istruzioni (anzi, il libretto è praticamente inutile), ci vuole pratica continua, un certo metodo.. ma questo non basta perchè serve anche una connessione (non a internet) con le energie sottili, si deve creare un cerchio di protezione, ad ogni utilizzo i mazzi o le pietre delle rune vanno purificati altrimenti non si può passare alla lettura considerata contaminata dalle energie della lettura precedente.
Tutto questo potrebbe bastare per capire a cosa va incontro il richiedente e colui che invece fa la lettura.
Per molti sono solo delle semplici carte che una persona sa interpretare, in realtà sono delle carte che per essere interpretate smuovono ben altro.
Questo fa anche capire quanto una lettura a distanza o telefonica sia estremamente opinabile, anche perchè solitamente il mazzo va toccato dalla persona che richiede la lettura per un passaggio di energia alle carte, farlo a distanza chiedendo la data di nascita fa abbastanza sorridere.
Quando leggevo le rune, lo facevo solo di persona, ho sempre rifiutato le letture a distanza proprio perchè non ho mai creduto che si potessero fare in modo concreto... poi si certo, puoi farle, chiedi qualche informazione, mischi, metti sul tavolo e qualcosa ti inventi in base alla domanda.. se poi la persona anche se a distanza la conosci un po, puoi essere più precisa e il gioco è fatto.
Vogliamo parlare del costo?
Cifre assurde che non stanno ne in cielo ne in terra, cifre che con il tempo avranno delle conseguenze perchè una cosa che mi era stata insegnata ai tempi era che non andava chiesto denaro, al massimo si poteva accettare un'offerta oppure qualcosa in cambio ma mai chiedere soldi...
Su questo tema ci sono varie fazioni, il tutto dipende dal perchè uno lo fa e solitamente, guardando il costo, il motivo è il guadagno economico.
(l'unico mio guadagno economico a riguardo era solo per la vendita di rune che creavo a mano)

Vogliamo passare al centro di ciò che dice il Santo Padre, ovvero il ricorso ai tarocchi, maghi e indovini?
Bene, procediamo!
Partiamo dal fatto che tarocchi e derivati non sono la risposta divina ai problemi della vita, la lettura viene fatta rispondendo ad una domanda iniziale, la risposta però non è concreta...
Probabilmente sfugge il fatto che la divinazione è un prevedere il futuro in modo estremamente approssimativo e non definitivo perchè vige la regola (proprio nei tarocchi e nelle arti divinatorie) che qualsiasi cosa possa esserci nel futuro, non è definitiva ma modificabile ogni attimo in base alle scelte dell'individuo.
Credo che sia il caso di smetterla di credere che le carte svelano il futuro perchè (e cito testualmente le parole di una ragazza che pratica divinazione), "il nostro atteggiamento è la prima cosa che conta, qualunque decisione prendiamo può stravolgere una stesa fatta giorno prima."... (ps. la "stesa" è la lettura).
Ogni lettura fatta non dice cosa avverrà per certo nel futuro ma (ovviamente nei rari casi in cui venga fatta bene), può dare alcune informazioni di ciò che potrebbe accadere (potrebbe!!) per cui, nel concreto, una lettura a cosa può servire? Cosa porta le persone ad affidarsi a delle carte?
Nel momento in cui la lettura dice qualcosa di negativo, cosa si fa?
Le persone hanno bisogno di sapere, di conoscere cosa accadrà, di programmare per potersi preparare.. ma preparare a cosa?
Solitamente si vogliono sapere le cose negative, tradimenti, morte, malattie.... ma come è possibile affidarsi a delle carte per cose del genere?!
Ci sono persone che rischiano anche la depressione perchè convinte di ciò che emerge da una lettura, ed è una cosa inconcepibile.
Una malattia che magari non c'è porta a sviluppare qualcosa nella mente per l'atteggiamento della persona, la morte poi, chi la legge realmente nelle carte è un folle (la carta della morte ha mille significati in base alle altre carte presenti ma la morte vera e propria non viene mai letta).
Vogliamo parlare delle letture positive?
Quando una persona riceve buone notizie, il suo atteggiamento cambia e in questo modo si innesca una reazione a catena, chiedi se la tua storia d'amore ha un futuro e le carte dicono di si? L'atteggiamento del richiedente cambia, è più positivo, speranzoso, e anche l'atteggiamento verso il partner cambia in positivo per cui vedendo cambiamenti buoni lo collega alle carte quando in realtà è solo la persona che ha creato tutto.
Se al contrario la risposta è negativa, si crea astio, tensione e logicamente si può andare incontro a problemi/rotture e si ha pure il coraggio di dire "ah ecco vedi, le carte avevano ragione..".. eh no.. sei tu che hai cambiato le cose perchè ti sei fatto condizionare.
I tarocchi condizionano la vita di chi ne richiede la lettura perchè è il richiedente che da loro il potere di farlo, non perchè loro lo possono fare realmente o possono dire cosa accadrà.
«Se scegli Cristo non puoi ricorrere al mago: la fede è abbandono fiducioso nelle mani di un Dio affidabile che si fa conoscere non attraverso pratiche occulte ma per rivelazione e con amore gratuito». Papa Francesco
Dovremmo saperlo bene, scegliere Cristo significa fidarsi e affidarsi, significa non sapere cosa accadrà domani ma sapere che possiamo aspirare all'alto, sapere che se confidiamo in Lui la vita può cambiare realmente, sapere che ogni giorno vissuto a pieno nella fede ci avvicina sempre di più a Lui e alla vita eterna.... dovremmo sapere che la provvidenza è sempre alla nostra portata, dovremmo sapere che nella gioia e nella fatica (soprattutto nella fatica) Lui è accanto a noi per sorreggerci, per tenerci la mano, starci vicino, gioire con noi e asciugarci le lacrime...
Con tutto questo a nostra disposizione, non ci deve interessare cosa dicono dei mazzi di carte o dei simboli su delle pietre perchè non potranno mai darci le risposte che cerchiamo, non potranno mai farci stare meglio perchè ciò che accadrà dipende da noi in ogni attimo, anche Dio ci lascia liberi; mentre la divinazione ci incatena ad un futuro che noi pensiamo già scritto e che magari ci condanna a qualcosa che non ci piace, per poi magari voler sapere ancora e ancora e ancora diventando dipendenti  dalle letture e quella non è libertà, è come essere in prigione.
Se poi pensiamo a cosa smuovono le arti divinatorie dovremmo anche sapere da cosa e dove arrivano certe risposte, e vi svelo un segreto... di certo non arrivano da Dio...
Ho parlato principalmente di tarocchi e rune ma vale per ogni genere di previsione del futuro...
A presto..

lunedì 11 novembre 2019

Il giudizio universale quotidiano.



Questo articolo aveva un'origine diversa, volevo partire da altro, poi leggendo in questi giorni alcune cose che mi hanno colpita, e dopo un'affermazione ieri a catechismo, ho pensato fosse il caso di partire da li per sviluppare questo particolare argomento un po diverso dai soliti che tratto ma che mi sta particolarmente a cuore.

1 Non giudicate, per non essere giudicati; 2 perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. 3 Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? 4 O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? 5 Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.                                                                                                        (Matteo 7,1-5)

Qualche giorno fa ho visto la foto della fidanzata di Keanu Reeves, sapete, l'attore famoso che tutte amano perchè bello, gentile, educato; dicono sia diverso dai soliti attori, pare sia genuino e semplice.
Diverso ai soliti attori ma, il pubblico e i fan pretendono che in parte sia come i soliti attori che, superati i 50 anni, fanno bella mostra delle loro giovanissime fidanzate esteticamente perfette simil Barbie sia nell'aspetto (di plastica) che nella parlantina (mute).
Invece lui si presenta con Alexandra, "solo" di qualche anno più giovane (lui 55 lei 46), pare abbia pure talento sia come editrice che come illustratrice, nessun ritocchino, niente plastica nel suo corpo, capelli non tinti ma naturalmente grigi/bianchi, trucco leggero, un rossetto rosso che ne evidenzia il sorriso quasi imbarazzato ma reale e dolce.
(io la trovo stupenda!! ma è solo un mio giudizio.. ;) )

Pare che tutto questo ai fan non vada moto a genio, amano il Keanu diverso dagli altri ma, della serie "datti una calmatina"... questa scelta la reputano sbagliata, lei è troppo normale, troppo semplice, non  è abbastanza bella, non è abbastanza appariscente... cavolo, questa sta con un attore di Hollywood, ma siamo matti?
Si, questo è ciò che pensa il mondo, non sei abbastanza per stare con lui.... non hai abbastanza tette, non hai abbastanza plastica addosso, non sei abbastanza alla moda...  non sei abbastanza brava, non sei abbastanza e basta..
Quando il mondo fa credere che se non si rientra in determinati canoni non si è abbastanza, è l'inizio della fine... a me questo mondo spaventa, fa paura, ho paura per i miei figli.
Le persone vivono di giudizi, per qualsiasi cosa ci sarà un dettaglio che non va, perchè accettare le persone per ciò che sono evitando di lasciar prevalere l'invidia o la voglia di superiorità è diventato sport estremo.
Il giudizio universale quotidiano è ciò che viviamo anche sulla nostra pelle in modo sia diretto che indiretto, a tutti scappa un giudizio, e a tutti capita di essere giudicati, il più delle volte si incappa  nella seconda parte ed è lì il gran casino.
Perchè quando ti senti giudicata per ogni cosa, hai la sensazione di avere i riflettori puntati su di te, tutti pronti a puntare il dito, ad attendere un tuo passo falso e allora si che si incappa in un vero giudizio universale dove ti senti l'acqua alla gola e speri di trovare l'arca che passa di li e che ti porta in salvo, ti trascina fuori da quelle onde di giudizi che stanno per affogarti.

Ieri a catechismo abbiamo parlato del nostro prossimo, di ciò che facciamo per gli altri, dei comportamenti che abbiamo e un bambino ha detto "io mi comporto bene perchè cosi faccio buona impressione".
Mi ha colpita molto come frase perchè è tanto vera ma altrettanto triste e da li ho iniziato uno sproloquio che a voi risparmio ma posso dire che da ieri sto continuando a riflettere su quella frase.
Comportarsi in un certo modo "per fare buona impressione", tutti lo abbiamo fatto, io sono cresciuta con questo tarlo "non comportarti male altrimenti in giro dicono...", "comportati bene perchè non voglio fare brutta figura..", da quando sono piccola mi sento perennemente giudicata, in primis dai miei genitori, non ero mai abbastanza, mai un "brava", mai un complimento, oppure da altri vicini perchè prima non ero cattolica, ora lo sono troppo, prima perche rispondevo male, ora perchè sono troppo tranquilla... ditemi un po voi...
Ci si ritrova a mettere il giudizio degli altri al centro di molti ragionamenti, ma è un centro sbagliato.
Io mi devo comportare bene perchè è il mio essere, mi comporto bene perchè mi fa stare bene, mi comporto bene perchè è bello, mi comporto bene perchè so che è la cosa giusta da fare indipendentemente da ciò che gli altri possono dire.. perchè diciamolo, anche chi si comporta sempre bene è vittima di giudizio ed etichettato come "miss perfettina" e simili, non ci scappi.

Uno che conosco e forse conoscete anche voi (ironia), diceva "Prendi in mano la tua vita e fanne un capolavoro!", pare fosse Giovanni Paolo II ... ;)
Come puoi fare della tua vita un capolavoro se non riesci ad essere te stesso e hai paura dei giudizi?
Come puoi avere una vera relazione con Dio se non riesci a metterti in gioco perchè appena esterni un po di più.. TAC, giudizio!!
Come puoi avere delle relazioni umane sane se non mostri ciò che sei perchè altrimenti hai paura di non essere accettata?
Vogliamo  aggiungere la parte dei social? no dai...ve la risparmio ma concedetemi una cosa, una sola.. i social sono il rischio maggiore soprattutto per i ragazzi, andrebbero fatti corsi di sopravvivenza.

I grandi filosofi in risposta alla paura dei giudizi dicono.. "fregatene!!!" ma guardate che non è cosi semplice.
Certe volte il giudizio arriva proprio da chi ci sta vicino e allora cosa possiamo fare??
Parlare! Parlare! Parlare! Un po come il libro "Pregate, pregate, pregate"!
Parlate (NON sparlate), ascoltate (veramente), esternate e soprattutto pregate!
Perchè la preghiera ci estranea dal giudizio, ci libera, ci rende forti e tranquilli; che poi detto da me che per scrivere qualcosa mi faccio mille paranoie pare un po assurdo ma sorvolate per favore..
Esternate ciò che siete, non nascondetevi perchè credete di non essere abbastanza perchè voi per Dio siete abbastanza, siete meravigliosi cosi come siete, soprattutto non rovinate voi stessi con la rabbia e la paura perchè quella fa di tutto per mostrarvi diversi.
Essere aggressivi, decisi, diretti, schietti con rabbia non significa essere forti, non significa essere capaci di non ascoltare i giudizi; essere se stessi in ogni attimo significa essere realmente forti, non avere maschere in base all'interlocutore significa essere forti e la persona che può insegnarci tutto ciò è Gesù e il Vangelo.
Per cui prendete in mano la vostra vita (e la Bibbia) e fatene un capolavoro (alla faccia dei giudizi)!


„Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.“ 
                                                                                                             (Giovanni 15,18)

Un caro abbraccio.



venerdì 5 aprile 2019

15 modi per esercitarsi nell'umiltà.




Periodo perfetto per questo post, la quaresima può diventare il terreno adatto per fare questo genere di esercizi che ci rendono umili e più vicini al Signore.
Ringrazio Linda per l'input e la traduzione dato che sono 15 suggerimenti estrapolati dal libro in inglese (e io sono una frana) "Humility Rules: Saint Benedict's 12- step Guide to genuine Self-Esteem" di Padre Augustine Wetta.
Se avete dimestichezza con l'inglese, al termine dell'articolo troverete il link di acquisto.

Umiltà, parola poco utilizzata e spesso travisata; in sintesi l'umile è colui che è essenzialmente una persona modesta e priva di superbia, ovvero che non si ritiene migliore o più importante degli altri.
Con i tempi che corrono, dove ci insegnano a primeggiare a dover sempre avere ragione, a non rispettare gli altri, essere umili è una dura lotta.
Ma ora passiamo subito al centro di questo post, i 15 suggerimenti con qualche personale riflessione giusto perchè la lista della spesa messa cosi non mi piace affatto.

1) Lascia che qualcuno meno competente di te ti dica cosa fare.
Magari proprio quella persona che non ci sta molto simpatica, oppure quel collega saccente e da cui non vorremmo di certo degli insegnamenti.
Contate fino a 100 e buttatevi magari chiedendo voi stessi un consiglio.

2) La prossima volta che qualcuno ti tratta ingiustamente (ti passa davanti in fila, ascolta musica ad alto volume, mangia qualcosa di tuo…) sorridi e ringrazia Dio per lui.
La rabbia per questo genere di gesti è quasi automatica, è come se ci fosse un sensore che ci rende di pessimo umore e subito adirati perchè ci sembra un'ingiustizia ma dovremmo cercare di andare oltre perchè la rabbia oltretutto fa male più a noi stessi che agli altri.
Per cui, chiudete gli occhi (cosi nemmeno vedete l'autore del misfatto) e ringraziate il Signore per lui...(evitando pensieri poco consoni..)

3) Passa un’intera giornata senza correggere nessuno.
Chi?.... Io?? Difficilissimo!!!!! Com'è possibile non correggere nessuno nell'arco di una giornata, è una cosa normale, naturale...
Il marito che sbaglia il ripiano dove mettere il caffè, oppure mette un calzino bianco nel cesto dei colorati... dai!! ma come si fa a non correggere!!! Ecco.. si fa silenzio.. solo questo...
Un bel respiro profondo, e offriamo al Signore questa fatica. Ce la possiamo fare!!!
Per i figli direi che questo punto non è valido, ma possiamo provare a sforzarci di far enotare gli errori in modo diverso.
Vi terrò aggiornate in pagina su questo.. ;)

4) La prossima volta che vuoi esprimere la tua opinione tienila per te.
Pensa ad altro, limitati ad ascoltare e passa oltre.. questo direi che va fatto saltuariamente perchè potrebbe creare danni non indifferenti tra le mura domestiche XD
Sui social è una pratica quotidiana per cui quando vuoi controbattere, chiudi l'applicazione.
Scherzi a parte, questo punto l'ho già ignorato scrivendo i commenti ad ogni punto di questo elenco..

5) Prenditi la colpa per qualcosa che non hai fatto.
Fermi tutti!! Questo è colpa mia! Penso che mio marito potrebbe prendermi per pazza, mi proverebbe la febbre e inizierebbe a preoccuparsi...
No, non è cosi difficile come sembra, basta dire "è colpa mia...!" e cambiare stanza cosi non hai la tentazione di ritrattare.
Si parla di cose non gravi, altrimenti si cade nell'ingiustizia e quella non va bene.

6) Ripara qualcosa che non hai rotto o pulisci qualcosa che non hai sporcato.
Ci piace vincere facile, questo già noi mamme lo facciamo ogni giorno... per cui evito uno sproloquio.
Aggiungo solo che potrebbe essere un punto su cui lavorare con i bambini.

7) Non trovare scuse la prossima volta che vieni rimproverato.
Anche in questo caso il trovare scuse è qualcosa di inconscio e automatico per cui , autocontrollo, espiro profondo e silenzio.
Anzichè parlare, fermiamoci a riflettere per capire cose realmente abbiamo sbagliato con della sana autocritica.

8) Scegli deliberatamente di camminare (o guidare) dietro a qualcuno più lento di te.
Tasto molto ma molto dolente...siamo sempre di corsa, sempre con i minuti contati e... dobbiamo impegnarci a stare dietro a qualcuno più lento?
Si! Anche se difficile, ma in questo caso è questione di civiltà e rispetto del codice della strada perchè se qualcuno è lento difficilmente stiamo a guardare cartelli e divieti di sorpasso per cui diventa anche pericoloso. (come si suo dire...da che pulpito viene la predica...si, sono pessima in questo punto!)

9) Ringrazia Dio per qualcosa che non sei capace di fare/ qualcosa in cui non sei bravo.
Vorremmo avere ogni genere di capacità, vorremmo essere bravi nel fare qualsiasi cosa e quando ciò non avviene rimaniamo delusi, siamo tristi, arrabbiati...
Invece dovremmo ringraziare il Signore perchè se non sappiamo fare una cosa di certo avremo altre capacità, altri talenti da scoprire magari decisamente più utili e interessanti rispetto a quello che ci ostinavamo a fare.

10) Ringrazia la prossima volta che qualcuno ti dice qualcosa che già sai.
"si, lo so...", "si, me lo hai già detto..." con annesso sbuffo e tono poco amichevole.
"ok, grazie per avermelo detto" potrebbe essere la frase adatta in queste occasioni ma cercando anche di far corrispondere la frase al viso e al tono della voce ;) , altrimenti non è valido e pagate penitenza.

11) Trattieniti dall'avere l’ultima parola nella tua prossima conversazione.
Questa è una prova bella tosta, ma ci viene sempre in soccorso il respiro profondo per calmare i nervi tesi, il silenzio e l'offrire tutto al Signore.
Cerchiamo di impegnarci anche con i figli, perchè solitamente con loro questo e vari altri punti sono piuttosto difficili.
Per quanto riguarda i social, chiudete l'applicazione e se necessario disinstallatela... ora che l'avrete scaricata di nuovo la voglia di scrivere altro sarà passata.

12) La prossima volta che qualcuno ti fa un complimento, dai il credito a Dio.
Ottimo spunto, "Ringrazio il Signore per questo dono", poi dipende dal complimento, se è per un buon lavoro svolto, o un apprezzamento per l'intelligenza, o per un piatto ben riuscito.
Ogni nostro talento è un suo dono per cui dobbiamo dare credito a Lui ringraziandolo quotidianamente.

13) La prossima volta che qualcuno ti infastidisce, non dirlo a nessuno.
Mormorazioni, onestamente fino a non molto tempo fa non sapevo cosa fossero (c'è anche un motivo ma non ve lo dico altrimenti rischio di ignorare il punto 7), ma è un difetto di molti, anzi, penso di tutti.
Credo che non esista al momento qualcuno che non si sia mai lamentato di altre persone, e questo non significa necessariamente parlare male di loro, ma semplicemente riportare cose accadute che ci hanno infastidito.
Teniamolo per noi e penso che in poco ci dimentichiamo anche di cosa è accaduto.

14) Lascia che ti interrompano in una conversazione e non terminare quello che stavi dicendo a meno che qualcuno non te lo chieda.
La prima parte non è difficile, anzi, ci sono abituata (ma non dico altro altrimenti smonto il suggerimento 13); il non terminare dopo l'interruzione diventa più complicato ma capita anche di dimenticarsi cosa si stava per dire per cui poco grave XD, se l'interlocutore è realmente interessato dovrebbe scusarsi per l'interruzione e chiedere di finire.. quando capita suonano le campane a festa.

15) La prossima domenica imposta un timer ogni trenta minuti. Quando suona, interrompi ciò che stai facendo e recita un Padre Nostro.
Questo è stupendo, per carità anche gli altri, ma questo ti impone di pregare tanto nell'arco della giornata e grazie al timer non c'è il rischio di dimenticarsi.
Potrebbe essere utile anche per rendersi conto che il tempo per pregare lo si può trovare, se proprio state facendo qualcosa di improrogabile basta fare "posponi" ed è fatta, imponetevi un limite massimo di 2 "posponi" nell'arco della giornata ma sarebbe meglio evitare.
PS: Ricordatevi di toglierlo a messa...

Eccoci alla fine di questi suggerimenti, alcuni sono più semplici, altri molto più difficili da mettere in pratica, ma sono importantissimi per capire realmente cosa significhi essere una persona umile.
Umile non equivale ad umiliarsi, ma solo a saper fare quel passo indietro che basta per non sovrastare gli altri.
All'inizio sarà dura, ma con piccoli passi tutto è possibile se ci affidiamo al Signore, potrebbero con il tempo diventare un vero e proprio stile di vita (di una folle donna cattolica).
Potete anche stamparli, scriverli sui post-it e appenderli dove ritenete opportuno o dove li potete vedere per fare in modo di ricordarvi.
Per il punto 8 potete mettere un biglietto in auto, oppure un appunto al lavoro per gli altri o a casa appeso al frigorifero.
Ci sono tanti modi per ricordarsi e farli diventare parte di noi, poi si potrà sbagliare, si farà di testa propria, si ignoreranno alcuni punti, può capitare ma l'importante è non cedere, è continuare a provare affidandosi al Signore.
Fatemi sapere qui o sui social come procede..
Io vi aggiornerò principalmente su Instagram
Buon cammino.
Cristina



sabato 5 maggio 2018

Lo Scapolare, di cosa si tratta?



Oggi parliamo di un argomento un pò insolito, ovvero lo Scapolare.
Insolito perchè anche personalmente ne ho sentito parlare pochissimo e non ho mai notato persone che lo indossassero.
Come sapete, ho un account Instagram (@stiledivitadiunafollecattolica) nel quale pubblico parecchio, seguo moltissimo le cattoliche americane per ciò che fanno e come vivono la loro fede nel quotidiano, tra di loro c'è una ragazza che crea scapolari e che mi ha contattata dicendo che me voleva regalare due.
Ho accettato molto volentieri anche per capire meglio di cosa si trattasse e circa due settimane dopo ho trovato nella cassetta della posta la sua busta con i miei scapolari creati con tanta cura e benedizioni.
Personalmente li trovo meravigliosi e molto curati.



Ma ora vediamo come sono fatti e cosa sono.

Scapolare, deriva da "scapola" ed è un indumento/grembiule utilizzato dai monaci Carmelitani mentre lavorano, per cui serviva a non sporcare la tonaca.
Consiste in una lunga pezza di stoffa che, lasciando passare la testa da un'apertura, pende più o meno sul dorso e sul petto.
Ancora oggi alcuni monaci lo utilizzano e in base alla tipologia di ordine ha colori diversi.
Successivamente è stato  esteso anche ai fedeli laici in forma ridotta come segno di devozione o di appartenenza ad una determinata congregazione.
Inoltre è un segno evidente dell'alleanza con maria.
Lo scapolare attuale è formato da due ritagli di stoffa marrone uniti da  due cordoncini con delle immagini che ritraggono solitamente la Madonna del Carmelo e il sacro cuore di Gesù, oppure lo stemma dell'ordine Carmelitano (da cui ha avuto origine).

A cosa serve?

Innanzitutto è un simbolo di devozione alla Madonna ed è un segno di consacrazione che riguarda l'ordine Carmelitano.
La Madonna quando apparve a San Simone Stock nel 1251 disse:

«Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. CHI MORRA' RIVESTITO DI QUESTO ABITO NON SOFFRIRÀ IL FUOCO ETERNO; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno».

Con questo la Madonna oltre ad aver detto che chi porterà l'abitino verrà salvato, dice anche che in vita verrà difeso dai pericoli.
Chi indossa gli scapolari inoltre può partecipare alla spiritualità del Carmelo tra le cui grazie c'è anche il privilegio Sabatino che consiste nell'essere liberato dalle pene del Purgatorio il sabato successivo il decesso di chi lo utilizza e se si muore di sabato andrà direttamente in Paradiso (Bolla Sabatina di Papa Giovanni XXII).
Il suo valore quindi non dipende tanto dal fatto storico delle apparizioni, quanto dall'intrinseco significato teologico, che il magistero gli ha riconosciuto, attribuendogli il valore di un "sacramentale".
Si tratta cioè di un segno sensibile, approvato dalla Chiesa, con il quale evidenziamo la nostra consacrazione o "affidamento" alla Madonna e i vincoli di amore che ci legano a lei. 
Un pò come l'anello nuziale è una testimonianza della consacrazione matrimoniale di un uomo e di una donna, lo Scapolare dice a tutti che uno è consacrato a Maria.

Ci sono però delle condizioni da seguire e alcuni chiarimenti.

È segno e pegno. Segno di appartenenza a Maria, pegno della sua materna protezione, non solo in vita, ma anche dopo la morte. 
- Deve essere fatto un rito di imposizione dello scapolare da parte di un Sacerdote
- Lo scapolare (o abitino) deve essere indossato giorno e notte
- Anche in punto di morte si deve indossare l'abitino
- Se lo scapolare è rovinato si può utilizzare uno nuovo senza che venga benedetto e il precedente può essere sia conservato che bruciato.
- Si richiede la recita di una giaculatoria quotidiana anche se non obbligatoria "O Maria Santissima del Carmelo pregate per noi".
- Baciando lo scapolare si può lucrare l'indulgenza plenaria.
Mettere Dio al primo posto nella propria vita e cercare sempre di compiere la Sua volontà.
- Ascoltare la Parola di Dio nella Bibbia e metterla in pratica nella vita.
- Cercare la comunione con Dio attraverso la preghiera.
- Aprirsi alla sofferenza del prossimo, solidarizzando con lui nelle sue necessità e cercando di provvedervi.
- Accostarsi frequentemente ai sacramenti della Chiesa, all’Eucarestia e alla confessione.
- Essere iscritti nei registri di una Confraternita Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani.

Ad oggi alcuni scapolari possono essere portati anche senza essere per forza parte di ordini religiosi rinunciando però  ai "privilegi" che si acquisiscono con la consacrazione.
E' stato molto interessante fare ricerche in merito e scoprire di cosa si tratta e quale sia la sua "funzione".

Se avete qualcosa da aggiungere commentate!
Un abbraccio
Cristina.

venerdì 27 aprile 2018

Cosa mi ha insegnato il piccolo grande Alfie.


++ AGGIORNAMENTO A FINE ARTICOLO ++

Charlie ha aperto il lucchetto con la chiave
Isaia ha tolto il lucchetto
Alfie ha scoperchiato il vaso di Pandora...
Questa frase l'ho scritta nel mio profilo facebook due giorni fa....

Oggi ho deciso di scrivere questo post, magari scontato e ripetitivo, perchè voglio semplicemente dar voce ai miei pensieri per cui scrivere mi fa stare meglio e spesso mi aiuta a trovare risposte a domande che mi assillano.
L'ho abbozzato varie volte e la cosa che mi blocca è sempre il mio non sentirmi in grado di parlare di temi cosi grossi e importanti, questa volta però voglio provarci.
Ho iniziato a seguire la vicenda di Alfie in parallelo con Charlie, poco prima di luglio ed è entrato nel mio cuore poco a poco.
Questo piccolo guerriero è in realtà entrato nel cuore di chiunque, per alcuni piano piano, per altri invece come un cazzotto nello stomaco perchè si sono ritrovati a scoprire la sua storia in queste settimane, le più concitate e pesanti per cui un bel colpo.

Quel piccolino di 23 mesi con la sua forza sicuramente ereditata e trasmessa dai suoi genitori ha scoperchiato il vaso di Pandora a causa di tutti gli scandali riemersi, e del fatto che finalmente molti hanno rivisto la propria posizione in merito ponendosi delle domande grazie alla sua forza e voglia di vivere nonostante gli sia stata tolto il ventilatore.

Abbiamo pianto dopo ogni sentenza, abbiamo gioito quando abbiamo visto Thomas con il foglio che diceva di poter portare via Alfie, abbiamo pianto dopo aver capito che non era possibile, abbiamo gioito quando gli è stata data la cittadinanza italiana e ripianto quando nessuno l'ha considerata...
Ci siamo messi in ginocchio come non abbiamo mai fatto e il giorno in cui gli hanno tolto il ventilatore e pensavamo fosse tutto perduto, invece il piccolo guerriero ci ha stupiti, si è fatto forza e ha continuato a respirare da solo palesando davanti ai nostri occhi un miracolo.
Doveva respirare 15 minuti dicevano i medici, invece lo sta facendo da più di 3 giorni (85 ore mentre scrivo)!

La prima foto pubblicata con Alfie senza i vari tubi  mi ha particolarmente scossa, forse perchè in malafede pensavo che sarebbe stata l'ultima, poi le notizie non erano confortanti, parlavano di dita blu etc per cui dentro di me il cuore iniziava a creparsi.
Poi supera una crisi respiratoria, ne supera due... si stabilizza e appare quella meravigliosa foto con lui che ha sul viso un piccolo sorriso e le guance rosse, credo sia una delle immagini più belle insieme a quella in cui è accoccolato con mamma Kate.
Ho qui accanto il più piccolo dei miei tre figli, ha pochi mesi in meno di Alfie e gli somiglia particolarmente, da mamma ora è come se avessi 3 figli e un figlioccio a distanza perchè è diventato uno di famiglia, mia figlia che ha quasi 8 anni chiede costantemente come sta Alfie, ha pianto quando le ho spiegato a grandi linee la situazione e più volte mi ha detto che vorrebbe averlo qui a casa lei per occuparsene... i bambini hanno un animo stupendo..
Ma non solo i bambini, in questo periodo ho visto mobilitarsi chiunque per questo piccolino, ha mosso il mondo intero, ha scosso le coscienze di chiunque, ha svegliato politici, capi di stato, anche il Papa!
Chi avrebbe mai pensato che potesse accadere, oltre alla sua sopravvivenza, uno dei miracoli più grandi è stata l'unione delle persone, il sostegno continuo, il mobilitarsi per trovare una soluzione, il pregare costantemente tutti uniti.
Ci ha insegnato e fatto vedere che l'unione fa veramente la forza, che l'amore può smuovere le montagne e non sono solo dei modi di dire, veramente la preghiera può fare qualcosa...
Mentre scrivo apprendo che vogliono fare una legge per Alfie, una legge che aiuti anche quelli che sono nella sua situazione, ma cosa sta smuovendo questo cucciolo??!! E' meraviglioso! (per leggere a riguardo andate sulla pagina facebook di "Steadfast onlus")

In questi giorni riflettendo ho anche scritto altre riflessioni sempre su facebook, una riguarda il "male" e ciò che rappresenta, perchè si, ho capito che mi sbagliavo.
Ho sempre preso alla leggera il "male", ho sempre sottovalutato i discorsi che riguardavano "quello di sotto", Satana, si, chiamiamolo con il suo nome.
Nella vicenda di Alfie posso dire che c'è stato un vero e proprio scontro Dio-Satana.
Dio aiuta Alfie a respirare da quasi 4 giorni mentre Satana lo vuole far morire a tutti i costi...


Purtroppo in questa vicenda, Satana è quello che ha il potere ovvero quello che ha indosso una toga e che ha purtroppo diritto per legge a decidere della vita altrui (è un giudice).
Dio può tenerlo in vita ma non sappiamo per quanto, possiamo sperare e pregare perchè resista il più possibile.
Guardando i vari sviluppi, questa vicenda è quasi surreale per essere giostrata e gestita solo da mano umana.
Noi perseveriamo nella preghiera perchè sono certa di una cosa, comunque vada, anche se Afie dovesse tornare alla casa del Padre, quei medici e quei giudici dovranno fare i conti ogni secondo con la loro coscienza e quando sarà il loro momento Dio gli mostrerà ogni secondo di questa vicenda quando sarà il momento di giudicarli.


Tom e Kate, nonostante la loro giovane età, hanno dimostrato di essere delle persone splendide, che farebbero di tutto per il loro figlio e che non si fermano di fronte a nulla lottando fino all'ultimo per salvare il proprio figlio provando ogni minima strada percorribile anche se sotto hanno uno strapiombo.
E' grazie alla loro tenacia che Alfie è ancora vivo, è grazie al loro continuo e smisurato amore che Alfie continua a combattere, perchè chi vorrebbe lasciare dei genitori cosi!
No, non venite a dirmi che tutti i genitori farebbero ciò che hanno fatto loro per il proprio figlio, mi dispiace ma non è cosi, questo per me è il motivo per cui sono dei grandissimi esempi.

Proprio ieri sera Tom, il padre di Alfie, chiede il silenzio, chiede all'esercito di Alfie di ritirarsi...
Alcuni la leggono come una ritirata negativa, una sconfitta, ma cari miei, state sbagliando!
No, non è a una sconfitta, se tutto questo porterà a qualcosa di minimamente positivo per Alfie allora ci tiriamo indietro come ci è stato chiesto.

Non sempre sono i perdenti a ritirarsi, non sempre chi abbassa la testa ha torto e perde, in questa vicenda e come il Signore ci insegna, si devono anche fare dei passi indietro per il benessere altrui.
Anche in una coppia quando si litiga o discute si deve anche capire quando fare un passo indietro anche se si ha ragione e anche se costa fatica.
Ricordatevi però che la preghiera non finirà mai, non smetteremo mai di pensare ad Alfie, di pregare per lui, per la sua famiglia e per chi si occupa di lui nell'ospedale e sicuramente loro vogliono che continuiamo.
Quando sarà il momento ci verrà detto il motivo di tutto ciò, aspetteremo anche se sarà dura non avere costantemente aggiornamenti su di lui, era diventato parte della famiglia già da tempo, ultimamente era diventato un pensiero costante in ogni giornata, tanto da mettere anche da parte un pò quello che facevo nella quotidianità, si, trascuravo la casa e le faccende varie per rimanere costantemente aggiornata.

Abbiamo creato anche un gruppo wathsApp dedicato solo agli aggiornamenti del piccolo Alfie, continuerà ad esserci perchè continueremo a pregare e a pensare a lui ma come ha detto un'amica, "c'è sempre un motivo per pregare insieme, che sia Alfie o altro".

Ma cosa mi hanno insegnato Alfie e la sua splendida famiglia?
Mi ha insegnato a pregare molto di più per gli altri e ad intensificare la preghiera, ultimamente pregavo poco, grazie a lui sgranavo anche 4 coroncine al giorno.
Mi ha insegnato a non perdere tempo e a godermi ogni singolo attimo con i miei figli anche se continuo ad essere una mamma severa e rompiscatole ma ci vorrà tempo.
Mi hanno insegnato che si deve lottare per chi si ama, anche se ciò comporta enormi sacrifici, andare contro tutti e il dover passare notti insonni, ma allo stesso tempo mi hanno anche insegnato che per il bene altrui si deve fare un passo indietro, il che non significa mollare, semplicemente cambiare strada per ottenere qualcosa di buono.
Mi hanno insegnato che la vita è un dono prezioso e non va sprecata dietro a continue lamentele.
Mi hanno insegnato che l'uomo ha ancora dei valori per cui combattere, e che situazioni come queste tirano fuori il meglio delle persone, in alcune anche il peggio ma non voglio parlare di loro.
Mi hanno insegnato che l'unione e la collaborazione tra persone che credono nel bene portano sempre a qualcosa di meraviglioso.
La loro storia ha unito persone, mi ha fatto scoprire amiche speciali, tramite un "banale" gruppo wathsapp abbiamo creato una mini famiglia dove ci siamo sostenute a vicenda in questi giorni, ho visto un lato diverso in molte persone e le ho riscoperte.

Alfie e la sua famiglia per noi hanno fatto tanto, non li abbandoneremo mai, saremo sempre l'esercito di Alfie, da ora saremo semplicemente silenti ma pur sempre carichi di preghiere e pensieri che ritraggono il suo splendido viso mentre sorride nel sonno.
Le lacrime scenderanno ancora, ma quando vuoi bene a qualcuno è normale...

Ricordate che hanno solo chiesto di evitare manifestazioni e proteste, ma veglie di preghiera, preghiere etc sono assolutamente da fare!!!
Vi vogliamo bene famiglia Evans! Continuate a combattere!!!!


++ AGGIORNAMENTO DEL 28/04/2018 ++

Questo è l'aggiornamento che non avrei mai voluto fare, uno di quelli che ti strappano una lacrima dopo l'altra mentre scrivi ogni singola parola.
Proprio ieri mi sono decisa a scrivere qualcosa riguardo il guerriero Alfie e stamattina mi sveglio, accedo subito a facebook come ogni mattina nell'ultima settimana e leggo la notizia che bisogno pregare di più per mandare respiri ad Alfie...
Aggiorno un paio di volte la home e alla terza volta mi appare un messaggio nel gruppo ufficiale di Alfie in cui Tom e Kate dicono che il piccolo ha messo le ali alle 2,30 (ora locale).
Ho riaggiornato e sperato che google translate avesse sbagliato a tradurre invece non era cosi, il nostro piccolo guerriero era volato veramente tra le braccia del Padre.
E' stata una mattinata pesante, fatta di momenti tranquilli alternati a momenti di sconforto e di pianto, poi ho letto alcune notizie piuttosto forti che non sto a riportare e li ho capito che lui avrebbe combattuto ancora, lui non avrebbe mollato, ma qualcuno lo ha deciso per lui...

Amore bello, ma quanto caspita hai fatto per noi??? 
Quanto ti sei donato ad ogni singola persona??!! 
Tutto questo grazie ai tuoi genitori che ti hanno condiviso con tutti noi e ti hanno fatto diventare parte di tante famiglie che ora ti vogliono un bene dell'anima e che piangono come se avessero perso una persona cara e di famiglia.
Siamo tanto in debito con te ma sappi che continueremo a sostenere i tuoi genitori per fare in modo che venga fatta giustizia.
Aggiungo un'altra cosa che mi hai insegnato, ovvero che non si deve aspettare che siano gli altri a combattere per i nostri ideali ma dobbiamo scendere in campo anche noi, anche una sola persona può fare la differenza e tu di differenza ne hai fatta tanta, tuo padre e tua madre hanno sfidato il mondo per te e so che sei orgoglioso di loro cosi come lo siamo noi.
Hai ricevuto tanto amore e lo hai sicuramente sentito, farai ancora tanto per molti e non smetteremo mai di ringraziarti per ogni singolo secondo che hai donato a tutti noi.
Ora stai tanto vicino alla tua famiglia, ne hanno tanto bisogno, pensa a loro e al piccolino che custodisce la tua mamma nella pancia...
Ti vogliamo bene, una carezza e un bacio fin lassù.
Cristina

martedì 14 marzo 2017

Un percorso d'amore verso Dio (parte 2)

Buonasera a tutte!
eccoci (in ritardo) con la seconda parte di questo cammino.
Essendoci meno giorni a causa del mio ritardo nella pubblicazione, il compito sarà più semplice ma... c'è un MA.... avrete in aggiunta un compito che sarà semplice solo all'apparenza.
Domenica il vangelo parlava della Trasfigurazione:
<<E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce>>, il nostro sacerdote spiegò questo passo ai bambini con un esempio semplicissimo, ovvero di immaginare l'espressione del loro volto quando nel giorno del loro compleanno ricevono una sorpresa inaspettata e stupenda, ecco, a mio parere (non essendo sacerdote) il luccichio di gioia che appare negli occhi in quel momento è solo una piccola parte della meraviglia vissuta sul monte da chi era con Gesù.
Quella luce magari anche se fioca l'abbiamo durante la giornata ma svanisce per molte nel momento in cui ci guardiamo allo specchio e vediamo in noi, non quella creatura tanto amata da Dio, ma una persona piena di difetti e spesso indegna di quell'amore tanto grande...
Lo scopo del percorso e di imparare ad amarci come Dio ci ama e per farlo dobbiamo prenderci cura di noi stesse.
La scorsa settimana abbiamo lavorato sul viso e spero che siate riuscite a fare qualcosa, questa settimana vi chiediamo di dedicare un giorno allo scrub a braccia e gambe (se volete ho anche una ricetta per farlo in casa :) ) poi applicate ogni giorno una crema in base alle vostre esigenze, quindi se avete bisogno di idratare ne mettete una apposita, se volete una anti-cellulite metterete quella etc...
Ovviamente tutto questo serve per voi stesse, per sentirvi meglio e in ordine, con lo scrub salutiamo le cellule morte cosi come salutiamo il nostro modo di vederci piene di difetti.
Ecco invece il compito difficile che ci accompagnerà ogni settimana, la lista di ciò che ci piace e non ci piace di noi.
Prendete un foglio, lo dividete a metà e scrivete da un lato cosa vi piace di voi mentre dall'altro cosa non vi piace, il tutto mentre vi guardate allo specchio (possibilmente in intimo e non vestite, cosa che per molte è difficile fare)
Ogni settimana farete questa lista senza guardare quella precedente; al termine del percorso riprendendo tutte le liste vedrete se sarà cambiato qualcosa.
Vi auguro un buon percorso e per qualsiasi cosa scrivete di seguito o in privato.
Nel frattempo vi metto il link della scorsa settimana in modo che possiate avere un promemoria.
un caro abbraccio
Cristina e Maria.
(la scorsa settimana.. http://mammacattolica.blogspot.it/…/un-percorso-damore-vers… )



venerdì 10 marzo 2017

Le razionali Tentazioni

Buon pomeriggio,
oggi voglio parlavi di un argomento con cui ho "litigato" per anni, le "tentazioni", non perchè per me fosse eccessivamente difficile resistervi ma per un altro motivo, non credevo potesse esserci realmente lo zampino di S.(satana per intenderci); semplicemente pensavo fosse tutto troppo esagerato per credere a queste cose...
Quando leggevo frasi come "eh, attenta, sarà colpa del demonio, ci mette sempre lo zampino" sinceramente sorridevo senza darvi troppo peso, pensavo che certe persone semplicemente vedessero il demonio pure nell'acqua gassata.
Nel mio cammino di conversione ho sempre e comunque messo al primo posto la risposta razionale, è più forte di me, cosi come quando seguivo altre vie religiose tra cui il paganesimo, durante le celebrazioni credevo ben poco a ciò che gli altri mi raccontavano riguardo ciò che provavano durante il cerchio etc. io e mio marito ci guardavamo e ridevamo.
Quindi per me le tentazioni non venivano proprio da S. ma semplicemente le trovavamo sul cammino e dovevamo resistervi perchè doveva essere cosi.
Non vi dico quanti anni ho trascorso in questo modo!
Poi un bel giorno ho provato a riflettere riguardo molti avvenimenti della mia vita, episodi che mi hanno messa molto alla prova, cambi di programma che pensavo io stessa perchè magari "non avevo voglia" di fare qualcosa e poco alla volta ho provato a chiedermi:
" e se queste cose fossero veramente tentazioni di S.?"...
"e se effettivamente le sue tentazioni non fossero nulla di eclatante o soprannaturale ma siano semplici <cambi di programma> che decidiamo noi?"
"e se ci fosse una semplice risposta razionale senza cercare chissà quale cosa strana?"
Ecco, queste semplici domande, hanno iniziato a tartassarmi, soprattutto quando accadevano episodi banalissimi che mi allontanavano da qualcosa di bello a causa della pigrizia, non voglia di andare e simili.
Da bambini non è che sappiamo bene come funzionino queste cose, ce le spiegano, poi per chi  come me si allontana dalla chiesa vengono un pò rimosse o esse in un cassettino della memoria molto lontano e spesso sono proprio fonte di ulteriori punti a cui aggrapparsi per andarsene dalla chiesa pensando che sono tutti pazzi e credono a chissà quale entità paurosa.
Partiamo dalla definizione di "tentazioni" presa dal vocabolario Treccani:
tentazióne s. f. [dal lat. temptatio -onis, der. di temptare «tentare»]. – 1. Nella teologia cattolica, l’azione e il fatto di tentare o di venire tentato al peccato, intesa sia come prova a cui l’essere libero viene sottoposto per conoscerne la capacità di sottostare alla legge morale e religiosa, sia come stimolo o invito a compiere azioni moralmente cattive: t. di Gesù Cristo, nei vangeli sinottici, l’episodio in cui Cristo è tentato da Satana; le t. di s. Antonio nel desertole t. di Buddadi Zarathustradi Maometto. Con valore soggettivo, la condizione di chi è tentato, cioè l’esperienza del soggetto religioso che subisce l’attrazione di una condotta contrastante con gli ideali della propria religione

In sintesi qui si parla di compiere azioni che vanno contro la legge morale e religiosa, e compiere azioni moralmente  "cattive", quindi viene considerato solo tutto ciò che è inerente ad un'azione negativa e che porta a conseguenze spiacevoli.
Ho sottolineato la parola "solo" per un motivo ben preciso poichè nella cerchia delle tentazioni citate trovo un certo limite, si parla di avere una "condotta contrastante con gli ideali della propria religione", ma secondo un mio pensiero, le tentazioni non sono solo per forza azioni negative o in contrasto con la mia fede, posso anche essere azioni che io reputo banali e senza conseguenze che se guardate con razionalità tolgono una possibile crescita personale.
Credo che con gli esempi si possa capire meglio ciò che intendo, poi magari io le vedo come tentazioni mentre voi no per cui non prendete per oro colato ciò che dico, semplicemente mi baso su vari ragionamenti fatti negli anni.
S. attraverso le tentazioni fa in modo che noi ci allontaniamo da Dio, ci porta a cedere ad azioni che inizialmente sono positive ma vanno a discapito di qualcuno per cui sono azioni contro la nostra morale e fede, non solo questo però ci può allontanare da Dio, ci sono anche cose che semplicemente non ci fanno evolvere spiritualmente e anche quelle secondo me derivano dalle tentazioni.
Ora passiamo veramente a due esempi altrimenti diventa un poema più che un post..

Esempio 1: in parrocchia da noi una sera alla settimana fanno la catechesi degli adulti, la fanno due volte all'anno, da 3 anni vorrei andarci ma la pigrizia spesso prende il sopravvento, oppure una volta in cui ero convinta di andarci, mio marito è tornato tardi dal lavoro perchè ha beccato ben due incidenti in autostrada (proprio quella sera) quindi nonostante è arrivato qualche minuto prima dell'inizio, io decido di non andare perchè sarei arrivata in ritardo.
Voi in questo non ci vedete una tentazione? non pensate che la pigrizia sia stata una tentazione? in questo caso non ho fatto nulla contro la morale e contro la fede essendo incontri non obbligatori ma ho mancato un'occasione per avvicinarmi a Dio e ne ho avuto la conferma ieri, perchè si, ci sono andata!!! nonostante la voglia di restare a casa ci fosse, ma... pensando alla tentazione ho detto "non mi importa! ci vado e vedo come va!", risultato?? è stata un'ora splendida che mi ha aperto ancora di più il cuore e chissà quante cose mi sono persa in passato.
La stessa cosa vale per quando ho saltato gli esercizi spirituali, ma non sto a dilungarmi.

Esempio 2: discutiamo con nostro marito o fidanzato, pensiamo a tutti i costi di avere ragione quindi attendiamo che sia l'altro a scusarsi o ad iniziare il discorso per sistemare  la situazione, e ovviamente è sempre lui ad avere torto (la battuta ci stava alla grande XD ), noi continuiamo la nostra giornata senza problemi almeno all'apparenza e allo stesso tempo senza renderci conto che questa attesa ci allontana da nostro marito/fidanzato, dentro di noi sentiamo che dovremmo provare a fare il primo passo ma cerchiamo di cacciarla..
Ecco,questa secondo voi non è una tentazione? S. non ci vuole vedere uniti come coppia quindi ci fa allontanare quella vocina (che è Dio) che ci vorrebbe far riappacificare prima.
Le volte in cui ho ascoltato quella vocina ho avuto il raccolto più ricco, soddisfacente e pieno d'amore che potessi immaginare, poi ecco, non sempre avviene e la differenza c'è, e poi diciamola tutta, non è facile mettere da parte l'orgoglio e iniziare a chiarire se sappiamo che non è colpa nostra 😏

Prendo una citazione i Papa Francesco dell'11 aprile 2014 per dire un'altra cosa riguardo le tentazioni:


<<Come fa il demonio per allontanarci dalla strada di Gesù? La tentazione incomincia lievemente, ma cresce: sempre cresce. Secondo, cresce e contagia un altro, si trasmette ad un altro, cerca di essere comunitaria. E alla fine, per tranquillizzare l’anima, si giustifica. Cresce, contagia e si giustifica>>
In questo piccolo pezzetto c'è un altro esempio banale ricollegabile ai due precedenti, ovvero anche nel consigliare agli altri nel modo sbagliato, "lascia perdere, non andarci e goditi la serata a casa.." "hai lavorato tutto il giorno, hai bisogno di svagarti, ci andrai un'altra volta..." "ma no!! pechè dovresti iniziare tu a parlarci? è lui che ha sbagliato.."
Ecco, queste sono tutte tentazioni e il mezzo siamo noi, la tentazione cresce con il tempo, contagia e il mezzo possiamo essere noi, giustifica..."sarai stanco...stai a casa...sei tu che hai ragione..."
Sarò strana io, ma ci trovo una continua spiegazione razionale alle azioni di cui vi ho parlato fino ad ora.. e per razionale intendo  che ha una spiegazione logica, azioni con conseguenze a cui si trova una spiegazione effettiva.
Come conclusione cito ancora Papa Francesco sempre riguardo il discorso fatto l'11 aprile 2014:

«Tutti siamo tentati, perché la legge della vita spirituale, la nostra vita cristiana, è una lotta: una lotta. Perché il principe di questo mondo – il diavolo – non vuole la nostra santità, non vuole che noi seguiamo Cristo. Qualcuno di voi, forse, non so, può dire: “Ma, Padre, che antico è lei: parlare del diavolo nel secolo XXI!”. Ma, guardate che il diavolo c’è! Il diavolo c’è. Anche nel secolo XXI! E non dobbiamo essere ingenui, eh? Dobbiamo imparare dal Vangelo come si fa la lotta contro di lui».
Spero di aver creato un post utile ed almeno un pochetto interessante, ci ho messo qualche giorno ma credo ne sia valsa la pena.
Se avete altri esempi o domande scrivete pure nei commenti.
Se mai avrò altro da aggiungere creerò la "parte 2"
Un caro abbraccio
Cristina



venerdì 10 giugno 2016

Sopportare le persone moleste, fino ad un certo punto.

Buon pomeriggio,
rieccomi dopo i soliti periodi indefiniti di latitanza, ma come scritto anche in pagina, preferisco scrivere poco ma faro quando ho l'ispirazione piuttosto che scrivere spesso ma avere contenuti vuoti.
Poi cercate di capirmi, sono incinta del mio terzo figlio quindi le attenzioni sono tutte indirizzate li e agli altri due, tenendo conto che oltretutto la grande tra una settimana riceverà il diploma e a settembre inizierà la sua avventura in prima elementare!
Ora torno in carreggiata e vi dico subito a cosa ho pensato in quest'ultimo periodo per cui ho deciso pure di condividerlo con voi sperando possa essere utile, poi torno a fare la lista per le cose da portare al mare.

Chi di voi non ha mai incontrato o vissuto con qualcuno o è lui stesso permaloso? Direi che e è pieno il mondo e tutti abbiamo a che fare con questa categoria di persone, io stessa sono consapevole di esserlo ogni tanto.
Basta e avanza mio marito come permaloso e lo sono già pure i miei figli, quindi capitemi se io lo sono meno, o per meglio dire, ho imparato ad esserlo meno!
Partiamo dal definire la persona permalosa, vi riporto pari passo cosa dice il dizionario:

Detto di persona facile a offendersi, che, per eccessivo amor proprio, si risente e s’indispettisce di atti e parole che altri non considererebbero offensivi (e che per lo più non sono tali nelle intenzioni)

Allora alzi la mano chi non ne conosce almeno...10!
Ebbene, questo atteggiamento è inevitabile che risulti fastidioso per chi deve sopportarlo sporadicamente, figuriamoci per chi lo deve sopportare spesso; porta a non sapere come approcciarsi o ad aver paura che qualsiasi cosa detta possa essere fraintesa.
Ma la problematica principale viene proprio dal permaloso stesso non rendendosi conto che in primo luogo fa un danno alla sua persona, in che modo? Trovando qualcosa che non va in ciò che gli viene detto quindi provando sentimenti negativi verso l'interlocutore, trasmettendo negatività che viene generata da dentro di se portando a rovinare la propria vita più che quella degli altri.
Il fatto che risulti poi anche “antipatico” porta ad avere un difficile rapporto con questa persona perchè sinceramente, chi te lo fa are di confrontarti con uno che qualsiasi cosa dici la prende sul personale e non è capace di intraprendere un dialogo costruttivo?!
Passando da un sorriso ad un lato più serio della situazione, nonché motivo per cui ho deciso di scrivere questo articolo riguarda le ripercussioni di questo atteggiamento verso le persone che amiamo.
Quali altre conseguenze ci possono essere per un permaloso quando si tratta di avere questo atteggiamento in famiglia?
Ci ho riflettuto parecchio soprattutto perchè in quest'ultimo periodo questo aspetto sta fuoriuscendo più del solito in una persona di famiglia (non dirò mai chi è, escludete marito e figli XD ) e le conseguenze non sono delle migliori.
Il fatto che l'80% di ciò che viene espresso, sia in risposta che in argomentazione/dialogo, a causa della permalosità porti a musi lunghi o risposte stizzite è inevitabile che rovini serene giornate e porti le persone a (non in ordine cronologico):
1- non dire più nulla, il che è più semplice ma anche la scena muta può portare a malintesi;
2- non sapere in che modo rispondere portandoti a studiare libri di psicanalisi e derivati senza successo;
3- avere la tentazione di mandare a quel paese, ed è tanta, ma vince l'educazione per fortuna;
4- provare a rispolverare ciò che ti ha suggerito il parroco all'ultima confessione ovvero “sopportare le persone moleste” ma dopo un numero infinito di insuccessi ti viene difficile;
5- limitare le occasioni in cui ciò possa avvenire, e spesso è la soluzione migliore almeno temporaneamente;
6- provare a dialogare, cosa che metti tra le opzioni ma non sai se porti ad altri malintesi, rigiri di colpe etc dato che è una strada già percorsa e già testata con successo pari a 2 o 3 incontri;
7- provare a capire cosa porta una persona ad essere cosi permalosa, possono capitare a tutti periodi difficili e pesanti, ma poi ricordi che tutto sommato è sempre stata cosi ed è difficile trovare scusanti, al massimo attenuanti.
Direi che con il tempo le ho provate praticamente tutte, sia in successione che alternate che pescando a caso ma quando vedi che chi ami ci sta male c'è poco da fare, ovvero pensare al bene della propria famiglia prendendosi una pausa dalla persona in questione, riportare l'equilibrio dialogando con chi ci sta male e ripartire provando a rivivere attraverso un caffè con la persona permalosa.
Un distacco ci deve essere per prendere aria, sbollire, ricaricarsi e ripartire, le trovo fasi fondamentali, se non azzeri sarà solo difficile non riattaccarsi ad episodi precedenti e non ci sarà mai una reale ripartenza.
Nei punti citati c'è anche “sopportare le persone moleste”, ed è un buon proposito spirituale che mi è stato assegnato dal sacerdote per il giubileo della misericordia; quando però questo proposito può essere messo da parte (se si può ovviamente)?
All'inizio pensavo che non fosse possibile mettere da parte compiti simili, sarebbe la strada più semplice quindi il compito stesso avrebbe avuto poco senso, poi però chiedendo anche consigli ad altre persone ho capito che è possibile metterlo da parte nel momento in cui rischia di intaccare la serenità e l'equilibrio della famiglia.
Ebbene in quel caso non c'è compito che tenga, per questo penso che la fase di distacco sia fondamentale, per riprendere l'equilibrio e la serenità in modo da riaffrontare la situazione diversamente nel momento in cui si ripresenta.

Non mi sto a dilungare, cosa che ovviamente ho già fatto, ma vorrei anche chiedere una cosa ai permalosi, comportarsi cosi a cosa porta di positivo?
No, perchè provando anche a rifletterci, personalmente non trovo nemmeno mezza nota positiva ma solo conseguenze negative per se stesse e per chi ci circonda.
Pensare che figli o nipoti o amici non amano stare con noi perchè hanno paura che spunti questo lato (se è cosa frequente ovviamente, non parlo di episodi sporadici dato che a tutti può capitare la giornata “no”) è veramente triste e dovrebbe istintivamente portare a voler migliorare anche come buon esempio per i più piccoli.
Non ho mai nascosto ne negato il fatto che in passato avevo un carattere un po'..diciamo... odioso, si, ero proprio antipatica, sempre nervosa, e pure permalosa, dispotica e...va beh, dai non esageriamo! non che come simpatia sia migliorata ma per tutto il resto direi che dopo aver compreso tutte le conseguenze dei miei atteggiamenti ho dato una svolta alla mia vita, sono cambiata e ora sto benissimo, so che si può cambiare perchè ci sono passata, so anche che più si invecchia e più è difficile cambiare ma sono ottimista e lo spero sempre.
La cosa diventa più semplice affidandosi attraverso la preghiera, si, basta affidarsi al Signore e tutto può migliorare.
“Signore, non sono perfetta e mai riuscirò ad esserlo ma aiutami ad essere migliore, ad essere per gli altri esempio del tuo immenso amore e della tua infinita misericordia.
Tu perdoni sempre, mentre per noi è cosi difficile farlo, fa che il mio cuore possa sempre perdonare e comprendere”
Amen

Un caro abbraccio, che il Signore vi benedica, scriverò presto, rileggere l'articolo mi ha dato altre idee da poter scrivere.