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martedì 20 aprile 2021

Allattamento e moda modesta, idee e trucchi.

 


E' da parecchio che voglio scrivere qualcosa sul tema moda modesta e allattamento e finalmente eccomi qui.
(anche moda modesta e gravidanza, ma abbiate pazienza)

Per poterlo scrivere ho chiesto un aiuto ad un'amica, dato che io, nonostante 3 figli, non ho mai allattato per più di 2 o 3 settimane (per svariati motivi) ; allora ho chiesto a Linda che è stata la mia "consulente" per poter avere le dritte giuste su cosa consigliarvi senza sbagliare o dire strafalcioni, anche perché se non si ha esperienza non ha senso scrivere)

Tenete sempre presente che qui si parla nello specifico di moda modesta (e allattamento).

Dobbiamo partire dall'idea che l'allattamento non è un gesto improprio, ovunque ci si trovi, chiesa compresa, poiché non è esibizionismo ma un gesto di nutrimento e amore verso il proprio figlio.
Partendo da questo presupposto e dall'idea che è possibile allattare anche in luoghi religiosi, possiamo pensare di vivere al meglio tutto questo anche grazie ad un abbigliamento più adatto alle varie situazioni.
Un esempio terra terra, in chiesa in estate non metterò una canotta da allattamento, ma adatterò il tutto indossando un abito con taglio all'altezza del seno... ovvero l'allattamento non deve essere un pretesto per mostrare il senso ai quattro venti in qualsiasi luogo... ma ora vediamo meglio...

Iniziamo con la base, ovvero sotto il vestito.... un reggiseno adatto.
Ne esistono svariati modelli da allattamento, quelli che permettono di scoprire meno sono quelli con la coppa che si apre e chiude con un gancetto.

Passando allo strato superiore, ci sono svariate alternative anche in base alla stagione.
In estate è più semplice dato che può bastare una maglietta con il collo ampio oppure una canotta che ti permette anche semplicemente di abbassarla, per poi aprire la coppa del reggiseno (accennato prima) e si può allattare senza nemmeno scoprire troppo.
C'è anche l'accoppiata maglietta e canotta, alzi una e abbassi l'altra e non ti ritrovi con la pancia al vento.
Se volete coprire ulteriormente perché non vi sentite a vostro agio abbassando la maglietta o la canotta, potete utilizzare una pashmina  oppure delle mussole in cotone (per coprire un po' il seno NON il bambino! ;) )

Esistono anche magliette per allattamento con un taglio sotto il seno cosi da non dover ne alzare ne abbassare ma semplicemente aprire l'apertura e di conseguenza allattare.
Decisamente immediate!



Quando fa freddo, potete optare per varie soluzioni, da quelle più eleganti con abiti appositi e ce ne sono di vari modelli:
- con aperture laterali o all'altezza del seno
- semplici con la parte del seno incrociata
- cerniera o bottoni all'altezza del seno





Le camicie sono un'ottima soluzione, basta sbottonare leggermente e si può allattare subito.
Maglietta e cardigan sono un'ottima accoppiata.


Ovviamente ci sono anche versioni più sportive, anche se la seconda felpa più accollata non è il massimo ma vedremo dopo il motivo:


DA EVITARE:

- cose troppo accollate che non permettono di poter allattare con facilità rischiando di ritrovarvi ad essere impacciate... se hanno poi laccetti etc possono dare fastidio al bambino.
- il poncho, oltre al rischio che il bambino abbia troppo caldo, potrebbe anche non vedervi e il contatto visivo nell'allattamento è un momento speciale e di intimità (qualche ricordo per quel poco che ho allattato c'è)

lunedì 21 settembre 2020

"L'abito della festa", una pillola di modestia extra large.

                                        

Ciao a tutte!!
Rieccomi dopo più di un mese di stop, ma se gli impegni sovrastano l'ispirazione, preferisco non scrivere.
Molte di voi conoscono le "Pillole di modestia" che pubblico il venerdi, questa volta ho pensato fosse utile rendere una pillola qualcosa di più.
Il tema riguarda "l'Abito della domenica", quell'abito (oggi semplicemente outfit) che mia nonna chiamava "ol vestit ella festa" ovvero l'abito della festa/domenica.

Come moltissime di voi, sono cresciuta con l'idea che la domenica per andare a messa bisognasse indossare il vestito più bello, quello che non utilizzavi durante la settimana, dedicato alle occasioni speciali.
"Ti sembra il caso di andare in chiesa vestito come se dovessi andare a prendere il pane?", è una delle frasi che ho sentito ancora non troppo tempo fa.
Oggi questa idea è molto meno sentita e quando ne parlo per esempio ai bambini del catechismo mi guardano in modo strano.
(I maschietti, perché le femminucce sono molto più propense ad agghindarsi per queste occasioni).

Un primo appunto da fare riguarda il significato che viene richiamato con "l'abito della festa".
Cerchiamo di non cadere nell'errore di credere che "abito più bello" corrisponda a costoso perché non è affatto così.
L'outfit per la messa deve essere qualcosa di speciale, diverso dal solito e che indossereste per delle occasioni speciali, non nel quotidiano, ma semplice.

Vediamo qualche esempio pratico:

- Per chi come me fosse poco abituata alle gonne, può essere l'occasione giusta per abituarsi ad urilizzarle; 
[rispolverate qualche vecchia gonna o qualche vecchio abito che avete nell'armadio fermo da troppo tempo, per una volta alla settimana ce la potete (anzi, possiamo.. mi ci metto anche io) fare!]














- Per chi mette sempre gonne o abiti, può essere l'occasione per aggiungere un tocco speciale o scegliere un paio di capi solo per la santa messa.

- Se preferite utilizzare jeans per comodità, potete metterli da parte e utilizzare un pantalone elegante.
[Una buona via di mezzo è una bella gonna pantalone; comoda come un pantalone e allo stesso tempo modesta.
Se proprio proprio non potete rinunciare al jeans e alla super comodità, abbinategli una camicia o una maglia elegante con taglio irregolare più lunga dietro e delle sneakers "della festa" magari con qualche dettaglio di luce che le renda meno sportive]



Il vestito può essere abbellito (non troppo) con una spilla oppure una cintura particolare, scarpe eleganti oppure dei comodi stivali, del make-up più curato e degli accessori che magari solitamente non indossate.
[Ne ho parlato nelle pillole di modestia precedenti che trovate sulla pagina e gruppo facebbok, oppure su instagram]
Potete sbizzarrirvi senza eccedere, quel giorno della settimana dedicatevi qualche attimo in più per potervi sistemare e curare per un incontro speciale con il Signore.
Il senso del "vestito della domenica" va ben oltre la semplice idea di abito.
Non è un semplice atto di vanità, altrimenti si rischia di cadere nel peccato e non va bene, sarebbe tutt'altro che modesto.
E' tutto quello che c'è dietro a rendere diverso quel giorno, la preparazione, il curarsi in modo particolare per andare dal Signore.
In modo particolare, non maniacale!

Il curarsi per quell'incontro può essere semplicemente aggiungere un accessorio oppure, se proprio alla tuta non potete rinunciare, mettere la tuta più bella invece di quella tutta sformata. 
(Ecco, se la messa è programmata e non siete in montagna, per una volta evitate di indossare la tuta)
Tutto questo non perché cosi il Signore ci vede più belle, il Signore di certo non guarda a come siamo vestiti per amarci immensamente, anche perché vi avevo già detto tempo fa che l'outfit perfetto è quello fatto di Santità.
E' solo una cosa nostra, un nostro modo per dire che è un evento importante.. 
Per capirci, solitamente non si va ad un matrimonio in tuta, giusto?
Se si va a festeggiare qualcosa che è programmato ci si prepara, ecco, è la stessa cosa.. 

Se poi l'andare a messa è una cosa decisa al momento o non si ha voglia di prepararsi (tante volte mi capita, soprattutto in base all'umore della giornata), allora va bene così; per esempio io tengo sempre un chotky in borsa da mettere prima di entrare in chiesa se improvviso, oppure se non voglio cambiarmi, aggiungo una collana e un rosario da polso.. 
Un piccolo dettaglio può fare una grossa differenza anche solo per lo spirito con cui lo facciamo... sappiamo che quel velo di rossetto o quel bracciale o quella collana, o quella maglietta o gonna l'abbiamo indossata solo per quell'occasione, per il Signore e probabilmente (e capita) se vi cade lo sguardo su quella cosa durante la messa o mentre uscite, vi scapperà un piccolo sorriso.

Tutto sommato l'idea dell'abito della festa è una tradizione che varrebbe la pena rispolverare per un giorno alla settimana, ci aiuta anche a staccare dalla quotidianità.

Vi lascio il link ad un vecchio articolo in cui parlavo proprio degli outfit per la Santa QUI.
A presto!!!


lunedì 10 agosto 2020

Guardaroba capsula: L'essenziale può essere visibile agli occhi.


Qualche tempo fa vi ho parlato delle stagioni dell'armocromia, scoprire i propri colori per fare acquisti mirati cosi da non acquistare capi che poi resteranno nell'armadio perchè "oggi non mi sta bene, lo metto domani...".
Abbiamo capito quali sono i nostri colori per essere sempre splendide anche con una tuta, ma del colore giusto ;) .

Oggi invece voglio parlarvi del GUARDAROBA CAPSULA, un altro metodo per ottimizzare gli acquisti, ridurre gli sprechi e alleggerire le valigie per i vostri viaggi e quelli del resto della famiglia.
L'essenziale (materiale) può essere ben visibile agli occhi, non serve avere troppe cose se inutilizzate, cercate di arrivare all'essenziale e vi sentirete più leggere.
Poi passate all'essenziale spirituale...
L'essenziale è solo che ogni giorno si trovi anzitutto un angolo tranquillo in cui avere un contatto con Dio, come se non ci fosse nient'altro al mondo.》
 — Edith Stein

Ma andiamo per gradi...



Cosa sarà mai un guardaroba capsula?
Nulla di strano, nessun  armadio del futuro o simili, semplicemente è l'idea di creare un guardaroba praticamente perfetto con un numero di capi limitato con l'aggiunta di una caratteristica essenziale, devono esserci capi senza tempo.
Senza tempo non significa vecchi, ma partire da capi essenziali che non passano mai di moda e che si possono usare tutto l’anno, a cui andranno aggiunti altri capi interscambiabili e che variano a seconda della stagione.
Sembra piuttosto semplice.... in teoria, poi nella pratica un po meno.. XD
In sintesi:
-abiti, scarpe e accessori sono limitati a un numero definito e stabilito in partenza;
- i capi sono selezionati per colore, stile e materiale in modo che siano tutti abbinabili tra loro;
- è utilizzabile per un’intera stagione, senza bisogno di fare nuovi acquisti e con la sicurezza di avere l’outfit giusto per ogni occasione.
Dove è nato?
In realtà non è nulla di nuovo, anzi, è una vera e propria tecnica risalente agli anni '70.
L'ideatrice è Susie Faux, nonchè proprietaria della boutique di abbigliamento “Wardrobe” nella Londra degli anni 70.
Successivamente, nel 1985 il guardaroba capsula (considerata una vera filosofia) ha raggiunto la popolarità grazie alla designer Donna Karan, che aveva creato una “collezione capsula” di vestiti da lavoro interscambiabili, chiamata Seven Easy Pieces, in sintesi, sette semplici pezzi per vestirsi senza stress prima di andare a lavorare.
Genialata!!!!

Qual è l'obiettivo del guardaroba capsula?
L'obiettivo è quello di avere outfit per ogni occasione, senza ritrovarsi con un’eccessiva quantità di vestiti che finirebbero per non essere indossati (i classici "lo metto domani...").
Sapere sempre cosa mettersi o cosa far indossare ai figli per la scuola e le varie occasioni e ridurre il tempo passato per cercare cosa indossare.
Vogliamo poi parlare del riscontro a livello economico ed ecologico?
Comprare meno, e meglio, può fare la differenza.

Come si crea?
Come detto all'inizio si deve puntare su capi senza tempo, evergreen facili da abbinare.
Ci sono varie filosofie con idee numeriche ben diverse tra loro, alcune dicono che bastano 10-12 capi (follia!!!), altri 35, altri 50 ma dipende molto anche dallo stile di vita della persone, dal lavoro e dalla quotidianità.
I punti importanti sono 3:

1. INDIVIDUARE LE OCCASIONI.
Una cosa da fare quando si decide di creare un guardaroba capsula è una mappatura precisa delle diverse occasioni che scandiscono la nostra vita, in modo da capire di quali capi di abbigliamento abbiamo bisogno per sentirci sempre a nostro agio.
In questo modo potremo capire di quanti capi avremo bisogno.

2. SELEZIONARE I CAPI GIA' PRESENTI.
Controlla il tuo guardaroba e cerca di capire quali capi tenere e quali no (ne parlerò meglio a fine articolo)

3. GUARDAROBA CAPSULA RIGIDO O FLESSIBILE?
In base al risultato del decluttering del vostro armadio, potete stabilire se non avete nulla da aggiungere oppure dovete rivedere alcuni stili per renderli interscambiabili.

Ecco alcune regole da seguire per scegliere i vostri capi:

*1. FORMA DEL CORPO.

In base alla forma del corpo ci sono vestiti adatti e meno adatti, iniziare selezionando quello adatto a noi e scartando quelli meno adatti riusciremo a fare decluttering e/o acquisti mirati.
Secondo la psicologia, se l’abbigliamento che possediamo è adatto alla nostra figura, siamo più propense a volerlo tenere e indossare spesso evitando di lasciare abiti nell'armadio ad ammuffire.

*2. SCEGLIERE I COLORI ADATTI.
Qui entra in gioco la tecnica delle stagioni dell'armocromia di cui vi avevo parlato in questo articolo.
Trovare i propri colori e, fondamentale, che si abbinino tra loro, rende tutto più semplice.

*3. PUNTA SUL CLASSICO.
Il vantaggio delle forme e fantasie classiche è che sono senza tempo, vanno bene ogni anno e non c'è bisogno di abbandonarli l'anno successivo perchè "Fuori moda".

*4. TESSUTI DI QUALITA'.
Acquistare capi di buona e ottima qualità equivale a farli durare nel tempo senza il rischio che si possano rovinare con i lavaggi, l'utilizzo frequente etc.
Qualità, non quantità!

Ora passiamo ai capi che non possono mai mancare in un guardaroba capsula:
Il tubino (o un abito) nero, adatto ad occasioni importanti ma anche versatile grazie alla possibilità di abbinarci delle sneakers per rendere il tutto meno formale.
Assolutamente non possono mancare una camicia bianca, un blazer nero e 3-4 t-shirt basic, (possibilmente evitando stampe e colori eccessivamente accesi).
Serviranno 2 top adattabili per ogni occasione diversa dalla quotidianità (da mettere sotto capi scollati etc), 2 maglioni dal colore neutro e un paio di jeans comodi, non troppo particolari o elaborati.
Un pantalone nero, meglio se con taglio sartoriale, un bel vestitino da giorno e, se amate le gonne, 2 o 3 modelli che possano adattarsi sia all’ufficio che a una serata fuori.
Se la gonna non fa per voi, potete sostituirla con un’altra tipologia di pantaloni da “multi-occasioni”.
Inoltre non devono mancare un trench e 2-3 modelli di scarpe, sia bassi che con tacco. 
Altro appunto, se il tacco non fa per voi, optate per scarpe differenti tra loro, per garantirvi la possibilità di creare outfit per varie occasioni.

COME INIZIARE? CON IL CAMBIO STAGIONE:
Solitamente è il momento ideale per iniziare a creare il vostro guardaroba capsula.
Guardate uno ad uno i vostri capi e cercate di capire il vostro stile, selezionate quelli che proprio non mettete e regalateli o vendeteli, poi concentratevi su ciò che volete tenere.
Individuate 3 pantaloni, 2 gonne, 2 abiti, 2 magliette, 2 camicie, 3 maglioni e via dicendo, che si abbinino bene tra loro per colori e tessuti.
Ricordate che non sono compresi abbigliamento intimo, pigiami e accessori.

Questo approccio dovrebbe aiutarvi a fare spazio nell’armadio per nuovi e più meditati acquisti, a spendere meno e ad avere un guardaroba che rispecchia davvero il vostro stile, in ogni stagione.
Esistono anche delle app che possono aiutarvi in questo ma non le ho ancora testate per cui vi dirò più avanti.

Sto iniziando a pianificare il mio, per cui vi terrò aggiornate su instagram.

sabato 11 luglio 2020

Le stagioni dell'armocromia: quando i colori donati da Dio ci rendono perfette cosi come siamo.



Sono stata dal parrucchiere dopo più di un anno per darmi una sistemata a taglio e colore (solitamente faccio da sola ma avevo bisogno di luce).
Chiedendo qualche consiglio ad amiche, si è parlato delle stagioni dell'armocromia (non spaventatevi, nulla di magico o strano), oltretutto tema toccato anche con il parrucchiere.
Dato che sto preparando un articolo sul guardaroba capsula (l'essenziale e la semplicità sono alla base, non è un guardaroba in pillole), direi che parlare dell'armocromia è il primo passo da fare.
A quanto pare l'armocromia nasce negli studi cinematografici con l'arrivo della Tv a colori perché era importante capire quali colori potessero donare alle attrici.

Cosa sono queste "stagioni dell'armocromia"?
Semplicemente sono dei macro-gruppi (che si suddividono ulteriormente in altri 12 o 16 sotto gruppi) per individuare i colori adatti a noi a livello di make up e abbigliamento.
Ognuno di noi ha dei colori naturali che, a seconda di parametri come la temperatura (calda o fredda) e del valore (quanto è chiara o scura una persona complessivamente, quindi occhi, capelli naturali, pelle), rispecchiano quelli presenti in natura in una determinata stagione dell’anno, da qui il nome "stagioni" (primavera, estate, autunno e inverno).

Per capire a quale stagione apparteniamo dobbiamo combinare i nostri colori naturali tra pelle, occhi e capelli.
Chi come me ha sempre avuto la fissa del cambiare colore ai capelli per dare un tocco diverso al proprio look, nel momento in cui vuole trovare la propria collocazione nelle stagioni, si renderà conto che dovrà tornare al proprio colore di capelli naturale o con qualche leggero accorgimento.
Ebbene si, siamo stati creati perfetti cosi come siamo, anche se magari il nostro colore di capelli non ci piace, oppure il colore della nostra pelle secondo noi è troppo chiaro etc, Dio ci ha dato questi colori perché a noi stanno meravigliosamente.
Il trucco sta nell'abbinarci i colori giusti nel vestirci e tutto avrà una luce diversa che rispecchia ciò che siamo veramente.
Io che ho cambiato mille colori, ieri mi sono ritrovata ad avere il mio colore naturale con qualche tocco di luce, in barba ai miei mille cambiamenti.
"Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo."
Salmo 138

Quali sono le caratteristiche delle varie stagioni per capire la propria?



Di seguito ecco le palette per ogni stagione e la descrizione per ogni gruppo.
I colori vanno considerati sia per il make-up che l'abbigliamento e accessori.
Alla fine spiegherò anche a cosa serve tutto questo.
!!!Potrete notare che ogni palette ha al suo interno tutti i colori, ma non uguali, bensì declinati in diverse sfumaturec come ad esempio il viola: l’autunno avrà il melanzana, la primavera il ciclamino, l’inverno il viola elettrico e l’estate il lavanda.!!!


INVERNO:
(è la stagione più diffusa in Italia)
In questo gruppo troviamo tutte coloro che hanno un sottotono di pelle freddo, un valore cromatico tendenzialmente scuro e un’intensità di colori alta.
Per cui rientrano le donne con capelli scuri e incarnati lunari o lattiginosi, con contrasti elevati.
- Tra le star troviamo Angelina Jolie, Katy Perry, Keira Knightley e Penelope Cruz - 
Le nuance adatte sono certamente fredde, ma anche intense e brillanti.
È l’unica stagione che regge bene il nero, che può diventare la tinta-base perfetta per il guardaroba ideale.
Nel complesso, hanno il via libera i classicissimi blu - dal navy al burgundy - ai viola come l’indaco, ai gialli acidi come il lime e ai verdi freddi come lo smeraldo. Tra le varianti di rosso meglio preferire quelle dei frutti di bosco a quelle più calde e aranciate, mentre per il bianco da evitare le sfumature di panna e avorio.
Attenzione: No, invece, alle tonalità calde e poco intense come l'arancio.




PRIMAVERA:
Qui troviamo le persone con sottotono di incarnato caldo, valore chiaro e intensità alta.
Per cui troviamo le donne con incarnati luminosi e complessi cromatici chiari e molto brillanti.
Tra le star troviamo Cara Delevigne, Emma Stone e Kate Middleton.
La palette è composta da tonalità luminose e calde. 
Una sola parola.... brillantezza!
La nuance ottima sulla quale costruire il guardaroba è un bel blu luminoso, oppure un colore neutro come il color cammello.
Altre tonalità ottime sono: i rossi caldi e rosati - come il corallo o il pesca - moltissimi verdi - dal menta al mela - e gli azzurri brillanti come il turchese.



AUTUNNO:
Questo gruppo comprende persone con sottotono caldo, valore cromatico scuro e intensità bassa.
L’Autunno è una stagione variegata ma la si riconosce per lo più grazie all’incarnato, che tende ad essere perennemente ambrato indipendentemente dall’abbronzatura.
Tra le star ci sono Eva Mendez, Julianne Moore e Nicole Richie.
La palette è composta da tonalità calde e intense, direttamente dalla natura dei sottoboschi e delle foreste.
La cromia perfetta alla base del guardaroba è un marrone intenso come il tabacco, oppure un luminoso e caldo giallo oro.
Altre tonalità da utilizzare sono i verdi (di ogni genere) i rossi caldi e gli arancioni.
Anche tutte le nuance delle spezie dal curry, al cumino passando per il caffè.
Attenzione: Stai alla larga dalle tinte pastello e dai colori freddi.




ESTATE:
Questo gruppo comprende tutte coloro che hanno un sottotono di pelle freddo, un valore cromatico assolutamente chiaro e un’intensità bassa.
In questa stagione troviamo donne dall’aspetto particolarmente delicato ed etereo.
Tra le star ci sono Elle Fanning, Bella Hadid e Kate Moss.
Le tinte predilette sono certamente fredde e delicate tra cui un grigio perla oppure un tortora.
Non solo... vanno molto bene le intensità basse con valore cromatico chiaro, ovvero le tinte pastello, quelle cipriate e le tonalità sorbetto.
Ci si può sbizzarrire con i rosa, i rossi rosati (come l’anguria o il color lampone) e con alcune tonalità di verde come il giada o il salvia.
Attenzione alle tinte brillanti ed eccessivamente sature, soprattutto se calde!




A cosa serve tutto questo??
Semplicemente a fare gli acquisti giusti imparando a selezionare ciò che davvero ci dona cosi da non avere un armadio pieno di abiti che rientrano nella categoria "oggi non mi sta bene/lo metto domani/ non ho niente da mettermi.." ma avere pochi abiti perfetti per noi (il che rientra nel guardaroba capsula che vedremo prossimamente per risparmiare ed essere super), della serie pochi ma buoni!
Riscoprire l'essenziale nel creare abbinamenti che ci rendono uniche.
Volete mettere il fatto che con il colore giusto possiamo essere radiose e trasmettere ancora meglio la gioia della nostra fede?!
Una pelle troppo chiara con certi colori rischia di dare l'impressione di non sana, quante volte mi sono sentita dire "ma stai bene? dei cosi bianca!".
Invece utilizzando i colori giusti, anche un incarnato molto chiaro avrà la luce perfetta in qualsiasi momento senza sembrare influenzata! XD

Alla prossima e buona ricerca di stagione!!!!

giovedì 25 giugno 2020

Spiaggia e modestia, a braccetto sotto il sole.



Dopo circa 2 anni di richieste da parte delle tanto pazienti lettrici, mi sono decisa a scrivere questo pezzo in cui parlo di un tema scottante (e non per il sole), la modestia in spiaggia (o in piscina).
Ammetto che il mio tentennare riguarda principalmente la fatica nel trovare le parole giuste per poter parlare di questo tema.

Nell'ambiente della moda modesta ci sono visioni che differiscono per alcuni dettagli, da quelle più "fiscali" a quelle che lo sono meno e, indipendentemente dalla propensione personale, credo che alla base ci debba essere sempre il rispetto per le scelte altrui, nel momento in cui ci sentiamo migliori di altre stiamo sbagliando qualcosa.. (la correzione fraterna è diversa).
La moda modesta segue determinati canoni (come dicevo, più o meno ampi) e per questo al massimo preferisco dire che un abito "non rientra nella moda modesta", ma se un abito non rientra in quei canoni non significa che sia sempre immodesto.
Forse un ragionamento troppo "politically correct", ma ognuna ha il proprio percorso, l'importante è essere in perenne cammino e cercare di comprendere almeno le basi.
Nessuno vi obbliga a seguire la moda modesta ma a me piace viverla, trasmetterla, parlarne e se state leggendo questo articolo significa che siete interessate alla modestia o almeno vi incuriosisce il tema.
Inoltre se mi conoscete un po, sapete che la mia linea è una via di mezzo; cercando di essere precisa,  suddivido la modestia in gruppi o gradi.
Giusto per capirci, se una mette il tankini o i pantaloncini con maglietta non è una "suora" o castigata, se una mette un bikini non è una poco di buono.

Dobbiamo partire dall'idea di chiedersi: "perchè indosso un determinato costume?", per comodità, per un certo tipo di abbronzatura, per mettermi in mostra... soprattutto (e questa è una dritta dell'amica Chiara), anzichè dire "che male c'è?", chiediamoci "che bene c'è in questo?"...
Una risposta sincera vi aiuterà sicuramente nella scelta.
In tutta onestà spesso mi sono risposta "per mettermi in mostra", ma da quando vedo la cosa in modo diverso, mi rendo conto che scoprirmi ora mi mette a disagio (e non per la pancetta).

I criteri importanti e semplici da seguire sono il pudore e la decenza... esattamente come lo seguiamo per la moda quotidiana, ancora di più per quella in spiaggia dato che tende a far esporre molto di più il corpo rispetto al quotidiano.
Tenete ben presente che queste regole andrebbero trasmesse anche alle bambine, per loro il discorso non cambia, prima iniziano a capire certi canoni con annesse motivazioni, meglio sarà e diventerà per loro automatico crescendo (lo sto sperimentando con mia figlia)

Solitamente si va in spiaggia per rilassarsi prendendo il sole, fare una nuotata e/o per far giocare i bambini per cui andarci in jeans e maglietta diventa un po scomodo e difficile soprattutto per il caldo.
Fortunatamente possiamo scegliere tra tantissime tipologie di costumi, e per questi scopi, quelli che rientrano nella moda modesta li trovo i più indicati, soprattutto per la comodità.
Giocare in spiaggia o in acqua dovendo continuamente sistemare il costume sopra e sotto non possiamo dire sia comodo, stare attente a come ci si muove, al piccolo che magari tira un po e ci slaccia il pezzo sopra, il continuare a togliersi dal sedere lo slip che si sposta... ecco, forse non è cosi comodo.
Vogliamo parlare poi del fatto che ogni costume che rientra nella moda modesta è adatto ad ogni donna, dalla più magra alla più curvy? Non è da poco!

La moda modesta non è cosi "estremista", ovviamente ammetto che allo stesso tempo ci sarebbero certamente delle obiezioni per quanto riguarda l'utilizzo di perizomi o brasiliane in spiaggia, questi, certamente con la modestia non hanno nulla a che fare.
Nello specifico c'è da dire che perizoma, tanga, brasiliane e monokini rientrano nella categoria dei costumi immodesti, poichè, come spiega il vocabolario con questo termine, sono privi di pudore.

Facendo ricerche online ho scoperto che esistono ben 16 tipologie di costumi e solo le seguenti:
1.  BANDEAU O A FASCIA: bikini con la parte sopra a fascia, può essere una semplice fascia.
2. BIKINI: sapevate che il primo risale al 1946? comunque è il classico costume a due pezzi.
3. BIKINI A TRIANGOLO: classico bikini con la parte superiore non fatta a reggiseno ma con due triangoli che scorrono lungo un laccetto orizzontale. (non rientra nella moda modesta)
4. BRASILIANA: questo slip diciamo che copre leggermente di più di un perizoma, per cui il lato B è parzialmente coperto. (non rientra nella moda modesta... no!)
5. HALTER TOP BIKINI: la parte alta del bikini si allaccia dietro al collo e scopre solo le spalle, è simile ai top delle giocatrici di beach volley.
6. INTERO: beh, questo è il must da sempre, non è mai passato di moda e ce ne sono di splendidi rispetto a svariati anni fa.
7. INTERO MONOSPALLA: costume intero ma con una sola spallina.
8. MONOKINI: ho scoperto questo genere di costume mentre scrivo e diciamo che sono un po perplessa, soprattutto perchè risale al 1964; slip alto con due bretelle che andrebbero a coprire leggermente il seno... (non rientra nella moda modesta, no no!!!)
9. PERIZOMA/TANGA: slip che non copre il lato B (non rientra nella moda modesta, proprio no!)
10. SCUBA: Simile alla tuta da sub ma non cosi coprente perchè esiste sia in versione costume intero che bikini a taglio sport.
11. SKIRTINI: costume da bagno dotato di gonnellino più o meno lungo.
12. TANKINI: è un bikini perché composto da 2 pezzi, ma la parte superiore è simile ad una canotta.
13. TRIKINI: costume intero con aperture più o meno ampie ai lati (fascia che collega parte sopra alla parte sotto).
14. ABITI DA BAGNO: sono dei veri e propri abitini con spalline più o meno larghe.
15. BIKINI VINTAGE: costume con slip a vita alta e reggiseno strutturato.
16. PANTALONCINI: la parte superiore può essere a piacimento, mentre quella inferiore sono dei pantaloncini sport per cui molto versatile.

Dopo questa carrellata di tipologie di costumi, direi che possiamo dividerli nei 3 gruppi di cui vi parlavo nel precedente articolo (lo trovate QUI).

- Primo gruppo: Abiti da bagno, pantaloncini e top.
- Secondo gruppo: abiti da bagno,tankini, bikini vintage, skirtini, intero, intero monospalla, pantaloncini
- Terzo gruppo: bikini, a fascia, halter top bikini, intero, intero monospalla, scuba, skirtini, tankini, trikini, bikini vintage.

Quelli che mancano sono stati citati precedentemente come non modesti.

Ci sarebbe anche la parentesi copri costume, nel tragitto dall'hotel/appartamento alla spiaggia non possiamo di certo andarci in costume!!! Cosi come l'andare al bar della spiaggia per un gelato.
In commercio ci sono splendidi copricostume non trasparenti, la versione caftano è molto gettonata.
Inoltre c'è da dire che alcune tipologie di costumi modest permettono anche di poter andare al bar della spiaggia o nel tragitto fino alla spiaggia aggiungendo solo un semplice pareo.



I modelli che seguono sono esempi dei costumi meno conosciuti o più fraintesi:


Abiti da bagno e tankini:



 Bikini Vintage:


Halter top bikini:


Skirtini in alcune varianti:


Intero e intero monospalla:



Pantaloncini:




Spero di essere stata utile, nel frattempo....Buona spiaggia!!!
Un abbraccio.