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mercoledì 6 ottobre 2021

Dalla lettura della Parola alla contemplazione; la Lectio Divina

 


Esattamente 2 anni fa sono entrata nel mondo della Lectio Divina ed è stata una delle scoperte più arricchenti che abbia mai fatto fino ad ora.

All'inizio della conversione ero stata ad una serata dedicata alla lectio in oratorio, in questo caso si leggeva il brano e il sacerdote lasciava spazio alle riflessioni dei presenti.
Probabilmente per la mia inesperienza e per la fede ancora tiepida, non l'avevo vissuta bene, anzi, mi era parsa un po' vuota, poco utile.

Poi, due anni fa, un'amica mi propose di partecipare ad una lectio di gruppo che si teneva ogni settimana tra un gruppo di laici ed è stato un colpo di fulmine.
Finalmente avevo trovato il modo perfetto (per me) per comprendere a fondo le Scritture e poterne trarre continui insegnamenti giorno dopo giorno anche se mi sentivo ancora "ignorante".

Purtroppo la pandemia ha bloccato tutto, ora si fa online in orari e giorni in cui io non riesco ad incastrare (almeno finché i lavori in casa non sono finiti) ma, anche se da sola, sto riprendendo questa abitudine.

Ma partiamo dall'inizio, soprattutto per chi non conosce questa pratica, condivido qualche accenno alle basi poi lo schema che utilizziamo per quelle di gruppo (che vanno benissimo per chi preferisce fare da sola).

Lectio Divina, di cosa si tratta?

Lectio Divina significa "lettura divina", un modo per comprendere e approfondire le Sacre Scritture guidati dallo Spirito Santo (invocato prima di iniziare), per contestualizzare nella nostra vita ciò che leggiamo.
Le Scritture non sono solo e semplicemente lette, ma vengono assimilate, contestualizzate, riviste, pregate e vissute.
Per accennarvi alle origini ho fatto qualche ricerca, giusto per dare qualche accenno.
Pare siano molto antiche, si dice che una delle prime lectio venne fatta da Gesù stesso ai discepoli di Emmaus, successivamente per i Padri del Deserto, dove la Parola ha un ruolo importantissimo, divenne una cosa basilare.
Ma il "padre" della lectio divina è Girolamo di Stridone, monaco a Betlemme; egli affermava che "cristiani si diventa, non si nasce” e pertanto, per essere autentici cristiani, bisogna, in primo luogo, accostarsi sapientemente alle Scritture. (E bravo Girolamo!)
È per questa sua convinzione che egli definisce la struttura completa della lectio secondo un'articolazione complessa che, attraverso il succedersi di più momenti, porta ad una comprensione autentica della Parola di Dio.
All'inizio era una pratica riservata ai monaci, poi accantonata e infine tornata in auge dopo il Concilio Vaticano II.

La lectio ha delle linee guida di base, poi, ci possono essere delle differenze ma non sono fondamentali per la buona comprensione delle Scritture.
Quanto segue credo possa essere una guida semplice ed essenziale per la lectio quotidiana.
Poi beh, servono una Bibbia, un quaderno e una penna; se volete anche una candela e una croce.

La base è formata da 4 punti:
- LEGGERE, il brano scelto più volte.
- MEDITARE, riflettere e prendere ciò che ci trasmette.
- PREGARE, ispirandosi al brano appena letto.
- CONTEMPLARE, andare oltre i nostri occhi lasciandosi guidare da Dio attraverso il brano.

Come potete notare, è piuttosto semplice, potrebbe tranquillamente essere fatta ogni giorno ritagliandosi poco tempo con brani sempre diversi.

Con il gruppo non facciamo una lectio quotidiana ma settimanale, infatti è più complessa e richiede la lettura quotidiana dello stesso brano per poterlo comprendere e meditare in modo molto completo.
Per cui se volete approcciarvi al metodo settimanale vi lascio una guida completa delle varie fasi.
Noi utilizziamo il vangelo della domenica successiva (arriverete alla messa domenicale con uno spirito diverso) e ci prendiamo l'intera settimana per preparare la lectio divina utilizzando un quaderno apposito dove appuntare tutto.
Se siete da soli potete gestire tutto in autonomia, in gruppo invece c'è la condivisione durante l'incontro dove ci si rende conto quanto un brano possa trasmettere cose diverse ad ogni singola persona in base al vissuto e quanto ci si possa arricchire a vicenda.
Quello per me è stato il primo luogo dove non mi sono sentita in difetto o sbagliata o "indietro", semplicemente ho capito che ognuno può dare qualcosa anche quando crede di non poterlo fare.

Ora vi metto la guida punto per punto (ma non fatevi spaventare, possono bastare 15 minuti al giorno da ritagliarsi in vari momenti della giornata):

1. Raccogliersi in silenzio e fare l'invocazione allo SPIRITO SANTO.
2. LEGGERE lentamente e chiaramente il brano di vangelo scelto.
3. CONTESTO: dove siamo (con la cartina), cosa sta facendo Gesù, vedere dove e cosa è successo nel brano precedente e seguente per contestualizzare il tutto.
4. QUALE TEMA TRATTA: qual è il tema centrale del brano, utilizzare le parole del brano per spiegarlo e segnarsi i numeri dei versetti utilizzati. Poi confrontarlo con il significato comune che il tema assume nella nostra esperienza quotidiana e vedere le differenze e le cose in comune.
5. NOTE SIGNIFICATIVE: trascrivere in modo sintetico le spiegazioni relative alle note.
6. RISONANZE BIBLICHE: basandosi sul tema scelto, quali fatti o frasi mi ricorda all'interno della Bibbia?
Cercare altri versetti anche aiutandosi con quelli segnati a lato e appuntarsi tutto sul quaderno aggiungendo una spiegazione personale in base a ciò che ci trasmettono.
7. RICOSTRUZIONE DEL BRANO CON IL MATERIALE RACCOLTO: alla luce di tutto ciò che abbiamo appuntato ricostruire il brano con una breve spiegazione (solitamente questo punto è più per la lectio comunitaria).

MEDITAZIONE PERSONALE:
8. CHE SENSO OFFRE ALLA MIA VITA IL BRANO ASCOLTATO? Cosa mi ha toccato, come mi ha coinvolto?
9. HO IMPARATO... (solitamente è per la lectio di gruppo in cui si dice se abbiamo imparato qualcosa da una riflessione dei presenti)
10. CHE DESIDERIO NASCE DENTRO DI NOI? Tradurre il vangelo in un'azione, un piccolo gesto o un impegno da mettere in atto durate la settimana.
11. PREGARE CON LE PAROLE DEL BRANO: utilizzando le parole del brano, formulare una preghiera da utilizzare come invocazione.

Come potete vedere è uno schema molto completo, motivo per cui è fattibile spalmando i vari punti su tutta la settimana.
Non solo, dividendolo in vari giorni si possono continuamente aggiungere cose che ci arrivano in momenti diversi e per situazioni diverse.

Non so voi, ma a me capita di non riuscire a comprendere certi brani di vangelo, non sono una teologa, non ho trascorso una vita da cristiana, non ricordo nulla del catechismo fatto da ragazzina ed essendo stata lontana tanti anni ho perso per strada anche le basi...
Ecco, questo metodo mi aiuta molto nel riuscire a capire anche cose che vanno oltre il brano ma che comprendono anche tutto un contesto più ampio che va a toccare anche la mia vita quotidiana.
Non bisogna trascurare una cosa importantissima, in questo modo si crea una forte relazione con il Signore e permette di mantenere un rapporto costante anche nei momenti "no".

Spero possa esservi utile e che, se non lo avete mai fatto, possiate sperimentare quanto possa essere meraviglioso trovare sempre modi diversi di accostarsi a Dio, di entrare in comunione con Lui e con Gesù.

Citando una suora Carmelitana:
"La Parola di Dio è viva ed attiva, e trasformerà ciascuno di noi se noi ci apriamo a ricevere ciò che Dio vuole darci."

A presto!

(ps: Ringrazio Manuel che guida le nostre Lectio in modo eccellente e che ci ha lasciato questo schema utilissimo)

lunedì 11 novembre 2019

Il giudizio universale quotidiano.



Questo articolo aveva un'origine diversa, volevo partire da altro, poi leggendo in questi giorni alcune cose che mi hanno colpita, e dopo un'affermazione ieri a catechismo, ho pensato fosse il caso di partire da li per sviluppare questo particolare argomento un po diverso dai soliti che tratto ma che mi sta particolarmente a cuore.

1 Non giudicate, per non essere giudicati; 2 perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. 3 Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? 4 O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? 5 Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.                                                                                                        (Matteo 7,1-5)

Qualche giorno fa ho visto la foto della fidanzata di Keanu Reeves, sapete, l'attore famoso che tutte amano perchè bello, gentile, educato; dicono sia diverso dai soliti attori, pare sia genuino e semplice.
Diverso ai soliti attori ma, il pubblico e i fan pretendono che in parte sia come i soliti attori che, superati i 50 anni, fanno bella mostra delle loro giovanissime fidanzate esteticamente perfette simil Barbie sia nell'aspetto (di plastica) che nella parlantina (mute).
Invece lui si presenta con Alexandra, "solo" di qualche anno più giovane (lui 55 lei 46), pare abbia pure talento sia come editrice che come illustratrice, nessun ritocchino, niente plastica nel suo corpo, capelli non tinti ma naturalmente grigi/bianchi, trucco leggero, un rossetto rosso che ne evidenzia il sorriso quasi imbarazzato ma reale e dolce.
(io la trovo stupenda!! ma è solo un mio giudizio.. ;) )

Pare che tutto questo ai fan non vada moto a genio, amano il Keanu diverso dagli altri ma, della serie "datti una calmatina"... questa scelta la reputano sbagliata, lei è troppo normale, troppo semplice, non  è abbastanza bella, non è abbastanza appariscente... cavolo, questa sta con un attore di Hollywood, ma siamo matti?
Si, questo è ciò che pensa il mondo, non sei abbastanza per stare con lui.... non hai abbastanza tette, non hai abbastanza plastica addosso, non sei abbastanza alla moda...  non sei abbastanza brava, non sei abbastanza e basta..
Quando il mondo fa credere che se non si rientra in determinati canoni non si è abbastanza, è l'inizio della fine... a me questo mondo spaventa, fa paura, ho paura per i miei figli.
Le persone vivono di giudizi, per qualsiasi cosa ci sarà un dettaglio che non va, perchè accettare le persone per ciò che sono evitando di lasciar prevalere l'invidia o la voglia di superiorità è diventato sport estremo.
Il giudizio universale quotidiano è ciò che viviamo anche sulla nostra pelle in modo sia diretto che indiretto, a tutti scappa un giudizio, e a tutti capita di essere giudicati, il più delle volte si incappa  nella seconda parte ed è lì il gran casino.
Perchè quando ti senti giudicata per ogni cosa, hai la sensazione di avere i riflettori puntati su di te, tutti pronti a puntare il dito, ad attendere un tuo passo falso e allora si che si incappa in un vero giudizio universale dove ti senti l'acqua alla gola e speri di trovare l'arca che passa di li e che ti porta in salvo, ti trascina fuori da quelle onde di giudizi che stanno per affogarti.

Ieri a catechismo abbiamo parlato del nostro prossimo, di ciò che facciamo per gli altri, dei comportamenti che abbiamo e un bambino ha detto "io mi comporto bene perchè cosi faccio buona impressione".
Mi ha colpita molto come frase perchè è tanto vera ma altrettanto triste e da li ho iniziato uno sproloquio che a voi risparmio ma posso dire che da ieri sto continuando a riflettere su quella frase.
Comportarsi in un certo modo "per fare buona impressione", tutti lo abbiamo fatto, io sono cresciuta con questo tarlo "non comportarti male altrimenti in giro dicono...", "comportati bene perchè non voglio fare brutta figura..", da quando sono piccola mi sento perennemente giudicata, in primis dai miei genitori, non ero mai abbastanza, mai un "brava", mai un complimento, oppure da altri vicini perchè prima non ero cattolica, ora lo sono troppo, prima perche rispondevo male, ora perchè sono troppo tranquilla... ditemi un po voi...
Ci si ritrova a mettere il giudizio degli altri al centro di molti ragionamenti, ma è un centro sbagliato.
Io mi devo comportare bene perchè è il mio essere, mi comporto bene perchè mi fa stare bene, mi comporto bene perchè è bello, mi comporto bene perchè so che è la cosa giusta da fare indipendentemente da ciò che gli altri possono dire.. perchè diciamolo, anche chi si comporta sempre bene è vittima di giudizio ed etichettato come "miss perfettina" e simili, non ci scappi.

Uno che conosco e forse conoscete anche voi (ironia), diceva "Prendi in mano la tua vita e fanne un capolavoro!", pare fosse Giovanni Paolo II ... ;)
Come puoi fare della tua vita un capolavoro se non riesci ad essere te stesso e hai paura dei giudizi?
Come puoi avere una vera relazione con Dio se non riesci a metterti in gioco perchè appena esterni un po di più.. TAC, giudizio!!
Come puoi avere delle relazioni umane sane se non mostri ciò che sei perchè altrimenti hai paura di non essere accettata?
Vogliamo  aggiungere la parte dei social? no dai...ve la risparmio ma concedetemi una cosa, una sola.. i social sono il rischio maggiore soprattutto per i ragazzi, andrebbero fatti corsi di sopravvivenza.

I grandi filosofi in risposta alla paura dei giudizi dicono.. "fregatene!!!" ma guardate che non è cosi semplice.
Certe volte il giudizio arriva proprio da chi ci sta vicino e allora cosa possiamo fare??
Parlare! Parlare! Parlare! Un po come il libro "Pregate, pregate, pregate"!
Parlate (NON sparlate), ascoltate (veramente), esternate e soprattutto pregate!
Perchè la preghiera ci estranea dal giudizio, ci libera, ci rende forti e tranquilli; che poi detto da me che per scrivere qualcosa mi faccio mille paranoie pare un po assurdo ma sorvolate per favore..
Esternate ciò che siete, non nascondetevi perchè credete di non essere abbastanza perchè voi per Dio siete abbastanza, siete meravigliosi cosi come siete, soprattutto non rovinate voi stessi con la rabbia e la paura perchè quella fa di tutto per mostrarvi diversi.
Essere aggressivi, decisi, diretti, schietti con rabbia non significa essere forti, non significa essere capaci di non ascoltare i giudizi; essere se stessi in ogni attimo significa essere realmente forti, non avere maschere in base all'interlocutore significa essere forti e la persona che può insegnarci tutto ciò è Gesù e il Vangelo.
Per cui prendete in mano la vostra vita (e la Bibbia) e fatene un capolavoro (alla faccia dei giudizi)!


„Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.“ 
                                                                                                             (Giovanni 15,18)

Un caro abbraccio.



mercoledì 28 agosto 2019

Cura del creato,un obiettivo catto-green da tramandare.




"Ma veramente pensi a salvare il pianeta e ti sei fissata con l'ecologia????? Starai mica diventando una figlia dei fiori new age per caso?"
(Preciso che all'inizio avevo scritto "fricchettona" ma il marito ha bocciato questo termine)

Ecologia / cura del pianeta = figlia dei fiori/ new age: pare essere il binomio perfetto, peccato sia pure estremamente sbagliato, un tranello in cui cadono molti che si ritrovano in due fazioni opposte (sia mai stare nelle vie di mezzo) ovvero:
- Fazione n°1--> chi schifa l'ecologia e ne sta alla larga per paura di essere etichettato come figlio dei fiori manco rischiasse di trasformarsi in un albero mutante.
- Fazione n° 2 --> coloro che si avvicinano realmente alla new age solo perchè vogliono avere cura del creato pensando sia l'unica strada percorribile (e qui ce ne sarebbe da dire essendoci passata).

Qual è la fazione giusta? Nessuna delle due!!!!

Pensare al pianeta, interessarsi all'ecologia, fare una corretta raccolta differenziata significa avere cura di ciò che Dio ci ha donato, è un modo per ringraziarlo e per mantenere questo luogo vivibile per le generazioni a venire che saranno composte  dai nostri figli, nipoti, pronipoti etc..
Un po come se un amico o un parente vi regala una pianta o vi chiede di tenerla mentre è in vacanza, voi che cosa fate?
La mettete in un posto idoneo, ne avrete cura, le darete l'acqua che le serve (non di più o di meno) e farete il possibile per mantenerla o riconsegnarla in vita (eccetto se siete negati come me, ma almeno mi informo e ci provo).
Ecco, dovrebbe essere lo stesso per la terra, Dio ci ha donato questo mondo, con tutto ciò ce ci serve per poterci vivere e anche piuttosto bene, per cui preservarla mi sembra il minimo che possiamo fare.

Ho iniziato da tempo a leggere il libro "La Bibbia dell'Ecologia, riflessioni sulla cura del creato" di Roberto Cavallo (lo linko a fine articolo se lo volete acquistare), diciamo che è un bel mattoncino e va letto a piccole dosi, però nonostante alcune cose siano tutt'altro che semplici da capire (proprio per come sono esposte), apre un mondo spesso sconosciuto o di cui si conosce poco e che vale la pena approfondire.
Se poi siete in fissa con numeri e statistiche o avete un marito Ing. come me, potrebbe essere un regalo perfetto perchè è ricco di dati concreti cosa per cui gli ingegneri vano in brodo di giuggiole.

Attraverso le citazioni di alcuni brani dell'antico testamento, viene fatta un'analisi delle risorse, dell'ambiente, di ciò che l'uomo sta combinando a questo pianeta pensando solo al proprio benessere e alla propria ricchezza e sottovalutando la possibile distruzione di tutto ciò che ci è stato donato.
Sembra quasi che l'Antico Testamento abbia predetto ciò a cui saremmo andati incontro se non ci fossimo limitati ad utilizzare la terra per ciò che ci serviva, e ovviamente l'uomo è sempre andato oltre.

Dobbiamo interiorizzare nei nostri modelli di vita che l'uomo è solo di passaggio sulla terra, per cui dobbiamo anche pensare che le fonti a disposizione non sono illimitate.
Nel libro si legge un passo molto interessante che vi cito di seguito:
Geremia 35,7 dice:
"Non costruirete, non seminerete campi,
non pianterete vigne, non ne possederete alcuna,
ma abiterete sotto le tende tutta la vita.
Cosi potrete vivere a lungo su questa terra
dove abitate come forestieri"
<<Mi piace pensare alla legge di Ionadab figlio di Recab, riportata in Geremia, come invito a rinunciare al possesso, che induce all'egoismo; mi piace l'idea di pensare di agire con il rispetto di un ospite in casa altrui.
Come quando in visita ad amici e parenti consumiamo solo quanto ci viene offerto, chiediamo permesso per poter andare in un'altra stanza, ci puliamo le scarpe, o addirittura ce le togliamo, prima di entrare in casa, chiediamo dove possiamo buttare uno scarto se dovessimo trovarcelo tra le mani: con questo spirito dovremmo imparare a vivere sulla terra.
Invece continuiamo a consumare pensando che le ricchezze materiali ci possano in qualche modo proteggere. Cerchiamo riparo e sicurezza in beni effimeri.>>

Solo questo pezzetto può far riflettere molto.
Che atteggiamento abbiamo come ospiti in casa altrui?
Rispettosi, educati, che non vogliono sporcare per non fare brutta figura poi magari appena usciamo buttiamo a terra una cartaccia perchè il cestino era lontano pochi passi e non avevamo voglia di avvicinarci.
Ci rendiamo realmente conto che la Terra non è di nostra proprietà ma ci è stata donata per permetterci di poter vivere?
Secondo me no, altrimenti non la tratteremmo cosi, se una persona ti dona qualcosa, cerchi di tenerla con cura proprio come ho detto poco fa con l'esempio della pianta, ma in realtà l'uomo crede di essere il possessore, colui che governa la terra e in quanto padrone può farne ciò che vuole purchè porti ricchezza, poi non fa niente se poco a poco la sta devastando.

Papa Francesco ha parlato molto della cura del creato, anche nella "Laudato sì", ma non è il solo, Giovanni Paolo II nelle encicliche "Sollicitudo rei socialis" del 1987 e "Centesimus annus" del 1991, Benedetto XVI nell'enciclica "Caritas in veritate" del 2009 a cui ha fatto seguito il tema della Giornata mondiale della pace del 2010 "Se vuoi costruire la pace, custodisci il creato".
Paolo VI nella lettera apostolica "Octogesima adveniens" del 1971 denunciava i rischi di uno sfruttamento  sconsiderato della natura.
I vescovi italiani, dal 2006, hanno introdotto ogni anno, il 1° settembre , la Giornata per la cura del creato.
(A questo link trovate qualche info dalla diocesi di Bergamo con file scaricabili)

Ma quali new age??
La vera base si trova nella Bibbia, partendo dalla creazione fino ai salmi, nei passi che descrivono la bellezza della natura e la necessità dell'uomo di seguirne i ritmi e le stagioni, cosa che ora è da "new age" quando in realtà sarebbe semplicemente da persone di buon senso che seguono il ciclo vitale senza sottomettere la terra al proprio volere sfruttandola e allo stesso tempo lamentandosi dei continui cambiamenti climatici e di come la terra sta reagendo a tutto ciò che ha subito nei secoli.
Il riscaldamento globale non è un gioco, non è uno scherzo e ne vediamo ogni giorno gli effetti, perchè prendere tutto questo alla leggera? perchè farci del male e far del male ai nostri figli, nipoti etc.. perchè?
Ci ricordiamo ancora lo scorrere delle stagioni? Sappiamo in che periodo ci sono determinati frutti o certe colture?
No, si è perso il rispetto della ciclicità, ed è una cosa che andrebbe riscoperta e tramandata anche facendo attività con i bambini, passeggiando tra le foglie secche autunnali e creando magari un raccoglitore per ogni stagione, scrivendo i frutti e le verdure che possono trovare in natura etc..

In Genesi 47, 23-26 quando parla degli Egiziani che dovranno dare al faraone la quinta parte del raccolto, fa capire come non dobbiamo consumare totalmente ciò che la natura ci dà, ma va conservata una parte non del tutto marginale pechè potrà servire per i periodi meno produttivi o per le generazioni a venire.
Una frase rende l'idea nel commento del libro, "L'uomo sembra drogato della necessità di avere", ed effettivamente cosi, un modello di cellulare sempre alla moda e di ultima generazione (su instagram trovate un post a tema, riguardo il coltan; cliccate QUI), aggeggi elettronici che restano nel cassetto mai utilizzati..
Anche l'acquisto eccessivo di beni alimentari non è la cosa migliore, per poi ritrovarsi a buttare un sacco di roba.

Ma cosa possiamo fare veramente per il pianeta che ci è stato affidato?
- Parlarne, condividere soprattutto educare a questo i nostri figli, perchè imparano prima di tutto con l'esempio ma anche chiacchierando sul tema; quando seguivo il paganesimo, la stragrande maggioranza dei ragazzini che accedevano al forum che gestivo, si avvicinavano al paganesimo proprio per l'amore verso la natura; in realtà devono capire che non è una prerogativa new age ma di ogni persona responsabile, sopratutto noi cristiani.

- Effettuare una corretta raccolta differenziata; a casa abbiamo vari contenitori e si occupano i soprattutto i bambini di controllare che venga fatto correttamente.(ne parlano anche a scuola)

- Utilizzare meno plastica  possibile, andate a fare la spesa portandovi le borse da casa, se potete utilizzate la borraccia invece delle bottigliette, se non potete fare a meno delle bottiglie di plastica, meglio quelle grandi che piccole, al massimo le travasate nelle borracce (ma esistono anche le "bio bottle" bottiglie biodegradabili e compostabili)

- Acquistate il necessario, non eccedere con il rischio di dover buttare; a casa dare la priorità alle cose in scadenza con ricette svuota frigo e preparando più cose in casa, anche da poter congelare utilizzando cose confezionate lo stretto necessario.
(in Italia, dati alla mano, buttiamo più di 100 Kg di cibo all'anno  A PERSONA)

- Acquistare detersivi ecologici, meglio se nei distributori cosi da evitare spreco di plastica.

- Utilizzare "Ecosia" come browser di ricerca, pianta alberi grazie alle vostre ricerche, per saperne di più cliccate QUI.

- Invece di oggetti poco utili, Adottate un albero con il vostro nome o della persona a cui lo regalate, oppure adottate un alveare per proteggere le nostre api (vi arriverà a casa anche il loro miele).

- In alternativa alla pellicola trasparente potete acquistare dei coperchi in silicone che si adattano ad ogni tipo di contenitore o che potete mettere direttamente su frutta e verdura (ikea oppure altri che mi devono arrivare e vi farò vedere su instagram)

- Tenete in borsa un contenitore in cui mettere cartacce etc nel caso non avete a disposizione cestini in zona.

- Informatevi su energie rinnovabili e quant'altro, certe volte basta veramente poco per cambiare tanto.

- Risparmiate energia soprattutto quando non siete in casa e prediligi le lampadine al LED.

- Utilizzate pannolini lavabili (se riuscite ad avere la costanza di farlo, io purtroppo non ci sono riuscita).

- Utilizzate la coppetta mestruale o assorbenti lavabili invece degli assorbenti usa e getta. (e anche qui cado)

Ci sarebbe molto altro da aggiungere ma credo che avete capito quale sia la strada da intraprendere... io oltre a modificare un sacco di cose, dovrò anche migliorare nella guida, perchè una guida troppo "sport" inquina di più... mentre gi anziano che vanno piano sono decisamente più ecologici di me..

E' facile?
No, perchè nel momento in cui si è abituati in modo diverso diventa difficile cambiare abitudini, ma non è impossibile.
Piccoli passi e tutto diventa possibile, tutto entra a far parte della nostra routine quotidiana e diventerà semplicissimo portare avanti questo stile di vita che magari un tempo ritenevamo folle e da "flower power" ma che ora abbiamo capito riguarda tutti, soprattutto noi cristiani, per cui trasformiamoci in "catto-green" e salviamo il pianeta!!
(ok, questa forse potevo risparmiarla...)

Il binomio perfetto è:
Ecologia = cura per il creato



giovedì 25 ottobre 2018

Prayer Journal , un diario con Dio.



Dopo numerose richieste ho deciso di scrivere questo post riguardo il "Prayer Journal", spiegando in breve di cosa si tratta, a cosa serve e come iniziare.
Online si trovano molte informazioni ma sono prevalentemente in inglese per cui eccomi qui a spiegarvi tutto.
Alcune di voi hanno visto nel mio profilo un semplice diario a righe (quello che vedete nelle foto di questo post), dove a piè pagina sono presenti dei versetti della Bibbia in  inglese.
Ecco, quello è ciò che utilizzo io come prayer journal anche se purtroppo si trova solo in inglese ma è un buon allenamento cosi che ogni volta che scrivo, leggo il versetto e sotto scrivo la tradizione.
(Aggiornamento a giugno 2025, ho creato un diario di preghiera con versetti in italiano)

Che cosa è il "Prayer Journal"?
E' un semplice diario di preghiera dove poter annotare moltissime cose in modo da tenere traccia della nostra spiritualità nella vita quotidiana.
E' un modo per scrivere nero (o colorato) su bianco tutto ciò che è la nostra relazione con Dio e con gli altri nella fede ed è anche un modo per vedere eventuali progressi e cambiamenti che avvengono in noi nel corso degli anni.

A cosa serve?
Serve per moltissime cose e ora ecco un piccolo elenco per poter avere un'idea generale:
- Annotare preghiere che utilizziamo regolarmente o preghiere nuove.
- Annotare frasi di Santi che ci toccano o che ci colpiscono per poi poterle meditare successivamente.
- Annotare richieste di preghiera di altre persone cosi che non ci scordiamo, soprattutto se abbiamo numerosi impegni e allo stesso tempo molte persone per cui pregare.
- Annotare meditazioni di salmi o passi Biblici.
- Annotare riflessioni personali riguardo eventi o qualsiasi cosa riguardi la nostra fede.
- Annotare anche le proprie preoccupazioni, ciò che ci fa stare male o ci rende tristi affidandolo al Signore.
-Annotare tutto ciò che ci passa per la testa come se stessimo scrivendo a Dio.

Come iniziare?
Spesso l'idea ci elettrizza e ci piace talmente tanto che non iniziamo nemmeno.
Perchè?
Perchè vorremmo fare tutto alla perfezione, perchè non sappiamo se ciò che vogliamo scrivere è giusto o sbagliato, perchè abbiamo paura di scrivere ciò che sentiamo, perchè abbiamo paura che qualcuno lo possa leggere, perchè ci sentiamo ridicoli...
Sono tutti pensieri normali, leciti e soprattutto umani.
Ho scoperto questo dipo ti diario molti anni fa ma ho sempre appuntato tutto su fogli proprio per questa paura di sbagliare.
Beh, ci sono passata in prima persona da ognuna di queste affermazioni e anche ora spesso mi blocco.
Da quando ho acquistato questo diario ho iniziato a scrivere le prime tre preghiere dopo 4 mesi, per poi bloccarmi e riprendere dopo altri 9 mesi.
Proprio poco tempo fa ho riaperto il diario grazie al mio padre spirituale che mi ha consigliato di iniziare quando faccio le lodi al mattino. (un pò come la Lectio Divina)
Mi devo soffermare su un salmo, oppure sulla lettura breve e scrivere cosa mi trasmette meditandolo.
Alcune volte riscrivo solo un versetto, altre volte invece una mia riflessione.
Ecco, questo potrebbe essere un buon inizio, poi vedrete che piano piano arriverà da sola l'ispirazione e per questo vi consiglio sempre di pregare lo Spirito Santo prima di dedicarvi a questa attività.
In una piccola parte funziona come il "Bible Journalig" di cui vi ho parlato in un precedente articolo che trovate a questo link -->> "Bible Journaling".

Cosa utilizzare?
Potete utilizzare tutto ciò che volete, da un semplicissimo quaderno a righe o quadretti, ad un quaderno ad anelli dove potete anche mettere dei divisori per argomenti, cosa che vi sconsiglio; se in questo modo è più ordinato, di contro posso dire che è meno spontaneo.
Un'idea potrebbe essere lo scrivere a parte le richieste di preghiera delle altre persone potete aggiungere dei post-it all'interno della copertina magari con colori diversi in base al tipo di richiesta.
Se avete una richiesta molto importante per una persona terminale o in pericolo di vita, oppure se per qualcosa di più "leggero", (non che esistano richieste di serie A o di serie B ma è per una questione visiva) scatta nel nostro cervello il campanello del "ah, caspita, lei ne ha proprio bisogno, oggi ho poco tempo per cui lo dedico a pregare per lei, mentre per questa spero di farcela più tardi o stasera". (spero di essermi spiegata al meglio, questo è un metodo che ho provato ad utilizzare dopo vari tentativi)
Nel mio caso, ho acquistato un diario apposito su amazon (ai tempi era super scontato a circa 12€), è un diario normalissimo ma con copertina in finta pelle e un versetto biblico per ogni pagina.



Mi rendo conto che acquistare dei veri e propri prayer journal è decisamente dispendioso poichè costano molto, ed in realtà un semplice quaderno può avere la stessa funzione, solo che dovrete gestire voi cosa scrivere, per cui non vi metto link di acquisti perchè non lo ritengo opportuno.
Una cosa che ci tengo a dire, non utilizzate applicazioni per smartphone, è una cosa completamente diversa, si perde il contatto con la realtà rischiando di scrivere una lista della spesa anzichè un diario di preghiera.
Scrivere con le proprie mani magari utilizzando colori diversi in base a come ci sentiamo o a cosa vogliamo scrivere, sottolineare, aggiungere appunti, anche adesivi per enfatizzare un concetto...tutto questo è molto importante e una sterile applicazione toglie l'intimità che invece la carta crea.
Qui trovate una base in inglese -->> https://rachelwojo.com/onemorestep/freebies/
Qui altri stampabili ----> https://mothersniche.com/start-prayer-journal-meaningful-prayers-free-printables/

 

Inoltre vi consiglio un libro molto interessante di Flannery O'Connor che si intitola proprio "Diario di preghiera" dove trovate un suo prayer journal degli anni '40, un vero e proprio colloquio silenzioso con Dio.




Se avete domande o volete aggiungere qualcosa scrivetemi!
Un abbraccio
Cristina.

venerdì 1 giugno 2018

Profumo nella Bibbia, quando l'olfatto diventa sacro.



Per il compleanno di mia figlia, abbiamo pensato di regalarle (oltre ai pattini), anche uno dei bellissimi giochi di "Scienza e gioco" della clementoni per creare le essenze, profumi etc.
Lo ha adorato da subito e sfogliando il libretto delle istruzioni mi sono imbattuta nella storia dei profumi, per cui ho pensato di scrivere un articolo con questa storia e i collegamenti con le Sacre Scritture.

L'olfatto è uno dei sensi più interessanti, spesso sentire un certo tipo di profumo rievoca sensazioni e ricordi di quando si era bambini, oppure di momenti ben precisi.
Può capitare in modo inaspettato, quell'odore particolare che ci risveglia un ricordo e in pochi secondi ci  ritroviamo catapultati in un luogo lontano o tra le braccia di una persona che magari ora non c'è più.
L’olfatto è anche al centro della relazione dell’uomo con il divino. 
I profumi, sul piano orizzontale, attraggono sensualmente le creature, mentre sul piano verticale mettono in comunicazione aromatica con il sacro.
Ma ora vediamo nello specifico questo tema particolare...

Il profumo è una miscela di sostanze odorose che, opportunamente mescolate e dosate, danno vita ad una piacevole fragranza da vaporizzare sul corpo o negli ambienti.
L'origine del profumo risale a più di 5000 anni fa in Egitto, dove circolavano unguenti, balsami e incensi che non avevano solo lo scopo di profumare, ma anche di guarire e curare il corpo, oltre ad essere un segno di ricchezza e prestigio.
I primi aromi venivano diffusi in bruciatori, da qui l'origine della parola "profumo", dal latino per-fumum ovvero "attraverso il fumo".
Dall'Egitto si diffondono in tutto il Mediterraneo conquistando anche la civiltà greca, romana e araba.
Utilizzati soprattutto come oli per proteggere la pelle dai raggi solari, venivano aggiunti aromi vegetali come mirra, aloe, nardo, terebinto per profumare.
In Persia venne poi creata l'acqua di rose e il profumo tratto dalle zagare, ovvero dai fiori delle piante di agrumi.

Il ruolo sacro dei profumi è definito nel Libro dell’Esodo. 
Dio, nella legge aveva ordinato di costruire un altare dei profumi e di offrire su di esso del profumo, aggiungendo anche con che cosa doveva essere fatto il profumo.
Infatti il Signore dice a Mosè: 
"Prenditi degli aromi, della resina, della conchiglia odorosa, del galbano, degli aromi, con incenso puro, in dosi uguali; e ne farai un profumo composto secondo l’arte del profumiere, salato, puro, santo; ne ridurrai una parte in minutissima polvere, e ne porrai davanti alla testimonianza nella tenda di convegno, dove io m’incontrerò con te; esso vi sarà cosa santissima" (Es. 30,34-36);

L'utilizzo dei profumi è altrettanto sviluppato sia presso gli Ebrei che, come già accennato, presso gli Egizi. 
In tutti i paesi biblici il profumo è utilizzato sottoforma di PUK, ovvero preparati unguentarii, formati da oli profumati, da polveri a base di henna, ma anche da sacchetti di erbe aromatiche portati fra i vestiti.
Gli uomini stessi, amavano utilizzare vestiti profumati, nella Bibbia c'è un episodio che ci fa capire quanto fosse importante il profumo; Isacco, cieco, viene ingannato da suo figlio Giacobbe che indossa il profumo del fratello Esaù in modo da ottenere la benedizione del padre:


<< Giacobbe gli si avvicinò, Isacco lo baciò, aspirò l’odore degli abiti di lui e lo benedisse scambiandolo per il figlio maggiore Esaù: 
“ Ecco l’odore del mio figlio, come l’odore di un campo che il Signore ha benedetto ! ”
( Genesi 27: 24) >>

Nel servizio del Tempio di Gerusalemme l’offerta dei profumi aveva un ruolo impotantissimo. 


Durante il giorno dell'espiazione, il Sommo Sacerdote entrava nel Santo dei Santi con il turibolo dell’incenso, o meglio dei profumi da bruciare, una mistura a base d’incenso poichè in quei tempi l'incenso era in forma semiliquida.
Lo stesso monte del Tempio è chiamato har ha-Morià, e questo termine viene fatto risalire alla parola mirra.
Tra questi profumi da bruciare prescritti da Mosè c'è l'onichia, una misteriosa miscela aromatica.
La resina, il laudano e il balsamo erano commerciati nella mezzaluna fertile come si deduce dall'episodio di Giuseppe, figlio di Giacobbe.

Parlando di profumi, il libro a cui ci si ricollega per le numerose citazioni è il Cantico dei Cantici:

“ Lèvati, aquilone, e tu, austro, vieni, soffia nel mio giardino si effondano i suoi aromi. Venga il mio diletto nel suo giardino E ne mangi i frutti squisiti” ( 4:16)

“ Son venuto nel mio giardino, sorella mia, sposa, e raccolgo la mia mirra e il mio balsamo; mangio il mio favo e il mio miele, bevo il mio vino e il mio latte. Mangiate, amici, bevete; inebriatevi, o cari” ( 5:1).

Un altro preparato molto utilizzato a base di profumi riguarda l'olio Santo e olii per le unzioni
A Mosè fu insegnato a preparare l’olio per l’unzione: 

“Procurati balsami pregiati: mirra vergine per il peso di cinquecento sicli; cinnamomo odorifero, la metà, cioè duecentocinquanta sicli; canna odorifera, duecentocinquanta; cassia cinquecento sicli, secondo il siclo del santuario (16,4 g circa) e un hin (5, 83 litri circa) d’olio d’oliva. 
Ne farai l’olio per l’unzione sacra, un unguento composto secondo l’arte del profumiere” (Es. 30, 22-25). 
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Per ottenere l’olio santo o anche diversi olii per unzioni, i profumieri facevano macerare a caldo piante e resine aromatiche nell’olio. 
A volte, seguendo il metodo degli Egizi, estraevano il succo di piante particolarmente aromatiche, strizzandole in un panno e facendone stillare il succo in un vaso. 
Scavi hanno riportato alla luce mortai per frantumare radici, rizomi o resine aromatiche, fornelli per macerare a caldo e anfore per acque profumate, vasetti e fiale in terracotta, in vetro o in alabastro visibili ancora oggi nei musei archeologici di Haifa e Gerusalemme. 

La varietà degli aromi era notevole e l’iniziale impiego di balsami e unguenti a scopo liturgico si trasferì al campo cosmetico.
Nonostante la severità della legge mosaica e le invettive di Geremia e di Ezechiele, le donne della Bibbia seducono sempre dopo una toeletta profumata:
Ruth per piacere a Booz, Giuditta per sedurre Oloferne, Jezabel per placare Iehu.
L’importanza attribuita ai profumi e alla cosmesi, era tale che Giobbe ( Giobbe 42:14) a una figlia “mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio”, letteralmente Keren hapuch e cioè “Vaso di belletto”.

Nel libro del Siracide, lo Spirito di Dio si diffonde come un profumo:

“ Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, /nella porzione del Signore, sua eredità./ Sono cresciuta come un cedro sul Libano,/ come un cipresso sui monti dell’Ermon./ Sono cresciuta come una palma in Engaddi,/ come le piante di rose in Gerico, come un ulivo maestoso nella pianura;/ sono cresciuta come un 25 platano./ Come cinnamomo e balsamo ho diffuso profumo;/ come mirra scelta ho sparso buon odore;/ come gàlbano, ònice e storàce, come nuvola d’incenso nella tenda./ Come un terebinto ho esteso i miei rami/ e i miei rami sono rami di maestà e di bellezza” ( Siracide 24: 1, 23)

Nei Vangeli i profumi compaiono con i Magi:

"Poiché era nato Gesù a Betlemme di Giudea, ai tempi del re Erode, ecco che dei Magi venuti dall’Oriente arrivarono a Gerusalemme. Entrando nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre, e, prostrati, lo adorarono; aprendo il loro cofanetto, gli offrirono in dono oro, incenso e mirra" (Mt. 2, 11).

In seguito, saranno soprattutto le donne a onorare Gesù con i profumi. 
Nella celebre scena della peccatrice che unge di profumi i piedi di Gesù, questi fa osservare a Simone che lui non ha avuto quel gesto di gentilezza nei suoi confronti.
Il vangelo di Giovanni riporta un’altra scena d’unzione. 
In questo caso si tratta di Maria di Betania, che versa il profumo sulla testa di Gesù.
Giuda, al quale non importava niente dei poveri, ma teneva la cassa, osserva che quel profumo lo si sarebbe potuto vendere e ricavarne danaro da dare ai poveri, invece di sprecarlo così. 
Il suo costo sottolineato da Giuda ( 300 denari, un anno di salario di un operaio agricolo!) fa pensare che quel nardo (molto apprezzato da ebrei, greci e romani), detto pistiké, “genuino”, fosse proprio il costosissimo neerd, estratto dalla radice di un arbusto che cresce sulle montagne dell’India ( nardostachy jatamansi). 

Nel successivo episodio della sepoltura, Giuseppe di Arimatea e Nicodèmo si recano a prelevare il corpo di Gesù dal luogo della crocifissione. 
Nicodèmo porta “una mistura di mirra e di aloe di circa 100 libbre” per avvolgerlo in fasce con gli aromi e deporlo in un sepolcro nuovo, reperito in un giardino vicino al luogo dove era stato crocifisso. 

Potrei continuare ancora a citare versetti biblici che riguardano i profumi e il loro utilizzo, a breve preparerò una seconda parte in modo da completare il quadro parlando anche del significato di ciò che veniva utilizzato.
Spero vi sia piaciuto.
Fatemi sapere se avete alcune curiosità riguardo questo tema.
un abbraccio
Cristina.

venerdì 18 maggio 2018

Bible Journaling, un modo colorato per meditare la Parola.


Tratto dal libro "Salmi per il bible Journaling" (link sotto)


Da tempo ho scoperto il "Bible Journaling", pratica principalmente protestante per meditare la Parola di Dio in un modo alternativo.
Da tempo si è esteso anche nel mondo cattolico americano per poi arrivare fino a noi anche se resta una pratica poco conosciuta.
Di seguito troverete delle foto, le prime riguardano alcuni meravigliosi lavori trovati online provenienti da siti americani.
Più sotto trovate invece qualche mio piccolo tentativo in modo che possiate vedere lavori elaborati e cose più semplici.

Esempi presi online 


Ma cosa è il Bible Journaling?
Il termine "Bible Journaling" letteralmente significa "Annotare sulla Bibbia" e in sintesi è come una Lectio Divina con l'aggiunta di arte e creatività.

L'attività di Journaling è molto utilizzata poichè consiste nell'annotare pensieri, frasi, cosa accade nella nostra giornata etc, quindi equivale a scrivere un diario, il Bible journaling è la stessa cosa poichè si annotano e riscrivono frasi della Bibbia che ci hanno colpito, oppure che ci trasmettono qualcosa e riscrivendole ci restano in mente.
Questo tipo di pratica è utilizzata non solo da chi è cattolica ma anche da chi semplicemente ha alcune parti della Bibbia che apprezza e vuole trascriverle con arte.

Per chi invece la vive come pratica spirituale ha invece un accorgimento prima di iniziare, ovvero deve fare l'invocazione allo Spirito Santo altrimenti non si può considerare preghiera ma semplice esercizio di disegno.

Qual è l'occorrente?
L'occorrente per colorare/disegnare è a vostra scelta, posso consigliarvi di utilizzare:
- Penne colorate
- Evidenziatori
- Pastelli e pennarelli
- Acquarelli

Per abbellire potete utilizzare anche:
- adesivi,
- washi tapes (nastro adesivo decorativo),
- timbrini
e tutto ciò che vi suggerisce la fantasia.

Cosa utilizziamo come base?
Purtroppo in Italia ancora non esistono Bibbie apposite, mentre in america si trovano le "Journal Bibles" ovvero Bibbie che hanno delle colonne esterne dove potete annotare versetti, fare disegni, colorare etc...
Per cui potete utilizzare una normale Bibbia, oppure un quaderno dove riscrivere il versetto o il Salmo, oppure in commercio esiste un libro di Salmi proprio per questa attività e lo trovate al seguente indirizzo



Una volta fatta la preghiera allo Spirito Santo si può iniziare, è possibile anche ascoltare della musica cristiana di sottofondo, non troppo alta per evitare distrazioni.
Prendiamo la nostra Bibbia e leggiamo qualche versetto a scelta, oppure scegliete un salmo dal libro apposito.
Va letto più volte segnando le frasi che ci trasmettono qualcosa e ci colpiscono, non sempre sono quelle positive, dipende molto anche dalla giornata.
Dopodichè procediamo con le decorazioni che possono essere semplici trascrizioni utilizzando caratteri particolari, veri e propri disegni che riassumono il versetto/salmo o decorazioni semplici con sprazzi di colore a nostra scelta.

Alcuni miei tentativi di Bible Journaling 


Non esistono regole vere e proprie secondo cui si debba seguire una linea precisa di decorazioni, dobbiamo lasciarci guidare dallo Spirito Santo e soprattutto non dobbiamo pensare che "non siamo brave" o "non siamo capaci" perchè ognuna deve fare questa attività come preghiera e non come gara di arte per cui buttatevi, il Signore apprezza qualsiasi cosa!
Lo scopo è riflettere, pregare e lasciarsi guidare.

Nota in più:
Questo metodo può essere utilizzato anche con i bambini o per far vivere il catechismo in modo diverso, quando si tratta di creare e dare spazio alla propria fantasia guidati dallo Spirito Santo è sempre qualcosa di meraviglioso e ne trarranno tutti cose positive.

Spero vi sia sembrato un articolo utile e interessante, quando l'ho spiegato al mio padre spirituale gli ho aperto un mondo sconosciuto e lo ha apprezzato.
Fatemi sapere se farete qualcosa a riguardo!
un abbraccio
Cristina

ps. su Facebook esiste il gruppo "Bible Journaling Italia"

venerdì 24 novembre 2017

Siano Lodati i messaggi vocali.



Buon pomeriggio,
titolo del post piuttosto particolare ma sappiate che ha un senso ben preciso e lo scoprirete subito.
Lunedi ho partecipato alla riunione catechisti dove avremmo discusso riguardo le iniziative relative all'avvento, tra le varie cose è stato fatto un riassunto del corso di formazione dei catechisti che è terminato un paio di settimane fa.
Il tema di questo ultimo blocco dell'anno riguardava l'ascolto, quindi ogni incontro era incentrato su attività che portassero a capire come ascoltare gli altri in questa società che in realtà non ascolta più.
Uno degli esercizi pratici, portava i partecipanti a dividersi in piccoli gruppi di 3 o 4 persone, una persona raccontava per pochi minuti alcune esperienze e andava semplicemente ascoltata.
Una volta rientrati nel salone comune però c'era la sorpresa, ovvero si doveva raccontare agli altri gruppi cosa aveva detto la persona che parlava in modo da rendersi conto cosa effettivamente ognuno aveva ascoltato a riguardo.
Può  sembrare un esercizio banale ma in realtà non è affatto cosi!
Quante volte ci ritroviamo di corsa a non ascoltare gli altri, oppure ad ascoltarli a metà perchè o non abbiamo tempo oppure siamo ansiosi di dire la nostra e parlare noi.
Quante volte le persone dialogano e anzichè ascoltare in silenzio aspettando il proprio turno si ritrovano ad accavallarsi nei discorsi cosi che poi non si capisce più nulla.
Questa è una cosa che ho notato tantissimo sia tra i bambini che tra gli adulti... ultimo esempio lampante è stato quando ho partecipato all'interclasse come rappresentante di seconda elementare proprio un paio di settimane fa.
Le insegnanti tra loro parlavano e si accavallavano, ascoltavano a metà, si parlavano una sopra l'altra e non si capiva nulla.. come possono i nostri figli avere rispetto dell'ascolto se gli adulti spesso sono peggio?
Ascoltiamo veramente i nostri figli?

Perchè il titolo "Siano lodati i messaggi vocali?"
Proprio per questo discorso di ascolto.
Quando si parla al telefono (e io non amo stare al telefono), spesso ci si ascolta a metà, soprattutto le telefonate lunghe le trovo deleterie, ci sono persone che parlerebbero per ore senza rendersi conto che magari dall'altra parte la persona ha qualcosa da dire; oppure appena l'altra persona prende parola ecco che torna all'attacco volendo ribadire o aggiungere altro senza ascoltare un eventuale consiglio o risposta...

Vogliamo parlare dei messaggi?
Quelli poi.... con il forte rischio di interpretare male i toni, leggere male, leggere sensi che non ci sono, o interpretare in  modo sbagliato.. aiuto!!!
Possono essere tanto belli, un ricordo da rileggere con il passare del tempo, ma certe volte riusciamo a rendere negativo anche quello.
Anni fa  non era cosi, credo che le cose anche da punto di vista delle interpretazioni siano cambiate, ci facevamo meno paranoie e davamo meno interpretazioni forse perchè avevamo la mente più sgombra e meno arrabbiata.

Perchè allora i messaggi vocali sono il top?
Perchè devi ascoltare, sei costretto ad ascoltare! (e non è una minaccia XD)
Non puoi interpretare come vuoi perchè il tono è presente, non puoi ascoltare a metà perchè altrimenti fai una figuraccia ed è palese che non hai ascoltato, ma la cosa più bella è che ascolti veramente l'altra persona senza sovrastarla per cui rispondi solo dopo aver ascoltato tutto.
Capita a volte di leggere link simpatici su facebook riguardo la noia di ascoltare messaggi vocali che superino i 2 minuti e diciamo che è un pò il punto focale di questo post, ovvero la reale mancanza di voglia di ascoltare gli altri.
Da quando ho iniziato ad ascoltare note vocali altrui, ho ripreso ad apprezzare la bellezza dell'ascolto, si per carità note lunghe possono essere pesanti da ascoltare ma mettetevi nei panni dell'altra persona... ha voglia di raccontarvi qualcosa di se, oppure vi chiede un parere e voi potrete rispondere con un'altra nota vocale esprimendo voi stesse senza interruzioni, e l'altro vi ascolterà e credo sia bello sapere che siamo ascoltati veramente dagli altri.

Anche in Chiesa spesso noto che se non ci sono i foglietti con i brani della Bibbia che verranno letti, ci si distrae con più facilità rispetto al doverli seguire, io stessa faccio fatica quando non ci sono e credo sia una conseguenza del fatto che abbiamo bisogno di avere tutto subito e alla portata dei nostri occhi, altrimenti non consideriamo nemmeno ciò che ci circonda.

Un buon proposito per l'avvento che sta arrivando, potrebbe essere l'impegno ad ascoltare di più gli altri, a mettere un pò da parte noi stessi, la possibile nostra esuberanza e ricerca d'attenzione per dedicarci al bisogno degli altri di essere realmente ascoltati.
Di seguito ecco una riflessione di Papa Francesco del 25 Giugno 2015

Ci sono — ha spiegato il Papa — «tre parole chiave per capire questo: parlare, fare, e ascoltare». Si parte dal «parlare». Afferma Gesù: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei Cieli». E continua: «In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo fatto profezie nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demoni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”». Ma a costoro risponderà: «Non vi ho mai conosciuti, allontanatevi da me voi che operate l’iniquità».
Perché questa opposizione? Perché, ha detto il Pontefice, «questi parlano, fanno», ma manca loro «un altro atteggiamento, che è proprio la base, che è proprio il fondamento del parlare, del fare»: manca «l’ascoltare». Infatti Gesù continua: «Chi ascolta queste mie parole e le mette in pratica...». Dunque «il binomio parlare-fare non è sufficiente», addirittura può anche ingannare. Il binomio corretto è un altro: è «ascoltare e fare, mettere in pratica». Infatti Gesù ci dice: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Poi viene la pioggia, soffiano i venti ma la casa rimane salda perché è una casa rocciosa, fatta sulla roccia». Invece «quello che ascolta le parole ma non le fa sue, le lascia passare, cioè non ascolta sul serio e non le mette in pratica, sarà come quello che edifica la sua sabbia».

Nel frattempo grazie per avermi letta...
Un caro abbraccio
Cristina