lunedì 13 settembre 2021

Recensione: "Ancora non hai figli? Quando vorresti urlare ma ti limiti a sorridere" di Livia Carandente.

 

Anche se in ritardo rispetto a ciò che avevo promesso a Livia, ecco la recensione del libro "Ancora non hai figli? Quando vorresti urlare ma ti limiti a sorridere".
Raramente scrivo qui recensioni, ma per alcuni ho pensato possa essere utile ed interessante ritagliare un angolino nel blog per farli conoscere (sono abbastanza in fissa con i book club).
Per cui vi lascio subito alla recensione, con qualche riflessione personale:




Collana: Famiglie Spaziali
Casa Editrice: Tau Editrice
Data Pubblicazione: 26 aprile 2021
Pagine: 138
Autrice: Livia Carandente
Disponibile cartaceo ed ebook.



Di cosa parla?

Avevamo salutato la protagonista di "Quanti figli hai? Quando l'attesa di un bebè dura più di nove mesi" mentre provava a gestire la nausea e l'emozione per il fatidico ritardo. Cosa sarà successo, poi? Livia Carandente, con la sua solita ironia, tutta femminile ci riporta nelle vicende personali di questa donna, amica, sorella, figlia. Ci introduce nei suoi intimi pensieri che continuano ad orbitare attorno ai numerosi impegni, ai desideri e ai suoi monologhi di protesta: contro l'invadenza di certe domande impiccione, contro determinati schemi che la società ti appiccica addosso, contro l'indelicatezza di chi, pur di curiosare, non esita a camminare sulle tue ferite. Ma ci narra anche di un amore solido, di una fecondità di coppia che va oltre le circostanze e gli script imposti, di un legame che si intreccia, quotidianamente, tra risate e lacrime.

Recensione:

Visto il precedente libro (che trovate qui), non potevo farmi mancare anche questa lettura.
Purtroppo ci ho messo tantissimo a terminarlo.. ma solo per una mia personale mancanza di tempo e la testa un po' sconnessa.
Confermo che è stato un limite mio perché la sua vena ironica rende il libro leggero, scorrevole e piacevole, senza però togliere la serietà dell'argomento e rendendo ben comprensibile il macigno che la coppia deve sopportare quando tutto intorno è un susseguirsi di pressioni da parte di chi invece dovrebbe semplicemente tenerti la mano e stare in silenzio.

Non ho vissuto sulla mia pelle ciò che ha vissuto la protagonista del libro, non posso immaginare cosa voglia dire dover attendere per anni con delusioni continue e la speranza che si affievolisce ma rende l'accettazione sempre più dolorosa..
Ma posso dire che mi ha fatto tanto bene leggerlo perché fa comprendere come ogni cosa non dipenda da noi nonostante ci ostiniamo a volerci sentire quasi onniscienti.
Quante volte in passato, per rispondere a domande (idiote) tipo "ma allora, i bambini sono capitati o lo avete scelto?" mi è capitato di dire (da idiota a mia volta) "i miei figli sono arrivati quando abbiamo deciso di averli"..
Ecco, questo libro ti fa rimettere i piedi per terra e ti fa pensare che... col cavolo che scegliamo noi quando avere figli!! Ma che cosa avevo in testa quando rispondevo il quel modo??? 

Poi la lettura va avanti ed ecco un altro spunto molto interessante:
"Genitori. In quanti li hanno? E in quanti li hanno amorevoli e protettivi come i miei? Punto a me.
Sorelle. Chi ha il dono della famiglia numerosa? Punto a me.
Marito. Chi ha ancora un marito? Sono tutti al secondo o terzo compagno di vita (che poi perché lo chiamano compagno di vita se ci fanno solo un tratto insieme?); punto a me.
Potrei andare avanti per tanto tempo. Poi, penso a chi ha queste cose più un figlio. Il mio gioco di psicologia non regge più. Vacillo. Ma: non sto nei panni degli altri. Che ne so quale sia il fattore x, il pezzo mancante per loro?[...]"
Ricordo bene quando ci siamo aperti alla vita con i nostri 3 figli, e per esempio Mattia (il terzo) è arrivato dopo circa 6 mesi... ogni volta che vedevo il test negativo ero il crisi, ecco.. leggendo il libro ho capito che tutto sommato la mia angoscia a confronto era qualcosa di banale, forse esagerata avendo già altri 2 figli, ma... c'è un ma... come dice Livia, sono convinta che non esista una donna più "fortunata" di un'altra, credo invece che ognuna abbia le proprie fatiche, che riesca ad averli subito, dopo pochi mesi, dopo anni, oppure non riesca ad averne.
E' umano pensare che una sia più fortunata perché ha ciò che vorremmo con tutto noi stesse anche noi, ma non sappiamo cosa manca a lei, come ci è arrivata, quanto ha sofferto o cosa le riserva il futuro.
Dio fa bene tutte le cose, anche quelle che per noi non hanno senso, prima o poi un senso lo avranno anche per noi.

C'è una cosa che tutte abbiamo in comune, ovvero la pressione esterna ed è una cosa che può anche devastare.
Non capirò mai il motivo per cui debba esserci questa pressione, cioè... cosa ci guadagna chi continua a fare domande, dire frasi di circostanza o cose simili?
"Volevo solo essere d'aiuto!, "volevo solo parlare della mia esperienza...", "volevo... volevo.. volevo.." poi però si dimenticano di pensare a "cosa è meglio per lei?", sarebbe meglio non continuare a chiedere, sarebbe meglio pensare veramente a cosa sia meglio dire o ancora meglio, NON dire mettendo prima il bene dell'altra piuttosto che il bisogno di dire per forza qualcosa.
Abbiamo il mezzo migliore in assoluto per queste cose... PREGARE.
Livia racconta benissimo tutte quelle frasi dette da chi ti sta accanto e che certe volte feriscono in modo cosi profondo che è difficile da spiegare (e lei ci riesce) oppure le frasi silenziose, quelle dette con gli sguardi.

Livia in questo libro insegna una cosa importantissima, ovvero che la fecondità in una coppia non è data per forza dalla presenza di figli ma va ben oltre, è qualcosa che parte dalle fondamenta, parte dal saper coltivare quell'amore che non pretende di avere un figlio perché è un suo diritto o lo vuole utilizzare come àncora di salvezza se la coppia è in crisi.
E' un amore profondo, puro, fatto di incontri e scontri ma che è indipendente dall'accoglienza di un figlio.
Grazie Livia per averci fatto rimettere i piedi ben saldi a terra, grazie per aver raccontato un vissuto della protagonista molto intenso, smorzato dall'ironia ma tanto profondo che meriterebbe una catechesi sulla fecondità della coppia partendo dallo spirito.

Beh, che dire... lettura super consigliata!
Buona lettura!

mercoledì 12 maggio 2021

Con il cuore a pezzi e lo sguardo in cielo; quando il Signore fa bene tutte le cose.

 



E' trascorso un mese dalla telefonata che, l'11 aprile, in pochi secondi, ha trasformato in realtà una delle mie più grandi paure... perdere mio padre.

Ancora oggi non so come ho fatto a rispondere alla chiamata dato che erano le 3,15 di notte e il mio telefono in modalità silenziosa.

Le uniche parole che ho sentito dall'altra parte sono state quelle della moglie di mio padre : "Papà non c'è più, papà non c'è più..".
Mi sono vestita in pochi secondi, d'istinto ho chiamato mia madre e mio fratello e sono andata da papà... una volta arrivata c'era ancora l'ambulanza, l'auto medica e 6 operatori e medico del 118 che stavano dichiarando il decesso.
Quando sono arrivati era già in arresto cardiaco, probabilmente già morto nel giro di pochissimi attimi...
Esito: Infarto fulminante...loro però hanno scritto un sacco di parole che non ricordo.
Aveva 62 anni... solo 62 anni...

Mamma e Christian (mio fratello) sono arrivati quasi subito..
Sapete, per un attimo, mentre lui era ancora nel letto, siamo rimasti nella stessa stanza io, papà, mamma e Chry... non accadeva da almeno 15 anni... la prima grazia.

Da quel momento sono sempre stata con lui eccetto brevi pause per tornare a casa, ho scelto dove metterlo, la lapide, la foto... sua moglie mi ha lasciato carta bianca ed è stato un gesto che ho apprezzato tanto.


“Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” (Mt 25,13)

Ho sempre avuto un debole per questo versetto, da un certo punto di vista quasi spaventa, l'idea di non sapere quando sarà il nostro momento fa un po' paura, soprattutto se improvviso, un po' come successo a papà, senza avvisaglie.
Da un altro punto di vista, ci deve aiutare a capire che non sapendo ne il giorno ne l'ora, dobbiamo sempre essere pronti e non dico di andare a dormire con la mani giunte, ma pronti spiritualmente.

Il Signore ci avverte: avrete modo d’essere pronti a questo evento se vigilerete... e questo mi ricorda anche gli ultimi giorni di Chiara Corbella; proprio nel libro "siamo nati e non moriremo mai più" ho scoperto per la prima volta la grandezza e l'enorme importanza del "vegliate".

Nel cercare il versetto preciso per mettere il riferimento, ho trovato una preghiera che mi ha fortemente colpita e che scriverò per poi appenderla in casa, poi la metterò nel portafoglio e una come promemoria nel telefono appena sveglia giusto per non dimenticarla:

“Gesù,
fammi parlare sempre
come fosse l’ultima
parola che dico.
Fammi agire sempre
come fosse l’ultima
azione che faccio.
Fammi soffrire sempre
come fosse l’ultima
sofferenza che ho da offrirti.
Fammi pregare sempre
come fosse l’ultima
possibilità,
che ho qui in terra,
di colloquiare con Te”.

Chiara Lubich

In quei giorni, mi ha colpito molto il discorso di una signora anziana passata a vedere papà, prima di andarsene ha detto (in bergamasco) "Cerco sempre di essere in pace con tutti perchè non so se il giorno dopo mi alzerò dal letto" e devo dire che il suo è un buon modo di vivere.

E' passata tanta gente (nel rispetto delle norme), c'è stato un grande rispetto per il dolore, una grande vicinanza anche nel silenzio, in uno sguardo, qualche aneddoto che lo riguardava, tantissimo affetto.
In uno dei momenti di forte sconforto e di dolore, una sola frase mi ha ripescata, quella della zia di mio papà che semplicemente mi ha detto "mi aiuti a dire il rosario?"...
Quella frase, quel gesto è stato il più bello, il più luminoso...

Il rosario in quei giorni è stata la mia ancora di salvezza.
Abbiamo detto due rosari, uno dopo l'altro e ho sentito l'immensa bellezza della consolazione nella preghiera, anche solo per qualche ora.
Avevo sempre sentito parlare della consolazione con la preghiera nei momenti di buio, ma non l'avevo mai vissuta concretamente, in modo cosi reale, intenso e tangibile; era come se piano piano, ad ogni Ave Maria, il macigno sul petto si sgretolasse per poi sparire.
In ogni istante sai, hai la certezza, che ti puoi aggrappare e verrai sostenuta oltre ogni immaginazione... e ancora grazia...


Da un mese ho il cuore a pezzi e lo sguardo in cielo.

Questa è la frase che riassume come sto vivendo il lutto.
Il cuore in pezzi è una conseguenza normale, ogni volta che penso a quella notte si forma una piccola crepa...
"Perchè? Perchè lui? Era ancora giovane... avevamo ancora un sacco di cose da fare... soprattutto con i bambini"
E' una delle classiche domande... inevitabili, quasi di routine.

Ma nei momenti di lucidità subentra un'altra domanda "perchè non lui?"...

Abbiamo sempre la presunzione di sapere quando sarebbe dovuto accadere, quando sarebbe stato meglio... e quando accade, per noi, non è mai il momento giusto... anche questo è normale..
Ma se è accaduto ora, vuol dire che doveva essere cosi..
Fa male, fa male in un modo indescrivibile, ma so che il Signore fa bene tutte le cose, anche quelle che io non riesco a capire...
E se ci penso ora, ad un mese di distanza, per quanto il dolore e le lacrime siano oramai qualcosa con cui vivo quotidianamente, beh, in tutto questo dolore sento l'infinito amore del Signore che è lì per me, è pronto, bussa, devo solo decidere quando lasciarlo entrare ma già lo sento, lo percepisco anche se la porta è ancora socchiusa.
Ci sono dei tempi umani diversi per certi eventi, dobbiamo rispettarli, soprattutto per noi stessi... è difficile, ancora in alcuni momenti non mi sembra vero, mi sembra surreale, probabilmente perché cosi improvviso... tempo, serve tempo.. tempo e preghiera.

Devo dire che anche la musica mi ha aiutata tanto, in quei giorni ascoltavo solo i Reale e i The Sun, mi hanno accompagnata nei viaggi di andata e ritorno, se mi vedeva qualcuno mi prendeva per pazza...cantare a squarciagola e in lacrime...

Ed è proprio questo che mi fa tenere lo sguardo in cielo, sia per immaginare papà (avevamo la passione per il cielo, le stelle etc..), sia perché, lassù, verso l'alto il Signore mi sostiene.

Il sostegno non arriva solo dalla consolazione nella preghiera ma anche dalle persone che Lui ci manda e sono state tante, inaspettate... io, quella che spesso si sente di troppo, che non crede di meritare amore o apprezzamenti, sono stata inondata di talmente tanto affetto che mai avrei potuto immaginare, ci ho messo giorni a rispondere a tutti. (grazie di cuore)

Mio marito è stato tanto paziente, mi ha sostenuta a distanza, in punta di piedi, perché io, nel dolore, ho bisogno del mio spazio, di non avere nessuno addosso e lui lo sa.

Poi ci sono state loro, alcune amiche che, nonostante siano sparse per l'Italia, hanno fatto recapitare dei fiori per papà e un biglietto splendido con scritto:

"La mia carne e il mio cuore possono venir meno, 
ma Dio è la roccia del mio cuore e mia parte di eredità, in eterno" (Salmo 73,26)

E' proprio vero, Dio, roccia del mio cuore e del mio spirito...
Se ripenso a come ho vissuto alcuni lutti significativi nella mia vita, mi rendo conto di come ci sia stata una forte evoluzione con la conversione.
La morte è stata una delle cose che mi ha portata a lasciare la fede per altro ed è stata sempre lei a farmi riavvicinare.

Quando morì un amico di mio fratello, decisi che non valeva la pena continuare ad avere fede, perché le preghiere erano prive di senso.. avevo solo 13 anni.
La morte di Giovanni Paolo II, mi portò a riflettere e a vedere alcune cose in modo diverso, a rimettere in discussione il mio percorso pagano....
La morte di mia nonna (avvenuta in fase di conversione ancora acerba) mi fece scoprire la preghiera incessante, quella che tiene conto della volontà di Dio e non della nostra.
La morte di papà mi ha fatto scoprire la consolazione della preghiera, l'amore del Signore, la sua immensa grandezza.

La morte probabilmente è un mio punto di appiglio, tanto che sto approfondendo molto tutto ciò che riguarda anche il tema delle anime del purgatorio, delle messe gregoriane, le messe perpetue e l'importanza delle messe per i defunti...
Vi farò sapere come si evolve e cosa imparo di nuovo riguardo questo tema...oltretutto tema che stavo iniziando ad approfondire proprio 2 giorni prima della morte di papà.

Pregate per lui se avete qualche minuti di tempo, pregate per i defunti perché possano godere della vita eterna con Cristo.

A presto.

martedì 20 aprile 2021

Allattamento e moda modesta, idee e trucchi.

 


E' da parecchio che voglio scrivere qualcosa sul tema moda modesta e allattamento e finalmente eccomi qui.
(anche moda modesta e gravidanza, ma abbiate pazienza)

Per poterlo scrivere ho chiesto un aiuto ad un'amica, dato che io, nonostante 3 figli, non ho mai allattato per più di 2 o 3 settimane (per svariati motivi) ; allora ho chiesto a Linda che è stata la mia "consulente" per poter avere le dritte giuste su cosa consigliarvi senza sbagliare o dire strafalcioni, anche perché se non si ha esperienza non ha senso scrivere)

Tenete sempre presente che qui si parla nello specifico di moda modesta (e allattamento).

Dobbiamo partire dall'idea che l'allattamento non è un gesto improprio, ovunque ci si trovi, chiesa compresa, poiché non è esibizionismo ma un gesto di nutrimento e amore verso il proprio figlio.
Partendo da questo presupposto e dall'idea che è possibile allattare anche in luoghi religiosi, possiamo pensare di vivere al meglio tutto questo anche grazie ad un abbigliamento più adatto alle varie situazioni.
Un esempio terra terra, in chiesa in estate non metterò una canotta da allattamento, ma adatterò il tutto indossando un abito con taglio all'altezza del seno... ovvero l'allattamento non deve essere un pretesto per mostrare il senso ai quattro venti in qualsiasi luogo... ma ora vediamo meglio...

Iniziamo con la base, ovvero sotto il vestito.... un reggiseno adatto.
Ne esistono svariati modelli da allattamento, quelli che permettono di scoprire meno sono quelli con la coppa che si apre e chiude con un gancetto.

Passando allo strato superiore, ci sono svariate alternative anche in base alla stagione.
In estate è più semplice dato che può bastare una maglietta con il collo ampio oppure una canotta che ti permette anche semplicemente di abbassarla, per poi aprire la coppa del reggiseno (accennato prima) e si può allattare senza nemmeno scoprire troppo.
C'è anche l'accoppiata maglietta e canotta, alzi una e abbassi l'altra e non ti ritrovi con la pancia al vento.
Se volete coprire ulteriormente perché non vi sentite a vostro agio abbassando la maglietta o la canotta, potete utilizzare una pashmina  oppure delle mussole in cotone (per coprire un po' il seno NON il bambino! ;) )

Esistono anche magliette per allattamento con un taglio sotto il seno cosi da non dover ne alzare ne abbassare ma semplicemente aprire l'apertura e di conseguenza allattare.
Decisamente immediate!



Quando fa freddo, potete optare per varie soluzioni, da quelle più eleganti con abiti appositi e ce ne sono di vari modelli:
- con aperture laterali o all'altezza del seno
- semplici con la parte del seno incrociata
- cerniera o bottoni all'altezza del seno





Le camicie sono un'ottima soluzione, basta sbottonare leggermente e si può allattare subito.
Maglietta e cardigan sono un'ottima accoppiata.


Ovviamente ci sono anche versioni più sportive, anche se la seconda felpa più accollata non è il massimo ma vedremo dopo il motivo:


DA EVITARE:

- cose troppo accollate che non permettono di poter allattare con facilità rischiando di ritrovarvi ad essere impacciate... se hanno poi laccetti etc possono dare fastidio al bambino.
- il poncho, oltre al rischio che il bambino abbia troppo caldo, potrebbe anche non vedervi e il contatto visivo nell'allattamento è un momento speciale e di intimità (qualche ricordo per quel poco che ho allattato c'è)

martedì 23 marzo 2021

Dai semi della Pasqua alla Via Lucis; in cammino con il Risorto.

 

Quando il seme muore porta frutto..


Ci stiamo avvicinando all'evento più importante per noi cristiani, la Pasqua; ma, prima di arrivare al grande giorno, possiamo fare ancora alcune cose per rendere più concreta e nostra questa attesa.
Per questo ho pensato di condividere alcune attività che potete fare a casa, non solo per l'attesa della Pasqua ma anche per il dopo.

Prima di tutto una Via Lucis diversa dal solito, basata sui 5 sensi +1 con delle brevi meditazioni che troverete nel file pdf allegato
E' possibile personalizzare ulteriormente questa Via Lucis decidendo di meditarla dal venerdi Santo, oppure nella settimana santa, oppure (e questo sarebbe l'ideale) dal sabato Santo in poi per poter vivere in modo concreto anche il periodo fino a Pentecoste, magari con una stazione a settimana.

Un'altra attività in attesa della Pasqua riguarda le Resurrection eggs, ovvero le uova della resurrezione di cui vi ho già parlato in un articolo dedicato che trovate QUI. (vanno preparate 12 giorni prima della Pasqua)

Un'altra attività più estetica è l'albero di Pasqua, anche se ha un senso ben preciso.

L'albero di Pasqua.


Questa attività richiama sicuramente all'idea dell'albero di Natale, ma in realtà ogni cosa ha un significato ben preciso e no, non dovete tirare fuori dagli scatoloni albero e addobbi, basta veramente poco.

Occorrente:
- un ramo o dei rami secchi
- Cartoncini oppure carta bianca, colori e del filo.

Non andranno appesi degli addobbi a caso ma quattro tipologie di decorazioni, ognuna delle quali ha un significato che potete spiegare ai bambini oppure se lo fate per voi, potete meditare sul significato.

Le uova: segno della vita che sempre nasce in mezzo a noi; dalle uova nascono i pulcini, come dal sepolcro rinasce Gesù risorto.
(ci sono altre curiosità e tradizioni sulle uova che trovate QUI)

Le colombe: uccelli belli ed eleganti, ci ricordano ben due cose; lo Spirito Santo, la grande forza d'amore di Dio che ha fatto risorgere Gesù, e la pace, uno dei più grandi doni che ci ha fatto Gesù.

I pesci: ci ricordano Gesù e il suo amore per noi. In greco, pesce si dice icthus e le singole lettere di questa parola sono le iniziali di "Gesù Cristo, Figlio di Dio Salvatore". I primi cristiani, disegnando un pesce, indicavano la loro fede in Gesù.

Le campane: la notte del Sabato Santo le campane di tutte le chiese suonano per dire a tutti che Gesù è risorto! Gesù è vivo, ha vinto la morte! 

Quelle che seguono sono attività da fare il giorno di Pasqua.

I semi di Pasqua.


Questa attività l'ho pensata ricordandomi dei germogli di grano.
Una delle attività che si fanno nel periodo di quaresima, circa 3 settimane prima della Pasqua è quella di creare un mini giardino in un sottovaso, sia in versione "giardino della resurrezione" sia quello dei germogli di grano,
Quello dei germogli di grano ha come significato del Vangelo del chicco di grano "se il chicco di grano caduto a terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto".
Ecco, vorrei creare una versione diversa, per il dopo Pasqua, per questo ho pensato ai semi di Pasqua.
(sarebbe carino chiamarla anche "la semina di Pasqua")

Occorrente:
- un vaso
- della terra
- semi di fiori o bulbi

Il giorno di Pasqua prendete un vaso con della terra, mette qualche seme o bulbo a seconda di ciò che preferite e iniziate a curare questi semi in attesa che inizi a spuntare qualcosa.
Prendetevene cura come fate per la vostra fede nel quotidiano, ciò che starà per nascere sarà la memoria di quella resurrezione che ha cambiato il mondo, che cambia e può cambiare il nostro di mondo in un modo che nemmeno possiamo immaginare.
Il giorno di Pentecoste controllate a che punto è la crescita, potreste anche annotare i progressi nel diario di preghiera e continuate a prendervi cura dei germogli e della vostra fede in contemporanea.

La croce fiorita.


Ecco un'altra attività da preparare il giorno di Pasqua, meglio la mattina, la croce fiorita.
Croce che passa da strumento di morte a simbolo di vita.
Quella croce spoglia, scura, che ci ricorda il sacrificio di Gesù fino alla morte, noi la orneremo di fiori e decorazioni che richiamano alla vita e alla gioia.
Per crearla è semplice, ci sono innumerevoli alternative, dal semplice disegno su carta all'utilizzo di bastoncini o mollette di legno per poi aggiungere fiori veri, finti, creati con la carta pesta, e non deve mancare un piccolo rametto d'ulivo.

Buon cammino.

lunedì 8 marzo 2021

Donne in cammino... sulla via della santità.

 


Siamo nel 2021, viviamo in un'epoca in cui tutto è possibile, o per lo meno cosi vogliono farci credere, possiamo essere ciò che vogliamo, o cosi vogliono farci credere.... ma a quanto pare, essere donne, oggi, nel mondo, non è proprio una faccenda cosi facile come sembra.
Mi metto come esempio diretto, sono donna, moglie, mamma di 3 bambini, casalinga per scelta, allo stesso tempo faccio qualche lavoretto artigianale, studio ciò che mi interessa, vado a messa.
Secondo un'analisi spiccia, il quadro che ne farebbero di me nella società di oggi sarebbe il seguente: <una donna sottomessa al marito e mantenuta (per il fatto che ho 3 figli e sono casalinga), senza alcun tipo di aspirazione (per il fatto che non lavoro con posto fisso a contratto), bigotta (per la fede).>

Figo, no?
Ci sono più pregiudizi ora sulle donne che nemmeno ai tempi di mia nonna, quando in realtà a quei tempi qualche domanda una doveva magari farsela.


Sapete qual è la cosa più strana dell'analisi fatta sopra? 
Che in moltissimi casi verrebbe fatta da donne.
Ebbene si, c'è anche questo da aggiungere ed è quasi peggio di tutto il resto.

C'è una cosa che mi ha fatto sorridere la scorsa settimana e ve la racconto brevemente..
La domenica sera guardo un programma dal titolo "90 giorni per innamorarsi..", stranieri che si fidanzano e poi sposano con americani...
In una delle coppie, è lei che lavora e lui che sta a casa; direi che la situazione di quella coppia rispecchia a pieno il sogno femminista.. e invece no.. è stato massacrato (da donne) per il fatto che fosse lui a restare a casa ad occuparsi della figlia, additato come nullafacente, uno che non ha voglia di lavorare, mantenuto dalla moglie etc.. giuro che non volevo credere ai commenti che leggevo... 
Mi sorge spontanea una domanda..
Siamo realmente pronti a certi tipi di "cambiamenti"?

Si incolpa tanto il "patriarcato" perchè rende la donna un oggetto, perchè la mette in secondo piano, non le da il posto che "merita" (quale sarebbe non lo so) e tutto questo genere di cose, quando in realtà è una guerra interna che crea più danni che cose buone.
Creando oltretutto un movimento che va ad escludere l'uomo, per cui non diventa più una voglia di parità ma di sottomissione al contrario.. ma rischierei di divagare.
Una donna non può scegliere autonomamente cosa fare perchè altre donne la etichettano; se resta a casa è una povera succube e sottomessa, se decide di non fare carriera è una poveretta schiava della società patriarcale, se è contraria all'aborto è una pazza bigotta.
Combattono il sessismo facendo sessismo.

Io, purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista), ho una visione tutta strana dell'essere donna nel mondo, soprattutto di oggi.
L'essere donna e far valere l'essere tale, spesso è ridotto a chiasso, lotte, urla, proteste mettendo a nudo anche il proprio corpo, denigrando il pudore e quant'altro, quando in realtà, secondo me, per essere donna nel mondo, basta semplicemente ESSERE, trovare la propria essenza.
Anziché prendere esempio da chissà quali eroine particolari e conosciute, che magari colorano di rosa i peli delle ascelle o sfoggiano un monociglio che "zio Bergomi" levati (ex calciatore dell'inter); preferisco cercare quell'essenza in figure più concrete, quelle donne che hanno fatto la differenza, lasciato il segno, con calma...sto parlando delle Sante, donne che hanno messo la loro vita a disposizione degli altri, fatto del bene, anche rivoluzionato molte cose importanti ma in modo pacato, senza urlare contro nessuno.
Ma non solo...

All'interno della chiesa la donna è sempre stata vista come qualcosa di invisibile (scusate il gioco di parole), inutile, non considerata... almeno è ciò che credono molti se si basano su uno sguardo superficiale.
Se si prova ad approfondire un po, neanche troppo, si scopre quanto nella chiesa la donna in realtà abbia un grande valore.
Basti guardare Maria, colei che ha dato alla luce il figlio di Dio, colei che, nonostante stesse un passo indietro, faceva grandi cose.
Senza il suo Sì chissà ora come saremmo, senza la sua accoglienza, il suo mettersi a disposizione e mettersi a disposizione dell'altro non significa essere succube  tutt'altro. 

Vogliamo parlare delle donne nella bibbia?
Le stiamo scoprendo piano piano nel cammino di Quaresima, cosi come spesso le troviamo non solo nell'Antico Testamento ma anche nei Vangeli, accanto a Gesù, sempre.. e Lui non le tratta come inferiori, non le denigra, non le caccia, anzi...
Per alcuni "povere donne non considerate", per me esempi di dignità femminile e di vita quotidiana, di preghiera e di comunione con Dio.
Per non parlare delle Sante come accennato poco fa, oppure semplicemente conoscenti, amiche, parenti che possono per noi essere degli esempi di Donne, femminilità, dignità, senza però essere conformate al pensiero comune di questa generazione che le vorrebbe vedere in piazza urlanti che inneggiano alla parità dei sessi denudandosi o rabbiose o sfoggiando statue a forma di organo genitale femminile o come viene chiamata in alcuni casi "Yoni".
Per carità, non tutte sono cosi, esiste anche una sorta di femminismo utile, anche interessante, che si dissocia da certe manifestazioni ma con cui non posso lo stesso concordare perchè quando una donna lotta per l'aborto, per me ha perso in partenza.

Per me essere donna è un compito difficile e meraviglioso allo stesso tempo, siamo creatrici di vita, la custodiamo, la mettiamo al mondo, la aiutiamo ad entrare nel mondo, alcune cose spettano a noi, altre le facciamo insieme all'uomo; non sempre siamo madri in modo diretto ma  laddove c'è vita, non posso vederci una possibile scelta di morte.

Perchè è cosi, oggi si fanno lotte strane, si lotta per avere il diritto di abortire a piacimento, per far riconoscere i transessuali come donne vere...
Tutto questo trasforma la donna, la sua essenza; diventa rabbiosa, feroce, predatrice, e questa cosa porterà ad una sola conseguenza, la mutazione della parità di genere per cui combattono nell'esaltazione della figura della donna arrivando a sovrastare quella dell'uomo..
Si passerà dalla visione patriarcale, a quella matriarcale perchè la via di mezzo sarà ben difficile da ottenere.
Non siamo pronti...
Conosco moltissime femministe che lottano per queste cose, e la stragrande maggioranza di loro vorrebbe una società matriarcale, (questa cosa capita soprattutto quando ci si addentra nel mondo new age...)... e la parità dove va a finire?

Si lotta perchè una donna possa conciliare lavoro e famiglia, ma non perchè una donna possa decidere in modo consapevole di potersi prendere cura della famiglia senza per forza lavorare fuori casa.

Se mi seguite da tempo, sapete la mia fissazione per le donne Sante, anche poco conosciute (ne parlo spesso su instagram o qualche volta anche su facebook), trovo estremamente utile ed edificante conoscere le loro storie, la loro vita, le loro "rivoluzioni" nel mondo perchè rendono la santità qualcosa alla portata di tutti, non solo una prerogativa maschile o delle persone super perfette, qualcosa che si può raggiungere attraverso scelte quotidiane, delle "lotte" quotidiane, che lotta non significa per forza guerra, ma esiste anche una lotta calma, composta da fatti concreti.

La santità non è perfezione ma è un cammino continuo verso Dio mettendo la nostra vita nelle sue mani, con cadute, pensieri, dubbi, ma con il cuore ricolmo del suo amore che ci da la forza di non mollare.

Per questo durante lo scorso lockdown ho creato una piccola rubrica dal titolo "Donne in cammino....sulla via della Santità", un piccolo spazio dedicato esclusivamente alle donne che evangelizzano e parlano della loro fede tramite i social.
Siamo tutti in cammino, tutti puntiamo o dovremmo puntare alla Santità, ma se raramente ci dicono che è alla portata di tutti, magari rischiamo di demoralizzarci, allora quello spazio diventa una piccolo pezzetto di condivisione di un cammino che può esserci d'ispirazione o d'aiuto per continuar e in questo obiettivo.
Donne, ragazze, mogli, mamme, artiste, lavoratrici, casalinghe, consacrate e non...
Eh no, non sono contro i Santi maschi, loro hanno già tantissimo spazio, in quanto donna, moglie, mamma, ho bisogno di focalizzarmi su altre donne, mogli e mamme che prima di me hanno raggiunto l'obiettivo della Santità, e donne che come me sono in cammino quotidiano che mi ricordano che è possibile..

E le piccole donne?
Bisogna educare le future donne da piccole, aiutandole a prendere consapevolezza della loro essenza di donna in modo sano, senza lasciare questo compito alla società altrimenti si rischia di mandare tutto all'aria, perché il mondo toglierebbe loro il senso del pudore e dell'accoglienza, della voglia di realizzarsi in modo sano senza guerre cariche di pregiudizi verso l'uomo. 
Spetta a noi crescere delle future donne consapevoli del loro ruolo nel mondo, riconoscendo il diritto alle ragazze di essere tenute in considerazione anche se non si adeguano ad una società che le vuole con il coltello tra i denti.
Cosi come non è giusto che se ne stiano zitte ed accondiscendenti, ci sono le vie di mezzo, quelle belle, sane, utili.. perchè una donna, nella sua essenza, non potrà mai essere uguale ad un uomo e per fortuna...

Vi lascio una citazione che amo molto dal Libro dei Proverbi:

''Una donna forte chi potrà trovarla?
Ben superiore alle perle è il suo valore.
In lei confida il cuore del marito
e non verrà a mancargli il profitto.
Gli dà felicità e non dispiacere
per tutti i giorni della sua vita.
Apre le sue palme al misero,
stende la mano al povero.
Illusorio è il fascino e fugace la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare''
(Libro dei Proverbi)

Un abbraccio.

martedì 23 febbraio 2021

Le quattro Tempora, le quattro stagioni della fede.

 



Mentre preparavamo il calendario liturgico di "Vivere la liturgia", ci sono state varie scoperte di ricorrenze ad oggi in disuso o messe un po' da parte e tra queste, ci sono le "Quattro Tempora".
Per cui ho pensato di condividere con voi questi periodi che si ricordano durante il ciclo dell'anno per poterli riscoprire (si trova molto materiale sempre attraverso le cattoliche americane che mi ha aiutato ad arricchire l'articolo - trad.Bea).
Iniziamo subito partendo dall'origine, il significato e come viverle oggi.
Nell'ultima parte ci saranno indicazioni più tecniche con letture bibliche, versetti di riferimento etc.. (diciamo, la parte un po più "noiosa" per alcuni)

Cosa sono le quattro tempora?

Quattro tempora, o quattro stagioni, o quattro tempi, sono 3 giorni di una stessa settimana, in quattro periodi dell'anno (collegati ai 2 solstizi e 2 equinozi), ovvero primavera, estate, autunno e  inverno, in cui la Chiesa Cattolica suggeriva il digiuno (oltre ai venerdì di tutto l'anno). e richiedeva possibilmente la confessione.
Questa pratica è tutt'ora in uso per chi lo desidera ma è veramente una minoranza.

Nello specifico, le quattro tempora cadono fra la prima e la seconda domenica di Quaresima, fra Pentecoste e la festa della Santissima Trinità, la settimana seguente l'Esaltazione della Santa Croce e fra la terza e la quarta domenica di Avvento.

Qual è la loro origine e il loro significato?

Devo dire che la loro origine è piuttosto antica poiché le prime risalgono a papa Silicio per cui 390 d.C (anche se in origine erano tre tempora e non quattro); nascono per vari motivi, ma due in particolare, uno opposto all'altro:

1. In opposizione a Gioviniano, eretico, che era contrario al digiuno.
2. In opposizione a San Girolamo, asceta che imponeva ai cristiani il digiuno continuo tutto l'anno.

Quando ancora l’Anno liturgico doveva nascere o almeno i tempi sacri non erano ancora ben determinati, le Tempora avevano un'importanza che richiamava il popolo cristiano alla preghiera e alla penitenza nei quattro snodi dell’anno solare, ovvero all’inizio delle stagioni, unendo insieme la lode al Creatore, la riconoscenza per i frutti della terra e la necessaria purificazione per ottenere grazia e misericordia.

Le basi delle tempora sono un po' come quelle della quaresima ovvero preghiera, digiuno ed elemosina, anche se i due temi principali sono la preghiera e il digiuno, poi si aggiungono altri temi anche in base al tempo liturgico.
Infatti l'origine era quella di sottolineare il legame tra ognuna delle tre tempora con il tempo agricolo dell'anno (anche se questo tipo di legame è il solo rilevato nel Liber-pontificalis).
Riferimento del tutto assente nelle quattro tempora di quaresima, (le ultime "arrivate") e scomparso anche da quelle di dicembre che ora sono in funzione principalmente dell'avvento.
Invece è parzialmente conservato nella quattro tempora di pentecoste, nonostante i vari ritocchi causati dall'inserimento della settimana di pentecoste.
Le uniche ad essere rimaste "intatte" con il riferimento agricolo sono le quattro tempora di settembre.

Tempora di primavera, si ringrazia per la rinascita della natura e per il dono della luce offrendo dei fiori.
Tempora d'estate, si ringrazia per la raccolta del grano.
Tempora d'autunno, si ringrazia per la raccolta dell'uva.
Tempora d'inverno, si ringrazia per la raccolta delle olive.

I simboli:


Ogni tempora ha dei simboli di riferimento che ora vedremo in breve:
- In primavera la candela rappresenta il battesimo, per cui l'inizio della nostra vita.
- L'estate e l'autunno le nostre anime vengono nutrite dal corpo e sangue di Cristo, il corpo con l'ostia per cui il grano, il sangue con il vino per cui l'uva.
- In inverno raccogliamo le nostre buone opere e l'olio rappresenta l'estrema unzione.

Come poterle vivere oggi?

Non essendoci più celebrazioni liturgiche specifiche, almeno nelle nostre parrocchie, possiamo provare a spostarle nel quotidiano con gesti semplici come riprendere le letture di quei giorni (che vi segnalo successivamente nella parte più "tecnica" sotto) nelle tempora specifiche in base al tempo liturgico che stiamo vivendo.
Possiamo utilizzarle come tempo per ringraziare e pregare per i sacerdoti, soprattutto per chi deve essere ordinato; un tempo i sacerdoti venivano ordinati durante le tempora.

Focalizziamoci sulla preghiera, digiuno e astinenza per evidenziare il rinnovamento spirituale personale, praticamente possono essere visti come dei "controlli" ogni 3 mesi per la propria spiritualità.
Una specie di stop, reset e ripartenza anche grazie ad una buona confessione programmata proprio in quei giorni.
E' un'ottima opportunità per riscoprire il nostro collegamento con la creazione di Dio che è tutto ciò che ci circonda.
Esistono anche delle meditazioni specifiche per ogni giorno di ogni stagione delle quattro tempora, se volete le posso aggiungere in un altro post.

Possiamo anche adattare questo in cucina!!
In che modo?
Preparando torte salate semplici e senza carne, delle verdure in pastella, vino, olive, frutta... oppure adattando in base alla stagione per cui abbellendo la tavola con pane, fiori come decorazione, simboli..

Ora vediamo come sono strutturate alla base.

I giorni di riferimento sono mercoledi e venerdi ovvero quelli connessi (anticamente) con il digiuno, con l'aggiunta del sabato.

Per quanto riguarda le celebrazioni; il mercoledi e venerdi c'era la celebrazione eucaristica mentre il sabato (più precisamente tra il sabato e la domenica) c'era una veglia seguita poi dall'Eucaristia.
Ognuna delle quattro tempora ha dei propri formulari ma hanno anche parti comuni ovvero la lettura e l'orazione che l'accompagna (Deus qui tribus fiueris).
Inoltre le antifone d'offertorio del mercoledì, del venerdì e del sabato si ripetono nelle quattro tempora di quaresima, di pentecoste e di settembre, mentre per il sabato, nello stesso tratto (Sal. 116) ritorna in tre luoghi come canto di lode.

Ora vediamo nello specifico:
(ecco la parte tecnica, con alcune specifiche per le letture etc.)

Come dicevo prima, quelle di settembre hanno mantenuto la struttura originaria.
In questo periodo, erano comprese le sette domeniche post s. Laurenti (dal 10 agosto al 29 settembre): i graduali e le antifone di comunione dalla 9° alla 15° domenica dopo pentecoste lo mostrano ancora. [Riferimenti che appaiono soprattutto nelle letture tratte dallo Antico Testamento.]
Oltretutto alcune di queste ricordano anche le feste giudaiche del « settimo » mese (il settimo mese comprende la festa delle trombe, il giorno dell'espiazione, e la settima festa: i tabernacoli, che dura sette giorni..); due antifone alla comunione e la lettura tolta dall'epistola agli Ebrei.
Alcune parti in canto "esprimono l'allegrezza dell'uomo così ricolmo dei beni terrestri"; altre parti invece riprendono i temi abituali del tempo di digiuno; preghiera, digiuno e perdono dei peccati.

Quelle di Pentecoste (risalgono alla fine del VI sec.) hanno conservato dei forti legami con la liturgia delle stagioni ad esempio alcuni elementi degli antichi for­mulari delle quattro tempora: gli offertori del mercoledì (Sal., 118) e del sabato (Sal. 87) e il tratto del sabato (Sal. 116); i vangeli del venerdì (Lc, 5, 17-26) e del sabato (Mt., 20, 29-34, oggi scomparso);
[anche quattro delle antiche letture veterotestamentarie, le sole che conservano allusioni alle primizie della messe.]
Riferimenti alla prosperità agricola si trovano, al venerdì, nella lettura di Gioele, 2, e al sabato in quella di Levitico, 26.
Le altre letture e parti in canto invece sono state adottate per conformare i formulari alla settimana di pentecoste modificando cosi la forma originaria.

Ora passiamo a quelle dell'Avvento dove le letture sono tolte da Isaia.
Ai brani che si leggono ancora, si aggiungeva una volta Is, 42, 1-9 che è stato poi sostituito da Dan, 3. La lettura del sabato (II Tess, 2, 1-8), che tratta della parusia non è stata scelta forse per questo motivo, ma per il versetto 8 che cita Is, 11, 4.
Come le letture di Isaia, i vangeli si riferiscono alla venuta di Cristo nella carne: Lc, 1, 26-38; Lc, 1, 39-47; Lc, 3, 1-6 (che cita Is., 40, 3-5a).
Alcune parti in canto sono tolte dalle letture di Isaia oppure da Zaccaria; le altre sono tolte dal salterio. Accanto ad estratti isolati dei Sal, 23,118 e 144, alcuni salmi sono stati usati sistematicamente per le loro allusioni alla venuta di Dio, e la parte comune di questi estratti indica il passo sul quale è messo l'accento.
Il Sal, 18, del mercoledì, ha fornito tre antifone al sabato (parte comune, il versetto 7a).
Il Sal, 84 ha dato due antifone al venerdì (parte comune, il versetto 8). Il Sal, 79, ha dato al sabato quattro antifone (parte comune, il versetto 3).

Infine quelle di quaresima...
Al momento della sua creazione, il digiuno del primo mese era distinto dalla quaresima.
Non è rimasto alcun formulario corrispondente a questa prima situazione, salvo le sei orazioni del gelasiano, per cui i formulari attuali sono in realtà i formulari della prima settimana di quaresima.
I ritocchi che hanno subito, diventando formulari delle quattro tempora, sono piuttosto limitati.
Le orazioni ad esempio non sono cambiate.
Il Sal. 24 ha dato tre antifone al mercoledì e una al venerdì. mentre le antifone di comunione (Sal. 5, 6, 7), appartengono alla serie delle ventisei antifone salmodiche di comunione proprie della quaresima.
A queste parti della quaresima sono state aggiunte le antifone proprie delle quattro tempora di cui abbiamo parlato (Sal. 87, 102, 116, 118).
Le letture, (eccetto quella di Dan, 3) sono tutte di quaresima.
Praticamente niente che ricordi i riferimenti alla stagione agricola propri delle quattro tempora, così come nelle letture delle vigilie.
Sono letture quaresimali che accostano due temi, strettamente legati l'uno all'altro, quello della osservanza dei comandamenti e quello della santificazione che Dio accorda al suo popolo.

Ho finito, ci tenevo a specificare le parti delle letture per darvi abbastanza materiale da utilizzare nel caso vogliate provare a ricordare questi tempi.
Fatemi sapere se vi interessano le meditazioni cosi farò a parte un post dedicato.
Buona giornata

mercoledì 17 febbraio 2021

Diario di Quaresima, in cammino con le donne della Bibbia.


clicca per scaricare il pdf
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(Tutto ciò che riguarda la quaresima degli anni precedenti sbirciate nella sezione QUARESIMA.)

Mercoledi delle ceneri, primo giorno di Quaresima, che il cammino abbia inizio...
[sarà possibile scaricare il percorso in formato PDF, cliccando QUI]

Quest'anno sarà un cammino particolare, diverso dai soliti che ho proposto in precedenza e sarà fatto attraverso le donne della Bibbia grazie ad un diario di viaggio chiamato "Diario di Quaresima".
Sapete che sono fissata con questa cosa delle donne nella Bibbia, donne Sante etc, per cui non poteva mancare un intero percorso basato sulle donne per accompagnarci attraverso questo periodo speciale.

Saranno loro ad accompagnarci in queste settimane attraverso l'antico e il nuovo testamento, attraverso il loro vissuto e la loro testimonianza di vita.
Attraverso le loro cadute e la loro fede, i loro dubbi e le azioni di Dio nella loro vita.

Prima di entrare nelle storie delle nostre sorelle nelle Scritture, è importante tenere a mente ciò che il Signore ci ha insegnato.

Per questo, durante la prima settimana (da oggi, Mercoledi delle Ceneri), guarderemo 4 insegnamenti diversi di Gesù su come pregare - con umiltà, perdono, perseveranza e concentrazione.
Sentiremo le parole di questo passo proclamato oggi a Messa dove Lui ci ricorda che qualunque cosa facciamo come parte delle nostre pratiche di fede - riguardo la preghiera, il digiuno ed elemosina - dobbiamo farlo solo per Dio, non per l’ammirazione di altre persone.
Cerchiamo di essere determinate e proviamo veramente ad impegnarci. 
Quest’anno non falliremo in questa Quaresima, non ci distrarremo nè cadremo in tentazione! Cresceremo più vicino a Dio e scriveremo ogni giorno nel nostro Diario sperimentando la preghiera incessante e il digiuno senza lamentarci.

PICCOLO SPOILER: Non andrà cosi!

Inciamperemo sicuramente durante questa Quaresima, non avete idea di quante volte!! 
Cadremo in modo spettacolare. Ma sorelle, è QUESTO il punto.
Dio ci insegnerà una cosa importante, ovvero che LUI è il centro, non noi; che siamo chiamati a fedeltà ed umiltà, non successo o medaglie d’oro; che nessun nostro peccato è troppo grande per lui da superare; che ciò che importa di più è ricevere l’amore di Dio e condividerlo con gli altri.
Prendete coraggio per il viaggio, sorelle. 
Ci siamo dentro insieme. 
Lui vede ognuna di noi e vuole darci cose buone in questa Quaresima.

Nella prima settimana intera di Quaresima, riflettiamo sulle fondamenta della nostra preghiera: la nostra relazione con Dio.
Dove trovi Dio nella tua vita oggi? Quali parti della tua fede sono forti? Quali parti sono piene di lotta o incertezza?
Lo scopo della penitenza e della preghiera della Quaresima è di avvicinarci a Dio, ma a meno che non conosciamo il nostro punto di partenza, non comprendiamo pienamente dove Dio ci sta guidando.

Pensa alle tue relazioni più strette con la famiglia o gli amici, come le nutri? Dove speri di crescere o cambiare?
Quali problemi o sfide sembrano emergere più e più volte con le persone che ami?

La nostra relazione con Dio ha bisogno di amore e attenzione come ogni altra relazione.
Siamo stati creati con e per la nostra relazione con Dio, prima ancora che potessimo parlare o pregare. E proprio come il nostro rapporto con le persone nella nostra vita è definito da più delle nostre abitudini di comunicazione con loro, la nostra relazione con Dio - e l'amore di Dio per noi - precede la nostra preghiera in modo meraviglioso.
Siamo amati ancor prima di aprire le nostre bocche per pregare.
Nel percorso esploreremo la nostra relazione con Dio attraverso le storie di donne che hanno parlato direttamente con Dio: Eva, Agar, Marta e Maria Maddalena. Donne tutt'altro che perfette, come noi, ma hanno cercato di conoscere, amare e servire Dio - anche attraverso i loro peccati e attraverso i momenti più difficili della loro vite. Le loro storie ci insegnano come il nostro rapporto con Dio sia il fondamento di tutto ciò che siamo e tutto ciò che facciamo.


Per poi passare a Miriam, l'Amata dal Cantico di Salomone, Maria la Madre di Dio e Anna la profetessa. Le loro parole e azioni sono scritte per noi nella Scrittura per ispirare il nostro amore e adorazione di Dio. Se entriamo nelle loro storie con cuore umile, aperte ad imparare dalla Parola di Dio, possiamo scoprire che questa Quaresima potrà cambiare la nostra posizione verso Dio: portandoci ad inginocchiarci non per paura o colpa, ma per meraviglia e stupore per quello che Dio sta facendo nelle nostre vite.
Poi ancora Sara, Rebecca, L'adultera, La donna samaritana....
E ancora...Noemi, Sara, La donna cananita, La donna sanguinante.
Anna, Giuditta, Elisabetta e la suocera di Pietro. Quattro donne le cui parole e azioni portano alla vita le preghiere di ringraziamento. Possano le loro storie riempire i nostri cuori di ringraziamento, proprio mentre la Quaresima volge al termine.
Per poi arrivare alla settimana santa...

In questo tempo scopriremo come entrare in relazione con il Signore, come riscoprire la confessione da un punto di vista diverso ovvero come preghiera; scopriremo come vedere alcuni brani di vangelo con una chiave di lettura diversa.
Scopriremo che cadere è anche un bene purché ci sia la consapevolezza che possiamo sempre rialzarci e ripartire.
Nel gruppo Facebook ogni giorno ci saranno le letture, preghiere e riflessioni, mentre su instagram solo piccoli spunti e verrà utilizzato #diariodiquaresima 

In questo tempo di Quaresima, come detto in precedenza, ci sono tre elementi fondamentali che vi ripeto ogni anno ma lo faccio ancora perchè sono una gran rompi scatole.

Il digiuno
La Preghiera
L'Elemosina

Sono aiuti per liberarci da noi stessi e che ci aiutano a relazionarci con il Signore per vivere l'amore e la misericordia.
Ora vediamoli uno ad uno ma li troverete anche nel cammino che faremo da qui alla Pasqua.

Digiuno.

"Verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno" (Matteo 9,15)

Il Signore prevede il digiuno per il suoi discepoli, ed esorta noi a viverlo come occasione per prendere coscienza chiara del nostro limite creaturale e diventare cosi compassionevoli verso quanti non hanno mezzi di sostentamento.
Il digiuno diventa un esercizio di discernimento da ciò che ci serve realmente rispetto a ciò di cui pensiamo di avere bisogno.
Spesso non ci rendiamo conto di quanta abbondanza abbiamo, non solo alimentare ma di ogni cosa, per questo il digiuno va visto in modo più ampio diventando cosi un esercizio di umanità.
Ci ritroviamo quindi a fare un pò il punto della situazione sul nostro rapporto con il cibo e con tutte le altre realtà con cui abbiamo a che fare e con cui nutriamo la nostra vita.
<<Il segreto di un digiuno accetto da Dio ha senso nella misura in cui sciolga "catene e legami">> (Isaia 58,6)
In questo modo, il digiuno conserva si la sua caratteristica ascetica di privazione e mortificazione, ma comprende un senso di aiuto all'elevazione della coscienza che l'uomo ha di se stesso.
Si può optare per un'astinenza oppure per una sospensione completa per un tempo previsto, l'importante è far emergere la verità del proprio desiderio per purificarlo.

Preghiera.

La preghiera è innanzitutto un atto di presenza a Dio, di ricerca del suo Volto.
La preghiera è una scuola di vita e fa della vita una scuola di ricerca del volto di Dio fino a riconoscerlo negli innumerevoli volti umani.
Attraverso la preghiera diventiamo capaci di onorare il nostro limite senza esserne schiacciati, dove quel limite diventa uno sgabello che ci permette di lanciarci alla scoperta del mondo di cui facciamo parte e che è tanto grande e stupendo.
La preghiera ci permette di riscoprire la leggerezza fatta dai gesti d'amore semplici e allo stesso tempo forti.In fin dei conti basta poco, le mani giunte e gli occhi socchiusi; mettersi vicino alla terra inginocchiandosi senza perdere, ma recuperando interamente la nostra dignità; una parola o silenzio...
Quanto è semplice e meraviglioso pregare!
Cosa è pregare?
lo si può sperimentare continuamente come quando si vive un atto d'amore o un sussulto di disperazione dove non è mai totalmente nuovo ma allo stesso tempo è completamente unico.
La preghiera è un lavorare su se stessi per curare una relazione con Dio, perchè se non parliamo con lui, se non preghiamo come possiamo avere con lui una relazione? E' impossibile.
Ogni volta che il nostro cuore si apre al rischio della preghiera, ci regaliamo la possibilità di guardare la nostra vita da un punto di vista più ampio.
La preghiera nonostante possa sembrare qualcosa di intimo e privato, in realtà ci mette sempre in comunione con tutti o nostri fratelli e sorelle in comunità ma anche con tutte le creature del cielo e della terra.

La bontà del digiuno e la vertà della preghiera si giudicano dai "frutti" di conversione.
"Cosi ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi" (Mt 7,17)

Elemosina.
questa terza opera quaresimale è spesso fraintesa o mal utilizzata poichè si rischia di tradurla in un gesto con cui ci si libera del fastidio dell'altro che ci chiede aiuto o solo attenzione.
Nelle scritture questa parola ci riporta a quel balsamo di misericordia che chiediamo continuamente a Dio per noi - Kyrie eleison!- e che ci impegniamo a spalmare dolcemente sulle ferite e le fatiche di tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino.
Basta ricordare queste parole di Gesù:
"Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro" (Lc 11,41)
Ci si deve distogliere dal totale amore di sé per aprirsi a qualcosa di più grande, a quella conversione che ci porta all'amore incondizionato per l'altro.

Buon cammino.

venerdì 29 gennaio 2021

Le tentazioni sono anche razionali episodi di felicità apparente.

 


Questo articolo è l'evoluzione/ampliamento di uno che scrissi 4 anni fa proprio riguardo questo argomento... le tentazioni.
Ultimamente sono particolarmente bombardata per cui credo sia il momento adatto per rivedere questo tema.

Quanto è difficile parlare di tentazioni?
Onestamente... tantissimo!
Credo sia uno degli argomenti più difficili da affrontare per vari motivi.. per vergogna, spesso pensiamo di non essere capiti e di conseguenza di essere presi in giro; per paura di essere fraintesi o di passare per creduloni; perché non ci crediamo, le tentazioni sono qualcosa di astratto ad un primo ragionamento per cui diventa difficile riuscire a capire se sono reali con conseguente silenzio... logorante il più delle volte..

Fino a pochi anni fa non credevo alle tentazioni, da brava persona razionale, pensavo fossero una conseguenza dell'insicurezza delle persone, oppure una scusa, oppure giochetti mentali dovuti a suggestioni o cose simili.
Poi, con il tempo e innumerevoli chiacchierate con il mio padre spirituale, mi sono resa conto che probabilmente mi stavo sbagliando, non solo per i suoi discorsi o per alcune letture a tema, ma perché ho iniziato a trovare una logica a svariati eventi nella mia vita per cui avevo qualcosa di concreto e razionale.. non avevo più scusa per negare.
Una volta appurato che le tentazioni esistono, il passo più difficile è stato quello di associare le tentazioni al male, a Satana per essere precisi.
Una lettura utilissima è stata "Occasione o tentazione?" di Silvano Fausti, mi ha aperto un nuovo modo di vedere i fatti della vita.
Di vedere che anche una cosa che può sembrarci buona per noi, in realtà è una tentazione che ci porta sulla strada sbagliata e allora lì bisogna mettere in atto un processo di discernimento.
La tentazione è anche qualcosa che ti porta ad una felicità ma solo apparente, ad una tristezza negativa (esiste anche quella positiva), ad una gioia contraffatta.
Il male blocca con menzogne e paure, adesca con piacere apparente, con la maschera del bene...
Nel libro ci sono una serie di esercizi per poter capire come discernere nel modo corretto se si tratta di una tentazione o meno.

Quando mi dicevano frasi come "eh, attenta, sarà colpa del demonio, ci mette sempre lo zampino!" sinceramente sorridevo senza darvi troppo peso, pensavo che certe persone semplicemente vedessero il male pure nell'acqua gassata.
Nel mio cammino di conversione ho sempre e comunque messo al primo posto la risposta razionale, è più forte di me, cosi come quando seguivo altre vie religiose tra cui il paganesimo, durante le celebrazioni credevo poco a ciò che gli altri mi raccontavano riguardo ciò che provavano durante il cerchio.
Quindi per me le tentazioni non venivano proprio da Satana, semplicemente le trovavamo sul nostro cammino e dovevamo resistervi perché doveva essere cosi.
Non vi dico quanti anni ho trascorso in questo modo!

Poi leggi quella frase e colleghi una cosa, ne leggi un'altra e colleghi un'altra cosa e cosi via... episodi che mi hanno messa molto alla prova, cambi di programma che pensavo io stessa perchè magari "non avevo voglia" di fare qualcosa e poco alla volta ho provato a chiedermi:
" e se queste cose fossero veramente tentazioni di Satana?"...
"e se effettivamente le sue tentazioni non fossero nulla di eclatante o soprannaturale ma fossero semplici <cambi di programma> che decidiamo noi?"
"e se ci fosse una semplice risposta razionale senza cercare chissà quale collegamento strano?"


Ecco, queste semplici domande, hanno iniziato a frullarmi in testa sempre più spesso, soprattutto quando accadevano episodi banalissimi che mi allontanavano da qualcosa di bello a causa della pigrizia, non voglia di fare o dubbi.
Da bambini non è che sappiamo bene come funzionino queste cose, ce le spiegano a grandi linee, poi per chi  come me si allontana dalla chiesa vengono un pò rimosse o messe in un cassettino della memoria molto lontano e spesso sono proprio fonte di ulteriori punti a cui aggrapparsi per andarsene dalla chiesa pensando che sono tutti pazzi e credono a chissà quale entità spaventosa.
Se doveste chiedere ad un bambino cosa è una tentazione, non quanti riuscirebbero a rispondere concretamente.

Vorrei agganciarmi alla definizione di "tentazioni" presa dal vocabolario Treccani
(non poteva mancare la parte "dizionario"):

tentazióne s. f. [dal lat. temptatio -onis, der. di temptare «tentare»]. – 1. Nella teologia cattolica, l’azione e il fatto di tentare o di venire tentato al peccato, intesa sia come prova a cui l’essere libero viene sottoposto per conoscerne la capacità di sottostare alla legge morale e religiosa, sia come stimolo o invito a compiere azioni moralmente cattive: t. di Gesù Cristo, nei vangeli sinottici, l’episodio in cui Cristo è tentato da Satana; le t. di s. Antonio nel desertole t. di Buddadi Zarathustradi Maometto. Con valore soggettivo, la condizione di chi è tentato, cioè l’esperienza del soggetto religioso che subisce l’attrazione di una condotta contrastante con gli ideali della propria religione

In sintesi qui si parla di compiere azioni che vanno contro la legge morale e religiosa, e compiere azioni moralmente "cattive", quindi viene considerato solo tutto ciò che è inerente ad un'azione negativa e che porta a conseguenze spiacevoli.
Ho sottolineato la parola "solo" per un motivo ben preciso poiché nella cerchia delle tentazioni citate trovo un certo limite, si parla di avere una "condotta contrastante con gli ideali della propria religione", ma secondo un mio pensiero, le tentazioni non sono solo per forza azioni negative o in contrasto con la mia fede, posso anche essere azioni che io reputo banali e senza conseguenze che se guardate con razionalità tolgono una possibile crescita personale.
Credo che con gli esempi si possa capire meglio ciò che intendo, poi magari io le vedo come tentazioni mentre voi no per cui non prendete per oro colato ciò che dico, semplicemente mi baso su vari ragionamenti fatti negli anni.

Satana attraverso le tentazioni fa in modo che noi ci allontaniamo da Dio, ci porta a cedere ad azioni che inizialmente sono positive ma vanno a discapito di qualcuno per cui sono azioni contro la nostra morale e fede, non solo questo però ci può allontanare da Dio, ci sono anche cose che semplicemente non ci fanno evolvere spiritualmente e anche quelle secondo me derivano dalle tentazioni.

Ora passiamo veramente ad esempi concreti cosi è più semplice.

- 1: in parrocchia fanno la catechesi degli adulti, la fanno magari due volte all'anno, vorreste andarci ma la pigrizia spesso prende il sopravvento, oppure decidete di non andare perchè sareste arrivati in ritardo per degli imprevisti.
Voi in questo non ci vedete una tentazione? non pensate che la pigrizia sia stata una tentazione?
In questo caso non avete fatto nulla contro la morale e contro la fede essendo incontri non obbligatori ma avete mancato un'occasione per avvicinarvi a Dio.

- 2: i profumi.. credo che per chi come me è estremamente sensibile alla cosa, siano la cosa peggiore. 
(Qui ne ho parlato ampiamente), improvvisamente mi capita di sentire dei profumi e subito la mia mente va a ripescare determinate immagini, sensazioni etc.. e spesso accade andando a richiamare la mia vecchia strada.. ci sono 3 profumi particolari che mi capita di sentire per tornare al passato e diventa una cosa difficile da controllare; quella è una tentazione.
Un profumo che richiama ad un evento passato e che ci mette in dubbio/crisi su ciò che siamo ora.
Basta poco.. non servono cose eclatanti.

- 3: pensieri... il male è subdolo, sa quali sono i nostri punti deboli, ciò che può andare a toccare per metterci in crisi ed è proprio lì che gioca.
Il male è razionale perchè spesso utilizza la ragione, i nostri ragionamenti ci portano a metterci in dubbio, a mettere in dubbio il nostro percorso, la nostra fede, la nostra libertà e anche noi come persone.
Andiamo continuamente a ripescare cose del passato, nostri errori, mancanze ricevute... 
"prima ero più libera...", "prima stavo meglio..."... e non vediamo più cosa siamo e cosa ci attende.

- 4: preghiera... vorreste dire il rosario ma non avete il tempo necessario per dirlo tutto in una volta, oppure vorreste iniziare una novena ma anche in quel caso se la iniziate volete farla bene per cui piuttosto che rischiare di non terminarla o piuttosto che spezzare la preghiera sulla giornata non pregate.
Che dite? Mettiamo questa cosa tra le tentazioni? Direi di si, anche se per noi quello non è grave, anzi, lo facciamo perchè magari ci sembra di essere irrispettosi non terminando una preghiera, invece cosi cadiamo in una tentazione.

Prendo in prestito una citazione i Papa Francesco dell'11 aprile 2014 per dire un'altra cosa riguardo le tentazioni:

<<Come fa il demonio per allontanarci dalla strada di Gesù? La tentazione incomincia lievemente, ma cresce: sempre cresce. Secondo, cresce e contagia un altro, si trasmette ad un altro, cerca di essere comunitaria. E alla fine, per tranquillizzare l’anima, si giustifica. Cresce, contagia e si giustifica>>

In questo piccolo pezzetto c'è un altro esempio che spesso si sottovaluta paurosamente... ovvero essere complici delle tentazioni!
Come??
Nel parlare male degli altri, oppure nel dare agli altri consigli sbagliati..
"lascia perdere, non andarci e goditi la serata a casa..";
"hai lavorato tutto il giorno, hai bisogno di svagarti, ci andrai un'altra volta...";
"ma no!! perché dovresti iniziare tu a parlarci? è lui che ha sbagliato..";
"effettivamente non c'è nulla di male se leggi cose new age, è solo per informarti"

Un esempio concreto che personalmente ho sottovalutato e mi è stato fatto notare dal mio padre spirituale, le mie condivisioni di post sul paganesimo nel mio profilo personale....
Lo facevo in buona fede, per informare, ma senza aggiungere nessuna mia spiegazione rischiavo di fuorviare le persone che le leggevano... magari una persona più "debole" avrebbe approfondito e chissà a cosa l'avrei potuta portare senza rendermene conto.

Ecco, queste sono tutte tentazioni e il mezzo siamo noi, la tentazione cresce con il tempo, contagia e il mezzo possiamo essere noi, giustifica..."sarai stanco... stai a casa... sei tu che hai ragione..."
Sarò strana io, ma ci trovo una continua spiegazione razionale alle azioni di cui vi ho parlato fino ad ora.. e per razionale intendo che ha una spiegazione logica, azioni con conseguenze a cui si trova una spiegazione effettiva.
Si, le tentazioni, sono anche razionali.
Come conclusione cito ancora Papa Francesco sempre riguardo il discorso fatto l'11 aprile 2014:

«Tutti siamo tentati, perché la legge della vita spirituale, la nostra vita cristiana, è una lotta: una lotta. Perché il principe di questo mondo – il diavolo – non vuole la nostra santità, non vuole che noi seguiamo Cristo. Qualcuno di voi, forse, non so, può dire: “Ma, Padre, che antico è lei: parlare del diavolo nel secolo XXI!”. Ma, guardate che il diavolo c’è! Il diavolo c’è. Anche nel secolo XXI! E non dobbiamo essere ingenui, eh? Dobbiamo imparare dal Vangelo come si fa la lotta contro di lui».

Non è un tema facile da affrontare e sarebbe interessante sapere se avete esempi anche nella nostra vita che prima non avevate considerato tentazioni mentre ora li avete rivalutati.
Nel frattempo vi lascio una lettura stupenda, da fare poco a poco, prendendosi del tempo perché può essere un grossissimo aiuto nel capire se è "Occasione o tentazione?"

Un abbraccio.

martedì 26 gennaio 2021

Quell'essere imperfetti per il mondo, che ci rende perfetti ai Suoi occhi.

 


Tutto ciò che scriverò qui ha un'origine ben precisa, fatta di persone che spesso si sentono inadatte a seguire Gesù perché non perfette, a causa dell'idea di cristiano idealizzata nel modo sbagliato.
Troppe volte ho letto messaggi dove mi confidavano che leggere dei miei "momenti no" e delle mie debolezze per loro era un aiuto a non sentirsi sbagliati perché "allora c'è qualcun altro come me".. "allora, posso essere cattolica anche se non sono perfetta!"

Non ho mai capito perché esiste questa convinzione che se una persona è cattolica, allora di conseguenza è perfetta e impeccabile.
Anzi, in realtà per il mondo DEVE essere perfetta e impeccabile..
Tassativamente esente da errori, cadute, sbagli...
Non può lamentarsi ne tantomeno essere stanca.. 
Dubbi?? Giammaiiiii! Assolutamente no!!! Non puoi!!

Non so voi, ma a me è capitato un sacco di volte che la mia scelta religiosa fosse utilizzata come "specchio riflesso" (contro di me) in moltissime occasioni, da quelle in cui mi vedevano più nervosa a quelle in cui addirittura non lo ero abbastanza per cui passavo per la buonista di turno.

- Alzi la voce? Ma sei matta!!! Sei cattolica, dovresti avere un tono pacato, sempre tranquillo e ragionevole.
- Non vuoi parlare con una persona? Vai a confessarti!!! Non è cosi che si comportano i cattolici!!
- Soffri per una situazione? Eh beh, di cosa ti lamenti? Sei cattolica, dovresti amare la sofferenza, goditela!
- Hai dei dubbi? Veramente? Ah, credo tu non sia abbastanza cattolica... non dovresti avere dubbi.
- Cerchi di metterti nei panni degli altri, di capire, di volere un dialogo sincero? No no, sei solo una buonista ipocrita!

No ma... c'è qualcosa che va bene??  XD
Pare proprio di no... e la cosa più strana è che certe volte sono gli stessi "catto-amici" che pensano queste cose.
Capiamoci, non è colpa loro in realtà, ma di quello che spesso viene insegnato oppure, in vari casi, omesso per rendere la fede più semplice e quasi in modalità figli dei fiori tutti peace&love che Flanders a confronto è un pivellino.
Poi si, c'è chi non sa proprio nulla, cova un astio non indifferente verso la religione per cui ogni virgola sbagliata è un bel pretesto per punzecchiare o azzannare direttamente, dipende da quanta fame ha.
E io tanti anni fa, quando ero lontana dalla chiesa, di fame ne avevo molta e sapevo come "colpire" i cattolici con queste cose.

-"Noi sei perfetto?? Allora hai sbagliato religione!"
--"Ma come?? Io pensavo che Lui... beh.. mi amasse lo stesso.."
-"No! Ma dove lo hai letto? No no, devi essere perfetto, altrimenti il paradiso tu lo vedi solo in cartolina!
Vuoi addirittura puntare alla Santità? No va beh... cerca di essere realista, la santità è per i perfetti, per chi non sbaglia mai!"

In realtà noi cattolici dovremmo andare in giro con un cartello che dice in due parole ciò che non viene considerato "Siamo persone".
In quanto persone, esseri umani con una vita più o meno nella norma, possiamo commettere errori, possiamo essere stanchi, possiamo anche perdere la bussola, sbagliare strada...
In tutto questo, la cosa che come persone ci rende magari (passatemi il termine) "diversi" dagli altri è che abbiamo qualcuno che ci ama in modo incondizionato anche quando non siamo perfetti.

SI, ANCHE QUANDO NON SIAMO PERFETTI!

Nel nostro essere imperfetti al mondo, siamo perfetti ai suoi occhi... 

Anche quando una domenica non abbiamo voglia di uscire di casa per andare a messa perché piove e fa freddo e non vogliamo toglierci il pigiama...ma ci andiamo lo stesso; anche quando un giorno non hai voglia di fare delle letture impegnate e vuoi solo svagarti un po'.
Anche quando è una di quelle giornate in cui proprio non riesci a pregare per svariati motivi e lasci a metà il rosario o dici un'Ave Maria di corsa.

Sicuri sicuri che mi ama lo stesso??
Ora facciamo un po di chiarezza, ci sediamo davanti al crocifisso, facciamo un bel respiro, lo guardiamo, ci rilassiamo e ci lasciamo guidare dalla realtà, quella vera, non quella ipotetica senza senso.

Gesù, il figlio di Dio, colui che è morto per noi, ci ama, ci ama anche e soprattutto perché siamo imperfetti, ci ama indistintamente e se cadiamo, se non riusciamo a mantenere un fioretto, se ci dimentichiamo di dire un giorno di novena, se ci capita di alzare la voce con i bambini perché siamo stanchi, Lui ci ama e vuole che ci rendiamo conto di questo.
Ci ama ed è sempre accanto a noi, a tranquillizzarci, ad aiutarci, a sorreggerci, non ci lascia mai soli anche quando noi siamo abituati ad essere lasciati soli dagli altri.
Noi spesso non crediamo a tutto questo perché ci fanno credere che se non siamo perfetti allora non valiamo abbastanza, non siamo abbastanza per avere il Suo amore..
Vi rendete conto che per colpa di questa malsana convinzione molti sono lontani da Lui?
Non avete idea di quanto sia stata difficile la mia conversione all'inizio, non solo per gli attacchi di chi non voleva che lasciassi l'altra via... ma soprattutto a causa di chi mi faceva credere che se non fossi stata impeccabile nel seguire ogni cosa, nel condividere tutto, ogni singola cosa nel silenzio (perché se avessi obiettato guai..), Gesù, non mi avrebbe amata, non mi avrebbe accolta finché non avessi fatto tutto perfettamente.
Il lavoro per arrivare a questo è stato molto lungo e guidato da un padre spirituale, altrimenti a quest'ora probabilmente sarei altrove con un sacco di idee sbagliate in testa.

L'essere consapevoli che siamo amati per ciò che siamo, non deve però portarci all'atteggiamento opposto, ovvero al non volerci migliorare, al fregarcene, al fare le vittime perché "va beh, Lui mi ama lo stesso", ci vuole sempre impegno, come in ogni relazione d'amore.
La consapevolezza del suo amore e dell'essere perfetti ai suoi occhi deve essere il punto di partenza che ci spinge a fare sempre meglio, ad essere migliori ad avere la certezza che negli sbagli e nelle cadute Lui c'è per farci ripartire per quella via verso la Santità che è possibile per tutti.

SONO CATTOLICA, NON PERFETTA, ricordiamolo sempre, soprattutto a noi stessi.
SONO CATTOLICA, NON PERFETTA, posso avere anche dei momenti non proprio buoni e non me ne devo vergognare, è bellissimo parlare della gioia della fede, della meraviglia dell'essere cristiani, ma è lecito e giusto anche parlare dei "momenti no" proprio parte integrante della vita reale, solo cosi si arriverà poi a ricordare con gioia ciò che non andava, perchè Lui è con noi.

Un abbraccio

venerdì 15 gennaio 2021

Casalinga (non disperata) per scelta, tra luoghi comuni e realtà.

 


Ammetto subito una cosa, questo articolo lo volevo scrivere da mesi... forse anni... ma non ero pronta, non puoi scrivere un articolo su un tema che ti spaventa o se ti senti in difetto nell'appartenere ad una certa categoria.
Ora però sono pronta, posso e voglio farlo ed eccomi qui...con un pizzico di serietà e di spensieratezza mi apro a voi attraverso luoghi comuni e attimi di realtà attraverso la mia esperienza.

Partiamo dalla definizione di casalinga, semplice e sintetica da dizionario:

"CASALINGA: Donna dedita esclusivamente alla cura e all'andamento della casa e della famiglia"

Effettivamente, una casalinga si occupa esclusivamente di casa e famiglia.
"Che ci vuole a fare quello, soprattutto se i bambini sono a scuola o asilo.. hai come minimo tutta la mattina libera per cui cosa fai, guardi la tv, vai dal parrucchiere, riposi...."
Evidentemente negli ultimi 11 anni ho perso dei pezzi... XD perché il divano mi vede solo dopo cena, la tv resta spenta e vado dal parrucchiere 1 volta all'anno.

La cosa che ho notato negli anni è che si ha la classica visione da film, peccato che sia una visione della casalinga ricca, non di una normale XD.
Altro errore, collegare la casalinga a quelle "di una volta", ma anche lì c'è un'idea errata; una volta non era cosi facile esserlo, non c'erano tutte le comodità di oggi, le cose da fare erano tante, magari con molti più figli di oggi da gestire e molto altro.

La domanda sorge spontanea... la definizione di casalinga è ancora attuale?
Penso di no, per un semplice motivo, non conosco casalinghe che si limitano solo alla gestione esclusiva di casa e famiglia senza fare altro.
Tutte fanno molto di più, e non parlo di lavorare fuori casa (in questo caso non sono casalinghe per definizione), ma studiano, oppure si dedicano all'autoproduzione che possa essere di detersivi, vestiti e quant'altro, seguono corsi, si dedicano al fai da te, scrivono, si mettono a disposizione degli altri, magari fanno qualche lavoretto a casa... insomma.. non stanno con le mani in mano.
Fare la casalinga non è solo pulire casa e cambiare i pannolini se si hanno figli..

Collegandomi a questo, non avete idea della difficoltà nel trovare un'immagine adatta all'articolo, scrivendo "casalinga" su Google, la maggior parte delle immagini mostrano una donna frustrata, sopraffatta, triste, carica di cose da fare, insoddisfatta... un sacco di luoghi comuni che non condivido.

Parlando di luoghi comuni, ecco 3 scenari tipici che sicuramente moltissime hanno sentito nel corso della loro vita da mamme, che arrivi ad un certo punto e preghi tutti i santi perchè ti aiutino a gestire le risposte...

Primo scenario, probabilmente una "tua simile" o semplicemente una donna solidale:
" Che lavoro fai?"...
" Casalinga e mamma a tempo pieno."
" Ah... beh si, bello e faticoso"

Secondo scenario, quella che probabilmente non ha ben capito cosa voglia dire:
" Che lavoro fai?"...
" Casalinga e mamma a tempo pieno."
" Bene, beata te che riposi!!"
ti verrebbe da rispondere.. "oh, certo! passo dal divano, al letto, rotolando direttamente in cucina, poi se proprio mi va preparo i 4 salti in padella per tutti e via"

Terzo scenario, subentra l'invidia e la voglia di farti sentire in colpa manco stessi rubando o dovesse darti lei dei soldi:
" Che lavoro fai?"...
" Casalinga e mamma a tempo pieno."
 (con aria stizzita) " Ah beh, beata te che te lo puoi permettere."

Queste non sono leggende metropolitane, ma alcune delle cose che mi sono sentita dire da quando è nata la mia prima figlia nel lontano 2010.
Poi arriva la perla (da chi è molto più vicino… oltretutto donna).. quella che crede di sapere cosa è giusto per tutte:
"Una donna deve lavorare fuori casa per sentirsi realizzata… quando ti trovi un lavoro?"
(e quando lo trovi per qualche ora ogni tanto... "io non abbandonerei i bambini per lavorare quando hanno bisogno di me".. giuro che è successo)

Secondo la società la donna è realizzata solo se sta fuori casa, solo se sui libri di scuola viene detto che lavora, sia mai dire che sta bene a casa.
Trovo questo estremamente triste e anzi, a mio parere toglie importanza alla donna perchè non le permette di essere nel posto che desidera ma sono gli altri a decidere per lei.

La donna è importante laddove si percepisce la sua essenza.

E, se proprio devo dirla tutta, la mia essenza viene sprigionata quando mi occupo esclusivamente della casa e della famiglia.. e non perché non posso fare altro non avendo una laurea ma un misero diploma professionale, ma perché è la cosa che mi fa stare bene, mi fa sentire realizzata e nel posto giusto.
Si ok, oltre a quello studio, un giorno a settimana lavoro ma non mi danno la stessa cosa, non mi rendono realmente felice, non mi completano.

Sono casalinga, non perché non ho alternative, lo sono per una scelta mia e condivisa con mio marito, perché mi fa sentire di avere una vita piena, ricca, anche un po' di corsa, sempre a disposizione dell'altro, ma meravigliosa.
Capitano anche i momenti in cui mi sento sopraffatta ma quando accade ho imparato ad affidarmi al Signore o a Maria, mi fermo, resetto e riparto.

Mi godo l'essere una casalinga?
Per niente! Mi sobbarcarco continuamente di cose da fare, troppe...

Quando ero incinta di Giorgia avevo in testa solo una cosa, rientrare al lavoro subito.
Sono rimasta dal 3°mese di gravidanza (le mie gravidanze sono a rischio dall'inizio alla fine per una mutazione genetica) e per una come me è stato abbastanza difficile abituarmi..
Sono cresciuta con l'idea che bisognasse sempre e solo lavorare.. ho iniziato quando ero ancora alle medie a lavorare ai mercati estivi con i miei genitori (mio padre aveva una bancarella di scarpe), poi alle superiori a lavorare i 3 mesi estivi anche in fabbrica e nei week end tutto l'anno (per pagarmi gli studi dopo una bocciatura), stare a casa non era contemplato... 

Poi è nata lei, ho perso il lavoro e si è aperto un mondo nuovo…

Ho scoperto la gioia del prendersi cura di un bambino (prima della maternità non amavo affatto i bambini), l'esserci per ogni suo piccolo progresso, quando stava male, quando aveva bisogno e quando semplicemente era tranquilla addormentata e potevo sistemare casa o leggere qualcosa.
Ho scoperto che il lavoro non è solo qualcosa di retribuito ma può essere anche il mettersi a disposizione dell'altro gratuitamente.
Ho scoperto che l'essere mamma a tempo pieno, prendersi cura della casa, fare la spesa e far quadrare i conti sono un lavoraccio non da poco.
[piccola parentesi: quando lavoravo, si occupava mio marito di casa, spesa e conti perché io uscivo di casa alle 8 e rientravo alle 20,30 e il sabato andavo direttamente al secondo lavoro fino all'1 o 2 di notte.]
Ho scoperto che il lavoro non è tutto, che ci deve essere nel momento in cui una persona ne ha bisogno per una questione economica (ovviamente), e ne sente il bisogno perché ama il suo lavoro, ciò che fa etc.. ma nel momento in cui può farne a meno, ha tutto il diritto di seguire ciò che è la sua vocazione senza doversi sentire in difetto o in colpa ne tantomeno una mantenuta.

La scelta di stare a casa è stata una decisione condivisa e supportata da mio marito, abbiamo deciso che avremmo fatto sacrifici ma che avrei cresciuto io i bambini senza appoggi di nonni o asilo nido.
Poi quando Giorgia aveva quasi 2 anni, sono rimasta incinta di Gabriele e quando Gabriele ne aveva quasi 4 eccomi incinta di Mattia che ora ha 4 anni e mezzo.

Richiamo un pezzetto di un mio articolo di qualche mese fa sulla figura della donna (lo trovate qui)

"Per quanto un uomo possa impegnarsi (in assenza di una figura femminile o in suo aiuto), non potrà mai eguagliare l'essenza femminile.
Nella Bibbia, è lei che fa vivere la liturgia settimanale dello shabbat (il sabato), un giorno sacro da ritagliare tra le varie faccende domestiche e uno spazio da dedicare al Signore, ringraziandolo per i benefici ricevuti.
In Israele, il sabato la donna non compie azioni speciali, (non serve fare cose straordinarie, ma ordinarie cariche di significato) si serve di piccoli gesti per ricordalo; quei piccoli gesti che fanno la differenza.. pulisce ed illumina la casa, diffonde un'aria di festa, cucina con una cura particolare e ricorda alla famiglia che quel giorno è speciale.
Non solo, accende candele in ogni stanza cosi che la luce si possa diffondere rallegrando la casa in preparazione alla preghiera.

La donna in sintesi rivestiva un ruolo sacro, ricordava (gesto di una premura meravigliosa) la festa con segni particolari: ceri, olio, rami d'ulivo, pulizia della casa, cibi speciali, faceva indossare alla famiglia il "vestito buono", quello che per noi è della domenica (di cui vi ho parlato poco tempo fa), ma la cosa più importante è che, nell'intimità famigliare veniva chiamata maestra di preghiera... che onore..."

Il ruolo della donna, soprattutto della casalinga andrebbe rivalutato, non sminuito, non snobbato, deve essere apprezzato, rispettato senza allusioni all'essere una mantenuta (de che!!) o orribili etichette perché nessuno sa cosa c'è dietro una scelta di questo genere e nessuno dovrebbe permettersi di giudicare ne tantomeno di invidiare o sminuire perché la cosa importante è che ognuna si possa trovare nel posto che la fa stare meglio.
La prima solidarietà dovrebbe iniziare tra noi donne, nessuna è meglio dell'altra, una lavoratrice fuori casa non è migliore di una casalinga... per questo auguro a tutte di trovare il proprio posto, di fare quello che vi fa stare meglio, di essere nel luogo che vi fa essere a pieno voi stesse che possa essere la casa, un salone, un'aula, o altro..

Il mio obiettivo per questo nuovo anno è quello di vivere meglio il mio essere casalinga senza sobbarcarmi di cose solo per dimostrare che faccio tanto per poi ritrovarmi realmente frustrata... voglio solo essere una folle casalinga cattolica che sta bene nel suo posto.