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lunedì 8 marzo 2021

Donne in cammino... sulla via della santità.

 


Siamo nel 2021, viviamo in un'epoca in cui tutto è possibile, o per lo meno cosi vogliono farci credere, possiamo essere ciò che vogliamo, o cosi vogliono farci credere.... ma a quanto pare, essere donne, oggi, nel mondo, non è proprio una faccenda cosi facile come sembra.
Mi metto come esempio diretto, sono donna, moglie, mamma di 3 bambini, casalinga per scelta, allo stesso tempo faccio qualche lavoretto artigianale, studio ciò che mi interessa, vado a messa.
Secondo un'analisi spiccia, il quadro che ne farebbero di me nella società di oggi sarebbe il seguente: <una donna sottomessa al marito e mantenuta (per il fatto che ho 3 figli e sono casalinga), senza alcun tipo di aspirazione (per il fatto che non lavoro con posto fisso a contratto), bigotta (per la fede).>

Figo, no?
Ci sono più pregiudizi ora sulle donne che nemmeno ai tempi di mia nonna, quando in realtà a quei tempi qualche domanda una doveva magari farsela.


Sapete qual è la cosa più strana dell'analisi fatta sopra? 
Che in moltissimi casi verrebbe fatta da donne.
Ebbene si, c'è anche questo da aggiungere ed è quasi peggio di tutto il resto.

C'è una cosa che mi ha fatto sorridere la scorsa settimana e ve la racconto brevemente..
La domenica sera guardo un programma dal titolo "90 giorni per innamorarsi..", stranieri che si fidanzano e poi sposano con americani...
In una delle coppie, è lei che lavora e lui che sta a casa; direi che la situazione di quella coppia rispecchia a pieno il sogno femminista.. e invece no.. è stato massacrato (da donne) per il fatto che fosse lui a restare a casa ad occuparsi della figlia, additato come nullafacente, uno che non ha voglia di lavorare, mantenuto dalla moglie etc.. giuro che non volevo credere ai commenti che leggevo... 
Mi sorge spontanea una domanda..
Siamo realmente pronti a certi tipi di "cambiamenti"?

Si incolpa tanto il "patriarcato" perchè rende la donna un oggetto, perchè la mette in secondo piano, non le da il posto che "merita" (quale sarebbe non lo so) e tutto questo genere di cose, quando in realtà è una guerra interna che crea più danni che cose buone.
Creando oltretutto un movimento che va ad escludere l'uomo, per cui non diventa più una voglia di parità ma di sottomissione al contrario.. ma rischierei di divagare.
Una donna non può scegliere autonomamente cosa fare perchè altre donne la etichettano; se resta a casa è una povera succube e sottomessa, se decide di non fare carriera è una poveretta schiava della società patriarcale, se è contraria all'aborto è una pazza bigotta.
Combattono il sessismo facendo sessismo.

Io, purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista), ho una visione tutta strana dell'essere donna nel mondo, soprattutto di oggi.
L'essere donna e far valere l'essere tale, spesso è ridotto a chiasso, lotte, urla, proteste mettendo a nudo anche il proprio corpo, denigrando il pudore e quant'altro, quando in realtà, secondo me, per essere donna nel mondo, basta semplicemente ESSERE, trovare la propria essenza.
Anziché prendere esempio da chissà quali eroine particolari e conosciute, che magari colorano di rosa i peli delle ascelle o sfoggiano un monociglio che "zio Bergomi" levati (ex calciatore dell'inter); preferisco cercare quell'essenza in figure più concrete, quelle donne che hanno fatto la differenza, lasciato il segno, con calma...sto parlando delle Sante, donne che hanno messo la loro vita a disposizione degli altri, fatto del bene, anche rivoluzionato molte cose importanti ma in modo pacato, senza urlare contro nessuno.
Ma non solo...

All'interno della chiesa la donna è sempre stata vista come qualcosa di invisibile (scusate il gioco di parole), inutile, non considerata... almeno è ciò che credono molti se si basano su uno sguardo superficiale.
Se si prova ad approfondire un po, neanche troppo, si scopre quanto nella chiesa la donna in realtà abbia un grande valore.
Basti guardare Maria, colei che ha dato alla luce il figlio di Dio, colei che, nonostante stesse un passo indietro, faceva grandi cose.
Senza il suo Sì chissà ora come saremmo, senza la sua accoglienza, il suo mettersi a disposizione e mettersi a disposizione dell'altro non significa essere succube  tutt'altro. 

Vogliamo parlare delle donne nella bibbia?
Le stiamo scoprendo piano piano nel cammino di Quaresima, cosi come spesso le troviamo non solo nell'Antico Testamento ma anche nei Vangeli, accanto a Gesù, sempre.. e Lui non le tratta come inferiori, non le denigra, non le caccia, anzi...
Per alcuni "povere donne non considerate", per me esempi di dignità femminile e di vita quotidiana, di preghiera e di comunione con Dio.
Per non parlare delle Sante come accennato poco fa, oppure semplicemente conoscenti, amiche, parenti che possono per noi essere degli esempi di Donne, femminilità, dignità, senza però essere conformate al pensiero comune di questa generazione che le vorrebbe vedere in piazza urlanti che inneggiano alla parità dei sessi denudandosi o rabbiose o sfoggiando statue a forma di organo genitale femminile o come viene chiamata in alcuni casi "Yoni".
Per carità, non tutte sono cosi, esiste anche una sorta di femminismo utile, anche interessante, che si dissocia da certe manifestazioni ma con cui non posso lo stesso concordare perchè quando una donna lotta per l'aborto, per me ha perso in partenza.

Per me essere donna è un compito difficile e meraviglioso allo stesso tempo, siamo creatrici di vita, la custodiamo, la mettiamo al mondo, la aiutiamo ad entrare nel mondo, alcune cose spettano a noi, altre le facciamo insieme all'uomo; non sempre siamo madri in modo diretto ma  laddove c'è vita, non posso vederci una possibile scelta di morte.

Perchè è cosi, oggi si fanno lotte strane, si lotta per avere il diritto di abortire a piacimento, per far riconoscere i transessuali come donne vere...
Tutto questo trasforma la donna, la sua essenza; diventa rabbiosa, feroce, predatrice, e questa cosa porterà ad una sola conseguenza, la mutazione della parità di genere per cui combattono nell'esaltazione della figura della donna arrivando a sovrastare quella dell'uomo..
Si passerà dalla visione patriarcale, a quella matriarcale perchè la via di mezzo sarà ben difficile da ottenere.
Non siamo pronti...
Conosco moltissime femministe che lottano per queste cose, e la stragrande maggioranza di loro vorrebbe una società matriarcale, (questa cosa capita soprattutto quando ci si addentra nel mondo new age...)... e la parità dove va a finire?

Si lotta perchè una donna possa conciliare lavoro e famiglia, ma non perchè una donna possa decidere in modo consapevole di potersi prendere cura della famiglia senza per forza lavorare fuori casa.

Se mi seguite da tempo, sapete la mia fissazione per le donne Sante, anche poco conosciute (ne parlo spesso su instagram o qualche volta anche su facebook), trovo estremamente utile ed edificante conoscere le loro storie, la loro vita, le loro "rivoluzioni" nel mondo perchè rendono la santità qualcosa alla portata di tutti, non solo una prerogativa maschile o delle persone super perfette, qualcosa che si può raggiungere attraverso scelte quotidiane, delle "lotte" quotidiane, che lotta non significa per forza guerra, ma esiste anche una lotta calma, composta da fatti concreti.

La santità non è perfezione ma è un cammino continuo verso Dio mettendo la nostra vita nelle sue mani, con cadute, pensieri, dubbi, ma con il cuore ricolmo del suo amore che ci da la forza di non mollare.

Per questo durante lo scorso lockdown ho creato una piccola rubrica dal titolo "Donne in cammino....sulla via della Santità", un piccolo spazio dedicato esclusivamente alle donne che evangelizzano e parlano della loro fede tramite i social.
Siamo tutti in cammino, tutti puntiamo o dovremmo puntare alla Santità, ma se raramente ci dicono che è alla portata di tutti, magari rischiamo di demoralizzarci, allora quello spazio diventa una piccolo pezzetto di condivisione di un cammino che può esserci d'ispirazione o d'aiuto per continuar e in questo obiettivo.
Donne, ragazze, mogli, mamme, artiste, lavoratrici, casalinghe, consacrate e non...
Eh no, non sono contro i Santi maschi, loro hanno già tantissimo spazio, in quanto donna, moglie, mamma, ho bisogno di focalizzarmi su altre donne, mogli e mamme che prima di me hanno raggiunto l'obiettivo della Santità, e donne che come me sono in cammino quotidiano che mi ricordano che è possibile..

E le piccole donne?
Bisogna educare le future donne da piccole, aiutandole a prendere consapevolezza della loro essenza di donna in modo sano, senza lasciare questo compito alla società altrimenti si rischia di mandare tutto all'aria, perché il mondo toglierebbe loro il senso del pudore e dell'accoglienza, della voglia di realizzarsi in modo sano senza guerre cariche di pregiudizi verso l'uomo. 
Spetta a noi crescere delle future donne consapevoli del loro ruolo nel mondo, riconoscendo il diritto alle ragazze di essere tenute in considerazione anche se non si adeguano ad una società che le vuole con il coltello tra i denti.
Cosi come non è giusto che se ne stiano zitte ed accondiscendenti, ci sono le vie di mezzo, quelle belle, sane, utili.. perchè una donna, nella sua essenza, non potrà mai essere uguale ad un uomo e per fortuna...

Vi lascio una citazione che amo molto dal Libro dei Proverbi:

''Una donna forte chi potrà trovarla?
Ben superiore alle perle è il suo valore.
In lei confida il cuore del marito
e non verrà a mancargli il profitto.
Gli dà felicità e non dispiacere
per tutti i giorni della sua vita.
Apre le sue palme al misero,
stende la mano al povero.
Illusorio è il fascino e fugace la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare''
(Libro dei Proverbi)

Un abbraccio.

venerdì 15 gennaio 2021

Casalinga (non disperata) per scelta, tra luoghi comuni e realtà.

 


Ammetto subito una cosa, questo articolo lo volevo scrivere da mesi... forse anni... ma non ero pronta, non puoi scrivere un articolo su un tema che ti spaventa o se ti senti in difetto nell'appartenere ad una certa categoria.
Ora però sono pronta, posso e voglio farlo ed eccomi qui...con un pizzico di serietà e di spensieratezza mi apro a voi attraverso luoghi comuni e attimi di realtà attraverso la mia esperienza.

Partiamo dalla definizione di casalinga, semplice e sintetica da dizionario:

"CASALINGA: Donna dedita esclusivamente alla cura e all'andamento della casa e della famiglia"

Effettivamente, una casalinga si occupa esclusivamente di casa e famiglia.
"Che ci vuole a fare quello, soprattutto se i bambini sono a scuola o asilo.. hai come minimo tutta la mattina libera per cui cosa fai, guardi la tv, vai dal parrucchiere, riposi...."
Evidentemente negli ultimi 11 anni ho perso dei pezzi... XD perché il divano mi vede solo dopo cena, la tv resta spenta e vado dal parrucchiere 1 volta all'anno.

La cosa che ho notato negli anni è che si ha la classica visione da film, peccato che sia una visione della casalinga ricca, non di una normale XD.
Altro errore, collegare la casalinga a quelle "di una volta", ma anche lì c'è un'idea errata; una volta non era cosi facile esserlo, non c'erano tutte le comodità di oggi, le cose da fare erano tante, magari con molti più figli di oggi da gestire e molto altro.

La domanda sorge spontanea... la definizione di casalinga è ancora attuale?
Penso di no, per un semplice motivo, non conosco casalinghe che si limitano solo alla gestione esclusiva di casa e famiglia senza fare altro.
Tutte fanno molto di più, e non parlo di lavorare fuori casa (in questo caso non sono casalinghe per definizione), ma studiano, oppure si dedicano all'autoproduzione che possa essere di detersivi, vestiti e quant'altro, seguono corsi, si dedicano al fai da te, scrivono, si mettono a disposizione degli altri, magari fanno qualche lavoretto a casa... insomma.. non stanno con le mani in mano.
Fare la casalinga non è solo pulire casa e cambiare i pannolini se si hanno figli..

Collegandomi a questo, non avete idea della difficoltà nel trovare un'immagine adatta all'articolo, scrivendo "casalinga" su Google, la maggior parte delle immagini mostrano una donna frustrata, sopraffatta, triste, carica di cose da fare, insoddisfatta... un sacco di luoghi comuni che non condivido.

Parlando di luoghi comuni, ecco 3 scenari tipici che sicuramente moltissime hanno sentito nel corso della loro vita da mamme, che arrivi ad un certo punto e preghi tutti i santi perchè ti aiutino a gestire le risposte...

Primo scenario, probabilmente una "tua simile" o semplicemente una donna solidale:
" Che lavoro fai?"...
" Casalinga e mamma a tempo pieno."
" Ah... beh si, bello e faticoso"

Secondo scenario, quella che probabilmente non ha ben capito cosa voglia dire:
" Che lavoro fai?"...
" Casalinga e mamma a tempo pieno."
" Bene, beata te che riposi!!"
ti verrebbe da rispondere.. "oh, certo! passo dal divano, al letto, rotolando direttamente in cucina, poi se proprio mi va preparo i 4 salti in padella per tutti e via"

Terzo scenario, subentra l'invidia e la voglia di farti sentire in colpa manco stessi rubando o dovesse darti lei dei soldi:
" Che lavoro fai?"...
" Casalinga e mamma a tempo pieno."
 (con aria stizzita) " Ah beh, beata te che te lo puoi permettere."

Queste non sono leggende metropolitane, ma alcune delle cose che mi sono sentita dire da quando è nata la mia prima figlia nel lontano 2010.
Poi arriva la perla (da chi è molto più vicino… oltretutto donna).. quella che crede di sapere cosa è giusto per tutte:
"Una donna deve lavorare fuori casa per sentirsi realizzata… quando ti trovi un lavoro?"
(e quando lo trovi per qualche ora ogni tanto... "io non abbandonerei i bambini per lavorare quando hanno bisogno di me".. giuro che è successo)

Secondo la società la donna è realizzata solo se sta fuori casa, solo se sui libri di scuola viene detto che lavora, sia mai dire che sta bene a casa.
Trovo questo estremamente triste e anzi, a mio parere toglie importanza alla donna perchè non le permette di essere nel posto che desidera ma sono gli altri a decidere per lei.

La donna è importante laddove si percepisce la sua essenza.

E, se proprio devo dirla tutta, la mia essenza viene sprigionata quando mi occupo esclusivamente della casa e della famiglia.. e non perché non posso fare altro non avendo una laurea ma un misero diploma professionale, ma perché è la cosa che mi fa stare bene, mi fa sentire realizzata e nel posto giusto.
Si ok, oltre a quello studio, un giorno a settimana lavoro ma non mi danno la stessa cosa, non mi rendono realmente felice, non mi completano.

Sono casalinga, non perché non ho alternative, lo sono per una scelta mia e condivisa con mio marito, perché mi fa sentire di avere una vita piena, ricca, anche un po' di corsa, sempre a disposizione dell'altro, ma meravigliosa.
Capitano anche i momenti in cui mi sento sopraffatta ma quando accade ho imparato ad affidarmi al Signore o a Maria, mi fermo, resetto e riparto.

Mi godo l'essere una casalinga?
Per niente! Mi sobbarcarco continuamente di cose da fare, troppe...

Quando ero incinta di Giorgia avevo in testa solo una cosa, rientrare al lavoro subito.
Sono rimasta dal 3°mese di gravidanza (le mie gravidanze sono a rischio dall'inizio alla fine per una mutazione genetica) e per una come me è stato abbastanza difficile abituarmi..
Sono cresciuta con l'idea che bisognasse sempre e solo lavorare.. ho iniziato quando ero ancora alle medie a lavorare ai mercati estivi con i miei genitori (mio padre aveva una bancarella di scarpe), poi alle superiori a lavorare i 3 mesi estivi anche in fabbrica e nei week end tutto l'anno (per pagarmi gli studi dopo una bocciatura), stare a casa non era contemplato... 

Poi è nata lei, ho perso il lavoro e si è aperto un mondo nuovo…

Ho scoperto la gioia del prendersi cura di un bambino (prima della maternità non amavo affatto i bambini), l'esserci per ogni suo piccolo progresso, quando stava male, quando aveva bisogno e quando semplicemente era tranquilla addormentata e potevo sistemare casa o leggere qualcosa.
Ho scoperto che il lavoro non è solo qualcosa di retribuito ma può essere anche il mettersi a disposizione dell'altro gratuitamente.
Ho scoperto che l'essere mamma a tempo pieno, prendersi cura della casa, fare la spesa e far quadrare i conti sono un lavoraccio non da poco.
[piccola parentesi: quando lavoravo, si occupava mio marito di casa, spesa e conti perché io uscivo di casa alle 8 e rientravo alle 20,30 e il sabato andavo direttamente al secondo lavoro fino all'1 o 2 di notte.]
Ho scoperto che il lavoro non è tutto, che ci deve essere nel momento in cui una persona ne ha bisogno per una questione economica (ovviamente), e ne sente il bisogno perché ama il suo lavoro, ciò che fa etc.. ma nel momento in cui può farne a meno, ha tutto il diritto di seguire ciò che è la sua vocazione senza doversi sentire in difetto o in colpa ne tantomeno una mantenuta.

La scelta di stare a casa è stata una decisione condivisa e supportata da mio marito, abbiamo deciso che avremmo fatto sacrifici ma che avrei cresciuto io i bambini senza appoggi di nonni o asilo nido.
Poi quando Giorgia aveva quasi 2 anni, sono rimasta incinta di Gabriele e quando Gabriele ne aveva quasi 4 eccomi incinta di Mattia che ora ha 4 anni e mezzo.

Richiamo un pezzetto di un mio articolo di qualche mese fa sulla figura della donna (lo trovate qui)

"Per quanto un uomo possa impegnarsi (in assenza di una figura femminile o in suo aiuto), non potrà mai eguagliare l'essenza femminile.
Nella Bibbia, è lei che fa vivere la liturgia settimanale dello shabbat (il sabato), un giorno sacro da ritagliare tra le varie faccende domestiche e uno spazio da dedicare al Signore, ringraziandolo per i benefici ricevuti.
In Israele, il sabato la donna non compie azioni speciali, (non serve fare cose straordinarie, ma ordinarie cariche di significato) si serve di piccoli gesti per ricordalo; quei piccoli gesti che fanno la differenza.. pulisce ed illumina la casa, diffonde un'aria di festa, cucina con una cura particolare e ricorda alla famiglia che quel giorno è speciale.
Non solo, accende candele in ogni stanza cosi che la luce si possa diffondere rallegrando la casa in preparazione alla preghiera.

La donna in sintesi rivestiva un ruolo sacro, ricordava (gesto di una premura meravigliosa) la festa con segni particolari: ceri, olio, rami d'ulivo, pulizia della casa, cibi speciali, faceva indossare alla famiglia il "vestito buono", quello che per noi è della domenica (di cui vi ho parlato poco tempo fa), ma la cosa più importante è che, nell'intimità famigliare veniva chiamata maestra di preghiera... che onore..."

Il ruolo della donna, soprattutto della casalinga andrebbe rivalutato, non sminuito, non snobbato, deve essere apprezzato, rispettato senza allusioni all'essere una mantenuta (de che!!) o orribili etichette perché nessuno sa cosa c'è dietro una scelta di questo genere e nessuno dovrebbe permettersi di giudicare ne tantomeno di invidiare o sminuire perché la cosa importante è che ognuna si possa trovare nel posto che la fa stare meglio.
La prima solidarietà dovrebbe iniziare tra noi donne, nessuna è meglio dell'altra, una lavoratrice fuori casa non è migliore di una casalinga... per questo auguro a tutte di trovare il proprio posto, di fare quello che vi fa stare meglio, di essere nel luogo che vi fa essere a pieno voi stesse che possa essere la casa, un salone, un'aula, o altro..

Il mio obiettivo per questo nuovo anno è quello di vivere meglio il mio essere casalinga senza sobbarcarmi di cose solo per dimostrare che faccio tanto per poi ritrovarmi realmente frustrata... voglio solo essere una folle casalinga cattolica che sta bene nel suo posto.

lunedì 11 febbraio 2019

La parola d'ordine per San Valentino? Made with love.




Mancano pochi giorni alla festa degli innamorati, ricorrenza tanto amata e tanto odiata allo stesso tempo, beh si, ci sono due fazioni, quella di coloro che in questa occasione festeggiano l'amore e quelli che la attaccano su tutti i fronti.
Non preoccupatevi, non scriverò l'origine di questa festa etc, ne è pieno il web di queste cose, per cui ve le risparmio.

San Valentino è la festa dell'amore, di coloro che si amano e in alcune tradizioni oltre a riguardare le coppie di fidanzati e sposi, riguarda  anche tutte le persone a cui si vuole bene.
Ricordo un episodio dei Simpson dove portavano a scuola dei biglietti per i compagni di classe e li scambiavano, non mi soffermo sulla vicenda del povero Ralph e di Lisa.
Una scatola di cioccolatini, una rosa, un bigliettino dolce, in questo giorno le idee sono innumerevoli, magari anche i più orsi e burberi decidono di addolcirsi per una giornata facendo un gesto carino.
Come già ho raccontato i miei genitori sono divorziati, litigavano continuamente e non ho dei buoni ricordi però il giorno di San Valentino e del loro anniversario (che è due giorni dopo, ed è anche il mio compleanno) era come se ci fosse un tacito accordo e qualsiasi cosa fosse successa in precedenza svaniva, soprattutto mio padre che è molto "orso" e non ama affatto gesti romantici o dolci (non l'ho mai visto dare un bacio a mia madre), in quell'occasione aveva sempre un regalo per mia madre.
Da figlia che li vedeva sempre discutere, questo loro atteggiamento ha lasciato un bel ricordo di questa ricorrenza per cui la voglia di festeggiarla non è mai mancata.

La fazione che non ama San Valentino, leggendo l'esperienza sopra citata dirà "Ci si deve amare tutto l'anno, non solo a San Valentino!"
Chi ha situazioni particolari in casa, posso dire che si accontenta di poco, se quel poco emana amore, il fatto che poi piano piano svanisca è relativo, si immagazzina il ricordo e si va avanti.
Perchè tutto questo rancore per una banalissima festa dell'amore? Cosa c'è di male in questo?
Non riuscirò mai a capirlo, cosi come non capirò mai le tristissime frasi a riguardo come "San Valentino, con la moglie o con l'amante?".... se anche l'amore viene sminuito, deriso, cosa ci resta....

Escludendo l'esempio dei miei genitori (che comunque qualcosa insegna) posso dire che non comprendo il motivo di chi snobba questa festa, festeggiare San Valentino non equivale ad amarsi solo un giorno,è solo un momento in più per fare qualcosa di speciale, per ritagliarsi del tempo per la coppia oppure per fare una cenetta particolare in famiglia se non volete uscire da soli (va beh, uscire da soli per una volta male non fa in questi casi).
Un po come per il mese della prevenzione, non è che si fa prevenzione solo quel mese e il resto dell'anno no, quello è un input per darsi una svegliata.
Ecco, San Valentino ha la stessa logica, se non faccio nulla di speciale durante l'anno posso farlo quel giorno esattamente come quando festeggiamo l'anniversario.
Noi solitamente festeggiamo a metà, ovvero il 15 perchè poi il 16 è il mio compleanno per cui due feste (e due regali) in un colpo solo!

Volete amarvi concretamente 365 giorni all'anno?
Allora ecco per voi una dritta per un regalo speciale, fatto con amore, che dura tutto l'anno e soprattutto non vi farà ingrassare a differenza di quei (buonissimi) cioccolatini.
Un barattolo con all'interno 365 bigliettini che accompagnerà la vostra dolce metà per tutto l'anno!
Dovrete metterlo bene in vista, in modo che ogni mattina si ricordi di pescare il biglietto del giorno.
Lo faccio già da 4 anni, per cui quest'anno faccio una pausa e lo trasmetto a voi cosi che possiate metterlo in pratica perchè è veramente un dono speciale.



Cosa serve?
- un barattolo con coperchio
- fogli di carta bianchi o colorati
- pennarelli o pastelli
- nastro

Il procedimento è semplicissimo, basta preparare tanti bigliettini quanti sono i giorni dell'anno, potete decidere se scriverli a mano oppure fare a computer, dipende dal tempo a disposizione.
In alcuni biglietti potete scrivere frasi dolci, in altri ricordare un episodio che vi lega, oppure un complimento, oppure (è più veloce) potete formare una frase mettendo una lettera per biglietto (andranno numerate) e solo alla fine riuscirà a ricomporre ciò che volete dirgli.
Un altro suggerimento riguarda l'inserire dei bonus che possono essere un massaggio, una cena da soli etc... con una regola per non dimenticarvi ovvero con una scadenza, per esempio "una volta pescato hai tempo 2 settimane per utilizzarlo".
Questo è un modo concreto per vivere ogni giorno l'amore e sarà molto utile quando magari avrete avuto una discussione e il biglietto sarà un passo per dimenticare o risolvere tutto.
Mettete tutti i bigliettini ben piegati nel barattolo, potete creare un'etichetta carina e mettere un fiocco per abbellire il tutto ed è pronto!
Avete poco tempo perchè lo avete scoperto poco prima?
Bene, potete farne almeno la metà e il resto li potete aggiungere successivamente, ma shhhh è un segreto!

Potete creare anche un bigliettino con un cuore pop up, il tutorial lo trovate in questo SITO.
Altro suggerimento, dei buonissimi muffin con sorpresa, anche questi li preparo da anni e li portano a scuola anche i bambini.; la ricetta la trovate nel mio blog di cucina "In Cucina con Crissy".

Siete single?
Questa ricorrenza riguarda le coppie ma non solo, può comprendere tutti per cui se una persona è single può fare qualcosa di speciale per gli altri in questa ricorrenza, bigliettini alla famiglia, a chi ci è sempre accanto, dedicarsi al prossimo con qualche attività solidale.
Ho anche letto che in una parrocchia in questo giorno faranno una preghiera per chiedere la grazia di un marito o una moglie ed è una cosa molto carina.

San Valentino è la festa degli innamorati, una festa di gioia, in cui ringraziare il Signore per chi ci ha messo accanto perchè possiamo riscoprire e trasmettere quanto sia importante l'amore nella vita delle persone.

Buon San Valentino!
Cristina

lunedì 14 maggio 2018

Estate in arrivo, cosa non deve mancare nell'armadio di una donna (cattolica).



Estate in arrivo, cosa non deve mancare nell'armadio di una donna (cattolica...)

Titolo un po strano per molte, ma leggendo capirete che tutto sommato ha un senso e che l'armadio di ogni donna (cattolica) differisce in alcune cose rispetto alla propria personalità, stile di vita, fede religiosa etc...
La "modest fashion" non è ovviamente un prerogativa cattolica, anzi, sono più gli evangelici ad avere un'idea della moda piuttosto rigida, mentre per quanto riguarda l'idea cattolica, siamo un pò più di manica larga e non condanniamo il centimetro di manica in meno o il centimetro di gonna sopra il ginocchio.
Ci sono comunque dei criteri da rispettare per una questione di pudore, educazione e rispetto per il proprio corpo e di certo non vanno a minare la femminilità di una donna.
Si ha l'idea che vestire in modo modesto equivalga a vestirsi super accollate, con abiti larghi anti-femminilità, ma non è assolutamente cosi!

Con il caldo la cosa  che si fa quasi in automatico è "scoprirsi", avere addosso dei vestiti quando batte il sole o quando anche all'ombra sudi, diciamo che crea un certo fastidio e se soffri anche di ansia le brutte sensazioni aumentano.
Il mondo di oggi reputa lo scoprirsi una cosa normale, <caldo = abiti striminziti> ed il gioco è fatto, ma quando in quel mondo non ti senti a tuo agio e credi che il tuo corpo non debba essere mostrato nella sua totalità allora si passa ad una nuova idea ovvero <caldo = abiti freschi>, il che non equivale a "mezza nuda" ma a donna femminile che rispetta se stessa e il prioprio corpo.
Mettere una gonna lunga fino al ginocchio non ti rende meno femminile di una minigonna, mettere una maglietta con manica corta o una canotta con spalle larghe non ti rende meno femminile di una canotta a spalline sottili.
Questi sono solo dei banali esempi ma poco a poco vedremo meglio di cosa sto parlando.
Io ero la prima che qualche anno fa criticava chi aveva questa visone semplicemente perchè non ci vedevo nulla di male nel portare canotte o minigonne, poi con il tempo ho capito che in quel modo mancavo di rispetto a me stessa perchè anzichè valorizzare la mia femminilità, mettevo in mostra il mio corpo senza rendermene conto.
Con il tempo ho iniziato a modificare il mio armadio, i passi da fare sono ancora tanti ma si deve fare in modo graduale per prendere consapevolezza di questo cambiamento.
In casa metto ancora canotte o gonne e abiti più corti del solito eccetto quando so di avere degli ospiti e se suona qualcuno ho sempre qualcosa di "emergenza" veloce a portata di mano nel caso fosse qualche corriere etc.

Si sta avvicinando la bella stagione per cui direi che è il caso di partire con alcuni "Non può mancare..." per la stagione in arrivo.
Quali sono?
Magliette a manica corta, canotte a spalla piuttosto larga, gonne e abiti dal ginocchio in giù, golfini a manica corta, stole di vario genere, pantaloni leggeri.

Per prima cosa parliamo di canotte e magliette a manica corta, le più utilizzate  in questa stagione.
La spallina fa la differenza per quanto riguarda la modest fashion ma vediamo di capire bene cosa utilizzare.
Le spalline strette sono quelle da scartare perchè scoprono tantissimo il corpo e non significa che ci faranno stare più fresche d'estate.
Una soluzione alternativa riguarda le canotte spalla larga come nei modelli qui di seguito trovati sul sito di ovs:



Se  non volete rifare il guardaroba estivo basta aggiungere della stoffa alle spalline già esistenti.
Per andare a messa invece basta aggiungere semplicemente una stola oppure un golfino leggero con maniche a tre quarti, di solito in estate in chiesa c'è sempre abbastanza fresco.
Questi modelli sono freschi e leggeri, ci sono modelli anche meno accollati per chi come me con il caldo non tollera avere qualcosa vicino al collo.

Per quanto  riguarda le magliette a manica corta la scelta è molto più ampia, bisogna tenere conto anche del tessuto perchè anche quello ha una notevole importanza per cui se il tessuto è quello sbagliato, potrete avere anche un abito striminzito che avrete comunque caldo, mentre se la stoffa è quella giusta, potrà essere anche lungo a maniche tre quarti che sarete al fresco.
Ora vediamo qualche esempio di maglietta per varie occasioni:



Leggere e fresche, si possono abbinare a pantaloni, jeans o gonne per cui è lo stile che non può mancare nel vostro guardaroba.
Se scegliete un modello aderente rischierete di avere più caldo, quindi meglio optare per modelli più ampi.

Se non fa eccessivamente caldo e/o lo sopportate bene ci sono anche camicie molto versatili con maniche a tre quarti oppure a manica lunga in pizzo :




Per quanto riguarda le gonne invece, quelle lunghe sono le più utilizzate anche d'estate perchè sono sempre fresche e leggere, si prestano benissimo ad outfit eleganti con sandalo con zeppa o più sportivi mettendo delle sneakers o delle infradito basse:

 

Anche nella versione fino al ginocchio c'è un'ottima scelta:

 


Per quanto riguarda gli abiti c'è l'imbarazzo della scelta, i più facili da portare sono quelli al ginocchio , mentre quelli più lunghi per tutti i giorni non sono il massimo della comodità.
Sia abiti che gonne qualche centimetro sopra il ginocchio non sono un grosso problema nel momento in cui stai sempre ferma in piedi, mentre se hai dei figli a cui correre dietro, etc.. l'abbassarsi, il piegarsi etc, possono essere particolarmente imbarazzanti e fuori luogo mostrando più del dovuto, magari una non se ne rende nemmeno conto o non pensa che rischia di mostrare a tutti troppo.... per questo la misura al ginocchio è un grosso aiuto.
Di seguito alcuni esempi di abiti anche se acquistare abiti online non è semplice poichè la misura della lunghezza varia in base all'altezza.
In un sito ho visto un abito di cui mi sono innamorata ma alla modella arrivava a metà coscia, l'ho visto e provato e a me arrivava al ginocchio per cui l'ho preso:

 



I pantaloni leggeri sono tornati di moda da qualche anno per cui almeno uno non può mancare per varie occasioni, dalle più semplici abbinati a delle ballerine o dei sandali bassi ad infradito, alle occasioni eleganti abbinate a dei sandali con il tacco; di seguito avete due esempi:




Anche con un paio di jeans (a cui io non rinuncio nemmeno d'estate), si possono abbinare una maglietta e in base all'occasione può essere abbinata una giacca leggera, mentre ai piedi, scarpe e sandali con tacco alto, con zeppa, ballerine o sneakers:






Per ora vi ho detto tutto, in base alle vostre domande ed eventuali vostri commenti al post, vedrò di strutturare un nuovo articolo per aggiungere ulteriori informazioni, dettagli e chiarimenti.
Spero di esservi stata utile e che non abbiate preso questo articolo come un giudizio verso chi ha idee diverse per quanto riguarda l'abbigliamento.
Vedere un nuovo modo di concepire l'abbigliamento può essere un ottimo spunto per aprire l'armadio e vedere quali abiti fanno realmente per noi e quali invece non sono più adatti e anzichè buttarli si possono modificare o riutilizzarli per altro.
Un caro abbraccio
Cristina






lunedì 23 aprile 2018

Trasmettere la fede ai figli nella vita quotidiana: una sfida per i genitori cristiani!



Buon pomeriggio a tutte,
questa volta l'articolo non è opera mia ma ho chiesto aiuto ad una donna cattolica che ammiro molto, Maristella, mamma di 5 figli.
Inizialmente pensavo ad un articolo a quattro mani, dopo aver letto ciò che aveva scritto ho pensato che fosse perfetto cosi, senza aggiunte e senza modifiche di alcun genere.
Vi lascio subito a ciò che ha scritto, con l'augurio che possa essere un meraviglioso spunto di riflessione per tutti.
Cristina.

Che cosa e’ la fede? 
Qualsiasi cosa essa sia, per poterla trasmettere bisognerebbe prima possederla. 
Ma possederla non e’ il termine che piu’ si addice quando si parla di fede, perche’ essa e’ prima di tutto un dono dal cielo! Un vero e proprio regalo, per alcuni inaspettato ma molto gradito, per altri invece richiesto e desiderato! Questo dono si riceve, si coltiva, si vive.

Per noi genitori cristiani allora, si presenta una bella sfida: vivere la fede prima noi stessi, per poterla poi trasmettere! 
Noi per primi dobbiamo ogni giorno soddisfare la nostra sete attingendo alla fonte della vita cioe’ la Parola di Dio ed i sacramenti che ci danno occhi per vedere e riconoscere ogni giorno negli altri ed in qualsiasi cosa che ci accade, Cristo.
La fede e’ una vita nuova, e’ un movimento, e’ un cammino, e’ un fidarsi di qualcun’altro. 
Ci vuole umilta’ per poter accettare che la nostra vita vada consegnata a qualcun’altro che sa cosa e’ meglio per noi, che ci conosce e ci vuole condurre fuori dalle nostre vite fatte di affettivita’, schiave delle apparenze, di cosa pensano gli altri di noi, schiavi del giudizio del altri, di non poter dire appieno la verita’, di dover essere sempre impeccabili. E solo nella Chiesa possiamo ricevere questa fede che ci conduce fuori dalle nostre mura, che ci porta a dare segni visibili dell’azione di Cristo nella nostra vita. 

Noi genitori cristiani dobbiamo ogni giorno combattere! Vivere nella fede significa combattere. 
Sapere che ogni mattina quando ti svegli devi iniziare un combattimento; e la Chiesa ci da’ delle armi, tra cui la preghiera. 
Senza quest’ultima, la fede vacilla e non si e’ protetti contro tutte le situazioni difficili e le conseguenze dei nostri peccati. 
E’ come andare in guerra senza armi e senza strategia, non abbiamo una difesa, saremmo attaccati in maniera brutale e vinti. 
Allora come genitori e’ importante iniziare la giornata con la preghiera cioe’ in ascolto dell’unica parola che ci da’ la vita. 
Per vedere quale e’ la volontà di Dio nella nostra vita ogni giorno, per capire cosa ti sta dicendo il Signore, per te madre o padre, oggi, nella tua vita ora, e non domani, e’ necessario iniziare la giornata con la preghiera, leggendo il Vangelo del giorno, leggendo i salmi, o chi con le lodi mattutine del breviario, mettendo la nostra vita nelle mani di Colui che sa cosa ci fa soffrire e cosa gioire. 
Come donna cristiana cattolica, moglie e madre, per poter vedere che la storia della mia vita passata non e’ un fallimento ma una benedizione del Signore, ho bisogno che io mi consegni a Lui. 
Per poter vedere che la mia vita presente e’ un dono, per amare mio marito ed i miei figli ho bisogno che io mi
consegni. 
Per non essere dura con me stessa quando sbaglio, ho bisogno che io mi consegni a Cristo che mi ama cosi’ come sono. 
Come madre quindi, per prima io mi devo consegnare nelle mani di un altro che mi conosce meglio di come io possa conoscere me stessa, che sa che io non sono fedele, non sono brava e buona come penso. 
Finalmente c’e’ qualcuno davanti al quale non mi devo stare a difendere e giustificare. Finalmente c’e’ qualcuno davanti al quale non devo fingere di essere buona, non devo nascondermi, perche’ mi conosce ed ama. 
Iniziando la giornata quindi sapendo che io sono amata, profondamnete, da questo Dio che mi ha chiamata ad essere cristiana e mi ha donato la grazia di poter vivere la fede nella Chiesa, condotta per mano, solo cosi’ posso pensare di poter trasmettere la fede ai
figli. 

Potrei allora anche essere muta, non proferire parola, la fede la trasmetto anche
senza parlare, dando quindi l’esempio di consegnarmi ad un altro, dimostrando che
la felicita’ vera, non quella effimera che svanisce subito come quella che ti offre il
mondo, quindi quella vera, quel pezzettino di vita eterna vissuto gia’ qui sulla terra,
mi viene da Cristo e non da me. 
La vera felicita’non mi viene dalle mie opere, dall'aiutare gli altri con le mie sole forse, da quanto sono brava ad organizzarmi la giornata, ad essere precisa e puntuale, a fare tante cose, a impegnarmi con i bambini, facendo lavoretti con loro, parlandogli di Dio, organizzando uscite, e gruppi di gioco, lavorando dal mattino alla sera, conciliando lavoro e casa, studiando, essendo disponibile per gli altri e facendo tante cose seppure buone. 

Perche’ nel momento in cui la vita mi mette davanti la mia croce, che momentaneamente avevo messo da parte facendo del bene ed impegnandomi in tutte quelle belle cose, cado.
Perche’ la croce portata con la superbia di essere brave e di avere in mano le chiavi
per poter essere felici grazie a quello che facciamo, ci schiaccia
Come un macigno sulle spalle, diventa troppo pesante, ed allora cio’ che io posso trasmettere ai figli come mamma nel quotidiano e’ innanzitutto che la mia felicita’ deriva da Cristo, che quando la sera mi si presenta la croce, Egli mi da’ la forza, ed invece di maledire, benedico! 
Invece di vedere che tutto va male, con gli occhi della fede, illuminati dalla preghiera e dalla Chiesa, vedo che tutto concorre al mio bene! 
Anche in questa croce! 
E l’eredita’ migliore che possiamo lasciare ai figli e’ il benedire la propria vita, la propria storia ma per farlo ho bisogno di Cristo e della Chiesa. 
I figli vedono l’atteggiamento di consegna e di fiducia in Dio ed i figli vedono che tu mamma riponi la tua speranza in Dio, ed i figli vedranno con i loro occhi che i genitori cristiani sono felici non perche’ va tutto bene nella loro vita e non hanno problemi o sono perfetti, cose praticamente impossibili, ma perche’ non sono delusi dall’amore in cui hanno riposto tutta la loro fiducia, che e’ Cristo. 

L’amore non delude mai. 
Come mamma cristiana per me trasmettere la fede allora prima di tutto significa vivere nella Chiesa, con Cristo, camminare per prima io ogni giorno nella volonta’ di Dio, O provandolo a fare. 
Avevo letto una frase di Franco Nembrini, che mi aveva tanto colpita, che diceva: 
"la sfida è identica (sia che tu sia cristiano o no), è tuo figlio
che ti guarda e ti dice: ‘Dimmi qual è l’ipotesi di bene su cui basi la
tua vita’. Tu devi poter rispondere, non a parole ma per
un’esperienza vissuta, per la testimonianza di un’esperienza
vissuta”.

Io allora devo rispondere con la mia vita. 
La sfida piu’ grande e’ tuo figlio che ti osserva e senza dirtelo e’ come se ti dicesse: mamma dimmi (che significa, fammi vedere, fammi vivere tramite te, fammi vedere con i miei occhi, in prima persona tu dimostrami con i fatti e non a parole) quale e’ l’ipotesi di bene su cui basi la tua vita (su cosa basi la tua vita, su cose effimere? Mamma o papa’ cosa e’ piu importante per te? Il lavoro, i soldi, l’apparenza, il divertimento, il successo, l’opinione degli altri?
Quale e’ la fonte per te di vita eterna? Cosa ti rende felice? Le cose del mondo che
passano, cose che crollano, oppure mi posso fidare di te, di come vivi la tua vita, che
e’ possibile davvero essere felici, che si puo’ non perdere la serenita’ quando arrivano le croci, quando sembra tutto crollare, che posso essere felice come lo sei
tu?).

Proprio qualche giorno fa dopo una giornata piena di grazie a partire dal sole, dalla casa nuova, dai bambini ben curati, cibo buono a tavola, programmi felici per l’estate e le vacanze, armonia in famiglia, giochi e risate, mio marito all’improvviso non stava bene, perche’ ha una malattia che per ora Dio non sta permettendo che si aggravi. 
Per me e’come se fosse silente per ora nel suo corpo e non appare con sintomi esteriori. Mio marito e’ ancora forte, ma la malattia si presenta ogni tanto per farsi sentire, per farci ricordare che e’ li’. 
In questi momenti dove il futuro non ti sembra piu’ roseo ma solo buio, (ma puo’ essere che tu possa avere paura del futuro per qualsiasi altro motivo, che possa venire a destabilizzarti il terreno qualsiasi altra cosa piu’ o meno grave, qualsiasi prova della vita) tu mamma hai in mano la scelta: cosa dai ai tuoi figli?
Quale senso dai alla vita?

Proprio quando i figli ti guardano e con gli occhi ti stanno dicendo: mamma, dimmi che vale la pena vivere! Che vale la pena essere venuti al mondo, che c’e un senso alla nostra vita, che e’ di piu’ di un semplice passare bene la giornata, ma che c’e’ una chiamata, una vocazione alta, che da’ dignita’ alla nostra vita. 
Altrimenti non vale la pena vivere, per cosa poi? Per soffrire?

Proprio in quel momento che i figli ti osservano hai la scelta di trasmettere la fede o
no, di dire o no AMEN, cosi’ sia. 
Hai la scelta di aggrapparti a Cristo e vivere sapendo che non siamo soli, perche’Dio ci ama e non ci abbandonera’ proprio nel momento del bisogno, ma che ci ha creati per un motivo e che si’, vale la pena vivere figlio mio anche se si soffre, perche’ c’e’ l’amore! Vale la pena vivere perche’ siamo amati e possiamo amare a nostra volta. 
Perche’ mamma e papa’ si amano.

L’amore che riceviamo da Lui, l’amore che ci trasfroma, che converte una situazione
di morte in una situazione di vita, l’amore ci dara’ la consapevolezza che la nostra
vita vale sempre.
L’amore vale sempre la pena. L’amore da’ la risposta a tutto. 
Quando vedi che negli uomini, nelle persone care, non c’e’ piu Speranza, che si sono perse, che sono infelici perche’ non conoscono Dio, che ti trattano male, che siano tuo padre o tua madre, tuo fratello o sorella o la tua migliore amica, la risposta a questo
mondo che non ha scelto Dio e’ sempre che puoi amare. 
Tu mamma cristiana puoi amare perche sei amata per prima da Cristo, perche hai le armi giuste, hai la Chiesa, la preghiera, la confessione e la comunione. 
Che hai la grazia di saper perdonare il nemico o dimenticare il male ricevuto. 
E’ tutta grazia che possiamo ricevere se lo vogliamo, se scegli nella tua vita quotidiana di camminare con Cristo.
Vogliamo vivere una vita di grazia che da’ luce ai nostri figli? 
Non e’ uno sforzo che viene da noi, ma e’ una grazia, un dono che verra’ dall’alto. 
Nel momento in cui ci sembra che sia uno sforzo, allora vuol dire che lo stiamo vivendo da sole. 
Se siamo inserite come mamme nella Chiesa, se non viviamo la nostra fede da sole,  quando non ce la facciamo piu’ neanche a pregare, possiamo sempre rialzarci perche’ ci
sara’ qualcuno che preghera’ per noi, qualcuno ci verra’ a rialzare, Dio provvedera’e manderà angeli in nostro aiuto nelle sue infinite vie.

Per me trasmettere la fede significa quindi viverla ed avere una esperienza personale di chi e’ Cristo nella mia vita, che mi e’ venuto ad amare quando meno me lo meritavo e mi e’ venuto a cercare quando ero smarrita.
E questo Dio lo possiamo presentare ai figli insegnando loro a pregare sin da piccoli, ad affidare la loro vita ad un Padre buono, ogni sera prima di andare a letto. 
Nei momenti liturgici “forti” dell’anno come l’Avvento, il Natale, la Quaresima e la
Pasqua, possiamo organizzare per loro e con loro dei momenti di preghiera speciali:
il Rosario ogni giorno recitandone solo una decina se si hanno bambini piu piccoli,
facendo lavoretti manuali. 
Possiamo anche organizzare visite particolari agli ammalati e bisognosi o agli anziani per chi ha figli piu’ grandi, portarli a contatto con la natura e giocare insieme e farlo con un tema apposito, per esempio: la creazione.

Ci sono tanti siti internet che come mamme possiamo consultare per prendere
spunto, e chi e’ anche catechista sicuramente li conosce gia’, ma per chi non li
conoscesse eccone un esempio https://www.qumran2.net/ materiale pastorale.
Formare gruppi tra mamme cattoliche come si fa gia’ su Facebook per confrontarsi
ed aiutarsi a vicenda. 
O ancora, si puo’ approfondire con i figli il nome del loro santo oppure guardare film e dvd della storia dei santi. 
Si puo’ fare il bel gesto di benedire i figli in fronte, con il pollice facendo il segno della croce, ogni sera prima di andare a letto, dopo le preghiere serali, e di parlare loro della speranza del cielo! 
Leggere con loro la bibbia, comprandone una adatta per i bambini in base alla loro eta’ (Bibbia illustrata dei bambini o dei ragazzi), e parlando loro del vangelo della domenica,
prendendolo dalla loro bibbia e guardando insieme le immagini. 
Si puo’ anche dare, come genitori, la propria esperienza ai figli sulla parola di Dio, di cosa significa per noi quella specifica storia della bibbia, se ci aiuta nella nostra vita. 
Fare quindi un lavoro di introspezione cioe’ di guardarsi dentro ma facendolo alla luce della parola di Dio. 
Si puo’ iniziare dalla creazione ed ogni domenica prima del pranzo, o dopo, si
legge un racconto tratto dalla bibbia. 
Si andra’ cosi’ a leggere tutta la storia della salvezza, quella storia che Dio ha condotto con il popolo di Israele fino alla venuta del Suo Figlio nel Nuovo testamento. 
Noi mamme possiamo stampare fogli con immagini di quel racconto di cui si e’ trattato insieme e far colorare i bambini o dipingere mentre si ascolta musica adatta. 
Nel frattempo che i figli crescono si possono organizzare forum in cui si discute sui maggiori film in voga del momento, dato che i figli potranno fare confronti con la moda del momento ed essi crescendo si faranno domande. 
Cosa conviene di piu? Vedranno la Chiesa come una restrizione della loro felicita’ personale e realizzazione nel mondo? 
E’ importante prima di tutto allora che noi come mamme e come genitori facciamo un cammino di fede nella Chiesa, o essere seguite da un buon padre spirituale, per poter vivere dimostrando che la fede non e’ un seguire delle regole ma e’un incontro felice con un Dio che vuole il nostro bene. 
E a questo punto, si possono fare svariate attivita’, anche le più belle, ma se si vuole trasmettere la fede ai figli, serve il nostro esempio ora!

Una folle donna cristiana per grazia con la vocazione di moglie e mamma.
Maristella Pignatelli Saraceno