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venerdì 17 aprile 2020

Alzati, prega e inizia la giornata con entusiasmo.




Oggi è uno di quei giorni in cui mi sento un po sottotono , le classiche giornate "no" che in questa situazione si amplificano più del dovuto e per motivi alcune volte anche futili.
Per questo mi sono auto obbligata a ritagliarmi del tempo per scrivere...
Siamo in casa da 8 settimane, qualche giorno più, qualche giorno meno, per cui il tempo per pensare più del solito c'è e pure in abbondanza e non sempre è una cosa buona..
Lo sapete che noi donne siamo multitasking, pensiamo a più cose contemporaneamente mentre stiamo facendo altre cose e il tutto senza perdere il filo del discorso che stavamo facendo mentre programmavamo il menù dell'intera settimana successiva.
Ogni venerdi inizio a tirare le somme della settimana, giustamente non basta un giorno, inizio di venerdi e finisco la domenica sera cosi che non mi sfugga nulla delle cose di cui mi debba pentire di aver fatto, non fatto o pensato.
Il rimprovero più gettonato è il "non sono riuscita a fare quello, quello e quello..."; mi rendo conto che anzichè abituarmi a gestire al meglio il tempo, in realtà lo gestisco malissimo... io... la life planner di casa, quella che pianifica pure quando deve finire una penna... non riesco a mantenere una routine salda...
Mi perdo in cose inutili  quando potrei dedicarmi a ben altro di più produttivo, edificante ed intelligente.
Ogni giorno mi alzo dal letto (assonnata) con l'idea di fare tante cose belle, cogliere fiori (che non ci sono) in giardino per abbellire la tavola (ok, questo non è vero) e a fine giornata  vado a dormire delusa facendomi promesse che il giorno dopo non riuscirò a mantenere...
Essere a casa e non dover correre in giro tra lavoro, scuola e impegni dei bambini è tanta roba, non posso negarlo, ma ho capito anche che questo non significa riuscire ad avere più tempo per fare cose che mi fanno stare bene e mi ricaricano la mente, proprio per niente!
Ammetto di essere meno stressata, a casa sto bene e quasi uscire a fare la spesa mi pesa...
Arrivano i compiti in giorni e momenti diversi della settimana, vanno scannerizzati quelli già fatti e inviati a 6 maestre diverse, i bambini vanno seguiti, Gabri è più autonomo (quando ha voglia di fare), Giorgia un po meno per cui devo mettere in campo il mio lavoro da tutor dsa...
Hanno videochiamate con le insegnanti (rare) almeno in giorni diversi, poi le videochiamate con l'asilo, i lavoretti e video sempre dell'asilo, i video degli scout, gli allenamenti della scuola calcio con zoom, le videochiamate dei rappresentanti... almeno per equitazione non c'è nulla.
L'aiuto per i compiti e i nuovi argomenti non è pesante, eccetto oggi che entrambi non capivano alcune cose, avevano due attività in cui dovevo intervenire io con delle spiegazioni extra per cui la mattinata è stata particolarmente intensa insieme alle spiegazioni da preparare per un ragazzino che seguo sempre come tutor.
Ad inizio quarantena avevo già pianificato tutto... letture su letture, studio per il lavoro, video da vedere, catechesi da ascoltare, videogame...si, anche quelli!
Cosa ho fatto nella realtà?
Poco e niente... leggo molto meno, forse 3 pagine e nemmeno tutti i giorni, non posso ascoltare nulla perchè non avrei la concentrazione per farlo, studio non parliamone ma almeno mi tengo allenata con i miei figli nella pratica..
Ho iniziato a rivedere "Vampire Diaries"... a pezzi e nemmeno le varie puntate perchè inizio a fare altro, poi ho i sensi di colpa e spengo per fare cosa?? Videogame! Ecco, quella è l'unica cosa che riesco a fare coinvolgendo i bambini, in realtà solo loro che coinvolgono me ... uuu si bello... qualche volta.. ma avrei bisogno di altro, ho bisogno di nutrirmi di letture e di ascolto e un po mi pesa non poterlo fare.
Diciamocelo chiaro, siamo tutte sulla stessa barca, tutte pensavamo di sfruttare meglio il tempo a casa, invece siamo deluse da noi stesse... troppo autocritiche!

Ogni tanto mi sento dire da alcune amiche che sono una "super mamma" perchè riesco a fare un sacco di cose nonostante tre figli... sapete una cosa?
Non è vero, non sono una super mamma, a riguardo avevo già scritto e vi rimando a quello per non ripetermi (QUI), in aggiunta posso dire che riuscire a fare tutto e più di quello che è possibile fare, certe volte... il più delle volte, non è una cosa positiva perchè ti porta in un circolo vizioso fatto di "più faccio meno posso essere criticata" oppure nel circolo vizioso del non voler deludere le aspettative. (brutta cosa...pesante soprattutto)
Non fatevi fregare!

Per questo ho pensato ad una nuova routine fatta di promemoria sul telefono e forza di volontà sostenuta da qualcuno che sono sicura possa aiutarmi... il Signore.
Il mio nuovo motto modificato secondo ciò che vorrei...
"ALZATI, PREGA...E INIZIA LA GIORNATA CON ENTUSIASMO!"
Con la preghiera ogni cosa si affronta diversamente, è innegabile.. per cui anche la quarantena può avere un sapore diverso, uno spirito diverso, uno scopo diverso...
L'ho sperimentato le volete in cui ci ho dedicato del tempo in modo costante..

Ancora prima di alzarmi dal letto farò le lodi (ecco, si.. non le faccio da tantissimo), i due grandi si svegliano per le 9 per cui ho tempo, Mattia se si sveglia presto ama le coccole nel lettone...
Durante la colazione il vangelo del giorno a singhiozzo con commento perchè solitamente a quell'ora mio marito ha le sue telefonate di lavoro e Mattia è un chiacchierone (lo pubblico sempre in pagina ma certe volte diventa l'aperitivo con Gesù più che la colazione).
A mezzogiorno l'Angelus mentre preparo il pranzo...
Nel pomeriggio mentre marito e figlio piccolo dormono e gli altri due giocano/finiscono i compiti, lettura di qualche pagina oppure scrivere nel diario di preghiera; deve essere parte della routine cosi come la lettura che abbiamo io e Giorgia nella lettura condivisa dei suoi libri (non ama leggere per le difficoltà per cui leggiamo insieme i suoi libri, 2 pagine io e 2 lei..).
La sera vorrei ritagliarmi 10/15 minuti per iniziare a sperimentare l'orazione teresiana o anche solo per dire il rosario magari alternando le due cose.
Seguire la messa online la domenica (ce ne sono tante, per cui le alterno) , cosi come l'adorazione eucaristica (anche solo 5 minuti)...
Ogni cosa richiede veramente poco tempo (eccetto la messa ovviamente), al massimo 15 minuti e può essere interrotta con la promessa a se stessi di riprenderla il prima possibile, non di dimenticarla.
Fare preghiere a rate è sicuramente più lodevole che non provarci nemmeno per paura di non riuscirci.. questo è ciò che mi ha sempre detto il mio padre spirituale, fatico a metterlo in pratica per la mia mania di perfezione ma ha perfettamente ragione,
Se vi va di provare con me oppure avete altre idee o consigli per una nuova routine in quarantena, potete scrivermi e provvederò a condividerle.

A presto!

domenica 26 gennaio 2020

Attenti a quello che chiedete, perchè vi sarà dato.





                      Vorrei centomila cose,
                   le vorrei con la mia mente,
                      ma mi sembra di capire
                  che per Te tra il dire e il fare,
                   c’è un mio bene differente…
              ("Fino a dove può arrivare", Reale)


Nella vita ci ritroviamo spesso a fare richieste al Signore, direi anche più volte al giorno alcune volte o in base a come stiamo.
Ok, cerchiamo di essere onesti, lo stalkeriamo proprio se non siamo nella giornata giusta.
Il risultato spesso è rimanere delusi perchè non abbiamo le risposte (che vogliamo).
Fare continue richieste senza nemmeno aspettare una risposta, martellare con preghiere, richieste, novene e rosari focalizzandoci solo sul volere un risultato e pensando poco a ciò che chiediamo realmente... ecco cosa ci manda fuori strada.
In poche parole vorremmo che Dio fosse come un mago che con una bacchetta risolve i nostri dilemmi e problemi.
Quante volte mi sono ritrovata a chiedere miriadi di "favori" a Dio, gli consegnavo la richiesta e aspettavo che venisse realizzata, un po come la classica mentalità pagana dove fai il rito e aspetti il risultato.
Peccato che cosi facendo sbagliavo tutto, instauravo un rapporto con Dio a senso unico dove io chiedevo e lui doveva dare senza tenere minimamente conto che un rapporto reale non funziona cosi.

Perchè non esaudisce le mie richieste? Perchè non mi ascolta?
Quante volte mi sono fatta questa domanda...e credo di non essere l'unica.
Magari dovevo fare la novena in modo diverso, dovevo scegliere quella versione anzichè quella che aveva un parte in meno; ho fatto il rosario troppo di fretta, dovevo aggrapparmi a quel Santo invece di quello...
Ed ecco che rispunta la parte pagana che c'è dentro, dove le parole hanno una valenza magica e contano più dei fatti e dell'intento.

Poi parlando con il mio padre spirituale ed esternando le varie perplessità e considerazioni che avevo fatto ho capito che stavo sbagliando tutto; Dio non guarda se hai fatto la novena con un pezzo in meno, oppure se hai recitato il Rosario a metà perchè con i bambini a casa è difficile...
Lui guarda la continuità e la costanza con cui reciti la novena o un Rosario, Lui guarda al cuore, se quella richiesta viene veramente da li o semplicemente non sai scegliere da solo, Lui guarda a cosa è bene e giusto per te, perchè a differenza tua, lui lo sa veramente.

Per mesi e mesi ho chiesto al Signore di aiutarmi a stare meglio (avevo problemi di salute che stavano diventando invalidanti), ho trascorso più di 2 anni stando molto male e non ricevevo risposta, mi sentivo come se meritassi ciò che mi stava accadendo, poi ho capito che in realtà mi stavo auto distruggendo da sola, ho pensato che se proprio non potevo stare meglio, avrei dovuto imparare a sopportare, a conviverci e ad andare avanti lo stesso.
Mi sono rimboccata le maniche, sono caduta tante volte e dopo un anno fatto di peggioramenti a causa di persone sbagliate, ho conosciuto una dottoressa (piuttosto lontana) che ha iniziato a farmi stare meglio e, benchè la strada sia ancora molto lunga, ne sto uscendo.
Il Signore non mi ha fatta stare meglio con uno schiocco di dita, dopo aver incontrato dottori sbagliati, ho incontrato quella giusta per caso (dio-incidenza), con lei ho iniziato un percorso fatto di sacrifici, rinunce, stare ancora male fino ad iniziare a trovare un piccolo equilibrio.
Nel frattempo si sono aggiunte altre cose che mi hanno aiutata a stare meglio, ma ci è voluto tempo... I nostri tempi non coincidono con quelli di Dio, ciò che vogliamo noi spesso non coincide con ciò che ci serve, ma allo stesso tempo non dobbiamo pensare che ciò che abbiamo (malattia, sofferenza) ce lo meritiamo perchè non è affatto cosi!

Qualche mese fa, dopo qualche anno, sono tornata al Santuario della Madonna d'Erbia... il santuario della mia conversione..
Davanti alla Madonna ho fatto la solita chiacchierata e le ho chiesto cosa dovevo fare, quale fosse la mia strada, a cosa dovessi dedicarmi per aiutare gli altri,per aiutare mia figlia...avevo il cuore in mano.
Non era la prima volta che facevo questa richiesta e non avevo mai ricevuto una risposta, un segno, qualcosa che me lo facesse capire... o magari non me ne sono accorta.
Il giorno dopo, una ragazza su facebook mi ha girato un volantino, riguardava un corso per diventare tutor per bambini con DSA (mia figlia rientra nei dsa essendo disgrafica, disortografica e con difficoltà attentiva).
Dopo averci pensato e averne parlato con mio marito, ho deciso di provarci, ho fatto il corso e ora da qualche mese lavoro come tutor con due ragazzini e riesco anche a seguire meglio mia figlia.
Probabilmente se questo volantino fosse arrivato una settimana dopo, non avrei nemmeno collegato le cose e avrei pensato ancora ad una mancata risposta.

Non è finita qui perchè l'ultimo esempio risale a poco tempo fa, per molti potrà sembrare banale, ma in realtà racchiude due cose importanti, la prima è il ricevere concretamente un "segno" che ti faccia capire cosa fare, la seconda è il nostro girarci dall'altra parte una volta che abbiamo capito di avere ottenuto ciò che ci serviva...

"quando sto bene scordo in fretta ciò che hai fatto già per me"
("Il cuore da cui provengo", Reale)

Questa frase della canzone dei Reale credo sia perfetta per molti aspetti, quando otteniamo ciò che abbiamo chiesto magari diminuiamo l'intensità della preghiera, iniziamo a trascurare Dio, torniamo ad essere come prima... forse è proprio per questo che Lui ha tempi e modi diversi dai nostri.

Ad inizio anno sono tornata a stalkerare la Madonna per le mie solite richieste, questa volta la richiesta riguardava il mio dare testimonianza.
Avevo bisogno di capire se quello fosse un mio compito oppure dovevo smettere perchè la mia esperienza di conversione magari non dava niente a nessuno e non volevo dedicare tempo ed energie ad un progetto, "e se in realtà il mio compito fosse un altro??".
Per cui rieccomi con la mia richiesta, aggiungendo che non mi sarebbe importato il modo in cui avrei ricevuto una risposta, anche se sarebbe stato pesante o meno, avevo bisogno di capire.
Ora, voi magari vi metterete a ridere ma a me è servito... fattosta che uno o due giorni dopo, per non so quale motivo, non riuscivo più ad accedere a facebook, in poche parole non potevo recuperare l'account in alcun modo.
(Specifico che oltre alla pagina e gruppo a stampo cattolico, ho anche altre pagine...)
Il mio primo pensiero qual è stato?
"Non voglio perdere la pagina e il gruppo di "stile di vita di una folle donna cattolica!!"
Ebbene si, poco mi importava delle altre pagine, anche dell'account in sè, il mio unico pensiero era il perdere quella parte che mi permette di donare la mia testimonianza di fede, di conversione, di imperfetta cattolica.
Quella per me è stata la risposta alla mia richiesta di due giorni prima.
Ho capito cosa dovevo fare, ovvero evitare le altre pagine che gestivo e dedicarmi solo a quella della testimonianza.
In qualche modo che ancora non capisco, dopo due giorni, sono riuscita a tornare nell'account e ho ripreso a postare nella pagina.
Pochi giorni dopo, ho ripreso a postare anche nelle altre pagine.. come una che non ha capito nulla di ciò che gli è stato insegnato.
Si, avevo capito cosa dovevo fare, però una volta ottenuta una risposta è tornato tutto come prima, ma sono tornati anche i dubbi.
Colpa di Dio che non risponde? NO! Colpa mia che non voglio ascoltare, vedere, recepire!

Avrei altri esempi che, tornando indietro, mi fanno capire che Lui aveva risposto alle mie richieste ma non le ho viste perchè mi aspettavo cose diverse.
Lui risponde, lo fa sempre ma non nel modo in cui noi pensiamo perchè in realtà noi chiediamo e aspettiamo la risposta che vogliamo noi e ciò che non rientra nella nostra logica diventa trasparente.
Per cui bisogna stare attenti a ciò che si chiede perchè ci verrà dato, non come vorremmo noi, non con i nostri tempi ma arriverà.
L'unica cosa in nostro potere è quella di fidarsi e affidarsi; facile? assolutamente no!
E' tanto difficile, le cose cosi si complicano ma se non ci affidassimo, che fede sarebbe?
E' proprio qui che entra in gioco la fede, la voglia di fidarci di Lui, il momento di dire "ok, sia fatta non la mia, ma la tua volontà"

Ricordate... "chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto." (Lc 11)

Un abbraccio.

venerdì 13 dicembre 2019

La presunzione di essere indispensabili, come allontanarsi dal qui ed ora.




(perdonatemi per la lunghezza)
Ricordo che quando, da ragazzina, giocavo a "The Sims" (lo conoscete vero?), mi divertivo un sacco a far fare ai personaggi un sacco di cose, li facevo dormire lo stretto necessario perchè dovevano lavorare, lavorare, lavorare per fare carriera, creare una famiglia e non avevano tempo per amicizie o svaghi.
Sono cresciuta con l'idea che nella vita ogni persona deve cavarsela da sola, chi fa da sè fa per tre si dice, giusto?
"Fai da sola che è meglio, almeno non dai agli altri motivo di rinfacciare o parlare male...", "se stai bene, non dirlo a nessuno che poi ti augurano il male...", "non fidarti a raccontare certe cose..." Dovete immaginare tutte le frasi dette in bergamasco anche se non  è semplice, ma ho messo direttamente la traduzione per aiutarvi.
Per cui ecco ciò che mi è sempre stato detto, fai da sola e sei certa che nessuno avrà qualcosa da ridire, non sarai in debito con nessuno e vivrai tranquilla.
Peccato che nel pacchetto avessero omesso la parte in cui, nel fare tutto da sola e nell'essere disponibile, il tuo corpo dopo un po rischia di cedere perchè non riesce a stare dietro certi ritmi.

Ripensando un po a ciò che mi hanno insegnato, ora come ora mi viene da storcere il naso perchè facendo mente locale e riprendendo un discorso recente di mia madre, non funzionava proprio cosi quando ero piccola.
Niente aiuti, niente dipendenze da altri etc... però sono stata praticamente cresciuta dalla mia nonna materna.
Era lei che mi dava le pappe, dormivo con lei quando i primi mesi volevo fare baldoria di notte e i miei genitori dovevano dormire, era lei che stava con noi quando i miei genitori lavoravano (facendo i mercati era solo al mattino), per qualsiasi cosa mia nonna era quotidianamente presente.
Quei ragionamenti fanno acqua da tutte le parti per innumerevoli motivi, primo di tutti l'idea che si è circondati dal male, da persone di cui non ci si può fidare, da persone che aspettano solo di augurare il male agli altri... tu invece, sei certo che ciò non lo farai per cui puoi  fidarti e affidarti solo a te stesso; tu sei tutto, gli altri non sono niente.
Tranquilli, ci sono io, faccio tutto io, mi propongo io!! Cosa vuoi che succeda con una cosa in più da fare?
Poi perchè chi predicava di non farti aiutare quando in realtà ha vissuto la cosa opposta, ma sorvoliamo.

Togliersi dalla testa certi concetti e certi meccanismi è difficile, entri in un circolo vizioso di presunzione di essere indispensabile, peccato che non è proprio cosi perchè quella presunzione ci allontana dal qui ed ora che rende la vita qualcosa di splendido da vivere; non solo, ci allontana dagli altri, ci allontana da Dio.
Cosa ne consegue? Che perdiamo di vista il nostro obiettivo, il paradiso, quello si raggiunge non pensando al domani ma vivendo l'oggi a pieno.
Ci si carica di cose da fare, ci assale la stanchezza, si è stanchi di essere stanchi, ma alla fine cosa facciamo per cambiare? Nulla, niente di niente.

Proprio ieri ne parlavo con mio marito, che da tempo immemore mi dice di darmi una calmata, di mollare qualcosa, qualche impegno (che avrebbe potuto prendere qualcun'altro al posto mio ma che ovviamente secondo la mia logica, se non ci sono io allora non c'è nessuno), mi ha detto
"Non so se aspetti che ti capiti qualcosa o qualche problema di salute grave che ti porti effettivamente a doverti calmare per forza, dovresti fermarti prima; siamo sposati, dovremmo essere una squadra, se pretendi di fare sempre tutto da sola, staremo comunque insieme per sempre ma come? ognuno per conto suo perchè tu sei abituata a fare da sola e con i tuoi tempi e io mi sarò stancato di propormi".
(visto amore che ti ho ascoltato.!!!)
Tra la casa, l'essere moglie, i bambini tra impegni extrascolastici (equitazione, calcio, scout, chierichetti), scolastici, medici, la mole di lavoro che c'è dietro l'avere una figlia con DSA alla quale fai da tutor, oltre ad essere tutor per lavoro di un altro bambino con DSA, l'essere catechista (programmazione incontri, riunioni serali), rappresentate all'asilo (riunioni etc...), tiro con l'arco come sport (con annesse riunioni mensili, allenamenti), il gruppo settimanale della lectio divina, ogni lunedi adorazione eucaristica, la condivisone e testimonianza qui nel blog, sui social etc...
Beh, quando arrivi a dover mettere circa 7 promemoria sul telefono e bigliettini ovunque perchè non ricordi le cose da fare... ecco, forse è il caso di fermarsi e rivedere un po tutto questo per ridimensionare le giornate.
Nel momento in cui per fare tutto ciò trascuri l'essenziale, per cui non hai tempo di stare bene con i tuoi figli, che non vuol dire per forza giocare con loro ma semplicemente parlarci senza dire "aspetta, ho questo da fare poi parliamo" e alla fine li metti a letto e non vi siete detti una parola... oppure fare promesse che non puoi mantenere perchè non hai tempo e quella ti sembra una perdita di tempo... oppure ritrovarsi sul divano la sera e rendersi conto che tutto ciò che hai fatto non ti ha dato nulla perchè è stato un dovere dopo l'altro, oppure parlare a monosillabi con il marito perchè si è stanchi (entrambi, perchè anche lui oltre al lavoro è pure allenatore dei pulcini).. oppure trascuri il tuo rapporto con il Signore, quello che per te è sempre stato il mio motore per le giornate..ora è diventato il fanalino di coda... (pessima cosa).. ecco, forse è il caso di rivedere le cose e fare una scaletta delle priorità.

Che caspiterina di vita è questa?
Capiamoci, questa analisi la faccio spesso, solitamente a fine anno per il Te Deum ma  nel concreto non cambia nulla, anzi, continuo a dire che se non accettassi io certi compiti nessun'altro lo farebbe.
Morale della favola.. un gran casino!
Me lo dico da sola.. "ma sei seria?", si, ero seria... ero? esatto, lo ero, perchè ora non lo sono a riguardo, sono solo stanca, ma quella stanchezza (mentale) che ti fa dire "o mollo qualcosa o non so come andrà avanti" perchè ora non è solo mio marito a dirlo, ma anche il mio corpo mi fa capire che devo fare selezione, devo scremare perchè di segnali me ne sta mandando molti, i primi li ho ignorati nonostante fossero stati molto pesanti, ora ne sono arrivati altri e non voglio andare oltre.

"Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?  Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?  E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita?  E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano.  Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.  Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?  Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?  Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.  Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.  Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena." (Matteo 6, 25-34)

"Non ho alternative" era la mia frase migliore, quella che utilizzavo di più in risposta al mio carico quotidiano... ebbene, balle!
Di alternative ce ne sono, si trovano, magari non subito o schioccando le dita, ma "chiedete e vi sarà dato" diceva qualcuno che conosciamo bene... e l'alternativa si trova, si può trovare.
Non affannatevi dunque per il domani, perchè il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.
Quanta verità in questo versetto, ogni giorno porta con se le sue preoccupazioni, quindi perchè dovremmo iniziare a pensarci quando ancora non sappiamo cosa ci aspetta, quali intuizioni potremmo avere prima del domani?
Magari mi faccio mille paranoie per una cosa che dovrò fare domani, vado a dormire e il giorno dopo arriva la soluzione... lo dico perchè mi è capitato un sacco di volte.
Tante volte ho chiesto il dono dell'ubiquità perchè dovevo essere in due posti in orari vicini per cui con conseguente ritardo e corse, poi arriva una telefonata qualche ora prima perchè la dottoressa o altro non ci sono e va rimandato l'appuntamento.
Pensate sia fortuna? naaaaaa, è Lui...
Per cui.. non affannatevi, chiedete e vi sarà dato, non è e non deve essere tutto solo sulle vostre spalle.
Ps. sto per alleggerire qualcosa...sarà dure ma posso farcela.
un abbraccio.

lunedì 11 novembre 2019

Il giudizio universale quotidiano.



Questo articolo aveva un'origine diversa, volevo partire da altro, poi leggendo in questi giorni alcune cose che mi hanno colpita, e dopo un'affermazione ieri a catechismo, ho pensato fosse il caso di partire da li per sviluppare questo particolare argomento un po diverso dai soliti che tratto ma che mi sta particolarmente a cuore.

1 Non giudicate, per non essere giudicati; 2 perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. 3 Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? 4 O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? 5 Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.                                                                                                        (Matteo 7,1-5)

Qualche giorno fa ho visto la foto della fidanzata di Keanu Reeves, sapete, l'attore famoso che tutte amano perchè bello, gentile, educato; dicono sia diverso dai soliti attori, pare sia genuino e semplice.
Diverso ai soliti attori ma, il pubblico e i fan pretendono che in parte sia come i soliti attori che, superati i 50 anni, fanno bella mostra delle loro giovanissime fidanzate esteticamente perfette simil Barbie sia nell'aspetto (di plastica) che nella parlantina (mute).
Invece lui si presenta con Alexandra, "solo" di qualche anno più giovane (lui 55 lei 46), pare abbia pure talento sia come editrice che come illustratrice, nessun ritocchino, niente plastica nel suo corpo, capelli non tinti ma naturalmente grigi/bianchi, trucco leggero, un rossetto rosso che ne evidenzia il sorriso quasi imbarazzato ma reale e dolce.
(io la trovo stupenda!! ma è solo un mio giudizio.. ;) )

Pare che tutto questo ai fan non vada moto a genio, amano il Keanu diverso dagli altri ma, della serie "datti una calmatina"... questa scelta la reputano sbagliata, lei è troppo normale, troppo semplice, non  è abbastanza bella, non è abbastanza appariscente... cavolo, questa sta con un attore di Hollywood, ma siamo matti?
Si, questo è ciò che pensa il mondo, non sei abbastanza per stare con lui.... non hai abbastanza tette, non hai abbastanza plastica addosso, non sei abbastanza alla moda...  non sei abbastanza brava, non sei abbastanza e basta..
Quando il mondo fa credere che se non si rientra in determinati canoni non si è abbastanza, è l'inizio della fine... a me questo mondo spaventa, fa paura, ho paura per i miei figli.
Le persone vivono di giudizi, per qualsiasi cosa ci sarà un dettaglio che non va, perchè accettare le persone per ciò che sono evitando di lasciar prevalere l'invidia o la voglia di superiorità è diventato sport estremo.
Il giudizio universale quotidiano è ciò che viviamo anche sulla nostra pelle in modo sia diretto che indiretto, a tutti scappa un giudizio, e a tutti capita di essere giudicati, il più delle volte si incappa  nella seconda parte ed è lì il gran casino.
Perchè quando ti senti giudicata per ogni cosa, hai la sensazione di avere i riflettori puntati su di te, tutti pronti a puntare il dito, ad attendere un tuo passo falso e allora si che si incappa in un vero giudizio universale dove ti senti l'acqua alla gola e speri di trovare l'arca che passa di li e che ti porta in salvo, ti trascina fuori da quelle onde di giudizi che stanno per affogarti.

Ieri a catechismo abbiamo parlato del nostro prossimo, di ciò che facciamo per gli altri, dei comportamenti che abbiamo e un bambino ha detto "io mi comporto bene perchè cosi faccio buona impressione".
Mi ha colpita molto come frase perchè è tanto vera ma altrettanto triste e da li ho iniziato uno sproloquio che a voi risparmio ma posso dire che da ieri sto continuando a riflettere su quella frase.
Comportarsi in un certo modo "per fare buona impressione", tutti lo abbiamo fatto, io sono cresciuta con questo tarlo "non comportarti male altrimenti in giro dicono...", "comportati bene perchè non voglio fare brutta figura..", da quando sono piccola mi sento perennemente giudicata, in primis dai miei genitori, non ero mai abbastanza, mai un "brava", mai un complimento, oppure da altri vicini perchè prima non ero cattolica, ora lo sono troppo, prima perche rispondevo male, ora perchè sono troppo tranquilla... ditemi un po voi...
Ci si ritrova a mettere il giudizio degli altri al centro di molti ragionamenti, ma è un centro sbagliato.
Io mi devo comportare bene perchè è il mio essere, mi comporto bene perchè mi fa stare bene, mi comporto bene perchè è bello, mi comporto bene perchè so che è la cosa giusta da fare indipendentemente da ciò che gli altri possono dire.. perchè diciamolo, anche chi si comporta sempre bene è vittima di giudizio ed etichettato come "miss perfettina" e simili, non ci scappi.

Uno che conosco e forse conoscete anche voi (ironia), diceva "Prendi in mano la tua vita e fanne un capolavoro!", pare fosse Giovanni Paolo II ... ;)
Come puoi fare della tua vita un capolavoro se non riesci ad essere te stesso e hai paura dei giudizi?
Come puoi avere una vera relazione con Dio se non riesci a metterti in gioco perchè appena esterni un po di più.. TAC, giudizio!!
Come puoi avere delle relazioni umane sane se non mostri ciò che sei perchè altrimenti hai paura di non essere accettata?
Vogliamo  aggiungere la parte dei social? no dai...ve la risparmio ma concedetemi una cosa, una sola.. i social sono il rischio maggiore soprattutto per i ragazzi, andrebbero fatti corsi di sopravvivenza.

I grandi filosofi in risposta alla paura dei giudizi dicono.. "fregatene!!!" ma guardate che non è cosi semplice.
Certe volte il giudizio arriva proprio da chi ci sta vicino e allora cosa possiamo fare??
Parlare! Parlare! Parlare! Un po come il libro "Pregate, pregate, pregate"!
Parlate (NON sparlate), ascoltate (veramente), esternate e soprattutto pregate!
Perchè la preghiera ci estranea dal giudizio, ci libera, ci rende forti e tranquilli; che poi detto da me che per scrivere qualcosa mi faccio mille paranoie pare un po assurdo ma sorvolate per favore..
Esternate ciò che siete, non nascondetevi perchè credete di non essere abbastanza perchè voi per Dio siete abbastanza, siete meravigliosi cosi come siete, soprattutto non rovinate voi stessi con la rabbia e la paura perchè quella fa di tutto per mostrarvi diversi.
Essere aggressivi, decisi, diretti, schietti con rabbia non significa essere forti, non significa essere capaci di non ascoltare i giudizi; essere se stessi in ogni attimo significa essere realmente forti, non avere maschere in base all'interlocutore significa essere forti e la persona che può insegnarci tutto ciò è Gesù e il Vangelo.
Per cui prendete in mano la vostra vita (e la Bibbia) e fatene un capolavoro (alla faccia dei giudizi)!


„Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.“ 
                                                                                                             (Giovanni 15,18)

Un caro abbraccio.



lunedì 4 marzo 2019

Quaresima: tempo di sobrietà. Digiuno, preghiera ed elemosina.



Ci stiamo avvicinando alla quaresima per cui non poteva mancare il post a tema.
Il percorso dello scorso anno lo trovate nella sezione QUARESIMA.

Quest'anno ci faremo plasmare e rimodellare dal Signore per cui non aumenteremo pratiche, non faremo attività pesanti ne tanto meno a cadenze fisse ma andremo a recuperare quello che è la memoria del battesimo e della penitenza grazie a dei sussidi che mirano alla sobrietà e semplicità.
Il mercoledi delle Ceneri ci aiuterà subito con le pratiche penitenziali.

Il primo sussidio invita proprio alla sobrietà, evitando il sovrapporsi di gesti e parole inutili riscoprendo la pazienza dei riti, scanditi dal tempo come balsamo efficace per ricreare la nostra persona.
La parte fondamentale è la cura nella lettura quotidiana della Parola di Dio.

Questo sussidio è molto semplice, inizia il mercoledi delle Ceneri, e termina con la Pentecoste, trattando ogni domenica di questo tempo di Quaresima e successivamente di Pasqua mettendo i versetti da leggere sia del lezionario romano, sia del lezionario ambrosiano; una Lectio Divina,  una preghiera per la tavola e una parte in cui ci sono suggerimenti riguardo la messa ovvero per come valorizzare il rito della messa.
Inoltre è presente anche la Via Crucis con le riflessioni di Don Tonino Bello.

Il secondo sussidio lo considero più completo perchè nonostante inizi il mercoledì delle Ceneri, termina la domenica di Pasqua (quindi meno del precedente)  ogni giorno ha il brano di Vangelo, un breve commento e un impegno quotidiano.
Per cui a differenza del precedente che ha solo i brani della domenica, questo comprende ogni giorno della quaresima.


L'ultimo sussidio invece riguarda i bambini; lo utilizzerò con i miei figli e a catechismo perchè è molto semplice essendo per la fascia d'età 3-6 anni (anche se la figlia maggiore ne ha quasi 9).
Ogni domenica c'è il brano del Vangelo, una vignetta per i genitori con uno spunto per spiegare il Vangelo ai bambini, una vignetta dedicata al bambino, un disegno da colorare e su cui riflettere, un'attività per la settimana e una preghiera.



In questo tempo di Quaresima ci sono tre elementi fondamentali:

- Il digiuno
- La Preghiera
- L'Elemosina
Sono aiuti per liberarci da noi stessi e che ci aiutano a relazionarci con il Signore per vivere l'amore e la misericordia.
Ora vediamoli uno ad uno.

Digiuno.

"Verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno" (Matteo 9,15)

Il Signore prevede il digiuno per il suoi discepoli, ed esorta noi a viverlo come occasione per prendere coscienza chiara del nostro limite creaturale e diventare cosi compassionevoli verso quanti non hanno mezzi di sostentamento.
Il digiuno diventa un esercizio di discernimento da ciò che ci serve realmente rispetto a ciò di cui pensiamo di avere bisogno.
Spesso non ci rendiamo conto di quanta abbondanza abbiamo, non solo alimentare ma di ogni cosa, per questo il digiuno non va visto in modo più ampio diventando cosi un esercizio di umanità.
Ci ritroviamo quindi a fare un pò il punto della situazione sul nostro rapporto con il cibo e con tutte le altre realtà con cui abbiamo a che fare e con cui nutriamo la nostra vita.
<<Il segreto di un digiuno accetto da Dio ha senso nella misura in cui sciolga "catene e legami">> (Isaia 58,6)
In questo modo, il digiuno conserva si la sua caratteristica ascetica di privazione e mortificazione, ma comprende un senso di aiuto all'elevazione della coscienza che l'uomo ha di se stesso.
Si può optare per un'astinenza oppure per una sospensione completa per un tempo previsto, l'importante è far emergere la verità del proprio desiderio per purificarlo.

Preghiera.

La preghiera è innanzitutto un atto di presenza a Dio, di ricerca del suo Volto.
La preghiera è una scuola di vita e fa della vita una scuola di ricerca del volto di Dio fino a riconoscerlo negli innumerevoli volti umani.
Attraverso la preghiera diventiamo capaci di onorare il nostro limite senza esserne schiacciati, dove quel limite diventa uno sgabello che ci permette di lanciarci alla scoperta del mondo di cui facciamo parte e che è tanto grande e stupendo.
La preghiera ci permette di riscoprire la leggerezza fatta dai gesti d'amore semplici e allo stesso tempo forti.In fin dei conti basta poco, le mani giunte e gli occhi socchiusi; mettersi vicino alla terra inginocchiandosi senza perdere, ma recuperando interamente la nostra dignità; una parola o silenzio...
Quanto è semplice e meraviglioso pregare!
Cosa è pregare?
lo si può sperimentare continuamente come quando si vive un atto d'amore o un sussulto di disperazione dove non è mai totalmente nuovo ma allo stesso tempo è completamente unico.
La preghiera è un lavorare su se stessi per curare una relazione con Dio, perchè se non parliamo con lui, se non preghiamo come possiamo avere con lui una relazione? E' impossibile.
Ogni volta che il nostro cuore si apre al rischio della preghiera, ci regaliamo la possibilità di guardare la nostra vita da un punto di vista più ampio.
La preghiera nonostante possa sembrare qualcosa di intimo e privato, in realtà ci mette sempre in comunione con tutti o nostri fratelli e sorelle in comunità ma anche con tutte le creature del cielo e della terra.

La bontà del digiuno e la vertà della preghiera si giudicano dai "frutti" di conversione.
"Cosi ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi" (Mt 7,17)

Elemosina.
questa terza opera quaresimale è spesso fraintesa o mal utilizzata poichè si rischia di tradurla in un gesto con cui ci si libera del fastidio dell'altro che ci chiede aiuto o solo attenzione.
Nelle scritture questa parola ci riporta a quel balsamo di misericordia che chiediamo continuamente a Dio per noi - Kyrie eleison!- e che ci impegniamo a spalmare dolcemente sulle ferite e le fatiche di tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino.
Basta ricordare queste parole di Gesù:
"Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro" (Lc 11,41)
Ci si deve distogliere dal totale amore di sé per aprirsi a qualcosa di più grande, a quella conversione che ci porta all'amore incondizionato per l'altro.

L'attività che segue è piuttosto semplice ed è presa dall'agenda che utilizzo quest'anno, quella delle "Catholic Mothers", un gruppo di mamme cattoliche inglese.
Si basa sui 3 pilastri per la quaresima di cui vi ho appena parlato, ovvero il DIGIUNO, la PREGHIERA e l'ELEMOSINA.
Ciò che propongono è un modo per spronare anche i più riluttanti, sopratutto i bambini a fare qualcosa durante questi 40 giorni.
Il risultato di questa splendida attività è il seguente.

immagine presa da https://www.looktohimandberadiant.com
L'immagine è quella da cui  hanno preso l'ispirazione le Catholic Mothers e se cliccate sulla didascalia andrete direttamente alle istruzioni per poter fare questa attività anche stampando il tutto.
Di seguito troverete le attività tradotte e rivisitate e potrete scaricare il file cliccando sulla didascalia per ritagliare e dividere come nell'esempio sopra.

SCARICA IL FILE QUI

Per i bambini utilizzo da anni anche un percorso di Quaresima da colorare, una specie di calendario dell'avvento ma in versione quaresimale.
Online ne trovate molti diversi, a questo link potrete trovare uno dei tanti con un'altra attività che avevo fatto un paio di anni fa con i miei figli con un cartellone. PERCORSO QUARESIMA COLORARE.

Ora vi metto i link di acquisto dei sussidi:





Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità. 
(Dal Messaggio di #PapaFrancesco per la #Quaresima2019)


Buon percorso di Quaresima a tutti.
Cristina.