Da qualche settimana, precisamente dal 25 settembre, ci sono due nuove cose che portano il mio nome. Vi confesso che ho esitato a parlartene, perché non mi sento una a cui piace “promuovere”. Ogni tanto provo a condividere qualche stralcio, delle foto e i link di acquisto, ma allo stesso tempo provo una strana sensazione di inadeguatezza. Io e il marketing non andiamo per niente d'accordo. Oramai lo avete capito. Ma dobbiamo essere anche onesti, credo fermamente in questi progetti per cui tenerli per me sarebbe una cosa sciocca, soprattutto se possono fare del bene a qualcuno.
Questo blog è nato per condividere, non per fare da vetrina, e il mio è sempre stato un apostolato semplice. Ma voi siete qui da tanto, e voglio raccontarvi com’è andata davvero, perché dietro una data di uscita c’è una storia in due tempi. Per cui ciò che segue non è una "promozione" ma un racconto di ciò che c'è dietro le quinte e di ciò che c'è dentro la persona.
Il primo tempo: l’ombra.
C’è stato un periodo, molto tempo fa, in cui cercavo risposte tra i simboli della Wicca e dell’esoterismo. Ero convinta che il sacro si potesse piegare alla mia volontà, che bastasse sapere come maneggiarlo per poter ottenere ogni cosa. Non capivo che stavo giocando con qualcosa più grande di me, e intanto la solitudine si faceva sempre più profonda. Facevo scelte sbagliate, vivevo relazioni che ferivano sempre più in profondità invece di guarire. Quando non hai più niente a cui aggrapparti, finisci per tenerti stretti anche i tuoi demoni, perché almeno quelli ti fanno compagnia. Ti aggrappi con le unghie e con i denti a quel poco che credi possa salvarti, senza accorgerti che ti trascinerà giù tagliando quella corda che potrebbe farti risalire. Poi, un passo alla volta, Cristo è arrivato nella mia vita. In realtà non se n'era mai andato, lo avevo recluso io da qualche parte. Quando sono arrivata al baratro, una mano mi ha sfiorata, e poi mi ha trattenuta sempre più salda. Non sono stata io a risalire: sono stata strappata. Per questo il libro si chiama così. Quell'ombra mi ha seguita per molto tempo, anni, anche quando pensavo che la conversione fosse a buon punto. E' allora che capisci quanto il modo neo pagano e satanista, in realtà ti entrano nell'anima e non vogliono lasciarti andare. Poi sono arrivati avvenimenti, uno dopo l'altro a ritmo ben distanziato: le fatiche in famiglia, la morte improvvisa di mio padre, è arrivata la malattia, quella che toglie il fiato e costringe a guardare la vita senza maschere. Ho capito che non potevo permettermi il lusso di perdere tempo. Che poi diciamocelo, non è tanto un "lusso" nel senso positivo del termine, è mancanza di oggettività riguardo la precarietà della vita. Ti porta a rimandare, procrastinare, magari semplicemente sopravvivere...
Essere consapevoli che non sappiamo ne il giorno ne l'ora non deve farci paura, ma deve farci capire che dobbiamo sempre essere pronti, che dobbiamo vivere pienamente. Ecco perché, dopo sei anni di stesura, mi sono imposta di concludere il libro, non avevo tempo da perdere. C'erano cose che non potevo più tenere per me, anche le più faticose e orribili. Perché alla fine, il tutte quelle brutture, il Signore mi ha sempre amata, mi ha teso la mano e quando l'ho afferrata ha iniziato a compiere meraviglie.
Strappata all’ombra è la storia di quel cammino, raccontata con voce diretta e senza filtri (non ho mai amato i giri di parole). Non è una conversione levigata ne tantomeno dovuta; è una fede conquistata giorno dopo giorno, tra dubbi, cadute e piccoli miracoli quotidiani, fino a diventare uno stile di vita. Per anni ho raccontato frammenti di tutto questo qui sul blog o in qualche piccola intervista. Ora, per la prima volta, c’è la storia intera, dalle tenebre dell’occultismo al lutto e alla malattia, fino alla gioia ritrovata.
Scriverlo non è stato facile, in alcuni momenti non riuscivo a rendermi conto che avessi potuto fare determinate cose. Mi sembrava di raccontare la storia di un'altra persona. Ho pianto, ho cancellato, ho ricominciato. E non l’ho scritto per raccontare quanto sono stata brava a cambiare (non lo sono affatto), perché non è stata opera mia. L’ho scritto per chiunque abbia mai pensato che la propria storia fosse troppo rotta per essere redenta. Spoiler... Non lo è. Lo dico io, che lo so bene. Se oggi stai attraversando una tua notte, spero che queste pagine ti facciano compagnia e ti dicano che non sei sola/o, che ci sono, puoi scrivermi, ne possiamo parlare.
Tutto qui... o forse no, perché in realtà l'agenda è proprio frutto di tutto ciò che c'è stato prima.
L’agenda.
Da quel cammino è nato questo blog Stile di vita di una folle donna cattolica, e con il blog una comunità di donne (e non solo), migliaia ormai. Parlando con voi ho capito che molte non cercavano risposte facili, ma un modo concreto di vivere la fede dentro giornate piene e imperfette: donne che tengono insieme famiglia, lavoro, parrocchia, mille scadenze e corse, attività extra scolastiche e molto altro... e che nel mezzo cercano uno spazio per Dio. In realtà è un vero e proprio bisogno, altrimenti tutto crolla.
Da qui L’agenda per folli donne cattoliche. Perché “folli”? Perché diciamocelo, siamo un po' folli scegliendo di seguire la croce, credere, amare senza calcolo, è controcorrente, una “follia” che ha un senso.
Volevo uno strumento che non fosse solo un elenco di impegni, ma che ricordasse ogni giorno che il tempo è un dono e che la santità si costruisce nel quotidiano.
Allora ho pensato che non sarebbero bastate solo le letture del giorno ma che ci fosse bisogno di attività concrete "di casa". Qualcosa di tangibile, che potesse essere un promemoria visibile. Ogni mese ho segnato le feste principali, le novene e le devozioni, insieme a proposte semplici da vivere in casa: una preghiera, un gesto di carità, un piatto della tradizione, un segno di benedizione, un gesto ricollegato ad un Santo o Santa. Niente di pesante, tutto pensato per adattarsi ai ritmi reali della vita. Ogni giorno ci sono i santi, le letture liturgiche e un suggerimento spirituale. E c’è anche un gruppo WhatsApp, perché la fede è più bella quando la si vive insieme. Non riesco a creare percorsi fini a se stessi, ho sempre bisogno di aggiungere un pezzettino che porti le persone che mi hanno dato fiducia a poter camminare insieme. A fare piena comunione anche a distanza.
Ogni anno cerco di aggiustare qualcosa, aggiungere, modificare e in questi sette anni (eh già, sono sette!), è cresciuta con me e con voi.
Il filo che li lega.
Mi sono accorta che agenda e libro sono la stessa cosa. Il libro racconta da dove vengo, l’agenda come provo a camminare adesso; prima la conversione, poi la vita di tutti i giorni, quella in cui la fede si mette alla prova veramente. Un passo dopo l’altro, nella grazia, quella che profuma di eterno e che si scopre anche in una pagina di agenda, in una candela accesa, in un piatto preparato per la festa di un santo. Ci saranno molte più condivisioni a riguardo perché mi sono resa conto che negli ultimi mesi ho trascurato alcune parti dell'apostolato, proprio quelle che amo di più, ovvero la condivisione di tutte queste piccole cose. Mi sono lasciata condizionare dalla voce del nemico che mi diceva di lasciar perdere, che non sarebbero servite a nulla... Quella vocina sto imparando a tenerla a bada, per questo sto proprio scrivendo qui, ho ignorato il nemico per aprirmi con voi.
Se vi va di leggerli o utilizzarli, li trovate sia su Amazon (libro - agenda) che nel sito di Effatà che in libreria o altrove. E se li hai già tra le mani, scrivimi o condividi una foto: sapere che qualcosa è arrivato a una di voi è la parte più bella di tutto questo. Se pensi a un’amica che potrebbe averne bisogno, passale pure il link di questo articolo.
Grazie di camminare con me.
Cristina
Ps. C'è anche il calendario, ma quello non lo troverete in giro, scrivetemi in privato. ;)

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