lunedì 10 agosto 2020

Guardaroba capsula: L'essenziale può essere visibile agli occhi.


Qualche tempo fa vi ho parlato delle stagioni dell'armocromia, scoprire i propri colori per fare acquisti mirati cosi da non acquistare capi che poi resteranno nell'armadio perchè "oggi non mi sta bene, lo metto domani...".
Abbiamo capito quali sono i nostri colori per essere sempre splendide anche con una tuta, ma del colore giusto ;) .

Oggi invece voglio parlarvi del GUARDAROBA CAPSULA, un altro metodo per ottimizzare gli acquisti, ridurre gli sprechi e alleggerire le valigie per i vostri viaggi e quelli del resto della famiglia.
L'essenziale (materiale) può essere ben visibile agli occhi, non serve avere troppe cose se inutilizzate, cercate di arrivare all'essenziale e vi sentirete più leggere.
Poi passate all'essenziale spirituale...
L'essenziale è solo che ogni giorno si trovi anzitutto un angolo tranquillo in cui avere un contatto con Dio, come se non ci fosse nient'altro al mondo.》
 — Edith Stein

Ma andiamo per gradi...



Cosa sarà mai un guardaroba capsula?
Nulla di strano, nessun  armadio del futuro o simili, semplicemente è l'idea di creare un guardaroba praticamente perfetto con un numero di capi limitato con l'aggiunta di una caratteristica essenziale, devono esserci capi senza tempo.
Senza tempo non significa vecchi, ma partire da capi essenziali che non passano mai di moda e che si possono usare tutto l’anno, a cui andranno aggiunti altri capi interscambiabili e che variano a seconda della stagione.
Sembra piuttosto semplice.... in teoria, poi nella pratica un po meno.. XD
In sintesi:
-abiti, scarpe e accessori sono limitati a un numero definito e stabilito in partenza;
- i capi sono selezionati per colore, stile e materiale in modo che siano tutti abbinabili tra loro;
- è utilizzabile per un’intera stagione, senza bisogno di fare nuovi acquisti e con la sicurezza di avere l’outfit giusto per ogni occasione.
Dove è nato?
In realtà non è nulla di nuovo, anzi, è una vera e propria tecnica risalente agli anni '70.
L'ideatrice è Susie Faux, nonchè proprietaria della boutique di abbigliamento “Wardrobe” nella Londra degli anni 70.
Successivamente, nel 1985 il guardaroba capsula (considerata una vera filosofia) ha raggiunto la popolarità grazie alla designer Donna Karan, che aveva creato una “collezione capsula” di vestiti da lavoro interscambiabili, chiamata Seven Easy Pieces, in sintesi, sette semplici pezzi per vestirsi senza stress prima di andare a lavorare.
Genialata!!!!

Qual è l'obiettivo del guardaroba capsula?
L'obiettivo è quello di avere outfit per ogni occasione, senza ritrovarsi con un’eccessiva quantità di vestiti che finirebbero per non essere indossati (i classici "lo metto domani...").
Sapere sempre cosa mettersi o cosa far indossare ai figli per la scuola e le varie occasioni e ridurre il tempo passato per cercare cosa indossare.
Vogliamo poi parlare del riscontro a livello economico ed ecologico?
Comprare meno, e meglio, può fare la differenza.

Come si crea?
Come detto all'inizio si deve puntare su capi senza tempo, evergreen facili da abbinare.
Ci sono varie filosofie con idee numeriche ben diverse tra loro, alcune dicono che bastano 10-12 capi (follia!!!), altri 35, altri 50 ma dipende molto anche dallo stile di vita della persone, dal lavoro e dalla quotidianità.
I punti importanti sono 3:

1. INDIVIDUARE LE OCCASIONI.
Una cosa da fare quando si decide di creare un guardaroba capsula è una mappatura precisa delle diverse occasioni che scandiscono la nostra vita, in modo da capire di quali capi di abbigliamento abbiamo bisogno per sentirci sempre a nostro agio.
In questo modo potremo capire di quanti capi avremo bisogno.

2. SELEZIONARE I CAPI GIA' PRESENTI.
Controlla il tuo guardaroba e cerca di capire quali capi tenere e quali no (ne parlerò meglio a fine articolo)

3. GUARDAROBA CAPSULA RIGIDO O FLESSIBILE?
In base al risultato del decluttering del vostro armadio, potete stabilire se non avete nulla da aggiungere oppure dovete rivedere alcuni stili per renderli interscambiabili.

Ecco alcune regole da seguire per scegliere i vostri capi:

*1. FORMA DEL CORPO.

In base alla forma del corpo ci sono vestiti adatti e meno adatti, iniziare selezionando quello adatto a noi e scartando quelli meno adatti riusciremo a fare decluttering e/o acquisti mirati.
Secondo la psicologia, se l’abbigliamento che possediamo è adatto alla nostra figura, siamo più propense a volerlo tenere e indossare spesso evitando di lasciare abiti nell'armadio ad ammuffire.

*2. SCEGLIERE I COLORI ADATTI.
Qui entra in gioco la tecnica delle stagioni dell'armocromia di cui vi avevo parlato in questo articolo.
Trovare i propri colori e, fondamentale, che si abbinino tra loro, rende tutto più semplice.

*3. PUNTA SUL CLASSICO.
Il vantaggio delle forme e fantasie classiche è che sono senza tempo, vanno bene ogni anno e non c'è bisogno di abbandonarli l'anno successivo perchè "Fuori moda".

*4. TESSUTI DI QUALITA'.
Acquistare capi di buona e ottima qualità equivale a farli durare nel tempo senza il rischio che si possano rovinare con i lavaggi, l'utilizzo frequente etc.
Qualità, non quantità!

Ora passiamo ai capi che non possono mai mancare in un guardaroba capsula:
Il tubino (o un abito) nero, adatto ad occasioni importanti ma anche versatile grazie alla possibilità di abbinarci delle sneakers per rendere il tutto meno formale.
Assolutamente non possono mancare una camicia bianca, un blazer nero e 3-4 t-shirt basic, (possibilmente evitando stampe e colori eccessivamente accesi).
Serviranno 2 top adattabili per ogni occasione diversa dalla quotidianità (da mettere sotto capi scollati etc), 2 maglioni dal colore neutro e un paio di jeans comodi, non troppo particolari o elaborati.
Un pantalone nero, meglio se con taglio sartoriale, un bel vestitino da giorno e, se amate le gonne, 2 o 3 modelli che possano adattarsi sia all’ufficio che a una serata fuori.
Se la gonna non fa per voi, potete sostituirla con un’altra tipologia di pantaloni da “multi-occasioni”.
Inoltre non devono mancare un trench e 2-3 modelli di scarpe, sia bassi che con tacco. 
Altro appunto, se il tacco non fa per voi, optate per scarpe differenti tra loro, per garantirvi la possibilità di creare outfit per varie occasioni.

COME INIZIARE? CON IL CAMBIO STAGIONE:
Solitamente è il momento ideale per iniziare a creare il vostro guardaroba capsula.
Guardate uno ad uno i vostri capi e cercate di capire il vostro stile, selezionate quelli che proprio non mettete e regalateli o vendeteli, poi concentratevi su ciò che volete tenere.
Individuate 3 pantaloni, 2 gonne, 2 abiti, 2 magliette, 2 camicie, 3 maglioni e via dicendo, che si abbinino bene tra loro per colori e tessuti.
Ricordate che non sono compresi abbigliamento intimo, pigiami e accessori.

Questo approccio dovrebbe aiutarvi a fare spazio nell’armadio per nuovi e più meditati acquisti, a spendere meno e ad avere un guardaroba che rispecchia davvero il vostro stile, in ogni stagione.
Esistono anche delle app che possono aiutarvi in questo ma non le ho ancora testate per cui vi dirò più avanti.

Sto iniziando a pianificare il mio, per cui vi terrò aggiornate su instagram.

mercoledì 22 luglio 2020

Il nostro obiettivo..."Facciamoci sante, il resto è solo perdere tempo".



Nonna era molto devota a Padre Pio e, soprattutto, a Santa Rita; il primo non so per quale motivo, la seconda perché "aveva fatto tanto"... per cui la mia conoscenza a livello agiografico era di base molto limitata a questi due e pochi altri "famosi".
Vedevo Santa Rita come colei che aiutava i casi impossibili, Padre Pio come colui che mi incuteva timore, ogni volta che vedevo la sua immaginetta mi immaginavo già quanto mi avrebbe "cazziata" (ovvero sgridata per bene).
Nella lista ci sono anche San Martino, San Michele, San Rocco.. tutti per le feste di paese perché dove vivevo avevamo 3 chiese dedicate a questi 3 santi... per cui uno per i doni, l'altro per la fiera e l'altro ancora per i fuochi d'artificio... per cui vi lascio immaginare come stavo messa.
Di base non ho mai avuto un buon rapporto con i Santi, li vedevo cosi distanti, perfetti, qualcosa di irraggiungibile, inarrivabile, quasi irreali.
Ammetto che, nonostante tutto, avevo un debole per uno in particolare non citato sopra, Sant'Agostino.. ecco, lui per me era ganzo (passatemi il termine da ggggiovane)!!
Il suo passato piuttosto particolare, imperfetto...lo rendeva cosi.. umano!
Meno inarrivabile, meno "vocetta degli angeli in coro" ma con l'aggiunta di qualche colpo di tosse.
Pensando a lui si apre quel barlume di speranza "forse c'è qualche possibilità anche per noi, persone comuni".

Poi è passato un po di tempo e ho scoperto Chiara Corbella, si ok, non è ancora Santa ma ci sta arrivando.... quello che conta è anche la via verso l'obiettivo.
Ho letto e riletto la sua storia, e l'idea di santità si è fatta leggermente più vicina, forse di un paio di passi... piccoli passi possibili come diceva lei...

Passa ancora qualche anno e leggo il libro "Pazze per Dio" e lì ho scoperto un mondo tutto nuovo, una dimensione diversa, un excursus di Sante e Beate anche sconosciute dove ogni storia ti avvicina all'idea che la santità possa essere alla portata di tutti.
Da Santa Irene, martire del 300 alla Beata Maria Cristina di Savoia, principessa e regina di Napoli.. Da Sant'Agnese, una ragazza martire,a Chiara Luce Badano, alla Venerabile Giulia di Barolo, moglie e vedova fondatrice di un ordine che insieme al marito fondarono scuole e ordini religiosi oltre a lavorare con le donne carcerate.
Non solo religiose, ma mogli, donne, mamme, giovani, ragazzine...tutte con una cosa in comune, mettersi a disposizione e lasciarsi modellare dalle mani di Dio facendo si che ognuna di loro, in modo diverso potesse percorrere la via della santità con ciò che aveva, per ciò che era.

Pochi giorni fa ho terminato la lettura del libro di Don Luigi maria Epicoco dal titolo "Qualcuno a cui guardare" e ho letto due frasi riguardo i santi che mi hanno particolarmente colpita:

"Ogni epoca ha avuto le sue crisi e il Signore vi ha sempre risposto non con idee geniali, ma con i Santi. Ogni crisi ha avuto dei Santi, quelli sono stati la risposta di Dio[...]"

Arrivati ad un certo punto, il Signore non ha mai smesso di mandare Santi, in nessun periodo storico e credo sia proprio per questo, ovvero perché è il Suo modo di farsi sempre più vicino a noi.
E' il Suo modo per non lasciarci soli, donarci sempre persone che possano aiutarci ad essere migliori, a fare quei passi verso la santità quando noi crediamo sia qualcosa di inarrivabile perché Lui ci vuole santi.

"Se poi sta chiedendo a ciascuno di noi di dare il nostro originale e unico contributo a questo cambiamento, è perché la caratteristica dei Santi è l'unicità, l'originalità"

Scoprire e leggere la storia dei santi non deve essere un modo per imitarli, non dobbiamo fare "copia incolla", in realtà dobbiamo capire che ognuno di loro aveva un proprio modo per arrivare alla santità e noi dobbiamo trovare il nostro.
Leggere la loro vita deve essere un primo passo per renderci conto che l'essere Santi può essere alla nostra portata.
Imitare un santo sarebbe un po come cercare di mettere i nostri piedi sulle orme di qualcun altro mentre camminiamo sulla sabbia... l'orma verrebbe sformata, rovinata....
Ecco, imitare rischierebbe di portarci a storpiare ciò che quel santo ha fatto, passando pure per poco credibili.
Invece potremmo camminare accanto alle sue orme con il nostro passo, la nostra velocità, la nostra ampiezza del passo per trarre il meglio dal nostro presente.
Il modo migliore per essere Santi non è imitare uno di loro, ma è essere sé stessi mantenendo un filo conduttore, avere Gesù nel cuore ed essere testimone.

Essere santi è un cammino quotidiano, Gesù stesso ci da ogni giorno i mezzi per raggiungere questo obiettivo perchè è proprio Lui che ci vuole cosi.
Essere testimoni concreti del suo amore, un amore presente anche nelle difficoltà, nella paura di non farcela, nella gioia!
León Bloy, violento anticlericale convertito in fervente cattolico, disse che nella vita «non c’è che una tristezza… quella di non essere santi».
Perché spesso si associa la santità solo ad un percorso fatto solo di dolore, sofferenza, invece non è cosi!
I Santi, sono gioiosi, felici, non privi di difficoltà ma in quella difficoltà trovano Cristo che li accoglie e sanno che tutto è grazia e porta ad una gioia più grande.
Santa Matilde di Hackeborn, scrisse un libro, il "Liber specialis gratiae", questo testo è pieno di gioia e di rendimento di grazie, senza alcun riferimento a pene o sofferenze; libro tanto amato che sarà utilizzato come guida per la vita cristiana.
(Contiene anche indicazioni per ricevere la comunione, per pregare e partecipare alla liturgia).

Papa Francesco qualche anno fa in un angelus disse che i santi sono nostri fratelli e sorelle che hanno accolto la luce di Dio nel loro cuore e l’hanno trasmessa al mondo, ciascuno secondo la propria “tonalità”.
La trovo un'espressione meravigliosa e che rende perfettamente l'idea di quanto detto prima.
Ma tutti sono stati trasparenti, hanno lottato per togliere le macchie e le oscurità del peccato, così da far passare la luce gentile di Dio. Questo è lo scopo della vita: far passare la luce di Dio; e anche lo scopo della nostra vita.
Possiamo diventare Santi da soli? No!!!
Senza Cristo non è possibile immaginare di poterlo diventare, affidarsi, fidarsi, non mollare... Possono sembrare tante cose ma in realtà sono tutte collegate ad una cosa importante, pregare!
Non dobbiamo stare in attesa senza fare niente, dobbiamo lottare per ciò che desideriamo, superare gli ostacoli consapevoli di non essere soli.

I Santi non devono essere un impedimento ma un incoraggiamento cosi che possiamo renderci conto che è possibile.
Non a caso la rubrica delle dirette che faccio su instagram si intitola: "Donne in cammino... sulla via della santità", proprio perchè siamo tutte in cammino con un solo obiettivo e ognuna ci arriva in modo diverso, dall'arte, alla cucina, alla testimonianza di conversione, alla musica, al servizio... e molto altro...
Mettiamoci in cammino perchè di una cosa sono certa, ne vale la pena e sarà bellissimo....
Cadremo, avremo dei ripensamenti, ma l'importante è continuare a volersi rimettere in piedi per camminare verso la strada giusta anche solo per fare in modo che la santità possa essere alla portata dei nostri figli.
"Facciamoci sante, il resto è solo perdere tempo" - Beata Eusebia Palomino.
Un caro abbraccio.

(ps: vi lascio qualche link ad altri articoli)
(pps: c'è anche il link ai libri, ma potrete cercarli anche in biblioteca)
[Le dirette verranno caricate piano piano nel canale youtube di Stile di vita di una folle donna cattolica.
Qui invece vi avevo parlato di un outfit perfetto, un abito fatto di Santità]

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sabato 11 luglio 2020

Le stagioni dell'armocromia: quando i colori donati da Dio ci rendono perfette cosi come siamo.



Sono stata dal parrucchiere dopo più di un anno per darmi una sistemata a taglio e colore (solitamente faccio da sola ma avevo bisogno di luce).
Chiedendo qualche consiglio ad amiche, si è parlato delle stagioni dell'armocromia (non spaventatevi, nulla di magico o strano), oltretutto tema toccato anche con il parrucchiere.
Dato che sto preparando un articolo sul guardaroba capsula (l'essenziale e la semplicità sono alla base, non è un guardaroba in pillole), direi che parlare dell'armocromia è il primo passo da fare.
A quanto pare l'armocromia nasce negli studi cinematografici con l'arrivo della Tv a colori perché era importante capire quali colori potessero donare alle attrici.

Cosa sono queste "stagioni dell'armocromia"?
Semplicemente sono dei macro-gruppi (che si suddividono ulteriormente in altri 12 o 16 sotto gruppi) per individuare i colori adatti a noi a livello di make up e abbigliamento.
Ognuno di noi ha dei colori naturali che, a seconda di parametri come la temperatura (calda o fredda) e del valore (quanto è chiara o scura una persona complessivamente, quindi occhi, capelli naturali, pelle), rispecchiano quelli presenti in natura in una determinata stagione dell’anno, da qui il nome "stagioni" (primavera, estate, autunno e inverno).

Per capire a quale stagione apparteniamo dobbiamo combinare i nostri colori naturali tra pelle, occhi e capelli.
Chi come me ha sempre avuto la fissa del cambiare colore ai capelli per dare un tocco diverso al proprio look, nel momento in cui vuole trovare la propria collocazione nelle stagioni, si renderà conto che dovrà tornare al proprio colore di capelli naturale o con qualche leggero accorgimento.
Ebbene si, siamo stati creati perfetti cosi come siamo, anche se magari il nostro colore di capelli non ci piace, oppure il colore della nostra pelle secondo noi è troppo chiaro etc, Dio ci ha dato questi colori perché a noi stanno meravigliosamente.
Il trucco sta nell'abbinarci i colori giusti nel vestirci e tutto avrà una luce diversa che rispecchia ciò che siamo veramente.
Io che ho cambiato mille colori, ieri mi sono ritrovata ad avere il mio colore naturale con qualche tocco di luce, in barba ai miei mille cambiamenti.
"Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo."
Salmo 138

Quali sono le caratteristiche delle varie stagioni per capire la propria?



Di seguito ecco le palette per ogni stagione e la descrizione per ogni gruppo.
I colori vanno considerati sia per il make-up che l'abbigliamento e accessori.
Alla fine spiegherò anche a cosa serve tutto questo.
!!!Potrete notare che ogni palette ha al suo interno tutti i colori, ma non uguali, bensì declinati in diverse sfumaturec come ad esempio il viola: l’autunno avrà il melanzana, la primavera il ciclamino, l’inverno il viola elettrico e l’estate il lavanda.!!!


INVERNO:
(è la stagione più diffusa in Italia)
In questo gruppo troviamo tutte coloro che hanno un sottotono di pelle freddo, un valore cromatico tendenzialmente scuro e un’intensità di colori alta.
Per cui rientrano le donne con capelli scuri e incarnati lunari o lattiginosi, con contrasti elevati.
- Tra le star troviamo Angelina Jolie, Katy Perry, Keira Knightley e Penelope Cruz - 
Le nuance adatte sono certamente fredde, ma anche intense e brillanti.
È l’unica stagione che regge bene il nero, che può diventare la tinta-base perfetta per il guardaroba ideale.
Nel complesso, hanno il via libera i classicissimi blu - dal navy al burgundy - ai viola come l’indaco, ai gialli acidi come il lime e ai verdi freddi come lo smeraldo. Tra le varianti di rosso meglio preferire quelle dei frutti di bosco a quelle più calde e aranciate, mentre per il bianco da evitare le sfumature di panna e avorio.
Attenzione: No, invece, alle tonalità calde e poco intense come l'arancio.




PRIMAVERA:
Qui troviamo le persone con sottotono di incarnato caldo, valore chiaro e intensità alta.
Per cui troviamo le donne con incarnati luminosi e complessi cromatici chiari e molto brillanti.
Tra le star troviamo Cara Delevigne, Emma Stone e Kate Middleton.
La palette è composta da tonalità luminose e calde. 
Una sola parola.... brillantezza!
La nuance ottima sulla quale costruire il guardaroba è un bel blu luminoso, oppure un colore neutro come il color cammello.
Altre tonalità ottime sono: i rossi caldi e rosati - come il corallo o il pesca - moltissimi verdi - dal menta al mela - e gli azzurri brillanti come il turchese.



AUTUNNO:
Questo gruppo comprende persone con sottotono caldo, valore cromatico scuro e intensità bassa.
L’Autunno è una stagione variegata ma la si riconosce per lo più grazie all’incarnato, che tende ad essere perennemente ambrato indipendentemente dall’abbronzatura.
Tra le star ci sono Eva Mendez, Julianne Moore e Nicole Richie.
La palette è composta da tonalità calde e intense, direttamente dalla natura dei sottoboschi e delle foreste.
La cromia perfetta alla base del guardaroba è un marrone intenso come il tabacco, oppure un luminoso e caldo giallo oro.
Altre tonalità da utilizzare sono i verdi (di ogni genere) i rossi caldi e gli arancioni.
Anche tutte le nuance delle spezie dal curry, al cumino passando per il caffè.
Attenzione: Stai alla larga dalle tinte pastello e dai colori freddi.




ESTATE:
Questo gruppo comprende tutte coloro che hanno un sottotono di pelle freddo, un valore cromatico assolutamente chiaro e un’intensità bassa.
In questa stagione troviamo donne dall’aspetto particolarmente delicato ed etereo.
Tra le star ci sono Elle Fanning, Bella Hadid e Kate Moss.
Le tinte predilette sono certamente fredde e delicate tra cui un grigio perla oppure un tortora.
Non solo... vanno molto bene le intensità basse con valore cromatico chiaro, ovvero le tinte pastello, quelle cipriate e le tonalità sorbetto.
Ci si può sbizzarrire con i rosa, i rossi rosati (come l’anguria o il color lampone) e con alcune tonalità di verde come il giada o il salvia.
Attenzione alle tinte brillanti ed eccessivamente sature, soprattutto se calde!




A cosa serve tutto questo??
Semplicemente a fare gli acquisti giusti imparando a selezionare ciò che davvero ci dona cosi da non avere un armadio pieno di abiti che rientrano nella categoria "oggi non mi sta bene/lo metto domani/ non ho niente da mettermi.." ma avere pochi abiti perfetti per noi (il che rientra nel guardaroba capsula che vedremo prossimamente per risparmiare ed essere super), della serie pochi ma buoni!
Riscoprire l'essenziale nel creare abbinamenti che ci rendono uniche.
Volete mettere il fatto che con il colore giusto possiamo essere radiose e trasmettere ancora meglio la gioia della nostra fede?!
Una pelle troppo chiara con certi colori rischia di dare l'impressione di non sana, quante volte mi sono sentita dire "ma stai bene? dei cosi bianca!".
Invece utilizzando i colori giusti, anche un incarnato molto chiaro avrà la luce perfetta in qualsiasi momento senza sembrare influenzata! XD

Alla prossima e buona ricerca di stagione!!!!