lunedì 17 settembre 2018

Cucito Creativo: Tutorial Astuccio o Portamonete.

CUCITO CREATIVO: TUTORIAL ASTUCCIO O PORTAMONETE.

Eccoci al primo post per quanto riguarda il progetto "Folle Cucito Creativo" organizzato per cercare di reinventare ciò che abbiamo in casa oppure per creare qualcosa con le nostre mani sia a tema religioso (come vedrete nei prossimi mesi) sia con altri temi come per il tutorial di questo mese.

Ringrazio Cecilia per aver creato questo primo tutorial e per la sua preziosa collaborazione.
Ma ora iniziamo subito con l'occorrente e le istruzioni che avranno delle foto numerate per aiutarvi a seguire meglio i procedimenti.

                                                      *****************************

Riutilizziamo tasche di jeans: realizziamo un astuccino, portamonete o porta quello che volete da borsa o zaino.
Cuciremo a mano!
È un piccolo progetto che può realizzare anche qualche bambino/a con buona manualità. 



Occorrente:
✔ Due tasche di jeans, un jeans non troppo spesso perché lavoreremo con ago e filo a mano
✔ Un pezzo di gamba di pantalone jeans con orlo (facoltativo)
✔ Cerniera del colore che preferite di 15 cm (le tasche che ho utilizzato io sono larghe 14 cm)
✔ Ago bello appuntito
✔ Filo, io ho scelto un filo di colore molto simile alle cuciture del jeans
✔ Qualche spillo
✔ Forbicine
✔ Ditale

Pulire i bordi dei ciascuna tasca tirando i fili in eccesso e tagliandoli con le forbicine (foto 4).
Una volta puliti i bordi (foto 5), andiamo a tagliare la stoffa sul retro della tasca. Io ho tenuto come margine la cucitura più interna (foto 6).




Ora attacchiamo la cerniera. 
Posizionare il lato esterno della cerniera sul lato interno dell'apertura della tasca e fermare i due lembi con due o tre spilli (foto 7, vista interna). 
Lasciare almeno uno o due millimetri di distanza tra il jeans e i dentini della cerniera così che possa scorrere (foto 8, vista esterno).



Cuciamo cercando di sovrapporre i punti a quelli già esistenti sul jeans così che siano quasi invisibili e man mano possiamo togliere gli spilli. (foto 9)
Ripetiamo queste ultime fasi anche per l'altra tasca (foto 10,11).



Per fare l'anella al nostro astuccino, prendiamo il pezzo di jeans con l'orlo (foto 12) e tagliamo lungo la cucitura dell'orlo per circa 20 cm (foto 13).
Piegiamo in due la striscia di jeans appena tagliata e assicuriamo con uno spillo l'anella ad una delle due tasche (foto 14), cuciamo ben saldamente (foto 15). 
Visto lo spessore del tessuto, potrebbe essere utile usare un ditale.




Facciamo combaciare bene le due tasche e imbastiamo con degli spilli (foto 16)
Come abbiamo già fatto, cuciamo seguendo i punti già esistenti sul jeans passando da una parte all'altra (foto 17): è un lavoro abbastanza lungo perchè le due tasche vanno fissate bene insistendo soprattutto sugli angoli e sulla parte alta vicino la cerniera dove ho fatto passare i punti all' esterno.


Ecco finito il nostro piccolo astuccio! (foto 18). 
Ovviamente si può decorare con bottoni, glitter, fiocchi, scritte: io ho fatto il modello base che è anche unisex.



Nella speranza che vi sia piaciuto, il prossimo tutorial sarà ad ottobre.
Nel frattempo ci saranno altre nuove iniziative, a breve il primo articolo degli "Itinerari di Fede".
A presto.

venerdì 24 agosto 2018

Bambine ed estate, ma come ti vesto?



Eccomi finalmente con un post tanto richiesto, l'abbigliamento per bambini, soprattutto bambine in questa stagione calda.
So che sta per finire, ma essendoci innumerevoli sconti potrete approfittare e fare acquisti mirati per il prossimo anno ;) seguendo i consigli che vi darò di seguito.
Qui invece trovate l'articolo di moda estate per noi donne (Estate in arrivo, cosa non deve mancare nell'armadio di una donna cattolica)

Vestire una bambina rispetto ad un bambino non è cosi semplice, soprattutto se si vogliono mettere in pratica i canoni di modestia (non esagerata) che seguiamo anche noi.
Si, la moda modesta non è una prerogativa degli adulti ma va insegnata e trasmessa sin da piccoli, altrimenti si corre il rischio di dover rimediare a "errori" più avanti, proprio nel momento in  cui tendono a ribellarsi a ciò che i genitori dicono etc.
Far vestire una bambina con abiti cortissimi, pantaloncini inguinali e poi quando diventa signorina le vogliamo modificare l'abbigliamento, che credibilità potremmo avere?
Della serie, "mi hai fatto vestire cosi fino a ieri, perchè ora devo cambiare? Perchè prima era non era sbagliato?"
Soprattutto nel mondo di oggi dove non sappiamo con che occhi vengono guardati i nostri figli, per carità non voglio allarmare nessuno o fare quella esagerata ma non possiamo nascondere che la realtà mostra anche questo.

Bastano alcuni piccoli accorgimenti per evitare che le bambine vadano in giro con le mutande all'aria o con vestiti quasi da adulte.

La domanda sorge spontanea; Ma come ti vesto?

Dipende ovviamente dall'occasione, per ogni cosa c'è una soluzione anche piuttosto semplice, se per esempio state a casa, l'abbigliamento più semplice è un paio di leggins o pantaloncini  e una maglietta o canotta oppure dei classici copricostume.
Evitando shorts inguinali strappati con le tasche che spuntano del pantaloncino in modalità mini adulta, bastano degli shorts normali colorati.
Non ho trovato molto riguardo shorts per bambine, le foto nelle ricerche erano improponibili sia per lo stile che (soprattutto) per l'impostazione delle foto troppo da "vamp".

  

Se invece volete andare al parco giochi (evitando gli shorts ammenochè li trovate di una misura decente) e non volete rinunciare ad un abitino, la soluzione è mettere sotto l'abito dei leggins leggeri oppure dei pantaloncini in modo che possano muoversi tra scivoli e altalene senza mostrare tutto a tutti.
Siete in montagna o a fare una gita e dopo dovete andare a messa ma non potete passare da casa?
Portatevi una gonna da indossare sopra i leggins e un coprispalle ed il gioco è fatto.






Per occasioni un pò più formali come cerimonie oppure per andare a messa la domenica si può optare per dei bellissimi abitini oppure gonna (corta al massimo poco sopra il ginocchio) e canotta con aggiunta di copri spalle per la Chiesa.





La lunghezza degli abiti deve essere media, troppo corti ovvero a metà coscia sono da evitare perchè come sappiamo bene, i bambini tendono a non stare fermi per cui se non volete che mostri le mutande a tutti meglio evitare, ammenochè mettere sotto dei leggins.
Poco sopra il ginocchio e al ginocchio sono perfetti, troppo lunghi ovvero fino alle caviglie stanno bene fino all'anno, anno e mezzo, poi sarebbero solo un impiccio a livello pratico.

Mi è capitato spesso di vedere bambine a messa con le canotte ma trovo giusto insegnare sin da piccoli che in luoghi sacri si debba avere un abbigliamento consono e adeguato, basta un coprispalle come detto, oppure una stola leggera e in questo caso si sentiranno  anche delle principesse.
Facendo le ricerche per i vestiti ho avuto l'ennesima conferma che dobbiamo essere molto attente all'abbigliamento dei bambini, evitando di vestirle come delle piccole adulte snaturando il loro essere bambine o volendole far crescere troppo in fretta.
Con degli shorts di jeans cortissimi potranno anche essere carine, sono  bambine, non possono trasmettere volgarità ma perchè non evitarlo?
Sarebbe decisamente più semplice renderle splendide e adorabili con un abbigliamento consono alla loro età trasmettendo loro il rispetto per il proprio corpo partendo proprio dal modo di vestirsi.
Anni fa tutti mi dicevano che mia figlia era bellissima, che avrebbe potuto lavorare nei cataloghi etc, cosi 6 anni fa decidemmo di iscriverla in un'agenzia di moda per curiosità.
Ci bastarono pochi provini per capire che in quel mondo non volevamo farcela entrare, bambine rese adulte troppo velocemente, competizione tra genitori, no grazie, ne facciamo a meno...
Giorgia oramai ha interiorizzato le idee di abbigliamento e nonostante spesso faccia accostamenti assurdi, la logica c'è, è lei che mi ricorda di portare i leggins quando va dai nonni cosi se vanno al parco li mette sotto il vestito.
Finchè dura ne sono felice, quando entrerà nella fase della ribellione etc, troveremo il modo di affrontare ogni cosa senza imposizioni ma con spiegazioni.

Per il momento direi che possa bastare, se avete accorgimenti o trucchetti da condividere, scrivetemi!
A presto.
Cristina.

martedì 10 luglio 2018

Profumo di Rosa e Santità, quando l'olfatto diventa Santo.



Profumo di Santità.
(il precedente post "Profumi nella Bibbia, quando l'olfatto diventa sacro" lo trovate QUI.)

13 I tuoi germogli sono un giardino di melograni con frutti squisiti, piante di alcanna con nardo,14 nardo e croco, cannella e cinnamomo, con ogni specie di alberi d'incenso, mirra ed aloe, con tutti i migliori aromi.15 Tu sei una fonte di giardini, un pozzo di acque vive, ruscelli che scaturiscono dal Libano.

Ho pensato di iniziare la seconda parte di questo tema con il Cantico dei Cantici (4, 13-15) cosi come ne abbiamo già parlato nel precedente post.
In questo punto si parla della sposa (La Chiesa) indicandola come un giardino pieno di profumi, quella stessa Chiesa che parla di "Odore di Santità" quando una persona è in condizioni tali da far pensare ad un possibile futuro Santo.
Si dice che il corpo del defunto o della persona anche viva, emani un particolare profumo di fiori; l'esempio più conosciuto riguarda Padre Pio.
Lui riusciva a far percepire profumi particolari anche a distanza e questo è un vero e proprio carisma chiamato "osmogenesi".
Altre Sante che emanavano profumo dopo la loro morte erano Santa Teresa D'Avila, Suor Chiara Maria della Passione (qui trovate la sua storia), Santa Caterina Dè Ricci, Santa Rosa da Lima, Santa Rita....

San Paolo in una lettera ai Corinzi scrive:
"Siano rese grazie a Dio, il quale ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza nel mondo intero! Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono!" (2 Cor 2, 14-15)


In questo caso dice che la predicazione del vangelo di Gesù e il vivere da cristiani sono paragonate ad un buon odore, che è fonte di salvezza per quanti accolgono la Parola di Dio, ma di perdizione per coloro che la rifiutano.

Una delle testimonianze più antiche riguardo il "profumo" emanato dal corpo di una persona risale al 156 d.c, presente in una lettera dei cristiani di Smirne dove si narra il martirio del loro santo vescodo Policarpo , un discepolo di San Giovanni Evangelista.
Nel momento in cui fu arso vivo, il suo corpo emanava un "gran profumo, come di incenso o di un altro simile aroma". (poi lo dovettero pugnalare perchè il suo corpo non si consumava).

C'è da dire che "l'odore di Santità" non è l'unica cosa di cui si tiene conto ma ci vogliono più fattori che uniti diano luogo a delle prove concrete, resta il fatto che il profumo che è possibile percepire in determinate occasioni e in determinati luoghi,  è un fattore difficile da spiegare e non è da ritenersi una prova scientifica.

Uno dei profumi più conosciuto in ambino spirituale è la Rosa, considerato il fiore Mariano per eccellenza, Maria è detta "rosa mistica", "rosa senza spine" e spesso si associa a lei nelle immaginette dove angeli o Santi le offrono delle rose; inoltre nelle preghiere popolari è definita "la Rosa".

Perchè la rosa è associata alla Madonna?

Ci sono due racconti che legano le rose a Maria, il primo è solo una leggenda mentre il secondo riguarda un Beato Angelico:
Si narra che durante la fuga verso l’Egitto la sacra famiglia fu fermata da un gruppo di soldati. Maria nascose Gesù sotto il manto ma le guardie chiesero cosa portasse . La Vergine disse “fiori” e aperto il manto i soldati non videro il bambino ma rose e fiori.Una variante della leggenda (raccolta in sicilia) racconta che una delle guardie prese una rosa e quando Gesù riapparve la madonna si accorse che gli mancava un dito (o il naso), dovette dunque ritornare indietro e farsi ridare la rosa.
La storia del Beato Angelico invece racconta di una visione del mistico.
Un giorno, mentre era per strada recitando il rosario, il beato vide apparire la Santa Vergine in compagni di uno stuolo di Angeli. essi cantavano e lodavano la Vergine intrecciando una corona di rose.
Frà Angelico stupito e meravigliato interruppe la preghiera…e subito gli angeli si fermarono.
Quando il frate riprese capì che ad ogni Ave gli angeli inserivano una rosa nella corona da offrire a Maria. il Beato Angelico riprodusse in pittura tale scena.
Nel 2004 la commissione Pontificia per i beni culturali della Chiesa, fece un concorso di floricoltura per dedicare una specie di Rose alla Madonna, vinse la specie Margen che prese poi il nome di Rosa Mystica.
La Madonna di Lourdes apparì con due rose gialle ai piedi, la Madonna di Salette apparve adorna di rose.
Il Santuario di Nostra Signora di Laus è un altro luogo in cui si percepiscono profumi inspiegabili dal XVI sec. ed è stato riconosciuto solo nel 2008.
"Salire al Santuario di Notre Dame di Laus significa accogliere un messaggio di profonda speranza per l’intera umanità. – I profumi che qui si respirano e l’olio ‘miracoloso’ della lampada che arde davanti alla Vergine sono fenomeni inspiegabili."
L'olio miracoloso si dica che guarisca sia a livello fisico che spirituale, ma deve essere utilizzato con  grande fede.

Anche a Medjugorie vengono segnalati strani profumi, in questo caso soprattutto di lavanda.

Spero abbiate trovato questo articolo interessante, se avete curiosità a cui volete dare una risposta scriveteci e proveremo a scrivere qualcosa a riguardo.

Qui trovate alcune testimonianze riguardo i profumi di Padre Pio. SITO
Qui trovate l'elenco dei profumi con annesso il significato. SITO
Qui trovate una riflessione riguardo "Rosa Mystica". SITO
Qui trovate la storia della Madonna di Laus. SITO

venerdì 1 giugno 2018

Profumo nella Bibbia, quando l'olfatto diventa sacro.



Per il compleanno di mia figlia, abbiamo pensato di regalarle (oltre ai pattini), anche uno dei bellissimi giochi di "Scienza e gioco" della clementoni per creare le essenze, profumi etc.
Lo ha adorato da subito e sfogliando il libretto delle istruzioni mi sono imbattuta nella storia dei profumi, per cui ho pensato di scrivere un articolo con questa storia e i collegamenti con le Sacre Scritture.

L'olfatto è uno dei sensi più interessanti, spesso sentire un certo tipo di profumo rievoca sensazioni e ricordi di quando si era bambini, oppure di momenti ben precisi.
Può capitare in modo inaspettato, quell'odore particolare che ci risveglia un ricordo e in pochi secondi ci  ritroviamo catapultati in un luogo lontano o tra le braccia di una persona che magari ora non c'è più.
L’olfatto è anche al centro della relazione dell’uomo con il divino. 
I profumi, sul piano orizzontale, attraggono sensualmente le creature, mentre sul piano verticale mettono in comunicazione aromatica con il sacro.
Ma ora vediamo nello specifico questo tema particolare...

Il profumo è una miscela di sostanze odorose che, opportunamente mescolate e dosate, danno vita ad una piacevole fragranza da vaporizzare sul corpo o negli ambienti.
L'origine del profumo risale a più di 5000 anni fa in Egitto, dove circolavano unguenti, balsami e incensi che non avevano solo lo scopo di profumare, ma anche di guarire e curare il corpo, oltre ad essere un segno di ricchezza e prestigio.
I primi aromi venivano diffusi in bruciatori, da qui l'origine della parola "profumo", dal latino per-fumum ovvero "attraverso il fumo".
Dall'Egitto si diffondono in tutto il Mediterraneo conquistando anche la civiltà greca, romana e araba.
Utilizzati soprattutto come oli per proteggere la pelle dai raggi solari, venivano aggiunti aromi vegetali come mirra, aloe, nardo, terebinto per profumare.
In Persia venne poi creata l'acqua di rose e il profumo tratto dalle zagare, ovvero dai fiori delle piante di agrumi.

Il ruolo sacro dei profumi è definito nel Libro dell’Esodo. 
Dio, nella legge aveva ordinato di costruire un altare dei profumi e di offrire su di esso del profumo, aggiungendo anche con che cosa doveva essere fatto il profumo.
Infatti il Signore dice a Mosè: 
"Prenditi degli aromi, della resina, della conchiglia odorosa, del galbano, degli aromi, con incenso puro, in dosi uguali; e ne farai un profumo composto secondo l’arte del profumiere, salato, puro, santo; ne ridurrai una parte in minutissima polvere, e ne porrai davanti alla testimonianza nella tenda di convegno, dove io m’incontrerò con te; esso vi sarà cosa santissima" (Es. 30,34-36);

L'utilizzo dei profumi è altrettanto sviluppato sia presso gli Ebrei che, come già accennato, presso gli Egizi. 
In tutti i paesi biblici il profumo è utilizzato sottoforma di PUK, ovvero preparati unguentarii, formati da oli profumati, da polveri a base di henna, ma anche da sacchetti di erbe aromatiche portati fra i vestiti.
Gli uomini stessi, amavano utilizzare vestiti profumati, nella Bibbia c'è un episodio che ci fa capire quanto fosse importante il profumo; Isacco, cieco, viene ingannato da suo figlio Giacobbe che indossa il profumo del fratello Esaù in modo da ottenere la benedizione del padre:


<< Giacobbe gli si avvicinò, Isacco lo baciò, aspirò l’odore degli abiti di lui e lo benedisse scambiandolo per il figlio maggiore Esaù: 
“ Ecco l’odore del mio figlio, come l’odore di un campo che il Signore ha benedetto ! ”
( Genesi 27: 24) >>

Nel servizio del Tempio di Gerusalemme l’offerta dei profumi aveva un ruolo impotantissimo. 


Durante il giorno dell'espiazione, il Sommo Sacerdote entrava nel Santo dei Santi con il turibolo dell’incenso, o meglio dei profumi da bruciare, una mistura a base d’incenso poichè in quei tempi l'incenso era in forma semiliquida.
Lo stesso monte del Tempio è chiamato har ha-Morià, e questo termine viene fatto risalire alla parola mirra.
Tra questi profumi da bruciare prescritti da Mosè c'è l'onichia, una misteriosa miscela aromatica.
La resina, il laudano e il balsamo erano commerciati nella mezzaluna fertile come si deduce dall'episodio di Giuseppe, figlio di Giacobbe.

Parlando di profumi, il libro a cui ci si ricollega per le numerose citazioni è il Cantico dei Cantici:

“ Lèvati, aquilone, e tu, austro, vieni, soffia nel mio giardino si effondano i suoi aromi. Venga il mio diletto nel suo giardino E ne mangi i frutti squisiti” ( 4:16)

“ Son venuto nel mio giardino, sorella mia, sposa, e raccolgo la mia mirra e il mio balsamo; mangio il mio favo e il mio miele, bevo il mio vino e il mio latte. Mangiate, amici, bevete; inebriatevi, o cari” ( 5:1).

Un altro preparato molto utilizzato a base di profumi riguarda l'olio Santo e olii per le unzioni
A Mosè fu insegnato a preparare l’olio per l’unzione: 

“Procurati balsami pregiati: mirra vergine per il peso di cinquecento sicli; cinnamomo odorifero, la metà, cioè duecentocinquanta sicli; canna odorifera, duecentocinquanta; cassia cinquecento sicli, secondo il siclo del santuario (16,4 g circa) e un hin (5, 83 litri circa) d’olio d’oliva. 
Ne farai l’olio per l’unzione sacra, un unguento composto secondo l’arte del profumiere” (Es. 30, 22-25). 
.
Per ottenere l’olio santo o anche diversi olii per unzioni, i profumieri facevano macerare a caldo piante e resine aromatiche nell’olio. 
A volte, seguendo il metodo degli Egizi, estraevano il succo di piante particolarmente aromatiche, strizzandole in un panno e facendone stillare il succo in un vaso. 
Scavi hanno riportato alla luce mortai per frantumare radici, rizomi o resine aromatiche, fornelli per macerare a caldo e anfore per acque profumate, vasetti e fiale in terracotta, in vetro o in alabastro visibili ancora oggi nei musei archeologici di Haifa e Gerusalemme. 

La varietà degli aromi era notevole e l’iniziale impiego di balsami e unguenti a scopo liturgico si trasferì al campo cosmetico.
Nonostante la severità della legge mosaica e le invettive di Geremia e di Ezechiele, le donne della Bibbia seducono sempre dopo una toeletta profumata:
Ruth per piacere a Booz, Giuditta per sedurre Oloferne, Jezabel per placare Iehu.
L’importanza attribuita ai profumi e alla cosmesi, era tale che Giobbe ( Giobbe 42:14) a una figlia “mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio”, letteralmente Keren hapuch e cioè “Vaso di belletto”.

Nel libro del Siracide, lo Spirito di Dio si diffonde come un profumo:

“ Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, /nella porzione del Signore, sua eredità./ Sono cresciuta come un cedro sul Libano,/ come un cipresso sui monti dell’Ermon./ Sono cresciuta come una palma in Engaddi,/ come le piante di rose in Gerico, come un ulivo maestoso nella pianura;/ sono cresciuta come un 25 platano./ Come cinnamomo e balsamo ho diffuso profumo;/ come mirra scelta ho sparso buon odore;/ come gàlbano, ònice e storàce, come nuvola d’incenso nella tenda./ Come un terebinto ho esteso i miei rami/ e i miei rami sono rami di maestà e di bellezza” ( Siracide 24: 1, 23)

Nei Vangeli i profumi compaiono con i Magi:

"Poiché era nato Gesù a Betlemme di Giudea, ai tempi del re Erode, ecco che dei Magi venuti dall’Oriente arrivarono a Gerusalemme. Entrando nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre, e, prostrati, lo adorarono; aprendo il loro cofanetto, gli offrirono in dono oro, incenso e mirra" (Mt. 2, 11).

In seguito, saranno soprattutto le donne a onorare Gesù con i profumi. 
Nella celebre scena della peccatrice che unge di profumi i piedi di Gesù, questi fa osservare a Simone che lui non ha avuto quel gesto di gentilezza nei suoi confronti.
Il vangelo di Giovanni riporta un’altra scena d’unzione. 
In questo caso si tratta di Maria di Betania, che versa il profumo sulla testa di Gesù.
Giuda, al quale non importava niente dei poveri, ma teneva la cassa, osserva che quel profumo lo si sarebbe potuto vendere e ricavarne danaro da dare ai poveri, invece di sprecarlo così. 
Il suo costo sottolineato da Giuda ( 300 denari, un anno di salario di un operaio agricolo!) fa pensare che quel nardo (molto apprezzato da ebrei, greci e romani), detto pistiké, “genuino”, fosse proprio il costosissimo neerd, estratto dalla radice di un arbusto che cresce sulle montagne dell’India ( nardostachy jatamansi). 

Nel successivo episodio della sepoltura, Giuseppe di Arimatea e Nicodèmo si recano a prelevare il corpo di Gesù dal luogo della crocifissione. 
Nicodèmo porta “una mistura di mirra e di aloe di circa 100 libbre” per avvolgerlo in fasce con gli aromi e deporlo in un sepolcro nuovo, reperito in un giardino vicino al luogo dove era stato crocifisso. 

Potrei continuare ancora a citare versetti biblici che riguardano i profumi e il loro utilizzo, a breve preparerò una seconda parte in modo da completare il quadro parlando anche del significato di ciò che veniva utilizzato.
Spero vi sia piaciuto.
Fatemi sapere se avete alcune curiosità riguardo questo tema.
un abbraccio
Cristina.

venerdì 18 maggio 2018

Bible Journaling, un modo colorato per meditare la Parola.


Tratto dal libro "Salmi per il bible Journaling" (link sotto)


Da tempo ho scoperto il "Bible Journaling", pratica principalmente protestante per meditare la Parola di Dio in un modo alternativo.
Da tempo si è esteso anche nel mondo cattolico americano per poi arrivare fino a noi anche se resta una pratica poco conosciuta.
Di seguito troverete delle foto, le prime riguardano alcuni meravigliosi lavori trovati online provenienti da siti americani.
Più sotto trovate invece qualche mio piccolo tentativo in modo che possiate vedere lavori elaborati e cose più semplici.

Esempi presi online 


Ma cosa è il Bible Journaling?
Il termine "Bible Journaling" letteralmente significa "Annotare sulla Bibbia" e in sintesi è come una Lectio Divina con l'aggiunta di arte e creatività.

L'attività di Journaling è molto utilizzata poichè consiste nell'annotare pensieri, frasi, cosa accade nella nostra giornata etc, quindi equivale a scrivere un diario, il Bible journaling è la stessa cosa poichè si annotano e riscrivono frasi della Bibbia che ci hanno colpito, oppure che ci trasmettono qualcosa e riscrivendole ci restano in mente.
Questo tipo di pratica è utilizzata non solo da chi è cattolica ma anche da chi semplicemente ha alcune parti della Bibbia che apprezza e vuole trascriverle con arte.

Per chi invece la vive come pratica spirituale ha invece un accorgimento prima di iniziare, ovvero deve fare l'invocazione allo Spirito Santo altrimenti non si può considerare preghiera ma semplice esercizio di disegno.

Qual è l'occorrente?
L'occorrente per colorare/disegnare è a vostra scelta, posso consigliarvi di utilizzare:
- Penne colorate
- Evidenziatori
- Pastelli e pennarelli
- Acquarelli

Per abbellire potete utilizzare anche:
- adesivi,
- washi tapes (nastro adesivo decorativo),
- timbrini
e tutto ciò che vi suggerisce la fantasia.

Cosa utilizziamo come base?
Purtroppo in Italia ancora non esistono Bibbie apposite, mentre in america si trovano le "Journal Bibles" ovvero Bibbie che hanno delle colonne esterne dove potete annotare versetti, fare disegni, colorare etc...
Per cui potete utilizzare una normale Bibbia, oppure un quaderno dove riscrivere il versetto o il Salmo, oppure in commercio esiste un libro di Salmi proprio per questa attività e lo trovate al seguente indirizzo



Una volta fatta la preghiera allo Spirito Santo si può iniziare, è possibile anche ascoltare della musica cristiana di sottofondo, non troppo alta per evitare distrazioni.
Prendiamo la nostra Bibbia e leggiamo qualche versetto a scelta, oppure scegliete un salmo dal libro apposito.
Va letto più volte segnando le frasi che ci trasmettono qualcosa e ci colpiscono, non sempre sono quelle positive, dipende molto anche dalla giornata.
Dopodichè procediamo con le decorazioni che possono essere semplici trascrizioni utilizzando caratteri particolari, veri e propri disegni che riassumono il versetto/salmo o decorazioni semplici con sprazzi di colore a nostra scelta.

Alcuni miei tentativi di Bible Journaling 


Non esistono regole vere e proprie secondo cui si debba seguire una linea precisa di decorazioni, dobbiamo lasciarci guidare dallo Spirito Santo e soprattutto non dobbiamo pensare che "non siamo brave" o "non siamo capaci" perchè ognuna deve fare questa attività come preghiera e non come gara di arte per cui buttatevi, il Signore apprezza qualsiasi cosa!
Lo scopo è riflettere, pregare e lasciarsi guidare.

Nota in più:
Questo metodo può essere utilizzato anche con i bambini o per far vivere il catechismo in modo diverso, quando si tratta di creare e dare spazio alla propria fantasia guidati dallo Spirito Santo è sempre qualcosa di meraviglioso e ne trarranno tutti cose positive.

Spero vi sia sembrato un articolo utile e interessante, quando l'ho spiegato al mio padre spirituale gli ho aperto un mondo sconosciuto e lo ha apprezzato.
Fatemi sapere se farete qualcosa a riguardo!
un abbraccio
Cristina

ps. su Facebook esiste il gruppo "Bible Journaling Italia"

lunedì 14 maggio 2018

Estate in arrivo, cosa non deve mancare nell'armadio di una donna (cattolica).



Estate in arrivo, cosa non deve mancare nell'armadio di una donna (cattolica...)

Titolo un po strano per molte, ma leggendo capirete che tutto sommato ha un senso e che l'armadio di ogni donna (cattolica) differisce in alcune cose rispetto alla propria personalità, stile di vita, fede religiosa etc...
La "modest fashion" non è ovviamente un prerogativa cattolica, anzi, sono più gli evangelici ad avere un'idea della moda piuttosto rigida, mentre per quanto riguarda l'idea cattolica, siamo un pò più di manica larga e non condanniamo il centimetro di manica in meno o il centimetro di gonna sopra il ginocchio.
Ci sono comunque dei criteri da rispettare per una questione di pudore, educazione e rispetto per il proprio corpo e di certo non vanno a minare la femminilità di una donna.
Si ha l'idea che vestire in modo modesto equivalga a vestirsi super accollate, con abiti larghi anti-femminilità, ma non è assolutamente cosi!

Con il caldo la cosa  che si fa quasi in automatico è "scoprirsi", avere addosso dei vestiti quando batte il sole o quando anche all'ombra sudi, diciamo che crea un certo fastidio e se soffri anche di ansia le brutte sensazioni aumentano.
Il mondo di oggi reputa lo scoprirsi una cosa normale, <caldo = abiti striminziti> ed il gioco è fatto, ma quando in quel mondo non ti senti a tuo agio e credi che il tuo corpo non debba essere mostrato nella sua totalità allora si passa ad una nuova idea ovvero <caldo = abiti freschi>, il che non equivale a "mezza nuda" ma a donna femminile che rispetta se stessa e il prioprio corpo.
Mettere una gonna lunga fino al ginocchio non ti rende meno femminile di una minigonna, mettere una maglietta con manica corta o una canotta con spalle larghe non ti rende meno femminile di una canotta a spalline sottili.
Questi sono solo dei banali esempi ma poco a poco vedremo meglio di cosa sto parlando.
Io ero la prima che qualche anno fa criticava chi aveva questa visone semplicemente perchè non ci vedevo nulla di male nel portare canotte o minigonne, poi con il tempo ho capito che in quel modo mancavo di rispetto a me stessa perchè anzichè valorizzare la mia femminilità, mettevo in mostra il mio corpo senza rendermene conto.
Con il tempo ho iniziato a modificare il mio armadio, i passi da fare sono ancora tanti ma si deve fare in modo graduale per prendere consapevolezza di questo cambiamento.
In casa metto ancora canotte o gonne e abiti più corti del solito eccetto quando so di avere degli ospiti e se suona qualcuno ho sempre qualcosa di "emergenza" veloce a portata di mano nel caso fosse qualche corriere etc.

Si sta avvicinando la bella stagione per cui direi che è il caso di partire con alcuni "Non può mancare..." per la stagione in arrivo.
Quali sono?
Magliette a manica corta, canotte a spalla piuttosto larga, gonne e abiti dal ginocchio in giù, golfini a manica corta, stole di vario genere, pantaloni leggeri.

Per prima cosa parliamo di canotte e magliette a manica corta, le più utilizzate  in questa stagione.
La spallina fa la differenza per quanto riguarda la modest fashion ma vediamo di capire bene cosa utilizzare.
Le spalline strette sono quelle da scartare perchè scoprono tantissimo il corpo e non significa che ci faranno stare più fresche d'estate.
Una soluzione alternativa riguarda le canotte spalla larga come nei modelli qui di seguito trovati sul sito di ovs:



Se  non volete rifare il guardaroba estivo basta aggiungere della stoffa alle spalline già esistenti.
Per andare a messa invece basta aggiungere semplicemente una stola oppure un golfino leggero con maniche a tre quarti, di solito in estate in chiesa c'è sempre abbastanza fresco.
Questi modelli sono freschi e leggeri, ci sono modelli anche meno accollati per chi come me con il caldo non tollera avere qualcosa vicino al collo.

Per quanto  riguarda le magliette a manica corta la scelta è molto più ampia, bisogna tenere conto anche del tessuto perchè anche quello ha una notevole importanza per cui se il tessuto è quello sbagliato, potrete avere anche un abito striminzito che avrete comunque caldo, mentre se la stoffa è quella giusta, potrà essere anche lungo a maniche tre quarti che sarete al fresco.
Ora vediamo qualche esempio di maglietta per varie occasioni:



Leggere e fresche, si possono abbinare a pantaloni, jeans o gonne per cui è lo stile che non può mancare nel vostro guardaroba.
Se scegliete un modello aderente rischierete di avere più caldo, quindi meglio optare per modelli più ampi.

Se non fa eccessivamente caldo e/o lo sopportate bene ci sono anche camicie molto versatili con maniche a tre quarti oppure a manica lunga in pizzo :




Per quanto riguarda le gonne invece, quelle lunghe sono le più utilizzate anche d'estate perchè sono sempre fresche e leggere, si prestano benissimo ad outfit eleganti con sandalo con zeppa o più sportivi mettendo delle sneakers o delle infradito basse:

 

Anche nella versione fino al ginocchio c'è un'ottima scelta:

 


Per quanto riguarda gli abiti c'è l'imbarazzo della scelta, i più facili da portare sono quelli al ginocchio , mentre quelli più lunghi per tutti i giorni non sono il massimo della comodità.
Sia abiti che gonne qualche centimetro sopra il ginocchio non sono un grosso problema nel momento in cui stai sempre ferma in piedi, mentre se hai dei figli a cui correre dietro, etc.. l'abbassarsi, il piegarsi etc, possono essere particolarmente imbarazzanti e fuori luogo mostrando più del dovuto, magari una non se ne rende nemmeno conto o non pensa che rischia di mostrare a tutti troppo.... per questo la misura al ginocchio è un grosso aiuto.
Di seguito alcuni esempi di abiti anche se acquistare abiti online non è semplice poichè la misura della lunghezza varia in base all'altezza.
In un sito ho visto un abito di cui mi sono innamorata ma alla modella arrivava a metà coscia, l'ho visto e provato e a me arrivava al ginocchio per cui l'ho preso:

 



I pantaloni leggeri sono tornati di moda da qualche anno per cui almeno uno non può mancare per varie occasioni, dalle più semplici abbinati a delle ballerine o dei sandali bassi ad infradito, alle occasioni eleganti abbinate a dei sandali con il tacco; di seguito avete due esempi:




Anche con un paio di jeans (a cui io non rinuncio nemmeno d'estate), si possono abbinare una maglietta e in base all'occasione può essere abbinata una giacca leggera, mentre ai piedi, scarpe e sandali con tacco alto, con zeppa, ballerine o sneakers:






Per ora vi ho detto tutto, in base alle vostre domande ed eventuali vostri commenti al post, vedrò di strutturare un nuovo articolo per aggiungere ulteriori informazioni, dettagli e chiarimenti.
Spero di esservi stata utile e che non abbiate preso questo articolo come un giudizio verso chi ha idee diverse per quanto riguarda l'abbigliamento.
Vedere un nuovo modo di concepire l'abbigliamento può essere un ottimo spunto per aprire l'armadio e vedere quali abiti fanno realmente per noi e quali invece non sono più adatti e anzichè buttarli si possono modificare o riutilizzarli per altro.
Un caro abbraccio
Cristina






sabato 5 maggio 2018

Lo Scapolare, di cosa si tratta?



Oggi parliamo di un argomento un pò insolito, ovvero lo Scapolare.
Insolito perchè anche personalmente ne ho sentito parlare pochissimo e non ho mai notato persone che lo indossassero.
Come sapete, ho un account Instagram (@stiledivitadiunafollecattolica) nel quale pubblico parecchio, seguo moltissimo le cattoliche americane per ciò che fanno e come vivono la loro fede nel quotidiano, tra di loro c'è una ragazza che crea scapolari e che mi ha contattata dicendo che me voleva regalare due.
Ho accettato molto volentieri anche per capire meglio di cosa si trattasse e circa due settimane dopo ho trovato nella cassetta della posta la sua busta con i miei scapolari creati con tanta cura e benedizioni.
Personalmente li trovo meravigliosi e molto curati.



Ma ora vediamo come sono fatti e cosa sono.

Scapolare, deriva da "scapola" ed è un indumento/grembiule utilizzato dai monaci Carmelitani mentre lavorano, per cui serviva a non sporcare la tonaca.
Consiste in una lunga pezza di stoffa che, lasciando passare la testa da un'apertura, pende più o meno sul dorso e sul petto.
Ancora oggi alcuni monaci lo utilizzano e in base alla tipologia di ordine ha colori diversi.
Successivamente è stato  esteso anche ai fedeli laici in forma ridotta come segno di devozione o di appartenenza ad una determinata congregazione.
Inoltre è un segno evidente dell'alleanza con maria.
Lo scapolare attuale è formato da due ritagli di stoffa marrone uniti da  due cordoncini con delle immagini che ritraggono solitamente la Madonna del Carmelo e il sacro cuore di Gesù, oppure lo stemma dell'ordine Carmelitano (da cui ha avuto origine).

A cosa serve?

Innanzitutto è un simbolo di devozione alla Madonna ed è un segno di consacrazione che riguarda l'ordine Carmelitano.
La Madonna quando apparve a San Simone Stock nel 1251 disse:

«Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. CHI MORRA' RIVESTITO DI QUESTO ABITO NON SOFFRIRÀ IL FUOCO ETERNO; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno».

Con questo la Madonna oltre ad aver detto che chi porterà l'abitino verrà salvato, dice anche che in vita verrà difeso dai pericoli.
Chi indossa gli scapolari inoltre può partecipare alla spiritualità del Carmelo tra le cui grazie c'è anche il privilegio Sabatino che consiste nell'essere liberato dalle pene del Purgatorio il sabato successivo il decesso di chi lo utilizza e se si muore di sabato andrà direttamente in Paradiso (Bolla Sabatina di Papa Giovanni XXII).
Il suo valore quindi non dipende tanto dal fatto storico delle apparizioni, quanto dall'intrinseco significato teologico, che il magistero gli ha riconosciuto, attribuendogli il valore di un "sacramentale".
Si tratta cioè di un segno sensibile, approvato dalla Chiesa, con il quale evidenziamo la nostra consacrazione o "affidamento" alla Madonna e i vincoli di amore che ci legano a lei. 
Un pò come l'anello nuziale è una testimonianza della consacrazione matrimoniale di un uomo e di una donna, lo Scapolare dice a tutti che uno è consacrato a Maria.

Ci sono però delle condizioni da seguire e alcuni chiarimenti.

È segno e pegno. Segno di appartenenza a Maria, pegno della sua materna protezione, non solo in vita, ma anche dopo la morte. 
- Deve essere fatto un rito di imposizione dello scapolare da parte di un Sacerdote
- Lo scapolare (o abitino) deve essere indossato giorno e notte
- Anche in punto di morte si deve indossare l'abitino
- Se lo scapolare è rovinato si può utilizzare uno nuovo senza che venga benedetto e il precedente può essere sia conservato che bruciato.
- Si richiede la recita di una giaculatoria quotidiana anche se non obbligatoria "O Maria Santissima del Carmelo pregate per noi".
- Baciando lo scapolare si può lucrare l'indulgenza plenaria.
Mettere Dio al primo posto nella propria vita e cercare sempre di compiere la Sua volontà.
- Ascoltare la Parola di Dio nella Bibbia e metterla in pratica nella vita.
- Cercare la comunione con Dio attraverso la preghiera.
- Aprirsi alla sofferenza del prossimo, solidarizzando con lui nelle sue necessità e cercando di provvedervi.
- Accostarsi frequentemente ai sacramenti della Chiesa, all’Eucarestia e alla confessione.
- Essere iscritti nei registri di una Confraternita Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani.

Ad oggi alcuni scapolari possono essere portati anche senza essere per forza parte di ordini religiosi rinunciando però  ai "privilegi" che si acquisiscono con la consacrazione.
E' stato molto interessante fare ricerche in merito e scoprire di cosa si tratta e quale sia la sua "funzione".

Se avete qualcosa da aggiungere commentate!
Un abbraccio
Cristina.