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martedì 10 luglio 2018

Profumo di Rosa e Santità, quando l'olfatto diventa Santo.



Profumo di Santità.
(il precedente post "Profumi nella Bibbia, quando l'olfatto diventa sacro" lo trovate QUI.)

13 I tuoi germogli sono un giardino di melograni con frutti squisiti, piante di alcanna con nardo,14 nardo e croco, cannella e cinnamomo, con ogni specie di alberi d'incenso, mirra ed aloe, con tutti i migliori aromi.15 Tu sei una fonte di giardini, un pozzo di acque vive, ruscelli che scaturiscono dal Libano.

Ho pensato di iniziare la seconda parte di questo tema con il Cantico dei Cantici (4, 13-15) cosi come ne abbiamo già parlato nel precedente post.
In questo punto si parla della sposa (La Chiesa) indicandola come un giardino pieno di profumi, quella stessa Chiesa che parla di "Odore di Santità" quando una persona è in condizioni tali da far pensare ad un possibile futuro Santo.
Si dice che il corpo del defunto o della persona anche viva, emani un particolare profumo di fiori; l'esempio più conosciuto riguarda Padre Pio.
Lui riusciva a far percepire profumi particolari anche a distanza e questo è un vero e proprio carisma chiamato "osmogenesi".
Altre Sante che emanavano profumo dopo la loro morte erano Santa Teresa D'Avila, Suor Chiara Maria della Passione (qui trovate la sua storia), Santa Caterina Dè Ricci, Santa Rosa da Lima, Santa Rita....

San Paolo in una lettera ai Corinzi scrive:
"Siano rese grazie a Dio, il quale ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza nel mondo intero! Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono!" (2 Cor 2, 14-15)


In questo caso dice che la predicazione del vangelo di Gesù e il vivere da cristiani sono paragonate ad un buon odore, che è fonte di salvezza per quanti accolgono la Parola di Dio, ma di perdizione per coloro che la rifiutano.

Una delle testimonianze più antiche riguardo il "profumo" emanato dal corpo di una persona risale al 156 d.c, presente in una lettera dei cristiani di Smirne dove si narra il martirio del loro santo vescodo Policarpo , un discepolo di San Giovanni Evangelista.
Nel momento in cui fu arso vivo, il suo corpo emanava un "gran profumo, come di incenso o di un altro simile aroma". (poi lo dovettero pugnalare perchè il suo corpo non si consumava).

C'è da dire che "l'odore di Santità" non è l'unica cosa di cui si tiene conto ma ci vogliono più fattori che uniti diano luogo a delle prove concrete, resta il fatto che il profumo che è possibile percepire in determinate occasioni e in determinati luoghi,  è un fattore difficile da spiegare e non è da ritenersi una prova scientifica.

Uno dei profumi più conosciuto in ambino spirituale è la Rosa, considerato il fiore Mariano per eccellenza, Maria è detta "rosa mistica", "rosa senza spine" e spesso si associa a lei nelle immaginette dove angeli o Santi le offrono delle rose; inoltre nelle preghiere popolari è definita "la Rosa".

Perchè la rosa è associata alla Madonna?

Ci sono due racconti che legano le rose a Maria, il primo è solo una leggenda mentre il secondo riguarda un Beato Angelico:
Si narra che durante la fuga verso l’Egitto la sacra famiglia fu fermata da un gruppo di soldati. Maria nascose Gesù sotto il manto ma le guardie chiesero cosa portasse . La Vergine disse “fiori” e aperto il manto i soldati non videro il bambino ma rose e fiori.Una variante della leggenda (raccolta in sicilia) racconta che una delle guardie prese una rosa e quando Gesù riapparve la madonna si accorse che gli mancava un dito (o il naso), dovette dunque ritornare indietro e farsi ridare la rosa.
La storia del Beato Angelico invece racconta di una visione del mistico.
Un giorno, mentre era per strada recitando il rosario, il beato vide apparire la Santa Vergine in compagni di uno stuolo di Angeli. essi cantavano e lodavano la Vergine intrecciando una corona di rose.
Frà Angelico stupito e meravigliato interruppe la preghiera…e subito gli angeli si fermarono.
Quando il frate riprese capì che ad ogni Ave gli angeli inserivano una rosa nella corona da offrire a Maria. il Beato Angelico riprodusse in pittura tale scena.
Nel 2004 la commissione Pontificia per i beni culturali della Chiesa, fece un concorso di floricoltura per dedicare una specie di Rose alla Madonna, vinse la specie Margen che prese poi il nome di Rosa Mystica.
La Madonna di Lourdes apparì con due rose gialle ai piedi, la Madonna di Salette apparve adorna di rose.
Il Santuario di Nostra Signora di Laus è un altro luogo in cui si percepiscono profumi inspiegabili dal XVI sec. ed è stato riconosciuto solo nel 2008.
"Salire al Santuario di Notre Dame di Laus significa accogliere un messaggio di profonda speranza per l’intera umanità. – I profumi che qui si respirano e l’olio ‘miracoloso’ della lampada che arde davanti alla Vergine sono fenomeni inspiegabili."
L'olio miracoloso si dica che guarisca sia a livello fisico che spirituale, ma deve essere utilizzato con  grande fede.

Anche a Medjugorie vengono segnalati strani profumi, in questo caso soprattutto di lavanda.

Spero abbiate trovato questo articolo interessante, se avete curiosità a cui volete dare una risposta scriveteci e proveremo a scrivere qualcosa a riguardo.

Qui trovate alcune testimonianze riguardo i profumi di Padre Pio. SITO
Qui trovate l'elenco dei profumi con annesso il significato. SITO
Qui trovate una riflessione riguardo "Rosa Mystica". SITO
Qui trovate la storia della Madonna di Laus. SITO

venerdì 1 giugno 2018

Profumo nella Bibbia, quando l'olfatto diventa sacro.



Per il compleanno di mia figlia, abbiamo pensato di regalarle (oltre ai pattini), anche uno dei bellissimi giochi di "Scienza e gioco" della clementoni per creare le essenze, profumi etc.
Lo ha adorato da subito e sfogliando il libretto delle istruzioni mi sono imbattuta nella storia dei profumi, per cui ho pensato di scrivere un articolo con questa storia e i collegamenti con le Sacre Scritture.

L'olfatto è uno dei sensi più interessanti, spesso sentire un certo tipo di profumo rievoca sensazioni e ricordi di quando si era bambini, oppure di momenti ben precisi.
Può capitare in modo inaspettato, quell'odore particolare che ci risveglia un ricordo e in pochi secondi ci  ritroviamo catapultati in un luogo lontano o tra le braccia di una persona che magari ora non c'è più.
L’olfatto è anche al centro della relazione dell’uomo con il divino. 
I profumi, sul piano orizzontale, attraggono sensualmente le creature, mentre sul piano verticale mettono in comunicazione aromatica con il sacro.
Ma ora vediamo nello specifico questo tema particolare...

Il profumo è una miscela di sostanze odorose che, opportunamente mescolate e dosate, danno vita ad una piacevole fragranza da vaporizzare sul corpo o negli ambienti.
L'origine del profumo risale a più di 5000 anni fa in Egitto, dove circolavano unguenti, balsami e incensi che non avevano solo lo scopo di profumare, ma anche di guarire e curare il corpo, oltre ad essere un segno di ricchezza e prestigio.
I primi aromi venivano diffusi in bruciatori, da qui l'origine della parola "profumo", dal latino per-fumum ovvero "attraverso il fumo".
Dall'Egitto si diffondono in tutto il Mediterraneo conquistando anche la civiltà greca, romana e araba.
Utilizzati soprattutto come oli per proteggere la pelle dai raggi solari, venivano aggiunti aromi vegetali come mirra, aloe, nardo, terebinto per profumare.
In Persia venne poi creata l'acqua di rose e il profumo tratto dalle zagare, ovvero dai fiori delle piante di agrumi.

Il ruolo sacro dei profumi è definito nel Libro dell’Esodo. 
Dio, nella legge aveva ordinato di costruire un altare dei profumi e di offrire su di esso del profumo, aggiungendo anche con che cosa doveva essere fatto il profumo.
Infatti il Signore dice a Mosè: 
"Prenditi degli aromi, della resina, della conchiglia odorosa, del galbano, degli aromi, con incenso puro, in dosi uguali; e ne farai un profumo composto secondo l’arte del profumiere, salato, puro, santo; ne ridurrai una parte in minutissima polvere, e ne porrai davanti alla testimonianza nella tenda di convegno, dove io m’incontrerò con te; esso vi sarà cosa santissima" (Es. 30,34-36);

L'utilizzo dei profumi è altrettanto sviluppato sia presso gli Ebrei che, come già accennato, presso gli Egizi. 
In tutti i paesi biblici il profumo è utilizzato sottoforma di PUK, ovvero preparati unguentarii, formati da oli profumati, da polveri a base di henna, ma anche da sacchetti di erbe aromatiche portati fra i vestiti.
Gli uomini stessi, amavano utilizzare vestiti profumati, nella Bibbia c'è un episodio che ci fa capire quanto fosse importante il profumo; Isacco, cieco, viene ingannato da suo figlio Giacobbe che indossa il profumo del fratello Esaù in modo da ottenere la benedizione del padre:


<< Giacobbe gli si avvicinò, Isacco lo baciò, aspirò l’odore degli abiti di lui e lo benedisse scambiandolo per il figlio maggiore Esaù: 
“ Ecco l’odore del mio figlio, come l’odore di un campo che il Signore ha benedetto ! ”
( Genesi 27: 24) >>

Nel servizio del Tempio di Gerusalemme l’offerta dei profumi aveva un ruolo impotantissimo. 


Durante il giorno dell'espiazione, il Sommo Sacerdote entrava nel Santo dei Santi con il turibolo dell’incenso, o meglio dei profumi da bruciare, una mistura a base d’incenso poichè in quei tempi l'incenso era in forma semiliquida.
Lo stesso monte del Tempio è chiamato har ha-Morià, e questo termine viene fatto risalire alla parola mirra.
Tra questi profumi da bruciare prescritti da Mosè c'è l'onichia, una misteriosa miscela aromatica.
La resina, il laudano e il balsamo erano commerciati nella mezzaluna fertile come si deduce dall'episodio di Giuseppe, figlio di Giacobbe.

Parlando di profumi, il libro a cui ci si ricollega per le numerose citazioni è il Cantico dei Cantici:

“ Lèvati, aquilone, e tu, austro, vieni, soffia nel mio giardino si effondano i suoi aromi. Venga il mio diletto nel suo giardino E ne mangi i frutti squisiti” ( 4:16)

“ Son venuto nel mio giardino, sorella mia, sposa, e raccolgo la mia mirra e il mio balsamo; mangio il mio favo e il mio miele, bevo il mio vino e il mio latte. Mangiate, amici, bevete; inebriatevi, o cari” ( 5:1).

Un altro preparato molto utilizzato a base di profumi riguarda l'olio Santo e olii per le unzioni
A Mosè fu insegnato a preparare l’olio per l’unzione: 

“Procurati balsami pregiati: mirra vergine per il peso di cinquecento sicli; cinnamomo odorifero, la metà, cioè duecentocinquanta sicli; canna odorifera, duecentocinquanta; cassia cinquecento sicli, secondo il siclo del santuario (16,4 g circa) e un hin (5, 83 litri circa) d’olio d’oliva. 
Ne farai l’olio per l’unzione sacra, un unguento composto secondo l’arte del profumiere” (Es. 30, 22-25). 
.
Per ottenere l’olio santo o anche diversi olii per unzioni, i profumieri facevano macerare a caldo piante e resine aromatiche nell’olio. 
A volte, seguendo il metodo degli Egizi, estraevano il succo di piante particolarmente aromatiche, strizzandole in un panno e facendone stillare il succo in un vaso. 
Scavi hanno riportato alla luce mortai per frantumare radici, rizomi o resine aromatiche, fornelli per macerare a caldo e anfore per acque profumate, vasetti e fiale in terracotta, in vetro o in alabastro visibili ancora oggi nei musei archeologici di Haifa e Gerusalemme. 

La varietà degli aromi era notevole e l’iniziale impiego di balsami e unguenti a scopo liturgico si trasferì al campo cosmetico.
Nonostante la severità della legge mosaica e le invettive di Geremia e di Ezechiele, le donne della Bibbia seducono sempre dopo una toeletta profumata:
Ruth per piacere a Booz, Giuditta per sedurre Oloferne, Jezabel per placare Iehu.
L’importanza attribuita ai profumi e alla cosmesi, era tale che Giobbe ( Giobbe 42:14) a una figlia “mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio”, letteralmente Keren hapuch e cioè “Vaso di belletto”.

Nel libro del Siracide, lo Spirito di Dio si diffonde come un profumo:

“ Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, /nella porzione del Signore, sua eredità./ Sono cresciuta come un cedro sul Libano,/ come un cipresso sui monti dell’Ermon./ Sono cresciuta come una palma in Engaddi,/ come le piante di rose in Gerico, come un ulivo maestoso nella pianura;/ sono cresciuta come un 25 platano./ Come cinnamomo e balsamo ho diffuso profumo;/ come mirra scelta ho sparso buon odore;/ come gàlbano, ònice e storàce, come nuvola d’incenso nella tenda./ Come un terebinto ho esteso i miei rami/ e i miei rami sono rami di maestà e di bellezza” ( Siracide 24: 1, 23)

Nei Vangeli i profumi compaiono con i Magi:

"Poiché era nato Gesù a Betlemme di Giudea, ai tempi del re Erode, ecco che dei Magi venuti dall’Oriente arrivarono a Gerusalemme. Entrando nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre, e, prostrati, lo adorarono; aprendo il loro cofanetto, gli offrirono in dono oro, incenso e mirra" (Mt. 2, 11).

In seguito, saranno soprattutto le donne a onorare Gesù con i profumi. 
Nella celebre scena della peccatrice che unge di profumi i piedi di Gesù, questi fa osservare a Simone che lui non ha avuto quel gesto di gentilezza nei suoi confronti.
Il vangelo di Giovanni riporta un’altra scena d’unzione. 
In questo caso si tratta di Maria di Betania, che versa il profumo sulla testa di Gesù.
Giuda, al quale non importava niente dei poveri, ma teneva la cassa, osserva che quel profumo lo si sarebbe potuto vendere e ricavarne danaro da dare ai poveri, invece di sprecarlo così. 
Il suo costo sottolineato da Giuda ( 300 denari, un anno di salario di un operaio agricolo!) fa pensare che quel nardo (molto apprezzato da ebrei, greci e romani), detto pistiké, “genuino”, fosse proprio il costosissimo neerd, estratto dalla radice di un arbusto che cresce sulle montagne dell’India ( nardostachy jatamansi). 

Nel successivo episodio della sepoltura, Giuseppe di Arimatea e Nicodèmo si recano a prelevare il corpo di Gesù dal luogo della crocifissione. 
Nicodèmo porta “una mistura di mirra e di aloe di circa 100 libbre” per avvolgerlo in fasce con gli aromi e deporlo in un sepolcro nuovo, reperito in un giardino vicino al luogo dove era stato crocifisso. 

Potrei continuare ancora a citare versetti biblici che riguardano i profumi e il loro utilizzo, a breve preparerò una seconda parte in modo da completare il quadro parlando anche del significato di ciò che veniva utilizzato.
Spero vi sia piaciuto.
Fatemi sapere se avete alcune curiosità riguardo questo tema.
un abbraccio
Cristina.