venerdì 29 dicembre 2023

Dal "Te Deum" ai (10+3) propositi di Santa Teresa de Los Andes (per tutta la vita).


Stamattina in un post chiedevano di dare un voto al 2023, dei 10 commenti presenti, 9 davano "0", l'unico positivo era il mio...ho dato un 7 (con incoraggiamento). Sono eternamente convinta che senza ringraziare per l'anno appena trascorso diventi quasi impossibile iniziare bene quello in arrivo, siamo qui, abbiamo questa grazia e solo per questo lo zero dovrebbe essere impensabile... ma è pensabilissimo nel momento in cui Dio non è nella nostra vita, perché senza di Lui, ho potuto sperimentare che anche i piccoli intoppi sembrano insormontabili ed è facile dimenticare le piccole gioie ma anche quelle grandi.
Veramente non  riusciamo ad avere un bilancio anche solo minimamente positivo dell'anno che si conclude? Provate ogni mese a scrivere in un quadernetto o nell'agenda tre cose positive accadute e riprendetelo a fine anno, scoprirete che il bilancio sarà buono.

Quest'anno il mio "Te Deum" sarà abbastanza semplice ma non può mancare perché fare un bel "recap" dell'anno è un toccasana anche quando vivi momenti in cui lodare e ringraziare diventa difficile.
Dei primi mesi dell'anno ricordo poco, a parte il contratto con la casa editrice e la cresima di Giorgia, è come se tutto ciò che è accaduto prima della diagnosi lo abbia messo da parte in un cassetto per poi chiuderlo a chiave nella mia memoria. Ma basta chiacchiere, ecco il mio te deum, poi vi dirò anche qualche idea per i propositi (non propositi) spirituali/sociali/per la vita..

- Te deum laudamus per avermi fatto incontrare profili, persone e situazioni che mi avrebbero aiutata e preparate ai mesi successivi, senza di loro avrei affrontato tutto in modo meno "fiducioso".
- Te deum laudamus per le persone che ho conosciuto begli ultimi mesi, per la vicinanza e per avermi fatto vivere a pieno cosa significa avere dei fratelli e sorelle in Cristo.
- Te deum laudamus per i medici e le infermiere che mi hanno seguita, aiutata e confortata, per il loro essere "diretti" restando "umani".
- Te deum laudamus per mio marito che sta affrontando tutto accanto a me, che mi rassicura, mi fa sentire amata, mi dice anche quando è stanco o fa fatica, che si confida quando sta per arrivare al limite come ci eravamo promessi, che non mi fa sentire un peso e che mi bacchetta quando faccio troppo...
- Te deum laudamus ancora per lui, per avermelo messo accanto perché Tu sai tutto e sapevi che sarebbe stato quello giusto in ogni cosa...
- Te deum laudamus per i miei figli, anche quando mi fanno perdere la pazienza... per Giorgia che sta crescendo meglio di come avrei mai immaginato; per Gabri che ha mille sfaccettature e una sensibilità come pochi; per Mattia e la sua estrema unicità che lo rende fenomenale e indispensabile.
- Te deum laudamus per mia madre anche quando fatico a sopportare le sue chiacchiere a raffica e poi si lamenta se mi innervosisco...
- Te deum laudamus per i miei suoceri, li sto riscoprendo da pochi mesi e credo che finalmente stiano vedendo veramente come sono e il sentirmi apprezzate mi aiuta a non chiudermi.
- Te deum laudamus anche per la diagnosi di cancro...perché da quel momento tutto è cambiato, ho iniziato una specie di nuova vita e tutto attorno a me si è riempito di grazia... si, lo avrei evitato volentieri, ma dato che c'è, ringrazio per tutto il bene che ha portato...
- Te deum laudamus per il post operatorio, mi ha insegnato a rallentare, a riposare, a riorganizzare le cose per avere ritmi diversi, a fidarmi e ad affidarmi, ad avere rispetto per il mio corpo, per i miei limiti ed è una cosa che voglio insegnare anche alla mia famiglia.
- Te deum laudamus per ciò che sarà, per il tempo che avrò a disposizione (spero tanto), per ciò che riuscirò a fare e non fare, per le persone che conoscerò e che usciranno dalla mia vita perché mi fido di Te e so che finché la mia fiducia è riposta in Te, tutto ha un senso e può portare grazia.

Dopo questa lista di ringraziamento e lode, ho pensato che possiamo passare alla lista non di "buoni propositi" ma di "possibili stili di vita" per il nuovo anno e per quelli successivi per toglierci la malsana idea che debba essere spuntata entro le prime settimane altrimenti altrimenti significa che non riusciremo mai a fare nulla... Non so voi, ma per me è sempre stato cosi, soprattutto perché la lista finiva nel cassetto e la rivedevo mesi dopo.. per poi dire "va beh.. non c'è più tempo" e magari era maggio... (questa volta la metterò in bella vista).

Se pensate che fare propositi sia sbagliato vi dico subito una cosa... possiamo dire tutto quello che vogliamo, negare che prepareremo la lista, ma l’anno nuovo porta sempre a dei cambiamenti, seppur piccoli oppure inconsci ma è una cosa naturale e come tale certe volte ha bisogno di un po' di tempo per poterla vedere o per rendersene conto. Perché limitare i propositi ad un solo anno? Perché dare loro una data di scadenza?
Quella che vi propongo questa volta è stata tratta dagli appunti del cammino fatto con le carmelitane nel periodo di avvento. Sono propositi che toccano lo Spirito più che attività pratiche come imparare una nuova attività, procrastinare di meno, imparare una nuova lingua o cose simili; questi propositi invece partono dall’esempio di Santa Teresa De Los Andes (che li estendeva anche a tutta la vita).

Di seguito trovate il piccolo elenco da cui potete trarre ispirazione; l’idea è quella di scegliere UN solo proposito per volta e una volta fatto e interiorizzato, sceglierne un altro oppure aspettare un po'...

10 idee che possono diventare “il meglio” per noi:

  1. Scegliere piccoli sacrifici (piccoli non significa che "ci costino" meno)
  2. Saper dire di “no” amabilmente (magari proponendo un'alternativa)
  3. Rimanere determinati nell’umiltà (non adeguarsi, ma rimanere saldi)
  4. Esercitarsi a risollevarsi con audacia dopo le cadute (anche grazie all'umiltà)
  5. Trattenersi dal parlare troppo (per non mettersi in mostra o primeggiare)
  6. Avere il coraggio di chiedere perdono (anche quando dall'altra parte c'è un muro)
  7. Meditare sull’umiliazione di Cristo (eliminerebbe prima di tutto la superbia)
  8. Distaccarsi dallo sguardo degli altri (per non crearsi una falsa identità su basi sbagliate)
  9. Fuggire la mondanità (preferire incontri amicali positivi a quelli non costruttivi)
  10. Guardare il prossimo valorizzandolo (anche lasciando a lui l'ultima parola)
+3 extra:
  1. Lavorare perché altri siano felici (senza mettere noi e ciò che facciamo al centro)
  2. Adoperarci per essere gioiosi (basta pochissimo, dobbiamo solo aprire gli occhi)
  3. La gioia della decisione di seguire Gesù Cristo (se ci rende tristi allora non Lo stiamo seguendo) 
Voglio condividere anche la lista che aveva stilato proprio Santa Teresa de Los Andes, una serie di "propositi" per tutta la vita, perché lei si che lo aveva capito... i propositi non sono per un anno soltanto ma andrebbero vissuti tutta la vita..

"Propositi per tutta la mia vita:
- Non abbandonerò mai la meditazione, la Comunione e la Messa.
- Farò l'esame di coscienza e reciterò le mie preghiere del mattino e della sera, in ginocchio.
- Farò la lettura spirituale e conserverò nella mia anima un raccoglimento che mi mantenga unita a Gesù e separata completamente dal mondo.
- Avrò carattere. Non mi lascerò portare dal sentimento e dal cuore, ma dalla ragione e dalla coscienza.
- Compirò con gioia la volontà di Dio, tanto nel dolore come nella gioia, senza mai far trapelare sul mio viso quello che passa nel mio cuore.
- Non agirò mai spinta dal condizionamento degli altri, tanto nel mio agire quanto nel mio parlare"
(Diario, §43)

Buon fine anno e buon cammino verso quello nuovo, che possa essere sempre illuminato dalla luce di Cristo, perché solo cosi sarà possibile affrontare ogni cosa. Quale regalo inoltre poterlo iniziare con una ricorrenza dedicata a Maria...

Trovate la versione carosello su Instagram:


Cristina

giovedì 21 settembre 2023

Non perdere tempo, ringrazia ogni attimo. (Quando dal male piovono grazie)

 


Ho iniziato a scrivere questo pezzo il 6 settembre, poi l'ho messo da parte perché non era il momento, ho riprovato altre volte a metterci mano ma non andava, ho aspettato e oggi ci riprovo. 
Non so se sto facendo la cosa giusta scrivendo tutto questo e mettendolo nelle mani di chiunque, ma fare apostolato significa essere testimone della fede in Cristo anche quando le cose non buone arrivano come un fulmine e ciel sereno e non te le aspetti, travolgendo completamente la tua vita e facendoti rivalutare ogni attimo. Poi capisci che anche nel "non buono" si nasconde la grazia e non puoi tenerla tutta solo per te. Ma partiamo dall'inizio...

E' un sabato sera di fine luglio, sei sul divano con la famiglia alla ricerca di qualcosa da vedere insieme, senti un leggero prurito sopra il seno, ti gratti e senti una pallina che non avevi mai notato... il sangue si gela, secondi di panico, respiri, fai finta di niente e continui la serata.
Lunedi vai da medico, devi accontentarti del sostituto perché il tuo (che è estremamente pignolo e servirebbe) è in vacanza, ti controlla, dice che sarà sicuramente una banale ciste perché piccola, tonda e mobile ma prescrive una visita senologica entro 10 giorni perché "non si sa mai".
Visita prevista per il 10 agosto, l'attesa non è semplice ma arriva la data, entri dal medico, ti visita e ti fa mettere in fila per un'ecografia, "perché è meglio fare più controlli"..
Fai l'ecografia ma qualcosa non quadra, ti mandano a fare la mammografia e ancora prima di rivestirti ti richiamano per un'altra ecografia e ti ritrovi a fare una biopsia, non dicono altro "perché senza un referto non si può dire nulla". Ci sta.
Panico, sei frastornata e ti viene da piangere, ti senti vulnerabile, non dici nulla ma i pensieri volano...
I medici dicono di non aprire l'esito fino alla loro telefonata, ma non riesci ad aspettare, sono le 8,30 del 21 agosto, arriva il messaggio del fascicolo elettronico, è arrivato l'esito.
Prendi di corsa il pc, accedi al fascicolo e clicchi su "scarica".
Lo apri, passi da una riga all'altra, poi salta subito all'occhio l'esito tra le varie parole... rileggi per vedere se è giusto o hai sbagliato a leggere... "lesione maligna".... "carcinoma lobulare infiltrante...G2" e altre parole che capirò con il tempo. Vai da tuo marito nell'altra stanza, gli dici che è arrivato l'esito, ti segue, legge... lo sguardo dice tutto. 
Da lì ha inizio tutto, quel giorno scopro di avere un tumore maligno al seno e la vita prende una piega diversa, inaspettata.

Quello credo sia stato il giorno peggiore della mia vita, ho trascorso gran parte della giornata a piangere, guardavo i bambini e le lacrime scendevano senza il minimo contegno, dovevo rinchiudermi in bagno o camera per non farmi vedere... il cervello mi proiettava avanti, già mi vedevo in una bara, già per me era tutto finito come se mi avessero detto che avrei avuto pochi mesi di vita. "Ho solo 38 anni, voglio solo veder crescere i miei bambini" era la frase che mi risuonava nella testa...
Quando sentiamo la parola cancro è normale pensare subito a quello, vedere i progetti sgretolarsi.
Tocchi quella piccola pallina e non riesci a renderti veramente conto che stai toccando un tumore. Una cosa cosi piccola ha il potere di cambiare la mia vita, cosi come ha quello di farla finire prima del tempo o prima di quello che una si aspetta... Capiamoci, non sappiamo quanto vivremo ma nel nostro cuore la speranza e la voglia di invecchiare c'è, il desiderio di vedere i nostri figli crescere, di avere dei nipoti è naturale.. 

La mattina dopo mi chiama l'ospedale e il pomeriggio sono già in ambulatorio; mi spiega la situazione e inizia dicendo "è stata fortunata perché molto piccolo, solitamente questi tumori si trovano già grossi, bastava avere un seno normale per non sentire nulla"
(il seno molto piccolo ha i suoi vantaggi in queste cose).
Mi spiega le due possibili strade e che per decidere servirà una risonanza cosi da avere un quadro più completo. "E' curabile" è stata l'altra parola a cui mi sono aggrappata, tanto che continuavo a chiedere a mio marito se avevo capito bene.
L'11 settembre faccio la risonanza con e senza contrasto, sorvoliamo sulla reazione allergica al contrasto avuta quasi all'istante, il 15 (in anticipo di 4 giorni) mi arriva l'esito sul fascicolo sanitario elettronico, a quando pare c'è anche un altro piccolo tumore più in profondità (che non si è visto con l'ecografia) e qualche altra cosa evidenziata, capisco subito quale sarà l'operazione.
Martedi sono stata in ospedale dopo la chiamata del medico, come immaginavo, l'operazione che dovrò fare sarà una mastectomia e successivamente terapia ormonale, tutto ciò che sarà dopo (eventuale radioterapia o chemioterapia) non si sa perché dipenderà dai linfonodi, da cosa effettivamente trovano e dall'esito dell'istologico, ci sono due certezza e tante incognite... io non amo affatto le incognite, ma dovrò farmi andare bene quello che arriva. Data ipotetica dell'intervento, 24 novembre. Aspetteremo.

Dal momento della diagnosi posso dire che ci sono state grazie come se piovesse.
NO, il cancro non è una grazia, non lo considero nulla di buono ma ciò non significa che non si riesca a trarre del buono da questa situazione. Se è arrivato a me vorrà dire che dovrò fare del mio meglio per non perdere tempo e sfruttare ciò che ho a disposizione per il meglio.
Credo che in qualche modo il Signore ci prepari a ciò che sarà la nostra croce, che sia la malattia o altro, ci mette sui nostri passi qualcuno o qualcosa che possa entrare nella nostra memoria per poi essere ripescato il giorno in cui ne avremo bisogno.
Da tantissimo tempo seguo una cattolica americana che ha un cancro al quarto stadio, condivide come lo vive, la sua fede fortissima, salda in un modo che non avevo mai visto in vita mia. La preghiera online anche quando ha poche forze e non sta bene, il benedire ogni attimo e ringraziare per ogni giorno, scrive anche dei versetti biblici di lode sulle scatole delle medicine e si fida di quello che è il progetto del Signore nella sua vita. Per me è sempre stata un esempio e ora lo è ancora di più.
Proprio l'altro giorno ho letto una sua storia instagram in cui diceva:

"E se oggi cammini, respiri, vivi...
Prendilo da una povera anima come me..
Non perdere tempo e usalo ORA per glorificare Dio. Non sai quando il tempo finisce e quando tempo avrai perché il tuo pellegrinaggio sulla terra guadagni il merito dell'anima e possa compiere atti di grande carità nel nome di Dio.
Fermati in adorazione oggi e parla con Cristo, digli quanto lo ami e ringrazialo di tutto! 
Andiamo da Lui sia nei giorni belli che nei giorni brutti.
Vorrei averlo fatto quando ero nei miei anni migliori ed ero sana."

Avevo già interiorizzato il fatto che non sappiamo ne il giorno ne l'ora e che nulla va sprecato quando è morto mio padre d'infarto, ma dopo un po' lasci andare, il tempo passa, molli la presa e ricominci a sprecare tempo, a procrastinare, a rimandare...
Quando vivi sulla tua pelle qualcosa che potrebbe toglierti la vita, ti guardi intorno, vedi tuo marito, i bambini ancora piccoli e che hanno bisogno ancora di te e puoi scegliere due strade... o ti piangi addosso, ti chiudi e cerchi di distaccarti per non farli soffrire se dovessi venire a mancare (il demonio con me ha sempre puntato su questo), oppure vivi nel vero senso della parola, togli ogni limite e barriera alle emozioni, dici ancora più spesso quanto ami tuo marito e i tuoi figli, glie lo dimostri togliendo quei paletti che avevi messo per paura di mostrarti a pieno e ringrazi per ogni attimo che vivi. Certo, se non ci fosse l'ansia a buttarti a terra fisicamente sarebbe più semplice ma pure lei poverina ha bisogno di sfogarsi e prima o poi passerà o imparerai a gestirla.

Chi sapeva quasi da subito la situazione ha organizzato novene, gruppi di preghiera, ma anche chi non sapeva ancora la mia diagnosi ma sapeva che non stavano andando bene dei controlli mi ha inondata di pensieri, preghiere, piccoli messaggi, vicinanza... Non credo di meritare tanto, e lo dico in modo onesto e sincero... Non mi sono mai sentita cosi amata come nell'ultimo mese e scusatemi, ma tutto questo affetto me lo prendo e me lo tengo stretto perché fa tantobene.
I giorni successivi sono stati complessi, difficili, ma la vicinanza di tutti, sconosciuti compresi mi ha lasciato senza fiato (in senso buono).
Mia madre ha iniziato ad andare a messa ogni tanto, inoltre mi ha chiesto scusa per un fatto grave accaduto alcuni anni fa e che aveva incrinato il nostro rapporto in modo pesante.
Sono solo all'inizio e la grazia è tanta.
Ci saranno momenti difficili, estremamente pesanti, sarò senza forze, mi chiederò "perché".. dovrò metabolizzare i risultati che arriveranno ma non smetterò di ringraziare il Signore per ogni attimo che mi permetterà di vivere con la mia famiglia. Poi la preghiera, proprio nel periodo dell'attesa ho iniziato la novena del rosario dei 54 giorni, credo che la farò ad oltranza perché mi sta facendo veramente tanto bene... diventa una sorts di preghiera incessante che non ti fa sentire sola.

I bambini lo sanno, appena avuto il primo colloquio con la situazione chiara lo abbiamo detto in modo che potessero capirlo per la loro età. Mattia non ha ben compreso e credo che alla sua età sia normale, mentre Giorgia e Gabriele si e la prima domanda è stata "ma muori?"...e spezza il cuore... abbiamo spiegato che ci hanno detto che è curabile e che affrontiamo una cosa alla volta, dovrò andare in ospedale, dovrò riposare molto nel dopo ma che abbiamo i mezzi per andare avanti... a loro è bastato, almeno per ora. Giorgia mi ha detto : "mamma, puoi stare in ospedale anche un mese, l'importante è che non muori e stai con noi"... Mattia si è già offerto di dormire nel lettone con papà quando io non ci sarò, Gabri è l'incognita, lo stiamo aspettando perché ha i suoi tempi.

Mi affido e li affido consapevole che il Signore fa bene ogni cosa, anche se non sempre riusciamo a capirlo subito, siamo umani, fragili, queste situazioni ci fanno paura, ma Lui è sempre con noi.
Ci mette accanto ciò di cui abbiamo bisogno, ci permette di riscoprire anche lati meravigliosi di chi abbiamo accanto, dobbiamo solo non togliere lo sguardo dalla meta.

Scusate per la lungaggine ma in situazioni cosi delicate è meglio dire di più che lasciare spazio a mezze frasi o altro. Ho preferito condividerlo qui ma sappiate che non vi romperò le scatole con questa cosa, vi dirò solo quando ho i controlli o qualche pensiero ogni tanto, nulla di più.

Grazie per aver accolto.
Un abbraccio

sabato 13 maggio 2023

Sono una mamma, non wonder woman: posso essere stanca.


Nell'immaginario collettivo la mamma è quell'essere mitologico sovraumano che, indipendentemente da tutto e tutti, fa sempre qualsiasi cosa e niente la ferma; un po' come un super Sayan di quinto livello ma in versione PRO.

E' malata? Nessun problema, lei può fare tutto lo stesso come se non avesse mezza linea di febbre.
E' stanca? In realtà quella parola non sa cosa sia, ne ha solo sentito parlare, ma da altri.
Ha bisogno di momenti per sè? Ma quando mai! Non serve, è tempo perso!
C'è un'emergenza? Ha una soluzione per tutto e non va assolutamente nel panico.
Ciò che ha programmato va in fumo? Nessun problema, riesce lo stesso a riprogrammare oppure fare tutto lo stesso magari concludendolo in anticipo rispetto al previsto.
Ansia? Non sa cosa sia... Pianti? Ma siamo matti!!
La donna, soprattutto se mamma deve sempre essere il multitasking incarnato, non ha altra scelta. In tutto questo voler rincorrere il modello "mamma top", mi rendo conto che non può esserci reale serenità e soprattutto onestà; al di fuori non ci sarà ansia o pianto ma probabilmente dentro è tutt'altra storia.
Ricordate Marta e Maria? Questo primo elenco mi ricorda un po' Marta, con il suo fare, essere sempre sul pezzo e non pensare ad altro, ma anzi, rimproverare chi non è come lei. 
"Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta."

Tenete bene a mente queste parole mentre leggete...perché stiamo per entrare nell'immaginario di Maria, solitamente vista come quella che "non fa niente", o fa pochissimo ma che in realtà ha scelto la parte migliore, ovvero il saper dosare ciò che serve. Prendersi il tempo per ascoltare il Signore, e solo dopo fare anche altro, una cosa alla volta, un passo dopo l'altro.

Vi svelo un segreto, la mamma wonder woman non esiste, o almeno parlo per me, io non lo sono di certo... credo valga anche per altre donne che magari si vergognano a dire che il multitasking e la perfezione stanno strette, talmente strette da soffocarle e farle sentire sole.
Dobbiamo dirlo, la mamma non è un essere mitologico (ne tantomeno un concetto antropologico), non ha super poteri, non riesce a fare tutto ne tantomeno a fare qualsiasi cosa senza crollare nemmeno una volta o senza avere momenti "no", quelli che vorresti essere in un eremo sperduto per resettare.
E voler essere in un eremo da sole per qualche ora non è un pensiero brutto o da cattiva mamma, è un bisogno umano perché anche le duracell ultra power prima o poi si scaricano e noi non siamo da meno.
Ora vi racconto un po' cosa accade a me, riprendendo i punti precedenti, per capire se anche a voi capita e magari ci sentiamo meno sole insieme. Sono arrivata a determinate conclusioni dopo anni di schemi che mi facevano solo del male, su alcune cose devo ancora lavorare tanto ma su altre va meglio.

- Sono malata? Ridimensiono ciò che devo fare o che mi ero prefissata...la cosa mi disturba parecchio ma non posso fare altro, rischierei di peggiorare la situazione e involontariamente mi ritroverei ad insegnare ai miei figli un'abitudine dannosa. 
- Sono stanca? Lo dico in famiglia, non l'ho mai nascosto ai bambini e loro solitamente si adoperano per dare una mano senza doverlo chiedere. Se ne ho la possibilità, mi prendo 10 minuti di pausa in camera da sola (si, è possibile, magari non subito se si è soli con i figli ma il modo c'è).
- Ho bisogno di momenti per me? Non è che servono, sono obbligatori e ci devono essere per potersi ricentrare; che possa essere leggere un libro, pregare, non fare niente (non è una brutta parola), una passeggiata, ascoltare musica, scrivere...vale anche cucinare se vi rilassa, cucire e molto altro.
- C'è un'emergenza? Dipende dall'emergenza, ci sono quelle che mi mandano in panico e altre dove potrei dare una soluzione in un nanosecondo. 
- Ciò che ho programmato va in fumo? Panico! Si, detesto quando ciò che ho pianificato non va come deve per cui ho bisogno di metabolizzare, rivedere i piani e capire come riorganizzare, poi c'è chi se ne frega altamente e fa ciò che riesce.. io ci devo lavorare ancora parecchio.
- Pianti? Si, ci stanno, la mamma può piangere, può farlo se stanca, se ha bisogno di sfogarsi, se ha solo bisogno di piangere e basta. E' liberatorio, altre volte ti rigenera, è normale.

Ora vorrei dedicare un po' di spazio ad un ultimo punto perché è stato quello che mi ha portata qui ora a scrivere e mi fa sentire più inadatta ma allo stesso tempo mi porta ad alcune riflessioni (buone).
- Ansia? Credo sia la mia migliore amica, ed è proprio a causa sua (o grazie a lei, dipende dai punti di vista) che sto scrivendo, scrivere mi aiuta a fare ordine. Soffro di ansia da quando ho 18 anni, risolta e poi tornata alcuni anni fa, soprattutto per problemi di salute che sto cercando di risolvere... ma la mente li fa tornare in modo prepotente e quasi invalidante e devo farci i conti.
Gli ultimi due giorni sono stati molto pesanti per questo motivo, l'ansia di stare male ha vinto (sono stata realmente male) e ciò mi ha fatta sentire inadeguata al ruolo di madre, debole, incapace di gestire alcune situazioni, un peso per la mia famiglia perché a causa mia si ritrovano ad avere alcuni limiti e se non ci fosse mio marito sicuramente ora Gabri non sarebbe a Roma (avevo scritto sull'aereo ma ora che ho finito di scrivere è già anche atterrato).
Poi l'uomo che ho accanto (che Dio mi ha messo accanto) mi aiuta a rimettere ordine, mi aiuta a capire che se siamo una famiglia un motivo c'è, che siamo una squadra e in quanto tale ognuno arriva dove può e dove riesce, mi ricorda quando invece altre volte ce l'ho fatta, soprattutto mi ricorda i punti precedenti...di prendermi del tempo, di fermarmi, di rallentare e ascoltarmi perché non sono una supereroina ma una donna e mamma che può essere stanca, può aver bisogno di spazio e tempo per riprendersi può e ha il diritto di dire "stop".
Attenzione: ammettere debolezze, stanchezza etc, non equivale a lamentarsi, sono due cose molto diverse.
Questo mi ricorda ancora una volta che nessuno si salva da solo e che ogni punto della prima lista è un semplice inganno del male presente nel mondo. Quel male che vuole farci credere che bisogna essere perfetti altrimenti si è "sbagliati" e che se si è sbagliati si è soli. E se si ci si sente soli si è vulnerabili e il male può entrare nella nostra vita in molti modi.

La donna, soprattutto se mamma deve rientrare in una certa tipologia, se non rientra in quel canone allora ha fallito. Invece no, siamo donne, siamo mamme, abbiamo sì delle responsabilità, dei doveri, ma ciò non significa fare sempre tutto per tutti senza mostrare debolezze o stanchezza o fallimento. Anche questo può essere un insegnamento per i nostri figli e ne ho avuto la prova con i miei più volte. C'è la gioia e c'è il dolore, c’è la salute e la malattia, c'è l'energia per fare e la stanchezza che ti permette a malapena di alzarti dal divano, ogni cosa ha un senso, ogni cosa ha il suo corso, ogni cosa può essere vissuta senza vergogna e per farlo possiamo affidarci a Lui, in Cristo possiamo trovare quel senso in ogni cosa, quel gancio nel cielo per poterci risollevare dopo una giornata storta e andata male. Quel gancio che ci permette di stare su nel goderci la gioia e la felicità, la calma e la serenità e che ci permette di restare appesi se non vogliamo scivolare giù e vogliamo affidarci completamente a Lui per andare oltre la nostra idea di "mamma perfetta" che non significa prima di errori e sempre con la soluzione pronta ma aperta ad accogliere ciò che arriva e ad affrontarlo come riesce.

Buona festa a tutte le mamme, dato che mi sono resa conto che tra poche ore...