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domenica 15 marzo 2020

La preghiera, tra consolazione ed intercessione nella solitudine.




Sono giorni che medito su questo articolo, se pubblicarlo o meno, se lasciarlo qui per il futuro o andare avanti; dopo vari giorni mi sono decisa ed eccolo...

Questa quarantena mi sta rendendo troppo seria ma credo sia una cosa inevitabile, quando hai il fiato sul collo da parte di qualcosa che non puoi vedere resti sempre sul "chi va là".
Quando senti il telefono che squilla, la paura che possa essere qualcosa di spiacevole c'è (soprattutto se come me difficilmente ricevete telefonate).
Qui in realtà le cose sono due ma vorrei soffermarmi su una in particolare di cui si parla in continuazione, pure troppo, ma anche questo è inevitabile.
Può colpire chiunque, senza alcuna distinzione, per cui non sai mai a chi può arrivare, se a te, un familiare, un conoscente, un amico, uno sconosciuto...
Indipendentemente dalla categoria di appartenenza, di fronte all'idea che quella persona, se avrà un peggioramento e morirà, lo farà in totale solitudine, spezza il cuore.
Giustamente se la persona rientra nella nostra cerchia il dolore è ancora più forte, è inevitabile, ma sentire le notizie dei morti per questo virus consapevoli della loro solitudine è un colpo al cuore... è inevitabile.
Prima di andare avanti vorrei raccontarvi una cosa personale...

Tra qualche giorno ricorrono 7 anni dalla nascita al cielo di mia nonna Dirce (si, aveva un nome particolare, per intero era Maria Dirce), con lei avevo un legame speciale, per me era una seconda mamma.
Il 23 marzo, era un sabato, era entrata in ospedale per dei controlli di routine, aveva 80 anni, viveva da sola, aveva fatto colazione da sola come sempre, poi mio fratello con mia madre l'avevano portata in ospedale per questi controlli.
L'hanno ricoverata per accertamenti e la sera di quello stesso giorno, per la cena, la imboccavo perchè non era più in grado di mangiare da sola...
Il giorno dopo uguale, ogni tanto si svegliava e ci riconosceva, la sera le parole del medico "è terminale, potrebbe andarsene da un momento all'altro", a mezzanotte ci chiamano perchè stava morendo e alle 2,05 è tornata alla casa del Padre.
Quando ci hanno chiamato perchè stava morendo sono volata in auto fregandomene dei limiti di velocità, sono arrivata in ospedale 10 minuti dopo e sono stata con lei, poi sono arrivati anche mio fratello e mia madre.
Non so cosa sia successo in quelle 36 ore (un pò come i peggioramenti di questo virus) e oramai non mi importa...
Era attaccata ad un respiratore, quelli trasparenti per la respirazione non invasiva che sembrano caschi per gli astronauti (quelli che utilizzano per questo virus), sento ancora il rumore di quel macchinario, ed era immobile.
Mi sono attaccata alla sua mano e ho iniziato a pregare incessantemente fino al momento in cui ha avuto uno (dei tanti in quelle due ore) scompenso cardiaco e ha dato l'ultimo respiro.
Fino a quel momento non sapevo cosa potesse significare la preghiera incessante (scoperta qualche anno dopo), la mia fede ai tempi era molto leggera ma senza nemmeno rendermene conto ho preso un rosario a decina che mi era stato regalato nei primi passi della conversione e avevo iniziato a pregare.
Non pregavo per fare in modo che si salvasse, lo facevo perchè la volevo accompagnare nel suo ultimo viaggio e, per quanto sia stato estremamente doloroso, ne sono anche estremamente felice perchè so per certo che sapeva che eravamo li per e con lei.

Ho avuto l'immensa fortuna di stare con lei, di farle sentire la mia presenza...
Tornando ad oggi, l'idea che qualcuno debba morire senza nessuno accanto, senza essere accompagnato, senza avere accanto le persone che lo amano, lascia un peso sul cuore... uno può dire che non se ne rende conto, non se ne accorge etc.. ma resta una cosa che spezza il cuore cosi come doloroso è il non poter dare l'ultimo saluto e/o stare accanto a chi vive questo peso per non essere stato vicino al proprio caro.
Se fosse capitato ora, sarebbe stato devastante pensare che sarebbe stata in ospedale da sola e che non avrei potuto tenerle la mano facendole sentire che c'ero.
Abbiamo una fortuna (sottovalutata), la preghiera, quella arriva ovunque indipendentemente dalle distanze, dal male, dai virus, quella arriva sempre a destinazione.
L'idea che in quel momento possa esserci accanto Gesù che le tiene la mano al posto mio ( o insieme a me quando è successo), quella è una consolazione, una grazia.

Pregare per chi sta soffrendo, farlo anche incessantemente se riusciamo, è una delle cose più belle che possiamo fare, la preghiera è la più grande consolazione per noi e per loro indipendentemente dal fatto che conosciamo o meno quella persona.
E' l'affidarsi per eccellenza, come dire "Signore, io non posso esserci, vai tu, fagli sentire che ci sei, che ci siamo, consolalo/la, sana la sua anima, abbraccialo/la nella sua solitudine, fa che senta tutto l'amore che lo/la circonda, so che puoi farlo, so che lo sentirà.."

C’è un legame profondo e indissolubile tra quanti sono ancora pellegrini in questo mondo – fra noi – e coloro che hanno varcato la soglia della morte per entrare nell’eternità. Tutti i battezzati quaggiù sulla terra, le anime del Purgatorio e tutti i beati che sono già in Paradiso formano una sola grande Famiglia. Questa comunione tra terra e cielo si realizza specialmente nella preghiera di intercessione.
(Papa Francesco)

In queste circostanze un pensiero va anche a chi non crede, chi pensa che non esiste nulla o semplicemente un generico Dio che fa boh... qualcosa... ma di certo non allevia il dolore.
Credo sia veramente molto triste vivere con l'idea che una persona muore sola, senza alcuna consolazione, nel vuoto di una stanza d'ospedale rende tutto più devastante, per cui comprendo la loro rabbia e il loro dolore.
Per noi cristiani invece la cosa è diversa, consapevoli che Lui non ci lascia mai soli, che è sempre accanto a noi, a chi sta male, sta morendo, è solo, è in compagnia.. Lui c'è e quanta grazia!
In un tempo come questo in cui siamo privati della libertà, delle messe, dei funerali, degli abbracci, di una semplice passeggiata, di vedere i nostri cari, di stare accanto a chi sta male, Lui ci consola, li consola...
Siamo umani, pensare alla solitudine fa male, alla morte in solitudine ancora di più, ma in questo momento non possiamo fare altro che affidarci e affidare i malati e i morti al Signore.
Pregare per loro, per chi conosciamo e soprattutto per tutti perchè molti non avranno nemmeno la consolazione della preghiera o di un pensiero per loro.

Coloro che ci hanno lasciati non sono degli assenti, sono solo degli invisibili: tengono i loro occhi pieni di gloria puntati nei nostri pieni di lacrime. 
(Sant’Agostino)
Un abbraccio.

giovedì 5 dicembre 2019

Divinazione; quando le carte incatenano il futuro.




Papa Francesco all'udienza (se non erro, di ieri), ha citato cartomanti e maghi, cosa non nuova dato che almeno una volta all'anno ricorda quanto loro siano lontani dalla fede.
Da persona che quando frequentava il paganesimo utilizzava varie arti divinatorie, ovviamente non potevo starmene in disparte e sorvolare, per cui ho pensato di dirvi come funzionano certe pratiche.
Prediligevo la lettura delle rune  (per anni ho tenuto corsi online per la lettura e l'interpretazione), simboli celtici con innumerevoli significati, ma non disdegnavo nemmeno tarocchi, pendolo e lettura della mano...la sfera invece era estremamente difficile da utilizzare per cui messa direttamente in un cassetto.
C'è da dire che le persone realmente capaci di utilizzare queste arti divinatorie sono veramente pochissime, leggere i tarocchi o le rune limitandosi alle istruzioni sono capaci tutti, le basi a chi chiede un consulto bastano e avanzano.
In realtà per saperlo fare bene, il lavoro è immenso, va studiato materiale tosto oltre il libricino di istruzioni (anzi, il libretto è praticamente inutile), ci vuole pratica continua, un certo metodo.. ma questo non basta perchè serve anche una connessione (non a internet) con le energie sottili, si deve creare un cerchio di protezione, ad ogni utilizzo i mazzi o le pietre delle rune vanno purificati altrimenti non si può passare alla lettura considerata contaminata dalle energie della lettura precedente.
Tutto questo potrebbe bastare per capire a cosa va incontro il richiedente e colui che invece fa la lettura.
Per molti sono solo delle semplici carte che una persona sa interpretare, in realtà sono delle carte che per essere interpretate smuovono ben altro.
Questo fa anche capire quanto una lettura a distanza o telefonica sia estremamente opinabile, anche perchè solitamente il mazzo va toccato dalla persona che richiede la lettura per un passaggio di energia alle carte, farlo a distanza chiedendo la data di nascita fa abbastanza sorridere.
Quando leggevo le rune, lo facevo solo di persona, ho sempre rifiutato le letture a distanza proprio perchè non ho mai creduto che si potessero fare in modo concreto... poi si certo, puoi farle, chiedi qualche informazione, mischi, metti sul tavolo e qualcosa ti inventi in base alla domanda.. se poi la persona anche se a distanza la conosci un po, puoi essere più precisa e il gioco è fatto.
Vogliamo parlare del costo?
Cifre assurde che non stanno ne in cielo ne in terra, cifre che con il tempo avranno delle conseguenze perchè una cosa che mi era stata insegnata ai tempi era che non andava chiesto denaro, al massimo si poteva accettare un'offerta oppure qualcosa in cambio ma mai chiedere soldi...
Su questo tema ci sono varie fazioni, il tutto dipende dal perchè uno lo fa e solitamente, guardando il costo, il motivo è il guadagno economico.
(l'unico mio guadagno economico a riguardo era solo per la vendita di rune che creavo a mano)

Vogliamo passare al centro di ciò che dice il Santo Padre, ovvero il ricorso ai tarocchi, maghi e indovini?
Bene, procediamo!
Partiamo dal fatto che tarocchi e derivati non sono la risposta divina ai problemi della vita, la lettura viene fatta rispondendo ad una domanda iniziale, la risposta però non è concreta...
Probabilmente sfugge il fatto che la divinazione è un prevedere il futuro in modo estremamente approssimativo e non definitivo perchè vige la regola (proprio nei tarocchi e nelle arti divinatorie) che qualsiasi cosa possa esserci nel futuro, non è definitiva ma modificabile ogni attimo in base alle scelte dell'individuo.
Credo che sia il caso di smetterla di credere che le carte svelano il futuro perchè (e cito testualmente le parole di una ragazza che pratica divinazione), "il nostro atteggiamento è la prima cosa che conta, qualunque decisione prendiamo può stravolgere una stesa fatta giorno prima."... (ps. la "stesa" è la lettura).
Ogni lettura fatta non dice cosa avverrà per certo nel futuro ma (ovviamente nei rari casi in cui venga fatta bene), può dare alcune informazioni di ciò che potrebbe accadere (potrebbe!!) per cui, nel concreto, una lettura a cosa può servire? Cosa porta le persone ad affidarsi a delle carte?
Nel momento in cui la lettura dice qualcosa di negativo, cosa si fa?
Le persone hanno bisogno di sapere, di conoscere cosa accadrà, di programmare per potersi preparare.. ma preparare a cosa?
Solitamente si vogliono sapere le cose negative, tradimenti, morte, malattie.... ma come è possibile affidarsi a delle carte per cose del genere?!
Ci sono persone che rischiano anche la depressione perchè convinte di ciò che emerge da una lettura, ed è una cosa inconcepibile.
Una malattia che magari non c'è porta a sviluppare qualcosa nella mente per l'atteggiamento della persona, la morte poi, chi la legge realmente nelle carte è un folle (la carta della morte ha mille significati in base alle altre carte presenti ma la morte vera e propria non viene mai letta).
Vogliamo parlare delle letture positive?
Quando una persona riceve buone notizie, il suo atteggiamento cambia e in questo modo si innesca una reazione a catena, chiedi se la tua storia d'amore ha un futuro e le carte dicono di si? L'atteggiamento del richiedente cambia, è più positivo, speranzoso, e anche l'atteggiamento verso il partner cambia in positivo per cui vedendo cambiamenti buoni lo collega alle carte quando in realtà è solo la persona che ha creato tutto.
Se al contrario la risposta è negativa, si crea astio, tensione e logicamente si può andare incontro a problemi/rotture e si ha pure il coraggio di dire "ah ecco vedi, le carte avevano ragione..".. eh no.. sei tu che hai cambiato le cose perchè ti sei fatto condizionare.
I tarocchi condizionano la vita di chi ne richiede la lettura perchè è il richiedente che da loro il potere di farlo, non perchè loro lo possono fare realmente o possono dire cosa accadrà.
«Se scegli Cristo non puoi ricorrere al mago: la fede è abbandono fiducioso nelle mani di un Dio affidabile che si fa conoscere non attraverso pratiche occulte ma per rivelazione e con amore gratuito». Papa Francesco
Dovremmo saperlo bene, scegliere Cristo significa fidarsi e affidarsi, significa non sapere cosa accadrà domani ma sapere che possiamo aspirare all'alto, sapere che se confidiamo in Lui la vita può cambiare realmente, sapere che ogni giorno vissuto a pieno nella fede ci avvicina sempre di più a Lui e alla vita eterna.... dovremmo sapere che la provvidenza è sempre alla nostra portata, dovremmo sapere che nella gioia e nella fatica (soprattutto nella fatica) Lui è accanto a noi per sorreggerci, per tenerci la mano, starci vicino, gioire con noi e asciugarci le lacrime...
Con tutto questo a nostra disposizione, non ci deve interessare cosa dicono dei mazzi di carte o dei simboli su delle pietre perchè non potranno mai darci le risposte che cerchiamo, non potranno mai farci stare meglio perchè ciò che accadrà dipende da noi in ogni attimo, anche Dio ci lascia liberi; mentre la divinazione ci incatena ad un futuro che noi pensiamo già scritto e che magari ci condanna a qualcosa che non ci piace, per poi magari voler sapere ancora e ancora e ancora diventando dipendenti  dalle letture e quella non è libertà, è come essere in prigione.
Se poi pensiamo a cosa smuovono le arti divinatorie dovremmo anche sapere da cosa e dove arrivano certe risposte, e vi svelo un segreto... di certo non arrivano da Dio...
Ho parlato principalmente di tarocchi e rune ma vale per ogni genere di previsione del futuro...
A presto..

lunedì 8 ottobre 2018

Recensione e Intervista a Debora Vezzani, "Come un Prodigio".




Questo articolo è opera di Maristella, una folle donna cattolica che dopo aver letto il libro "Come un prodigio", ha voluto condividere con tutti noi ciò che le ha trasmesso, oltre ad una meravigliosa chiacchierata direttamente con l'autrice, Debora Vezzani.

                                                             *******************
Un libro per chi si sente sepolto ma ha desiderio di rinascere, affranto e vorrebbe ritornare forte, spento e anela alla luce; libro autobiografico di una donna che racconta come Dio l'ha risollevata. 
Un Dio che rialza, un Dio risorto che l'ha risorta con Lui, che ha messo una croce al posto della pietra che lei aveva messo sulla sua vita: "La pietra rotola via e tu ricominci a vivere."

Debora Vezzani scrive la sua storia con un linguaggio semplice e chiaro; la storia della sua vita in cui Dio, come benevolo padre, la chiama per nome per lenire le afflizioni e risanare le ferite. 
Classe 1984, cantautrice e musicista, e' stata abbandonata alla nascita da una donna orfana anche lei, con gravi problemi di salute mentale, cresciuta e vissuta in istituti.
Nonostante i medici le consigliassero di abortire, ella disse di si' alla vita ed affido' la piccola Debora in adozione perche' potesse avere il dono di una famiglia, che lei stessa non aveva mai avuto.
Nel libro quindi racconta una serie di eventi scaturiti da varie scelte sbagliate che culminano con il fallimento del suo matrimonio con un uomo ateo; matrimonio riconosciuto poi nullo dalla Chiesa.

Debora racchiude in una canzone intitolata "Venticinque", la prima di una lunga serie, la forsennata ricerca della madre e della sua identita'; venticinque come gli anni che ha dovuto attendere prima di avere notizie su di lei.
"Io non so chi sono, non so cosa cerco, che cosa ho perso...cordone ombelicale che e' rimasto addosso e non si puo' staccare..."
Una ferita profonda quella dell'abbandono che solo Dio tramite la Chiesa ha saputo rimarginare.

Ad un certo punto, come un faro nel buio, come quando si dice"luce per i miei passi e' la Tua parola", ecco che si scorge la luce, fioca all'inizio, tramite il salmo 139 che Debora ha musicato per una coppia di amici al loro matrimonio, che recita: "Sei Tu che mi hai creato e tessuto nel seno di mia madre. Tu mi hai fatto come un prodigio..." 
Una canzone che ha parlato a tanti cuori stanchi e oppressi, riaccendendo la speranza in Dio.
Questo salmo le svela finalmente la vera immagine di Dio che aveva un progetto di amore per lei, sin dal seno materno; progetto di amore che non riguardava solo lei. 
Personalmente, infatti, la parte che ho preferito del libro e' stata l'incontro di Debora con il suo attuale marito, con il quale svolge attualmente un apostolato tramite il quale portano, attraverso la musica, la loro testimonianza di conversione. 
Due "casi impossibili" che, grazie allo zampino della Madre di Dio, si incontrano e diventano possibili. 
D'altronde lo aveva sentito la Vergine Maria stessa durante l'annunciazione, quell'incontro tanto inaspettato quanto straordinario, che "Nulla e' impossibile a Dio." E Lei stessa si era fidata. 
La storia di Debora e suo marito Jury e' una prova della bellezza delle opere di Dio e che Egli mai abbandona un suo figlio.

Dal racconto del loro fidanzamento e poi del matrimonio, fino all'arrivo del loro primo figlio, una escalation di eventi in cui si manifesta l'amore divino e non solo. Il libro poi termina con un piccolo regalo che Debora vuole fare al lettore, che riguarda la scoperta di un dono speciale.

Ho voluto contattare Debora per chiederle di rilasciare un'intervista a noi del gruppo "Stile di vita di una folle donna cattolica", facendole 3 domande.
Lei ha risposto con tanta gentilezza e onesta', nonostante i suoi mille impegni e per questo ne sono grata!

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INTERVISTA A DEBORA VEZZANI

1) Ciao cara! Nel tuo libro parli di come il Signore abbia stravolto la tua vita facendoti sentire come il suo prodigio in un momento della tua vita in cui ti sentivi una nullita'. Cosa diresti a tutte le donne che non si sentono un prodigio a causa delle difficolta' della vita, nonostante provino a seguire il Signore tramite la Chiesa?

D: Ciao Maristella! Il non sentirsi un prodigio oppure avere qualche difficolta' a crederlo, lo sperimento anche io. Sono tentazioni che il maligno ci mette in testa. 
Questa cosa l'ho vissuta tanto nella prima parte della mia vita: e' una delle mie ferite; e' una ferita che il maligno va a colpire tutt'ora, quando sono un po' debole e traballo un po', ecco che subito mi si insinua dentro. Credo che, nonostante cerchiamo di seguire la Chiesa come dici tu nella domanda, sia di vitale importanza, necessario ed urgente credere con tutto il cuore, il corpo, la mente, le forze, l'anima e con tutte noi stesse alla parola di Dio. 
Quando ci stacchiamo un attimino dalla parola di Dio, ecco che il maligno prende il sopravvento, e noi crediamo alle sue proposte e ci dice: "noi non valiamo niente e Dio e'cattivo." Io credo che sia necessario, fare un atto di volonta' e mettersi dei paletti non mettendo piu' in discussione per esempio, che Dio e' buono, che io sono un prodigio e che Dio e' morto per me; che tutto quello che ha fatto lo ha fatto per me, per amore, compreso dare la sua vita per me. Quindi per rimanere saldi nella fede e per non sbandare e non cedere agli inganni del demonio, e’ importantissimo avere dei paletti fermi che non vanno spostati a costo di qualunque cosa. Ci sono delle cose ferme che non vanno mai toccate e che bisogna dirsele anche quando il proprio cuore direbbe "non e' vero". 
Bisognerebbe farsi il post-it nel cuore e nei ragionamenti, con scritto: Dio e' buono, Egli mi ama, io sono un prodigio e un capolavoro, e gli altri possono dirmi quello che vogliono dalla mattina alla sera ma io sono un prodigio, figlia di Dio, costata il sangue di Cristo. 
 Il Nemico ci verra' sempre a colpire nelle nostre ferite, ma noi dobbiamo rimanere ancorati a Dio, ma non col sentimento, per cui oggi sento il Signore allora oggi gli credo, oppure oggi sono in un deserto terribile ed allora Dio non so neanche dove e', per cui oggi non sento Dio. No! Non mi devo far prendere dalle emozioni, ma tiro fuori il mio post-it: Dio e' buono ed io sono un capolavoro. Fermezza e perseveranza a credere anche quando nel nostro cuore non c'e' questo sentimento.

2) Un tema molto a cuore a tutte le mamme cattoliche e' la trasmissione della fede ai figli, soprattutto oggi giorno in cui la societa' secolarizzata propina distrazioni e distoglie dalla bellezza dell'essere cristiani. Cosa significa per te trasmettere la fede?

D: Non posso nascondere che trasmettere la fede per me ed oramai anche per mio marito, e' diventata la nostra vita; nel senso che siamo appunto impegnati in questo apostolato da quasi 4 anni, che ci ha completamente stravolto la vita, che ci porta in giro in tutta Italia, che ci fa incontrare tantissime persone e che ci fa godere dei meravigliosi frutti di Dio nella vita degli altri, attraverso questa opera di evangelizzazione. Quindi la trasmissione della fede per noi e' diventata la vita, pero' ecco questo modo di trasmettere la fede agli altri non lo avrei mai immaginato; mai avrei immaginato che il Signore mi chiedesse questo. Pero' devo fare un piccolo appunto: la trasmissione della fede non e' semplicemente questo apostolato che in questo caso specifico e' una missione, la trasmissione della fede è un dovere ma anche un onore, un qualcosa alla quale tutti noi battezzati siamo chiamati, ognuno con i propri mezzi, nel proprio modo, nel proprio mondo piccolo o grande che sia, e quindi e' una chiamata del cristiano, del battezzato, di tutti soprattutto in famiglia ai propri figli. Noi abbiamo un bambino, Emmanuele Maria, e credo che la migliore via di trasmissione della fede in famiglia sia l'esempio. Emmanuele e’ molto piccolo e non abbiamo iniziato a fare discorsi, perche' non parla nemmeno, pero' questi primi passi di trasmissione della fede che abbiamo fatto con lui, e che io consiglio a tutti, e' che gia' dalla gravidanza il bambino lo abbiamo consacrato al Cuore Immacolato di Maria. 
La trasmissione della fede oltre all'esempio ed al parlare e insegnare e raccontare ai figli credo che sia proprio un modo di vivere che gia' 2 fidanzati possono preparare come terreno appunto consacrando i futuri figli che Dio vorra' dare nel matrimonio. Consacrarli anche nel momento in cui una donna e' incinta. L'abbiamo rifatto questa consacrazione quando aspettavamo nostro figlio, lo abbiamo consacrato al cuore Immacolato di Maria ed alla Divina Volonta’. Credo che questa trasmissione di fede passi appunto per lo stile di vita e il preparare il terreno fin da subito, che siano due ragazzi appena fidanzati o appena sposati. Ora Emmanuele e' sempre a messa con noi e quando arrivera' il momento di trasmettere la fede nel senso di parlare e raccontare faremo anche questo passo, pero' ecco per ora credo sia importante comunque gia' immergere i propri figli nell'ambiente divino il piu' possibile.

3) Il gruppo "Stile di vita di una folle donna cattolica" e' ispirato alla vita quotidiana di noi donne cattoliche (non solo mamme) in cui la moda ne fa anche parte. Una donna cattolica, sebbene non abbia dei criteri precisi da seguire (non necessariamente) puo' seguire il suo buon senso nella scelta quotidiana del vestirsi, e si distingue pero' anche nella moda, nella cosiddetta moda modesta. Cosa ne pensi della moda e quale e' il tuo stile di vita? (a chi/cosa ti ispiri).

D: Io in realta' non ho un riferimento in chi o cosa mi ispiro. Cerco di essere una persona semplice; e' un po' nel mio stile di essere semplice anche perche' mi costa fatica il tirarmi e fare chissa' cosa. Anche ora col bambino e' davvero impegnativo trovare il tempo. Diciamo che prima della conversione ero molto piu' eccentrica, infatti questo e' testimoniato da alcuni video di canzoni precedenti, che ci sono su internet, da alcune foto che ci sono su Facebook, dove indossavo abiti scollati, gonne e i tacchi, col viso molto truccato. Credo che innanzitutto il pudore, la purezza, il buon gusto e il buon senso siano una cosa importante da proteggere. E' ovvio che ora non mi metterei mai delle cose scollate o delle gonne corte perche' saprei di andare a favore di un atteggiamento che innanzitutto ha l'intenzione di farmi vedere. Perche' una si mette la gonna corta? Per far vedere le gambe. Perche' si mette una scollatura? Per far vedere il decolte', il seno. Quindi l'intenzione e' che mi faccio vedere, l'intenzione e' di stare al centro, l'intenzione e' io io io. L'intenzione non e' la gloria di Dio ma e' di cercare la propria gloria, stima e interesse personale. Penso che ognuno dovrebbe cercare la gloria di Dio e non la gloria del proprio io. E in più c'e' l'aggravante che si inducono gli uomini a commettere pensieri non puri; quindi metto in pericolo di peccato anche gli altri. Io vedo che se una persona davvero cerca la glora di Dio e vuole cercare il nascondimento, che per una donna sposata con figli, non significa essere una suora di clausura, ma significa avere un atteggiamento umile (Per esempio io sono una cantante per cui posso vivere questa cosa in due modi: o con un atteggiamento di nascondimento o di esibizionismo). La prima parte della mia vita, era caratterizzata al mio voler essere sempre al centro dell'attenzione. Ora il mio obiettivo e' la gloria di Dio e certamente non vado vestita e truccata come se andassi a rimorchiare persone. Ovviamente ci sono tutte le sfumature di mezzo: cioe' non vuol dire che non bisogna truccarsi o non mettersi i tacchi pero' se tutto e’ fatto con modestia con purezza e nascondimento cioe' con un atteggiamento di non mettersi in mostra o con atteggiamento umile che non cerca gli sguardi e la propria gloria, si testimonia la presenza di Cristo anche in una bella donna ben vestita e ben curata. Perche' non e' che ci siano solo due opzioni cioe’ o siamo vestite da meretrici o da suore. No. Una cura di se' con dignita' e senza l'intenzione di esibirsi, e' una cosa buona. Se l’intenzione e’ la gloria di Dio ogni cosa viene da se': la scarpa viene da se', il trucco viene da se' e le scelte quando vado a comprare vengono da se', perche' io prima di ogni cosa metto Dio e non il mio io.

Spero di essere stata esaustiva. Un grande bacio a presto.
Debora Vezzani
(di Maristella Pignatelli Saraceno)

sabato 24 marzo 2018

Quaresima con 40bags in 40days: è tempo di inginocchiarsi (6°settimana)



Buon pomeriggio,
eccoci arrivati alla SETTIMANA SANTA, la sesta e ultima settimana  di questo percorso di Quaresima che ci ha guidati attraverso una purificazione spirituale e materiale, in modo da arrivare a Pasqua pienamente preparate ad accogliere il Signore.
Vi ricordo che per condivisioni dei progressi tramite i social, il tag è #40bagsquaresimafolle oppure tramite facebook ed email a mammacattolica@gmail.com

La prima settimana la potete trovare qui: "Quaresima con 40bags in 40days: è tempo di alleggerirsi".
La seconda settimana  la trovate qui: "Quaresima con 40 bags in 40 days: è tempo di donare"
La terza settimana la trovate qui: "Quaresima con 40bags in 40 days: è tempo di collaborare"
La quarta settimana la trovate qui: "Quaresima con 40bags in 40days: è tempo di cambiare"
La quinta settimana a trovate qui: "Quaresima con 40bags in 40days: è tempo di essere umili"
La prima parola d'ordine era "alleggerirsi", la seconda "donare", la terza "collaborare", la quarta "cambiare", la quinta "essere umili"...
Questa settimana la parola d'ordine è  INGINOCCHIARSI!

➤ Vi ricordo ciò che serve in questo percorso:
- sacchetti da riempire (di varie dimensioni)
- quaderno per segnare progressi e riflessioni
- Inno allo Spirito Santo
- Voglia di mettersi in gioco
PLAYLIST SPOTIFY con musica cristiana ➨CLICCA QUI

➤ ATTIVITA' FISSA:  recitare la preghiera del cuore "Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore".

SETTIMANA SANTA (SESTA SETTIMANA) DAL 25 AL 31 MARZO:
- Domenica: Mc 14,1-15,47 "La passione di Nostro Signore"
- Lunedi: Gv 12, 1-11 "Lascia fare, perchè essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura"
- Martedi: Gv 13,21-33.36-38 "Uno di voi mi tradirà..Non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte"
- Mercoledi: Mt 26,14-25 "Il figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il figlio dell'uomo viene tradito!"
- Giovedi: Lc 4, 16-21 "Li amò sino alla fine"
- Venerdi: Gv 18,1-19,42 "Passione del Signore"
- Sabato: Mc 16, 1-7 "Gesù Nazareno, il crocifisso, è risorto!"

Iniziamo quest'ultima settimana prima della Pasqua con la domenica delle Palme e la lettura della Passione di nostro Signore.
Il vangelo di Marco è una cronaca, racconta i fatti senza aggiungere altro, in questo modo risalta la totale solitudine di Gesù; solo, abbandonato da tutti, in preda all'angoscia ma da vero uomo, affronta la croce.
Noi spesso ci tiriamo indietro per molto meno, basta una parola sbagliata e molliamo tutto, lui aveva tutti contro e ha affrontato le cose peggiori per amore anche di chi lo ha tradito o rinnegato.

"Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli..."
Per Giuda quel gesto è incomprensibile,per lui quella donna ha sprecato qualcosa che avrebbe potuto fruttare denaro, lui vede solo del mancato profitto, mentre dietro quel gesto c'è un amore sconfinato.
Lei non ha detto nulla ma ha compiuto un gesto d'amore concreto, non ha pronunciato nemmeno mezza dichiarazione, ha fatto e basta!
I fatti contano più di mille parole, spesso nella nostra bocca abbiamo delle parole splendide ma alla fine i fatti non coincidono con ciò che proclamiamo, tante belle parole e poi...nulla.
Dovremmo imparare da Maria!

"Uno di voi mi tradirà..Non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte"
Il tradimento è qualcosa che fa male, tanto male, ancora di più se viene da chi ami perchè non te lo sai spiegare, per cui c'è la rabbia, la delusione, la frustrazione.... ecco, tutti questi sentimenti in Gesù non ci sono, sa benissimo che verrà tradito e rinnegato da chi ama e nonostante questo lui continua ad amarli e morirà anche per salvare loro.
Ama e basta, senza condizioni ed è una cosa che sembra quasi folle ma è quell'amore incondizionato che regge il mondo.
Anche noi spesso abbiamo tradito Gesù quando non ci siamo fidati di Lui, quando magari ci siamo arrabbiati con Lui ma nonostante tutto ci ha sempre aspettati e accolti a braccia aperte.
Questo è il vero esempio di amore da seguire, amare nonostante tutto.

"Quanto volete darmi perchè io ve lo consegni?. E quelli fissarono 30 monete d'argento"
Giuda vende il suo amore per Gesù al miglior offerente e spesso è cosi anche nella vita quotidiana, quando Dio non ci da ciò che chiediamo magari pensiamo di mettere qualche moneta in più quando accendiamo la candela perchè magari "questa volta ci ascolta"....
Oppure se Dio non ci asseconda ecco che magari cerchiamo altrove, magari qualcuno che esaudisce le nostre richieste ci sarà...
Anche questo è un atteggiamento "Da Giuda", invece dovremmo avere un atteggiamento diverso, imparando ad amare in maniera gratuita, pregare in maniera gratuita e toglierci dalla testa questa terribile mentalità commerciale.

"Li amò sino ala fine"
Questa frase riassume tutto, bisognerebbe solo stare in silenzio riflettendo sul vangelo perchè ci riporta ad una condizione ben precisa, il mettersi al servizio dell'altro.
Farsi, piccoli, umili (che non equivale ad umiliarsi)  e servire il prossimo proprio come fa Gesù con i discepoli.
Si inginocchia e gli lava i piedi, un'immagine che lascia senza parole...

In questo sabato santo, la passione raccontata da Giovanni rende la Gloria di Gesù... infatti termina con la frase "consegna lo spirito" anzichè dire che muore.
Gesù viene per salvarci, dona la sua vita per noi, di conseguenza siamo chiamati a scegliere la sua via che è quella del servizio, del dono, della dimenticanza di sè.

➥Perchè questa settimana la parola chiave è INGINOCCHIARSI?
Questa in realtà è la settimana perfetta per mettere in pratica tutto quello di cui abbiamo parlato in queste settimane!
Ci siamo alleggeriti la prima settimana per partire con il piede giusto, abbiamo anche donato agli altri qualcosa, abbiamo collaborato con la famiglia, passo dopo passo siamo anche cambiati riflettendo ogni giorno sul vangelo, la scorsa settimana abbiamo fatto nostro il concetto di umiltà...
Quale modo migliore di concludere la quaresima se non stando in ginocchio???
In ginocchio davanti a Gesù anche in casa, avete mai provato a pregare in casa vostra stando inginocchiati?
Provateci....magari dove avete creato l'angolo di preghiera la scorsa settimana.
Potete mettervi sul tappeto, mettere qualche cuscino tra le gambe e il sedere per non farvi male alle gambe e pregate, contemplate il crocifisso con umiltà, tranquillità, donando voi stessi a Gesù, mostrandogli che attraverso questo percorso di quaresima qualcosa in voi è cambiato anche se la strada sarà ancora estremamente lunga, tortuosa ma allo stesso tempo meravigliosa per c'è Lui a tenervi per mano.
Le attività di questa settimana vi porteranno a stare in ginocchio fisicamente per cui è un buon esercizio.

➤ OBIETTIVI DI QUESTA SETTIMANA:

- Preghiera del cuore, 14 minuti.
- Preghiera allo Spirito Santo prima di fare attività
- Continuare ad aggiornare il quaderno specificando se volete cambiare qualcosa di voi e i progressi della settimana.
- Ascoltare la playlist di musica cristiana per alleggerirci nelle nostre attività!

➧ ATTIVITA' QUOTIDIANE PER LA SESTA SETTIMANA:
IMPORTANTE!!!!   Come procedere questa settimana?  ⇓⇓⇓
Le attività di questa settimana sono estremamente limitate a 3 giorni mentre il resto del tempo lo dovrete dedicare alla preghiera e alla meditazione del giovedi, venerdi e sabato santo.

- Domenica: Pianificare!

Lunedi: Pulire sotto il letto
Martedi: Pulire sotto il lavello della cucina o cassetti in basso
Mercoledi: Riordinare cassetti in basso, anche nella camera dei bambini etc...
L'obiettivo è fare attività che vi portino a stare in ginocchio.

- Giovedi: Preghiera e meditazione sulla lavanda dei piedi
Venerdi: preghiera e meditazione sulla passione di Nostro Signore
Sabato: preghiera e silenzio.

IL NOSTRO PERCORSO DI QUARESIMA SI CONCLUDE QUI.
VI RINGRAZIO DI CUORE PER AVER PARTECIPATO.

Vi ricordo che per comunicare potete scrivere una mail, commentare questo articolo, oppure taggarci su instagram (@stiledivitadiunafollecattolica) e facebook (stile di vita di una folle donna cattolica) !!!

Buon settimana di quaresima a tutte!
Cristina
ps: tutto il materiale che trovate qui è opera mia per cui se lo prendete vi chiedo la cortesia di citare la fonte.

mercoledì 7 febbraio 2018

Andare a messa, anche l'abbigliamento conta.

Buon pomeriggio,
eccomi con un nuovo argomento, questa volta più  leggero ma pur sempre importante e da rispolverare ovvero l'abbigliamento per andare a messa.
Poco tempo fa ho parlato ai ragazzi del catechismo di questo argomento e molti cadevano  dalle nuvole poichè non sapevano che ci fosse un minimo di criterio da mettere in pratica.

3 Il vostro ornamento non sia quello esteriore, che consiste nell'intrecciarsi i capelli, nel mettersi addosso gioielli d'oro e nell'indossare belle vesti, 4 ma quello che è intimo e nascosto nel cuore, la purezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico, che agli occhi di Dio è di gran valore. (1Pietro 3,3-3,4)

"L'abito non fa il monaco" è la frase che spesso leggo, ma quando la leggo o sento dire da cattolici diciamo che un pò mi viene da storcere il naso... perchè?
Per un semplice motivo, sostengo l'idea che ciò che siamo fuori deve rispecchiare ciò che siamo dentro per cui se siamo cattolici, la nostra fede diventa uno stile di vita a 360° per cui anche il mio modo di vestire avrà delle caratteristiche precise.
Spesso è anche l'umore che condiziona il nostro modo di vestire, se non devo andare a lavorare o non devo uscire di casa magari resto con la tuta perchè magari è una giornata in cui non ho voglia di cambiarmi e sono pure un pò triste; se sono felice e piena di energia anche se sono a casa mi vesto come se dovessi uscire etc...
Quindi anche la nostra fede dovrebbe condizionare il nostro essere esteriore anche perchè può essere da esempio per gli altri, diciamo che diventa una sorta di coerenza con se stessi al 100%.
Provate a pensare a che sensazioni vi trasmette una persona trasandata rispetto ad una curata, penso che sia evidente che se una persona è felice ma trasandata qualcosa non va... non dico che si debba essere perfette, sempre ben vestite e perfettamente curate ma il "minimo sindacale" per poter trasmettere qualcosa di positivo penso sia doveroso.
Più volte il Santo Padre ha parlato della grossa differenza tra cristiani tristi e cristiani gioiosi e della differenza che queste due persone hanno nel trasmettere la vita in Cristo, ecco, essere curate, non trasandate e presentabili anche nella vita quotidiana è un biglietto da visita non indifferente.
Dobbiamo anche un pò distruggere quell'idea che una donna cattolica si veste "come una nonna" ed è infelice, perchè non è cosi.
Non esiste un manuale da seguire del "come si veste un bravo cattolico o una brava cattolica", semplicemente viene naturale mantenere una linea modesta e che non metta troppo in mostra il nostro corpo.

Questo post però nello specifico parla di abbigliamento per la messa, il che ha un altro criterio rispetto alla vita quotidiana dove invece possiamo essere anche meno impeccabili e farci guidare più anche dalla comodità.

In inverno la faccenda è più semplice, ci si copre di più proprio perchè le temperature non permettono di scoprirsi troppo, c'è un cappotto/giacca che copre ciò che abbiamo sotto per cui non è troppo difficile.
Un abito al ginocchio con collant sia coprenti che meno coprenti, un paio di scarpe eleganti oppure stivali, un cappotto ed il gioco è fatto.
Una gonna al ginocchio con un lupetto oppure camicia e golfino, oppure maglioncino; collanti coprenti o meno e anche in questo caso scarpe eleganti (non necessariamente alte) oppure stivali ed è perfetto.
Ecco alcuni esempi di outfit concessi da due care amiche Erika e Linda.

Ecco ora altri outfit in questo caso riguardano un abbigliamento elegante ma con dei pantaloni:

                             

Gli esempi che seguono invece riguardano svariati stili sempre di moda modesta utilizzabili per la Santa messa, in base alla stagione ci può essere aggiunta di cappotto e collant adeguati.

  

La gonna sotto il ginocchio non  è sinonimo di "modalità nonna" ma può essere estremamente giovanile ed elegante se abbinata in modo corretto.
Anche l'altezza di chi le indossa non sempre è rilevante, basta abbinare la cosa giusta.



 


Questa è una versione più sportiva con abbinate delle snikers quindi da proporre anche alle ragazzine.


Insegnare ai nostri figli sin da piccoli a vestirsi in modo adeguato per andare a messa è il primo passo da seguire.
Evitare jeans strappati al giorno d'oggi è estremamente difficile, cosi come l'indossare minigonne e magliette cortissime, per cui va spiegato il motivo per cui a messa va indossato un abbigliamento elegante e sobrio.
Non si va a fare shopping oppure un giro al parco o in discoteca, si va nella casa del Signore, si è invitati a casa sua e quando solitamente si va a casa d una persona importante ci si veste bene, si tende ad avere un occhio di riguardo per il look,ci si prepara con calma, si sceglie il giorno prima cosa indossare per essere pronti il prima possibile perchè non vediamo l'ora di incontrare questa persona importante..
Ecco, lo stesso criterio va utilizzato quando si va a messa, si va a trovare una persona importantissima per la nostra fede per cui si deve essere presentabili, eleganti e solari.
Andare a messa in tuta da casa, vestiti come se fosse un giorno qualsiasi della settimana, oppure in infradito in estate, non ci fa entrare con lo spirito giusto perchè come detto in precedenza, ciò che siamo fuori è lo specchio di ciò che siamo dentro e devono essere in simbiosi.
Fare un piccolo sforzo in quel giorno della settimana in cui siamo invitati dal Signore magari può anche cambiarci l'umore e ci fa uscire di casa con il sorriso perchè fare quello sforzo ci ha fatto bene.
Quando ero piccola sono stata cresciuta con questa idea nonostante i miei genitori non fossero molto cattolici, ma l'idea del "la domenica ci si veste bene" mi è stata trasmessa quindi ricordo che da piccolina ogni domenica vestito o gonna e la giacca "della festa".
Oggi questo messaggio non passa, o viene messo in secondo piano quando in realtà è un messaggio stupendo.
Quando l'ho spiegato a catechismo, la settimana successiva già alcune avevano messo in pratica il consiglio ed è stato bello, anche loro hanno iniziato a dare un valore diverso all'idea di "prepararsi per la messa".
Questo argomento è estremamente ampio per cui ne parlerò ancora, sia di consigli anche per quanto riguarda la moda quotidiana sia per l'abbigliamento quando inizierà  a fare più caldo, il che è un tasto dolente per molte, inoltre non può mancare un articolo anche per quanto riguarda la moda modesta per gli uomini!
A presto.
Un caro abbraccio
Cristina




venerdì 26 gennaio 2018

Carnevale, va bene mascherarsi?


Buon pomeriggio,
oggi ho rivisto e risistemato questo vecchio post a tema "Carnevale" dato che si sta avvicinando.
Da che ricordo ho sempre dato per scontato che il carnevale fosse festeggiato da chiunque, senza pormi chissà quanti dubbi a riguardo nonostante personalmente non ami affatto questi giorni... anzi,non li sopporto proprio.
Nulla a che vedere con le origini di questa ricorrenza ma di base non ho mai amato travestirmi, soprattutto intorno agli 11/12 anni, dove si passa dai vestiti da principessa a quelli da "teppista" o "punk"con jeans bucati, bandana, disegni in viso, manganello di plastica (negli anni '90 si usava cosi) e ti ritrovavi a dover passare le giornate a scappare correndo per il paese perchè "quelli più grandi" rincorrevano te e il tuo gruppetto di amici con la schiuma (con cui ti avrebbero riempito da capo a piedi), oltre ad avere dei simpatici manganelli, si di plastica, ma riempiti con della sabbia!
Quelli però me li evitavano perchè ero una ragazza ed erano amici di mio fratello, avere certe conoscenze serviva ;)
La sera poi se uscivi dovevi stare attenta a quelli che avevano già la patente perchè c'erano delle guerriglie con uova marce che fortunatamente non ho mai preso, ma in giro per il paese lasciavano decisamente il segno per giorni.
Ecco, il carnevale lo lascerei solo per la fascia d'età 0-9 anni, anche se nonostante tutto non ho la benché minima idea di come lo festeggino i ragazzini di oggi oltre la scuola elementare.
Mia figlia ha 7 anni e mezzo  ed è ancora nel periodo principesse, vestiti lunghi e super eleganti, mio figlio di 5 anni è in fase Spiderman e Tartarughe Ninja, mentre il piccolo di un anno starebbe bene con qualsiasi cosa.
Torniamo a noi, la domanda del titolo credo sia lecita dal momento in cui ad oggi mettono Carnevale e Halloween sullo stesso piano ignorando i significati di una e dell'altra festa.
In realtà sappiamo benissimo che non è cosi ma quando ad halloween noi cattolici ricordiamo di che tipologia di festa si tratta, la classica frase in risposta è "ma alla fine ci si traveste come a carnevale...", si peccato che in realtà sono due cose distinte.

Allora, che cosa è il Carnevale?
Il Carnevale è il periodo che precede la quaresima, si festeggia con feste mascherate, vere e proprie  sfilate di carri allegorici, gare in maschera etc.
Si conclude il giorno di martedì grasso, ovvero il giorno che precede il mercoledì delle ceneri, (primo giorno di quaresima).
Il nome deriva probabilmente dal latino medievale carne levare, cioè "togliere la carne" dalla dieta quotidiana, in osservanza del divieto nella religione cattolica di mangiare la carne durante i quaranta giorni di quaresima.
Non è certo una festa religiosa, tuttavia non avrebbe molto senso senza il calendario delle festività liturgiche, perciò una riflessione sull'origine e sul significato può essere utile anche per capire la fede.
Le radici sono molteplici, si spazia da quelle ebraiche, pagane, cristiane che ci rimandano ad aspetti comuni dell’uomo di tutti i luoghi e di tutti i tempi.
Nel calendario ebraico ad esempio, il carnevale corrisponde grosso modo la festa dei Purim, che ricorda la salvezza di Israele dall’incombente persecuzione degli ebrei nel regno di Persia, salvezza conseguita, secondo il racconto biblico, dalla regina Ester.
Allo stesso tempo, dietro questa festa che possiamo definire "profana", che aveva e ha tuttavia il suo posto nel calendario religioso, c’è quella conoscenza del ritmo del tempo, validamente espressa nel libro di Qoèlet.
"Tutto ha la sua ora e c’è un tempo per ogni cosa sotto il sole: un tempo per la nascita e un tempo per la morte, un tempo per piantare e un tempo per cogliere ciò che si è piantato…un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per lamentarsi e un tempo per ballare”"(Qo 3,1ss.).
[per info riguardo il Qoèlet vi mando QUI]

Tornando alle origini del carnevale, oltre al collegamento ebraico  c'è quello pagano,che si serve di maschere dei paesi alpini e svevo-germanici dove si celebravano i riti della cacciata dell’inverno, dell’esorcismo delle potenze demoniache per cui la maschera diveniva una protezione dal mondo che cambiava.
A questo punto accade una cosa molto significativa: la maschera demoniaca si trasforma, nel mondo cristiano, in una maschera divertente; la lotta pericolosissima con i demoni si cambia in gaudio prima della gravità della Quaresima.
In questa "mascherata" avviene ciò che ritroviamo spesso nei salmi e nei profeti, ovvero diviene scherno di quegli dei che chi conosce il vero Dio non deve più temere!
Quelle maschere sono diventate qualcosa di divertente, esprimono la gioia da parte di chi invece prima aveva paura.
In poche parole, avviene una specie di "liberazione cristiana", la libertà di quell’unico Dio, che rende perfetta quella libertà ricordata dalla festa ebraica dei Purim.
Con il cristianesimo quei riti pagani tramutarono il loro carattere magico e rituale per diventare e rimanere semplicemente una forma di divertimento popolare.
Durante il Medioevo e il Rinascimento i festeggiamenti in occasione del Carnevale furono introdotti anche nelle corti europee ed assunsero forme più raffinate, legate anche al teatro, alla danza e alla musica.
Ancora oggi il Carnevale rappresenta un'occasione di divertimento e si esprime attraverso il travestimento, le sfilate mascherate, le feste.
Feste e sfilate che spesso, almeno da noi, sono organizzate dagli oratori come occasione per divertirsi insieme, ben diverso dal messaggio trasmesso da halloween (di cui preferisco non parlare).
Da noi ci sarà una sfilata organizzata dall'oratorio con un tema ben preciso, ogni anno è un tema diverso, quello precedente riguardava i cartoni animati.
I ragazzi si impegnano nel costruire il carro a tema, quindi diventa anche un ottimo modo per trascorrere del tempo in oratorio tutti insieme nel creare qualcosa di bello e gioioso.
Per cui rispondendo alla domanda da cui ha avuto origine il post, direi proprio di si, va bene mascherarsi senza però esagerare, senza diventare volgari e senza fare del male agli altri.

Buon carnevale!! a breve arriveranno post riguardo le ceneri e la quaresima...
a presto.
Cristina
[le fonti di tutto questo sono innumerevoli, recuperate da vecchi file]

domenica 19 marzo 2017

Un percorso d'amore verso Dio (parte 3)

Buonasera,
siamo alla terza settimana, questa volta puntuale! Oggi è arrivata l'ispirazione e ne ho approfittato.
Spero che le precedenti abbiano portato qualcosa di positivo, nel frattempo potete anche raccontarci le vostre sensazioni, le vostre difficoltà, mancanze, progressi e successi.
Prima di tutto continuate con le due liste della scorsa settimana.
Questa settimana prenderemo spunto dal vangelo della Samaritana letto questa domenica.
Già nella prima lettura si parla del tema che ci accompagnerà per i prossimi 7 giorni, l'acqua.
Es 17,3-7 "Dacci acqua da bere."
Mentre nel vangelo di Gv 4,5-42 "Sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna."
[...]Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». [...]
L'acqua è fondamentale per vivere, possiamo restare giorni senza cibo, ma senza acqua la situazione diventa tragica.
L'acqua di cui parla Gesù nel vangelo non è quella concreta che scorre nei fiumi, o che mettiamo in tavola ma è qualcosa di ben più profondo.
Non sono cosi esperta in merito a spiegazioni precise quindi solitamente oltre ad ascoltare per bene l'omelia faccio anche ricerche e condivido con voi una spiegazione semplice, trovata sul sito del monastero di Bose, che mi è piaciuta:
<<Gesù le annuncia l’inaudito, l’umanamente impossibile: c’è un’acqua da lui donata la quale, anziché essere attinta dal pozzo, diventa fonte zampillante, acqua che sale dal profondo. Bere l’acqua da lui donata significa trovare in sé una sorgente interiore: quest’acqua è lo Spirito effuso da Gesù nei nostri cuori (cf. Gv 7,37-39; 19,30.34), Spirito che zampilla per la vita eterna, che nel cuore del credente diventa “maestro interiore”.>>
Per fare qualcosa a livello pratico però utilizzeremo l'acqua vera, non so voi ma personalmente spessissimo mi dimentico di bere nell'arco della giornata, e la cosa non è positiva, l'organismo ne risente e con il tempo si rischiano conseguenze non proprio piacevoli, mentre quando mi impegno e bevo di più mi rendo conto dei benefici.
Ecco, l'impegno di questa settimana è di bere più del solito, mettete una sveglia sul telefono per ricordarvelo, esistono applicazioni per tenere segnato quanto uno beve etc...
Ma non solo questo, quando beviamo dobbiamo ringraziare il Signore per il dono della vita, per averci create e chiedendo di inondare i nostri cuori di quell'acqua viva che è puro amore.
Buona settimana a tutte.
Un caro abbraccio.

martedì 14 marzo 2017

Un percorso d'amore verso Dio (parte 2)

Buonasera a tutte!
eccoci (in ritardo) con la seconda parte di questo cammino.
Essendoci meno giorni a causa del mio ritardo nella pubblicazione, il compito sarà più semplice ma... c'è un MA.... avrete in aggiunta un compito che sarà semplice solo all'apparenza.
Domenica il vangelo parlava della Trasfigurazione:
<<E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce>>, il nostro sacerdote spiegò questo passo ai bambini con un esempio semplicissimo, ovvero di immaginare l'espressione del loro volto quando nel giorno del loro compleanno ricevono una sorpresa inaspettata e stupenda, ecco, a mio parere (non essendo sacerdote) il luccichio di gioia che appare negli occhi in quel momento è solo una piccola parte della meraviglia vissuta sul monte da chi era con Gesù.
Quella luce magari anche se fioca l'abbiamo durante la giornata ma svanisce per molte nel momento in cui ci guardiamo allo specchio e vediamo in noi, non quella creatura tanto amata da Dio, ma una persona piena di difetti e spesso indegna di quell'amore tanto grande...
Lo scopo del percorso e di imparare ad amarci come Dio ci ama e per farlo dobbiamo prenderci cura di noi stesse.
La scorsa settimana abbiamo lavorato sul viso e spero che siate riuscite a fare qualcosa, questa settimana vi chiediamo di dedicare un giorno allo scrub a braccia e gambe (se volete ho anche una ricetta per farlo in casa :) ) poi applicate ogni giorno una crema in base alle vostre esigenze, quindi se avete bisogno di idratare ne mettete una apposita, se volete una anti-cellulite metterete quella etc...
Ovviamente tutto questo serve per voi stesse, per sentirvi meglio e in ordine, con lo scrub salutiamo le cellule morte cosi come salutiamo il nostro modo di vederci piene di difetti.
Ecco invece il compito difficile che ci accompagnerà ogni settimana, la lista di ciò che ci piace e non ci piace di noi.
Prendete un foglio, lo dividete a metà e scrivete da un lato cosa vi piace di voi mentre dall'altro cosa non vi piace, il tutto mentre vi guardate allo specchio (possibilmente in intimo e non vestite, cosa che per molte è difficile fare)
Ogni settimana farete questa lista senza guardare quella precedente; al termine del percorso riprendendo tutte le liste vedrete se sarà cambiato qualcosa.
Vi auguro un buon percorso e per qualsiasi cosa scrivete di seguito o in privato.
Nel frattempo vi metto il link della scorsa settimana in modo che possiate avere un promemoria.
un caro abbraccio
Cristina e Maria.
(la scorsa settimana.. http://mammacattolica.blogspot.it/…/un-percorso-damore-vers… )



venerdì 10 marzo 2017

Le razionali Tentazioni

Buon pomeriggio,
oggi voglio parlavi di un argomento con cui ho "litigato" per anni, le "tentazioni", non perchè per me fosse eccessivamente difficile resistervi ma per un altro motivo, non credevo potesse esserci realmente lo zampino di S.(satana per intenderci); semplicemente pensavo fosse tutto troppo esagerato per credere a queste cose...
Quando leggevo frasi come "eh, attenta, sarà colpa del demonio, ci mette sempre lo zampino" sinceramente sorridevo senza darvi troppo peso, pensavo che certe persone semplicemente vedessero il demonio pure nell'acqua gassata.
Nel mio cammino di conversione ho sempre e comunque messo al primo posto la risposta razionale, è più forte di me, cosi come quando seguivo altre vie religiose tra cui il paganesimo, durante le celebrazioni credevo ben poco a ciò che gli altri mi raccontavano riguardo ciò che provavano durante il cerchio etc. io e mio marito ci guardavamo e ridevamo.
Quindi per me le tentazioni non venivano proprio da S. ma semplicemente le trovavamo sul cammino e dovevamo resistervi perchè doveva essere cosi.
Non vi dico quanti anni ho trascorso in questo modo!
Poi un bel giorno ho provato a riflettere riguardo molti avvenimenti della mia vita, episodi che mi hanno messa molto alla prova, cambi di programma che pensavo io stessa perchè magari "non avevo voglia" di fare qualcosa e poco alla volta ho provato a chiedermi:
" e se queste cose fossero veramente tentazioni di S.?"...
"e se effettivamente le sue tentazioni non fossero nulla di eclatante o soprannaturale ma siano semplici <cambi di programma> che decidiamo noi?"
"e se ci fosse una semplice risposta razionale senza cercare chissà quale cosa strana?"
Ecco, queste semplici domande, hanno iniziato a tartassarmi, soprattutto quando accadevano episodi banalissimi che mi allontanavano da qualcosa di bello a causa della pigrizia, non voglia di andare e simili.
Da bambini non è che sappiamo bene come funzionino queste cose, ce le spiegano, poi per chi  come me si allontana dalla chiesa vengono un pò rimosse o esse in un cassettino della memoria molto lontano e spesso sono proprio fonte di ulteriori punti a cui aggrapparsi per andarsene dalla chiesa pensando che sono tutti pazzi e credono a chissà quale entità paurosa.
Partiamo dalla definizione di "tentazioni" presa dal vocabolario Treccani:
tentazióne s. f. [dal lat. temptatio -onis, der. di temptare «tentare»]. – 1. Nella teologia cattolica, l’azione e il fatto di tentare o di venire tentato al peccato, intesa sia come prova a cui l’essere libero viene sottoposto per conoscerne la capacità di sottostare alla legge morale e religiosa, sia come stimolo o invito a compiere azioni moralmente cattive: t. di Gesù Cristo, nei vangeli sinottici, l’episodio in cui Cristo è tentato da Satana; le t. di s. Antonio nel desertole t. di Buddadi Zarathustradi Maometto. Con valore soggettivo, la condizione di chi è tentato, cioè l’esperienza del soggetto religioso che subisce l’attrazione di una condotta contrastante con gli ideali della propria religione

In sintesi qui si parla di compiere azioni che vanno contro la legge morale e religiosa, e compiere azioni moralmente  "cattive", quindi viene considerato solo tutto ciò che è inerente ad un'azione negativa e che porta a conseguenze spiacevoli.
Ho sottolineato la parola "solo" per un motivo ben preciso poichè nella cerchia delle tentazioni citate trovo un certo limite, si parla di avere una "condotta contrastante con gli ideali della propria religione", ma secondo un mio pensiero, le tentazioni non sono solo per forza azioni negative o in contrasto con la mia fede, posso anche essere azioni che io reputo banali e senza conseguenze che se guardate con razionalità tolgono una possibile crescita personale.
Credo che con gli esempi si possa capire meglio ciò che intendo, poi magari io le vedo come tentazioni mentre voi no per cui non prendete per oro colato ciò che dico, semplicemente mi baso su vari ragionamenti fatti negli anni.
S. attraverso le tentazioni fa in modo che noi ci allontaniamo da Dio, ci porta a cedere ad azioni che inizialmente sono positive ma vanno a discapito di qualcuno per cui sono azioni contro la nostra morale e fede, non solo questo però ci può allontanare da Dio, ci sono anche cose che semplicemente non ci fanno evolvere spiritualmente e anche quelle secondo me derivano dalle tentazioni.
Ora passiamo veramente a due esempi altrimenti diventa un poema più che un post..

Esempio 1: in parrocchia da noi una sera alla settimana fanno la catechesi degli adulti, la fanno due volte all'anno, da 3 anni vorrei andarci ma la pigrizia spesso prende il sopravvento, oppure una volta in cui ero convinta di andarci, mio marito è tornato tardi dal lavoro perchè ha beccato ben due incidenti in autostrada (proprio quella sera) quindi nonostante è arrivato qualche minuto prima dell'inizio, io decido di non andare perchè sarei arrivata in ritardo.
Voi in questo non ci vedete una tentazione? non pensate che la pigrizia sia stata una tentazione? in questo caso non ho fatto nulla contro la morale e contro la fede essendo incontri non obbligatori ma ho mancato un'occasione per avvicinarmi a Dio e ne ho avuto la conferma ieri, perchè si, ci sono andata!!! nonostante la voglia di restare a casa ci fosse, ma... pensando alla tentazione ho detto "non mi importa! ci vado e vedo come va!", risultato?? è stata un'ora splendida che mi ha aperto ancora di più il cuore e chissà quante cose mi sono persa in passato.
La stessa cosa vale per quando ho saltato gli esercizi spirituali, ma non sto a dilungarmi.

Esempio 2: discutiamo con nostro marito o fidanzato, pensiamo a tutti i costi di avere ragione quindi attendiamo che sia l'altro a scusarsi o ad iniziare il discorso per sistemare  la situazione, e ovviamente è sempre lui ad avere torto (la battuta ci stava alla grande XD ), noi continuiamo la nostra giornata senza problemi almeno all'apparenza e allo stesso tempo senza renderci conto che questa attesa ci allontana da nostro marito/fidanzato, dentro di noi sentiamo che dovremmo provare a fare il primo passo ma cerchiamo di cacciarla..
Ecco,questa secondo voi non è una tentazione? S. non ci vuole vedere uniti come coppia quindi ci fa allontanare quella vocina (che è Dio) che ci vorrebbe far riappacificare prima.
Le volte in cui ho ascoltato quella vocina ho avuto il raccolto più ricco, soddisfacente e pieno d'amore che potessi immaginare, poi ecco, non sempre avviene e la differenza c'è, e poi diciamola tutta, non è facile mettere da parte l'orgoglio e iniziare a chiarire se sappiamo che non è colpa nostra 😏

Prendo una citazione i Papa Francesco dell'11 aprile 2014 per dire un'altra cosa riguardo le tentazioni:


<<Come fa il demonio per allontanarci dalla strada di Gesù? La tentazione incomincia lievemente, ma cresce: sempre cresce. Secondo, cresce e contagia un altro, si trasmette ad un altro, cerca di essere comunitaria. E alla fine, per tranquillizzare l’anima, si giustifica. Cresce, contagia e si giustifica>>
In questo piccolo pezzetto c'è un altro esempio banale ricollegabile ai due precedenti, ovvero anche nel consigliare agli altri nel modo sbagliato, "lascia perdere, non andarci e goditi la serata a casa.." "hai lavorato tutto il giorno, hai bisogno di svagarti, ci andrai un'altra volta..." "ma no!! pechè dovresti iniziare tu a parlarci? è lui che ha sbagliato.."
Ecco, queste sono tutte tentazioni e il mezzo siamo noi, la tentazione cresce con il tempo, contagia e il mezzo possiamo essere noi, giustifica..."sarai stanco...stai a casa...sei tu che hai ragione..."
Sarò strana io, ma ci trovo una continua spiegazione razionale alle azioni di cui vi ho parlato fino ad ora.. e per razionale intendo  che ha una spiegazione logica, azioni con conseguenze a cui si trova una spiegazione effettiva.
Come conclusione cito ancora Papa Francesco sempre riguardo il discorso fatto l'11 aprile 2014:

«Tutti siamo tentati, perché la legge della vita spirituale, la nostra vita cristiana, è una lotta: una lotta. Perché il principe di questo mondo – il diavolo – non vuole la nostra santità, non vuole che noi seguiamo Cristo. Qualcuno di voi, forse, non so, può dire: “Ma, Padre, che antico è lei: parlare del diavolo nel secolo XXI!”. Ma, guardate che il diavolo c’è! Il diavolo c’è. Anche nel secolo XXI! E non dobbiamo essere ingenui, eh? Dobbiamo imparare dal Vangelo come si fa la lotta contro di lui».
Spero di aver creato un post utile ed almeno un pochetto interessante, ci ho messo qualche giorno ma credo ne sia valsa la pena.
Se avete altri esempi o domande scrivete pure nei commenti.
Se mai avrò altro da aggiungere creerò la "parte 2"
Un caro abbraccio
Cristina



sabato 4 marzo 2017

Un percorso d'amore verso Dio.

Buonasera carissime,
con Maria abbiamo pensato ad un percorso da intraprendere durante questa quaresima, sarà un "percorso d'amore verso Dio".
Il punto di partenza sarà il più difficile, ovvero l'amore verso se stessi.
Se non impariamo ad amarci, sarà difficile amare veramente gli altri e Dio.
Partiamo dai due principali comandamenti:
"Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi"
"Ama il prossimo tuo come te stesso".
Impariamo ad amare noi stessi come ci ha amato Lui, Lui che per noi ha dato la sua vita.
Inoltre dobbiamo imparare ad amare noi stessi prima di riuscire ad amare gli altri, il nostro prossimo e Dio.
Tutto passa dall'amore e quale momento migliore se non questo, dove l'amore è alla sua massima testimonianza e manifestazione.
La Quaresima sarà il periodo che utilizzeremo per imparare ad amarci, fino ad arrivare alla Pasqua che sarà il culmine di questo amore sotto ogni aspetto.
Se alla fine di questo percorso questo avverrà o se almeno in parte ci saremo riuscite, sarà valsa la pena pensarlo e condividerlo con voi.
Proprio il vangelo delle Ceneri racchiude il senso di questo piccolo progetto.
Vi cito solo la parte che riguarda il succo del nostro discorso:
"E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà".
Ecco, proprio questo piccolo pezzetto racchiude il nostro pensiero, ovvero il valore dell'essere sempre in ordine per non mostrare la fatica agli altri, come in questo caso non va mostrato agli altri la fatica del digiuno ma va mostrata la nostra gioia poichè solo il Signore conosce il nostro cuore e sa cosa facciamo per Lui.
Per questo, in questa prima settimana di Quaresima vi chiediamo un compito apparentemente semplice, ma che poco a poco potrà diventare una piccola routine per stare meglio con noi stesse.
Prendete un post-it, scriveteci "imparo ad amarmi come Dio mi ama", lo leggerete ogni volta che ve lo ritroverete davanti e al mattino dopo esservi lavate il viso mettetevi una crema adatta a voi e iniziate la giornata con il sorriso.
Magari alcune di voi sono abituate quindi sarà più facile, altre non sono costanti e altre ancora non lo fanno, ecco, impegnatevi poichè non è cosi superficiale e banale come cosa...
Fateci sapere come procede..
Un caro abbraccio e Buona prima Domenica di Quaresima care sorelle in Cristo.

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sabato 31 dicembre 2016

Buon anno nuovo

Buongiorno,
Sono stata assente per parecchio ma sono scusata, il 31 ottobre è nato il mio terzo figlio.
Tra un paio di mesi arriverà un computer nuovo quindi riuscirò ad essere decisamente più presente, ora sono passata per gli auguri di fine anno.
Un altro anno stai per finire, ricco di alti e bassi come sempre, l'importante è prendere tutto ciò che c'è stato e trasformarlo in un seme da piantare alla soglia del nuovo anno...
Se durante l'anno qualcosa non va come vogliamo non dobbiamo di certo incolpare il nulla, è semplicemente la vita che scorre e ciò che accade è base o conseguenza di ciò che siamo e diventeremo.
Quindi se un anno è andato male pensiamo a cosa abbiamo fatto per migliorarlo, se la risposta è "nulla" allora rimbocchiamoci le maniche e vediamo di fare veramente qualcosa perché la bellezza della vita non si trova stando seduti ad aspettare ma vivendo ogni attimo con tutto noi stessi.
Poi ovviamente per tutto ringraziamo il Signore che è presente in ogni secondo della nostra vita e da un senso ad ogni cosa ❤❤
Buon anno a tutti ❤🌟 che possiate vivere la vostra vita a pieno, senza lamentarsi di ciò che accade ma provando a modificarlo, parlando sempre bene degli altri e smettendo di parlare male di chi ci circonda perché quello è solo veleno per noi è per gli altri.
Donatevi perché in questo modo riuscirete ad assaporare la gioia della vita ❤
Che il 2017 possa essere solo l'inizio di qualcosa di meraviglioso 🌟
Cristina


mercoledì 14 settembre 2016

Educare... alla tecnologia - contro il cyberBullismo


Buon mercoledi,
rieccomi dopo la pausa estiva, volevo ripartire con un post riguardo il ritorno a scuola ma vorrei trattare un altro argomento, molto più "pesante" e che mi ha fatto pensare molto dopo alcuni avvenimenti che ho letto ieri e oggi.
L'argomento è il "cyber Bullismo", argomento già trattato in un altro post anche se in maniera più generica e lo trovate qui  "Bullismo, questo male silenzioso".
Ma cosa è accaduto in questi due giorni?
Ieri ho letto la notizia di una ragazza di 31 anni che si è suicidata a causa di un video caricato su internet, era un video un pò hot che aveva inviato a dei ragazzi, questi hanno pensato bene di  metterlo sul web e da li si è scatenato il tutto.
Il video a quanto pare è diventato virale, era diventata lo zimbello di tutti, tanto da andarsene dal suo paese e richiedere il cambio di identità.
In attesa proprio di questo cambio, ha preferito togliersi la vita.
Partendo dal presupposto che i giovani di oggi sembra abbiano perso ogni senso del pudore e abbiano anche un'idea tutta loro riguardo i valori e il rispetto per se stessi, c'è da dire che coloro che si nascondono dietro le tastiere hanno una cattiveria oltre ogni limite.
A 31 anni si pensa che una persona non abbia più bisogno del controllo dei genitori, sia oramai autonoma e capace di discernere da sola ciò che è giusto/sbagliato o che è bene/male..

Altro episodio letto stamattina, parla di una vicenda di qualche tempo fa, dove una ragazzina di 17 anni (a quanto pare ubriaca) è stata violentata in una discoteca e le amiche hanno ripreso tutto facendo poi girare il video su wathsup.
Le amiche in questione non si sono minimamente poste il problema riguardo l'accaduto, nel video si sente che le ragazze ridono tranquillamente.
La ragazza non ricordava nulla di ciò che è accaduto e lo ha appreso appunto perchè ha ricevuto il video tramite wathsup quindi ne ha parlato con la madre e hanno denunciato il fatto.

Due casi simili, nel primo la ragazza si è fatta da sola il video mandandolo evidentemente alle persone sbagliate ritrovandosi cosi a nascondersi e addirittura cambiare identità per tornare a vivere..;
nel secondo caso la ragazzina ha subìto il video mandato poi online da quelle che dovevano essere amiche.
La prima ragazza, si è tolta la vita e nonostante questo ancora oggi viene insultata con frasi come "se l'è cercata", le danno della prostituta, augurano la stessa fine a ragazze "come lei" e cose simili.
Si assiste a quel linciaggio mediatico che ora è quasi cosa normale, è quasi un dovere verso chi anche contro il suo volere si ritrova ad essere al centro dell'attenzione per un video o una foto "compromettenti".
La seconda ragazza spero non viva la stessa situazione a causa della superficialità delle sue pseudo amiche.

Non ho intenzione di mettermi a fare analisi psicologiche della società o altro, semplicemente in questi momenti mi metto al posto dei genitori di queste ragazze o di chi subisce determinate cose e penso a cosa farei, a cosa ci sia di sbagliato, a come prevenire (se è possibile farlo), il tutto pensando ai miei figli.
Sono ancora piccoli ma cresceranno, soprattutto non è mai troppo presto per mettere delle buone basi per la loro crescita.
Credo che ci sia di base una mancanza di educazione al digitale; si dice continuamente che i giovani di oggi sono "nativi digitali" perchè non hanno difficoltà ad imparare ad utilizzare la tecnologia essendo cresciuti appunto negli anni in cui questa è praticamente come il pane quotidiano; però ci dimentichiamo che vanno anche educati nell'utilizzarla nel modo corretto a livello sociale.
Magari ci limitiamo a dire di non guardare certe cose o a mettere dei blocchi, cosa comunque giusta,  ma non spieghiamo che il mondo del web è qualcosa da cui ci si deve anche difendere, dove puoi dire la tua opinione ma non necessariamente dei sparare a zero perchè sei nascosto dietro un falso nome , dove le persone hanno sempre e comunque dei sentimenti che vanno rispettati, dove se pubblichi qualcosa devi fare i conti con chi si diverte a rovinare la vita altrui, dove ci sono persone buone e persone che aspettano un passo falso per metterti alla gogna.
Dovremmo metterci al tavolo con i nostri figli e spiegare loro i pro e i contro del web, le cose belle e utili e le cose brutte come la cattiveria gratuita, il cinismo, la superficialità.
Se pubblichi qualcosa hai delle conseguenze, ma anche gli altri possono "fregarti"e metterti alla gogna, quindi uno deve essere nella condizione di non dare del materiale agli altri perchè per quanto una cosa possa sembrare innocente, gli altri troveranno sempre qualcosa che non va.
Spesso anche una semplice e banale riflessione può scatenare polemiche perchè il web da voce a tutti, anche a chi non lo meriterebbe.

Una volta bastava educare i propri figli ai valori, all'educazione, al rispetto e tutto sommato si poteva fare un buon lavoro, diciamo che si seminava sperando di raccoglierne i frutti con il tempo anche se le tecniche educative alcune volte erano opinabili.
Oggi si tende invece a fare tutto ciò ma in modo "alternativo" ovvero diventando più amici che genitori, sorvolando su molte cose perchè "tanto sò ragazzi.." o "si vive una volta sola..." eh no cari miei!!
I miei genitori erano molto severi, mio padre non faticava ad alzare le mani e urlare, credo che fosse l'unico modo che conosceva per comunicare con noi quando facevamo delle cavolate, tenendo conto che non c'era il web, non c'erano telefonini che facevano video (ecco non sono cosi vecchia, ho 31 anni e mio fratello 36) quindi se non la combinavi grossa non si veniva a sapere.
Non è urlando o alzando le mani che si ottengono risultati cosi come non si ottengono facendo gli amici invece dei genitori.
Credo alla via di mezzo, all'educare ascoltando, all'ammonire spiegando le conseguenze, all'insegnare con l'esempio senza dire "tu devi e silenzio!" altrimenti prima o poi la ribellione prende il sopravvento e ne so qualcosa...può anche fare grossi danni.

« Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti. »  (Matteo 7,12)
Questo è secondo me un insegnamento basilare fin da piccolissimi, banale o scontato per molti, tanto che magari nemmeno lo ribadiscono ai propri figli.
Quando noto un atteggiamento sbagliato da parte di mia figlia verso il fratello o qualcuno le ripeto semplicemente "se lo avesse fatto a te come ti saresti sentita?" ovvio che non si può pretendere che comprenda a fondo questa cosa a 6 anni ma se nemmeno si semina non possiamo di certo pretendere di raccogliere qualcosa.
Questa cosa l'ho imparata soprattutto dalla mia infanzia, da ciò che avrei voluto da parte dei miei genitori ma non ho ricevuto, dall'affetto mai dimostrato se non con giocattoli, all'ascolto assente tanto che ancora oggi non posso parlare con mia madre che mi ride in faccia, alla comprensione totalmente assente, agli schiaffi senza spiegazioni...
Ecco tutto ciò mi ha portata a capire cosa non voglio essere, per questo dimostro tutto l'amore che provo ai miei figli, li ascolto quando ne hanno bisogno e se capisco che qualcosa non va mi metto seduta con loro, provo a capire il loro punto di vista, niente mani ma se sbagliano qualcosa spiego come sarebbe meglio fare per migliorare.
In questo modo cresco anche io e imparo qualcosa ogni volta, spero di riuscire a fare una buona semina perchè tutto è per il loro bene.

Credo di essermi dilungata abbastanza, soprattutto credo di aver ampliato parecchio il discorso, ora il bello sarà trovare un titolo adatto... per fortuna volevo scrivere un post breve.
Buon pomeriggio!
Che il Signore vi benedica e protegga sempre.