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venerdì 25 febbraio 2022

La Quaresima è lasciare il vecchio orticello per crearne uno nuovo giorno per giorno.




Pensavo che scrivere un'intera guida di quaresima, anche piuttosto dettagliata, mi avrebbe permesso di essere super preparata e pronta per l'inizio di questo tempo intenso e tosto.
Bene! So già cosa fare giorno per giorno, ho già configurato nella mia mente ogni passo da fare e anche come sistemare eventuali intoppi, perfetto!
Poi sento bussare alla porta, vado ad aprire e la realtà mi da una bastonata in testa con una settimana di anticipo.
Ebbene, vi svelo un segreto, credere di essere sulla strada giusta e di essere prontissima è stato un pensiero decisamente stupido!
Ho potuto constatare che questo, spiritualmente parlando, è uno degli anni più pensanti e tosti da che ne ho memoria.. e ancora la quaresima non è iniziata!!!
Partire già con la bandiera bianca alzata non è molto incoraggiante.
Fortunatamente c'è qualcuno (tutti) molto più saggio di me, che invece di avere una bandiera bianca è proprio totalmente vestito di bianco, ma non è uno che si arrende.. tutt'altro.
Questa persona di bianco vestita noto che dà sempre ottimi consigli per cui ne ho cercati un po' per vedere se potessi avere una sorta di illuminazione.
Beh, l'illuminazione non c'è stata, ma alcuni suoi consigli sono stati molto utili....

In una delle sue catechesi disse:
[Nella Quaresima] siamo invitati ad intraprendere un cammino nel quale, sfidando la routine, ci sforziamo di aprire gli occhi e le orecchie, ma soprattutto aprire il cuore, per andare oltre il nostro "orticello".
                                                                                                      Papa Francesco 

Avevo già l'orticello bello pronto, avevo messo in primo piano il mio porto sicuro, ovvero la pianificazione, mail problema non è quello, la pianificazione, se sana, va benissimo.
Il mio orticello era fatto di appigli per evitare che qualcosa andasse storto, era fatto di piani B, C e pure D per far in modo di avere una quaresima perfetta.
Ma cosi facendo, rischiavo di ritrovarmi a dover fare i conti con l'ansia da prestazione per non parlare dei sensi di colpa e cosi via..
Papa Francesco ha perfettamente ragione, e la cosa divertente è che nella guida io stessa vi ho scritto più volte di non fossilizzarvi su una routine ma di adattare le attività agli impegni e di non esagerare.

OK...
Abbiamo letto le parole di Papa Francesco, bene, lo ascoltiamo cosi partiamo con il piede giusto!
Ed eccoci qui, pochi giorni dopo, pronti ad iniziare il cammino di quaresima, con una lista di cose da fare (peggio della prima), progetti, idee, libretti a destra e sinistra con più proposte quaresimali (cosi prendo un po' qua e un po' là), lo stato d'animo talmente carico e gasato da farci credere che ogni giorno sarà perfetto.
Passa ancora qualche giorno e dobbiamo fare i conti con la realtà, e non è cosi rosea come avevamo previsto.

Ed è cosi, ogni anno, ogni volta, ma non demordiamo, tutte le volte ci proviamo lo stesso pensando che l'esperienza dell'anno prima ci abbia fatto da "scuola"...
Magari mi sbaglio, ed è un discorso solo ed esclusivamente mio, ma parlo al plurale perché non mi va di sentirmi sola.

Poi, per una volta, proviamo a non avere grandi aspettative, a partire piano piano, facendo un passo al giorno attraverso il diserto.
Attraverso inteso sia come passare attraverso il deserto, l'aridità, i momenti di totale assenza di tutto (fede compresa) e passare attraverso, inteso come andare oltre e superarlo.

Torno a citare Papa Francesco, che durante una catechesi qualche anno fa disse:
“La Quaresima giunge a noi come tempo provvidenziale per cambiare rotta, per recuperare la capacità di reagire di fronte alla realtà del male che sempre ci sfida.”
Sappiamo benissimo che il male ci sfida spesso, c'è chi addirittura sembra averci fatto l'abbonamento annuale, poi c'è il semestrale (non continuativo, altrimenti sarebbe troppo facile e prevedibile), poi il bimestrale, il mensile e rischiamo di non farci quasi più caso.
Rischiamo soprattutto di non chiamarlo più con il suo nome ma pensando sia semplicemente routine.

Non ci facciamo più caso fino a quando, non arrivano i tempi forti... 
E' allora che l'abbonamento se lo prende lui, il male, come se gli fosse dovuto, come se quello fosse l'appuntamento fisso al quale non potrebbe mai mancare...

Allora se l'abbonamento all'inizio era settimanale oppure "al bisogno", ecco che si concentra tutto dal mercoledì delle ceneri fino al giorno di Pasqua poi puff... svanito....almeno per un po' o almeno non cosi devastante.

Cosa possiamo fare per non caderci?
Cambiare rotta!
Quando ci rendiamo conto che il male ci sta addosso e continua a bussare alla nostra porta possiamo, anzi, dobbiamo reagire!
Possiamo farlo, ne siamo in grado, ne sono certa, perché nel momento in cui ci rendiamo conto che qualcosa ci sta deviando dalla nostra strada, noi dobbiamo virare ancora di più, lasciare la strada della voglia di perfezione, evitare la deviazione del male e imboccare quella strada (spesso in salita) che ci porta a Dio.

Ma come...Non dobbiamo semplicemente tornare sui nostri passi?

No, perché probabilmente la strada è una di quelle a fondo chiuso o piena di segnali strani dove fai pure fatica a girare la macchina per tornare indietro e resti incastrato.
Cambiare proprio rotta permette di avere una visuale diversa, un panorama nuovo e un compagno di viaggio speciale... il Signore.
Senza di Lui, quella strada sarebbe solo una salita pesante con rischio di caduta massi ogni 2 metri talmente stretta da doverla percorrere rasente muro.

Per cui, scrolliamoci di dosso le nostre aspettative, i nostri sensi di colpa, la nostra voglia di perfezione e il desiderio di fare in modo che questa possa essere la quaresima perfetta.
Il giorno delle ceneri ce lo insegna, a capo chino ci viene messa della cenere per farci da promemoria, per ricordarci la nostra piccolezza, le nostre fragilità e che senza di Lui, saremmo solo semplice e misera polvere.
Facciamone memoria ogni volta che cercheremo di metterci su di un piedistallo perché qualche giorno sta andando alla grande... poi si, una bella pacca sulla spalla ce la possiamo dare.

Buon cammino e per chi seguirà il percorso della guida, ci sosteniamo (e becchiamo) su telegram.


mercoledì 12 maggio 2021

Con il cuore a pezzi e lo sguardo in cielo; quando il Signore fa bene tutte le cose.

 



E' trascorso un mese dalla telefonata che, l'11 aprile, in pochi secondi, ha trasformato in realtà una delle mie più grandi paure... perdere mio padre.

Ancora oggi non so come ho fatto a rispondere alla chiamata dato che erano le 3,15 di notte e il mio telefono in modalità silenziosa.

Le uniche parole che ho sentito dall'altra parte sono state quelle della moglie di mio padre : "Papà non c'è più, papà non c'è più..".
Mi sono vestita in pochi secondi, d'istinto ho chiamato mia madre e mio fratello e sono andata da papà... una volta arrivata c'era ancora l'ambulanza, l'auto medica e 6 operatori e medico del 118 che stavano dichiarando il decesso.
Quando sono arrivati era già in arresto cardiaco, probabilmente già morto nel giro di pochissimi attimi...
Esito: Infarto fulminante...loro però hanno scritto un sacco di parole che non ricordo.
Aveva 62 anni... solo 62 anni...

Mamma e Christian (mio fratello) sono arrivati quasi subito..
Sapete, per un attimo, mentre lui era ancora nel letto, siamo rimasti nella stessa stanza io, papà, mamma e Chry... non accadeva da almeno 15 anni... la prima grazia.

Da quel momento sono sempre stata con lui eccetto brevi pause per tornare a casa, ho scelto dove metterlo, la lapide, la foto... sua moglie mi ha lasciato carta bianca ed è stato un gesto che ho apprezzato tanto.


“Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” (Mt 25,13)

Ho sempre avuto un debole per questo versetto, da un certo punto di vista quasi spaventa, l'idea di non sapere quando sarà il nostro momento fa un po' paura, soprattutto se improvviso, un po' come successo a papà, senza avvisaglie.
Da un altro punto di vista, ci deve aiutare a capire che non sapendo ne il giorno ne l'ora, dobbiamo sempre essere pronti e non dico di andare a dormire con la mani giunte, ma pronti spiritualmente.

Il Signore ci avverte: avrete modo d’essere pronti a questo evento se vigilerete... e questo mi ricorda anche gli ultimi giorni di Chiara Corbella; proprio nel libro "siamo nati e non moriremo mai più" ho scoperto per la prima volta la grandezza e l'enorme importanza del "vegliate".

Nel cercare il versetto preciso per mettere il riferimento, ho trovato una preghiera che mi ha fortemente colpita e che scriverò per poi appenderla in casa, poi la metterò nel portafoglio e una come promemoria nel telefono appena sveglia giusto per non dimenticarla:

“Gesù,
fammi parlare sempre
come fosse l’ultima
parola che dico.
Fammi agire sempre
come fosse l’ultima
azione che faccio.
Fammi soffrire sempre
come fosse l’ultima
sofferenza che ho da offrirti.
Fammi pregare sempre
come fosse l’ultima
possibilità,
che ho qui in terra,
di colloquiare con Te”.

Chiara Lubich

In quei giorni, mi ha colpito molto il discorso di una signora anziana passata a vedere papà, prima di andarsene ha detto (in bergamasco) "Cerco sempre di essere in pace con tutti perchè non so se il giorno dopo mi alzerò dal letto" e devo dire che il suo è un buon modo di vivere.

E' passata tanta gente (nel rispetto delle norme), c'è stato un grande rispetto per il dolore, una grande vicinanza anche nel silenzio, in uno sguardo, qualche aneddoto che lo riguardava, tantissimo affetto.
In uno dei momenti di forte sconforto e di dolore, una sola frase mi ha ripescata, quella della zia di mio papà che semplicemente mi ha detto "mi aiuti a dire il rosario?"...
Quella frase, quel gesto è stato il più bello, il più luminoso...

Il rosario in quei giorni è stata la mia ancora di salvezza.
Abbiamo detto due rosari, uno dopo l'altro e ho sentito l'immensa bellezza della consolazione nella preghiera, anche solo per qualche ora.
Avevo sempre sentito parlare della consolazione con la preghiera nei momenti di buio, ma non l'avevo mai vissuta concretamente, in modo cosi reale, intenso e tangibile; era come se piano piano, ad ogni Ave Maria, il macigno sul petto si sgretolasse per poi sparire.
In ogni istante sai, hai la certezza, che ti puoi aggrappare e verrai sostenuta oltre ogni immaginazione... e ancora grazia...


Da un mese ho il cuore a pezzi e lo sguardo in cielo.

Questa è la frase che riassume come sto vivendo il lutto.
Il cuore in pezzi è una conseguenza normale, ogni volta che penso a quella notte si forma una piccola crepa...
"Perchè? Perchè lui? Era ancora giovane... avevamo ancora un sacco di cose da fare... soprattutto con i bambini"
E' una delle classiche domande... inevitabili, quasi di routine.

Ma nei momenti di lucidità subentra un'altra domanda "perchè non lui?"...

Abbiamo sempre la presunzione di sapere quando sarebbe dovuto accadere, quando sarebbe stato meglio... e quando accade, per noi, non è mai il momento giusto... anche questo è normale..
Ma se è accaduto ora, vuol dire che doveva essere cosi..
Fa male, fa male in un modo indescrivibile, ma so che il Signore fa bene tutte le cose, anche quelle che io non riesco a capire...
E se ci penso ora, ad un mese di distanza, per quanto il dolore e le lacrime siano oramai qualcosa con cui vivo quotidianamente, beh, in tutto questo dolore sento l'infinito amore del Signore che è lì per me, è pronto, bussa, devo solo decidere quando lasciarlo entrare ma già lo sento, lo percepisco anche se la porta è ancora socchiusa.
Ci sono dei tempi umani diversi per certi eventi, dobbiamo rispettarli, soprattutto per noi stessi... è difficile, ancora in alcuni momenti non mi sembra vero, mi sembra surreale, probabilmente perché cosi improvviso... tempo, serve tempo.. tempo e preghiera.

Devo dire che anche la musica mi ha aiutata tanto, in quei giorni ascoltavo solo i Reale e i The Sun, mi hanno accompagnata nei viaggi di andata e ritorno, se mi vedeva qualcuno mi prendeva per pazza...cantare a squarciagola e in lacrime...

Ed è proprio questo che mi fa tenere lo sguardo in cielo, sia per immaginare papà (avevamo la passione per il cielo, le stelle etc..), sia perché, lassù, verso l'alto il Signore mi sostiene.

Il sostegno non arriva solo dalla consolazione nella preghiera ma anche dalle persone che Lui ci manda e sono state tante, inaspettate... io, quella che spesso si sente di troppo, che non crede di meritare amore o apprezzamenti, sono stata inondata di talmente tanto affetto che mai avrei potuto immaginare, ci ho messo giorni a rispondere a tutti. (grazie di cuore)

Mio marito è stato tanto paziente, mi ha sostenuta a distanza, in punta di piedi, perché io, nel dolore, ho bisogno del mio spazio, di non avere nessuno addosso e lui lo sa.

Poi ci sono state loro, alcune amiche che, nonostante siano sparse per l'Italia, hanno fatto recapitare dei fiori per papà e un biglietto splendido con scritto:

"La mia carne e il mio cuore possono venir meno, 
ma Dio è la roccia del mio cuore e mia parte di eredità, in eterno" (Salmo 73,26)

E' proprio vero, Dio, roccia del mio cuore e del mio spirito...
Se ripenso a come ho vissuto alcuni lutti significativi nella mia vita, mi rendo conto di come ci sia stata una forte evoluzione con la conversione.
La morte è stata una delle cose che mi ha portata a lasciare la fede per altro ed è stata sempre lei a farmi riavvicinare.

Quando morì un amico di mio fratello, decisi che non valeva la pena continuare ad avere fede, perché le preghiere erano prive di senso.. avevo solo 13 anni.
La morte di Giovanni Paolo II, mi portò a riflettere e a vedere alcune cose in modo diverso, a rimettere in discussione il mio percorso pagano....
La morte di mia nonna (avvenuta in fase di conversione ancora acerba) mi fece scoprire la preghiera incessante, quella che tiene conto della volontà di Dio e non della nostra.
La morte di papà mi ha fatto scoprire la consolazione della preghiera, l'amore del Signore, la sua immensa grandezza.

La morte probabilmente è un mio punto di appiglio, tanto che sto approfondendo molto tutto ciò che riguarda anche il tema delle anime del purgatorio, delle messe gregoriane, le messe perpetue e l'importanza delle messe per i defunti...
Vi farò sapere come si evolve e cosa imparo di nuovo riguardo questo tema...oltretutto tema che stavo iniziando ad approfondire proprio 2 giorni prima della morte di papà.

Pregate per lui se avete qualche minuti di tempo, pregate per i defunti perché possano godere della vita eterna con Cristo.

A presto.

martedì 20 aprile 2021

Allattamento e moda modesta, idee e trucchi.

 


E' da parecchio che voglio scrivere qualcosa sul tema moda modesta e allattamento e finalmente eccomi qui.
(anche moda modesta e gravidanza, ma abbiate pazienza)

Per poterlo scrivere ho chiesto un aiuto ad un'amica, dato che io, nonostante 3 figli, non ho mai allattato per più di 2 o 3 settimane (per svariati motivi) ; allora ho chiesto a Linda che è stata la mia "consulente" per poter avere le dritte giuste su cosa consigliarvi senza sbagliare o dire strafalcioni, anche perché se non si ha esperienza non ha senso scrivere)

Tenete sempre presente che qui si parla nello specifico di moda modesta (e allattamento).

Dobbiamo partire dall'idea che l'allattamento non è un gesto improprio, ovunque ci si trovi, chiesa compresa, poiché non è esibizionismo ma un gesto di nutrimento e amore verso il proprio figlio.
Partendo da questo presupposto e dall'idea che è possibile allattare anche in luoghi religiosi, possiamo pensare di vivere al meglio tutto questo anche grazie ad un abbigliamento più adatto alle varie situazioni.
Un esempio terra terra, in chiesa in estate non metterò una canotta da allattamento, ma adatterò il tutto indossando un abito con taglio all'altezza del seno... ovvero l'allattamento non deve essere un pretesto per mostrare il senso ai quattro venti in qualsiasi luogo... ma ora vediamo meglio...

Iniziamo con la base, ovvero sotto il vestito.... un reggiseno adatto.
Ne esistono svariati modelli da allattamento, quelli che permettono di scoprire meno sono quelli con la coppa che si apre e chiude con un gancetto.

Passando allo strato superiore, ci sono svariate alternative anche in base alla stagione.
In estate è più semplice dato che può bastare una maglietta con il collo ampio oppure una canotta che ti permette anche semplicemente di abbassarla, per poi aprire la coppa del reggiseno (accennato prima) e si può allattare senza nemmeno scoprire troppo.
C'è anche l'accoppiata maglietta e canotta, alzi una e abbassi l'altra e non ti ritrovi con la pancia al vento.
Se volete coprire ulteriormente perché non vi sentite a vostro agio abbassando la maglietta o la canotta, potete utilizzare una pashmina  oppure delle mussole in cotone (per coprire un po' il seno NON il bambino! ;) )

Esistono anche magliette per allattamento con un taglio sotto il seno cosi da non dover ne alzare ne abbassare ma semplicemente aprire l'apertura e di conseguenza allattare.
Decisamente immediate!



Quando fa freddo, potete optare per varie soluzioni, da quelle più eleganti con abiti appositi e ce ne sono di vari modelli:
- con aperture laterali o all'altezza del seno
- semplici con la parte del seno incrociata
- cerniera o bottoni all'altezza del seno





Le camicie sono un'ottima soluzione, basta sbottonare leggermente e si può allattare subito.
Maglietta e cardigan sono un'ottima accoppiata.


Ovviamente ci sono anche versioni più sportive, anche se la seconda felpa più accollata non è il massimo ma vedremo dopo il motivo:


DA EVITARE:

- cose troppo accollate che non permettono di poter allattare con facilità rischiando di ritrovarvi ad essere impacciate... se hanno poi laccetti etc possono dare fastidio al bambino.
- il poncho, oltre al rischio che il bambino abbia troppo caldo, potrebbe anche non vedervi e il contatto visivo nell'allattamento è un momento speciale e di intimità (qualche ricordo per quel poco che ho allattato c'è)

martedì 23 marzo 2021

Dai semi della Pasqua alla Via Lucis; in cammino con il Risorto.

 

Quando il seme muore porta frutto..


Ci stiamo avvicinando all'evento più importante per noi cristiani, la Pasqua; ma, prima di arrivare al grande giorno, possiamo fare ancora alcune cose per rendere più concreta e nostra questa attesa.
Per questo ho pensato di condividere alcune attività che potete fare a casa, non solo per l'attesa della Pasqua ma anche per il dopo.

Prima di tutto una Via Lucis diversa dal solito, basata sui 5 sensi +1 con delle brevi meditazioni che troverete nel file pdf allegato
E' possibile personalizzare ulteriormente questa Via Lucis decidendo di meditarla dal venerdi Santo, oppure nella settimana santa, oppure (e questo sarebbe l'ideale) dal sabato Santo in poi per poter vivere in modo concreto anche il periodo fino a Pentecoste, magari con una stazione a settimana.

Un'altra attività in attesa della Pasqua riguarda le Resurrection eggs, ovvero le uova della resurrezione di cui vi ho già parlato in un articolo dedicato che trovate QUI. (vanno preparate 12 giorni prima della Pasqua)

Un'altra attività più estetica è l'albero di Pasqua, anche se ha un senso ben preciso.

L'albero di Pasqua.


Questa attività richiama sicuramente all'idea dell'albero di Natale, ma in realtà ogni cosa ha un significato ben preciso e no, non dovete tirare fuori dagli scatoloni albero e addobbi, basta veramente poco.

Occorrente:
- un ramo o dei rami secchi
- Cartoncini oppure carta bianca, colori e del filo.

Non andranno appesi degli addobbi a caso ma quattro tipologie di decorazioni, ognuna delle quali ha un significato che potete spiegare ai bambini oppure se lo fate per voi, potete meditare sul significato.

Le uova: segno della vita che sempre nasce in mezzo a noi; dalle uova nascono i pulcini, come dal sepolcro rinasce Gesù risorto.
(ci sono altre curiosità e tradizioni sulle uova che trovate QUI)

Le colombe: uccelli belli ed eleganti, ci ricordano ben due cose; lo Spirito Santo, la grande forza d'amore di Dio che ha fatto risorgere Gesù, e la pace, uno dei più grandi doni che ci ha fatto Gesù.

I pesci: ci ricordano Gesù e il suo amore per noi. In greco, pesce si dice icthus e le singole lettere di questa parola sono le iniziali di "Gesù Cristo, Figlio di Dio Salvatore". I primi cristiani, disegnando un pesce, indicavano la loro fede in Gesù.

Le campane: la notte del Sabato Santo le campane di tutte le chiese suonano per dire a tutti che Gesù è risorto! Gesù è vivo, ha vinto la morte! 

Quelle che seguono sono attività da fare il giorno di Pasqua.

I semi di Pasqua.


Questa attività l'ho pensata ricordandomi dei germogli di grano.
Una delle attività che si fanno nel periodo di quaresima, circa 3 settimane prima della Pasqua è quella di creare un mini giardino in un sottovaso, sia in versione "giardino della resurrezione" sia quello dei germogli di grano,
Quello dei germogli di grano ha come significato del Vangelo del chicco di grano "se il chicco di grano caduto a terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto".
Ecco, vorrei creare una versione diversa, per il dopo Pasqua, per questo ho pensato ai semi di Pasqua.
(sarebbe carino chiamarla anche "la semina di Pasqua")

Occorrente:
- un vaso
- della terra
- semi di fiori o bulbi

Il giorno di Pasqua prendete un vaso con della terra, mette qualche seme o bulbo a seconda di ciò che preferite e iniziate a curare questi semi in attesa che inizi a spuntare qualcosa.
Prendetevene cura come fate per la vostra fede nel quotidiano, ciò che starà per nascere sarà la memoria di quella resurrezione che ha cambiato il mondo, che cambia e può cambiare il nostro di mondo in un modo che nemmeno possiamo immaginare.
Il giorno di Pentecoste controllate a che punto è la crescita, potreste anche annotare i progressi nel diario di preghiera e continuate a prendervi cura dei germogli e della vostra fede in contemporanea.

La croce fiorita.


Ecco un'altra attività da preparare il giorno di Pasqua, meglio la mattina, la croce fiorita.
Croce che passa da strumento di morte a simbolo di vita.
Quella croce spoglia, scura, che ci ricorda il sacrificio di Gesù fino alla morte, noi la orneremo di fiori e decorazioni che richiamano alla vita e alla gioia.
Per crearla è semplice, ci sono innumerevoli alternative, dal semplice disegno su carta all'utilizzo di bastoncini o mollette di legno per poi aggiungere fiori veri, finti, creati con la carta pesta, e non deve mancare un piccolo rametto d'ulivo.

Buon cammino.

mercoledì 17 febbraio 2021

Diario di Quaresima, in cammino con le donne della Bibbia.


clicca per scaricare il pdf
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(Tutto ciò che riguarda la quaresima degli anni precedenti sbirciate nella sezione QUARESIMA.)

Mercoledi delle ceneri, primo giorno di Quaresima, che il cammino abbia inizio...
[sarà possibile scaricare il percorso in formato PDF, cliccando QUI]

Quest'anno sarà un cammino particolare, diverso dai soliti che ho proposto in precedenza e sarà fatto attraverso le donne della Bibbia grazie ad un diario di viaggio chiamato "Diario di Quaresima".
Sapete che sono fissata con questa cosa delle donne nella Bibbia, donne Sante etc, per cui non poteva mancare un intero percorso basato sulle donne per accompagnarci attraverso questo periodo speciale.

Saranno loro ad accompagnarci in queste settimane attraverso l'antico e il nuovo testamento, attraverso il loro vissuto e la loro testimonianza di vita.
Attraverso le loro cadute e la loro fede, i loro dubbi e le azioni di Dio nella loro vita.

Prima di entrare nelle storie delle nostre sorelle nelle Scritture, è importante tenere a mente ciò che il Signore ci ha insegnato.

Per questo, durante la prima settimana (da oggi, Mercoledi delle Ceneri), guarderemo 4 insegnamenti diversi di Gesù su come pregare - con umiltà, perdono, perseveranza e concentrazione.
Sentiremo le parole di questo passo proclamato oggi a Messa dove Lui ci ricorda che qualunque cosa facciamo come parte delle nostre pratiche di fede - riguardo la preghiera, il digiuno ed elemosina - dobbiamo farlo solo per Dio, non per l’ammirazione di altre persone.
Cerchiamo di essere determinate e proviamo veramente ad impegnarci. 
Quest’anno non falliremo in questa Quaresima, non ci distrarremo nè cadremo in tentazione! Cresceremo più vicino a Dio e scriveremo ogni giorno nel nostro Diario sperimentando la preghiera incessante e il digiuno senza lamentarci.

PICCOLO SPOILER: Non andrà cosi!

Inciamperemo sicuramente durante questa Quaresima, non avete idea di quante volte!! 
Cadremo in modo spettacolare. Ma sorelle, è QUESTO il punto.
Dio ci insegnerà una cosa importante, ovvero che LUI è il centro, non noi; che siamo chiamati a fedeltà ed umiltà, non successo o medaglie d’oro; che nessun nostro peccato è troppo grande per lui da superare; che ciò che importa di più è ricevere l’amore di Dio e condividerlo con gli altri.
Prendete coraggio per il viaggio, sorelle. 
Ci siamo dentro insieme. 
Lui vede ognuna di noi e vuole darci cose buone in questa Quaresima.

Nella prima settimana intera di Quaresima, riflettiamo sulle fondamenta della nostra preghiera: la nostra relazione con Dio.
Dove trovi Dio nella tua vita oggi? Quali parti della tua fede sono forti? Quali parti sono piene di lotta o incertezza?
Lo scopo della penitenza e della preghiera della Quaresima è di avvicinarci a Dio, ma a meno che non conosciamo il nostro punto di partenza, non comprendiamo pienamente dove Dio ci sta guidando.

Pensa alle tue relazioni più strette con la famiglia o gli amici, come le nutri? Dove speri di crescere o cambiare?
Quali problemi o sfide sembrano emergere più e più volte con le persone che ami?

La nostra relazione con Dio ha bisogno di amore e attenzione come ogni altra relazione.
Siamo stati creati con e per la nostra relazione con Dio, prima ancora che potessimo parlare o pregare. E proprio come il nostro rapporto con le persone nella nostra vita è definito da più delle nostre abitudini di comunicazione con loro, la nostra relazione con Dio - e l'amore di Dio per noi - precede la nostra preghiera in modo meraviglioso.
Siamo amati ancor prima di aprire le nostre bocche per pregare.
Nel percorso esploreremo la nostra relazione con Dio attraverso le storie di donne che hanno parlato direttamente con Dio: Eva, Agar, Marta e Maria Maddalena. Donne tutt'altro che perfette, come noi, ma hanno cercato di conoscere, amare e servire Dio - anche attraverso i loro peccati e attraverso i momenti più difficili della loro vite. Le loro storie ci insegnano come il nostro rapporto con Dio sia il fondamento di tutto ciò che siamo e tutto ciò che facciamo.


Per poi passare a Miriam, l'Amata dal Cantico di Salomone, Maria la Madre di Dio e Anna la profetessa. Le loro parole e azioni sono scritte per noi nella Scrittura per ispirare il nostro amore e adorazione di Dio. Se entriamo nelle loro storie con cuore umile, aperte ad imparare dalla Parola di Dio, possiamo scoprire che questa Quaresima potrà cambiare la nostra posizione verso Dio: portandoci ad inginocchiarci non per paura o colpa, ma per meraviglia e stupore per quello che Dio sta facendo nelle nostre vite.
Poi ancora Sara, Rebecca, L'adultera, La donna samaritana....
E ancora...Noemi, Sara, La donna cananita, La donna sanguinante.
Anna, Giuditta, Elisabetta e la suocera di Pietro. Quattro donne le cui parole e azioni portano alla vita le preghiere di ringraziamento. Possano le loro storie riempire i nostri cuori di ringraziamento, proprio mentre la Quaresima volge al termine.
Per poi arrivare alla settimana santa...

In questo tempo scopriremo come entrare in relazione con il Signore, come riscoprire la confessione da un punto di vista diverso ovvero come preghiera; scopriremo come vedere alcuni brani di vangelo con una chiave di lettura diversa.
Scopriremo che cadere è anche un bene purché ci sia la consapevolezza che possiamo sempre rialzarci e ripartire.
Nel gruppo Facebook ogni giorno ci saranno le letture, preghiere e riflessioni, mentre su instagram solo piccoli spunti e verrà utilizzato #diariodiquaresima 

In questo tempo di Quaresima, come detto in precedenza, ci sono tre elementi fondamentali che vi ripeto ogni anno ma lo faccio ancora perchè sono una gran rompi scatole.

Il digiuno
La Preghiera
L'Elemosina

Sono aiuti per liberarci da noi stessi e che ci aiutano a relazionarci con il Signore per vivere l'amore e la misericordia.
Ora vediamoli uno ad uno ma li troverete anche nel cammino che faremo da qui alla Pasqua.

Digiuno.

"Verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno" (Matteo 9,15)

Il Signore prevede il digiuno per il suoi discepoli, ed esorta noi a viverlo come occasione per prendere coscienza chiara del nostro limite creaturale e diventare cosi compassionevoli verso quanti non hanno mezzi di sostentamento.
Il digiuno diventa un esercizio di discernimento da ciò che ci serve realmente rispetto a ciò di cui pensiamo di avere bisogno.
Spesso non ci rendiamo conto di quanta abbondanza abbiamo, non solo alimentare ma di ogni cosa, per questo il digiuno va visto in modo più ampio diventando cosi un esercizio di umanità.
Ci ritroviamo quindi a fare un pò il punto della situazione sul nostro rapporto con il cibo e con tutte le altre realtà con cui abbiamo a che fare e con cui nutriamo la nostra vita.
<<Il segreto di un digiuno accetto da Dio ha senso nella misura in cui sciolga "catene e legami">> (Isaia 58,6)
In questo modo, il digiuno conserva si la sua caratteristica ascetica di privazione e mortificazione, ma comprende un senso di aiuto all'elevazione della coscienza che l'uomo ha di se stesso.
Si può optare per un'astinenza oppure per una sospensione completa per un tempo previsto, l'importante è far emergere la verità del proprio desiderio per purificarlo.

Preghiera.

La preghiera è innanzitutto un atto di presenza a Dio, di ricerca del suo Volto.
La preghiera è una scuola di vita e fa della vita una scuola di ricerca del volto di Dio fino a riconoscerlo negli innumerevoli volti umani.
Attraverso la preghiera diventiamo capaci di onorare il nostro limite senza esserne schiacciati, dove quel limite diventa uno sgabello che ci permette di lanciarci alla scoperta del mondo di cui facciamo parte e che è tanto grande e stupendo.
La preghiera ci permette di riscoprire la leggerezza fatta dai gesti d'amore semplici e allo stesso tempo forti.In fin dei conti basta poco, le mani giunte e gli occhi socchiusi; mettersi vicino alla terra inginocchiandosi senza perdere, ma recuperando interamente la nostra dignità; una parola o silenzio...
Quanto è semplice e meraviglioso pregare!
Cosa è pregare?
lo si può sperimentare continuamente come quando si vive un atto d'amore o un sussulto di disperazione dove non è mai totalmente nuovo ma allo stesso tempo è completamente unico.
La preghiera è un lavorare su se stessi per curare una relazione con Dio, perchè se non parliamo con lui, se non preghiamo come possiamo avere con lui una relazione? E' impossibile.
Ogni volta che il nostro cuore si apre al rischio della preghiera, ci regaliamo la possibilità di guardare la nostra vita da un punto di vista più ampio.
La preghiera nonostante possa sembrare qualcosa di intimo e privato, in realtà ci mette sempre in comunione con tutti o nostri fratelli e sorelle in comunità ma anche con tutte le creature del cielo e della terra.

La bontà del digiuno e la vertà della preghiera si giudicano dai "frutti" di conversione.
"Cosi ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi" (Mt 7,17)

Elemosina.
questa terza opera quaresimale è spesso fraintesa o mal utilizzata poichè si rischia di tradurla in un gesto con cui ci si libera del fastidio dell'altro che ci chiede aiuto o solo attenzione.
Nelle scritture questa parola ci riporta a quel balsamo di misericordia che chiediamo continuamente a Dio per noi - Kyrie eleison!- e che ci impegniamo a spalmare dolcemente sulle ferite e le fatiche di tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino.
Basta ricordare queste parole di Gesù:
"Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro" (Lc 11,41)
Ci si deve distogliere dal totale amore di sé per aprirsi a qualcosa di più grande, a quella conversione che ci porta all'amore incondizionato per l'altro.

Buon cammino.

giovedì 17 dicembre 2020

Liturgical living: la liturgia nel quotidiano tra farina e memoriali.




Liturgical Living.

“Liturgical Living”, questa strana parola che sembra non appartenerci, in realtà è molto in voga negli Stati Uniti e devo dire che sta tornando in auge anche in Europa.
Probabilmente ci si sta rendendo conto sempre di più che trasmettere la fede, soprattutto alle nuove generazioni, non passa solo dall’andare a Messa la domenica e dal frequentare il catechismo. 
Spesso il nostro sacerdote specifica che il primo luogo di catechesi deve essere la casa, la famiglia, ed è cosi, senza un'educazione religiosa che parte da casa, diventa difficile capire cosa voglia dire vivere pienamente da cristiani.
Per trasmettere ciò in cui si crede, bisogna dare testimonianza, per farlo non servono grandi cose, si deve partire dal quotidiano.
Varie volte qui nel blog ho dato qualche indicazione per poter aggiungere qualcosa di nuovo per riscoprire cose ormai poco in uso.

E' da questa idea che dovrebbe nascere l’esigenza di vivere qualcosa di universale e allo stesso tempo particolare, ma nelle nostre case, coinvolgendo tutta la famiglia, soprattutto i bambini e ragazzi adattando all'età ogni cosa.
Per poterlo fare dobbiamo prima di tutto capire che vivere la liturgia quotidianamente non è qualcosa solo per consacrati e solo con determinate preghiere.
Possiamo viverla anche preparando un semplice disegno con una pecorella per ricordare Sant'Agnese oppure preparare una rosetta con il prosciutto per ricordare Don Bosco, preparando la cena ebraica il giovedi Santo e molte altre piccole cose.
Non è obbligatorio, ma provare può essere una gran bella scoperta, come dice il tutolo, la liturgia nel quotidiano tra farina e memoriali, ovvero tra un impasto in cucina e una preghiera.
Si, perchè anche colorare un disegno oppure cucinare può diventare preghiera e può avvicinare al Signore.

Per cui ho pensato di condividere qui qualche indicazione per poter fare entrare nella routine la liturgia, non tutta in una volta ma a piccoli passi.
Anche io sto ancora imparando, alcune cose sono nuove, altre invece le ho già sperimentate e ad ogni giro dell'anno aggiungo qualcosa.

Per semplificare il tutto, a fine articolo troverete il link al calendario di liturgia quotidiana creato insieme a 3 amiche, appositamente per queste attività sia ebook che cartaceo, in questo modo è già tutto scritto e pronto per iniziare a gennaio 2021.
Inoltre da gennaio la vivremo insieme anche su instagram.

Ora vedremo alcune idee per iniziare.

La prima cosa da fare è prendere un normale calendario oppure un'agenda e appuntare le basi (che seguono) cosi che possiate avere sott'occhio ogni punto e non rischiate di dimenticarvi.
Va benissimo anche utilizzare i promemoria dello smartphone, anzi, all'inizio è utilissimo, magari impostandoli il giorno prima per poter preparare ciò che vi serve.
Ecco nello specifico:

- Festeggiare gli anniversari di battesimo di ogni membro della famiglia.
(Se non conoscete la data potete chiedere ai vostri genitori o alla parrocchia in cui siete stati battezzati.)
Per l'occasione potete accendere una candela e rinnovare le promesse battesimali (se addirittura avete quella del battesimo potete utilizzare quella).
Inoltre potrete lasciare al festeggiato la scelta per un’attività da fare, oppure potrà scegliere il suo piatto preferito etc.. proprio come se fosse una festa di compleanno.

Festeggiare gli onomastici di ogni membro della famiglia.
Nei giorni precedenti cercate la storia del Santo o della Santa, leggetela nel giorno della ricorrenza.
Se volete fare le cose in grande, il che è sempre gradito, organizzate una piccola merenda speciale in famiglia in ricordo del Santo oppure un'attività che lo possa ricordare.
Preparate dei piatti a tema, ci sono Santi con dei piatti tipici collegati, oppure delle attività particolari da fare nel giorno specifico, in questo modo potrete scoprire cose nuove ogni volta.
(alcune le ho accennate all'inizio)

- Coinvolgete la famiglia, suddividetevi le festività e le ricorrenze, i bambini si potrebbero divertire molto nell'avere un compito specifico e per loro sarebbe un ottimo modo per imparare molte cose.
Sarà scontato dirlo, ma adattate tutto alle età, ad esempio per Sant'Agnese, se il bambino è piccolo potete far scegliere a lui la pecorella e voi la stampate poi fate il lavoro insieme.
Se è grandicello potrà occuparsi direttamente della ricerca della storia del Santo o della festività creando anche un Lapbook (attività che trovo stupenda).

- Soffermatevi sulle festività/tradizioni più conosciute per poi passare piano piano alle altre incorporandole nel vostro quotidiano.
Consiglio di iniziare ad osservare in modo più attento le tradizioni, provando ad avere occhi nuovi per comprenderle e viverle più a fondo come il Mercoledì delle Ceneri (con la tradizionale cenere sul capo, soffermandosi sul significato di quel gesto nella nostra vita), la Settimana Santa (ricreando la cena ebraica, la via crucis etc QUI), Ognissanti (con una merenda a tema), San Nicola (con una bella cioccolata calda e dei biscotti raccontando qualche storia a tema) ecc..
Per Santa Lucia abbiamo preparato i biscotti tutti insieme e colorato un disegno che raffigurava la Santa, i bambini hanno iniziato a chiedere il perchè del velo, degli occhi etc.. è stato molto interessante. (lascio la ricetta a fine articolo)

- Preparare il proprio Te Deum a fine anno, oppure crearne anche uno di famiglia come vostra libera tradizione.

- La domenica organizzate un bel pranzo in famiglia, è un giorno di festa e spesso ce lo dimentichiamo sopraffatti dai troppi impegni.

Tutti i venerdi dell'anno (con alcune eccezioni), digiunate o fate penitenza come durante la quaresima. 

Le Solennità scandiscono l'anno liturgico essendo i giorni più importanti. 
Possiamo dire che sono giorni santi in cui c’è l’obbligo di andare a Messa e variano di Paese in Paese, ma che possono essere vissuti in modo molto più concreto, vivo e profondo.
[Ricordatevi che se una Solennità ricade il venerdì, non è richiesto l'astenersi dalla carne, di conseguenza si può fare un atto di penitenza diverso.]

- Non limitatevi a "subìre" la solennità o la festività ma cercate di viverla a pieno preparandovi qualche giorno prima cosi da essere preparati, ecco perchè è importante segnare le ricorrenze in anticipo, va bene anche mese per mese.

Riscoprire tradizioni che sono state lasciate un po da parte, ad esempio... 
- le quattro tempora.

Cosa sono?
Le Quattro Tempora (in origine erano tre) sono quattro distinti periodi di tre giorni (mercoledì, venerdì e sabato) di una stessa settimana destinati al digiuno e alla preghiera.
Cadono fra la terza e la quarta domenica di Avvento (Inverno) , fra la prima e la seconda domenica di Quaresima (primavera), fra Pentecoste e la festa della Santissima Trinità (estate) e generalmente la settimana seguente l'Esaltazione della Santa Croce (autunno).
Praticamente sono collegate al cambio delle stagioni per cui al ciclo naturale.
La Chiesa prescriveva il digiuno in tutti i giorni delle Quattro Tempora e l'astinenza in ogni venerdì, e i fedeli sono invitati a confessarsi. 
Questa regola non è scomparsa, ed è tutt'ora seguita dai fedeli che lo desiderano.
Per essere corretti viene seguita in particolare da coloro che osservano il calendario liturgico del 1962.
[Scriverò un articolo specifico sulle quattro tempora per spiegarle singolarmente]

Come potete vedere di occasioni ce ne sono tantissime, da cose più solenni a quelle più leggere e semplici con biscotti e dei disegni.
Non lasciatevi spaventare dalla quantità di cose che si possono fare, iniziate piano piano, fare una selezione non è nulla di male ma può essere un grosso aiuto per capire cosa fa per voi.
Se volete provare potete seguire i post e storie di instagram (Stile di vita di una folle donna cattolica) dove metto moltissime cose inoltre è stato creato un account legato proprio al calendario liturgico "Vivere la liturgia" (potete seguirmi entrambi)

Per qualsiasi domanda, dubbio o suggerimento potete scrivermi in privato nei vari canali social.
Buon cammino.
Un abbraccio




martedì 24 novembre 2020

Le donne dell'annuncio, quella sottomissione che sa di elevazione.



Due letture degli ultimi mesi, una iniziata da poco, l'altra terminata, mi hanno dato tanto e vorrei condividere qualche pensiero oltre ad alcune cose scoperte durante la lettura.
(alla fine del post trovate i riferimenti)

Quando frequentavo il paganesimo era normale parlare di patriarcato sottolineando il ruolo della donna sottomessa ed emarginata, il tutto in chiave estremamente negativa.
Era un modello da "combattere", una radice che andava estirpata dalla società perché dannosa.
Una delle cose che mi avevano attirata del paganesimo era proprio il dualismo Dio-Dea, il ruolo attivo della donna, non solo dell'uomo... una sorta di equilibrio che improvvisamente ritenevo necessario.
La maggior parte delle tradizioni, soprattutto di ramo dualista, seguivano questo equilibrio delle divinità per cui era presente un Dio e una Dea oltre ad innumerevoli archetipi; nonostante ciò, il tarlo del patriarcato portava spessissimo a dare più importanza alla Dea ovvero alla parte femminile (se vogliamo essere pignoli, si riscontrava poi un con conseguente squilibrio).

Oggi nei percorsi politeisti, dualisti etc, si ha una sempre più forte attrazione per la riscoperta del matriarcato (presente in molte culture antiche), una sorta di "Girl Power" in chiave rivisitata, un po' nuova e un po' antica (dipende se trovi quella in modalità femminista repressa o se trovi quella tranquilla non arrabbiata con il mondo).
Un po' nuova perché oggi si tende a estremizzare questa idea di "Potere alle donne" in modo quasi eccessivo, se non estremizzi non combatti; un po' antica perché, per le donne più sagge è fatta silenziosamente, in modo pacato, non urlato.
Quel modo pacato di ridare "potere" alle donne, mi ricorda un po quello della Bibbia, quello di cui molti non ne conoscono l'esistenza, quello che molti non vedono dando per scontato che la donna sia una povera donzella schiava sottomessa senza alcun ruolo, un soprammobile sfruttato quando in realtà non è cosi.

Dobbiamo solo togliere un po' di peso dal cuore e polvere ai pensieri.

In un tempo in cui c'è indignazione per una donna che decide di fare la casalinga oppure che trova normale stirare e stare in cucina per il puro piacere di farlo, vorrei rispolverare la figura della donna di un tempo lontano.
Un tempo in cui nell'immaginario collettivo aveva un ruolo marginale, dove il patriarcato prevaleva e per molti tutto ciò è qualcosa di inaccettabile, ma se guardiamo bene, con occhi nuovi, la donna, nel suo silenzio, nel suo essere marginale, aveva il ruolo più importante di tutti, era la guida per la famiglia, quel punto di riferimento che se tolto rendeva tutto più spento e vuoto.
Per essere importante non è necessario fare rumore, sedere su di un trono, fare un lavoro di prestigio, per essere importante serve ben altro, è saperci essere, saper essere anche senza parlare.

La donna nella Bibbia va osservata attentamente, come si muove, cosa fa, come parla, perché essa trasmette soprattutto dove meglio prega e penso possiate immaginare dove..
Il suo mondo sacro più che il tempio è la casa, eh si, proprio la casa, quel luogo che racchiude le sue gioie e i suoi drammi, dove esercitava ed esercita il ruolo più importante per la famiglia e per se stessa.
In quella sua dimora la figura femminile si staglia con una compostezza, una sacralità e una devozione pari ad una sacerdotessa quando celebra le ricorrenze religiose, quelle importanti nella vita d'Israele, specie la Pasqua.
Allora come oggi, in ogni solennità è lei il personaggio principale che anima la festa.
Provate ad immaginare una festa, una celebrazione senza la donna... senza il suo impegno nel preparare, senza la cura con cui mette ogni cosa nel posto giusto, non sarebbe lo stesso.
Per quanto un uomo possa impegnarsi (in assenza di una figura femminile o in suo aiuto), non potrà mai eguagliare l'essenza femminile.

Ritornando alla Bibbia, è lei che fa vivere la liturgia settimanale dello shabbat (il sabato), un giorno sacro da ritagliare tra le varie faccende domestiche e uno spazio da dedicare al Signore, ringraziandolo per i benefici ricevuti.
Possiamo dire che è il perfetto equilibrio tra Marta e Maria, il fare unito alla preghiera.

In Israele, il sabato la donna non compie azioni speciali, (non serve fare cose straordinarie, ma ordinarie cariche di significato) si serve di piccoli gesti per ricordalo; quei piccoli gesti che fanno la differenza.. pulisce ed illumina la casa, diffonde un'aria di festa, cucina con una cura particolare e ricorda alla famiglia che quel giorno è speciale.
Non solo, accende candele in ogni stanza cosi che la luce si possa diffondere rallegrando la casa in preparazione alla preghiera.

La donna in sintesi rivestiva un ruolo sacro, ricordava (gesto di una premura meravigliosa) la festa con segni particolari: ceri, olio, rami d'ulivo, pulizia della casa, cibi speciali, faceva indossare alla famiglia il "vestito buono", quello che per noi è della domenica (di cui vi ho parlato poco tempo fa), ma la cosa più importante è che, nell'intimità famigliare veniva chiamata "maestra di preghiera"... che onore...

Ad oggi tutto ciò si è quasi perso, si parla, anzi, si urla di emancipazione, di parità dei sessi, del fatto che la donna è sempre stata messa da parte, quando nella realtà dei fatti, la donna è sempre stata silente (peculiarità che trovo assolutamente sublime) ma non per questo marginale.
Secondo la società la donna è realizzata solo se sta fuori casa, solo se sui libri di scuola viene detto che lavora, sia mai dire che sta bene a casa..
Trovo questo estremamente triste e anzi, a mio parere toglie importanza alla donna.
La donna è importante laddove si percepisce la sua essenza.

Riprendendo quanto detto sopra, senza di lei la casa sarebbe stata sterile, vuota, senza calore.
Sarebbe più che mai necessaria un'azione femminile per pregare ancora nella sfera famigliare e sociale, dato il ruolo importante della donna e l'influenza positiva che può esercitare sulle giovani generazioni.

Una frase mi ha colpita particolarmente nel libro "Donne che raccontano di Dio" riguardo questo tema meraviglioso:
 "In un'immagine felice può essere l'isola che si apre all'oceano sconfinato, alla profondità dell'alleanza fedele di Dio per orientare alla fede vera dalla quale scaturiscono il dialogo e l'invocazione"

Nel Nuovo Testamento le donne hanno ruoli speciali, seguono il maestro con fedeltà, non si scoraggiano al rifiuto della gente ne davanti alle persecuzioni o alla morte.
Donne che, quando i discepoli prediletti sono fuggiti, sono rimaste al fianco di Gesù tanto da essere le prime a vederlo dopo la  risurrezione.
Le donne della risurrezione sono mandate dallo stesso Gesù a predicare il Vangelo della gioia e della speranza, le donne che lo ungono, che si prendono cura del suo corpo in silenzio ma che allo stesso tempo svolgono un'azione estremamente importante.
Le donne ci insegnano a credere pregando, ci aiutano a capire il disegno di salvezza, ci aiutano ad avere fede, a pensare che tutto ha un senso..
Ci insegnano a metterci a tavola con i poveri, con gli esclusi, i peccatori per fare in modo di poter comprendere che il Signore è in mezzo a noi sentendo la sua voce che ci chiama, portandoci ad aprire gli occhi.

Paolo scrive:
"Noi siamo dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono" (2Cor 2,15)

In Vangelo ci fa capire la grande importanza delle donne e la loro forte presenza nel messaggio evangelico.

Approfondendo il tema ho scoperto l'esistenza delle Myrofore (o mirofore) che fanno parte della tradizione ortodossa, sono le donne coinvolte nella sepoltura del Cristo e che lo unsero con l'olio profumato, quelle che ricevettero il primo annuncio della Risurrezione di cui vi ho parlato prima.
Solo le portatrici del Verbo, le messaggere della Risurrezione.
Tutt'altro che un ruolo marginale.
Le donne, insieme ai discepoli, saranno chiamate a superare i confini della Terra d'Israele per predicare l'annuncio della Risurrezione ai pagani.

Nella chiesa ortodossa bizantina, la festa delle myrofore è una delle feste liturgiche più importanti in tempo pasquale celebrata la seconda domenica dopo Pasqua per un'intera settimana chiamata "la settimana delle mirofore evangeliste"

C'è una bellissima preghiera a riguardo:
"Le sante donne corsero dietro a te con unguenti, e pur cercandoti come un mortale tra le lacrime, esultanti di gioia, adorarono te, dio vivo, e te annunciarono ai discepoli tuoi, o Cristo, nostro Dio"

Nella tradizione cattolica romana sono invece chiamate "pie donne" e la liturgia latina custodisce ancora l'antico canto con cui si celebra la Pasqua di Risurrezione e accompagna tutta la prima settimana, il "Victimae Pascalis"

Dic nobis Maria, Quid vidisti in via?
Sepulcrum Christi viventis, et gloriam vidi resurgentis,
Angelicos testes, sudarium et vestes.
Surrexit Christus spes mea: praecedet suos in Galilaeam.

["raccontaci, Maria; che hai visto sulla via?" "la tomba del cristo vivente, la gloria del cristo risorto; e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti. Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in galilea".

Il mandato femminile ci insegna a vivere nella luce, a servire, a piegarci, ci dà il senso del bello che si può percepire nell'umiliazione, vissuta nell'amore, perché nell'amore l'umiliazione eleva, innalza, non ferisce.
Un abbraccio.


Testi di riferimento:

giovedì 12 novembre 2020

In cammino verso il Natale... tempo prezioso a costo zero.


[Per le precedenti proposte di avvento, trovate tutto in questa sezione "Natale".]

Quest'anno cammineremo settimana dopo settimana verso la capanna di Gesù bambino conoscendo meglio i vari personaggi del presepe.
Ho pensato ad un percorso settimanale per alleggerire un po le cose e per fare in modo che ognuno possa gestirsi in base al proprio tempo a disposizione.
Questo cammino sarà intrapreso grazie ad un personaggio del presepe diverso ogni settimana e ad alcune piccole attività da fare insieme ai bambini.
Potrete decidere se inserire questi personaggi nel vostro calendario dell'avvento oppure utilizzando una scatola o delle buste a parte.
Noi li inseriremo nei sacchetti della domenica del calendario dell'avvento.

[In aggiunta, ogni settimana nel nostro account di podcast, troverete degli audio con una storia per l'avvento letta da noi]

Le attività saranno riadattabili anche per gli adulti meditando i passi collegati ad ogni personaggio, ma lo vedremo alla fine.

Cosa dovete fare?

Ogni settimana presentare ai bambini un personaggio aiutandoli a riflettere sull'aspetto emotivo facendogli delle domande.
Potete ricreare anche una scenetta.
Stampate i personaggi del presepe e colorateli insieme incollandoli di settimana in settimana sul cartellone per formare un presepe a tutti gli effetti una volta arrivati al Natale.

Ora passiamo al concreto con l'occorrente... (sono tutte cose che avrete sicuramente in casa per cui potrà essere un progetto a costo zero oltre che di riciclo catto-green)

Occorrente da suddividere per le settimane:

- Un cartellone (dove comporre il presepe) 
- Un quadernetto (rinominatelo "Il quaderno del Natale") o dei fogli di riciclo per formare il quaderno.
- Forbici
- fogli A3
- colla
- riviste
- matite colorate
- pennarelli
- acquarelli
- pastelli a cera
- personaggi del presepe da colorare.

Per i personaggi del presepe da colorare, potete scegliere quelli che preferite cercando su google oppure li potete scaricare QUI.
Principalmente Maria, Giuseppe, Gesù, i pastori e la stella cometa.

Ora vediamo prima le attività, poi i personaggi, infine una parte di dialogo con i bambini collegata ad una piccola storia di Natale.

Attività*:

- Prima di tutto ritagliate il primo personaggio della settimana (Maria), leggete il trafiletto che trovate di seguito e, mentre colorate insieme, potete parlare di Lei, di come avrà vissuto quel momento etc..(poi la incollerete sul cartellone nella capanna);
- Provate a far riflettere i bambini sull'attualità del Natale, sul fatto che Gesù nasce ancora oggi e per questo potete utilizzare delle riviste;
- Ritagliate abitazioni, persone etc.. ricreando un'ambientazione moderna del presepe nel vostro quadernetto del Natale.
*Questo per ogni settimana e per ogni personaggio del presepe.

Personaggi:

1° settimana MARIA: L'Angelo Gabriele andò da una fanciulla di nome Maria, cugina di Elisabetta.
Maria viveva a Nazareth ed era fidanzata con il falegname Giuseppe.
"Non temere Maria!", disse l'Angelo Gabriele. "Tu hai trovato grazia presso Dio. Avrai un figlio e gli metterai il nome Gesù. Egli sarà grande e Dio dirà che è Suo Figlio".
Maria era stupita e turbata, ma rispose: "Eccomi, sono la serva del Signore. Dio faccia di me come tu hai detto" (Lc 1,26-38)

2° settimana GIUSEPPE: Quando Giuseppe seppe che Maria era incinta, non sapeva cosa pensare. Allora Dio mandò un angelo a dire a Giuseppe in sogno: "Giuseppe, il bambino che lei aspetta è opera dello Spirito Santo. Gli metterai il nome Gesù, perché salverà il suo popolo da tutti i peccati". Allora Giuseppe sposò Maria. (Mt 1,18-25)

3° settimana GESU': Mentre si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo di partorire ed essa diede alla luce il suo figlio. Lo avvolse in fasce e lo mise a dormire nella mangiatoia. (Lc 2,6-7)

4° settimana PASTORI: Facevano la guardia al gregge anche di notte. Un angelo apparve loro e li invitò ad andare a Betlemme per vedere il bambino che era appena nato: "E' il Salvatore!". Andarono e "trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia". Poi, felici, tornarono al loro lavoro lodando Dio. (Lc 2, 8-20)

5° settimana STELLA COMETA: Maria, Giuseppe e Gesù ricevettero la visita di alcuni sapienti che venivano dall'oriente (Magi). Avevano viaggiato per mesi seguendo una stella lumino e splendida che si fermò sopra la casa dove c'era Gesù. Entrarono, si inginocchiarono e adorarono il bambino, poi gli offrirono i loro doni: oro, incenso e mirra. (Mt 2,1-12)

Storia di Natale

Perché nella grotta c'erano anche il bue e l'asinello?
Mentre Giuseppe e Maria erano in viaggio verso Betlemme, un angelo radunò tutti gli animali per scegliere i più adatti ad aiutare la Santa Famiglia nella stalla.
Per primo, naturalmente, si presentò il leone: "Solo un re è degno di servire il Re del mondo", ruggì, "Io mi piazzerò all'entrata e sbranerò tutti quelli che tenteranno di avvicinarsi al bambino!"
"Sei troppo violento", disse l'angelo.
Subito dopo si avvicinò la volpe. Con aria furba e innocente, insinuò: "Io sono l'animale più adatto. Per il figlio di Dio ruberò tutte le mattine il miele migliore e il latte più profumato. Porterò a Maria e Giuseppe tutti i giorni un belo pollo!".
"Sei troppo disonesta", disse l'angelo.
Tronfio e splendente arrivò il pavone. Sciorinò la sua magnifica ruota color dell'iride: "Io trasformerò quella stalla in una reggia più bella del palazzo di Salomone"
"Sei troppo vanitoso", disse l'angelo.
Passarono, uno dopo l'altro, tanti animali, ciascuno magnificando il proprio dono. Invano. L'angelo non riusciva a trovarne uno che andasse bene. Vide però che l'asino e il bue continuavano a lavorare, con la testa bassa, nel campo di un contadino, nei pressi della grotta.
L'angelo li chiamò: "E voi non avete niente da offrire?".
"Niente", rispose l'asino e afflosciò mestamente le lunghe orecchie, "Noi non abbiamo imparato niente oltre all'umiltà e alla pazienza. Tutto il resto significa solo un supplemento di bastonate!". Ma il bue, timidamente, senza alzare gli occhi, disse: "Però potremmo di tanto in tanto cacciare le mosche on le nostre code".
L'angelo finalmente sorrise: "voi siete quelli giusti!".

Per dialogare con i bambini potete porre delle domande sul racconto come ad esempio "quale animale avresti scelto?" , "cosa avresti fatto per Gesù se l'angelo fosse venuto da te?" e anche questo potete aggiungerlo al vostro quaderno del Natale.

Ps: l'idea del quaderno di Natale andrebbe portata avanti con gli anni, per cui è come se restasse ogni anno una traccia di quel periodo speciale.

Per gli adulti, queste attività sono fattibili apportando qualche semplice modifica, potrete tenere un quaderno del natale/avvento, oppure continuare con il vostro prayer journal.
Inoltre durante l'avvento su instagram e nel gruppo faremo un semplice percorso basato sul vangelo del giorno e una parola chiave che ci accompagnerà quotidianamente.

Per il calendario dell'avvento vi rimando a precedenti articoli che trovate nell'apposita sezione.

Buon cammino!

giovedì 5 novembre 2020

Chiudi gli occhi....e prega per qualcuno.

 



Pregare per gli altri...

Ad agosto sono stata contattata da una ragazza che segue il blog e la pagina, voleva chiedermi di scrivere nel blog come si prega per qualcuno.
Per cui ho iniziato a rifletterci, ma dato che non arrivava nulla di utile ho messo da parte la sua domanda in attesa che potesse arrivare qualche aiuto dai piani alti per rispondere.

Ieri sono andata all'ospedale di Bergamo con due amiche a trovare una mamma con il suo piccolo di 2 anni momentaneamente ricoverato nel reparto trapianti.
Tra una chiacchiera e l'altra la mamma ha detto al figlio "Guarda, è venuta a trovarti una delle zie che ha contribuito a tenerti in vita"....
Questa frase per me ha avuto un impatto molto forte; solitamente viene automatico pensare "non ho fatto niente, ho solo pregato con e come tutte le altre..".
[si era creata un'enorme cordata di preghiera dalla sua nascita.]
Riflettendoci, con le nostre preghiere, un piccolo tassello lo abbiamo messo, e per quanto possa sembrare che non faccia la differenza, per chi riceve preghiere ha un valore immenso.
Sapere di essere supportati e accompagnati con la preghiera anche da chi nemmeno ci conosce ma che ha ascoltato e preso a cuore un nostro appello, rende concreta quell'unione in Cristo che ci rende fratelli e sorelle.

La mente viaggia, pensa e qualcosa arriva ...

Tantissime volte ho chiesto di pregare per me dato che da sola non riuscivo, viene più facile pregare per gli altri piuttosto che per se stessi, probabilmente anche per un fattore mentale con l'idea del sentirsi egoisti pregando per cose personali perché "gli altri ne hanno più bisogno" e pensieri simili..
"Facciamo cosi, io prego per te e tu preghi per me..", in questo modo si instaura un affidamento reciproco non da poco.
Spesso non ci fidiamo delle persone, ma allo stesso tempo ci affidiamo agli altri per pregare, forse dovremmo rivalutare i rapporti con chi ci sta intorno, fare un po di discernimento relazionale.
Senza però dimenticarsi di pregare anche per chi non ci sta simpatico o per chi ci ha fatto del male... fa bene anche a noi stessi.

Come pregare per qualcuno?

Non è una domanda banale soprattutto perché se ce la poniamo significa che la nostra intenzione è seria e l'eventuale richiesta da parte di qualcuno ci sta a cuore.
Pregare è una cosa seria!
Allo stesso tempo posso dire subito che non esiste un modo specifico di pregare per qualcuno.
In realtà è molto meno complicato di ciò che si pensa perché basta una semplice preghiera ricordando la persona interessata.
Si può dire un rosario, un'Ave Maria, un Padre Nostro o una preghiera a cui siamo legati pensando alla persona per cui vogliamo pregare.
Ovviamente non basta una sola volta e poi lasciar perdere, ma ci vuole costanza.
Possiamo includerla in qualsiasi momento senza grossi preamboli, anche mentre passiamo in chiesa ad accendere una candela.

E se mi dimentico?

Se dobbiamo pregare per qualcuno e ci dimentichiamo, (mi è successo un'infinità di volte) non significa che non teniamo a quella persona, semplicemente nel quotidiano ci sono talmente tante cose da fare, appuntamenti da incastrare, distrazioni etc, che diventa quasi normale potersi dimenticare di includere questa o quella persona nelle nostre preghiere.

Per non dimenticarsi.

Ho qualche dritta per non dimenticarsi di pregare per qualcuno quando ci siamo prese l'impegno:

1. Mettere un promemoria sul telefono in un momento in cui sapete che potete pregare, per esempio nell'ora in cui preparate la cena, oppure quando mettete a letto i bambini, o mentre fate colazione.
Appena suona, pregate, non rimandate.

2. Tenete un foglio o una pagina/parte del prayer journal o un quadernetto piccolo dedicato completamente a segnare i nomi e le intenzioni di preghiera.
In questo modo quando avete il vostro momento di preghiera, aprite il quadernetto e ricordate tutte le persone segnate.
Se una si prende spesso questo impegno, l'idea di segnare tutti i nomi è una cosa estremamente utile;  inoltre con il passare del tempo rivedere vecchi appunti vi può far tornare in contatto con persone che non sentivate da tempo per sapere come stanno.

3. Esistono gruppi anche su telegram di preghiera per adozioni spirituali, in questo modo è anche possibile restare aggiornati e pregare anche per chi non conosciamo (e sarà un promemoria automatico).

Creare catene di preghiera.

Create catene di preghiera, che non sono quelle di Sant'Antonio assurde che spesso girano nel web tipo che se non la invii a 10 persone finisci all'inferno.
Mi è capitato più volte di partecipare a questa catene di sorelle e fratelli in Cristo (quelle serie) quando le richieste riguardavano cose molto gravi e urgenti; ognuna sceglieva un orario in cui dire il rosario in base alla propria disponibilità; essendo in tante si riusciva a coprire la giornata o le giornate.
Non dimentichiamoci mai quello che disse Gesù:

"In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro" (Mt 18, 15-20)

Inoltre come scrissi tempo fa, Attenti a quello che chiedete perché vi sarà dato...

La forza della preghiera è qualcosa che spesso sottovalutiamo, ovviamente non è un gettone per ottenere tutto ciò che vogliamo, sia se preghiamo per noi, sia se lo facciamo per gli altri.
La preghiera è quel mezzo che ci lega al Signore, che ci permette di instaurare un rapporto quotidiano e reale con Dio (su questo vi ho già parlato tanto nell'articolo dell'orazione teresiana) e a Dio possiamo anche raccontare e parlare degli altri.

A presto.

mercoledì 1 luglio 2020

10 (+1) luoghi comuni sui cattolici e come smentirle.



Leggendo qua e là, è capitato a tutti di imbattersi in commenti a post della sfera cattolica, da parte di evidenti non cattolici, contenenti luoghi comuni che non trovereste nemmeno nei peggiori bar di Caracas.
Per cui, dopo aver chiesto anche nel gruppo Facebook e su instagram, ho stilato una lista di 10+1 luoghi comuni sui cattolici da sfatare.
(premetto che non sono in ordine di importanza o simpatia)

1. "I CATTOLICI PREDICANO BENE E RAZZOLANO MALE". "SPESSO CHI NON VA IN CHIESA E' PIU' ONESTO E BRAVO DI CHI VA IN CHIESA".
Sta cosa del cattolico perfetto deve anche un po finire...
I cattolici sono esseri umani e in quanto tali commettono degli sbagli, anche grossi, ma poi si pentono e tornano "sulla retta via"; chi predica bene e razzola male evidentemente ha perso qualche passaggio.
La coerenza non è cosa per tutti per cui sarà normale trovare soggetti dediti alla facciata più che alla redenzione... che poi dico.. pensate che Dio non vede?
Tranquilli, non spetta a voi tirare le somme, c'è qualcuno lassù molto più bravo per farlo.
Agganciandomi alla seconda affermazione...
Andare in chiesa non è sinonimo di uomo impeccabile, cosi come chi non va in chiesa non equivale ad una brutta persona.
Se chi va in chiesa, una volta fuori, non mette in pratica il Vangelo avrà bisogno di un padre spirituale che lo indirizzi e di preghiere da parte nostra.

2. "I CATTOLICI NON CREDONO NELLA SCIENZA".
Vi potrei citare decine e decine di scienziati cattolici o cristiani, ci sono anche premi Nobel come William D.Phillis (nobel per la fisica del 1997); George Fitzgerald Smoot III astrofisico, cosmologo e premio Nobel; Peter Andreas Grünberg fisico e premio Nobel (2007); Carlo Rubbia fisico e premio Nobel etc etc etc......
Tra le donne di scienza che hanno sempre cercato di far dialogare fede e scienza, per molti lontani e incompatibili, c’è suor Katarina Pajchel
Oltre che essere una suora domenicana di origine polacca, è una scienziata, esperta in fisica nucleare e ricercatrice che ho incontrato qualche tempo fa a Ginevra, al Cern (Centro Europeo per la Ricerca Nucleare). Una suora alla ricerca della “particella di Dio” o, come ci tiene lei a specificare meglio, del “Bosone di Higgs”.
Lei dice: 
“Scienza e religione possono andare d’accordo”, non ha dubbi. “La questione è una. Dipende dalla domanda cui vuoi rispondere. La scienza risponde al come è stato creato il mondo, mentre la religione risponde al perché. Se si vuole andare molto più in fondo, la religione può dare le risposte giuste. Bisogna capire una cosa fondamentale. Un essere umano è fatto di sola materia? O ha anche uno spirito?”.
3. "I CATTOLICI NON SI SANNO DIVERTIRE".
Aspetta...allora perchè organizziamo le feste in oratorio? XD
Scherzi a parte, non ho mai ben capito questa affermazione... perché non ci sapremmo divertire?
Mi chiedo chi hanno incontrato sulla loro strada per dire una cosa cosi.
Vi devo ricordare per l'ennesima volta (so che non mi sopportate più) che uno dei peccati capitali era la tristezza?
Il contrario di tristezza cosa è? La gioia, per cui per fare in modo che ci sia gioia ci vuole anche del (sano) divertimento.

4. "LE DONNE CATTOLICHE SONO BRUTTE E NON SI CURANO".
Allora, cerchiamo di fare ordine...
- Brutte...a chi? Perché e per come?
Sta cosa che sono per forza tutte brutte non mi torna dato che non ne ho ancora viste.
Se hai Gesù nel cuore non puoi essere brutta.. e qui non sto scherzando, hai proprio quella luce che rende belle tutte le cose.
- Non si curano, ergo.. hanno i baffi...ma perché??? esistono le estetiste e ci andiamo oppure una fa da sè, ma curarsi è importante perché come possiamo trasmettere una fede bella e gioiosa se siamo sciatte e non curate??
Sarebbe poco coerente, curarsi ci fa bene, senza eccedere nel vanto.

5. "LE DONNE CATTOLICHE SONO SOTTOMESSE"
Sottomesse... se intendete in modalità cagnolino scodinzolante e accondiscendente sempre e comunque, vi sfugge qualcosa perché la sottomissione è altro; sottomissione è accoglienza dell'altro, rispetto anche quando si hanno opinioni diverse, è evitare di puntualizzare sminuendo l'altro (per poi parlarne in seguito da soli...)
Aggiungiamo che inoltre c'è anche un passo bellissimo che riguarda i mariti...
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell'acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso.

6. "I CATTOLICI SONO SESSUALMENTE REPRESSI / NON FANNO SESSO".
Per fortuna non facciamo sesso, noi in realtà facciamo l'amore, il che è estremamente diverso.
Poi per smentire queste affermazioni basta pensare a quanti scritti ci sono che riguardano questi temi.
Se non volete gli scritti di sacerdoti ma di laici, consiglio anche la lettura "Sposi, sacerdoti dell'amore" di Antonio e Luisa De Rosa (link a fine articolo).
Anche il Papa ne ha parlato:
Gesù dice: per questo l’uomo, e anche la donna, lascerà suo padre e sua madre e si uniranno e saranno… una sola persona?…, una sola identità?…, una sola fede di matrimonio?… Una sola carne: questa è la grandezza della sessualità. E si deve parlare della sessualità così. E si deve vivere la sessualità così, in questa dimensione: dell’amore tra uomo e donna per tutta la vita.
Non solo lui, ma anche il Papa emerito Benedetto XVI:
«la sessualità è un dono del Creatore, ma anche un compito che riguarda lo sviluppo del proprio essere umano. Quando non è integrata nella persona, la sessualità diventa banale e distruttiva allo stesso tempo»
7. "I CATTOLICI FANNO CONTINUAMENTE FIGLI".
Ci sono due modi per rispondere a questa affermazione;
- il primo sarebbe poco carino ma sintetizzato sarebbe "non credo sia un vostro problema"...
- Il secondo modo consiste nell'essere caritatevole citando Giovanni Paolo II quando parla di maternità responsabile:
«Il pensiero cattolico è sovente equivocato, come se la Chiesa sostenesse un’ideologia della fecondità ad oltranza, spingendo i coniugi a procreare senza alcun discernimento e alcuna progettualità. Ma basta un’attenta lettura dei pronunciamenti del Magistero per constatare che non è così. Nel prendere la decisione di generare o di non generare gli sposi devono lasciarsi ispirare non dall’egoismo né dalla leggerezza ma da una generosità prudente e consapevole, che valuta le possibilità e le circostanze, e soprattutto che sa porre al centro il bene stesso del nascituro. Quando dunque si ha motivo per non procreare questa scelta è lecita, e potrebbe persino essere doverosa. Resta però anche il dovere di realizzarla con criteri e metodi che rispettino la verità totale dell’incontro coniugale nella sua dimensione unitiva e procreativa, quale è sapientamente regolata dalla natura stessa nei suoi ritmi biologici».
8. "I CATTOLICI ASCOLTANO SOLO MUSICA DI CHIESA O MUSICA TRISTE".
Non è che viviamo cantando "osanna eeee osanna eeee" oppure saltelliamo cantando l'alleluja delle lampadine e simili (che poi sono allegre, mica tristi!)..
Avete mai ascoltato i Reale o i The sun o I mienmiuaif??
Credo di no, perché loro sono gruppi cristiani ma spaccano!!!
Poi se guardate la playlist nella mia auto trovate sì i reale, the sun etc, ma anche Gabbani, oppure Ermal Meta, ma anche Disturbed, Ozzy Osbourne, Stone sour, rammstein... (ma a breve ci sarà un articolo a tema)

9. "LE DONNE CATTOLICHE SI VESTONO DA SUORE".
Sicuri che quando avete visto delle donne vestite da suore, queste in realtà non erano realmente suore?
Quando si tratta di questo tema rischio di diventare logorroica per cui linko direttamente la categoria presente nel blog "MODA MODESTA".
Non ci vestiamo da suore, semplicemente non mostriamo tutto a tutti, che è ben diverso.
A noi donne cattoliche piace fare shopping, piace anche vestirci alla moda (e perché no, anche farla!), ci facciamo le foto per mostrare come siamo vestite e chiedere pareri, esistono influencer di moda modesta fighissime, ci piacciono le scarpe anche con il tacco (a me no, ma sono un caso a parte).
Mettiamo prima di tutto il pudore e il rispetto per il nostro corpo come tempio dello spirito, non come merce da esporre.... il che non equivale a "vestirsi da suore".

10. "I CATTOLICI SONO OMOFOBI".
Oramai pare non si possano avere pareri discordati perché arriva quell'etichetta che può distruggerti.
Anche questa affermazione è estremamente gettonata soprattutto negli ultimi anni, cattolico=omofobo.
In realtà non è cosi ma diventa più semplice pensare il contrario.
Se qualcuno non concorda riguardo il fatto che due persone dello stesso sesso possano sposarsi sono omofobe... no, in realtà sono persone che hanno una propria opinione personale e finisce lì.
Un omofobo (secondo il dizionario) è colui che ha "Paura dell’omosessualità, sia come timore ossessivo di essere o di scoprirsi omosessuale, sia come atteggiamento di condanna dell’omosessualità"... non rientrano coloro che credono che il matrimonio tra omosessuali non sia giusto.
Rientrano invece coloro che condannano una persona in quanto omosessuale, che arrivano anche a picchiarla, che la deridono, la bullizzano.. queste sono persone omofobe e con seri problemi.
Se due persone dello stesso sesso si amano, nessuno nega l'amore, l'amore è una cosa bellissima, un omosessuale non è una brutta persona, ne tanto meno malato.
Come cattolici però abbiamo una visione differente dell'idea di matrimonio cosi come dell'idea di genitorialità.
(l'utero in affitto è altra cosa, va condannato sempre, che sia richiesto da coppie omosessuali o eterosessuali)

+1. "I CATTOLICI SI LAVANO LA COSCIENZA ANDANDO A RACCONTARE I FATTI PROPRI AD UN PRETE".
Ed è poco???
Direi che è tanta roba!!!
La confessione non è un semplice raccontare ad un uomo i fatti propri; è ringraziare il Signore per ogni cosa, è mettere nelle mani del Signore le nostre debolezze, i nostri peccati, le nostre cadute e vi assicuro che farlo è tutt'altro che facile!!!
Poi, se proprio vogliamo fare i pignoli, non ci laviamo la coscienza da soli, ma ce la lava Lui facendoci tornare a splendere, ed è uno spettacolo!

Se avete altre cose da aggiungere scrivetelo nei commenti, può essere che scriverò ancora qualcosa più avanti dato che alcune non le ho messe per non essere troppo prolissa....
(tra cui, il credere nell'infallibilità papale sempre e comunque, l'essere bigotti etc etc...)

A presto!
Un abbraccio.