martedì 23 febbraio 2021

Le quattro Tempora, le quattro stagioni della fede.

 



Mentre preparavamo il calendario liturgico di "Vivere la liturgia", ci sono state varie scoperte di ricorrenze ad oggi in disuso o messe un po' da parte e tra queste, ci sono le "Quattro Tempora".
Per cui ho pensato di condividere con voi questi periodi che si ricordano durante il ciclo dell'anno per poterli riscoprire (si trova molto materiale sempre attraverso le cattoliche americane che mi ha aiutato ad arricchire l'articolo - trad.Bea).
Iniziamo subito partendo dall'origine, il significato e come viverle oggi.
Nell'ultima parte ci saranno indicazioni più tecniche con letture bibliche, versetti di riferimento etc.. (diciamo, la parte un po più "noiosa" per alcuni)

Cosa sono le quattro tempora?

Quattro tempora, o quattro stagioni, o quattro tempi, sono 3 giorni di una stessa settimana, in quattro periodi dell'anno (collegati ai 2 solstizi e 2 equinozi), ovvero primavera, estate, autunno e  inverno, in cui la Chiesa Cattolica suggeriva il digiuno (oltre ai venerdì di tutto l'anno). e richiedeva possibilmente la confessione.
Questa pratica è tutt'ora in uso per chi lo desidera ma è veramente una minoranza.

Nello specifico, le quattro tempora cadono fra la prima e la seconda domenica di Quaresima, fra Pentecoste e la festa della Santissima Trinità, la settimana seguente l'Esaltazione della Santa Croce e fra la terza e la quarta domenica di Avvento.

Qual è la loro origine e il loro significato?

Devo dire che la loro origine è piuttosto antica poiché le prime risalgono a papa Silicio per cui 390 d.C (anche se in origine erano tre tempora e non quattro); nascono per vari motivi, ma due in particolare, uno opposto all'altro:

1. In opposizione a Gioviniano, eretico, che era contrario al digiuno.
2. In opposizione a San Girolamo, asceta che imponeva ai cristiani il digiuno continuo tutto l'anno.

Quando ancora l’Anno liturgico doveva nascere o almeno i tempi sacri non erano ancora ben determinati, le Tempora avevano un'importanza che richiamava il popolo cristiano alla preghiera e alla penitenza nei quattro snodi dell’anno solare, ovvero all’inizio delle stagioni, unendo insieme la lode al Creatore, la riconoscenza per i frutti della terra e la necessaria purificazione per ottenere grazia e misericordia.

Le basi delle tempora sono un po' come quelle della quaresima ovvero preghiera, digiuno ed elemosina, anche se i due temi principali sono la preghiera e il digiuno, poi si aggiungono altri temi anche in base al tempo liturgico.
Infatti l'origine era quella di sottolineare il legame tra ognuna delle tre tempora con il tempo agricolo dell'anno (anche se questo tipo di legame è il solo rilevato nel Liber-pontificalis).
Riferimento del tutto assente nelle quattro tempora di quaresima, (le ultime "arrivate") e scomparso anche da quelle di dicembre che ora sono in funzione principalmente dell'avvento.
Invece è parzialmente conservato nella quattro tempora di pentecoste, nonostante i vari ritocchi causati dall'inserimento della settimana di pentecoste.
Le uniche ad essere rimaste "intatte" con il riferimento agricolo sono le quattro tempora di settembre.

Tempora di primavera, si ringrazia per la rinascita della natura e per il dono della luce offrendo dei fiori.
Tempora d'estate, si ringrazia per la raccolta del grano.
Tempora d'autunno, si ringrazia per la raccolta dell'uva.
Tempora d'inverno, si ringrazia per la raccolta delle olive.

I simboli:


Ogni tempora ha dei simboli di riferimento che ora vedremo in breve:
- In primavera la candela rappresenta il battesimo, per cui l'inizio della nostra vita.
- L'estate e l'autunno le nostre anime vengono nutrite dal corpo e sangue di Cristo, il corpo con l'ostia per cui il grano, il sangue con il vino per cui l'uva.
- In inverno raccogliamo le nostre buone opere e l'olio rappresenta l'estrema unzione.

Come poterle vivere oggi?

Non essendoci più celebrazioni liturgiche specifiche, almeno nelle nostre parrocchie, possiamo provare a spostarle nel quotidiano con gesti semplici come riprendere le letture di quei giorni (che vi segnalo successivamente nella parte più "tecnica" sotto) nelle tempora specifiche in base al tempo liturgico che stiamo vivendo.
Possiamo utilizzarle come tempo per ringraziare e pregare per i sacerdoti, soprattutto per chi deve essere ordinato; un tempo i sacerdoti venivano ordinati durante le tempora.

Focalizziamoci sulla preghiera, digiuno e astinenza per evidenziare il rinnovamento spirituale personale, praticamente possono essere visti come dei "controlli" ogni 3 mesi per la propria spiritualità.
Una specie di stop, reset e ripartenza anche grazie ad una buona confessione programmata proprio in quei giorni.
E' un'ottima opportunità per riscoprire il nostro collegamento con la creazione di Dio che è tutto ciò che ci circonda.
Esistono anche delle meditazioni specifiche per ogni giorno di ogni stagione delle quattro tempora, se volete le posso aggiungere in un altro post.

Possiamo anche adattare questo in cucina!!
In che modo?
Preparando torte salate semplici e senza carne, delle verdure in pastella, vino, olive, frutta... oppure adattando in base alla stagione per cui abbellendo la tavola con pane, fiori come decorazione, simboli..

Ora vediamo come sono strutturate alla base.

I giorni di riferimento sono mercoledi e venerdi ovvero quelli connessi (anticamente) con il digiuno, con l'aggiunta del sabato.

Per quanto riguarda le celebrazioni; il mercoledi e venerdi c'era la celebrazione eucaristica mentre il sabato (più precisamente tra il sabato e la domenica) c'era una veglia seguita poi dall'Eucaristia.
Ognuna delle quattro tempora ha dei propri formulari ma hanno anche parti comuni ovvero la lettura e l'orazione che l'accompagna (Deus qui tribus fiueris).
Inoltre le antifone d'offertorio del mercoledì, del venerdì e del sabato si ripetono nelle quattro tempora di quaresima, di pentecoste e di settembre, mentre per il sabato, nello stesso tratto (Sal. 116) ritorna in tre luoghi come canto di lode.

Ora vediamo nello specifico:
(ecco la parte tecnica, con alcune specifiche per le letture etc.)

Come dicevo prima, quelle di settembre hanno mantenuto la struttura originaria.
In questo periodo, erano comprese le sette domeniche post s. Laurenti (dal 10 agosto al 29 settembre): i graduali e le antifone di comunione dalla 9° alla 15° domenica dopo pentecoste lo mostrano ancora. [Riferimenti che appaiono soprattutto nelle letture tratte dallo Antico Testamento.]
Oltretutto alcune di queste ricordano anche le feste giudaiche del « settimo » mese (il settimo mese comprende la festa delle trombe, il giorno dell'espiazione, e la settima festa: i tabernacoli, che dura sette giorni..); due antifone alla comunione e la lettura tolta dall'epistola agli Ebrei.
Alcune parti in canto "esprimono l'allegrezza dell'uomo così ricolmo dei beni terrestri"; altre parti invece riprendono i temi abituali del tempo di digiuno; preghiera, digiuno e perdono dei peccati.

Quelle di Pentecoste (risalgono alla fine del VI sec.) hanno conservato dei forti legami con la liturgia delle stagioni ad esempio alcuni elementi degli antichi for­mulari delle quattro tempora: gli offertori del mercoledì (Sal., 118) e del sabato (Sal. 87) e il tratto del sabato (Sal. 116); i vangeli del venerdì (Lc, 5, 17-26) e del sabato (Mt., 20, 29-34, oggi scomparso);
[anche quattro delle antiche letture veterotestamentarie, le sole che conservano allusioni alle primizie della messe.]
Riferimenti alla prosperità agricola si trovano, al venerdì, nella lettura di Gioele, 2, e al sabato in quella di Levitico, 26.
Le altre letture e parti in canto invece sono state adottate per conformare i formulari alla settimana di pentecoste modificando cosi la forma originaria.

Ora passiamo a quelle dell'Avvento dove le letture sono tolte da Isaia.
Ai brani che si leggono ancora, si aggiungeva una volta Is, 42, 1-9 che è stato poi sostituito da Dan, 3. La lettura del sabato (II Tess, 2, 1-8), che tratta della parusia non è stata scelta forse per questo motivo, ma per il versetto 8 che cita Is, 11, 4.
Come le letture di Isaia, i vangeli si riferiscono alla venuta di Cristo nella carne: Lc, 1, 26-38; Lc, 1, 39-47; Lc, 3, 1-6 (che cita Is., 40, 3-5a).
Alcune parti in canto sono tolte dalle letture di Isaia oppure da Zaccaria; le altre sono tolte dal salterio. Accanto ad estratti isolati dei Sal, 23,118 e 144, alcuni salmi sono stati usati sistematicamente per le loro allusioni alla venuta di Dio, e la parte comune di questi estratti indica il passo sul quale è messo l'accento.
Il Sal, 18, del mercoledì, ha fornito tre antifone al sabato (parte comune, il versetto 7a).
Il Sal, 84 ha dato due antifone al venerdì (parte comune, il versetto 8). Il Sal, 79, ha dato al sabato quattro antifone (parte comune, il versetto 3).

Infine quelle di quaresima...
Al momento della sua creazione, il digiuno del primo mese era distinto dalla quaresima.
Non è rimasto alcun formulario corrispondente a questa prima situazione, salvo le sei orazioni del gelasiano, per cui i formulari attuali sono in realtà i formulari della prima settimana di quaresima.
I ritocchi che hanno subito, diventando formulari delle quattro tempora, sono piuttosto limitati.
Le orazioni ad esempio non sono cambiate.
Il Sal. 24 ha dato tre antifone al mercoledì e una al venerdì. mentre le antifone di comunione (Sal. 5, 6, 7), appartengono alla serie delle ventisei antifone salmodiche di comunione proprie della quaresima.
A queste parti della quaresima sono state aggiunte le antifone proprie delle quattro tempora di cui abbiamo parlato (Sal. 87, 102, 116, 118).
Le letture, (eccetto quella di Dan, 3) sono tutte di quaresima.
Praticamente niente che ricordi i riferimenti alla stagione agricola propri delle quattro tempora, così come nelle letture delle vigilie.
Sono letture quaresimali che accostano due temi, strettamente legati l'uno all'altro, quello della osservanza dei comandamenti e quello della santificazione che Dio accorda al suo popolo.

Ho finito, ci tenevo a specificare le parti delle letture per darvi abbastanza materiale da utilizzare nel caso vogliate provare a ricordare questi tempi.
Fatemi sapere se vi interessano le meditazioni cosi farò a parte un post dedicato.
Buona giornata

mercoledì 17 febbraio 2021

Diario di Quaresima, in cammino con le donne della Bibbia.


clicca per scaricare il pdf
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(Tutto ciò che riguarda la quaresima degli anni precedenti sbirciate nella sezione QUARESIMA.)

Mercoledi delle ceneri, primo giorno di Quaresima, che il cammino abbia inizio...
[sarà possibile scaricare il percorso in formato PDF, cliccando QUI]

Quest'anno sarà un cammino particolare, diverso dai soliti che ho proposto in precedenza e sarà fatto attraverso le donne della Bibbia grazie ad un diario di viaggio chiamato "Diario di Quaresima".
Sapete che sono fissata con questa cosa delle donne nella Bibbia, donne Sante etc, per cui non poteva mancare un intero percorso basato sulle donne per accompagnarci attraverso questo periodo speciale.

Saranno loro ad accompagnarci in queste settimane attraverso l'antico e il nuovo testamento, attraverso il loro vissuto e la loro testimonianza di vita.
Attraverso le loro cadute e la loro fede, i loro dubbi e le azioni di Dio nella loro vita.

Prima di entrare nelle storie delle nostre sorelle nelle Scritture, è importante tenere a mente ciò che il Signore ci ha insegnato.

Per questo, durante la prima settimana (da oggi, Mercoledi delle Ceneri), guarderemo 4 insegnamenti diversi di Gesù su come pregare - con umiltà, perdono, perseveranza e concentrazione.
Sentiremo le parole di questo passo proclamato oggi a Messa dove Lui ci ricorda che qualunque cosa facciamo come parte delle nostre pratiche di fede - riguardo la preghiera, il digiuno ed elemosina - dobbiamo farlo solo per Dio, non per l’ammirazione di altre persone.
Cerchiamo di essere determinate e proviamo veramente ad impegnarci. 
Quest’anno non falliremo in questa Quaresima, non ci distrarremo nè cadremo in tentazione! Cresceremo più vicino a Dio e scriveremo ogni giorno nel nostro Diario sperimentando la preghiera incessante e il digiuno senza lamentarci.

PICCOLO SPOILER: Non andrà cosi!

Inciamperemo sicuramente durante questa Quaresima, non avete idea di quante volte!! 
Cadremo in modo spettacolare. Ma sorelle, è QUESTO il punto.
Dio ci insegnerà una cosa importante, ovvero che LUI è il centro, non noi; che siamo chiamati a fedeltà ed umiltà, non successo o medaglie d’oro; che nessun nostro peccato è troppo grande per lui da superare; che ciò che importa di più è ricevere l’amore di Dio e condividerlo con gli altri.
Prendete coraggio per il viaggio, sorelle. 
Ci siamo dentro insieme. 
Lui vede ognuna di noi e vuole darci cose buone in questa Quaresima.

Nella prima settimana intera di Quaresima, riflettiamo sulle fondamenta della nostra preghiera: la nostra relazione con Dio.
Dove trovi Dio nella tua vita oggi? Quali parti della tua fede sono forti? Quali parti sono piene di lotta o incertezza?
Lo scopo della penitenza e della preghiera della Quaresima è di avvicinarci a Dio, ma a meno che non conosciamo il nostro punto di partenza, non comprendiamo pienamente dove Dio ci sta guidando.

Pensa alle tue relazioni più strette con la famiglia o gli amici, come le nutri? Dove speri di crescere o cambiare?
Quali problemi o sfide sembrano emergere più e più volte con le persone che ami?

La nostra relazione con Dio ha bisogno di amore e attenzione come ogni altra relazione.
Siamo stati creati con e per la nostra relazione con Dio, prima ancora che potessimo parlare o pregare. E proprio come il nostro rapporto con le persone nella nostra vita è definito da più delle nostre abitudini di comunicazione con loro, la nostra relazione con Dio - e l'amore di Dio per noi - precede la nostra preghiera in modo meraviglioso.
Siamo amati ancor prima di aprire le nostre bocche per pregare.
Nel percorso esploreremo la nostra relazione con Dio attraverso le storie di donne che hanno parlato direttamente con Dio: Eva, Agar, Marta e Maria Maddalena. Donne tutt'altro che perfette, come noi, ma hanno cercato di conoscere, amare e servire Dio - anche attraverso i loro peccati e attraverso i momenti più difficili della loro vite. Le loro storie ci insegnano come il nostro rapporto con Dio sia il fondamento di tutto ciò che siamo e tutto ciò che facciamo.


Per poi passare a Miriam, l'Amata dal Cantico di Salomone, Maria la Madre di Dio e Anna la profetessa. Le loro parole e azioni sono scritte per noi nella Scrittura per ispirare il nostro amore e adorazione di Dio. Se entriamo nelle loro storie con cuore umile, aperte ad imparare dalla Parola di Dio, possiamo scoprire che questa Quaresima potrà cambiare la nostra posizione verso Dio: portandoci ad inginocchiarci non per paura o colpa, ma per meraviglia e stupore per quello che Dio sta facendo nelle nostre vite.
Poi ancora Sara, Rebecca, L'adultera, La donna samaritana....
E ancora...Noemi, Sara, La donna cananita, La donna sanguinante.
Anna, Giuditta, Elisabetta e la suocera di Pietro. Quattro donne le cui parole e azioni portano alla vita le preghiere di ringraziamento. Possano le loro storie riempire i nostri cuori di ringraziamento, proprio mentre la Quaresima volge al termine.
Per poi arrivare alla settimana santa...

In questo tempo scopriremo come entrare in relazione con il Signore, come riscoprire la confessione da un punto di vista diverso ovvero come preghiera; scopriremo come vedere alcuni brani di vangelo con una chiave di lettura diversa.
Scopriremo che cadere è anche un bene purché ci sia la consapevolezza che possiamo sempre rialzarci e ripartire.
Nel gruppo Facebook ogni giorno ci saranno le letture, preghiere e riflessioni, mentre su instagram solo piccoli spunti e verrà utilizzato #diariodiquaresima 

In questo tempo di Quaresima, come detto in precedenza, ci sono tre elementi fondamentali che vi ripeto ogni anno ma lo faccio ancora perchè sono una gran rompi scatole.

Il digiuno
La Preghiera
L'Elemosina

Sono aiuti per liberarci da noi stessi e che ci aiutano a relazionarci con il Signore per vivere l'amore e la misericordia.
Ora vediamoli uno ad uno ma li troverete anche nel cammino che faremo da qui alla Pasqua.

Digiuno.

"Verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno" (Matteo 9,15)

Il Signore prevede il digiuno per il suoi discepoli, ed esorta noi a viverlo come occasione per prendere coscienza chiara del nostro limite creaturale e diventare cosi compassionevoli verso quanti non hanno mezzi di sostentamento.
Il digiuno diventa un esercizio di discernimento da ciò che ci serve realmente rispetto a ciò di cui pensiamo di avere bisogno.
Spesso non ci rendiamo conto di quanta abbondanza abbiamo, non solo alimentare ma di ogni cosa, per questo il digiuno va visto in modo più ampio diventando cosi un esercizio di umanità.
Ci ritroviamo quindi a fare un pò il punto della situazione sul nostro rapporto con il cibo e con tutte le altre realtà con cui abbiamo a che fare e con cui nutriamo la nostra vita.
<<Il segreto di un digiuno accetto da Dio ha senso nella misura in cui sciolga "catene e legami">> (Isaia 58,6)
In questo modo, il digiuno conserva si la sua caratteristica ascetica di privazione e mortificazione, ma comprende un senso di aiuto all'elevazione della coscienza che l'uomo ha di se stesso.
Si può optare per un'astinenza oppure per una sospensione completa per un tempo previsto, l'importante è far emergere la verità del proprio desiderio per purificarlo.

Preghiera.

La preghiera è innanzitutto un atto di presenza a Dio, di ricerca del suo Volto.
La preghiera è una scuola di vita e fa della vita una scuola di ricerca del volto di Dio fino a riconoscerlo negli innumerevoli volti umani.
Attraverso la preghiera diventiamo capaci di onorare il nostro limite senza esserne schiacciati, dove quel limite diventa uno sgabello che ci permette di lanciarci alla scoperta del mondo di cui facciamo parte e che è tanto grande e stupendo.
La preghiera ci permette di riscoprire la leggerezza fatta dai gesti d'amore semplici e allo stesso tempo forti.In fin dei conti basta poco, le mani giunte e gli occhi socchiusi; mettersi vicino alla terra inginocchiandosi senza perdere, ma recuperando interamente la nostra dignità; una parola o silenzio...
Quanto è semplice e meraviglioso pregare!
Cosa è pregare?
lo si può sperimentare continuamente come quando si vive un atto d'amore o un sussulto di disperazione dove non è mai totalmente nuovo ma allo stesso tempo è completamente unico.
La preghiera è un lavorare su se stessi per curare una relazione con Dio, perchè se non parliamo con lui, se non preghiamo come possiamo avere con lui una relazione? E' impossibile.
Ogni volta che il nostro cuore si apre al rischio della preghiera, ci regaliamo la possibilità di guardare la nostra vita da un punto di vista più ampio.
La preghiera nonostante possa sembrare qualcosa di intimo e privato, in realtà ci mette sempre in comunione con tutti o nostri fratelli e sorelle in comunità ma anche con tutte le creature del cielo e della terra.

La bontà del digiuno e la vertà della preghiera si giudicano dai "frutti" di conversione.
"Cosi ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi" (Mt 7,17)

Elemosina.
questa terza opera quaresimale è spesso fraintesa o mal utilizzata poichè si rischia di tradurla in un gesto con cui ci si libera del fastidio dell'altro che ci chiede aiuto o solo attenzione.
Nelle scritture questa parola ci riporta a quel balsamo di misericordia che chiediamo continuamente a Dio per noi - Kyrie eleison!- e che ci impegniamo a spalmare dolcemente sulle ferite e le fatiche di tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino.
Basta ricordare queste parole di Gesù:
"Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro" (Lc 11,41)
Ci si deve distogliere dal totale amore di sé per aprirsi a qualcosa di più grande, a quella conversione che ci porta all'amore incondizionato per l'altro.

Buon cammino.

venerdì 29 gennaio 2021

Le tentazioni sono anche razionali episodi di felicità apparente.

 


Questo articolo è l'evoluzione/ampliamento di uno che scrissi 4 anni fa proprio riguardo questo argomento... le tentazioni.
Ultimamente sono particolarmente bombardata per cui credo sia il momento adatto per rivedere questo tema.

Quanto è difficile parlare di tentazioni?
Onestamente... tantissimo!
Credo sia uno degli argomenti più difficili da affrontare per vari motivi.. per vergogna, spesso pensiamo di non essere capiti e di conseguenza di essere presi in giro; per paura di essere fraintesi o di passare per creduloni; perché non ci crediamo, le tentazioni sono qualcosa di astratto ad un primo ragionamento per cui diventa difficile riuscire a capire se sono reali con conseguente silenzio... logorante il più delle volte..

Fino a pochi anni fa non credevo alle tentazioni, da brava persona razionale, pensavo fossero una conseguenza dell'insicurezza delle persone, oppure una scusa, oppure giochetti mentali dovuti a suggestioni o cose simili.
Poi, con il tempo e innumerevoli chiacchierate con il mio padre spirituale, mi sono resa conto che probabilmente mi stavo sbagliando, non solo per i suoi discorsi o per alcune letture a tema, ma perché ho iniziato a trovare una logica a svariati eventi nella mia vita per cui avevo qualcosa di concreto e razionale.. non avevo più scusa per negare.
Una volta appurato che le tentazioni esistono, il passo più difficile è stato quello di associare le tentazioni al male, a Satana per essere precisi.
Una lettura utilissima è stata "Occasione o tentazione?" di Silvano Fausti, mi ha aperto un nuovo modo di vedere i fatti della vita.
Di vedere che anche una cosa che può sembrarci buona per noi, in realtà è una tentazione che ci porta sulla strada sbagliata e allora lì bisogna mettere in atto un processo di discernimento.
La tentazione è anche qualcosa che ti porta ad una felicità ma solo apparente, ad una tristezza negativa (esiste anche quella positiva), ad una gioia contraffatta.
Il male blocca con menzogne e paure, adesca con piacere apparente, con la maschera del bene...
Nel libro ci sono una serie di esercizi per poter capire come discernere nel modo corretto se si tratta di una tentazione o meno.

Quando mi dicevano frasi come "eh, attenta, sarà colpa del demonio, ci mette sempre lo zampino!" sinceramente sorridevo senza darvi troppo peso, pensavo che certe persone semplicemente vedessero il male pure nell'acqua gassata.
Nel mio cammino di conversione ho sempre e comunque messo al primo posto la risposta razionale, è più forte di me, cosi come quando seguivo altre vie religiose tra cui il paganesimo, durante le celebrazioni credevo poco a ciò che gli altri mi raccontavano riguardo ciò che provavano durante il cerchio.
Quindi per me le tentazioni non venivano proprio da Satana, semplicemente le trovavamo sul nostro cammino e dovevamo resistervi perché doveva essere cosi.
Non vi dico quanti anni ho trascorso in questo modo!

Poi leggi quella frase e colleghi una cosa, ne leggi un'altra e colleghi un'altra cosa e cosi via... episodi che mi hanno messa molto alla prova, cambi di programma che pensavo io stessa perchè magari "non avevo voglia" di fare qualcosa e poco alla volta ho provato a chiedermi:
" e se queste cose fossero veramente tentazioni di Satana?"...
"e se effettivamente le sue tentazioni non fossero nulla di eclatante o soprannaturale ma fossero semplici <cambi di programma> che decidiamo noi?"
"e se ci fosse una semplice risposta razionale senza cercare chissà quale collegamento strano?"


Ecco, queste semplici domande, hanno iniziato a frullarmi in testa sempre più spesso, soprattutto quando accadevano episodi banalissimi che mi allontanavano da qualcosa di bello a causa della pigrizia, non voglia di fare o dubbi.
Da bambini non è che sappiamo bene come funzionino queste cose, ce le spiegano a grandi linee, poi per chi  come me si allontana dalla chiesa vengono un pò rimosse o messe in un cassettino della memoria molto lontano e spesso sono proprio fonte di ulteriori punti a cui aggrapparsi per andarsene dalla chiesa pensando che sono tutti pazzi e credono a chissà quale entità spaventosa.
Se doveste chiedere ad un bambino cosa è una tentazione, non quanti riuscirebbero a rispondere concretamente.

Vorrei agganciarmi alla definizione di "tentazioni" presa dal vocabolario Treccani
(non poteva mancare la parte "dizionario"):

tentazióne s. f. [dal lat. temptatio -onis, der. di temptare «tentare»]. – 1. Nella teologia cattolica, l’azione e il fatto di tentare o di venire tentato al peccato, intesa sia come prova a cui l’essere libero viene sottoposto per conoscerne la capacità di sottostare alla legge morale e religiosa, sia come stimolo o invito a compiere azioni moralmente cattive: t. di Gesù Cristo, nei vangeli sinottici, l’episodio in cui Cristo è tentato da Satana; le t. di s. Antonio nel desertole t. di Buddadi Zarathustradi Maometto. Con valore soggettivo, la condizione di chi è tentato, cioè l’esperienza del soggetto religioso che subisce l’attrazione di una condotta contrastante con gli ideali della propria religione

In sintesi qui si parla di compiere azioni che vanno contro la legge morale e religiosa, e compiere azioni moralmente "cattive", quindi viene considerato solo tutto ciò che è inerente ad un'azione negativa e che porta a conseguenze spiacevoli.
Ho sottolineato la parola "solo" per un motivo ben preciso poiché nella cerchia delle tentazioni citate trovo un certo limite, si parla di avere una "condotta contrastante con gli ideali della propria religione", ma secondo un mio pensiero, le tentazioni non sono solo per forza azioni negative o in contrasto con la mia fede, posso anche essere azioni che io reputo banali e senza conseguenze che se guardate con razionalità tolgono una possibile crescita personale.
Credo che con gli esempi si possa capire meglio ciò che intendo, poi magari io le vedo come tentazioni mentre voi no per cui non prendete per oro colato ciò che dico, semplicemente mi baso su vari ragionamenti fatti negli anni.

Satana attraverso le tentazioni fa in modo che noi ci allontaniamo da Dio, ci porta a cedere ad azioni che inizialmente sono positive ma vanno a discapito di qualcuno per cui sono azioni contro la nostra morale e fede, non solo questo però ci può allontanare da Dio, ci sono anche cose che semplicemente non ci fanno evolvere spiritualmente e anche quelle secondo me derivano dalle tentazioni.

Ora passiamo veramente ad esempi concreti cosi è più semplice.

- 1: in parrocchia fanno la catechesi degli adulti, la fanno magari due volte all'anno, vorreste andarci ma la pigrizia spesso prende il sopravvento, oppure decidete di non andare perchè sareste arrivati in ritardo per degli imprevisti.
Voi in questo non ci vedete una tentazione? non pensate che la pigrizia sia stata una tentazione?
In questo caso non avete fatto nulla contro la morale e contro la fede essendo incontri non obbligatori ma avete mancato un'occasione per avvicinarvi a Dio.

- 2: i profumi.. credo che per chi come me è estremamente sensibile alla cosa, siano la cosa peggiore. 
(Qui ne ho parlato ampiamente), improvvisamente mi capita di sentire dei profumi e subito la mia mente va a ripescare determinate immagini, sensazioni etc.. e spesso accade andando a richiamare la mia vecchia strada.. ci sono 3 profumi particolari che mi capita di sentire per tornare al passato e diventa una cosa difficile da controllare; quella è una tentazione.
Un profumo che richiama ad un evento passato e che ci mette in dubbio/crisi su ciò che siamo ora.
Basta poco.. non servono cose eclatanti.

- 3: pensieri... il male è subdolo, sa quali sono i nostri punti deboli, ciò che può andare a toccare per metterci in crisi ed è proprio lì che gioca.
Il male è razionale perchè spesso utilizza la ragione, i nostri ragionamenti ci portano a metterci in dubbio, a mettere in dubbio il nostro percorso, la nostra fede, la nostra libertà e anche noi come persone.
Andiamo continuamente a ripescare cose del passato, nostri errori, mancanze ricevute... 
"prima ero più libera...", "prima stavo meglio..."... e non vediamo più cosa siamo e cosa ci attende.

- 4: preghiera... vorreste dire il rosario ma non avete il tempo necessario per dirlo tutto in una volta, oppure vorreste iniziare una novena ma anche in quel caso se la iniziate volete farla bene per cui piuttosto che rischiare di non terminarla o piuttosto che spezzare la preghiera sulla giornata non pregate.
Che dite? Mettiamo questa cosa tra le tentazioni? Direi di si, anche se per noi quello non è grave, anzi, lo facciamo perchè magari ci sembra di essere irrispettosi non terminando una preghiera, invece cosi cadiamo in una tentazione.

Prendo in prestito una citazione i Papa Francesco dell'11 aprile 2014 per dire un'altra cosa riguardo le tentazioni:

<<Come fa il demonio per allontanarci dalla strada di Gesù? La tentazione incomincia lievemente, ma cresce: sempre cresce. Secondo, cresce e contagia un altro, si trasmette ad un altro, cerca di essere comunitaria. E alla fine, per tranquillizzare l’anima, si giustifica. Cresce, contagia e si giustifica>>

In questo piccolo pezzetto c'è un altro esempio che spesso si sottovaluta paurosamente... ovvero essere complici delle tentazioni!
Come??
Nel parlare male degli altri, oppure nel dare agli altri consigli sbagliati..
"lascia perdere, non andarci e goditi la serata a casa..";
"hai lavorato tutto il giorno, hai bisogno di svagarti, ci andrai un'altra volta...";
"ma no!! perché dovresti iniziare tu a parlarci? è lui che ha sbagliato..";
"effettivamente non c'è nulla di male se leggi cose new age, è solo per informarti"

Un esempio concreto che personalmente ho sottovalutato e mi è stato fatto notare dal mio padre spirituale, le mie condivisioni di post sul paganesimo nel mio profilo personale....
Lo facevo in buona fede, per informare, ma senza aggiungere nessuna mia spiegazione rischiavo di fuorviare le persone che le leggevano... magari una persona più "debole" avrebbe approfondito e chissà a cosa l'avrei potuta portare senza rendermene conto.

Ecco, queste sono tutte tentazioni e il mezzo siamo noi, la tentazione cresce con il tempo, contagia e il mezzo possiamo essere noi, giustifica..."sarai stanco... stai a casa... sei tu che hai ragione..."
Sarò strana io, ma ci trovo una continua spiegazione razionale alle azioni di cui vi ho parlato fino ad ora.. e per razionale intendo che ha una spiegazione logica, azioni con conseguenze a cui si trova una spiegazione effettiva.
Si, le tentazioni, sono anche razionali.
Come conclusione cito ancora Papa Francesco sempre riguardo il discorso fatto l'11 aprile 2014:

«Tutti siamo tentati, perché la legge della vita spirituale, la nostra vita cristiana, è una lotta: una lotta. Perché il principe di questo mondo – il diavolo – non vuole la nostra santità, non vuole che noi seguiamo Cristo. Qualcuno di voi, forse, non so, può dire: “Ma, Padre, che antico è lei: parlare del diavolo nel secolo XXI!”. Ma, guardate che il diavolo c’è! Il diavolo c’è. Anche nel secolo XXI! E non dobbiamo essere ingenui, eh? Dobbiamo imparare dal Vangelo come si fa la lotta contro di lui».

Non è un tema facile da affrontare e sarebbe interessante sapere se avete esempi anche nella nostra vita che prima non avevate considerato tentazioni mentre ora li avete rivalutati.
Nel frattempo vi lascio una lettura stupenda, da fare poco a poco, prendendosi del tempo perché può essere un grossissimo aiuto nel capire se è "Occasione o tentazione?"

Un abbraccio.