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venerdì 15 gennaio 2021

Casalinga (non disperata) per scelta, tra luoghi comuni e realtà.

 


Ammetto subito una cosa, questo articolo lo volevo scrivere da mesi... forse anni... ma non ero pronta, non puoi scrivere un articolo su un tema che ti spaventa o se ti senti in difetto nell'appartenere ad una certa categoria.
Ora però sono pronta, posso e voglio farlo ed eccomi qui...con un pizzico di serietà e di spensieratezza mi apro a voi attraverso luoghi comuni e attimi di realtà attraverso la mia esperienza.

Partiamo dalla definizione di casalinga, semplice e sintetica da dizionario:

"CASALINGA: Donna dedita esclusivamente alla cura e all'andamento della casa e della famiglia"

Effettivamente, una casalinga si occupa esclusivamente di casa e famiglia.
"Che ci vuole a fare quello, soprattutto se i bambini sono a scuola o asilo.. hai come minimo tutta la mattina libera per cui cosa fai, guardi la tv, vai dal parrucchiere, riposi...."
Evidentemente negli ultimi 11 anni ho perso dei pezzi... XD perché il divano mi vede solo dopo cena, la tv resta spenta e vado dal parrucchiere 1 volta all'anno.

La cosa che ho notato negli anni è che si ha la classica visione da film, peccato che sia una visione della casalinga ricca, non di una normale XD.
Altro errore, collegare la casalinga a quelle "di una volta", ma anche lì c'è un'idea errata; una volta non era cosi facile esserlo, non c'erano tutte le comodità di oggi, le cose da fare erano tante, magari con molti più figli di oggi da gestire e molto altro.

La domanda sorge spontanea... la definizione di casalinga è ancora attuale?
Penso di no, per un semplice motivo, non conosco casalinghe che si limitano solo alla gestione esclusiva di casa e famiglia senza fare altro.
Tutte fanno molto di più, e non parlo di lavorare fuori casa (in questo caso non sono casalinghe per definizione), ma studiano, oppure si dedicano all'autoproduzione che possa essere di detersivi, vestiti e quant'altro, seguono corsi, si dedicano al fai da te, scrivono, si mettono a disposizione degli altri, magari fanno qualche lavoretto a casa... insomma.. non stanno con le mani in mano.
Fare la casalinga non è solo pulire casa e cambiare i pannolini se si hanno figli..

Collegandomi a questo, non avete idea della difficoltà nel trovare un'immagine adatta all'articolo, scrivendo "casalinga" su Google, la maggior parte delle immagini mostrano una donna frustrata, sopraffatta, triste, carica di cose da fare, insoddisfatta... un sacco di luoghi comuni che non condivido.

Parlando di luoghi comuni, ecco 3 scenari tipici che sicuramente moltissime hanno sentito nel corso della loro vita da mamme, che arrivi ad un certo punto e preghi tutti i santi perchè ti aiutino a gestire le risposte...

Primo scenario, probabilmente una "tua simile" o semplicemente una donna solidale:
" Che lavoro fai?"...
" Casalinga e mamma a tempo pieno."
" Ah... beh si, bello e faticoso"

Secondo scenario, quella che probabilmente non ha ben capito cosa voglia dire:
" Che lavoro fai?"...
" Casalinga e mamma a tempo pieno."
" Bene, beata te che riposi!!"
ti verrebbe da rispondere.. "oh, certo! passo dal divano, al letto, rotolando direttamente in cucina, poi se proprio mi va preparo i 4 salti in padella per tutti e via"

Terzo scenario, subentra l'invidia e la voglia di farti sentire in colpa manco stessi rubando o dovesse darti lei dei soldi:
" Che lavoro fai?"...
" Casalinga e mamma a tempo pieno."
 (con aria stizzita) " Ah beh, beata te che te lo puoi permettere."

Queste non sono leggende metropolitane, ma alcune delle cose che mi sono sentita dire da quando è nata la mia prima figlia nel lontano 2010.
Poi arriva la perla (da chi è molto più vicino… oltretutto donna).. quella che crede di sapere cosa è giusto per tutte:
"Una donna deve lavorare fuori casa per sentirsi realizzata… quando ti trovi un lavoro?"
(e quando lo trovi per qualche ora ogni tanto... "io non abbandonerei i bambini per lavorare quando hanno bisogno di me".. giuro che è successo)

Secondo la società la donna è realizzata solo se sta fuori casa, solo se sui libri di scuola viene detto che lavora, sia mai dire che sta bene a casa.
Trovo questo estremamente triste e anzi, a mio parere toglie importanza alla donna perchè non le permette di essere nel posto che desidera ma sono gli altri a decidere per lei.

La donna è importante laddove si percepisce la sua essenza.

E, se proprio devo dirla tutta, la mia essenza viene sprigionata quando mi occupo esclusivamente della casa e della famiglia.. e non perché non posso fare altro non avendo una laurea ma un misero diploma professionale, ma perché è la cosa che mi fa stare bene, mi fa sentire realizzata e nel posto giusto.
Si ok, oltre a quello studio, un giorno a settimana lavoro ma non mi danno la stessa cosa, non mi rendono realmente felice, non mi completano.

Sono casalinga, non perché non ho alternative, lo sono per una scelta mia e condivisa con mio marito, perché mi fa sentire di avere una vita piena, ricca, anche un po' di corsa, sempre a disposizione dell'altro, ma meravigliosa.
Capitano anche i momenti in cui mi sento sopraffatta ma quando accade ho imparato ad affidarmi al Signore o a Maria, mi fermo, resetto e riparto.

Mi godo l'essere una casalinga?
Per niente! Mi sobbarcarco continuamente di cose da fare, troppe...

Quando ero incinta di Giorgia avevo in testa solo una cosa, rientrare al lavoro subito.
Sono rimasta dal 3°mese di gravidanza (le mie gravidanze sono a rischio dall'inizio alla fine per una mutazione genetica) e per una come me è stato abbastanza difficile abituarmi..
Sono cresciuta con l'idea che bisognasse sempre e solo lavorare.. ho iniziato quando ero ancora alle medie a lavorare ai mercati estivi con i miei genitori (mio padre aveva una bancarella di scarpe), poi alle superiori a lavorare i 3 mesi estivi anche in fabbrica e nei week end tutto l'anno (per pagarmi gli studi dopo una bocciatura), stare a casa non era contemplato... 

Poi è nata lei, ho perso il lavoro e si è aperto un mondo nuovo…

Ho scoperto la gioia del prendersi cura di un bambino (prima della maternità non amavo affatto i bambini), l'esserci per ogni suo piccolo progresso, quando stava male, quando aveva bisogno e quando semplicemente era tranquilla addormentata e potevo sistemare casa o leggere qualcosa.
Ho scoperto che il lavoro non è solo qualcosa di retribuito ma può essere anche il mettersi a disposizione dell'altro gratuitamente.
Ho scoperto che l'essere mamma a tempo pieno, prendersi cura della casa, fare la spesa e far quadrare i conti sono un lavoraccio non da poco.
[piccola parentesi: quando lavoravo, si occupava mio marito di casa, spesa e conti perché io uscivo di casa alle 8 e rientravo alle 20,30 e il sabato andavo direttamente al secondo lavoro fino all'1 o 2 di notte.]
Ho scoperto che il lavoro non è tutto, che ci deve essere nel momento in cui una persona ne ha bisogno per una questione economica (ovviamente), e ne sente il bisogno perché ama il suo lavoro, ciò che fa etc.. ma nel momento in cui può farne a meno, ha tutto il diritto di seguire ciò che è la sua vocazione senza doversi sentire in difetto o in colpa ne tantomeno una mantenuta.

La scelta di stare a casa è stata una decisione condivisa e supportata da mio marito, abbiamo deciso che avremmo fatto sacrifici ma che avrei cresciuto io i bambini senza appoggi di nonni o asilo nido.
Poi quando Giorgia aveva quasi 2 anni, sono rimasta incinta di Gabriele e quando Gabriele ne aveva quasi 4 eccomi incinta di Mattia che ora ha 4 anni e mezzo.

Richiamo un pezzetto di un mio articolo di qualche mese fa sulla figura della donna (lo trovate qui)

"Per quanto un uomo possa impegnarsi (in assenza di una figura femminile o in suo aiuto), non potrà mai eguagliare l'essenza femminile.
Nella Bibbia, è lei che fa vivere la liturgia settimanale dello shabbat (il sabato), un giorno sacro da ritagliare tra le varie faccende domestiche e uno spazio da dedicare al Signore, ringraziandolo per i benefici ricevuti.
In Israele, il sabato la donna non compie azioni speciali, (non serve fare cose straordinarie, ma ordinarie cariche di significato) si serve di piccoli gesti per ricordalo; quei piccoli gesti che fanno la differenza.. pulisce ed illumina la casa, diffonde un'aria di festa, cucina con una cura particolare e ricorda alla famiglia che quel giorno è speciale.
Non solo, accende candele in ogni stanza cosi che la luce si possa diffondere rallegrando la casa in preparazione alla preghiera.

La donna in sintesi rivestiva un ruolo sacro, ricordava (gesto di una premura meravigliosa) la festa con segni particolari: ceri, olio, rami d'ulivo, pulizia della casa, cibi speciali, faceva indossare alla famiglia il "vestito buono", quello che per noi è della domenica (di cui vi ho parlato poco tempo fa), ma la cosa più importante è che, nell'intimità famigliare veniva chiamata maestra di preghiera... che onore..."

Il ruolo della donna, soprattutto della casalinga andrebbe rivalutato, non sminuito, non snobbato, deve essere apprezzato, rispettato senza allusioni all'essere una mantenuta (de che!!) o orribili etichette perché nessuno sa cosa c'è dietro una scelta di questo genere e nessuno dovrebbe permettersi di giudicare ne tantomeno di invidiare o sminuire perché la cosa importante è che ognuna si possa trovare nel posto che la fa stare meglio.
La prima solidarietà dovrebbe iniziare tra noi donne, nessuna è meglio dell'altra, una lavoratrice fuori casa non è migliore di una casalinga... per questo auguro a tutte di trovare il proprio posto, di fare quello che vi fa stare meglio, di essere nel luogo che vi fa essere a pieno voi stesse che possa essere la casa, un salone, un'aula, o altro..

Il mio obiettivo per questo nuovo anno è quello di vivere meglio il mio essere casalinga senza sobbarcarmi di cose solo per dimostrare che faccio tanto per poi ritrovarmi realmente frustrata... voglio solo essere una folle casalinga cattolica che sta bene nel suo posto.

venerdì 17 aprile 2020

Alzati, prega e inizia la giornata con entusiasmo.




Oggi è uno di quei giorni in cui mi sento un po sottotono , le classiche giornate "no" che in questa situazione si amplificano più del dovuto e per motivi alcune volte anche futili.
Per questo mi sono auto obbligata a ritagliarmi del tempo per scrivere...
Siamo in casa da 8 settimane, qualche giorno più, qualche giorno meno, per cui il tempo per pensare più del solito c'è e pure in abbondanza e non sempre è una cosa buona..
Lo sapete che noi donne siamo multitasking, pensiamo a più cose contemporaneamente mentre stiamo facendo altre cose e il tutto senza perdere il filo del discorso che stavamo facendo mentre programmavamo il menù dell'intera settimana successiva.
Ogni venerdi inizio a tirare le somme della settimana, giustamente non basta un giorno, inizio di venerdi e finisco la domenica sera cosi che non mi sfugga nulla delle cose di cui mi debba pentire di aver fatto, non fatto o pensato.
Il rimprovero più gettonato è il "non sono riuscita a fare quello, quello e quello..."; mi rendo conto che anzichè abituarmi a gestire al meglio il tempo, in realtà lo gestisco malissimo... io... la life planner di casa, quella che pianifica pure quando deve finire una penna... non riesco a mantenere una routine salda...
Mi perdo in cose inutili  quando potrei dedicarmi a ben altro di più produttivo, edificante ed intelligente.
Ogni giorno mi alzo dal letto (assonnata) con l'idea di fare tante cose belle, cogliere fiori (che non ci sono) in giardino per abbellire la tavola (ok, questo non è vero) e a fine giornata  vado a dormire delusa facendomi promesse che il giorno dopo non riuscirò a mantenere...
Essere a casa e non dover correre in giro tra lavoro, scuola e impegni dei bambini è tanta roba, non posso negarlo, ma ho capito anche che questo non significa riuscire ad avere più tempo per fare cose che mi fanno stare bene e mi ricaricano la mente, proprio per niente!
Ammetto di essere meno stressata, a casa sto bene e quasi uscire a fare la spesa mi pesa...
Arrivano i compiti in giorni e momenti diversi della settimana, vanno scannerizzati quelli già fatti e inviati a 6 maestre diverse, i bambini vanno seguiti, Gabri è più autonomo (quando ha voglia di fare), Giorgia un po meno per cui devo mettere in campo il mio lavoro da tutor dsa...
Hanno videochiamate con le insegnanti (rare) almeno in giorni diversi, poi le videochiamate con l'asilo, i lavoretti e video sempre dell'asilo, i video degli scout, gli allenamenti della scuola calcio con zoom, le videochiamate dei rappresentanti... almeno per equitazione non c'è nulla.
L'aiuto per i compiti e i nuovi argomenti non è pesante, eccetto oggi che entrambi non capivano alcune cose, avevano due attività in cui dovevo intervenire io con delle spiegazioni extra per cui la mattinata è stata particolarmente intensa insieme alle spiegazioni da preparare per un ragazzino che seguo sempre come tutor.
Ad inizio quarantena avevo già pianificato tutto... letture su letture, studio per il lavoro, video da vedere, catechesi da ascoltare, videogame...si, anche quelli!
Cosa ho fatto nella realtà?
Poco e niente... leggo molto meno, forse 3 pagine e nemmeno tutti i giorni, non posso ascoltare nulla perchè non avrei la concentrazione per farlo, studio non parliamone ma almeno mi tengo allenata con i miei figli nella pratica..
Ho iniziato a rivedere "Vampire Diaries"... a pezzi e nemmeno le varie puntate perchè inizio a fare altro, poi ho i sensi di colpa e spengo per fare cosa?? Videogame! Ecco, quella è l'unica cosa che riesco a fare coinvolgendo i bambini, in realtà solo loro che coinvolgono me ... uuu si bello... qualche volta.. ma avrei bisogno di altro, ho bisogno di nutrirmi di letture e di ascolto e un po mi pesa non poterlo fare.
Diciamocelo chiaro, siamo tutte sulla stessa barca, tutte pensavamo di sfruttare meglio il tempo a casa, invece siamo deluse da noi stesse... troppo autocritiche!

Ogni tanto mi sento dire da alcune amiche che sono una "super mamma" perchè riesco a fare un sacco di cose nonostante tre figli... sapete una cosa?
Non è vero, non sono una super mamma, a riguardo avevo già scritto e vi rimando a quello per non ripetermi (QUI), in aggiunta posso dire che riuscire a fare tutto e più di quello che è possibile fare, certe volte... il più delle volte, non è una cosa positiva perchè ti porta in un circolo vizioso fatto di "più faccio meno posso essere criticata" oppure nel circolo vizioso del non voler deludere le aspettative. (brutta cosa...pesante soprattutto)
Non fatevi fregare!

Per questo ho pensato ad una nuova routine fatta di promemoria sul telefono e forza di volontà sostenuta da qualcuno che sono sicura possa aiutarmi... il Signore.
Il mio nuovo motto modificato secondo ciò che vorrei...
"ALZATI, PREGA...E INIZIA LA GIORNATA CON ENTUSIASMO!"
Con la preghiera ogni cosa si affronta diversamente, è innegabile.. per cui anche la quarantena può avere un sapore diverso, uno spirito diverso, uno scopo diverso...
L'ho sperimentato le volete in cui ci ho dedicato del tempo in modo costante..

Ancora prima di alzarmi dal letto farò le lodi (ecco, si.. non le faccio da tantissimo), i due grandi si svegliano per le 9 per cui ho tempo, Mattia se si sveglia presto ama le coccole nel lettone...
Durante la colazione il vangelo del giorno a singhiozzo con commento perchè solitamente a quell'ora mio marito ha le sue telefonate di lavoro e Mattia è un chiacchierone (lo pubblico sempre in pagina ma certe volte diventa l'aperitivo con Gesù più che la colazione).
A mezzogiorno l'Angelus mentre preparo il pranzo...
Nel pomeriggio mentre marito e figlio piccolo dormono e gli altri due giocano/finiscono i compiti, lettura di qualche pagina oppure scrivere nel diario di preghiera; deve essere parte della routine cosi come la lettura che abbiamo io e Giorgia nella lettura condivisa dei suoi libri (non ama leggere per le difficoltà per cui leggiamo insieme i suoi libri, 2 pagine io e 2 lei..).
La sera vorrei ritagliarmi 10/15 minuti per iniziare a sperimentare l'orazione teresiana o anche solo per dire il rosario magari alternando le due cose.
Seguire la messa online la domenica (ce ne sono tante, per cui le alterno) , cosi come l'adorazione eucaristica (anche solo 5 minuti)...
Ogni cosa richiede veramente poco tempo (eccetto la messa ovviamente), al massimo 15 minuti e può essere interrotta con la promessa a se stessi di riprenderla il prima possibile, non di dimenticarla.
Fare preghiere a rate è sicuramente più lodevole che non provarci nemmeno per paura di non riuscirci.. questo è ciò che mi ha sempre detto il mio padre spirituale, fatico a metterlo in pratica per la mia mania di perfezione ma ha perfettamente ragione,
Se vi va di provare con me oppure avete altre idee o consigli per una nuova routine in quarantena, potete scrivermi e provvederò a condividerle.

A presto!

giovedì 2 gennaio 2020

Epifania e benedizione con il gesso; ecco la formula Sacra.



Un paio di anni fa ho scoperto una particolare usanza per il giorno dell'Epifania, all'inizio mi ha fatto parecchio storcere il naso,ci sono voluti 2 anni per iniziare a metabolizzarla.
(Al termine dell'articolo metterò le fonti)
Quando vieni da una tradizione (pagana) che utilizza una specifica simbologia, cose scritte in un certo modo e formule varie, diventa difficile pensare che una benedizione della casa con un gesso possa essere qualcosa di non "magico".
Inoltre c'è da dire che si tende anche un po a voler scappare da quelle forme rituali che richiamano un passato che si vuole dimenticare, o almeno anche solo accantonare.
Nel giorno dell'Epifania, ho scoperto l'esistenza di questo rito di benedizione della casa con un gesso (benedetto) scrivendo una specifica formula (sacra, non magica) con un preciso significato sulla porta dell'abitazione.
Questa è una tradizione nordica nata nel medioevo: i Cantori della Stella (Sternsinger in Sud Tirolo) lasciano questa benedizione, in cambio ricevono offerte a scopo benefico, dolci o qualcosa di caldo da bere.; tradizione diffusa in Alto Adige e in molte zone d'Europa, molto meno invece in Italia.

Nella Chiesa Orientale la celebrazione è divisa in ben 3 Epifanie... si, perchè una non bastava...
Scherzi a parte, le Epifanie (o rivelazioni di Cristo) sono:
- l'arrivo dei Re Magi con i loro doni
- il battesimo di Gesù nel fiume Giordano
- il primo miracolo di Cristo alle nozze di Cana
Epifanie, ovvero manifestazioni visibili della natura divina di Gesù.

La  Chiesa Occidentale ha ereditato alcune celebrazioni legate all'Epifania come la benedizione del sale, dell'acqua, delle abitazioni e del gesso.
La benedizione delle case è una cosa che ricordo molto bene da piccola, ora invece è una cosa molto in disuso, almeno qui, ammenoché viene richiesta, non passano più.
La benedizione della casa attraverso la scritta con il gesso invece è una cosa che si può fare anche in autonomia, bisogna però far benedire il gessetto.
Viene considerata una "formula Santa", per cui non pensate sia come le formule "magiche", c'è una grossa differenza.

Cosa bisogna fare?
Semplice, sulla porta di casa bisogna scrivere l'anno corrente (per cui 2020) e le iniziali C, M, B.
Le lettere hanno 2 significati interscambiabili, ovvero:
- Christus Mansionem Benedictat (Cristo benedica questa casa)
- C ---> Gaspare (in latino Caspar); M ---> Melchiorre; B ---> Baldassarre. Ovvero i 3 Re Magi.
il simbolo "+" rappresenta la croce.
Sulla porta ci sarà la scritta 20*C+M+B*20

Nel frattempo recitare la seguente preghiera:

I tre Re Magi, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, hanno seguito la stella del Figlio di Dio che si è fatto uomo duemiladiciannove anni fa. Il Signore benedica questa casa e ci accompagni in questo nuovo anno. Amen.

Proseguire con:

Ti chiediamo, Signore, di benedire questa casa e quanti vi vivono. In questa casa regnino sempre amore, pace e perdono. Concedi alle persone che la abitano sufficienti beni materiali e abbondanza di virtù; siano accoglienti e sensibili alle necessità altrui; nella gioia ti lodino, Signore, e nella tristezza ti cerchino; nel lavoro trovino la gioia del tuo aiuto, e nella necessità sentano vicina la tua consolazione; quando escono, godano della tua compagnia, e quando tornano sperimentino la gioia di averti come ospite; questa casa sia davvero una chiesa domestica in cui la Parola di Dio sia luce e cibo, e la pace di Cristo regni nei cuori di chi la abita fino ad arrivare un giorno alla tua casa celeste. Per Cristo, nostro Signore. AMEN

Scrivere sulla porta con il gesso è un modo per celebrare e lasciare letteralmente un segno in occasione dell’Epifania oltre alla benedizione di Dio nella nostra vita e nella nostra casa.
Con il tempo, è normale che il gesso si cancellerà, ma non andrà sistemato o riscritto, anzi...man mano che accadrà, bisogna lasciare che il significato delle parole latine scenda nel profondo del cuore e si manifesti nelle nostre parole e nelle nostre azioni: Christus mansionem benedictat, Cristo benedica questa casa.

Non so ancora se quest'anno lo farò, c'è ancora un richiamo troppo forte a cose passate per cui non so se è il momento adatto, resta una cosa molto bella e che potrebbe tranquillamente rientrare nella tradizione della nostra famiglia.
Fermo restando che del gesso sulla porta farebbe drizzare le mie antenne da maniaca della pulizia, ma posso chiudere un occhi per questa occasione. ;)

Prima di passare alle fonti aggiungo una foto del Papa emerito, guardate cosa c'è sulla porta?
(Grazie a Linda per la foto)



Un abbraccio
(Fonti: Rituale Romanum del 1964; https://blog.libero.it/benedicaria/1 , https://www.papaboys.org/sai-davvero-come-benedire-la-tua-casa-con-il-gesso-dellepifania/amp/ , https://www.cantualeantonianum.com/2010/01/la-benedizione-dei-gessetti.html?m=1 )

venerdì 15 marzo 2019

Hygge style, la semplicità delle gioie quotidiane.





“Non permettete che niente vi riempia di tristezza, fino al punto di farvi dimenticare la gioia di Cristo risorto”.
(Beata Teresa di Calcutta)

Ultimamente una moda un pò particolare proveniente dalla Danimarca ha preso il sopravvento, non è nulla di strano o assurdo ma tutt'altro, è lo stile Hygge.
Sorvoliamo sulla pronuncia (se proprio volete saperlo si legge "ugghe" anche se alcuni dicono "hue-gah"), e per la verità è pure un termine intraducibile ma per farvi capire cosa significa bastano poche parole, semplicità, essenziale, naturale...
In poche parole lo stile Hygge ha come unico scopo il riscoprire la gioia e la felicità attraverso la semplicità, godendo delle cose semplici della nostra vita, il sentirsi confortati dal calore umano dell'affetto o da una semplice fetta di torta.
Hygge è un modo di essere, uno stile di vita, è cercare (e creare) il luogo più accogliente della casa, passare del tempo con le persone amate e lasciare da parte i doveri.

“Non tutti possiamo fare grandi cose. Ma possiamo fare piccole cose con grande amore”.
Questa frase di Madre Teresa di Calcutta riassume il fulcro di questo stile.

Tutti noi involontariamente abbiamo sperimentato questo stile perchè basta aver letto un libro nella tranquillità della nostra casa, o aver fatto un pranzo con le persone a cui teniamo e il gioco è fatto.
Tenete presente che questo modo di vivere è presente dal 1800 mentre in Inghilterra è arrivato solo nel 2016 e nell'ultimo anche anche qui in Italia.
Se fate qualche ricerca potete trovare tantissimi libri che trattano questo argomento con indicazioni per arredare casa in modo Hygge, vivere in modo Hygge etc.
Vagando per Pinterest, nel 2017 è stato il trend per quanto riguarda l'arredamento per la casa, su Instagram oltre 3 milioni di post taggati con #hygge.

Capiamoci, secondo i danesi pure i pantaloni della tuta sono Hygge e oltretutto hanno una declinazione apposita per definirli "hyggebukser".

Il top per un concentrato Hygge style?
Caminetto, coperta, maglioni oversize, calzini pesanti e per concludere candele... tante candele!!!
Il luogo dove trovare più facilmente la felicità? 
Le pareti di casa, che diventa nido e rifugio, questo non significa restare rinchiusi in casa sia l'unica soluzione, sono hygge anche le passeggiate all'aria aperta da soli o in compagnia, picnic al parco, cene fuori in compagnia, falò in spiaggia, godersi una lettura e un caffè in terrazza...
Si da spazio allo stile minimal , ovviamente sì alla cura di ogni piccolo dettaglio ma..solo l'essenziale!

Una cosa molto importante, ricordate di apprezzare le cose semplici che portano gioia nella vostra vita e ricordate che come diceva San Giovanni Bosco... "Il diavolo ha paura delle gante allegra"!
Per esempio invece di lamentarsi del maltempo di quest'inverno, accendete qualche candela e accucciatevi con una tazza di tè e quel libro che volete leggere da mesi, giocate con i vostri figli sul tappeto del salotto, oppure, un caldo abbraccio a chi vogliamo bene.
Se vi sentite socievoli, preparate il piatto che vi viene meglio e invitate i vostri amici per una serata a base di giochi da tavolo.



Attenzione: istruzioni per l’uso di Hygge. 
Non devono essere sensazioni, ma azioni vere e proprie, è questo che fa la differenza. 
Per cui su cosa possiamo basarci per capire cosa è hygge?
Devono essere cose che si possono “fare” realmente e che vi fanno sperimentare senso di appartenenza, conforto, amore, consolazione; comunione del tempo, dell’affetto, del pensiero, dello spazio; affermazione, coraggio, umiltà condivisa che diviene orgoglio di essere.
Bastano 30 minuti, non un'infinità!

“L’amore è l’unico tesoro che potete accumulare in questo mondo e portare con voi nell’altro. Tutta la gloria, il lavoro, le fortune, i tesori e i successi che credete di aver posseduto in questo mondo, resteranno in questo mondo”.
(S. Charbel)

Cosa non può essere definito hygge?
Guardare il telefono, stare attaccati al pc o videogame!!!
E la tv? Solo se inviti degli amici con cui condividere il momento!
Perchè lo stare insieme è una parte importantissima!

La serenità sta nelle piccole cose!
Ed è questo il motivo per cui questo stile lo trovo adottabile da ogni cattolico in circolazione.
Lo stile di vita essenziale, basato sulle piccole cose, come si legge spesso nella Bibbia e ci ricordano i nostri cari Santi, il non circondarsi continuamente di oggetti inutili e che non fanno la felicità, ma imparare a godere di ogni attimo vissuto con amore e semplicità.
E' hygge leggere sul divano con una coperta, o disegnare con i bambini sul tappeto di casa o fuori in giardino, preparare dei biscotti tutti insieme, accendere una candela alla Madonna in un angolino della casa, raccogliere dei fiori freschi mettendoli poi in un vaso accanto sempre alla Madonnina che abbiamo in casa.
Invitare gli amici per una cena o un pranzo in compagnia dopo la messa (questo se riuscite ad essere socievoli e non siete dei piccoli orsetti timidi come nel mio caso), oppure un rosario di quartiere a casa vostra.
Pregare il rosario seduti sulla poltrona nel silenzio della casa magari osservando ciò che ci offre il paesaggio intorno, oppure recitarlo al parco immersi nel verde e ammirando la natura, quella meraviglia creata da Dio.
Una casa felice è quella in cui la mattina della domenica prima di andare a messa si fa colazione a letto e quella in cui la sera inviti gli amici per due chiacchiere, è quella in cui i bambini hanno mille cuscini con cui giocare e finestre luminose aperte sul mondo.
Condividere con la famiglia è l'elemento più importante, è super Hygge!

Per una casa Hygge cosa possiamo fare?
I danesi consumano tantissime candele, creano l'atmosfera perfetta, per cui la sera le accendono insieme ai lampadari, questi con una luce tenue, niente lampadine bianche o troppo potenti, oltre al camino che crea il calore perfetto.
Coperte, copriletto, cuscini etc tutti con colori caldi e confortevoli.
Utilizzo di materiali naturali come legno o la lana, colori tono su tono, vasi con fiori freschi, quadri, cornici con foto di famiglia o amici, cesti per contenere coperte, giornali etc..
Inoltre pensando allo stare in compagnia si pensa anche ad arredare in modo da poter accogliere ospiti e farli sentire come a casa.

“Strappare la bellezza ovunque essa sia e regalarla a chi mi sta accanto. Per questo sono al mondo.”
(Alessandro D’Avenia)



E’ fondamentale trovare piccole zone di conforto nelle quali rifugiarsi per trascorrere qualche ora in totale relax, lontano dagli stress quotidiani. 
Niente tecnologia, computer e cellulari, solo un buon libro, una tazza da tè, il nostro libretto di preghiere, un diario.

Un po di stile Hygge nella nostra vita può solo portare tante cose positive, non serve stravolgere la nostra quotidianità ma provare semplicemente a migliorarla grazie alle belle sensazioni date dall'essenziale e dall'apprezzare le piccole cose di ogni giorno.

A presto.
Cristina

martedì 1 maggio 2018

Maggio, dedichiamo del tempo a Maria



Maggio è il mese dedicato alla Madonna....

Prima della mia conversione non sapevo molte cose, alcune le ignoravo mentre altre non mi erano state insegnate, per cui il mio bagaglio era abbastanza leggero.
Diciamo che avevo una borsa che poteva contenere ciò che sapevo e avevo appreso a catechismo, e una valigia carica di preconcetti e idee sbagliate.
Il fatto che ci fosse un mese dedicato a Maria, per me era cosa sconosciuta fino a pochi anni fa.
La figura della Madonna nella mia vita ha sempre avuto un ruolo decisamente marginale, non mi sono mai rivolta a Lei, non ho mai pensato fosse utile farlo, pensavo al massimo a Gesù e basta.
Il mio allontanamento dalla Chiesa è avvenuto per cercare altro, cercare una figura femminile a cui affidarmi perchè l'idea di una religione patriarcale mi stava stretta, diciamo che era un pò un controsenso.
Con il tempo molte cose cambiano, si cresce, ci sono necessità ed esigenze diverse oltre a episodi che poco a poco si fanno strada per riportarti sulla "retta via".

La Mamma di tutte le Mamme...

Si, lei è la Mamma per eccellenza, colei a cui puoi affidarti in qualsiasi momento e che non ti abbandonerà mai.
Proprio la maternità per me è stata la chiave che mi ha portata ad aprire di nuovo la porta della Chiesa, Maria è stata colei che mi ha riportata a casa.
Come ho detto non ho mai pregato la Madonna, poi la voglia di maternità mi ha portata inizialmente a pregare quando incrociavo una statua di Maria per poi finire in un santuario dove chiesi di poter avere la grazia della maternità.
Tre giorni dopo quel pellegrinaggio ho saputo di essere in attesa...mia figlia è nata a Maggio il giorno della festa della mamma...
Da allora il legame con Maria è andato crescendo, rendendomi conto che ciò che cercavo in un'altra religione in realtà era vicinissimo a me, era sempre stato li ad aspettarmi.

Sempre a lei mi sono affidata quando in attesa di 11 settimane (30 aprile 2012) del secondo figlio, ho avuto un'emorragia con distacco della placenta con ricovero d'urgenza, per poi uscire una settimana dopo....sempre a Maggio.

A lei mi affido quando sono in difficoltà come mogli e madre o come figlia, perchè non avendo una madre in carne e ossa al mio fianco (ha scelto di percorrere una strada diversa dalla mia), ho la Mamma per eccellenza con cui parlare e chiacchierare durante la giornata.
Non a caso nel logo della pagina e del sito c'è un piccolo rosario con la figura di Maria.

Un piccolo passo al giorno verso Maria.

 Nel mese di Maggio si moltiplicano le possibilità di incontro con Maria, nei santuari e nelle chiese aumentano i rosari e gli incontri di preghiera, da noi ogni settimana viene fatta una messa in quartiere diverso tra cui anche all'asilo di mio figlio.
Al Santuario di Caravaggio per esempio, la statua della Madonna viene spostata al centro della chiesa per essere più vicina ai fedeli.

Cosa possiamo fare per vivere al meglio questo mese?

Oltre a partecipare alle messe e ai Rosari, potete pregare il Santo Rosario a casa sia da soli che coinvolgendo la famiglia, bambini, nipoti, nonni, zii, amici.
Si possono coinvolgere i bambini organizzando una merenda a tema, spiegando loro in modo semplice la figura di Maria.
Con i parenti si può organizzare un pranzo o un aperitivo e recitare un Rosario insieme oppure meditare la figura di Maria.
Noi possiamo recitare una preghiera per lei, meditare un passo del vangelo in cui è presente la figura di Maria, scrivere ogni giorno un pensiero o una frase mariana.
Ogni giorno si potrebbe meditare una denominazione di Maria presente nelle litanie della Beata Vergine Maria oppure del Sacro Cuore di Maria.
Informarsi e leggere notizie riguardo Santuari e luoghi mariani e visitarne qualcuno.

Questo è il mese adatto per parlare con lei, per avvicinarsi a questa figura meravigliosa che ci porta passo passo verso Gesù.
Lei, la madre di Gesù, colei che era sempre un passo dietro di lui ma che ci guida verso di Lui; colei che ha sofferto le peggiori pene sotto la Croce senza poter fare nulla e che può essere il nostro più grande esempio nei momenti difficili.
Lei che ha accolto questo immenso dono di Dio fidandosi di Lui, andando a scontrarsi con ciò che imponeva la società di allora a testa alta, Lei può essere per noi un esempio di forza nella fede e di fiducia nel Signore.
Lei che con Giuseppe ha dato vita alla Sacra Famiglia è per noi esempio perfetto di vita coniugale.

Viviamo al meglio questo mese, in preghiera e comunione con Maria.
Buon mese di Maggio.
Un caro abbraccio
Cristina

venerdì 6 aprile 2018

Quotidianità e preghiera, trova la tua routine.



Buongiorno,
dopo il periodo di Quaresima con i post appositi, ora cambiamo argomento nonostante il filo conduttore resti sempre la nostra fede.
Casa, bambini, lavoro, attività extrascolastiche, compiti, attività all'interno della parrocchia, impegni famigliari, commissioni....
Tutto questo riempie le nostre giornate quotidianamente, siamo sempre di corsa, in alcuni casi abbiamo più di un'agenda per appuntare ogni attività ed incastrare il tutto, spesso per trovare il tempo di aggiungere altre cose da fare.

Ma quando troviamo il tempo di pregare? Oltre al resto, ci capita mai di appuntare sull'agenda l'appuntamento che abbiamo con il Signore?
Non parlo della messa o delle attività della parrocchia ma proprio di ritagliarsi del tempo per stare con il Signore, un pò come se dovessimo andare a bere un caffè con una persona cara.
Di solito se abbiamo un appuntamento importante lo segniamo per bene sul calendario, magari cerchiato in rosso o evidenziato, ecco... possiamo fare la stessa cosa con il Signore.

Ad alcuni magari pare brutto dover arrivare al punto di appuntarsi la preghiera come attività, ma trovo decisamente più triste non provare nemmeno a trovare un attimo per lui, di non riuscire a creare una routine che lo comprenda.
Ovviamente per tutto questo mi ci metto in mezzo anche io personalmente, troppe volte parlando con il mio padre spirituale mi sono ritrovata a dire che non avevo tempo di pregare per le troppe attività, poi mi faceva descrivere la mia giornata e in quel preciso istante mi rendevo conto che di opportunità per pregare ne avevo avute tante ma non le avevo nemmeno considerate.

Il percorso di quaresima che abbiamo fatto quest'anno (il prossimo anno sarà meno impegnativo, è già pronto 💓) è stato molto impegnativo, richiedeva molte attività nell'arco della settimana, ma ognuna di esse era riconducibile alla preghiera, ogni azione svolta era ricollegata al vangelo e aveva un significato, anche la cosa più banale come pulire un cassetto richiamava un gesto che ci metteva in connessione con il Signore.
All'inizio le attività non avevano un sottofondo, mentre successivamente si è unita la playlist di musica cristiana per farci cantare la gioia di essere cristiani anche mentre svolgevamo delle attività quotidiane di riordino e pulizia.
Una richiesta quotidiana che ci ha accompagnato ogni giorno fino a Pasqua era la "preghiera del cuore" (Signore, Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore), inizialmente pochissimi minuti fino ad arrivare a 14 minuti al giorno l'ultima settimana, quello potevamo dire che era il nostro "caffè" con il Signore.

Nella quotidianità è difficile capire quando pregare, "adesso no, non sono concentrata..", "no, ora non posso..", "aspetta, tra un attimo mi fermo e prego.." e alla fine nulla.
Per questo secondo me non dobbiamo aspettare che arrivi il momento giusto ma dobbiamo fare in modo che la preghiera entri nella nostra routine quotidiana in modo che automaticamente sappiamo quando pregare.
La preghiera cosi diventa una sana abitudine quotidiana, ma "abitudine" non in senso negativo, ma molto positivo!
Non aspettatevi che vi dica di ritagliarvi tot minuti ogni giorno a quell'ora perchè non accadrà, ognuno deve capire come incorporare la preghiera nella propria routine, io posso solo limitarmi a darvi qualche dritta e proporvi qualche esempio, il resto tocca a voi.


Al mattino possiamo iniziare la giornata con una sana preghiera prima di alzarci dal letto per ringraziare il Signore per il nuovo giorno che stiamo per vivere, oppure mentre ci prepariamo per uscire, mentre laviamo i denti o ci trucchiamo.
Ringraziare il Signore durante la colazione o mentre prepariamo il caffè...
Una richiesta di protezione per i nostri figli mentre gli mettiamo la merenda in cartella o mentre gli mettiamo il grembiulino prima di andare all'asilo...
Un segno della croce quando si esce di casa oppure quando si sale in macchina tutti insieme, un'Ave Maria nel tragitto in macchina..
Una decina del rosario mentre siete fermi in colonna mentre state andando al lavoro..invece di arrabbiarvi, sorriso e giù a sgranare il rosario (è un ottimo antistress 😊 )...
Non siamo ancora a metà giornata e guardate quante occasioni ci sono state!
Per le casalinghe ci sono altre occasioni, mentre si pulisce casa, mentre si rifanno i letti o si prepara il pranzo...
Per chi lavora può approfittare della pausa caffè oppure in base al lavoro che svolge può pregare mentre è in negozio e sistema un maglione, oppure tra una scartoffia e l'altra, se non si riesce a concentrare può approfittare di un minuto di pausa per un Padre Nostro e riparte.

Vado avanti?
Mentre aspettiamo che i bambini escono da scuola o asilo, mentre culliamo il piccolo che non ha molta intenzione di prendere sonno per il suo pisolino pomeridiano..
Mentre state stirando o stendendo i panni o preparando la lavatrice...
La nonna di un'amica accendeva la sua radiolina sintonizzata su Radio Maria quando c'era il Rosario per pregare mentre svolgeva le varie attività di casa in modo che non doveva tenere a mente quante Ave Maria aveva detto perchè era guidata.
Anche in auto ci si può sintonizzare su Radio Maria, basta controllare in precedenza la programmazione in modo da sapere quando ci sono i momenti di preghiera.

Prima della merenda con i bambini un bel "grazie Gesù" per tutte queste meraviglie!"
Sotto la doccia magari anche una decina del rosario ci sta, mentre prepariamo la cena o mentre apparecchiamo la tavola.
Prima di andare a letto, mentre siamo nel letto cosa c'è di meglio che addormentarsi pregando?!

Questi sono solo alcuni esempi per una preghiera fatta con il cuore ma in modo molto semplice e sicuramente apprezzato dal Signore.
E no, non pensate che in questo modo la preghiera venga minimizzata solo perchè non siamo ferme con le mani giunte e in totale silenzio.

Vogliamo provare qualcosa di più complicato?
Allora iniziamo con la recita di un rosario alla settimana, scegliete ogni settimana un giorno diverso in base ai vostri impegni, e ricordate una cosa fondamentale, il rosario può essere recitato anche spezzettato durante la giornata!
Per me questa cosa del Rosario spezzettato è ancora difficile da digerire ma poco a poco ce la posso fare, ho promesso al Padre Spirituale che mi sarei impegnata a fare mio questo concetto.
Non fatevi fregare dall'idea che va recitato tutto insieme perchè non è cosi, spezzato va benissimo!
Una decina al mattino durante le varie attività citate sopra, una decina in macchina, una a pranzo, una al pomeriggio e una la sera ed è fatto!
Anche la Coroncina della Divina Misericordia va benissimo, è più veloce rispetto al Rosario e si possono alternare.

Preferite le lodi?
Ogni giorno scegliete in base ai vostri impegni quali fare, se fare le lodi del mattino, oppure i vespri, l'ora media o la compieta o altro...
Se non avete questa abitudine iniziate con tre giorni a settimana, una volta fatta vostra la routine che le comprende allora aumentate i giorni.

Questi sono solo alcuni esempi di possibilità che avete durante il giorno di pregare, non dovete svolgerle tutte ma inizialmente sceglierne un paio durante la giornata, provate quelle che secondo voi sono più semplici da mantenere e vedete se riuscire ad incastrarle nella vostra routine.
Poco a poco pregare diventerà parte integrante della vostra vita quotidiana e senza rendervene conto aumenterete anche la frequenza.
Un pò come diceva mia nonna con i bambini che "più dormono e più dormirebbero" (è un modo di dire delle nostre parti), ecco, vediamola in questo modo "più preghi e più pregheresti"!

Spero possa esservi utile e se avete altri conigli potete scrivermi cosi che possa aggiungere altro e nuovi spunti per chi leggerà il post.
Un caro abbraccio
Cristina.

sabato 17 marzo 2018

Quaresima con 40bags in 40days: è tempo di ESSERE UMILI (5° settimana)



Buon pomeriggio,
eccoci con la QUINTA settimana  di questo percorso di Quaresima di purificazione spirituale e materiale, in modo da arrivare a Pasqua pienamente preparate ad accogliere il Signore.
Vi ricordo che per condivisioni dei progressi tramite i social, il tag è #40bagsquaresimafolle oppure tramite facebook ed email a mammacattolica@gmail.com

La prima settimana la potete trovare qui: "Quaresima con 40bags in 40days: è tempo di alleggerirsi".
La seconda settimana  la trovate qui: "Quaresima con 40 bags in 40 days: è tempo di donare"
La terza settimana la trovate qui: "Quaresima con 40bags in 40 days: è tempo di collaborare"
La quarta settimana la trovate qui: "Quaresima con 40bags in 40days: è tempo di cambiare"
La prima parola d'ordine era "alleggerirsi", la seconda "donare", la terza "collaborare", la quarta "cambiare"..
Questa settimana la parola d'ordine è ESSERE UMILI!

➤ Vi ricordo ciò che serve in questo percorso:
- sacchetti da riempire (di varie dimensioni)
- quaderno per segnare i progressi e riflessioni
- Inno allo Spirito Santo
- Voglia di mettersi in gioco
PLAYLIST SPOTIFY con musica cristiana ➨CLICCA QUI

➤ ATTIVITA' FISSA:  recitare la preghiera del cuore "Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore".

QUINTA SETTIMANA DA DOMENICA 18 A SABATO 24 MARZO:
Domenica: Gv 12,20-33 Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto.
Lunedi: Mt 1,16.18-21.24 Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore.
Martedi: Gv 8,21-30 Avrete innalzato il figlio dell'uomo allora conoscerete che io sono.
Mercoledi: Gv 8, 31-42 Se il figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.
Giovedi: Gv 8, 51-59 Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno.
Venerdi: Gv 10, 31-42 Cercavano di Catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Sabato: Gv 11, 45-56 Per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.

Questa settimana inizia alla grande, con un vangelo che ci butta direttamente nello scopo di questo percorso di quaresima.
Ci dice che chi è disposto ad accogliere Gesù, a seguirlo e servirlo, potrà incontrare il Padre! E' una notizia magnifica che dovrebbe darci la carica giusta per affrontare la settimana!

"Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore".
Lunedi, San Giuseppe, lo sposo che prende il rischio, diventa responsabile e il custode delle cose che Dio ha di più prezioso, Gesù e Maria.
Con umiltà non si perde dietro a parole inutili, ma prende la realtà sulle sie spalle senza troppe storie.
Quante volte le troppe parole non ci permettono di fare le cose perchè troppo concentrati a fare monologhi, sia in questo che nel secondo vangelo alternativo di oggi Maria e Giuseppe con umiltà stanno in silenzio ed agiscono.
Nel vangelo di martedi è come se ci volesse prendere, scrollare e dirci guardandoci negli occhi "Se continui a pensare che non hai bisogno di nessuno, ti ritroverai solo e nessuno può salvarsi da solo!".
Proprio qualche giorno fa ho letto uno dei miei soliti romanzi romantici e una frase credo valga la pena di essere riportata qui "Nessuno si basta da solo.."
Si deve avere l'umiltà di capire che non ci si salva da soli, e che la gioia come il dolore, la bellezza, come le cose difficili, sono davvero vivibili solo quando sia ha qualcuno con cui condividerle.

"La verità vi farà liberi"
Tornare a leggere e meditare la parola di Dio porterebbe ad un cambiamento che nemmeno possiamo immaginare, ma va fatto con il cuore e non in modo superficiale, sta proprio li la differenza.
Leggere la Bibbia, invocare lo Spirito Santo per fare in modo di essere nello stato giusto di accoglienza della Parola.
Cosi conosceremmo la verità, quella verità che "ci farà liberi".

Nel vangelo di giovedi, non serve dilungarsi molto , basti pensare che dire "Gesù è il Signore" significa racchiudere in questa frase tutto ciò che è la fede cristiana.
Ma basta questa frase per scatenare la stessa reazione dei Giudei "allora raccolsero le pietre per gettarle contro di lui".
Perchè ad oggi è troppo semplice ridurre Gesù a semplice filosofo, maestro zen, come semplice esempio.. in realtà lui è il figlio di Dio e non dobbiamo scordarlo!

"Cercavano di Catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani."
Lo volevano semplicemente togliere di mezzo perchè diceva cose che secondo i loro schemi non andavano bene, spesso anche i nostri schemi non sono proprio in linea con ciò che dice Gesù, quindi cosa si fa? lo si toglie di mezzo, magari rinnegandolo senza prima guardare i fatti e comprenderlo.
L'umiltà, quella spesso manca per arrivare a capire sempre più a fondo cosa vuole dirci Gesù.

"Da quel giorno allora, decisero di ucciderlo.."
I Romani avevano paura per cui il modo migliore per risolvere la situazione era quello di uccidere Gesù, toglierlo di mezzo, della serie "via il dente via il dolore".
La paura del male (o in questo caso, di ciò che ritengono male), trasforma le persone in esseri malvagi.
Quanto volte nelle discussioni appena vediamo qualcosa che ci mette paura tendiamo ad attaccare l'altro per far valere le nostre ragioni.
Peccato che scordiamo una cosa, nella Bibbia è scritto 365 volte "No avere paura", praticamente una al giorno.
Ma se ci liberiamo dalla paura allora possiamo volare molto in alto, invece da vittime della paura rischiamo di tornare a crocifiggere Gesù.

➥Perchè la parola d'ordine è ESSERE UMILI? 
Se leggiamo il significato di umiltà sul vocabolario, tra i vari esempi troviamo "sentimento e conseguente comportamento improntato alla consapevolezza dei propri limiti e al distacco di ogni forma di orgoglio e sicurezza eccessivi di sè".
Direi che quasi non servirebbero ulteriori spiegazioni ma devo sempre metterci del mio per cui andiamo avanti...
Troppo spesso l'umiltà la teniamo ben chiusa in un armadio, viviamo in un mondo in cui ci insegnano a non avere limiti, ci dicono che i limiti sono solo nella nostra mente, che dobbiamo andare oltre e possiamo essere tutto ciò che vogliamo.
Di conseguenza per fare ciò si deve avere un orgoglio e una sicurezza di sè estremamente elevati, altrimenti si incorre nell'idea che effettivamente non possiamo superare ogni nostro limite.
Esiste anche una forma di satanismo che punta ad innalzare se stessi e a sentirsi potenti, esaltare il proprio ego dove l'Ego è Satana è una diramazione di satanismo razionale e psicologico, quella forma che praticavo io da adolescente.
Follia pura!!
In realtà far crede che ognuno può essere ciò che vuole porta ad una totale frustrazione perchè nel momento in cui uno non ci riesce va in depressione o altro.
L'umiltà fa la differenza, ti fa capire quali sono i tuoi limiti, ti dice "ecco, ora tu da solo puoi arrivare fino qui, da quel limite in poi prendi la mano del Signore e prosegui".
L'umiltà ti riporta alla realtà, ti fa capire che come esseri umani è normale avere dei limiti ma abbiamo la fortuna di poter affrontare tutto con il Signore.
L'umiltà ti ridimensiona, va bene essere sicuri di sè, ma non deve diventare un punto fondamentale e un motivo di battaglie inutili, non deve essere la base della nostra vita.
I vangeli di questa settimana un pò ci rimettono al nostro posto, basterebbe solo l'esempio di Giuseppe per farci sentire tanto piccoli di fronte al suo gesto, non ha detto nulla e con umiltà ha seguito il Signore senza credersi superiore agli altri per ciò che avrebbe fatto.
Non lo ha fatto per la gloria di se stesso ma per la gloria di Dio, noi spesso facciamo le cose per avere elogi, non perchè lo vogliamo fare realmente per il Signore per cui tutti credo debbano laorare su questo punto importante.

➤ OBIETTIVI DI QUESTA SETTIMANA:

- Preghiera del cuore, 11 minuti.
- Preghiera allo Spirito Santo prima di fare attività
- Continuare ad aggiornare il quaderno specificando se volete cambiare qualcosa di voi e i progressi della settimana.
- Ascoltare la playlist di musica cristiana per alleggerirci nelle nostre attività!
NEW Creare un angolo di preghiera in casa.  (mandateci le foto!)

➧ ATTIVITA' QUOTIDIANE PER LA QUINTA SETTIMANA:
IMPORTANTE!!!!   Come procedere questa settimana?  ⇓⇓⇓
Vedendo la lista sembrano tantissime le cose da fare ed effettivamente prenderebbe un colpo a chiunque, però non vi chiedo di passare le giornate a pulire quindi non abbiate paura!
Quello che vi chiedo è semplicemente di dedicare a queste attività un tempo limitato 
ovvero 11 minuti! 
Il tempo della preghiera del cuore che dovrete fare questa settimana, dovrete fare queste attività pregando, disponendovi con atteggiamento umile mettendo un limite alle vostre attività.

- Domenica: Pianificare!
- Lunedi: Riordinare utensili da cucina
- Martedi: Riordinare frigorifero
- Mercoledi: Riordinare piatti, bicchieri, tazze...
- Giovedi: Riordinare cose ammassate sul pavimento di casa o garage
- Venerdi: riordinare dispensa
- Sabato: Riordinare Lavanderia oppure zona bagno

Vi ricordo che per comunicare potete scrivere una mail, commentare questo articolo, oppure taggarci su instagram (@stiledivitadiunafollecattolica) e facebook (stile di vita di una folle donna cattolica) !!!

Buon settimana di quaresima a tutte!
Cristina
ps: tutto il materiale che trovate qui è opera mia per cui se lo prendete vi chiedo la cortesia di citare la fonte.