Oggi è la giornata mondiale contro il cancro e questo pezzo nel blog non era programmato, non ricordavo nemmeno fosse oggi.
Quando non ci sei dentro, non ci pensi nemmeno a giornate come questa, a quanto possa essere utile la sensibilizzazione riguardo questo tema che per certi versi è ancora un tabù.
Sottovaluti molte cose, prima tra tutte, la prevenzione con l'idea che "succede agli altri" oppure "sono giovane, figurati se succede a me".
Poi, un giorno, accade a te e tutto cambia. La vita si stravolge, nell'arco di pochi minuti passi dal vivere come se fossi eterna, per passare al non vedere più un futuro.
Guardi i tuoi figli e non sai se potrai vederli crescere, guardi tuo marito e non sai se sarai al suo fianco nella vecchiaia.
Tutto cade a pezzi, talmente piccoli che rimetterli insieme diventa impossibile. Quella è la tua vecchia vita e sai che non potrai riaverla. Non sarai mai più come nei giorni prima di sapere che hai il cancro.
Quello che non sai è che, dopo il dolore iniziale, per quanto devastante, potrai iniziare una nuova vita, diversa, con cui dovrai imparare a dialogare; come un bambino che deve imparare a camminare o un adolescente che entra nel mondo. Ma non sarà la fine del mondo, non sarà la tua fine. Sarà il tuo inizio e potrai renderlo meraviglioso.
Ricordo i primi giorni dopo la diagnosi, i peggiori della mia vita. Diciamocelo, a 38 anni non penseresti mai di avere il cancro al seno, ma ce l'hai (spoiler, tra pochi giorni spegnerò 41 candeline). Quando lo scopri sembra che tutto intorno si fermi, che il tempo passi lentamente, che i progetti non si possano più fare. Non sai quanti compleanni potrai festeggiare, quanti Natali o estati, se vedrai ancora la neve... ti rendi conto di esserti attaccata addosso la data di scadenza come se fossi uno yogurt (breve). E' inevitabile.
Puoi scegliere due strade, o quella che ti porterà ad auto distruggerti oppure, se hai la grazia della fede, inizi a vedere tutto in una prospettiva diversa. Nel mio caso è stata la seconda.
Ripercorri quei momenti e inizi a notare la mano del Signore in ogni attimo. Dal momento in cui senti quella pallina "casualmente" (quando di solito quella tipologia di tumori si sentono tardi), al momento in cui ti dicono "anche se maligno, lo ha preso in tempo", alla grazia che ti circonda per l'affetto di tante persone e tante catene di preghiera che non credevi possibile.
Nessuno vorrebbe il cancro, ma se ce l'hai, piangere e disperarti non lo farà passare, anzi, renderà le diagnosi ancora più infauste.
Tre mesi dopo la diagnosi (novembre 2023) affronto l'operazione, le complicazioni con una seconda operazione il giorno successivo, poi tutto fila. L'assegnazione della terapia, alcuni intoppi perché il mio corpo non accetta l'idea di andare in menopausa. Cambiano strategia, controlli frequenti e forse la strada giusta.
Ad aprile (2025), un piccolo intervento per un polipo che dava problemi reclama un mio primo stop.
Poi ad agosto finalmente decidono di togliermi l'espansore per mettere la protesi. Nel frattempo avevo cambiato idea ma ho dato fiducia ai medici. Il mio corpo sapeva, io sapevo, dovevo ascoltarmi; ed ecco che meno di un mese dopo, a settembre, vengo operata d'urgenza per rigetto e protesi infetta. 50 giorni di antibiotico, infezione al drenaggio e dolori che toglievano il respiro.
Qualche pianto, tanta stanchezza ma tutto passa. Ho appena superato il secondo anno di terapia, non è facile, ma si va avanti con i mezzi che abbiamo. Prima delle terapie scrivo sempre sulla scatola il salmo 121, così da fare memoria di queste parole: "Il Signore ti proteggerà da ogni male, egli proteggerà la tua vita. Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri, da ora e per sempre."
In tutto questo, perennemente attaccata al rosario, alla mia amata Madonna del Rosario di Pompei con la novena dei 54 giorni. Mi ha accompagnata dal giorno in cui ho sentito quella pallina. Poi nella sala d'attesa in oncologia mentre aspettavo il verdetto, si è aggiunta la coroncina della divina misericordia.
Gli ultimi mesi sono stati molto pesanti, difficili, ma sempre carichi di speranza, di gratitudine e lode al Signore perché mi fido di lui.
Mi guardo indietro e vedo ogni mio passo preceduto dal Suo, ogni mia preghiera accompagnata da una risposta, ogni mia paura consolata.
Non so cosa mi aspetta nel futuro, so che non devo preoccuparmi, ogni giorno ha già la propria pena, che senso ha preoccuparsi di ciò che non possiamo sapere? Alimenterebbe solo l'angoscia.
Certo, i momenti di paura per il futuro ogni tanto tornano, ma non prende più il controllo della mia vita.
"Confida nel Signore con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza; in tutti i tuoi passi pensa a lui ed egli appianerà i tuoi sentieri" Proverbi 3,5.
Arriva anche quel giorno in cui, guardandoti intorno, sai che non è entrato nella tua vita per caso. Vedi quanto ogni tuo gesto e ogni pensiero è stato purificato, rinnovato e ringrazi per quello per cui dovresti disperarti.
Non per tutti però va in questo modo, c'è chi la fede non ce l'ha o si è allontanata dal Signore dopo la diagnosi perché non riesce a reggere il peso. Ti rendi conto di quanto l'assenza di Dio possa portare alcuni a nutrire sentimenti di rabbia, odio, invidia offuscando ciò che in realtà sono i momenti di grazia.
Oppure quanto bene possono fare agli altri, nella stessa condizione, non facendoli sentire soli, accogliendo il dolore e le fatiche dell'altro, mettendosi a disposizione.
In questa giornata dedicata al cancro, vi chiedo di pregare per gli ammalati, per chi ha già ricevuto una diagnosi, per chi l'avrà, per chi è terminale e per chi è in cura.
Per quanto una persona possa sembrare in salute o sorridente e serena, non possiamo sapere quanta fatica stia facendo per portare un peso così grande.
E se voi ci siete passate, non paragonate mai la vostra esperienza a quella altrui, soprattutto pensando che la vostra fosse più dura... fate un passo indietro e mettetevi in ascolto, stendete una mano e con l'altra tenete il rosario.
Un abbraccio
Cristina
