lunedì 13 maggio 2019

Maria, un rosario è come un abbraccio.




Rieccomi dopo un po di assenza, di cui vi parlerò prossimamente..
Gran parte dell'articolo l'ho scritto ieri, giorno della festa della mamma, ma mancava qualcosa, per cui ho pensato di rifletterci ancora con l'idea di pubblicarlo oggi senza ricordarmi che oggi ricorre una festa molto importante, quella della nostra mamma del cielo Maria, oggi si ricorda la Madonna di Fatima .
Nella gioiosa giornata di ieri, i social pullulavano di post riguardanti la festa della mamma (o del concetto antropologico per i più "moderni" -_- ), dalle frasi più dolci a quelle più riflessive a quelle evitabili.
Per tutte le mamme ieri ci sono stati scambi di auguri, messaggi, immagini, foto con i propri figli e con le proprie mamme (anche chi non ha più la mamma accanto pubblicava ricordi)...
Poi ci sono anche quelle persone che hanno dovuto riflettere per ore se inviare o meno il messaggio di auguri alla propria madre, quelle che alla fine non lo hanno inviato, quelle a cui fare quel "click" sul tasto invio è costato tantissimo.
Faccio parte della seconda categoria, quelle che per inviare un messaggio con scritto semplicemente "auguri" hanno fatto una fatica immensa ed è costato tantissimo ma è già un passo avanti dato che lo scorso anno non lo avevo nemmeno inviato.

Tutte possono diventare madri ma non tutte sanno ESSERE madri, tra le tue cose esiste un abisso enorme e che fa la grossa differenza anche nella psiche del proprio figlio.
Essere madri con le belle parole è una cosa, mettere in pratica ciò che si dice è tutt'altro e anche in questo caso esiste un abisso che può far sentire il proprio figlio amato oppure rifiutato.
Mia madre è sempre stata quella delle belle parole, che avrebbe dato la vita per i propri figli, "guai a chi me li tocca" (ma detto in bergamasco), poi nel momento in cui qualcuno ha realmente toccato i figli, precisamente me... ha fatto un salto indietro difendendo il carnefice e incolpando e puntando il dito contro la propria figlia.
La mente crea un sacco di meccanismi che spesso è difficile comprendere, ci possono essere innumerevoli ragioni che portano una persona a non voler vedere un atto grave e/o addirittura a mentire in gravi situazioni, in qualsiasi caso resta un male tanto grande difficile da perdonare.
Colei che dovrebbe difendere la vita diventa complice e in quel caso il figlio inevitabilmente subisce dei danni non da poco, sentirsi rifiutati, messi all'angolo dalla propria madre è qualcosa che ti segna.
La maggio parte dei problemi delle persone partono dal rapporto con i genitori ed è cosi... (lo trovate in post precedenti che vi linko a fine articolo).
E' inutile negarlo, l'assenza di una madre si fa sentire, per quanto una possa essere abituata a cavarsela da sola, quella mancanza, quella parte con cui parlare, sfogarsi, che può dare consigli, crea un piccolo vuoto non sempre facile da gestire soprattutto dopo che la rabbia è passata e resta solo la delusione.
Oggi vogliono farci credere che i figli si crescono anche con due genitori dello stesso sesso, ecco.. è una bugia enorme perchè ogni genitore ha una sua caratteristica, una madre non potrà mai fare anche da padre, cosi come un padre non può fare da madre perchè resterebbero delle lacune, dei vuoti che solo un padre e una madre possono colmare.

E' in questi momenti che la Mamma delle mamme viene in soccorso, ti ricorda il tuo essere figlia non solo di genitori biologici ma soprattutto di Dio, quel Dio che mai ti abbandonerà, che mai ti rinnegherà, che mai dirà bugie, che mai ti distruggerà e mai ti rovinerà la vita.
C'è un versetto di Isaia che amo, mi è stato mandato da alcune amiche in un momento di grande sconforto ed è il seguente:

"Può una donna dimenticare il bambino che allatta, non aver compassione del figlio del suo ventre? Anche se esse dovessero dimenticare, io non ti dimenticherò..."
Dio non si dimentica di noi anche quando noi ci dimentichiamo di Lui, è la roccia a cui aggrapparci, per cui una volta compreso ed elaborato ciò, ci si rende conto che solo aggrappandosi a Dio, a Gesù e alla Madonna possiamo riprendere in mano la nostra vita perchè abbiamo un supporto eccellente, un salvagente talmente sicuro che non avremo più paura di affondare.
La mia conversione è iniziata grazie alla Madonna, e le Dio-incidenze sono state tantissime nel corso degli anni...
La mia voglia di maternità è stato quel gancio che mi ha fatta riagganciare al Signore...nonostante ai tempi non fossi credente, il mio "affidarmi" è iniziato alla vista di una madonnina quando tornavo dal lavoro.
Proprio io che ho sempre "snobbato" la figura della Madonna, non mi avevano mai insegnato ad affidarmi a lei, ne tanto mento a chiedere la sua intercessione o a pregarla.
Sempre a Lei ho chiesto la grazia di diventare madre e tre giorni dopo ho saputo di aspettare la mia prima figlia.
Figlia nata nel mese di maggio esattamente nel giorno della festa della mamma... eh si.. sono diventata mamma per la prima volta nel giorno della festa della mamma!

Nonostante tutto, come posso essere triste quando in cielo ho una madre cosi? Una madre che con la grazia di avere tre figli mi ha sommersa di doni, anche di tanto stress e preoccupazioni, ma sono pur sempre doni che ci fanno crescere, ci donano saggezza che poi potrà essere utile agli altri quando ne avranno bisogno.
Da quando ho avuto consapevolezza di questa Mamma, tante cose sono cambiate, ogni occasione è buona per andare in Chiesa ad accendere una candela stando semplicemente in silenzio davanti a Lei e a Gesù, a casa ho anche una piccola statuetta.
Nel web gira da anni un'immagine simpaticissima ma estremamente vera, Gesù da piccolo che attaccato alla veste di Maria continua a ripetere "mom, mom, mom, mom.." e come didascalia "il primo rosario".. (la metto al termine dell'articolo nella versione italiana).
Quell'immagine rappresenta ciò che dovrebbe essere il nostro rapporto con Maria, madre di Gesù e madre nostra, ovvero un rapporto quotidiano attraverso il Santo Rosario.
Ogni grano una è chiacchierata, ogni decina è un discorso, ogni mistero è una riflessione, ogni rosario recitato interamente è un abbraccio stretto che ci sostiene.
Chi più di lei può capire come ci sentiamo? Chi più di lei può comprenderci come madri con le nostre debolezze, i nostri dolori, le nostre fatiche? Chi meglio di lei può gioire per la nostra felicità?
Nessuno!! Solo Maria è la risposta a queste domande.

E voi, come vivete il vostro rapporto con Maria?

ps: Se vi avanzano delle preghiere, venerdi incontrerò mia madre dopo circa un anno, per cui il vostro supporto con la preghiera credo possa essere prezioso.

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Qui di seguito l'immagine di cui vi ho scritto sopra.

(ecco l'immagine trovata in italiano)

lunedì 15 aprile 2019

Uova di Pasqua: storia e tradizione



Questa volta scrivo qualcosa anche riguardo l'uovo di Pasqua, il simbolo universale della rinascita!
In questo caso l'input è arrivato da Elena, adoro le mie folli amiche cattoliche che quando hanno sottomano notizie interessanti me le propongono cosi che possa fare il mio solito sproloquio XD.
Inizio con alcuni cenni variegati per poi passare alla parte cristiana.

Anticamente era collegato alla Fenice che, secondo la leggenda, prima di morire, preparava un nido a forma di uovo, su cui si adagiava, lasciandosi incenerire dal sole.
Sulle ceneri nasceva l'uovo dal quale poi riprendeva vita.

Secondo un'antica tradizione che risale ai Persiani, pare che si scambiassero uova di gallina all'arrivo della stagione primaverile per buon auspicio, successivamente questa tradizione venne acquisita anche dagli Egizi.

L'usanza di regalarsi le uova più recentemente risale al medioevo in Germania, dove però le uova erano bollite e avvolte in foglie per far si che si colorassero; tra gli aristocratici invece era consuetudine farne fabbricare in oro o platino decorate.
Di ‘uova colorate’, dipinte con varie tinte vegetali , si parla in un documento della prima metà del XIII secolo, quando nelle contrade di Pescara, regnava l’ imperatore Federico II di Svevia.
- L’Autore del documento scrive che nel giorno di Sabato Santo il Monastero di Santa Maria di Cinquemiglia, tramite il suo Bajulo, mandava a ritirare presso gli abitanti dei Casali soggetti all’Abbazia “uova lesse et pinte “ ed ogni Casale era contraddistinto da un particolare colore, espediente questo che serviva come promemoria all’Abate per controllare l’avvenuto pagamento, da parte dei ‘villici’, delle prestazioni dovute al Convento-

Edoardo I nel 1290, incluse nei suoi conti la spesa di centinaia di uova che dovevano essere distribuite alle sue cameriere.
Nel XVII secolo il papa Paolo V benedì in una preghiera un uovo che doveva essere usato in Inghilterra, Scozia e Irlanda. 
Ai tempi durante la Quaresima le uova erano proibite e furono reintrodotte nella domenica di Pasqua, come regalo per la famiglia, gli amici e la servitù.

Le uova di cioccolato invece arrivano più tardi, si parla del 1700 su commissione di Luigi XIV che  aveva richiesto un uovo fatto con crema di cacao.
Fu invece a Torino negli anni 20 che i maestri dell'arte del cioccolato inventarono il primo macchinario in grado di realizzarlo.

Nei paesi nordici, dei piccoli ovetti vengono utilizzati ancora oggi per addobbare "l'albero di Pasqua", che a differenza di quello di Natale, è rappresentato da rami spogli di pesco, solitamente con colori chiari e colori pastello delicati, anche se il giallo è quello predominante.
Inoltre è usanza sia donarli che riceverli come messaggio di buon augurio e buona fortuna.

La sorpresa è invece altra storia, pare sia originaria della Russia nel 1880, per la precisione nel 1883 quando ad un orafo venne commissionato dallo zar Alessandro III, un uovo in platino smaltato di bianco al cui interno c'era un altro uovo in oro, il quale conteneva altri doni (una riproduzione della corona imperiale e un pulcino dorato).... un uovo matrioska!

Quando l'uovo arrivò anche in Italia era già usanza farlo con la sorpresa all'interno.

Passando alla tradizione cristiana, e prima ancora ebraica, possiamo dire che l'uovo era un simbolo già presente nella Pasqua ebraica perchè la sua forma che non ha ne un inizio ne una fine, rappresenta il ciclo continuo della vita e della morte.
E' sia simbolo del lutto che della speranza.
Per noi cristiani diventa si' simbolo di rinascita, ma quella di Cristo!
Gesù esce dalla tomba esattamente come il pulcino esce dall'uovo.

- Leggenda narra..... che la Maddalena per annunciare la resurrezione di Gesù all'imperatore Tiberio, gli consegnò un uovo dipinto di rosso (simbolo del sangue di Cristo). -

Con il passare del tempo nacque la tradizione di portare le uova a benedire in Chiesa, cosa che ricordo benissimo da bambina... dove vivo ora non so perchè non  lo facciano ma riesco lo stesso a farmi procurare uova benedette da mangiare la mattina di Pasqua.
Il sabato santo preparavamo un cesto con le uova di cioccolato e un cestino più piccolo con le uova di gallina dipinte da me e mio fratello, poi nel pomeriggio andavamo in Chiesa per la benedizione.
La mattina di Pasqua come colazione mangiavamo l'uovo o sodo o al latte... che bei ricordi!

Per colorare le uova utilizzavamo le classiche tempere, oggi griderebbero "sono tossicheeeee" per cui fate un po come preferite e per le super natural di seguito metto una foto con i metodi per colorare  le uova in modo naturale con frutta, verdura, radici etc...
(non vi so dire la fonte originale della foto perchè si trova ovunque)

A presto!!!
Cristina




venerdì 12 aprile 2019

Settimana Santa, una guida verso di Lui



Ci stiamo avvicinando alla Settimana Santa, giorni che amo e di cui ogni anno ho particolarmente bisogno.
Un bisogno un po particolare, dato che solitamente tutti amano il periodo natalizio (no beh.. anche io lo amo e lo vorrei tutto l'anno, però è diverso..), mentre nel mio caso ho imparato che la Settimana Santa è qualcosa di spiritualmente profondamente fondamentale.
Mi sono imbattuta in un'immagine della Diocesi di Lafayette in Indiana, dove spiegavano in modo piuttosto sintetico e schematico come vivere questa settimana importante per cui grazie all'aiuto di Beatriz per la traduzione dall'inglese all'italiano (io sono una schiappa spaventosa) ho pensato di proporvela aggiungendo sempre parte di me.

UNA GUIDA ALLA SETTIMANA SANTA 


Ci sono due simboli importanti per non ripetere sempre le stesse frasi, ovvero il simbolo della chiesa che si riferisce al "cosa vedrai in chiesa" in quel giorno, e il simbolo della lampadina che si riferisce a "come vivere la giornata".

COSA VEDRAI IN CHIESA

💡 COME VIVERE LA GIORNATA

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- DOMENICA DELLE PALME

➤👑 Le persone di Gerusalemme accolgono Gesù come Re mentre entra trionfante nella città

➤🌴 La folla scuote le palme e mette i mantelli a terra davanti a Lui.

➤(🐴) Gesù percorre la strada sul dorso di un asino per realizzare le profezie del Vecchio Testamento.


⛪ La liturgia comincia con la benedizione delle palme, una lettura in più sull'ingresso di Gesù in Gerusalemme ed una processione mentre la congregazione scuote le palme come la folla nella lettura.

💡 Prendi una palma, mettila a casa o in ufficio come testimonianza alla tua fede nella vittoria pasquale di Gesù. 
Mettiti nei panni delle persone che per prima accolsero Cristo come te, ma alcuni giorni dopo, chiesero la sua crocefissione.

(Noi facciamo la processione dall'oratorio alla Chiesa parrocchiale con i rametti... in realtà alcuni sembrano quasi delle piante.. di ulivo benedetto che poi vengono portati a casa, altri rami restano in chiesa a disposizione di chi li vuole prendere).

Durante i 3 giorni cronologici del TRIDUO PASQUALE si rivela per noi l’unita del mistero Pasquale di Cristo.

- GIOVEDI SANTO

➤🍷🍞 Gesù celebra L’ULTIMA CENA con i suoi discepoli

➤ Gesù istituisce l’Eucaristia e costituisce i discepoli come presbitero

➤💧 Mostrando grande umiltà, Gesù lava i piedi dei suoi discepoli

➤💗 Gesù da il mandatum, comanda di amarsi gli uni gli altri come lui li ha amati

➤Durante l’agonia nel Giardino, Gesù accetta la volontà di Dio, poi viene arrestato.

⛪ Alla fine della Messa si rimuove tutto dall'altare e le decorazioni vengono coperte. 
Anche il Tabernacolo viene svuotato e tutte le ostie consacrate vengono spostate a un altare di "Riposo" per imitare l’assenza e la perdita sentita dai discepoli durante l’agonia e morte di Gesù.
 Non si fa benedizione finale perché il giorno liturgico continua.

💡 Fai un pellegrinaggio per visitare 7 chiese. Passa un'ora in adorazione.

(In questo giorno viene fatta la lavanda dei piedi ai genitori dei bambini che riceveranno il sacramento della prima comunione - quest'anno tocca a mio marito ;) -.
Il pomeriggio ci sarà un lavoretto in oratorio poi una messa dedicata ai bambini).

- VENERDI SANTO

➤🐔 Mentre Gesù viene interrogato, Pietro lo rinnega 3 volte.

➤ Pilato lascia che Gesù venga flagellato e gli viene messa in testa una corona di spine.

➤ 🕇 Gesu porta la propria croce al Calvario dove poi viene crocifisso

➤ ☁ Con le parole ‘E' compiuto’, Gesù muore e discende il buio

➤ Gesù viene tolto dalla croce e messo in una tomba

⛪ Questo e l’unico giorno dell’anno dove non si celebra nessuna messa e nessun sacramento (solo se è un'emergenza).
Le candele vengono accese durante la liturgia solo quando l’Eucaristia è presente e durante la Venerazione della Croce.

💡 Digiuno e astinenza da carne. 
Pregare le Stazioni della Croce. 
Mantenere silenzio durante le ore in cui Gesù era sulla croce.
Partecipare ad una via Crucis.

(Il Venerdi Santo al mattino ci sarà la preghiera con i bambini, mentre la sera andiamo sempre alla via crucis con processione al paese dove siamo nati, siamo molto legati a questa tradizione perchè per quanto semplice è molto bella).

(Il Sabato Santo, al mattino preghiera sempre con i bambini mentre la sera ricordo che da piccola, era usanza che mio padre al suono delle campane della messa di Pasqua del sabato sera , riempisse un bicchiere con l'acqua del rubinetto facendo poi il giro della casa per benedirla perchè avendo "trovato Pasqua" - e non chiedetemi cosa  signifia perchè non lo sanno spiegare nemmeno loro - diceva che era acqua santa.
In alcuni paesi nel pomeriggio avviene la benedizione delle uova di cui vi parlerò la prossima settimana).

- DOMENICA DI PASQUA

➤🕆 Gesù risorge, conquista la morte ed apre il cammino alla vita nuova!

➤La tomba viene trovata vuota dalle sante donne e successivamente da Pietro e Giovanni

➤Gesù appare a gruppi di discepoli, vedono e credono

⛪ I catecumeni ricevono i sacramenti dell’iniziazione e l’intera congregazione rinnova le promesse battesimali. Cantiamo l' ‘Alleluia’ per la prima volta dall'inizio della Quaresima.
Il nuovo cero Pasquale viene portato in Chiesa e si accendono cosi le candele della congregazione

💡 Prendi parte ad un incontro di festa con la tua famiglia ed amici per onorare questo giorno come la festa più importante dell’anno.
Comincia benedicendo il tavolo e la tua casa con acqua santa presa dalla messa Pasquale.

Continua con le celebrazioni durante l’Ottava di Pasqua (per 8 giorni) e il periodo Pasquale per 50 giorni fino a Pentecoste.
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Direi che è uno schema sintetico ma utile, poi ci potete aggiungere anche le tradizioni che possono variare da paese a paese e sarebbe bello conoscerle e condividerle.

Ps: Qui di seguito trovate l'immagine originale (bellissima e fatta molto bene) da cui è stato tratto il post.

Buona Settimana Santa!


venerdì 5 aprile 2019

15 modi per esercitarsi nell'umiltà.




Periodo perfetto per questo post, la quaresima può diventare il terreno adatto per fare questo genere di esercizi che ci rendono umili e più vicini al Signore.
Ringrazio Linda per l'input e la traduzione dato che sono 15 suggerimenti estrapolati dal libro in inglese (e io sono una frana) "Humility Rules: Saint Benedict's 12- step Guide to genuine Self-Esteem" di Padre Augustine Wetta.
Se avete dimestichezza con l'inglese, al termine dell'articolo troverete il link di acquisto.

Umiltà, parola poco utilizzata e spesso travisata; in sintesi l'umile è colui che è essenzialmente una persona modesta e priva di superbia, ovvero che non si ritiene migliore o più importante degli altri.
Con i tempi che corrono, dove ci insegnano a primeggiare a dover sempre avere ragione, a non rispettare gli altri, essere umili è una dura lotta.
Ma ora passiamo subito al centro di questo post, i 15 suggerimenti con qualche personale riflessione giusto perchè la lista della spesa messa cosi non mi piace affatto.

1) Lascia che qualcuno meno competente di te ti dica cosa fare.
Magari proprio quella persona che non ci sta molto simpatica, oppure quel collega saccente e da cui non vorremmo di certo degli insegnamenti.
Contate fino a 100 e buttatevi magari chiedendo voi stessi un consiglio.

2) La prossima volta che qualcuno ti tratta ingiustamente (ti passa davanti in fila, ascolta musica ad alto volume, mangia qualcosa di tuo…) sorridi e ringrazia Dio per lui.
La rabbia per questo genere di gesti è quasi automatica, è come se ci fosse un sensore che ci rende di pessimo umore e subito adirati perchè ci sembra un'ingiustizia ma dovremmo cercare di andare oltre perchè la rabbia oltretutto fa male più a noi stessi che agli altri.
Per cui, chiudete gli occhi (cosi nemmeno vedete l'autore del misfatto) e ringraziate il Signore per lui...(evitando pensieri poco consoni..)

3) Passa un’intera giornata senza correggere nessuno.
Chi?.... Io?? Difficilissimo!!!!! Com'è possibile non correggere nessuno nell'arco di una giornata, è una cosa normale, naturale...
Il marito che sbaglia il ripiano dove mettere il caffè, oppure mette un calzino bianco nel cesto dei colorati... dai!! ma come si fa a non correggere!!! Ecco.. si fa silenzio.. solo questo...
Un bel respiro profondo, e offriamo al Signore questa fatica. Ce la possiamo fare!!!
Per i figli direi che questo punto non è valido, ma possiamo provare a sforzarci di far enotare gli errori in modo diverso.
Vi terrò aggiornate in pagina su questo.. ;)

4) La prossima volta che vuoi esprimere la tua opinione tienila per te.
Pensa ad altro, limitati ad ascoltare e passa oltre.. questo direi che va fatto saltuariamente perchè potrebbe creare danni non indifferenti tra le mura domestiche XD
Sui social è una pratica quotidiana per cui quando vuoi controbattere, chiudi l'applicazione.
Scherzi a parte, questo punto l'ho già ignorato scrivendo i commenti ad ogni punto di questo elenco..

5) Prenditi la colpa per qualcosa che non hai fatto.
Fermi tutti!! Questo è colpa mia! Penso che mio marito potrebbe prendermi per pazza, mi proverebbe la febbre e inizierebbe a preoccuparsi...
No, non è cosi difficile come sembra, basta dire "è colpa mia...!" e cambiare stanza cosi non hai la tentazione di ritrattare.
Si parla di cose non gravi, altrimenti si cade nell'ingiustizia e quella non va bene.

6) Ripara qualcosa che non hai rotto o pulisci qualcosa che non hai sporcato.
Ci piace vincere facile, questo già noi mamme lo facciamo ogni giorno... per cui evito uno sproloquio.
Aggiungo solo che potrebbe essere un punto su cui lavorare con i bambini.

7) Non trovare scuse la prossima volta che vieni rimproverato.
Anche in questo caso il trovare scuse è qualcosa di inconscio e automatico per cui , autocontrollo, espiro profondo e silenzio.
Anzichè parlare, fermiamoci a riflettere per capire cose realmente abbiamo sbagliato con della sana autocritica.

8) Scegli deliberatamente di camminare (o guidare) dietro a qualcuno più lento di te.
Tasto molto ma molto dolente...siamo sempre di corsa, sempre con i minuti contati e... dobbiamo impegnarci a stare dietro a qualcuno più lento?
Si! Anche se difficile, ma in questo caso è questione di civiltà e rispetto del codice della strada perchè se qualcuno è lento difficilmente stiamo a guardare cartelli e divieti di sorpasso per cui diventa anche pericoloso. (come si suo dire...da che pulpito viene la predica...si, sono pessima in questo punto!)

9) Ringrazia Dio per qualcosa che non sei capace di fare/ qualcosa in cui non sei bravo.
Vorremmo avere ogni genere di capacità, vorremmo essere bravi nel fare qualsiasi cosa e quando ciò non avviene rimaniamo delusi, siamo tristi, arrabbiati...
Invece dovremmo ringraziare il Signore perchè se non sappiamo fare una cosa di certo avremo altre capacità, altri talenti da scoprire magari decisamente più utili e interessanti rispetto a quello che ci ostinavamo a fare.

10) Ringrazia la prossima volta che qualcuno ti dice qualcosa che già sai.
"si, lo so...", "si, me lo hai già detto..." con annesso sbuffo e tono poco amichevole.
"ok, grazie per avermelo detto" potrebbe essere la frase adatta in queste occasioni ma cercando anche di far corrispondere la frase al viso e al tono della voce ;) , altrimenti non è valido e pagate penitenza.

11) Trattieniti dall'avere l’ultima parola nella tua prossima conversazione.
Questa è una prova bella tosta, ma ci viene sempre in soccorso il respiro profondo per calmare i nervi tesi, il silenzio e l'offrire tutto al Signore.
Cerchiamo di impegnarci anche con i figli, perchè solitamente con loro questo e vari altri punti sono piuttosto difficili.
Per quanto riguarda i social, chiudete l'applicazione e se necessario disinstallatela... ora che l'avrete scaricata di nuovo la voglia di scrivere altro sarà passata.

12) La prossima volta che qualcuno ti fa un complimento, dai il credito a Dio.
Ottimo spunto, "Ringrazio il Signore per questo dono", poi dipende dal complimento, se è per un buon lavoro svolto, o un apprezzamento per l'intelligenza, o per un piatto ben riuscito.
Ogni nostro talento è un suo dono per cui dobbiamo dare credito a Lui ringraziandolo quotidianamente.

13) La prossima volta che qualcuno ti infastidisce, non dirlo a nessuno.
Mormorazioni, onestamente fino a non molto tempo fa non sapevo cosa fossero (c'è anche un motivo ma non ve lo dico altrimenti rischio di ignorare il punto 7), ma è un difetto di molti, anzi, penso di tutti.
Credo che non esista al momento qualcuno che non si sia mai lamentato di altre persone, e questo non significa necessariamente parlare male di loro, ma semplicemente riportare cose accadute che ci hanno infastidito.
Teniamolo per noi e penso che in poco ci dimentichiamo anche di cosa è accaduto.

14) Lascia che ti interrompano in una conversazione e non terminare quello che stavi dicendo a meno che qualcuno non te lo chieda.
La prima parte non è difficile, anzi, ci sono abituata (ma non dico altro altrimenti smonto il suggerimento 13); il non terminare dopo l'interruzione diventa più complicato ma capita anche di dimenticarsi cosa si stava per dire per cui poco grave XD, se l'interlocutore è realmente interessato dovrebbe scusarsi per l'interruzione e chiedere di finire.. quando capita suonano le campane a festa.

15) La prossima domenica imposta un timer ogni trenta minuti. Quando suona, interrompi ciò che stai facendo e recita un Padre Nostro.
Questo è stupendo, per carità anche gli altri, ma questo ti impone di pregare tanto nell'arco della giornata e grazie al timer non c'è il rischio di dimenticarsi.
Potrebbe essere utile anche per rendersi conto che il tempo per pregare lo si può trovare, se proprio state facendo qualcosa di improrogabile basta fare "posponi" ed è fatta, imponetevi un limite massimo di 2 "posponi" nell'arco della giornata ma sarebbe meglio evitare.
PS: Ricordatevi di toglierlo a messa...

Eccoci alla fine di questi suggerimenti, alcuni sono più semplici, altri molto più difficili da mettere in pratica, ma sono importantissimi per capire realmente cosa significhi essere una persona umile.
Umile non equivale ad umiliarsi, ma solo a saper fare quel passo indietro che basta per non sovrastare gli altri.
All'inizio sarà dura, ma con piccoli passi tutto è possibile se ci affidiamo al Signore, potrebbero con il tempo diventare un vero e proprio stile di vita (di una folle donna cattolica).
Potete anche stamparli, scriverli sui post-it e appenderli dove ritenete opportuno o dove li potete vedere per fare in modo di ricordarvi.
Per il punto 8 potete mettere un biglietto in auto, oppure un appunto al lavoro per gli altri o a casa appeso al frigorifero.
Ci sono tanti modi per ricordarsi e farli diventare parte di noi, poi si potrà sbagliare, si farà di testa propria, si ignoreranno alcuni punti, può capitare ma l'importante è non cedere, è continuare a provare affidandosi al Signore.
Fatemi sapere qui o sui social come procede..
Io vi aggiornerò principalmente su Instagram
Buon cammino.
Cristina



venerdì 29 marzo 2019

Il trauma della separazione e il patto (inconsapevole) con il male.




"Fare i genitori è il mestiere più difficile del mondo.."
Quante volte ho letto questa frase, ma pochi allo stesso tempo la fanno propria e pensano realmente che essere genitori è difficile, molto difficile.
Essere figli è più semplice?
Assolutamente no, se è difficile essere genitore, essere figli non è una passeggiata perchè si viene risucchiati dal tornado creato dai genitori e da lì è difficile uscirne illesi.
Questo articolo potrebbe far parte di "Dalle stelle alle stalle: racconti di una conversione" ma preferisco non collegarlo a quello.
Non sono una psicologa, parlo solo della mia esperienza personale.

"Onora il padre e la madre".
Un frate un giorno mi disse che onorare non significa dover subire, dover stare male psicologicamente per non andare contro questo comandamento ma che bastava essere consapevoli che è grazie ai nostri genitori che siamo su questa terra, ci hanno dato la vita e per questo dobbiamo essere loro grati.
Da lì al doversi rovinare la vita per assecondarli ce ne passa.... ognuno ha i propri tempi e la famiglia creata è la priorità per cui un figlio non deve rischiare di rovinare la propria famiglia.
Il perdono viene con il tempo e ognuno ha il proprio cammino e ci arriverà quando avrà acquisito determinare consapevolezze anche grazie ad un padre spirituale e ad altre figure.
Quella confessione e altri dialoghi con il mio padre spirituale mi hanno aiutata molto e mi hanno dato la spinta giusta per iniziare ad affrontare quelli che erano i miei problemi legati ai genitori per cui ho deciso di iniziare una psicoterapia.
Da circa 7/8 mesi e la vita è cambiata...in meglio.

Arrivare a 34 anni per scoprire che l'origine di tutti i tuoi "problemi" sono i tuoi genitori non è facile, non sto a dilungarmi sulla mia infanzia e altro perchè di quello ne ho parlato in questo articolo "Come rovinare i figli con le guerre di coppia".
Quando dopo mesi di psicoterapia scopri che la separazione dei tuoi genitori è stato un reale "trauma", è abbastanza sconcertante e questa consapevolezza è arrivata poco tempo fa e non è stato facile accettarlo.
Ogni figlio reagisce a modo suo quando i genitori si separano, c'è chi sembra fare finta di niente, chi dentro di se sta malissimo ma non dice nulla, chi inizia a covare rabbia, chi non fa una piega  perchè crede di stare bene.
C'è una cosa che accomuna tutti e dico proprio TUTTI indistintamente ed è il dolore.
Si, e mi dispiace per questa cosa perchè moltissimi genitori non se ne rendono conto, i figli sanno benissimo come fare in modo che non se ne accorgano ma ciò che c'è dentro di loro sarà quella cosa che li segnerà come un marchio fino a che decideranno di toglierselo e di tornare a vivere.
Tante volte ho sentito dire "si, ma loro sono sereni..", "no, nessun problema, l'ha  presa bene...";
Dispiace molto dirvi che "si, sta male ma non te lo dirà mai per non far stare peggio te e non vuole essere un peso..", per cui aprite gli occhi perchè tutto ha delle conseguenze più o meno sottili, più o meno evidenti.

Non avrei mai pensato che la loro separazione potesse essere la causa di moltissimi problemi, dagli attacchi di panico, alla mia mancata sicurezza nel socializzare, all'essere cosi rigida con me stessa.
Pensavo semplicemente fosse "carattere" invece era una difesa.
Quando si separarono i miei genitori avevo 18 anni, difficile pensare che una ragazza di quell'età possa subire un trauma e invece è cosi, ancora adesso ammetterlo non è semplice, e allo stesso tempo mi chiedo cosa possano avere dentro dei bambini più piccoli... quanto dolore, solitudine, rabbia anche verso se tessi perchè spesso (e cosi ho fatto fino a poco tempo fa) ci si da la colpa di quella separazione perchè come figli avremmo potuto impedirlo.
Le parole della mia psicoterapeuta qualche settimana fa sono state questo: "No Cristina, mettiti il cuore in pace perchè non lo avresti potuto fare e non sarebbe stato compito tuo. I figli in queste situazioni non possono salvare i genitori soprattutto piccoli.."

Il periodo della loro separazione coincise con il mio avvicinamento al satanismo, dove c'è divisione non poteva che arrivare lui a stringermi la mano...
Seguivo già il paganesimo ma non mi dava ciò di cui avevo bisogno, per cui approfondendo il satanismo razionalista scoprii che era ciò che faceva al caso mio.
Il fulcro era l'esaltazione di se stessi, vivere sentendosi onnipotenti con la possibilità di annientare ogni sentimento non andasse bene.
Chi in quel tipo di occasione non vorrebbe annullare i propri sentimenti? Chi non vorrebbe annientare il dolore e vivere tranquillo la propria vita come se nulla fosse successo?
Decisi di fare proprio quello; iniziai a studiare sempre di più, finchè trovai il mio equilibrio, il modo di vivere tranquilla.

Ero arrivata al mio scopo, i miei genitori pensavano fossi quasi felice della loro separazione, dai 18 anni ad oggi non mi hanno mai chiesto come l'avessi vissuta, non gli è mai importato, forse perchè ero quella testarda, quella forte, che rispondeva male e che tornava a casa quando voleva, che odiava tutti e aveva un carattere orrendo.
Arrivai però anche a non provare nemmeno i sentimenti positivi, quelli che ti rendono viva e che ti fanno stare bene e mi resi conto che avrei dovuto cambiare rotta prima che fosse troppo tardi.
Il periodo peggiore era passato, dopo 2 anni potevo lasciar andare quel percorso per tornare al vecchio paganesimo.

Non ho mai rinnegato il periodo satanista proprio perchè pensavo mi avesse aiutata a superare quello che poteva essere un periodo orrendo, in realtà non mi ha aiutata affatto, mi ha resa una persona pessima (santo mio marito che già mi sopportava), ha nascosto il dolore ma non lo ha tolto, e quando è riemerso per altre vicende mi ha quasi divorata da dentro in modo silenzioso.
Per cui ora posso dire che no, il satanismo non è stata una parentesi utile, è stato un meccanismo strano architettato per deviare dalla vera soluzione, in realtà sarebbe stato utile ben altro.
Ma come potete immaginare quando ci sono di mezzo divisioni e separazioni il male, il divisore per eccellenza non può tirarsi indietro, è come fare un patto con lui senza rendersene conto e stringergli la mano offrendogli chi ti sta intorno.
Il dolore può essere nascosto molto bene ma finchè non ci fai i conti non ti lascerà mai e per fare questo l'unica via possibile è un aiuto esterno.
Una guida spirituale è fondamentale in questo percorso, è una grazia immensa, un dono che mi è stato fatto e non penso di meritare.

Non ci si salva da soli, solo Dio salva, solo la fede, il fidarsi e l'affidarsi a Lui sono la via giusta per riemergere dalle tenebre e dal male che prima ti da e poi ti distrugge in modo subdolo, lento e cattivo.

Una citazione biblica che amo molto è la seguente:
<<Si dimentica forse una donna del suo bambino,
così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
Anche se costoro si dimenticassero,
io invece non ti dimenticherò mai.>>
(Isaia 49,25)


Il mio rapporto altalenante con la fede è causato anche dal mio rapporto con i miei genitori, quando non sei abbastanza per dei genitori, come puoi credere che Dio ti ami realmente per ciò che sei? 
Anche questo in realtà è opera de male, che ti fa credere che nessuno potrà amarti in modo incondizionato per cui tu devi cavartela da sola, affidarti a lui cosi che tu possa essere il Dio di te stessa... ma è complicato e servirebbe un altro post per spiegare meglio.
L'unico modo per superare determinati blocchi è farsi aiutare; purtroppo non è un percorso semplice perchè devi rivivere tutto nella tua mente, devi ripercorrere la tua vita, ti ritroverai a scoprire che determinati episodi che pensavi fossero di poco conto, in realtà dentro ti avevano distrutta.
In questi mesi sono rimasta sconcertata dalla quantità di episodi che avevo ignorato, e che in realtà mi avevano plasmato nel corso del tempo; sono rimasta altrettanto stupita di come la mente nelle sedute ti porti a collegare tutto per farti stare meglio.
Solo dopo questo percorso ho compreso quanto la vita affettiva intorno a noi è importante nella formazione del nostro essere, ci plasma e ci può deviare verso il bene oppure verso il male, sia a livello materiale che a livello spirituale.
Ci può rendere degli ottimi adulti e futuri genitori o ci può rendere persone insicure, piene di idee sbagliate, e l''opposto dei nostri genitori in modo esagerato con i nostri figli.
Io stessa stavo commettendo tanti errori con i miei figli per non essere come i miei genitori, quando non hai ricevuto affetto, donarlo diventa difficile; quando non sai cosa sia un abbraccio sincero, donarlo è strano; quando la superficialità regna, diventi troppo serio per paura di essere come un tuo genitore...sono meccanismi inconsci.
In tutto questo, ci ritroviamo serviti con un patto inconsapevole, su di un piatto d'argento al demonio che come uno chef deciderà cosa farne di noi e in che modo utilizzarci in base agli ingredienti forniti nel corso della vita.

Un genitore non deve essere l'origine di traumi ma deve essere una guida, un porto sicuro, una mano dolce, comprensione ma anche fermezza, qualcuno con cui parlare e che ti ascolta, che ti fa commettere errori ma è sempre pronto ad allungare la mano per farti rialzare, un esempio concreto che non ha bisogno di troppe parole.

Ci sarebbero tantissime cose da dire perchè questo discorso può diramarsi in molte altre considerazioni ma vedrò di farlo prossimamente anche in base alle vostre considerazioni a riguardo.
Ora vi lascio con questa citazione di Luigi Maria Epicoco che credo sia meravigliosa e possa riassumere quello che si arriva a comprendere con un percorso psicologico e spirituale insieme.
“Ho sempre pensato che il sentimento più alto che un uomo possa provare sia quello della gratitudine.
Un uomo prova gratitudine quando chinandosi sulla propria storia riesce a vedere bellezza anche nelle pieghe e nelle ferite.
Prova gratitudine non perchè comprende tutto ma perchè intuisce un senso altissimo della propria storia, di cui il dolore e le contraddizioni sono solo battute di una sinfonia più grande”.
(L.M. Epicoco)

Dato che si possono fare tanti approfondimenti, fatemi sapere cosa ne pensate in modo che possa capire come procedere con i prossimi post a tema.
A presto Cristina.

venerdì 15 marzo 2019

Hygge style, la semplicità delle gioie quotidiane.





“Non permettete che niente vi riempia di tristezza, fino al punto di farvi dimenticare la gioia di Cristo risorto”.
(Beata Teresa di Calcutta)

Ultimamente una moda un pò particolare proveniente dalla Danimarca ha preso il sopravvento, non è nulla di strano o assurdo ma tutt'altro, è lo stile Hygge.
Sorvoliamo sulla pronuncia (se proprio volete saperlo si legge "ugghe" anche se alcuni dicono "hue-gah"), e per la verità è pure un termine intraducibile ma per farvi capire cosa significa bastano poche parole, semplicità, essenziale, naturale...
In poche parole lo stile Hygge ha come unico scopo il riscoprire la gioia e la felicità attraverso la semplicità, godendo delle cose semplici della nostra vita, il sentirsi confortati dal calore umano dell'affetto o da una semplice fetta di torta.
Hygge è un modo di essere, uno stile di vita, è cercare (e creare) il luogo più accogliente della casa, passare del tempo con le persone amate e lasciare da parte i doveri.

“Non tutti possiamo fare grandi cose. Ma possiamo fare piccole cose con grande amore”.
Questa frase di Madre Teresa di Calcutta riassume il fulcro di questo stile.

Tutti noi involontariamente abbiamo sperimentato questo stile perchè basta aver letto un libro nella tranquillità della nostra casa, o aver fatto un pranzo con le persone a cui teniamo e il gioco è fatto.
Tenete presente che questo modo di vivere è presente dal 1800 mentre in Inghilterra è arrivato solo nel 2016 e nell'ultimo anche anche qui in Italia.
Se fate qualche ricerca potete trovare tantissimi libri che trattano questo argomento con indicazioni per arredare casa in modo Hygge, vivere in modo Hygge etc.
Vagando per Pinterest, nel 2017 è stato il trend per quanto riguarda l'arredamento per la casa, su Instagram oltre 3 milioni di post taggati con #hygge.

Capiamoci, secondo i danesi pure i pantaloni della tuta sono Hygge e oltretutto hanno una declinazione apposita per definirli "hyggebukser".

Il top per un concentrato Hygge style?
Caminetto, coperta, maglioni oversize, calzini pesanti e per concludere candele... tante candele!!!
Il luogo dove trovare più facilmente la felicità? 
Le pareti di casa, che diventa nido e rifugio, questo non significa restare rinchiusi in casa sia l'unica soluzione, sono hygge anche le passeggiate all'aria aperta da soli o in compagnia, picnic al parco, cene fuori in compagnia, falò in spiaggia, godersi una lettura e un caffè in terrazza...
Si da spazio allo stile minimal , ovviamente sì alla cura di ogni piccolo dettaglio ma..solo l'essenziale!

Una cosa molto importante, ricordate di apprezzare le cose semplici che portano gioia nella vostra vita e ricordate che come diceva San Giovanni Bosco... "Il diavolo ha paura delle gante allegra"!
Per esempio invece di lamentarsi del maltempo di quest'inverno, accendete qualche candela e accucciatevi con una tazza di tè e quel libro che volete leggere da mesi, giocate con i vostri figli sul tappeto del salotto, oppure, un caldo abbraccio a chi vogliamo bene.
Se vi sentite socievoli, preparate il piatto che vi viene meglio e invitate i vostri amici per una serata a base di giochi da tavolo.



Attenzione: istruzioni per l’uso di Hygge. 
Non devono essere sensazioni, ma azioni vere e proprie, è questo che fa la differenza. 
Per cui su cosa possiamo basarci per capire cosa è hygge?
Devono essere cose che si possono “fare” realmente e che vi fanno sperimentare senso di appartenenza, conforto, amore, consolazione; comunione del tempo, dell’affetto, del pensiero, dello spazio; affermazione, coraggio, umiltà condivisa che diviene orgoglio di essere.
Bastano 30 minuti, non un'infinità!

“L’amore è l’unico tesoro che potete accumulare in questo mondo e portare con voi nell’altro. Tutta la gloria, il lavoro, le fortune, i tesori e i successi che credete di aver posseduto in questo mondo, resteranno in questo mondo”.
(S. Charbel)

Cosa non può essere definito hygge?
Guardare il telefono, stare attaccati al pc o videogame!!!
E la tv? Solo se inviti degli amici con cui condividere il momento!
Perchè lo stare insieme è una parte importantissima!

La serenità sta nelle piccole cose!
Ed è questo il motivo per cui questo stile lo trovo adottabile da ogni cattolico in circolazione.
Lo stile di vita essenziale, basato sulle piccole cose, come si legge spesso nella Bibbia e ci ricordano i nostri cari Santi, il non circondarsi continuamente di oggetti inutili e che non fanno la felicità, ma imparare a godere di ogni attimo vissuto con amore e semplicità.
E' hygge leggere sul divano con una coperta, o disegnare con i bambini sul tappeto di casa o fuori in giardino, preparare dei biscotti tutti insieme, accendere una candela alla Madonna in un angolino della casa, raccogliere dei fiori freschi mettendoli poi in un vaso accanto sempre alla Madonnina che abbiamo in casa.
Invitare gli amici per una cena o un pranzo in compagnia dopo la messa (questo se riuscite ad essere socievoli e non siete dei piccoli orsetti timidi come nel mio caso), oppure un rosario di quartiere a casa vostra.
Pregare il rosario seduti sulla poltrona nel silenzio della casa magari osservando ciò che ci offre il paesaggio intorno, oppure recitarlo al parco immersi nel verde e ammirando la natura, quella meraviglia creata da Dio.
Una casa felice è quella in cui la mattina della domenica prima di andare a messa si fa colazione a letto e quella in cui la sera inviti gli amici per due chiacchiere, è quella in cui i bambini hanno mille cuscini con cui giocare e finestre luminose aperte sul mondo.
Condividere con la famiglia è l'elemento più importante, è super Hygge!

Per una casa Hygge cosa possiamo fare?
I danesi consumano tantissime candele, creano l'atmosfera perfetta, per cui la sera le accendono insieme ai lampadari, questi con una luce tenue, niente lampadine bianche o troppo potenti, oltre al camino che crea il calore perfetto.
Coperte, copriletto, cuscini etc tutti con colori caldi e confortevoli.
Utilizzo di materiali naturali come legno o la lana, colori tono su tono, vasi con fiori freschi, quadri, cornici con foto di famiglia o amici, cesti per contenere coperte, giornali etc..
Inoltre pensando allo stare in compagnia si pensa anche ad arredare in modo da poter accogliere ospiti e farli sentire come a casa.

“Strappare la bellezza ovunque essa sia e regalarla a chi mi sta accanto. Per questo sono al mondo.”
(Alessandro D’Avenia)



E’ fondamentale trovare piccole zone di conforto nelle quali rifugiarsi per trascorrere qualche ora in totale relax, lontano dagli stress quotidiani. 
Niente tecnologia, computer e cellulari, solo un buon libro, una tazza da tè, il nostro libretto di preghiere, un diario.

Un po di stile Hygge nella nostra vita può solo portare tante cose positive, non serve stravolgere la nostra quotidianità ma provare semplicemente a migliorarla grazie alle belle sensazioni date dall'essenziale e dall'apprezzare le piccole cose di ogni giorno.

A presto.
Cristina

lunedì 11 marzo 2019

"Dalle stelle alle stalle", racconti di una conversione. (parte 3)





Questa volta il mio racconto "Dalle stelle alle stalle, racconti di una conversione" ha bisogno di un articolo qui nel blog perchè ho cose importanti da dire riguardo una consapevolezza acquisita con il tempo e che da un certo lato spaventa.
Lo scrivo oggi perchè è accaduto proprio in questa giornata per cui sono fresca fresca per potervi raccontare tutto.
Parte 3, le precedenti le trovate in questo album Facebook.

Quando segui percorsi particolari per molti anni non metti in conto quelle che possono essere le conseguenze negative, vedi solo il positivo perchè il resto è ben camuffato, invisibile.
Quando lasci certi percorsi (e pensi di avercela fatta da sola), non metti in conto che certe cose non ti lasceranno andare tanto facilmente.
Ho lasciato alle spalle il percorso satanista con molta più facilità rispetto al percorso pagano, questo è stato più forte, subdolo, radicato, ti attacca con il volto da "percorso bianco" dove la regola del non fare del male a nessuno ti fa sperare in qualcosa che sia veramente positivo (almeno rispetto al satanismo)...se la regola è "non nuocere a nessuno", cosa potrà mai esserci di male?
In realtà ti perseguita, si insinua nelle cose più banali e ti attacca facendoti credere che vuole solo farti sentire bene con te stessa e libera, il problema però è la conseguenza... ti renderà sola, ti istigherà a pensare solo a te stessa, ti porterà a crederti capace di ottenere tutto ciò che vuoi con un rituale, ti allontanerà dall'unico Padre che tu possa avere e che non ti abbandona mai, da colui che è sempre pronto a riabbracciarti.
Tutto ciò che sembra benevolo in realtà è carico di rabbia, rabbia verso una religione che etichettano come patriarcale con disprezzo, e appena osi dire il contrario ti emarginano.

Gli attacchi (perchè questo è il termine corretto per definire le azioni del male) sono silenziosi, dentro di te si muove qualcosa, dubbi, incertezze, domande, benessere nel momento in cui pensi alla tua vita passata, tanto che nemmeno ti rendi conto che stai tornando nel baratro...
Poi arriva Lui e ti prende la mano per salvarti, per tirarti fuori dallo schifo in cui stavi per ri-cacciarti, dico proprio "RI- cacciarti" perchè accade a cadenza quasi regolare.
Sai che è Lui perchè quando nella tua testa ragioni, pensi, fai monologhi per assecondare certi pensieri, arrivi ad un certo punto in cui è come se ti svegli e ti dici "ehi, ma che cavolo stavo facendo! Perchè stavo pensando quello!", provi una strana sensazione, come se ti avessero tolto un peso dal cuore, una sensazione di leggerezza, la calma che si propaga per tutto il corpo, la testa meno carica di pensieri,(che diventano più leggeri) e la totale certezza che sia stato il Signore a liberarti da tutto.
Vorresti solo inginocchiarti, ringraziare e pregare per averti dato prova per l'ennesima volta che Lui c'è, ci sarà sempre e sarà pronto a toglierti dalle grinfie di quell'essere che probabilmente non ti lascerà mai stare.

L'anno scorso con il mio padre spirituale siamo stati anche da un esorcista che è rimasto sbalordito dal fatto che non abbia avuto conseguenze da ciò che ho praticato, ha ribadito più volte che qualcuno mi ha protetta.
Però tutto ciò non significa essere indenni da attacchi, è sempre difficile pensare di doverci convivere.
Da molti mesi invece non ho più attacchi durante la notte, capitava raramente ma erano pesanti...
Sembrava un sogno, io che non potevo muovermi dal letto, tutto intorno buio, qualcosa che mi teneva ferma e una pressione sul collo e quella consapevolezza che a tenerti cosi fosse l'essere peggiore...
Non era solo una consapevolezza ma un dato di fatto perchè sentivo ripetere il suo nome più volte, bastava la giaculatoria che mi era stata insegnata da un esorcista per liberarmi.. "Vergine Immacolata Proteggimi"...
Tutta la giornata successiva era pensate, il ricordo e la sensazione di ciò che era accaduto nel sonno mi lasciava sempre uno strascico piuttosto lungo ma passava.

Scrivere tutto questo non è facile perchè metti nero su bianco quello che spesso neghi, ovvero che senza Gesù certe cose non le puoi superare, pensi di essere forte, ti vanti di aver superato da sola l'uscita da percorsi spirituali "pericolosi" ma quando ti rendi conto che certe "cose" non ti lasciano, diventi anche consapevole che non puoi liberarti da solo... nessuno si salva da solo.
Scrivere questi avvenimenti tutto sommato è liberatorio, concretizza tutto, spaventa, ma allo stesso tempo dà la possibilità ad altri di stare in guardia, di capire che ci sono cose di cui paghiamo le conseguenze tardi anche se ci sembrano innocue.
E' difficile anche perchè non sempre si viene presi sul serio, e er una razionale come me, espormi da questo punto di vista non è semplice.
Spero solo possa essere utile.
A presto con altre riflessioni #dallestelleallestalle , non hanno cadenza regolare ma in base a ciò che accade oppure a ricordi legati determinate date o eventi, esattamente come oggi.


Ricordo che potete seguirmi anche su INSTRAGRAM, FACEBOOK E TELEGRAM.

lunedì 4 marzo 2019

Quaresima: tempo di sobrietà. Digiuno, preghiera ed elemosina.



Ci stiamo avvicinando alla quaresima per cui non poteva mancare il post a tema.
Il percorso dello scorso anno lo trovate nella sezione QUARESIMA.

Quest'anno ci faremo plasmare e rimodellare dal Signore per cui non aumenteremo pratiche, non faremo attività pesanti ne tanto meno a cadenze fisse ma andremo a recuperare quello che è la memoria del battesimo e della penitenza grazie a dei sussidi che mirano alla sobrietà e semplicità.
Il mercoledi delle Ceneri ci aiuterà subito con le pratiche penitenziali.

Il primo sussidio invita proprio alla sobrietà, evitando il sovrapporsi di gesti e parole inutili riscoprendo la pazienza dei riti, scanditi dal tempo come balsamo efficace per ricreare la nostra persona.
La parte fondamentale è la cura nella lettura quotidiana della Parola di Dio.

Questo sussidio è molto semplice, inizia il mercoledi delle Ceneri, e termina con la Pentecoste, trattando ogni domenica di questo tempo di Quaresima e successivamente di Pasqua mettendo i versetti da leggere sia del lezionario romano, sia del lezionario ambrosiano; una Lectio Divina,  una preghiera per la tavola e una parte in cui ci sono suggerimenti riguardo la messa ovvero per come valorizzare il rito della messa.
Inoltre è presente anche la Via Crucis con le riflessioni di Don Tonino Bello.

Il secondo sussidio lo considero più completo perchè nonostante inizi il mercoledì delle Ceneri, termina la domenica di Pasqua (quindi meno del precedente)  ogni giorno ha il brano di Vangelo, un breve commento e un impegno quotidiano.
Per cui a differenza del precedente che ha solo i brani della domenica, questo comprende ogni giorno della quaresima.


L'ultimo sussidio invece riguarda i bambini; lo utilizzerò con i miei figli e a catechismo perchè è molto semplice essendo per la fascia d'età 3-6 anni (anche se la figlia maggiore ne ha quasi 9).
Ogni domenica c'è il brano del Vangelo, una vignetta per i genitori con uno spunto per spiegare il Vangelo ai bambini, una vignetta dedicata al bambino, un disegno da colorare e su cui riflettere, un'attività per la settimana e una preghiera.



In questo tempo di Quaresima ci sono tre elementi fondamentali:

- Il digiuno
- La Preghiera
- L'Elemosina
Sono aiuti per liberarci da noi stessi e che ci aiutano a relazionarci con il Signore per vivere l'amore e la misericordia.
Ora vediamoli uno ad uno.

Digiuno.

"Verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno" (Matteo 9,15)

Il Signore prevede il digiuno per il suoi discepoli, ed esorta noi a viverlo come occasione per prendere coscienza chiara del nostro limite creaturale e diventare cosi compassionevoli verso quanti non hanno mezzi di sostentamento.
Il digiuno diventa un esercizio di discernimento da ciò che ci serve realmente rispetto a ciò di cui pensiamo di avere bisogno.
Spesso non ci rendiamo conto di quanta abbondanza abbiamo, non solo alimentare ma di ogni cosa, per questo il digiuno non va visto in modo più ampio diventando cosi un esercizio di umanità.
Ci ritroviamo quindi a fare un pò il punto della situazione sul nostro rapporto con il cibo e con tutte le altre realtà con cui abbiamo a che fare e con cui nutriamo la nostra vita.
<<Il segreto di un digiuno accetto da Dio ha senso nella misura in cui sciolga "catene e legami">> (Isaia 58,6)
In questo modo, il digiuno conserva si la sua caratteristica ascetica di privazione e mortificazione, ma comprende un senso di aiuto all'elevazione della coscienza che l'uomo ha di se stesso.
Si può optare per un'astinenza oppure per una sospensione completa per un tempo previsto, l'importante è far emergere la verità del proprio desiderio per purificarlo.

Preghiera.

La preghiera è innanzitutto un atto di presenza a Dio, di ricerca del suo Volto.
La preghiera è una scuola di vita e fa della vita una scuola di ricerca del volto di Dio fino a riconoscerlo negli innumerevoli volti umani.
Attraverso la preghiera diventiamo capaci di onorare il nostro limite senza esserne schiacciati, dove quel limite diventa uno sgabello che ci permette di lanciarci alla scoperta del mondo di cui facciamo parte e che è tanto grande e stupendo.
La preghiera ci permette di riscoprire la leggerezza fatta dai gesti d'amore semplici e allo stesso tempo forti.In fin dei conti basta poco, le mani giunte e gli occhi socchiusi; mettersi vicino alla terra inginocchiandosi senza perdere, ma recuperando interamente la nostra dignità; una parola o silenzio...
Quanto è semplice e meraviglioso pregare!
Cosa è pregare?
lo si può sperimentare continuamente come quando si vive un atto d'amore o un sussulto di disperazione dove non è mai totalmente nuovo ma allo stesso tempo è completamente unico.
La preghiera è un lavorare su se stessi per curare una relazione con Dio, perchè se non parliamo con lui, se non preghiamo come possiamo avere con lui una relazione? E' impossibile.
Ogni volta che il nostro cuore si apre al rischio della preghiera, ci regaliamo la possibilità di guardare la nostra vita da un punto di vista più ampio.
La preghiera nonostante possa sembrare qualcosa di intimo e privato, in realtà ci mette sempre in comunione con tutti o nostri fratelli e sorelle in comunità ma anche con tutte le creature del cielo e della terra.

La bontà del digiuno e la vertà della preghiera si giudicano dai "frutti" di conversione.
"Cosi ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi" (Mt 7,17)

Elemosina.
questa terza opera quaresimale è spesso fraintesa o mal utilizzata poichè si rischia di tradurla in un gesto con cui ci si libera del fastidio dell'altro che ci chiede aiuto o solo attenzione.
Nelle scritture questa parola ci riporta a quel balsamo di misericordia che chiediamo continuamente a Dio per noi - Kyrie eleison!- e che ci impegniamo a spalmare dolcemente sulle ferite e le fatiche di tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino.
Basta ricordare queste parole di Gesù:
"Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro" (Lc 11,41)
Ci si deve distogliere dal totale amore di sé per aprirsi a qualcosa di più grande, a quella conversione che ci porta all'amore incondizionato per l'altro.

L'attività che segue è piuttosto semplice ed è presa dall'agenda che utilizzo quest'anno, quella delle "Catholic Mothers", un gruppo di mamme cattoliche inglese.
Si basa sui 3 pilastri per la quaresima di cui vi ho appena parlato, ovvero il DIGIUNO, la PREGHIERA e l'ELEMOSINA.
Ciò che propongono è un modo per spronare anche i più riluttanti, sopratutto i bambini a fare qualcosa durante questi 40 giorni.
Il risultato di questa splendida attività è il seguente.

immagine presa da https://www.looktohimandberadiant.com
L'immagine è quella da cui  hanno preso l'ispirazione le Catholic Mothers e se cliccate sulla didascalia andrete direttamente alle istruzioni per poter fare questa attività anche stampando il tutto.
Di seguito troverete le attività tradotte e rivisitate e potrete scaricare il file cliccando sulla didascalia per ritagliare e dividere come nell'esempio sopra.

SCARICA IL FILE QUI

Per i bambini utilizzo da anni anche un percorso di Quaresima da colorare, una specie di calendario dell'avvento ma in versione quaresimale.
Online ne trovate molti diversi, a questo link potrete trovare uno dei tanti con un'altra attività che avevo fatto un paio di anni fa con i miei figli con un cartellone. PERCORSO QUARESIMA COLORARE.

Ora vi metto i link di acquisto dei sussidi:





Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità. 
(Dal Messaggio di #PapaFrancesco per la #Quaresima2019)


Buon percorso di Quaresima a tutti.
Cristina.

lunedì 11 febbraio 2019

La parola d'ordine per San Valentino? Made with love.




Mancano pochi giorni alla festa degli innamorati, ricorrenza tanto amata e tanto odiata allo stesso tempo, beh si, ci sono due fazioni, quella di coloro che in questa occasione festeggiano l'amore e quelli che la attaccano su tutti i fronti.
Non preoccupatevi, non scriverò l'origine di questa festa etc, ne è pieno il web di queste cose, per cui ve le risparmio.

San Valentino è la festa dell'amore, di coloro che si amano e in alcune tradizioni oltre a riguardare le coppie di fidanzati e sposi, riguarda  anche tutte le persone a cui si vuole bene.
Ricordo un episodio dei Simpson dove portavano a scuola dei biglietti per i compagni di classe e li scambiavano, non mi soffermo sulla vicenda del povero Ralph e di Lisa.
Una scatola di cioccolatini, una rosa, un bigliettino dolce, in questo giorno le idee sono innumerevoli, magari anche i più orsi e burberi decidono di addolcirsi per una giornata facendo un gesto carino.
Come già ho raccontato i miei genitori sono divorziati, litigavano continuamente e non ho dei buoni ricordi però il giorno di San Valentino e del loro anniversario (che è due giorni dopo, ed è anche il mio compleanno) era come se ci fosse un tacito accordo e qualsiasi cosa fosse successa in precedenza svaniva, soprattutto mio padre che è molto "orso" e non ama affatto gesti romantici o dolci (non l'ho mai visto dare un bacio a mia madre), in quell'occasione aveva sempre un regalo per mia madre.
Da figlia che li vedeva sempre discutere, questo loro atteggiamento ha lasciato un bel ricordo di questa ricorrenza per cui la voglia di festeggiarla non è mai mancata.

La fazione che non ama San Valentino, leggendo l'esperienza sopra citata dirà "Ci si deve amare tutto l'anno, non solo a San Valentino!"
Chi ha situazioni particolari in casa, posso dire che si accontenta di poco, se quel poco emana amore, il fatto che poi piano piano svanisca è relativo, si immagazzina il ricordo e si va avanti.
Perchè tutto questo rancore per una banalissima festa dell'amore? Cosa c'è di male in questo?
Non riuscirò mai a capirlo, cosi come non capirò mai le tristissime frasi a riguardo come "San Valentino, con la moglie o con l'amante?".... se anche l'amore viene sminuito, deriso, cosa ci resta....

Escludendo l'esempio dei miei genitori (che comunque qualcosa insegna) posso dire che non comprendo il motivo di chi snobba questa festa, festeggiare San Valentino non equivale ad amarsi solo un giorno,è solo un momento in più per fare qualcosa di speciale, per ritagliarsi del tempo per la coppia oppure per fare una cenetta particolare in famiglia se non volete uscire da soli (va beh, uscire da soli per una volta male non fa in questi casi).
Un po come per il mese della prevenzione, non è che si fa prevenzione solo quel mese e il resto dell'anno no, quello è un input per darsi una svegliata.
Ecco, San Valentino ha la stessa logica, se non faccio nulla di speciale durante l'anno posso farlo quel giorno esattamente come quando festeggiamo l'anniversario.
Noi solitamente festeggiamo a metà, ovvero il 15 perchè poi il 16 è il mio compleanno per cui due feste (e due regali) in un colpo solo!

Volete amarvi concretamente 365 giorni all'anno?
Allora ecco per voi una dritta per un regalo speciale, fatto con amore, che dura tutto l'anno e soprattutto non vi farà ingrassare a differenza di quei (buonissimi) cioccolatini.
Un barattolo con all'interno 365 bigliettini che accompagnerà la vostra dolce metà per tutto l'anno!
Dovrete metterlo bene in vista, in modo che ogni mattina si ricordi di pescare il biglietto del giorno.
Lo faccio già da 4 anni, per cui quest'anno faccio una pausa e lo trasmetto a voi cosi che possiate metterlo in pratica perchè è veramente un dono speciale.



Cosa serve?
- un barattolo con coperchio
- fogli di carta bianchi o colorati
- pennarelli o pastelli
- nastro

Il procedimento è semplicissimo, basta preparare tanti bigliettini quanti sono i giorni dell'anno, potete decidere se scriverli a mano oppure fare a computer, dipende dal tempo a disposizione.
In alcuni biglietti potete scrivere frasi dolci, in altri ricordare un episodio che vi lega, oppure un complimento, oppure (è più veloce) potete formare una frase mettendo una lettera per biglietto (andranno numerate) e solo alla fine riuscirà a ricomporre ciò che volete dirgli.
Un altro suggerimento riguarda l'inserire dei bonus che possono essere un massaggio, una cena da soli etc... con una regola per non dimenticarvi ovvero con una scadenza, per esempio "una volta pescato hai tempo 2 settimane per utilizzarlo".
Questo è un modo concreto per vivere ogni giorno l'amore e sarà molto utile quando magari avrete avuto una discussione e il biglietto sarà un passo per dimenticare o risolvere tutto.
Mettete tutti i bigliettini ben piegati nel barattolo, potete creare un'etichetta carina e mettere un fiocco per abbellire il tutto ed è pronto!
Avete poco tempo perchè lo avete scoperto poco prima?
Bene, potete farne almeno la metà e il resto li potete aggiungere successivamente, ma shhhh è un segreto!

Potete creare anche un bigliettino con un cuore pop up, il tutorial lo trovate in questo SITO.
Altro suggerimento, dei buonissimi muffin con sorpresa, anche questi li preparo da anni e li portano a scuola anche i bambini.; la ricetta la trovate nel mio blog di cucina "In Cucina con Crissy".

Siete single?
Questa ricorrenza riguarda le coppie ma non solo, può comprendere tutti per cui se una persona è single può fare qualcosa di speciale per gli altri in questa ricorrenza, bigliettini alla famiglia, a chi ci è sempre accanto, dedicarsi al prossimo con qualche attività solidale.
Ho anche letto che in una parrocchia in questo giorno faranno una preghiera per chiedere la grazia di un marito o una moglie ed è una cosa molto carina.

San Valentino è la festa degli innamorati, una festa di gioia, in cui ringraziare il Signore per chi ci ha messo accanto perchè possiamo riscoprire e trasmettere quanto sia importante l'amore nella vita delle persone.

Buon San Valentino!
Cristina

martedì 5 febbraio 2019

L'outfit perfetto: un abito fatto di Santità.




Di recente vi ho parlato di un capo di abbigliamento utilissimo e quasi indispensabile per il periodo invernale, il cappotto.
In attesa di scrivere qualcosa riguardo l'abbigliamento primaverile, oggi vorrei parlarvi di un outfit ottimo per tutte le stagioni e per arrivare a questo, sono passata attraverso un incontro di catechismo fatto domenica con i bambini di prima elementare.

Il tema dell'incontro era "il banchetto".
Partendo da ciò che loro intendono per festa e banchetto, devo dire che ci siamo fatti qualche risata perché nessuno di loro collegava il banchetto alla festa ma tutti parlavano del banchetto del mercato.
Per cui facendo dei giri assurdi, siamo passati dal banchetto del mercato al banchetto vero e proprio per poi arrivare all'altare che diventa una tavola dove Gesù è il festeggiato e partecipando a questo banchetto facciamo una forte esperienza di comunità.

Tra una considerazione e l'altra abbiamo letto la parabola delle nozze del figlio del Re (Mt 22,1-10), (ho trovato una versione semplificata adatta ai bambini della loro età con un lavoretto da fare), a cui abbiamo collegato l'abbigliamento....

Alla domanda "voi come vi vestite solitamente per andare ad un banchetto?", la risposta è stata "eleganti!".
Bene, l'idea di diversificare l'abbigliamento per determinate occasioni esiste ancora, rara, ma esiste (a riguardo potete trovare un articolo interessante sull'abbigliamento per andare a messa).

Ed ecco una domanda un pò particolare.....che ha dato vita alle risposte più disparate:
"Quale abito scegliereste per andare da Gesù?"
Sapete cosa hanno risposto?
- da angioletto...
- marrone come San Francesco...
- bianco....

"E se vi dicessi che basta un semplice vestito che voi nemmeno potete vedere.....?  Eh già...
E'un vestito fatto di Santità..."

Inizialmente erano un po perplessi, poi hanno iniziato a capire...
"E' un vestito speciale, fatto di buone azioni, gesti semplici, gentili e generosi che possono fare del bene agli altri.
E' possibile iniziare subito a cucire quel vestito, ogni giorno, anche ora, ogni azione fatta con amore, ogni preghiera, è un piccolo pezzo di stoffa per il nostro vestito di Santità.
Non serve un colore, ogni pezzetto di stoffa è luminoso perché rispecchia la luce che abbiamo dentro nel fare ciò che Gesù ci ha insegnato".

Diciamo che è il nostro "vestito firmato", il nostro outfit perfetto da indossare quando andremo in Paradiso.

Il cantico di Simeone
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo

vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».




Spesso per quanto riguarda il vestiario non sempre siamo soddisfatte, soprattutto noi donne, vediamo mille difetti dove non ci sono.
Ci auto-critichiamo spesso ingiustamente perché magari non simo perfette, non abbiamo un fisico snello e sodo per cui ci imponiamo anche un abbigliamento che spesso ci fa stare ancora peggio.
Non riusciamo a trovare un vestito adatto perché ci soffermiamo sui difetti anziché i punti di forza.
Sentirsi inadeguate è un grosso ostacolo non solo nel quotidiano, può limitare anche spiritualmente perchè il nostro non sentirci degne si propaga in molti ambiti.
Iniziare anche solo nei giorni di festa ad avere un vestiario diverso per andare ad incontrare Gesù a Messa è un grosso passo avanti.
Beh si, anche io faccio fatica, un po per pigrizia, un po per il freddo, non faccio più distinzione tra domenica e resto della settimana.

Gesù non guarda di certo quale vestito indossiamo ma se dovessimo pensare di incontrarlo sarebbe inevitabile scegliere l'abito più bello e che ci fa sentire a nostro agio.
Al nostro incontro con Gesù, noterà subito il nostro vestito di Santità e la sua misericordia ci aiuterà anche a ricucire i buchi fatti dai nostri errori e dai peccati nel momento in cui ci pentiamo di ciò che abbiamo fatto o non fatto.
Per cui impegniamoci ogni giorno  a cucire il nostro outfit perfetto per il Paradiso, un po di cucito creativo ogni giorno.

Qualche aiuto per una nuova routine di preghiera? Eccola a questo LINK.

Buon lavoro!
Cristina

venerdì 18 gennaio 2019

Intramontabile, versatile, cool: Il Cappotto.




Ciao a tutte,
rieccoci con i nostri post riguardanti il tema della moda modesta, era da troppo che non scrivevo a riguardo per cui ringrazio Elena per aver proposto l'argomento di questo pezzo.
Oggi vi parlerò di un capo di abbigliamento che secondo me non deve mai mancare nell'armadio di una donna.... il Cappotto!!
Possiamo considerarlo il capo invernale per antonomasia anche se ne esistono per tutte le stagioni, è un capo con un fascino senza tempo e utilizzabile ogni anno anche reinventandolo con qualche tocco personale che possa essere qualche spilla, un accessorio oppure per le più audaci delle modifiche.
Ne esistono un'infinità di modelli, di topologie, di tagli, di colori, di generi e può essere utilizzato sia con un abbigliamento elegante, sia con un accostamento più sportivo e meno impegnativo.

Questo oltretutto è il momento giusto per acquistarne uno dato che sono in corso i saldi, per cui potete sbirciare vari siti per vedere quelli più convenienti o con lo sconto maggiore puntando sui modelli che sapete di poter mettere anno dopo anno.
Acquistando in questa occasione potete anche puntare a cappotti più particolari ad un prezzo ridotto.

Se siete amanti del vintage potete approfittare anche dei mercatini dell'usato dove la scelta sarà più limitata ma potrete trovare un capo particolare da poter modernizzare con le vostre mani, cosa fattibile anche con modelli che aveva vostra madre da giovane o addirittura la nonna.
Si sa che certe mode non tramontano e basta pochissimo per rendere tutto attuale.

Una principessa che non rinuncia mai al cappotto è Megan, lo indossa in ogni occasione sia ora che è in dolce attesa abbinandolo ad outfit con abitini premaman, sia quando non lo era e lo abbinava ad outfit più casual.
Anche Kate lo utilizza ma in linee classiche mentre Megan ha sdoganato il cappotto in ogni suo genere.



Se volete acquistare un capo da utilizzare più anni possibile, puntate a colori classici come il nero, il panna, cammello, in modo che possano essere utilizzati con la maggior parte degli abbinamenti sia eleganti che casual, evitando le stampe particolari o che legano troppo.
C'è da dire che una volta tanto un capo particolare nell'armadio possiamo sempre metterlo.
Ora vediamo qualche esempio per poter avere un'idea dei vari modelli in commercio.

Iniziamo subito con la fantasia di quest'anno, il tartan, il cappotto a "quadrettoni" molto in voga al momento.
Questi sono  tre esempi di fantasie e topologie, un taglio classico, uno lungo e l'ultimo più morbido.




Altri modelli tanto apprezzati dalle più giovani sono quelli oversize magari ripescati dagli armadi delle mamme essendo molto anni 80 nei classici colori nero, beige e cammello.
Il cappotto cammello indipendentemente dal taglio viene considerato un colore sempre chic.




Ora passiamo a quelli più particolari sia come colore che come taglio, in questo caso si passa da un colore tenue ma con un grosso fiocco, a colori più (troppo) accesi, a un modello con del pelo (nei negozi se ne trovano parecchi soprattutto in quest'ultimo modello, ne avevo uno molti anni fa).




Ecco le versioni classiche, con tagli semplici, adatti in ogni occasione soprattutto per il colore che si abbina facilmente.
Il nero resta sempre il colore per eccellenza dei cappotti però tenete conto anche di tutte le varianti possibili..(ne ho uno verdone che adoro, acquistato 3 anni da da Pimkie a 39€)



Ora vediamo altri generi diversi tra loro, il primo ha un colore molto bello con taglio classico, quello centrale è più particolare esattamente come il secondo, detti cappotti "Teddy Bear".
Quello nero e quello rosso si differiscono per il colore, in questo caso sono a mio avviso un modello rischioso soprattutto se lo si acquista per utilizzarlo alcuni anni, potrebbero rovinarsi facilmente se di bassa qualità. .
Nonostante questo, a quanto pare è uno dei modelli must del 2019.



Per la scelta del modello come detto dovete tenere conto, oltre al proprio gusto personale, dell'utilizzo che ne farete:
- serve per qualche occasione particolare?
- Ho bisogno di un capo per tutti i giorni?
- Mi serve per quando vado a messa o anche per quando ho delle occasioni particolari al lavoro?

Per la scelta dei colori tenente conto delle domande qui sopra ma anche di un'altra cosa molto importate, il vostro incarnato per cui non potete andare a pescare a casaccio ma va fatta una scelta mirata anche tenendo conto di quello.

Lunghezza, in questo caso la vostra altezza è importante cosi come la scarpa che metterete per cui se avete un cappotto lungo e siete di bassa statura vi consiglio di utilizzare delle scarpe con il tacco.
Solitamente per questa stagione si consigliano cappotti medio lunghi per poi passare alla primavera con cappotti di media lunghezza ma avremo modo di parlarne tra un paio di mesi.

Voi quale avete scelto?
A presto.
Cristina.