venerdì 18 maggio 2018

Bible Journaling, un modo colorato per meditare la Parola.


Tratto dal libro "Salmi per il bible Journaling" (link sotto)


Da tempo ho scoperto il "Bible Journaling", pratica principalmente protestante per meditare la Parola di Dio in un modo alternativo.
Da tempo si è esteso anche nel mondo cattolico americano per poi arrivare fino a noi anche se resta una pratica poco conosciuta.
Di seguito troverete delle foto, le prime riguardano alcuni meravigliosi lavori trovati online provenienti da siti americani.
Più sotto trovate invece qualche mio piccolo tentativo in modo che possiate vedere lavori elaborati e cose più semplici.

Esempi presi online 


Ma cosa è il Bible Journaling?
Il termine "Bible Journaling" letteralmente significa "Annotare sulla Bibbia" e in sintesi è come una Lectio Divina con l'aggiunta di arte e creatività.

L'attività di Journaling è molto utilizzata poichè consiste nell'annotare pensieri, frasi, cosa accade nella nostra giornata etc, quindi equivale a scrivere un diario, il Bible journaling è la stessa cosa poichè si annotano e riscrivono frasi della Bibbia che ci hanno colpito, oppure che ci trasmettono qualcosa e riscrivendole ci restano in mente.
Questo tipo di pratica è utilizzata non solo da chi è cattolica ma anche da chi semplicemente ha alcune parti della Bibbia che apprezza e vuole trascriverle con arte.

Per chi invece la vive come pratica spirituale ha invece un accorgimento prima di iniziare, ovvero deve fare l'invocazione allo Spirito Santo altrimenti non si può considerare preghiera ma semplice esercizio di disegno.

Qual è l'occorrente?
L'occorrente per colorare/disegnare è a vostra scelta, posso consigliarvi di utilizzare:
- Penne colorate
- Evidenziatori
- Pastelli e pennarelli
- Acquarelli

Per abbellire potete utilizzare anche:
- adesivi,
- washi tapes (nastro adesivo decorativo),
- timbrini
e tutto ciò che vi suggerisce la fantasia.

Cosa utilizziamo come base?
Purtroppo in Italia ancora non esistono Bibbie apposite, mentre in america si trovano le "Journal Bibles" ovvero Bibbie che hanno delle colonne esterne dove potete annotare versetti, fare disegni, colorare etc...
Per cui potete utilizzare una normale Bibbia, oppure un quaderno dove riscrivere il versetto o il Salmo, oppure in commercio esiste un libro di Salmi proprio per questa attività e lo trovate al seguente indirizzo



Una volta fatta la preghiera allo Spirito Santo si può iniziare, è possibile anche ascoltare della musica cristiana di sottofondo, non troppo alta per evitare distrazioni.
Prendiamo la nostra Bibbia e leggiamo qualche versetto a scelta, oppure scegliete un salmo dal libro apposito.
Va letto più volte segnando le frasi che ci trasmettono qualcosa e ci colpiscono, non sempre sono quelle positive, dipende molto anche dalla giornata.
Dopodichè procediamo con le decorazioni che possono essere semplici trascrizioni utilizzando caratteri particolari, veri e propri disegni che riassumono il versetto/salmo o decorazioni semplici con sprazzi di colore a nostra scelta.

Alcuni miei tentativi di Bible Journaling 


Non esistono regole vere e proprie secondo cui si debba seguire una linea precisa di decorazioni, dobbiamo lasciarci guidare dallo Spirito Santo e soprattutto non dobbiamo pensare che "non siamo brave" o "non siamo capaci" perchè ognuna deve fare questa attività come preghiera e non come gara di arte per cui buttatevi, il Signore apprezza qualsiasi cosa!
Lo scopo è riflettere, pregare e lasciarsi guidare.

Nota in più:
Questo metodo può essere utilizzato anche con i bambini o per far vivere il catechismo in modo diverso, quando si tratta di creare e dare spazio alla propria fantasia guidati dallo Spirito Santo è sempre qualcosa di meraviglioso e ne trarranno tutti cose positive.

Spero vi sia sembrato un articolo utile e interessante, quando l'ho spiegato al mio padre spirituale gli ho aperto un mondo sconosciuto e lo ha apprezzato.
Fatemi sapere se farete qualcosa a riguardo!
un abbraccio
Cristina

ps. su Facebook esiste il gruppo "Bible Journaling Italia"

lunedì 14 maggio 2018

Estate in arrivo, cosa non deve mancare nell'armadio di una donna (cattolica).



Estate in arrivo, cosa non deve mancare nell'armadio di una donna (cattolica...)

Titolo un po strano per molte, ma leggendo capirete che tutto sommato ha un senso e che l'armadio di ogni donna (cattolica) differisce in alcune cose rispetto alla propria personalità, stile di vita, fede religiosa etc...
La "modest fashion" non è ovviamente un prerogativa cattolica, anzi, sono più gli evangelici ad avere un'idea della moda piuttosto rigida, mentre per quanto riguarda l'idea cattolica, siamo un pò più di manica larga e non condanniamo il centimetro di manica in meno o il centimetro di gonna sopra il ginocchio.
Ci sono comunque dei criteri da rispettare per una questione di pudore, educazione e rispetto per il proprio corpo e di certo non vanno a minare la femminilità di una donna.
Si ha l'idea che vestire in modo modesto equivalga a vestirsi super accollate, con abiti larghi anti-femminilità, ma non è assolutamente cosi!

Con il caldo la cosa  che si fa quasi in automatico è "scoprirsi", avere addosso dei vestiti quando batte il sole o quando anche all'ombra sudi, diciamo che crea un certo fastidio e se soffri anche di ansia le brutte sensazioni aumentano.
Il mondo di oggi reputa lo scoprirsi una cosa normale, <caldo = abiti striminziti> ed il gioco è fatto, ma quando in quel mondo non ti senti a tuo agio e credi che il tuo corpo non debba essere mostrato nella sua totalità allora si passa ad una nuova idea ovvero <caldo = abiti freschi>, il che non equivale a "mezza nuda" ma a donna femminile che rispetta se stessa e il prioprio corpo.
Mettere una gonna lunga fino al ginocchio non ti rende meno femminile di una minigonna, mettere una maglietta con manica corta o una canotta con spalle larghe non ti rende meno femminile di una canotta a spalline sottili.
Questi sono solo dei banali esempi ma poco a poco vedremo meglio di cosa sto parlando.
Io ero la prima che qualche anno fa criticava chi aveva questa visone semplicemente perchè non ci vedevo nulla di male nel portare canotte o minigonne, poi con il tempo ho capito che in quel modo mancavo di rispetto a me stessa perchè anzichè valorizzare la mia femminilità, mettevo in mostra il mio corpo senza rendermene conto.
Con il tempo ho iniziato a modificare il mio armadio, i passi da fare sono ancora tanti ma si deve fare in modo graduale per prendere consapevolezza di questo cambiamento.
In casa metto ancora canotte o gonne e abiti più corti del solito eccetto quando so di avere degli ospiti e se suona qualcuno ho sempre qualcosa di "emergenza" veloce a portata di mano nel caso fosse qualche corriere etc.

Si sta avvicinando la bella stagione per cui direi che è il caso di partire con alcuni "Non può mancare..." per la stagione in arrivo.
Quali sono?
Magliette a manica corta, canotte a spalla piuttosto larga, gonne e abiti dal ginocchio in giù, golfini a manica corta, stole di vario genere, pantaloni leggeri.

Per prima cosa parliamo di canotte e magliette a manica corta, le più utilizzate  in questa stagione.
La spallina fa la differenza per quanto riguarda la modest fashion ma vediamo di capire bene cosa utilizzare.
Le spalline strette sono quelle da scartare perchè scoprono tantissimo il corpo e non significa che ci faranno stare più fresche d'estate.
Una soluzione alternativa riguarda le canotte spalla larga come nei modelli qui di seguito trovati sul sito di ovs:



Se  non volete rifare il guardaroba estivo basta aggiungere della stoffa alle spalline già esistenti.
Per andare a messa invece basta aggiungere semplicemente una stola oppure un golfino leggero con maniche a tre quarti, di solito in estate in chiesa c'è sempre abbastanza fresco.
Questi modelli sono freschi e leggeri, ci sono modelli anche meno accollati per chi come me con il caldo non tollera avere qualcosa vicino al collo.

Per quanto  riguarda le magliette a manica corta la scelta è molto più ampia, bisogna tenere conto anche del tessuto perchè anche quello ha una notevole importanza per cui se il tessuto è quello sbagliato, potrete avere anche un abito striminzito che avrete comunque caldo, mentre se la stoffa è quella giusta, potrà essere anche lungo a maniche tre quarti che sarete al fresco.
Ora vediamo qualche esempio di maglietta per varie occasioni:



Leggere e fresche, si possono abbinare a pantaloni, jeans o gonne per cui è lo stile che non può mancare nel vostro guardaroba.
Se scegliete un modello aderente rischierete di avere più caldo, quindi meglio optare per modelli più ampi.

Se non fa eccessivamente caldo e/o lo sopportate bene ci sono anche camicie molto versatili con maniche a tre quarti oppure a manica lunga in pizzo :




Per quanto riguarda le gonne invece, quelle lunghe sono le più utilizzate anche d'estate perchè sono sempre fresche e leggere, si prestano benissimo ad outfit eleganti con sandalo con zeppa o più sportivi mettendo delle sneakers o delle infradito basse:

 

Anche nella versione fino al ginocchio c'è un'ottima scelta:

 


Per quanto riguarda gli abiti c'è l'imbarazzo della scelta, i più facili da portare sono quelli al ginocchio , mentre quelli più lunghi per tutti i giorni non sono il massimo della comodità.
Sia abiti che gonne qualche centimetro sopra il ginocchio non sono un grosso problema nel momento in cui stai sempre ferma in piedi, mentre se hai dei figli a cui correre dietro, etc.. l'abbassarsi, il piegarsi etc, possono essere particolarmente imbarazzanti e fuori luogo mostrando più del dovuto, magari una non se ne rende nemmeno conto o non pensa che rischia di mostrare a tutti troppo.... per questo la misura al ginocchio è un grosso aiuto.
Di seguito alcuni esempi di abiti anche se acquistare abiti online non è semplice poichè la misura della lunghezza varia in base all'altezza.
In un sito ho visto un abito di cui mi sono innamorata ma alla modella arrivava a metà coscia, l'ho visto e provato e a me arrivava al ginocchio per cui l'ho preso:

 



I pantaloni leggeri sono tornati di moda da qualche anno per cui almeno uno non può mancare per varie occasioni, dalle più semplici abbinati a delle ballerine o dei sandali bassi ad infradito, alle occasioni eleganti abbinate a dei sandali con il tacco; di seguito avete due esempi:




Anche con un paio di jeans (a cui io non rinuncio nemmeno d'estate), si possono abbinare una maglietta e in base all'occasione può essere abbinata una giacca leggera, mentre ai piedi, scarpe e sandali con tacco alto, con zeppa, ballerine o sneakers:






Per ora vi ho detto tutto, in base alle vostre domande ed eventuali vostri commenti al post, vedrò di strutturare un nuovo articolo per aggiungere ulteriori informazioni, dettagli e chiarimenti.
Spero di esservi stata utile e che non abbiate preso questo articolo come un giudizio verso chi ha idee diverse per quanto riguarda l'abbigliamento.
Vedere un nuovo modo di concepire l'abbigliamento può essere un ottimo spunto per aprire l'armadio e vedere quali abiti fanno realmente per noi e quali invece non sono più adatti e anzichè buttarli si possono modificare o riutilizzarli per altro.
Un caro abbraccio
Cristina






sabato 5 maggio 2018

Lo Scapolare, di cosa si tratta?



Oggi parliamo di un argomento un pò insolito, ovvero lo Scapolare.
Insolito perchè anche personalmente ne ho sentito parlare pochissimo e non ho mai notato persone che lo indossassero.
Come sapete, ho un account Instagram (@stiledivitadiunafollecattolica) nel quale pubblico parecchio, seguo moltissimo le cattoliche americane per ciò che fanno e come vivono la loro fede nel quotidiano, tra di loro c'è una ragazza che crea scapolari e che mi ha contattata dicendo che me voleva regalare due.
Ho accettato molto volentieri anche per capire meglio di cosa si trattasse e circa due settimane dopo ho trovato nella cassetta della posta la sua busta con i miei scapolari creati con tanta cura e benedizioni.
Personalmente li trovo meravigliosi e molto curati.



Ma ora vediamo come sono fatti e cosa sono.

Scapolare, deriva da "scapola" ed è un indumento/grembiule utilizzato dai monaci Carmelitani mentre lavorano, per cui serviva a non sporcare la tonaca.
Consiste in una lunga pezza di stoffa che, lasciando passare la testa da un'apertura, pende più o meno sul dorso e sul petto.
Ancora oggi alcuni monaci lo utilizzano e in base alla tipologia di ordine ha colori diversi.
Successivamente è stato  esteso anche ai fedeli laici in forma ridotta come segno di devozione o di appartenenza ad una determinata congregazione.
Inoltre è un segno evidente dell'alleanza con maria.
Lo scapolare attuale è formato da due ritagli di stoffa marrone uniti da  due cordoncini con delle immagini che ritraggono solitamente la Madonna del Carmelo e il sacro cuore di Gesù, oppure lo stemma dell'ordine Carmelitano (da cui ha avuto origine).

A cosa serve?

Innanzitutto è un simbolo di devozione alla Madonna ed è un segno di consacrazione che riguarda l'ordine Carmelitano.
La Madonna quando apparve a San Simone Stock nel 1251 disse:

«Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. CHI MORRA' RIVESTITO DI QUESTO ABITO NON SOFFRIRÀ IL FUOCO ETERNO; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno».

Con questo la Madonna oltre ad aver detto che chi porterà l'abitino verrà salvato, dice anche che in vita verrà difeso dai pericoli.
Chi indossa gli scapolari inoltre può partecipare alla spiritualità del Carmelo tra le cui grazie c'è anche il privilegio Sabatino che consiste nell'essere liberato dalle pene del Purgatorio il sabato successivo il decesso di chi lo utilizza e se si muore di sabato andrà direttamente in Paradiso (Bolla Sabatina di Papa Giovanni XXII).
Il suo valore quindi non dipende tanto dal fatto storico delle apparizioni, quanto dall'intrinseco significato teologico, che il magistero gli ha riconosciuto, attribuendogli il valore di un "sacramentale".
Si tratta cioè di un segno sensibile, approvato dalla Chiesa, con il quale evidenziamo la nostra consacrazione o "affidamento" alla Madonna e i vincoli di amore che ci legano a lei. 
Un pò come l'anello nuziale è una testimonianza della consacrazione matrimoniale di un uomo e di una donna, lo Scapolare dice a tutti che uno è consacrato a Maria.

Ci sono però delle condizioni da seguire e alcuni chiarimenti.

È segno e pegno. Segno di appartenenza a Maria, pegno della sua materna protezione, non solo in vita, ma anche dopo la morte. 
- Deve essere fatto un rito di imposizione dello scapolare da parte di un Sacerdote
- Lo scapolare (o abitino) deve essere indossato giorno e notte
- Anche in punto di morte si deve indossare l'abitino
- Se lo scapolare è rovinato si può utilizzare uno nuovo senza che venga benedetto e il precedente può essere sia conservato che bruciato.
- Si richiede la recita di una giaculatoria quotidiana anche se non obbligatoria "O Maria Santissima del Carmelo pregate per noi".
- Baciando lo scapolare si può lucrare l'indulgenza plenaria.
Mettere Dio al primo posto nella propria vita e cercare sempre di compiere la Sua volontà.
- Ascoltare la Parola di Dio nella Bibbia e metterla in pratica nella vita.
- Cercare la comunione con Dio attraverso la preghiera.
- Aprirsi alla sofferenza del prossimo, solidarizzando con lui nelle sue necessità e cercando di provvedervi.
- Accostarsi frequentemente ai sacramenti della Chiesa, all’Eucarestia e alla confessione.
- Essere iscritti nei registri di una Confraternita Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani.

Ad oggi alcuni scapolari possono essere portati anche senza essere per forza parte di ordini religiosi rinunciando però  ai "privilegi" che si acquisiscono con la consacrazione.
E' stato molto interessante fare ricerche in merito e scoprire di cosa si tratta e quale sia la sua "funzione".

Se avete qualcosa da aggiungere commentate!
Un abbraccio
Cristina.

martedì 1 maggio 2018

Maggio, dedichiamo del tempo a Maria



Maggio è il mese dedicato alla Madonna....

Prima della mia conversione non sapevo molte cose, alcune le ignoravo mentre altre non mi erano state insegnate, per cui il mio bagaglio era abbastanza leggero.
Diciamo che avevo una borsa che poteva contenere ciò che sapevo e avevo appreso a catechismo, e una valigia carica di preconcetti e idee sbagliate.
Il fatto che ci fosse un mese dedicato a Maria, per me era cosa sconosciuta fino a pochi anni fa.
La figura della Madonna nella mia vita ha sempre avuto un ruolo decisamente marginale, non mi sono mai rivolta a Lei, non ho mai pensato fosse utile farlo, pensavo al massimo a Gesù e basta.
Il mio allontanamento dalla Chiesa è avvenuto per cercare altro, cercare una figura femminile a cui affidarmi perchè l'idea di una religione patriarcale mi stava stretta, diciamo che era un pò un controsenso.
Con il tempo molte cose cambiano, si cresce, ci sono necessità ed esigenze diverse oltre a episodi che poco a poco si fanno strada per riportarti sulla "retta via".

La Mamma di tutte le Mamme...

Si, lei è la Mamma per eccellenza, colei a cui puoi affidarti in qualsiasi momento e che non ti abbandonerà mai.
Proprio la maternità per me è stata la chiave che mi ha portata ad aprire di nuovo la porta della Chiesa, Maria è stata colei che mi ha riportata a casa.
Come ho detto non ho mai pregato la Madonna, poi la voglia di maternità mi ha portata inizialmente a pregare quando incrociavo una statua di Maria per poi finire in un santuario dove chiesi di poter avere la grazia della maternità.
Tre giorni dopo quel pellegrinaggio ho saputo di essere in attesa...mia figlia è nata a Maggio il giorno della festa della mamma...
Da allora il legame con Maria è andato crescendo, rendendomi conto che ciò che cercavo in un'altra religione in realtà era vicinissimo a me, era sempre stato li ad aspettarmi.

Sempre a lei mi sono affidata quando in attesa di 11 settimane (30 aprile 2012) del secondo figlio, ho avuto un'emorragia con distacco della placenta con ricovero d'urgenza, per poi uscire una settimana dopo....sempre a Maggio.

A lei mi affido quando sono in difficoltà come mogli e madre o come figlia, perchè non avendo una madre in carne e ossa al mio fianco (ha scelto di percorrere una strada diversa dalla mia), ho la Mamma per eccellenza con cui parlare e chiacchierare durante la giornata.
Non a caso nel logo della pagina e del sito c'è un piccolo rosario con la figura di Maria.

Un piccolo passo al giorno verso Maria.

 Nel mese di Maggio si moltiplicano le possibilità di incontro con Maria, nei santuari e nelle chiese aumentano i rosari e gli incontri di preghiera, da noi ogni settimana viene fatta una messa in quartiere diverso tra cui anche all'asilo di mio figlio.
Al Santuario di Caravaggio per esempio, la statua della Madonna viene spostata al centro della chiesa per essere più vicina ai fedeli.

Cosa possiamo fare per vivere al meglio questo mese?

Oltre a partecipare alle messe e ai Rosari, potete pregare il Santo Rosario a casa sia da soli che coinvolgendo la famiglia, bambini, nipoti, nonni, zii, amici.
Si possono coinvolgere i bambini organizzando una merenda a tema, spiegando loro in modo semplice la figura di Maria.
Con i parenti si può organizzare un pranzo o un aperitivo e recitare un Rosario insieme oppure meditare la figura di Maria.
Noi possiamo recitare una preghiera per lei, meditare un passo del vangelo in cui è presente la figura di Maria, scrivere ogni giorno un pensiero o una frase mariana.
Ogni giorno si potrebbe meditare una denominazione di Maria presente nelle litanie della Beata Vergine Maria oppure del Sacro Cuore di Maria.
Informarsi e leggere notizie riguardo Santuari e luoghi mariani e visitarne qualcuno.

Questo è il mese adatto per parlare con lei, per avvicinarsi a questa figura meravigliosa che ci porta passo passo verso Gesù.
Lei, la madre di Gesù, colei che era sempre un passo dietro di lui ma che ci guida verso di Lui; colei che ha sofferto le peggiori pene sotto la Croce senza poter fare nulla e che può essere il nostro più grande esempio nei momenti difficili.
Lei che ha accolto questo immenso dono di Dio fidandosi di Lui, andando a scontrarsi con ciò che imponeva la società di allora a testa alta, Lei può essere per noi un esempio di forza nella fede e di fiducia nel Signore.
Lei che con Giuseppe ha dato vita alla Sacra Famiglia è per noi esempio perfetto di vita coniugale.

Viviamo al meglio questo mese, in preghiera e comunione con Maria.
Buon mese di Maggio.
Un caro abbraccio
Cristina

venerdì 27 aprile 2018

Cosa mi ha insegnato il piccolo grande Alfie.


++ AGGIORNAMENTO A FINE ARTICOLO ++

Charlie ha aperto il lucchetto con la chiave
Isaia ha tolto il lucchetto
Alfie ha scoperchiato il vaso di Pandora...
Questa frase l'ho scritta nel mio profilo facebook due giorni fa....

Oggi ho deciso di scrivere questo post, magari scontato e ripetitivo, perchè voglio semplicemente dar voce ai miei pensieri per cui scrivere mi fa stare meglio e spesso mi aiuta a trovare risposte a domande che mi assillano.
L'ho abbozzato varie volte e la cosa che mi blocca è sempre il mio non sentirmi in grado di parlare di temi cosi grossi e importanti, questa volta però voglio provarci.
Ho iniziato a seguire la vicenda di Alfie in parallelo con Charlie, poco prima di luglio ed è entrato nel mio cuore poco a poco.
Questo piccolo guerriero è in realtà entrato nel cuore di chiunque, per alcuni piano piano, per altri invece come un cazzotto nello stomaco perchè si sono ritrovati a scoprire la sua storia in queste settimane, le più concitate e pesanti per cui un bel colpo.

Quel piccolino di 23 mesi con la sua forza sicuramente ereditata e trasmessa dai suoi genitori ha scoperchiato il vaso di Pandora a causa di tutti gli scandali riemersi, e del fatto che finalmente molti hanno rivisto la propria posizione in merito ponendosi delle domande grazie alla sua forza e voglia di vivere nonostante gli sia stata tolto il ventilatore.

Abbiamo pianto dopo ogni sentenza, abbiamo gioito quando abbiamo visto Thomas con il foglio che diceva di poter portare via Alfie, abbiamo pianto dopo aver capito che non era possibile, abbiamo gioito quando gli è stata data la cittadinanza italiana e ripianto quando nessuno l'ha considerata...
Ci siamo messi in ginocchio come non abbiamo mai fatto e il giorno in cui gli hanno tolto il ventilatore e pensavamo fosse tutto perduto, invece il piccolo guerriero ci ha stupiti, si è fatto forza e ha continuato a respirare da solo palesando davanti ai nostri occhi un miracolo.
Doveva respirare 15 minuti dicevano i medici, invece lo sta facendo da più di 3 giorni (85 ore mentre scrivo)!

La prima foto pubblicata con Alfie senza i vari tubi  mi ha particolarmente scossa, forse perchè in malafede pensavo che sarebbe stata l'ultima, poi le notizie non erano confortanti, parlavano di dita blu etc per cui dentro di me il cuore iniziava a creparsi.
Poi supera una crisi respiratoria, ne supera due... si stabilizza e appare quella meravigliosa foto con lui che ha sul viso un piccolo sorriso e le guance rosse, credo sia una delle immagini più belle insieme a quella in cui è accoccolato con mamma Kate.
Ho qui accanto il più piccolo dei miei tre figli, ha pochi mesi in meno di Alfie e gli somiglia particolarmente, da mamma ora è come se avessi 3 figli e un figlioccio a distanza perchè è diventato uno di famiglia, mia figlia che ha quasi 8 anni chiede costantemente come sta Alfie, ha pianto quando le ho spiegato a grandi linee la situazione e più volte mi ha detto che vorrebbe averlo qui a casa lei per occuparsene... i bambini hanno un animo stupendo..
Ma non solo i bambini, in questo periodo ho visto mobilitarsi chiunque per questo piccolino, ha mosso il mondo intero, ha scosso le coscienze di chiunque, ha svegliato politici, capi di stato, anche il Papa!
Chi avrebbe mai pensato che potesse accadere, oltre alla sua sopravvivenza, uno dei miracoli più grandi è stata l'unione delle persone, il sostegno continuo, il mobilitarsi per trovare una soluzione, il pregare costantemente tutti uniti.
Ci ha insegnato e fatto vedere che l'unione fa veramente la forza, che l'amore può smuovere le montagne e non sono solo dei modi di dire, veramente la preghiera può fare qualcosa...
Mentre scrivo apprendo che vogliono fare una legge per Alfie, una legge che aiuti anche quelli che sono nella sua situazione, ma cosa sta smuovendo questo cucciolo??!! E' meraviglioso! (per leggere a riguardo andate sulla pagina facebook di "Steadfast onlus")

In questi giorni riflettendo ho anche scritto altre riflessioni sempre su facebook, una riguarda il "male" e ciò che rappresenta, perchè si, ho capito che mi sbagliavo.
Ho sempre preso alla leggera il "male", ho sempre sottovalutato i discorsi che riguardavano "quello di sotto", Satana, si, chiamiamolo con il suo nome.
Nella vicenda di Alfie posso dire che c'è stato un vero e proprio scontro Dio-Satana.
Dio aiuta Alfie a respirare da quasi 4 giorni mentre Satana lo vuole far morire a tutti i costi...


Purtroppo in questa vicenda, Satana è quello che ha il potere ovvero quello che ha indosso una toga e che ha purtroppo diritto per legge a decidere della vita altrui (è un giudice).
Dio può tenerlo in vita ma non sappiamo per quanto, possiamo sperare e pregare perchè resista il più possibile.
Guardando i vari sviluppi, questa vicenda è quasi surreale per essere giostrata e gestita solo da mano umana.
Noi perseveriamo nella preghiera perchè sono certa di una cosa, comunque vada, anche se Afie dovesse tornare alla casa del Padre, quei medici e quei giudici dovranno fare i conti ogni secondo con la loro coscienza e quando sarà il loro momento Dio gli mostrerà ogni secondo di questa vicenda quando sarà il momento di giudicarli.


Tom e Kate, nonostante la loro giovane età, hanno dimostrato di essere delle persone splendide, che farebbero di tutto per il loro figlio e che non si fermano di fronte a nulla lottando fino all'ultimo per salvare il proprio figlio provando ogni minima strada percorribile anche se sotto hanno uno strapiombo.
E' grazie alla loro tenacia che Alfie è ancora vivo, è grazie al loro continuo e smisurato amore che Alfie continua a combattere, perchè chi vorrebbe lasciare dei genitori cosi!
No, non venite a dirmi che tutti i genitori farebbero ciò che hanno fatto loro per il proprio figlio, mi dispiace ma non è cosi, questo per me è il motivo per cui sono dei grandissimi esempi.

Proprio ieri sera Tom, il padre di Alfie, chiede il silenzio, chiede all'esercito di Alfie di ritirarsi...
Alcuni la leggono come una ritirata negativa, una sconfitta, ma cari miei, state sbagliando!
No, non è a una sconfitta, se tutto questo porterà a qualcosa di minimamente positivo per Alfie allora ci tiriamo indietro come ci è stato chiesto.

Non sempre sono i perdenti a ritirarsi, non sempre chi abbassa la testa ha torto e perde, in questa vicenda e come il Signore ci insegna, si devono anche fare dei passi indietro per il benessere altrui.
Anche in una coppia quando si litiga o discute si deve anche capire quando fare un passo indietro anche se si ha ragione e anche se costa fatica.
Ricordatevi però che la preghiera non finirà mai, non smetteremo mai di pensare ad Alfie, di pregare per lui, per la sua famiglia e per chi si occupa di lui nell'ospedale e sicuramente loro vogliono che continuiamo.
Quando sarà il momento ci verrà detto il motivo di tutto ciò, aspetteremo anche se sarà dura non avere costantemente aggiornamenti su di lui, era diventato parte della famiglia già da tempo, ultimamente era diventato un pensiero costante in ogni giornata, tanto da mettere anche da parte un pò quello che facevo nella quotidianità, si, trascuravo la casa e le faccende varie per rimanere costantemente aggiornata.

Abbiamo creato anche un gruppo wathsApp dedicato solo agli aggiornamenti del piccolo Alfie, continuerà ad esserci perchè continueremo a pregare e a pensare a lui ma come ha detto un'amica, "c'è sempre un motivo per pregare insieme, che sia Alfie o altro".

Ma cosa mi hanno insegnato Alfie e la sua splendida famiglia?
Mi ha insegnato a pregare molto di più per gli altri e ad intensificare la preghiera, ultimamente pregavo poco, grazie a lui sgranavo anche 4 coroncine al giorno.
Mi ha insegnato a non perdere tempo e a godermi ogni singolo attimo con i miei figli anche se continuo ad essere una mamma severa e rompiscatole ma ci vorrà tempo.
Mi hanno insegnato che si deve lottare per chi si ama, anche se ciò comporta enormi sacrifici, andare contro tutti e il dover passare notti insonni, ma allo stesso tempo mi hanno anche insegnato che per il bene altrui si deve fare un passo indietro, il che non significa mollare, semplicemente cambiare strada per ottenere qualcosa di buono.
Mi hanno insegnato che la vita è un dono prezioso e non va sprecata dietro a continue lamentele.
Mi hanno insegnato che l'uomo ha ancora dei valori per cui combattere, e che situazioni come queste tirano fuori il meglio delle persone, in alcune anche il peggio ma non voglio parlare di loro.
Mi hanno insegnato che l'unione e la collaborazione tra persone che credono nel bene portano sempre a qualcosa di meraviglioso.
La loro storia ha unito persone, mi ha fatto scoprire amiche speciali, tramite un "banale" gruppo wathsapp abbiamo creato una mini famiglia dove ci siamo sostenute a vicenda in questi giorni, ho visto un lato diverso in molte persone e le ho riscoperte.

Alfie e la sua famiglia per noi hanno fatto tanto, non li abbandoneremo mai, saremo sempre l'esercito di Alfie, da ora saremo semplicemente silenti ma pur sempre carichi di preghiere e pensieri che ritraggono il suo splendido viso mentre sorride nel sonno.
Le lacrime scenderanno ancora, ma quando vuoi bene a qualcuno è normale...

Ricordate che hanno solo chiesto di evitare manifestazioni e proteste, ma veglie di preghiera, preghiere etc sono assolutamente da fare!!!
Vi vogliamo bene famiglia Evans! Continuate a combattere!!!!


++ AGGIORNAMENTO DEL 28/04/2018 ++

Questo è l'aggiornamento che non avrei mai voluto fare, uno di quelli che ti strappano una lacrima dopo l'altra mentre scrivi ogni singola parola.
Proprio ieri mi sono decisa a scrivere qualcosa riguardo il guerriero Alfie e stamattina mi sveglio, accedo subito a facebook come ogni mattina nell'ultima settimana e leggo la notizia che bisogno pregare di più per mandare respiri ad Alfie...
Aggiorno un paio di volte la home e alla terza volta mi appare un messaggio nel gruppo ufficiale di Alfie in cui Tom e Kate dicono che il piccolo ha messo le ali alle 2,30 (ora locale).
Ho riaggiornato e sperato che google translate avesse sbagliato a tradurre invece non era cosi, il nostro piccolo guerriero era volato veramente tra le braccia del Padre.
E' stata una mattinata pesante, fatta di momenti tranquilli alternati a momenti di sconforto e di pianto, poi ho letto alcune notizie piuttosto forti che non sto a riportare e li ho capito che lui avrebbe combattuto ancora, lui non avrebbe mollato, ma qualcuno lo ha deciso per lui...

Amore bello, ma quanto caspita hai fatto per noi??? 
Quanto ti sei donato ad ogni singola persona??!! 
Tutto questo grazie ai tuoi genitori che ti hanno condiviso con tutti noi e ti hanno fatto diventare parte di tante famiglie che ora ti vogliono un bene dell'anima e che piangono come se avessero perso una persona cara e di famiglia.
Siamo tanto in debito con te ma sappi che continueremo a sostenere i tuoi genitori per fare in modo che venga fatta giustizia.
Aggiungo un'altra cosa che mi hai insegnato, ovvero che non si deve aspettare che siano gli altri a combattere per i nostri ideali ma dobbiamo scendere in campo anche noi, anche una sola persona può fare la differenza e tu di differenza ne hai fatta tanta, tuo padre e tua madre hanno sfidato il mondo per te e so che sei orgoglioso di loro cosi come lo siamo noi.
Hai ricevuto tanto amore e lo hai sicuramente sentito, farai ancora tanto per molti e non smetteremo mai di ringraziarti per ogni singolo secondo che hai donato a tutti noi.
Ora stai tanto vicino alla tua famiglia, ne hanno tanto bisogno, pensa a loro e al piccolino che custodisce la tua mamma nella pancia...
Ti vogliamo bene, una carezza e un bacio fin lassù.
Cristina

lunedì 23 aprile 2018

Trasmettere la fede ai figli nella vita quotidiana: una sfida per i genitori cristiani!



Buon pomeriggio a tutte,
questa volta l'articolo non è opera mia ma ho chiesto aiuto ad una donna cattolica che ammiro molto, Maristella, mamma di 5 figli.
Inizialmente pensavo ad un articolo a quattro mani, dopo aver letto ciò che aveva scritto ho pensato che fosse perfetto cosi, senza aggiunte e senza modifiche di alcun genere.
Vi lascio subito a ciò che ha scritto, con l'augurio che possa essere un meraviglioso spunto di riflessione per tutti.
Cristina.

Che cosa e’ la fede? 
Qualsiasi cosa essa sia, per poterla trasmettere bisognerebbe prima possederla. 
Ma possederla non e’ il termine che piu’ si addice quando si parla di fede, perche’ essa e’ prima di tutto un dono dal cielo! Un vero e proprio regalo, per alcuni inaspettato ma molto gradito, per altri invece richiesto e desiderato! Questo dono si riceve, si coltiva, si vive.

Per noi genitori cristiani allora, si presenta una bella sfida: vivere la fede prima noi stessi, per poterla poi trasmettere! 
Noi per primi dobbiamo ogni giorno soddisfare la nostra sete attingendo alla fonte della vita cioe’ la Parola di Dio ed i sacramenti che ci danno occhi per vedere e riconoscere ogni giorno negli altri ed in qualsiasi cosa che ci accade, Cristo.
La fede e’ una vita nuova, e’ un movimento, e’ un cammino, e’ un fidarsi di qualcun’altro. 
Ci vuole umilta’ per poter accettare che la nostra vita vada consegnata a qualcun’altro che sa cosa e’ meglio per noi, che ci conosce e ci vuole condurre fuori dalle nostre vite fatte di affettivita’, schiave delle apparenze, di cosa pensano gli altri di noi, schiavi del giudizio del altri, di non poter dire appieno la verita’, di dover essere sempre impeccabili. E solo nella Chiesa possiamo ricevere questa fede che ci conduce fuori dalle nostre mura, che ci porta a dare segni visibili dell’azione di Cristo nella nostra vita. 

Noi genitori cristiani dobbiamo ogni giorno combattere! Vivere nella fede significa combattere. 
Sapere che ogni mattina quando ti svegli devi iniziare un combattimento; e la Chiesa ci da’ delle armi, tra cui la preghiera. 
Senza quest’ultima, la fede vacilla e non si e’ protetti contro tutte le situazioni difficili e le conseguenze dei nostri peccati. 
E’ come andare in guerra senza armi e senza strategia, non abbiamo una difesa, saremmo attaccati in maniera brutale e vinti. 
Allora come genitori e’ importante iniziare la giornata con la preghiera cioe’ in ascolto dell’unica parola che ci da’ la vita. 
Per vedere quale e’ la volontà di Dio nella nostra vita ogni giorno, per capire cosa ti sta dicendo il Signore, per te madre o padre, oggi, nella tua vita ora, e non domani, e’ necessario iniziare la giornata con la preghiera, leggendo il Vangelo del giorno, leggendo i salmi, o chi con le lodi mattutine del breviario, mettendo la nostra vita nelle mani di Colui che sa cosa ci fa soffrire e cosa gioire. 
Come donna cristiana cattolica, moglie e madre, per poter vedere che la storia della mia vita passata non e’ un fallimento ma una benedizione del Signore, ho bisogno che io mi consegni a Lui. 
Per poter vedere che la mia vita presente e’ un dono, per amare mio marito ed i miei figli ho bisogno che io mi
consegni. 
Per non essere dura con me stessa quando sbaglio, ho bisogno che io mi consegni a Cristo che mi ama cosi’ come sono. 
Come madre quindi, per prima io mi devo consegnare nelle mani di un altro che mi conosce meglio di come io possa conoscere me stessa, che sa che io non sono fedele, non sono brava e buona come penso. 
Finalmente c’e’ qualcuno davanti al quale non mi devo stare a difendere e giustificare. Finalmente c’e’ qualcuno davanti al quale non devo fingere di essere buona, non devo nascondermi, perche’ mi conosce ed ama. 
Iniziando la giornata quindi sapendo che io sono amata, profondamnete, da questo Dio che mi ha chiamata ad essere cristiana e mi ha donato la grazia di poter vivere la fede nella Chiesa, condotta per mano, solo cosi’ posso pensare di poter trasmettere la fede ai
figli. 

Potrei allora anche essere muta, non proferire parola, la fede la trasmetto anche
senza parlare, dando quindi l’esempio di consegnarmi ad un altro, dimostrando che
la felicita’ vera, non quella effimera che svanisce subito come quella che ti offre il
mondo, quindi quella vera, quel pezzettino di vita eterna vissuto gia’ qui sulla terra,
mi viene da Cristo e non da me. 
La vera felicita’non mi viene dalle mie opere, dall'aiutare gli altri con le mie sole forse, da quanto sono brava ad organizzarmi la giornata, ad essere precisa e puntuale, a fare tante cose, a impegnarmi con i bambini, facendo lavoretti con loro, parlandogli di Dio, organizzando uscite, e gruppi di gioco, lavorando dal mattino alla sera, conciliando lavoro e casa, studiando, essendo disponibile per gli altri e facendo tante cose seppure buone. 

Perche’ nel momento in cui la vita mi mette davanti la mia croce, che momentaneamente avevo messo da parte facendo del bene ed impegnandomi in tutte quelle belle cose, cado.
Perche’ la croce portata con la superbia di essere brave e di avere in mano le chiavi
per poter essere felici grazie a quello che facciamo, ci schiaccia
Come un macigno sulle spalle, diventa troppo pesante, ed allora cio’ che io posso trasmettere ai figli come mamma nel quotidiano e’ innanzitutto che la mia felicita’ deriva da Cristo, che quando la sera mi si presenta la croce, Egli mi da’ la forza, ed invece di maledire, benedico! 
Invece di vedere che tutto va male, con gli occhi della fede, illuminati dalla preghiera e dalla Chiesa, vedo che tutto concorre al mio bene! 
Anche in questa croce! 
E l’eredita’ migliore che possiamo lasciare ai figli e’ il benedire la propria vita, la propria storia ma per farlo ho bisogno di Cristo e della Chiesa. 
I figli vedono l’atteggiamento di consegna e di fiducia in Dio ed i figli vedono che tu mamma riponi la tua speranza in Dio, ed i figli vedranno con i loro occhi che i genitori cristiani sono felici non perche’ va tutto bene nella loro vita e non hanno problemi o sono perfetti, cose praticamente impossibili, ma perche’ non sono delusi dall’amore in cui hanno riposto tutta la loro fiducia, che e’ Cristo. 

L’amore non delude mai. 
Come mamma cristiana per me trasmettere la fede allora prima di tutto significa vivere nella Chiesa, con Cristo, camminare per prima io ogni giorno nella volonta’ di Dio, O provandolo a fare. 
Avevo letto una frase di Franco Nembrini, che mi aveva tanto colpita, che diceva: 
"la sfida è identica (sia che tu sia cristiano o no), è tuo figlio
che ti guarda e ti dice: ‘Dimmi qual è l’ipotesi di bene su cui basi la
tua vita’. Tu devi poter rispondere, non a parole ma per
un’esperienza vissuta, per la testimonianza di un’esperienza
vissuta”.

Io allora devo rispondere con la mia vita. 
La sfida piu’ grande e’ tuo figlio che ti osserva e senza dirtelo e’ come se ti dicesse: mamma dimmi (che significa, fammi vedere, fammi vivere tramite te, fammi vedere con i miei occhi, in prima persona tu dimostrami con i fatti e non a parole) quale e’ l’ipotesi di bene su cui basi la tua vita (su cosa basi la tua vita, su cose effimere? Mamma o papa’ cosa e’ piu importante per te? Il lavoro, i soldi, l’apparenza, il divertimento, il successo, l’opinione degli altri?
Quale e’ la fonte per te di vita eterna? Cosa ti rende felice? Le cose del mondo che
passano, cose che crollano, oppure mi posso fidare di te, di come vivi la tua vita, che
e’ possibile davvero essere felici, che si puo’ non perdere la serenita’ quando arrivano le croci, quando sembra tutto crollare, che posso essere felice come lo sei
tu?).

Proprio qualche giorno fa dopo una giornata piena di grazie a partire dal sole, dalla casa nuova, dai bambini ben curati, cibo buono a tavola, programmi felici per l’estate e le vacanze, armonia in famiglia, giochi e risate, mio marito all’improvviso non stava bene, perche’ ha una malattia che per ora Dio non sta permettendo che si aggravi. 
Per me e’come se fosse silente per ora nel suo corpo e non appare con sintomi esteriori. Mio marito e’ ancora forte, ma la malattia si presenta ogni tanto per farsi sentire, per farci ricordare che e’ li’. 
In questi momenti dove il futuro non ti sembra piu’ roseo ma solo buio, (ma puo’ essere che tu possa avere paura del futuro per qualsiasi altro motivo, che possa venire a destabilizzarti il terreno qualsiasi altra cosa piu’ o meno grave, qualsiasi prova della vita) tu mamma hai in mano la scelta: cosa dai ai tuoi figli?
Quale senso dai alla vita?

Proprio quando i figli ti guardano e con gli occhi ti stanno dicendo: mamma, dimmi che vale la pena vivere! Che vale la pena essere venuti al mondo, che c’e un senso alla nostra vita, che e’ di piu’ di un semplice passare bene la giornata, ma che c’e’ una chiamata, una vocazione alta, che da’ dignita’ alla nostra vita. 
Altrimenti non vale la pena vivere, per cosa poi? Per soffrire?

Proprio in quel momento che i figli ti osservano hai la scelta di trasmettere la fede o
no, di dire o no AMEN, cosi’ sia. 
Hai la scelta di aggrapparti a Cristo e vivere sapendo che non siamo soli, perche’Dio ci ama e non ci abbandonera’ proprio nel momento del bisogno, ma che ci ha creati per un motivo e che si’, vale la pena vivere figlio mio anche se si soffre, perche’ c’e’ l’amore! Vale la pena vivere perche’ siamo amati e possiamo amare a nostra volta. 
Perche’ mamma e papa’ si amano.

L’amore che riceviamo da Lui, l’amore che ci trasfroma, che converte una situazione
di morte in una situazione di vita, l’amore ci dara’ la consapevolezza che la nostra
vita vale sempre.
L’amore vale sempre la pena. L’amore da’ la risposta a tutto. 
Quando vedi che negli uomini, nelle persone care, non c’e’ piu Speranza, che si sono perse, che sono infelici perche’ non conoscono Dio, che ti trattano male, che siano tuo padre o tua madre, tuo fratello o sorella o la tua migliore amica, la risposta a questo
mondo che non ha scelto Dio e’ sempre che puoi amare. 
Tu mamma cristiana puoi amare perche sei amata per prima da Cristo, perche hai le armi giuste, hai la Chiesa, la preghiera, la confessione e la comunione. 
Che hai la grazia di saper perdonare il nemico o dimenticare il male ricevuto. 
E’ tutta grazia che possiamo ricevere se lo vogliamo, se scegli nella tua vita quotidiana di camminare con Cristo.
Vogliamo vivere una vita di grazia che da’ luce ai nostri figli? 
Non e’ uno sforzo che viene da noi, ma e’ una grazia, un dono che verra’ dall’alto. 
Nel momento in cui ci sembra che sia uno sforzo, allora vuol dire che lo stiamo vivendo da sole. 
Se siamo inserite come mamme nella Chiesa, se non viviamo la nostra fede da sole,  quando non ce la facciamo piu’ neanche a pregare, possiamo sempre rialzarci perche’ ci
sara’ qualcuno che preghera’ per noi, qualcuno ci verra’ a rialzare, Dio provvedera’e manderà angeli in nostro aiuto nelle sue infinite vie.

Per me trasmettere la fede significa quindi viverla ed avere una esperienza personale di chi e’ Cristo nella mia vita, che mi e’ venuto ad amare quando meno me lo meritavo e mi e’ venuto a cercare quando ero smarrita.
E questo Dio lo possiamo presentare ai figli insegnando loro a pregare sin da piccoli, ad affidare la loro vita ad un Padre buono, ogni sera prima di andare a letto. 
Nei momenti liturgici “forti” dell’anno come l’Avvento, il Natale, la Quaresima e la
Pasqua, possiamo organizzare per loro e con loro dei momenti di preghiera speciali:
il Rosario ogni giorno recitandone solo una decina se si hanno bambini piu piccoli,
facendo lavoretti manuali. 
Possiamo anche organizzare visite particolari agli ammalati e bisognosi o agli anziani per chi ha figli piu’ grandi, portarli a contatto con la natura e giocare insieme e farlo con un tema apposito, per esempio: la creazione.

Ci sono tanti siti internet che come mamme possiamo consultare per prendere
spunto, e chi e’ anche catechista sicuramente li conosce gia’, ma per chi non li
conoscesse eccone un esempio https://www.qumran2.net/ materiale pastorale.
Formare gruppi tra mamme cattoliche come si fa gia’ su Facebook per confrontarsi
ed aiutarsi a vicenda. 
O ancora, si puo’ approfondire con i figli il nome del loro santo oppure guardare film e dvd della storia dei santi. 
Si puo’ fare il bel gesto di benedire i figli in fronte, con il pollice facendo il segno della croce, ogni sera prima di andare a letto, dopo le preghiere serali, e di parlare loro della speranza del cielo! 
Leggere con loro la bibbia, comprandone una adatta per i bambini in base alla loro eta’ (Bibbia illustrata dei bambini o dei ragazzi), e parlando loro del vangelo della domenica,
prendendolo dalla loro bibbia e guardando insieme le immagini. 
Si puo’ anche dare, come genitori, la propria esperienza ai figli sulla parola di Dio, di cosa significa per noi quella specifica storia della bibbia, se ci aiuta nella nostra vita. 
Fare quindi un lavoro di introspezione cioe’ di guardarsi dentro ma facendolo alla luce della parola di Dio. 
Si puo’ iniziare dalla creazione ed ogni domenica prima del pranzo, o dopo, si
legge un racconto tratto dalla bibbia. 
Si andra’ cosi’ a leggere tutta la storia della salvezza, quella storia che Dio ha condotto con il popolo di Israele fino alla venuta del Suo Figlio nel Nuovo testamento. 
Noi mamme possiamo stampare fogli con immagini di quel racconto di cui si e’ trattato insieme e far colorare i bambini o dipingere mentre si ascolta musica adatta. 
Nel frattempo che i figli crescono si possono organizzare forum in cui si discute sui maggiori film in voga del momento, dato che i figli potranno fare confronti con la moda del momento ed essi crescendo si faranno domande. 
Cosa conviene di piu? Vedranno la Chiesa come una restrizione della loro felicita’ personale e realizzazione nel mondo? 
E’ importante prima di tutto allora che noi come mamme e come genitori facciamo un cammino di fede nella Chiesa, o essere seguite da un buon padre spirituale, per poter vivere dimostrando che la fede non e’ un seguire delle regole ma e’un incontro felice con un Dio che vuole il nostro bene. 
E a questo punto, si possono fare svariate attivita’, anche le più belle, ma se si vuole trasmettere la fede ai figli, serve il nostro esempio ora!

Una folle donna cristiana per grazia con la vocazione di moglie e mamma.
Maristella Pignatelli Saraceno